Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

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giovedì 7 luglio 2011

Appuntamento a Viareggio il 23 luglio

251 : commenti
Mi scuso pubblicamente con Gibed per avere lasciato cadere nel vuoto qualche giorno fa una sua "soffiata" degna di 007:

Gibed ha detto...

Segnalo che il 23 luglio p.v. si terrà una tavola rotonda a Viareggio (LU) sull'e-cat. Daniele22, sei stato invitato? Io penso di partecipare, se la partecipazione è libera. Questo il link: http://www.deltaenergie.it/la-fusione-fredda-e-diventata-realta

Saluti
Gibed

03 luglio 2011 00:23


Non potevo dir nulla: lo sponsor aveva pregato di dare il via alla promozione solo a partire da oggi.

Visto che vi ho fatto aspettare, ora vi svelo il backstage dell'evento. A marzo a Firenze, in occasione di una conferenza di Emilio del Giudice (ne parlai qui), incontrai Claudio Puosi e Vessy Nikolova, una bella e simpatica coppia di Viareggio che si era appassionata alla vicenda E-Cat proprio su questo blog. Finita la conferenza, restai a cena con loro e Roy Virgilio: si parlò di tante cose, ma soprattutto di fusione fredda. Probabilmente venne piantato un seme...
Viareggio, la sede del convegno: Villa Borbone

L'Associazione Culturale "Auriga", cui appartengono Claudio e Vessy, è solita organizzare ogni anno convegni su temi legati all'evoluzione della società...

un altro frequentatore di Ventidue passi d'amore e dintorni stava organizzando a Marghera una serata dedicata all'E-Cat (ne parlai qui)...

così i nostri due amici si sono fatti in quattro per realizzare un'iniziativa simile anche nella loro città!
Villa Borbone, la sala che verrà utilizzata (150 posti)

Hanno trovato uno sponsor locale perfetto, la Delta Energie Srl, azienda che si occupa di solare termico, fotovoltaico, cogenerazione, domotica (e in futuro forse anche di LENR).

Hanno ottenuto il patrocinio del Comune viareggino e dunque la disponibilità di una sala della prestigiosa Villa Borbone.

Hanno coinvolto Mario Menichella, fisico, scrittore e divulgatore scientifico, che ha dato un fondamentale contributo all'organizzazione del convegno e ne ha curato la parte scientifica.


Il titolo scelto è significativo - La “fusione fredda” è diventata realtà? - si tratta infatti del primo evento divulgativo di un certo rilievo organizzato in Italia sulla fusione fredda da molti anni a questa parte.

L'appuntamento è quindi a Viareggio (LU) sabato 23 luglio, orario 16.00-19,30, nella sala conferenze di Villa Borbone, sita nel Viale dei Tigli che da Viareggio porta a Torre del Lago. Ingresso libero.

Sergio Focardi durante l'intervista concessa per il convegno
Il programma prevede la proiezione di una lunga intervista che Sergio Focardi ha concesso in esclusiva per il convegno e in cui ripercorre le ricerche da lui condotte sulla fusione fredda fino all’invenzione dell’Energy Catalyzer (E-Cat). Seguirà una conferenza sulla storia della ricerca sulla fusione fredda nel mondo fino ai più recenti sviluppi, tenuta da Francesco Celani dell'Infn di Frascati, tra i maggiori esperti internazionali sull’argomento nonché esecutore in prima persona di numerosi esperimenti. Anche 22PASSI è stato invitato: come relatore mi occuperò della parte di attualità, con particolare enfasi sulle notizie recenti più interessanti relative all’E-Cat e al suo cammino verso la commercializzazione. Nella parte finale vi sarà ampio spazio per le domande del pubblico all’interno di una tavola rotonda cui parteciperà Marco Maria Massai, fisico sperimentale dell’Università di Pisa, che è anche il moderatore dell’intero evento. Il programma completo e aggiornato del pomeriggio è consultabile nella pagina dello sponsor cliccando qui.

Dunque, per chi fosse interessato, ci sono tutte le premesse per fare un salto a Viareggio e magari trascorrervi il week-end. In estate la Versilia è un’ottima meta per ogni vacanziere amante del mare e del solleone... ma il 23 luglio lo sarà anche per gli appassionati di fusione fredda!

mercoledì 6 luglio 2011

Comunicare senza conflitti con la CNV

15 : commenti
Oggi, a zonzo in libreria, mi è caduto l'occhio sopra un piccolo libro, formato quaderno, con la copertina di un puffo colore, decisamente rasserenante: Quaderno di esercizi per comunicare senza conflitti con la CNV di Anne van Stappen.

Comunicazione Non Verbale, ho pensato, poi, guardando meglio ho letto: Comunicazione NonViolenta... bingo! Sembrava fatto apposta per me ed il blog.

Ho così scoperto l'esistenza di Marshall Rosenberg, il padre della della Comunicazione Nonviolenta, nonché allievo di Carl Rogers (1902-1987), padre carismatico della cosiddetta psicologia umanistica e  mio mito quando, ehm, mi residuava ancora una folta chioma sul capo.

Alla base della Nonviolent Comunication c'è naturalmente l'empatia, la capacità di comprendere cosa sta provando la persona con cui comunico. 

Lo scopo di questo quaderno - scrive la van Stappen nella prefazione - è diffondere il più possibile questa arte di vivere che è la CNV, per realizzare uno dei sogni de suo fondatore: che ciascuno possa scoprire un modo di relazionarsi che incoraggi la pace, la benevolenza e la cooperazione. Così, per far rispettare i propri bisogni e i propri valori, le persone avranno a disposizione strategie diverse dal distruggere, dall'attaccare o dall'uccidersi a vicenda.

Nelle nostre relazioni - continua l'autrice - è davvero possibile essere pacifici senza essere spenti, vivi e veri senza essere vulcanici, naturali senza essere impulsivi?
Esiste un modo di affermare se stessi senza schiacciare gli altri e di ascoltare gli altri senza dimenticare se stessi? Esiste una terza via tra il travolgere e l'ingoiare le parole?

