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22passi è un blog non una rivista on line, pertanto la responsabilità di quanto scritto in post e commenti dovrebbe appartenere solo ai rispettivi autori. In ogni caso (cfr. Sentenza Corte di Cassazione n. 54946 del 27 dicembre 2016), le persone fisiche o giuridiche che si reputassero diffamate da determinati contenuti, possono chiederne la rimozione contattando via email l'amministratore del blog (vd. sezione "Contatti") e indicandone le "coordinate" (per es. link, autore, data e ora della messa on line).

martedì 31 marzo 2015

Intanto in Giappone la Fusione Fredda si scalda!

0 : commenti

Come preannunciato qualche giorno fa, mentre in Italia si continua a discutere se le Low Energy Nuclear Reactions esistano o meno (e si chiudono linee di ricerca come quella che Francesco Celani portava avanti dentro l'INFN), in Giappone la Fusione Fredda si scalda a bordo pista... quasi agli antipodi! Di fronte a vedute, orizzonti e prospettive talmente diversi, solo il futuro dirà chi è stato più lungimirante.


***

FOR IMMEDIATE RELEASE

clean
planet

Clean Planet Inc. and Tohoku University to launch
“Clean Energy Research Lab” to develop a clean, safe
and abundant form of energy for our global community.


TOKYO – March 30, 2015
Clean Planet Inc. and Tohoku University are launching “Clean Energy Research Lab” at Tohoku University on April 1st, 2015.
The mission of the “Clean Energy Research Lab” is to develop a clean, safe and abundant form of energy for our global community.
This new research division will be devoted to developing practical applications for clean energy using LENR, Low Energy Nuclear Reaction, (a.k.a. Cold Fusion). This is the first official research division created for condensed matter nuclear science and its application in Japan. We are determined to bring the application models from this division to the market before the Tokyo Olympics in 2020.
Clean Planet Inc. and The Research Center for Electron Photon Science of Tohoku University agreed to establish the collaborative research division - Condensed Matter Nuclear Reaction Division at Tohoku University. In this division, fundamental research on condensed matter nuclear reaction, R&D on energy generation and nuclear waste decontamination will be performed.
The members of the new division consist of researchers of Tohoku University, Clean Planet Inc. and HEAD (Hydrogen Engineering Application & Development
Company). Yasuhiro Iwamura and Takehiko Itoh left the research center of Mitsubishi Heavy Industries at the end of March 2015 to complete the formation of this illustrious team. This new division is made up of the following members:

  • Yasuhiro Iwamura, Jirohta Kasagi and Hidetoshi Kikunaga (Condensed Matter Nuclear Reaction Division, Research Center for Electron Photon Science, Tohoku University, Japan)
  • Tadahiko Mizuno (HEAD, Japan)
  • Hideki Yoshino, Takehiko Itoh and Masanao Hattori (Clean Planet Inc., Japan)
Additionally, the government of Japan will provide support in the form of funding for the nuclear waste decontamination research project at the Electron Photon Science of Tohoku University. The project named “Reduction and Resource Recycle of High Level Radioactive Wastes with Nuclear Transformation”, will be funded and supported by the ImPACT Program, which is a Japanese national research program.

We are determined to bring the application models to the market before the Tokyo Olympics in 2020. Our collective dreams are to provide the world with this clean source of energy.


About Tohoku University:
Tohoku University located in Sendai, Miyagi in the Tohoku Region, Japan, is a Japanese national university. It is the third oldest Imperial University in Japan and among the National Seven Universities. It is considered as one of the most prestigious universities in Japan, and one of the top fifty universities in the world. For more information on Tohoku University, please visit http://www.tohoku.ac.jp/en/ or http://en.wikipedia.org/wiki/Tohoku_University.

