(Giuseppe Ungaretti)
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Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.
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martedì 24 novembre 2009
Allegria di Naufragi
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Daniele Passerini
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07:15
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Giuseppe Ungaretti,
poesia per dissetare
sabato 9 maggio 2009
Cambio di stagione
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
Giuseppe Ungaretti
Giuseppe Ungaretti
Noi tutti quando è l'ora cambiamo di stagione. Ieri sera alle 20, l'anima della sorella di mia madre, zia Gonaria, dopo 75 anni di quotidiane odissee è tornata alla sua Itaca celeste e ora riposa in pace. È stata la zia che ho conosciuto meglio. I primi ricordi di lei mi riportano a due o tre anni di età: mi scorrono davanti agli occhi tutte le vacanze trascorse coi miei cugini nella loro villetta al mare. Lei e suo marito erano molto espansivi, gioviali e aperti e le case in cui hanno abitato sempre piene di amici, ospiti e un po' di allegra confusione: a me bambino questo sorprendeva, abituato com'ero ai miei genitori molto più introversi e riservati. Io e i mie eravamo in tre. Mia zia ha avuto cinque figli, e per molti anni visse insieme a loro anche la cognata con sua figlia, quindi in totale erano nove persone. Se devo pensare a una famiglia che mi è stata di modello, oltre a quella in cui sono cresciuto, non posso che pensare a quella! Quando a 23 anni decisi d'interrompere gli studi d'ingegneria, l'idea di iscrivermi alla laurea breve in Servizio Sociale mi fu ispirata proprio da mia zia, che era assistente sociale all'INAIL. I miei primi impieghi nelle cooperative sociali, il concorso con cui entrai in Comune, la laurea magistrale in scienze politiche conseguita mentre lavoravo, l'impiego che svolgo oggi - che pur non avendo più nulla a che fare con l'assistente sociale riguarda ancora le politiche sociali - tutto ciò che sono dal punto di vista professionale, in fondo lo debbo realmente a lei. Ciao zia, grazie di tutto quello che mi hai dato, ti voglio bene e t'abbraccio forte.
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Daniele Passerini
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10:19
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mercoledì 23 luglio 2008
La fonte della poesia
Il porto sepolto
Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d'inesauribile segreto.
Questi versi di Giuseppe Ungaretti, (nella foto) sono un buon esempio sia della forma essenziale sia della fonte preziosa della sua produzione poetica, qui sulle stesse vette eterne di altri suoi celebri componimenti quali Sereno, Soldati, Mattino.
L'allusione allo scavare in basso, data dal titolo e dal secondo verso, che evoca lo sprofondare dell'artista fino alle radici dell'inconscio, non è in antitesi al salire verso il cielo, sfiorare cioè le sorgenti stesse della Vita e dell'Amore, come spiega la famosa massima ermetica: Quod est inferius est sicut quod est superius, et quod est superius est sicut quod est inferius ad perpetranda miracola Rei Unius (Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa Una). Comunque la si voglia vedere, un buon poeta è solo apparentemente un autore (etimologicamente colui che crea e inventa cose nuove), piuttosto è un canale che mette in comunicazione il mondo visibile con quello invisibile, un traduttore del divino in termini umani. L'indicibile è come un unicorno che non può essere catturato dalle gabbie delle parole, il poeta che ha avuto la fortuna di incontrarlo prova a raffigurarcelo con una sorta di dipinto lessicale... e a volte ci riesce!
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Daniele Passerini
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15:56
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mercoledì 13 febbraio 2008
E fino a Quasimodo per tornare a Ungaretti
Di Salvatore Quasimodo (1901-1968), devo "per forza" riportare alcuni dei primi versi che - da ragazzo - mi hanno fatto davvero innamorare della poesia. Della poesia che amo, quella che parla per sottrazione più che per costruzione, che evoca piuttosto che spiegare, che comunica direttamente con l'anima e meno con la mente. Poesia ermetica, alchemica e veicolo di trasformazione.
Ed è subito sera
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
E' un'immagine indubbiamente triste, diversa dai contenuti che amo inserire in queste pagine, eppure così potente da vincere la stessa tristezza che evoca, poiché la perfezione di queste parole riscatta il loro significato di solitudine e ineluttabilità. Esattamente come quest'altra nota "epigrafe" scolpita nell'inconscio collettivo da Giuseppe Ungaretti (1888-1970):
Soldati
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.
Qui dal senso il poeta ha sbucciato tutto il superfluo: resta solo un'emozione, sia pure di mestizia, che dopo averci stretto il cuore lo riempie della luce che cerchiamo. Sì come l'alba spunta dalla notte. Come non concludere dunque - a rischio di sembrare banale - con quella che siamo in tanti a ritenere la più bella poesia della storia della letteratura mondiale, la più bella poesia di tutti i tempi, le sette sillabi che hanno reso immortale Ungaretti:
Mattina Ed è subito sera
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
E' un'immagine indubbiamente triste, diversa dai contenuti che amo inserire in queste pagine, eppure così potente da vincere la stessa tristezza che evoca, poiché la perfezione di queste parole riscatta il loro significato di solitudine e ineluttabilità. Esattamente come quest'altra nota "epigrafe" scolpita nell'inconscio collettivo da Giuseppe Ungaretti (1888-1970):
Soldati
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.
Qui dal senso il poeta ha sbucciato tutto il superfluo: resta solo un'emozione, sia pure di mestizia, che dopo averci stretto il cuore lo riempie della luce che cerchiamo. Sì come l'alba spunta dalla notte. Come non concludere dunque - a rischio di sembrare banale - con quella che siamo in tanti a ritenere la più bella poesia della storia della letteratura mondiale, la più bella poesia di tutti i tempi, le sette sillabi che hanno reso immortale Ungaretti:
M'illumino
d'immenso.
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Daniele Passerini
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22:43
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La luce bianca delle parole
Di Ungaretti amo la seducente sintesi: la luce bianca delle parole.
Sereno
Dopo tantaNebbiaA unaA unaSi svelanoLe stelleRespiroIl frescoChe mi lasciaIl colore del cieloMi riconoscoImmaginePasseggeraPresa in un giroImmortale
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17:45
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