Questa poi mi è piaciuta parecchio (e chi ha orecchie per intendere intenda): La CNV è ecologica per eccellenza, perché aiuta a trasformare l'energia CONTRO in energia PER. In effetti criticare, rimuginare, brontolare o scagliarsi contro gli altri richiede un'energia considerevole ed è poco produttivo.

Bene, come il maestro con l'allievo, il libro arriva quando il lettore è pronto. Comincio oggi questo percorso: m'impegno a riversare qui dentro i brani più interessanti che incontrerò e i diversi "modi di pensare e parlare" che imparerò dalla CNV. Avrò in tutti voi che mi leggete dei solerti verificatori dei risultati e alla fine mi promuoverete o boccerete. 

Lancio infine un piccolo appello. Spero che si possa camminare e procedere insieme nella CNV e che qualcuno di voi s'aggreghi ai miei sforzi. Insomma, chi mi ama e pure chi mi odia mi segua! :-)

"Non si vince se si vince da soli o a scapito di qualcuno."

Del nostro tempo rubato

2 : commenti
Come è potuta essermi sfuggita fino ad oggi questa ballata accattivante dei Perturbazione? Un ottimo arrangiamento costruito attorno al fingerpiking d'un paio di chitarre, la bella voce solista di Tommaso Cerasuolo, cori perfetti, testo superlativo... un gioiello!




Del nostro tempo rubato
Perturbazione (2010)


Non ci credevo da ragazzo lo sai
ma dopo quindici anni in fabbrica lo ammetto
Fratello mio ti logora davvero
come potrebbe mai non essere così
persino il rock ti scava rughe sulla faccia
e chi l'avrebbe detto
ma chi l'avrebbe detto.

Ho tanti amici alla catena di montaggio
che non è più catena solo automazione
e non rimpiango le mie scelte e le mie scuse
però vorrei voltare pagina.

Non è la fatica è lo spreco 

che mi fa imbestialire
non è la fatica è lo spreco.

Sarebbe bello ridere di noi
di tutto il tempo rubato 

al nostro tempo a venire.
Sarebbe meglio ridere di noi 

ma mi si stringe la gola
non riesco a dirti una parola buona.

Non ci credevo a quindici anni lo sai
che ci si abitua a volti nuovi, lo ammetto
io non l'avrei mai detto.

Ho tanti amici sopra e sotto i palchi
su questo stai pur certo io non ho rimpianti
però vorrei cambiare, si, vorrei cambiare tutto.

Non è la fatica è lo spreco
che mi fa incarognire
non è la fatica è lo spreco.

Sarebbe bello ridere di noi
di tutto il tempo rubato 

al nostro tempo a venire.
Sarebbe meglio ridere di noi
ma mi si stringe la gola
non riesco a dirti una parola.

Sarebbe bello ridere di noi...


Sarebbe giusto ridere di noi
ma mi si stringe la gola
non riesco a dirti una parola buona.

martedì 5 luglio 2011

Improvvisarsi scienziati nell'era di YouTube (2)

65 : commenti

Intanto, in un'altra stanza del (de)bunker...


tia ha detto...
Ecco il mio ferro da stiro, pot max dichiarata 2200W.
Il vapore è secco a circa 130 gradi, nei primi 10 cm è perfettamente trasparente (anche in controluce).
Purtroppo riprendendo col cellulare non si vede tutta la sua voluminosità, comunque:
http://www.youtube.com/watch?v=Xiok0stpcpw
tia ha detto...
(Ah, l'ho fatto andare per circa 10 minuti prima di riprenderlo)
Il Santo ha detto...
@Tia
Si sente un urlo alla fine del video... ti sei scottato? :)

tia ha detto...
Quasi. Mi stava sfuggendo di mano.
05 luglio 2011 00:51 

(questo post è la prosecuzione ideale di questo)

La notte della rete: diretta streaming

4 : commenti
Nello stillicidio continuo di attacchi alle libertà e diritti che sono ribaditi nella nostra Costituzione, è da diversi giorni che cercavo di dedicare un post all'ennesimo tentativo imbavagliare il web da parte di chi mira a controllare e drogare tutta l'informazione per farne propaganda. Ci riesco ora, in zona Cesarini!

Domani l'AgCom metterà a votazione una delibera in base alla quale si darà potere, d'ora in poi, di oscurare siti internet stranieri e rimuovere contenuti da quelli italiani - per via amministrativa e senza interventi della magistratura - qualora ravvisi qualsivoglia violazione del diritto d'autore... ora è evidente che il rispetto alla lettera delle norme del diritto d'autore, nato ben prima che esistesse internet, pone a rischio l'essenza stessa della rete: la condivisione dell'informazione. Sul sito www.agoradigitale.org trovate tutte le informazioni utili.

In pochi giorni sono state raccolte più di 200.000 firme contro questo proposito liberticida (ho firmato la petizione anch'io la settimana scorsa).

È on line una diretta streaming per sensibilizzare attorno a tutto ciò:

             
Online video chat by Ustream

Potete inserire lo streaming anche nel vostro blog/sito copiando e incollando il seguente codice:

<object width="480" height="296" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"> <param name="flashvars" value="cid=5753450&autoplay=false&style=ub5D1719:lcCD311B:ocffffff:ucffffff"/> <param name="allowfullscreen" value="true"/> <param name="allowscriptaccess" value="always"/> <param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf"/> <embed flashvars="cid=5753450&autoplay=false&style=ub5D1719:lcCD311B:ocffffff:ucffffff" width="480" height="296" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" src="http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf" type="application/x-shockwave-flash"></embed></object><br /><a href="http://www.ustream.tv/" style="padding: 2px 0px 4px; width: 400px; background: #ffffff; display: block; color: #000000; font-weight: normal; font-size: 10px; text-decoration: underline; text-align: center;" target="_blank">Online video chat by Ustream</a>

A chi volete credere?
A Minzolini, Fede, Capezzone...?
Io credo alla gente, quella vera.

11 : commenti
4 luglio - Conferenza stampa dei Comitati NO TAV
se volete un consiglio, armatevi di pazienza, ascoltate tutto e passate parola...