About Clean Planet Inc.:
Web: http://www.cleanplanet.co.jp/index.php?lang=en
 
Press Contact:
Kazuo Tanaka
Clean Planet Inc.
Email: kazuo.tanaka@cleanplanet.co.jp
Phone: +81-3-5403-6380

venerdì 27 marzo 2015

Da stasera ingresso libero

337 : commenti

Una settimana fa ho aperto questo sondaggio
PREFERISCO CHE I COMMENTI IN QUESTO BLOG SIANO:
  1. senza obbligo di alcuna registrazione, ma sottoposti a moderazione (sistema attualmente in uso)
  2. con obbligo di registrazione (Google Account), ma senza alcun filtro 
Il sondaggio si chiuderà stasera alle 22:22, ma il risultato è già ampiamente consolidato. Alle ore 15:00 di oggi hanno votato 116 persone:
  • 71 (61%) hanno dato la preferenza al sistema attualmente in uso;
  • 45 (38%) hanno optato per l'alternativa proposta.
Mi assumo pertanto la responsabilità di scontentare il 60% dei lettori (pur accontentandone il 40%): stasera attiverò nuovamente l'obbligo della registrazione con un Google Account (a cui corrisponde un Google ID) e toglierò la moderazione. 

Succede infatti che di fronte al picco di accessi al blog - e di commenti lasciati in moderazione - verificatosi da metà marzo in poi, non riesco più a garantire una moderazione tempestiva, efficente e - per quanto possibile - imparziale. Inoltre la possibilità di lasciare commenti in forma anonima - che avevo riattivato a febbraio - raramente sì è dimostrata utile, salvo complicarmi e moltiplicarmi i compiti di moderatore; senza contare che mi trovo la posta piena di notifiche di spam commerciale (da ogni parte del mondo) lasciato nel blog sotto forma di commenti, spam che solo l'obbligo di registrazione può eliminare alla radice.


Succede pure che chi si vede un proprio commento moderato contesti che gli autori iscritti al blog, godendo della possibilità di pubblicare senza filtri, magari talvolta usino termini e toni per i quali ai non autori potrei invece "censurare" un commento. Ma per soppesare tutto ciò - ed eventualmente intervenire - serve tempo, tanto tempo! 

Mi ha scritto stanotte Mahler in privato a proposito di un suo commento (poi sbloccato) che era rimasto fermo in moderazione: "Se non sei d'accordo con cosa scrivo, perché non commenti anche tu invece di limitarti a censurarmi?" 

Gli ho risposto: "Perché non ne ho il tempo, a differenza tua!" 

Francamente non mi sta bene che si provi a fare passare per CENSURA, il fatto che 22 passi sia un semplice blog privato, gestito unicamente nel tempo libero dal sottoscritto, senza potere evidentemente garantire il rispetto a 360° della netiquette (attività cui su un buon forum si dedicano con continuità vari moderatori). Per garantire una buona moderazione, tocca dedicarci molto tempo: è necessario leggere e seguire con attenzione tutti i botta&risposta che intercorrono nei commenti dei/tra i lettori. Un giorno posso ritrovarmi un paio d'ore libere per poterne seguire il filo e pure intervenire, un altro giorno nemmeno cinque minuti! 

A differenza di altri blogger e loro solerti collaboratori, nessuno mi paga per stare on line a scrivere, nè sono un pensionato d'oro con pochi impegni in famiglia. Insomma, il tempo libero a mia disposizione non mi basta più in alcun modo a garantire la moderazione dei commenti, tanto più sulla piattaforma di blogging che ci ospita e non offre strumenti evoluti di moderazione. 

So benissimo che questo significherà ritrovarci, prima o poi, pieni di Tal dei Tali, Go Katti, Autogatti, Puffi trollatori, Cicci Pasticci, Bobi Merenda, Cyclomaggici, Capperi che olive, Miglietti, Delfini curiosi, Donati Uccelletti, Tepossino, Un bianco per favore, Prosecchini et cetera, ovvero permettere di scorrazzare qui e seminar zizzania alle truppe cammellate che presidiano il blog di un'altra pennuta! Per lo meno i veri lettori di 22 passi saranno consapevoli della provenienza principale di questi troll stipendiati.

Cari troll, zuzzurelloni e perditempo vari, volete vandalizzare questo blog? Prego accomodatevi, tra poche ore toglierò la moderazione! Ma non crediate che i vostri giochini passino inosservati: vi abbiamo già sgamato e non farete altre che confermare quello che già sappiamo di voi.

Perciò, in bocca al lupo!