Comitato NO POKER

24 : commenti
Roma, S. Lorenzo - l'ex Cinema "Palazzo" occupato dai residenti
Succedeva ad aprile...

ROMA - «No al casinò». Una cinquantina di persone dei comitati per la casa hanno occupato, venerdì mattina, uno stabile in via dei Sanniti, a San Lorenzo. Si tratta dell’ex cinema Palazzo e i manifestanti chiedono che sia destinato ad attività culturali. «Vogliono aprire qui un casinò - spiega Guido, uno degli occupanti - come cittadini e residenti, pensiamo che San Lorenzo abbia bisogno di tutto eccetto che di un casinò».

OCCUPAZIONE - Nello stabile di via dei Sanniti sono in corso lavori di ristrutturazione. «Siamo entrati e abbiamo bloccato il cantiere - continua Guido - è impensabile che con l’emergenza casa e problemi di vivibilità del quartiere si pensi di aprire un casinò». All’esterno dell’edificio, al momento in ristrutturazione, gli occupanti hanno esposto uno striscione con la scritta «no al casinò». Sul posto i carabinieri della stazione San Lorenzo e la polizia. «Il cinema teatro Palazzo - sottolineano gli attivisti - ha una lunga tradizione, iniziata nei primi decenni del ‘900, alla fine dei quali l’intera struttura ha ospitato una sala biliardo e una sede del Bingo. Tale trasformazione ha pian piano svilito la tradizione legata al mondo della cultura che nel corso degli anni ha coinvolto artisti quali Ettore Petrolini e Romolo Balzani. Ora è in corso un’altra ristrutturazione da parte di una società privata per allestire un casino’ con tanto di slot machine e giochi virtuali». (leggi il resto dell'articolo sul sito del Corriere.it)

Già, nel quartiere romano di San Lorenzo chi ci governa vuole compiere l'ennesimo tentativo di speculazione, aprire al posto dell'ex Cinema “Palazzo” un casinò affidato ai "soliti amici". La questione è tornata alla ribalta ieri con questo video in cui "il solito" Capezzone offende l'intelligenza dei cittadini e il principio di legalità stesso.

Mutatis mutandis a San Lorenzo vediamo in azione, in piccolo, lo stesso meccanismo attuato, in grande, con la TAV. Imporre senza consenso un'opera inutile - anzi dannosa - che i cittadini giustamente non vogliono. Quanti di questi vulnus alla democrazia sono ancora necessari per rimandare a casa a calci nel sedere chi ci governa indegnamente?

Val Susa chiama, l'Italia risponde

17 : commenti
Qui c'è una strategia molto elementare: la gente va lì davanti, tirano qualche pietra... vengono avanti, si fanno tirare due pietre... restituiscono le pietre coi lacrimogeni. Giocano così. 

Allora noi dobbiamo cercare una strategia leggermente diversa. Gli diamo adito di andare avanti, vengono avanti... andar dietro, avanti, indietro... stiamo qua una settimana. 

Allora, qualcuno ha un'idea? Tiratela fuori, la rete è questa.

Ma [ndr, tornando a parlare di lanci di pietre e altro] non dobbiamo tirare niente. Non lo so che cosa dobbiamo fare...


(Beppe Grillo, ieri in Val Susa,


Ha ragione Beppe Grillo. Ci vuole una strategia pacifica e non violenta, dunque vincente, da opporre all'arroganza di chi sta abusando del suo potere - che gli elettori stessi hanno concesso - mandando migliaia di poliziotti a imporre qualcosa che una nazione (non solo i valligiani) non vuole.

Se il contratto sociale viene violato - e questo è l'ennesimo caso - un popolo ha diritto di contrastare pacificamente il potere costituito. Cito da Wikipedia: "Accettando spontaneamente le leggi che vengono loro imposte, gli uomini perdono una parte della loro assoluta e pericolosa libertà per assicurarsi una maggiore tranquillità e sicurezza sociale. Nel momento in cui il patto viene violato, il potere politico diventa illegittimo; di conseguenza il diritto di resistenza e ribellione viene legittimato."

Questo vale però se la protesta resta civile e di popolo, se black bloc e teppisti continuano a infiltrarsi la protesta muore: esattamente quello che desidera chi vuole costruire la TAV.

Come esorta Grillo, ci vuole un'idea forte quanto pacifica. 

La prima che mi viene in mente è questa. 

Formare file di persone larghe quanto la strada. Tenendosi tutti per mano in ogni fila avanzare fino a 10 metri dalle forze dell'ordine in assetto antisommossa. Deve restare fuori dal corteo qualche cameraman che riprenda e documenti ogni cosa. A questo punto tutti si metteranno una benda sugli occhi e, tenendosi per mano avanzeranno lentamente bendati contro le forze dell'ordine, cantando tutti in coro ad libidum l'inno nazionale. Dovranno essere uno accanto all'altro uomini e donne di tutte le età, anche anziani e bambini. 
I poliziotti non potranno osare di sparare lacrimogeni o usare i manganellare contro una folla inerme e indifesa, se succedesse le immagini farebbero il giro del mondo: ci sarebbero gli estremi per chiedere l'intervento persino dell'ONU contro un governo che si macchiasse di tale atto criminale.
Questa strategia potrebbe eventualmente essere rafforzato dall'indossare tutti un abito bianco (almeno il busto). 
Naturalmente va garantito un servizio d'ordine tra i manifestanti ineccepibile: non si deve infiltrare nessun black bloc e nessuno deve tirare pietre o quant'altro, altrimenti si legittima l'intervento repressivo delle forze dell'ordine.
L'obiettivo è spingere gli stessi poliziotti all'obiezione di coscienza e a rifiutare l'ordine di bloccare una pacifica protesta popolare. Entrare nel cantiere e occuparlo permanentemente.

Magari tutto ciò è irrealizzabile. Ma mi piace sperare che, se non questa idea, qualcosa di simile possa essere organizzato.

Se avete altre proposte per i manifestanti in Val Susa scrivetele nei commenti e le aggiungerò qui sotto.


lunedì 4 luglio 2011

NO TAV, SI GIUSTIZIA!

3 : commenti
1 luglio 2011 - Val di Susa, Maddalena di Chiomonte

4 luglio 2011 - Centro Traumatologico Ortopedico di Torino

Improvvisarsi scienziati nell'era di YouTube (1)

206 : commenti
Ventidue passi d'amore e dintorni è molto lieto di ospitare un articolo di Vettore, storica "firma" del forum di EnergeticAmbiente, che prende in esame le infinite polemiche e leggende metropolitane fiorite a partire dal vapore emesso dall'E-Cat.

***

Improvvisarsi scienziati nell'era di YouTube


Iniziamo con un aneddoto simpatico e significativo. Ai tempi dell'annuncio della "Fusione Fredda" da parte di Fleischmann & Pons si sollevò un grande scalpore, se ne parlava moltissimo nella comunità scientifica e parecchi scienziati erano curiosi di verificare in prima persona quei risultati. Purtroppo le informazioni disponibili erano poche ed approssimative (perché l'annuncio fu dato alla stampa prima di essere pubblicato su una rivista scientifica), così si cominciò a discutere molto di qualcosa che non si conosceva ancora bene, e si tentarono repliche un po’ improvvisate a causa della mancanza di dati e protocolli. Un dettaglio che non era stato comunicato ad esempio era la grandezza e la forma della cella elettrolitica (dettaglio tutt'altro che secondario, come saprà chi ha fatto qualche esperimento con le celle a plasma elettrolitico). Per ovviare, alcuni scienziati presero a riferimento la foto pubblicate sul Time, utilizzando come riferimento per le dimensioni la mano di uno dei due scienziati che reggeva la cella. Così iniziarono gli esperimenti, ma quasi nessuno ottenne risultati positivi. Molti anni dopo furono proprio i due scienziati a rivelare che in quelle foto non erano state usate le vere celle ma esemplari più piccoli, perché secondo i fotografi del

Time quelle originali erano poco "fotogeniche". Il resto della storia lo conosciamo tutti…
Qualsiasi persona saggia e ragionevole trarrebbe una morale da questa storia (in realtà se ne potrebbero trarre parecchie), in particolare: prima di giudicare un lavoro scientifico occorre avere tutti i dati in mano, non ci si può fidare delle notizie di seconda mano.

Arriviamo ai giorni nostri, e consideriamo una storia che dovrebbe suscitare un interesse addirittura maggiore dell'annuncio dei due scienziati americani, a causa delle conseguenze potenzialmente più grandi: l'E-cat, la straordinaria invenzione di Andrea Rossi. A dire il vero la situazione è un po’ diversa rispetto a quella di 22 anni fa: in questo caso la scoperta non viene dalla comunità scientifica, e quindi non ne segue i canoni (ne è obbligata a farlo), e anzi la natura prettamente industriale dell'invenzione implica quasi necessariamente una limitazione intenzionale alla diffusione delle informazioni. Quali sono allora in questo casi i criteri per "validare" l'invenzione? Bisogna dare ragione all'inventore: la validazione in questi casi viene soltanto dal mercato. Questo è vero indipendentemente dal fatto che i fenomeni fisici alla base del funzionamento del reattore siano o meno noti alla fisica attuale. Non è sicuramente ne il primo ne l'unico caso di dispositivi messi in commercio e basati su principi fisici sconosciuti. Tali dispositivi, ancora più di quelli di cui è noto il funzionamento, trovano consenso solo se svolgono bene la loro funzione. Il percorso seguito da Rossi non è quindi in contraddizione con nessun regola, ne logica, ne tecnica, ne legale (a patto di conformarsi alle norme tecniche vigenti ovviamente).

Tuttavia nell'attesa dell'immissione sul mercato, la grande curiosità e l'impazienza suscitata nel pubblico spinge molte persone a cimentarsi in divertenti sfide, al fine di confermare e dimostrare, in base ai pochi e incerti dati posseduti, la loro opinione personale sulla tecnologia. I risultati sono vari anche in funzione dell'impresa assegnatasi, e possono avere un'attendibilità che spazia da quella tipica dall'aruspicina alla certezza scientifica vera e propria. Ci si avvicina di più alla prima quando si vogliono trarre certezze generali in base a dati di partenza inesistenti o molto approssimativi (o peggio di cui non si sa valutare la qualità), a modelli non attinenti e a ragionamenti non applicabili. Invece si possono più facilmente ottenere conclusioni che ricadono nella seconda categoria quando si delimitano gli ambiti, si valuta l'effetto delle approssimazioni dei dati e dei modelli su quelli del risultato e si verifica che le conclusioni sono coerenti con le ipotesi fatte. Questa tendenza ad improvvisarsi scienziati potrebbe essere considerata positiva, visto il calo di interesse per i corsi di studio scientifici che si riscontra da anni in tutti i paesi industrializzati, ma purtroppo nell'immediato ha effetti deleteri. Il lato negativo è che molti "avventizi" non si rendono conto che la Scienza è un giocattolo complicato da usare, che ha delle regole e che richiede una formazione specifica (non basta avere un'infarinatura di fisica o di materie tecniche per giocare a fare gli scienziati) e finiscono quindi, consciamente o meno, per svilirla a disciplina retorica al servizio delle loro personali opinioni. La "democrazia" del Web fa il resto, appiattendo le differenze tra opinioni sensate e idiozie e trasformando tutto in "data smog" da cui è impossibile discernere informazioni utili.

Le polemiche sulla misurazione dell'energia prodotta dall'E-cat sono un esempio di quanto scritto sopra. La procedura adottata dal Dr. Giuseppe Levi per eseguire la misura di energia in eccesso è lampante per semplicità ed efficacia, ed è perfino conservativa nella stima (perché non sono state tenute in conto le perdite di calore): si riscalda una certa massa d'acqua e la si vaporizza, dal momento che l'energia richiesta per queste operazioni è ben nota, è possibile calcolare immediatamente l'energia generata. Eppure da quelle misure si sono generate una quantità enorme di obiezioni, dovute in parte ad incomprensioni in parte ad ignoranza, che si sono propagate come veri e propri miti o leggende metropolitane.

Il primo mito riguarda l'impatto della secchezza del vapore sul risultato. Qualcuno ha sostenuto che una piccola variazione nel titolo del vapore potesse portare ad una variazione quasi esponenziale dell'energia misurata, visto che a piccole quantità di acqua liquida corrispondono grandi quantità di volume di gas. Questo sarebbe vero solo se le misure fossero state fatte sul volume di vapore all'uscita. Ovviamente le misure sono state fatte in percentuale di massa (eseguirle in volume non è ne pratico ne sensato), quindi al più l'impatto del titolo del vapore è lineare.

È stato riportato da chi ha eseguito la misura che il vapore era secco. Anche in questo caso si sono scatenate fantasie di diverso genere sul metodo impiegato e perfino sull'adeguatezza degli strumenti. In realtà valutarne la secchezza non è affatto difficile: esistono più parametri che possono dare un'indicazione, se considerati assieme. Uno di questi è la temperatura: se è poco superiore a quella di ebollizione a quella specifica pressione, il vapore è pressoché secco. Anche uno strumento adatto a misurare l'umidità relativa può fornire un indicazione. Lo strumento infatti può calcolare il titolo in base ai due parametri misurati secondo il diagramma psicrometrico. Un altro fattore che permette di assumere che il vapore è quasi secco è la forma stessa del reattore e la dinamica della transizione di fase: la parte calda orizzontale è sufficientemente estesa da consentire il passaggio di fase nella prima parte ed un successivo riscaldamento del vapore vicino l'uscita che contribuisce ad aumentarne il titolo. Anche il tempo richiesto per vaporizzare una certa quantità di acqua fornisce un'indicazione indiretta sulla secchezza del vapore. Tutte queste verifiche sono state eseguite e comunicate, quindi i dubbi sulla secchezza del vapore non sono affatto motivati.

Bisogna dire che questa richiesta "smodata" di precisione è un retaggio del passato: verificare eccessi di energia nei vecchi esperimenti di LENR \ Fusione Fredda, che generavano piccole quantità di energia (nell'ordine delle decine di Wh), e comunque meno energia di quella assorbita, richiedeva una precisione molto grande al fine di evitare errori consistenti. È chiaro però che con eccessi di energia così macroscopici quella stessa precisione è del tutto fuori luogo, in quanto non solo non necessaria, ma anche di difficile implementazione da un punto di vista pratico.

Sempre riguardo al vapore, un ulteriore presunto punto debole delle misurazioni eseguite da Rossi consisterebbe nella velocità del vapore all'uscita del tubo. Secondo molti critici la velocità di quel vapore sarebbe troppo bassa per la potenza dichiarata. Ci si potrebbe chiedere se questa velocità è mai stata misurata da nessuno. La risposta è negativa, l'unica evidenza disponibile sono dei video su Internet. Questo è un punto interessante, perché si presuppone di stimare da video, che non si sa bene a quale fase dell'esperimento si riferiscano, tra l'altro fortemente compressi, la velocità di qualcosa che dovrebbe essere invisibile, e di affermare che questa è insufficiente. Dopo astrusi calcoli, che rigorosamente non tengono conto, oltre che delle incertezze sui dati disponibili, anche delle perdite termiche, variazioni di volume, perdite di carico, rallentamento, turbolenza e condensazione del vapore all'uscita del tubo, si è pervenuto ad un valore dell'ordine di circa 10 m/s. Questo valore sembra eccessivo per lo "sbuffo" che si vede nel video. Per dare un'idea della velocità in questione, si può confrontarla con qualcosa di più familiare, come il flusso d'aria prodotto da uno starnuto o un colpo di tosse: questi raggiungono velocità di picco comprese tra i 250 e più di 450 m/s km/h (69-125 m/s). Se proprio bisogna trarre conclusioni qualitative, si direbbe proprio che uno starnuto o un colpo di tosse non sembrano così tanto più veloci di quel flusso di vapore, ossia probabilmente quel flusso può essere dell'ordine di 10 m/s…

Cosa possiamo concludere quindi? Che in assenza di dati è più saggio astenersi dal giudizio piuttosto che generare e propagare informazioni sbagliate. Che le informazioni corrette e definitive verranno da test e da report ufficiali o dall'esperienza diretta. E che l'attesa, anche lunga fa parte del percorso scientifico: così come è normale dovere aspettare anni per vedere pubblicato un lavoro su una rivista peer-review, e normale dovere aspettare qualche mese per disporre di misure ufficiali e ben condotte su qualcosa che rischia di cambiare profondamente molte delle nostre convinzioni e abitudini.

Vettore

domenica 3 luglio 2011

NO TAV:
partecipazione e autodeterminazione popolare

72 : commenti
N.B. La foto è del 2005, chi è reo di non aver disinnescato questa bomba?
Sono sconcertato di fronte a quel che succede in Val di Susa. Non è un problema di schieramento politico, direi che le colpe sono equamente distribuite tra governi di destra e di sinistra: a monte di questa congiuntura di gravità estrema c'è una lunga gravissima serie di errori.

Partiamo da un presupposto, non si può imporre a una comunità qualcosa che non vuole. Bisogna parlarci, mediare, negoziare il consenso, convincerla. Questo dovrebbe esattamente essere il compito della politica: mediare tra le esigenze della società nel suo complesso e quello delle singole comunità locali. Perché non esiste un interesse generale che vale indistintamente per tutti, ma tanti interessi particolari che vanno aggregati in un interesse "medio" che soddisfi la maggioranza delle persone senza però ledere i diritti delle minoranze.

Nel caso della Val di Susa tutto ciò è mancato o è stato colpevolmente insufficiente. E i responsabili della guerriglia in atto, ma mi sembrerebbe più giusto definirla resistenza di popolo, sono i politici, i decisori, gli amministratori, a tutti i livelli, che hanno colpevolmente rimandato sempre più in là il problema del nodo del consenso delle popolazioni interessate dalla grande opera da realizzare.

A questo punto si dice che la TAV tocca farla lo stesso e ad ogni costo, perché se no perdiamo i finanziamenti UE. E allora? Molto meglio perdere i finanziamenti UE che abdicare una fetta di democrazia. Infatti nella democrazia, quella vera, quella in cui credo, i popoli si autodeterminano. Se il potere politico non è capace di creare consenso su un'infrastruttura che va ad incidere in modo importante su un territorio, DEVE FARE MARCIA INDIETRO. Altrimenti rientriamo nella dimensione dello stato totalitario che impone scelte prive di consenso. 

Badate bene che non entro nel merito se la TAV sia utile o meno. In tutta franchezza ritengo di no: ho letto documenti a favore e documenti contro e ho trovato più ragionevoli i secondi. Ma non è questo il punto.

Che ora nelle proteste si infiltrino anarchici, teppisti e black bloc - il che naturalmente è possibile - non deve distogliere l'attenzione dal fatto che sono soprattutto i nostri concittadini della Val di Susa a non volere la TAV perché la ritiene un'opera inutile. L'amara verità è che nessun governo e riuscito a dimostrare che si tratti di un'opera necessaria, questo è il punto.

Ora è in ballo un principio di libertà e di diritto: se in una democrazia un'opera pubblica deve essere costruita con la forza è segno drammatico che tale democrazia e gravemente malata ed è in atto un tentativo - nemmeno tanto mascherato - di diminuire la sovranità popolare e aumentare il potere dell'esecutivo.

Sono momenti cupi per il mondo e per la nostra nazione e il fatto che i Valsusini si sentano come i partigiani che lottavano contro il fascismo - per quanto parossistico -  la dice lunga. Come Italiano sento che questo gioco non vale la candela. Il popolo ha diritto di ribellarsi quando gli si chiede di scontare l'inefficienza, l'incoscienza, la sconsideratezza di una classe politica che non è stata capace di fare quello per cui è stata eletta e profumatamente pagata.

Vada al diavolo la TAV. Si, perderemo ingenti finanziamenti, forse inficeremo le possibilità di sviluppo dell'Italia... ma il benessere di una nazione non si giudica solo dal PIL. Ci sono dinamiche di coesione, identità sociale, partecipazione che valgono per le piccole comunità quanto per le grandi nazioni, molto più importanti del falso benessere legato al PIL: per esse vale la pena di battersi in Val di Susa.

Questa è la mia personale posizione, so che sarà contestata da molti, ma sarebbe molto meglio sdegnarsi di chi non ha disinnescato per tempo questa bomba.


A proposito del vapore...


Sta per arrivare sul primo binario del blog, a mezzanotte e 22 secondi in punto, non una locomotiva bensì un articolo molto ben scritto - non potrebbe essere altrimenti! - di Vettore intitolato: 

Improvvisarsi scienziati nell'era di YouTube

Occhio agli sbuffi bollenti! ;-)


(N.B. i commenti a questo post non sono abilitati)

Numeri e poesia

34 : commenti

Perché - mi ha scritto Eddy poco fa - contrapporre logica, matematica a intuizione, significato? 
Personalmente non sono mai riuscito a trovarci una vera differenza. Se si riesce a superare l'aspetto più superficiale ed esteriore, matematica e poesia hanno molto in comune.

Per questo mi piace segnalare questa bellissima poesia sui numeri primi, letta tanti anni fa in un vecchio numero delle Scienze. È di Helen Spalding, questa è una traduzione (che mi sembra fatta molto bene). 
Il web, che spesso rigurgita informazioni sulle cose più impensabili, è stranamente avaro di notizie su di lei: ho trovato solo una segnalazione di una raccolta di poesie del '50 e un articolo (di argomento matematico) in cui si accenna all'autrice.

Mi farebbe molto piacere se qualcuno ne sapesse qualcosa di più.

Lodiamo i numeri primi
Lodiamo i numeri primi
insieme ai padri che ci generarono:

la forza, la speciale gloria 
dei numeri primi
è che nulla li ha generati
non avi, non fattori,
sono gli Adamo delle generazioni 
che si moltiplicano.

Nessuno può prevedere il loro arrivo.
Tra i numeri ordinali
non fanno prenotazioni, ma
arrivano all'improvviso.
Lungo la fila dei cardinali 
si ergono come incredibili pontefici,
puri, imperscrutabili,
eletti da sé stessi.

All'inizio, dove il caos 
finisce e lo zero si impone,
affollano la scena senza risparmio
come una foresta,
ma la media distanza si assottiglia,
la grande distanza che li porta
all'infinito
li rende rari come comete
che non fanno ritorno. 

O inverosimili numeri primi,
possano i cacciatori di formule
a lungo affannarsi nell'astrazione,
consumare la loro pazienza e
ridursi a scheletri:
restate anticonformisti, scomodi,
fenomeni irriducibili
a sistema, serie, schema
o spiegazione.

***

Eddy mi ha scritto tutto ciò in un commento al mio precedente post (L'intuizione usa i versi...), però ha un po' frainteso quello che intendevo.  Infatti sono totalmente d'accordo con lui: le dicotomie sono sempre apparenti, mai reali... basti pensare al celebre koan Zen che chiede "qual è il suono di una mano sola?".

Come spiegavo stamane anche a Ironman99 nei commenti a un altro post di avantieri (Nonostante loro si può vincere), quando contrappongo dei concetti non credo mai che tale contrapposizione sia reale, lo faccio soprattutto con intento maieutico, dato che il pensiero tende a ricorrere alle dicotomie per dare un senso e selezionare le infinite informazioni che ci circondano. In altre parole, se generalizzo e semplifico non è per banalizzare ma per rendere più evidente qualcosa che vive tra le "sfumature" e persino tra le "ombre del reale:

Sono contro la generalizzazione che appiattisce le differenze, ma sono a favore della generalizzazione che permette di costruire in modo semplice e diretto una argomentazione. È ovvio che nei commenti di un blog si parla in modo veloce e franco, non si sta a scolpire massime eterne. La generalizzazione crea - è vero - una sorta di caricatura della realtà, ma tale "caricatura" evidenzia proprio i tratti su cui vogliamo focalizzare l'attenzione. Do insomma per scontato che qui dentro ci siano persone in gamba che generalizzano per spiegare meglio un concetto piuttosto che per spacciare per vero qualcosa che non lo è.

Così quando ho scritto "la logica usa le operazioni matematiche per quantificare ciò che è quantificabile" mentre "l'intuizione usa i versi per distillare significato da ciò che è percepito come sensazione ed emozione", alludevo più alla modalità della comunicazione che al suo contenuto. Si può scrivere una poesia sui numeri primi, e se una persona li collega a qualcosa di molto significativo per lei allora, leggendola, potrebbe persino commuoversi o provare qualsivoglia altra emozione. 

Mi guardo bene dal contrapporre numeri e poesia - e i due libri che ho pubblicato gettano un ponte proprio tra queste due dimensioni apparentemente aliene - perché entrambi portano all'estrema sintesi due sistemi di descrizione della realtà: i numeri quello quantitativo e la poesia e quello qualitativo.

A questo punto non posso esimermi di riportare un'altra poesia di Sospensioni di gravità, dedicata ai numeri dall'uno al nove:

Adpunto esoterico


Un punto
.e concludi il pensiero.
..Due e l'apri
...come l'alba il giorno:
....tre lo sospendono 
.....al Cielo e poi...
......quattro cardinali
.......fanno la croce.
........Cinque
.........per il Pentacolo del potere.
..........Sei punti morti
...........imbastiscono dolori,
............sette di coccinella
.............ne sanano le ferite.
..............Otto ai polpastrelli
...............di chi non vede.
................Nove in dieci
.................elevato ventisette
..................i nostri punti di fuga
...................nell'infinito stellato...

L'intuizione usa i versi...

8 : commenti
Perché amo la poesia. 

Per la sua sintesi. Perché come la logica usa le operazioni matematiche per quantificare ciò che è quantificabile, così l'intuizione usa i versi per distillare significato da ciò che è percepito come sensazione ed emozione.

Per la sua capacità di condensare opposti e fotografare vissuti, momenti, ricordi. 

Ho sfogliato a caso Sospensioni di gravità e mi si è aperta la pagina con questa poesia... sì mi sembra un esempio adeguato a quello che stavo dicendo.


Alterno fare

Ad un tratto ti eclissi
dissimulato il volto

.
Poi candida ritorni

Luce di bianco acciaio
mi cadi sopra il petto


All'ombra dei tuoi dubbi
arrugginisci e vieni


Così ti tengo stretta
rido e gioco:
...............il bimbo
salta a colpir la luna.


Scusate la parentesi, nella vita non si sono solo gatti (tanto più che le gatte da pelare non mancano mai!) e a furia di dedicarmi all'E-Cat sto trascurando troppo la poesia. 

Buona domenica e a domani

P.S. Avevo già portato Alterno fare nel blog in occasione dell'eclissi parziale di Luna del 21/02/08. La stessa donna descritta nei suoi versi mi ispirò anche un'altra composizione, di ben diverso genere: Se dubito non amo.

Spionaggio satellitare

31 : commenti
Zona industriale di Xanthi, Grecia - immagine da GoogleMaps
In mancanza di grosse novità, Pietro F. ha provato a individuare lo stabilimento che produrrà l'E-Cat a Xanthi attraverso internet.

***
Sono partito - scrive - da una risposta data a nome della Defkalion nel forum del sito: 
"Xanthi has an excellent Industrial Zone very close to the city center, very close to Police Academy and quite close to the City Hospital which we intend to power also with "waste heat" from our production." [qui il commento integrale - 24/06/2011, 12:56]

Ho individuato l'ospedale (lat. 41°7'25.55"N, long. 24°52'5.06"E), la scuola di polizia (lat. 41°7'1.28"N, long. 24°52'18.15"E) e quindi la probabile localizzazione della fabbrica: (lat. 41°7'3.89"N, long. 24°52'19.90"E) e su questo sito dove si trovano alcune immagini della scuola di polizia è possibile intravedere lo stabilimento industriale (prima foto sullo sfondo a sinistra).
***
A onor del vero, il portavoce Defkalion ha scritto che è la zona industriale a essere vicina alla Scuola di Polizia. E immagino che la costruzione a ridosso della scuola di Polizia non sia l'unico stabilimento della zona industriale (per esempio ne scorgo almeno un altro a sinistra della foto). Insomma, la fabbrica identificata potrebbe essere quella che assemblerà gli E-Cat, ma potrebbe anche non esserlo: la certezza con le poche informazioni disponibili non c'è. In ogni caso faccio a Pietro F. i miei complimenti per il suo lavoro di intelligence. 

I tasselli del puzzle si compongono giorno dopo giorno. Intanto adesso stiamo a discutere di dove la fabbrica sia, mentre solo pochi mesi fa moltissimi dubitavano che ci sarebbe mai stata.

venerdì 1 luglio 2011

La dura vita del negazionista: "Ok, ma..."

268 : commenti

Nella vicenda E-Cat, per 100 persone che sono liete di avere informazioni da chi è informato dei fatti (PIF), ce ne saranno sempre una o due a fare il gioco del "ok, ma..." (OKM).

Per esempio...

PIF - Rossi e il Dipartimento di Fisica sigleranno un contratto di ricerca.
OKM - Ok, ma questo lo dici tu... mica è vero!

PIF - Persino il CICAP ha confermato che stanno concordando un testo.
OKM - Ok, ma tanto non lo firmeranno mai, la so lunga io!

PIF - Il Direttore del Dipartimento ha già firmato.
OKM - Ok, ma figurati se Rossi controfirma, e che c'ho scritto Jo Condor?!

PIF - Anche Rossi ha firmato il contratto.
OKM - Ok, ma finchè non lo vedo non ci credo, non mi s'infinocchia a me!

PIF - Il Dipartimento di fisica conferma che il contratto esiste ed è stato firmato.
OKM - Ok, ma tanto Rossi non pagherà la prima rata, quindi è come se non ci fosse, mica so' scemo!

PIF - Guarda che Rossi ha pagato.
OKM - Ok, ma...

(continua ad libidum)

Tutto questo fa molto pensare all'Analisi Transazionale (AT) di Eric Berne (1910-1970), un modello psicodinamico tanto semplice quanto efficace per analizzare e comprendere la struttura delle relazioni umane. Ho letto A che gioco giochiamo 25 anni fa e da allora ne consiglio sempre la lettura a chiunque aspiri a essere più consapevole delle proprie e altrui coazioni a ripetere nei rapporti interpersonali. Dello stesso autore, se avete un minimo di conoscenze piscologiche di base, dopo potete leggervi "Ciao!"... e poi?, un testo un pochino più complesso. Infine un altro famoso libro di Berne, Fare l'amore, "rilegge" persino la sessualità dalla prospettiva dell'AT.

In due parole, l'AT incrocia insieme, da una parte tre stati fondamentali dell'Io che le persone coinvolte in una relazione possono assumere (il Bambino che cerca il piacere o fa i capricci, il Genitore che giudica o dirige, l'Adulto che comprende e sta coi piedi per terra), dall'altra parte la tendenza a mettere in scena una serie limitate di relazioni standard altrimenti dette "giochi". Ognuno di noi tenderà a giocare sempre i giochi che gli vengono più congeniali.

Tutta l'attività e-cat-negazionistica in atto da parte dei vari cultori di di vapori, vaporì, vaporelle, tubi, sbuffi e fiatelle, mi ricorda molto il gioco che Berne battezzò "ti ho incastrato figlio di puttana..." (anche Krivitsky sembra non potere fare a meno di giocarci).
ALTRI LINK

Primo comunicato ufficiale sull'E-Cat del
Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna

43 : commenti
È appena uscito sul sito del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna (qui) un avviso del contrato stipulato con la EFA srl (l'azienda dell'ing. Andrea Rossi).


Avviso


Bologna 19 Giugno, 2011


Il Dipartimento di Fisica dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna desidera comunicare che:
  • è stato firmato un contratto di Ricerca con la Ditta EFA srl del valore di € 500.000 (+IVA), della durata di 24 mesi, per effettuare ricerche nel campo della efficienza di produzione di energia degli impianti della Ditta;
  • il contratto di Ricerca diverrà attivo nel momento in cui il Dipartimento riceverà il pagamento della prima rata prevista;
  • il programma di ricerca (parte integrante del Contratto) prevede sia la misurazione delle prestazioni degli impianti che l’eventuale miglioramento della prestazioni.
Informazioni ufficiali riguardo alla attività di ricerca in oggetto saranno fornite solo ed esclusivamente dal Dipartimento di Fisica o dall’Alma Mater Studiorum a cui il Dipartimento appartiene.

Il Direttore del Dipartimento di Fisica

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Nonostante loro si può vincere

28 : commenti
Ieri ho letto sul blog Diversamente di Carlo Chianura questa lettera d'orgoglio, denuncia, soddisfazione e rivincita insieme: da incorniciare.

“Troppo spesso si indugia sulla povertà dell’aiuto che il ministero dell’Istruzione dà ai ragazzi disabili, troppo spesso si critica l’operato delle insegnanti e si lascia trapelare che questi ragazzi con grave disabilità non hanno alcun futuro.

“Purtroppo, sappiamo che queste cose succedono spesso, ma oggi mi va di esaltare una giovane ragazza con grave disabilità psico motoria, una di quelle ragazze che purtroppo non riescono a parlare, non riescono a camminare, ed hanno un'infinità di limiti.

“Una ragazza, Arianna, che molto probabilmente non riuscirà, come altri disabili, a iscriversi all’università, una ragazza che a detta dei competenti non sarebbe riuscita a leggere, a scrivere, che non avrebbe potuto avere alcuna istruzione.

“Per lei i genitori nel lontano 2002 inventarono di sana pianta una causa per garantirle l’insegnante di sostegno per il massimo delle ore, una causa che in questi anni è stata fatta da migliaia di famiglie. I genitori si avvalsero di una psicologa che coordinasse il lavoro delle insegnanti di sostegno, delle insegnanti curriculari e dell’assistente educativa. In questi anni hanno condotto con scrupolo e con tolleranza zero tutta una serie di iniziative comprese denunce penali.

“Ieri questa ragazza ha fatto gli esami orali della terza media.

“È stato buffo vedere la preside in lacrime, il vicepreside commosso, e tutti gli insegnanti a ringraziarla per l’occasione che lei, Arianna, aveva fornito loro di crescere imparare e maturare.

“Sì, confesso che sembrava quasi che l’esame lo stesse svolgendo la comunità scolastica e non questa piccola e indifesa ragazza che in questi anni con sacrifici estremi, con dignità e con forza, aiutata non solo dalla professionalità delle insegnanti ma anche dall’affetto e dalla stima dei suoi compagni era riuscita a far promuovere tutti, compagni, professori ed anche questo ministero dell’istruzione che nonostante tutto ha ancora la possibilità di avere tra i dipendenti delle donne e degli uomini che malpagati fanno il loro lavoro con dignità e coerenza e che invece vengono insultati quotidianamente dal trio Berlusca-Brunetta-Gelmini.

“Ieri Arianna aiutata da una sua insegnante che le teneva il polso tremolante, frutto della sua disabilità, con orgoglio e con dignità ha firmato la sua pagella dimostrando che con la forza e con la passione di tutti si possono rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione dei diritti fondamentali del cittadino. Ha dimostrato  che i limiti non sono del disabile ma del mondo che lo circonda.

“E allora oggi confesso che aver in questi anni difeso centinaia di ragazzi disabili, spingendo oltre ogni limite le famiglie a credere che il mondo può cambiare, oggi questa mia idea viene rafforzata dall’esempio di Arianna e che gli ostacoli ed i limiti spesso non sono altro che piccole difficoltà che rendono più bella la vita.

“Sa perfettamente che questo è un elogio esclusivamente al coraggio dei giovani e alla forza di chi lavora con la sana consapevolezza che dal 2002 a oggi, con il mutarsi anche delle condizioni politiche, nessun governo ha mai fatto nulla per venire incontro a questi ragazzi. Ma oggi raccontando la storia di Arianna – mia figlia – posso dire che nonostante loro si può vincere”.
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