P.S. Ho già modificato il testo riportato sopra il box per digitare i commenti:
Dal 27/03/2015 per lasciare commenti su 22 passi è di nuovo necessario possedere un Google Account e registrarsi; dopodiché la pubblicazione è libera e senza moderazione. Naturalmente 22 passi è un blog, non una testata giornalistica, pertanto la responsabilità del contenuto dei commenti è sempre esclusivamente dei loro autori (all'occorrenza la Polizia Postale risalirebbe facilmente dal Google ID all'identità di chi lo utilizza). Poter pubblicare senza essere sottoposti a moderazione è un'opportunità per i virtuosi e una tentazione per i viziosi: confido che i primi (maggioranza assoluta) sappiano tenere a bada i secondi (minoranza sparuta). Buoni commenti a tutti!

giovedì 26 marzo 2015

LENR at Tohoku University

10 : commenti
Oggi Francesco Celani ha comunicato alla sua mailing-list che l'abstract dell'intervento che Yasuhiro Iwamura terrà presto a Padova può essere liberamente distribuito in rete col consenso del suo autore.

Riporto le parole con cui Celani ha presentato l'abstract del collega Iwamura:
[...] Il punto qualificante del lavoro è il progetto ImPACT, progetto strategico del Governo Giapponese per la trasmutazione ed inertizzazione di alcune scorie nucleari. 
Riprendono con grossissimi miglioramenti (un fattore di oltre 5.000), il vecchio progetto Italia-Giappone (2005) sulla "Bonifica permanente di alcune scorie radioattive".

Il progetto Italia-Giappone prendeva spunto, ovviamente, dai rivoluzionari risultati ottenuti da Yasuhiro Iwamura riguardo la trasmutazione dello Stronzio e Cesio naturali realizzati nel 2000.

Nel 2002 avevo apportato alcuni miglioramenti "qualitativi" alla procedura (metodo elettrochimico e non più gassoso), per cui l'originale rate di trasmutazione di 1-2ng/cm^2/settimana, era stato migliorato di oltre un fattore 100. Ovviamente i risultati da me ottenuti, con la (primitiva) strumentazione a disposizione, erano di qualità inferiori rispetto alle impurezze, praticamente assenti con il pulitissimo metodo gassoso. 
NB. Il progetto Italia-Giappone è stato, di fatto, boicottato nel 2005-2007 incredibilmente proprio all'interno del INFN, da "colleghi" forse "imbeccati" da persone che non avevano particolarmente a cuore l'interesse anzionale. 
Sono realmente felice che, nonostante il prolungato nel tempo (circa 8 anni) tentativo di alcuni settori del NRL di Washington-DC di diffamare, anche a livello personale, il Dott. Iwamura, il tutto abbia avuto un felice esito, per il bene  economico/politico/strategico immediato del Giappone e supremo dell'Umanità che avrebbe trovato una metodologia "intelligente" per bonificare, per sempre, alcuni dei più insidiosi radio-isotopi prodotti dagli usuali reattori nucleari nel corso degli ultimi 50-60 anni. 
Onore e rispetto per i  coraggiosi e caparbi Colleghi Giapponesi.

Estremo disprezzo per quei squallidi "personaggi" che hanno cercato di boicottare una iniziativa così utile per l'Umanità. 
N.B. I ricercatori del NRL si sono "volatilizzati", avendo compreso di avere perduto; quelli italiani, accecati da odio/invidia/arroganza, sono ancora attivi nel fare del male, a più persone possibili... 
Cordialmente, 
Francesco Celani
Ecco l'abstrac in questione:

The Launch of a New Plan 

on Condensed Matter Nuclear Science 


#Yasuhiro Iwamura1, Jirohta Kasagi1, Hidetoshi Kikunaga1,

Hideki Yoshino2, Takehiko Itoh2, Masanao Hattori2, Tadahiko Mizuno3 
1 Condensed Matter Nuclear Reaction Division, Research Center forElectron Photon Science, Tohoku University, Japan
2 CLEANPLANET Inc., Japan
Hydrogen Engineering Application & Development Company, Japan 
A new research division devoted to condensed matter nuclear science commenced operations in April, 2015.The Research Center for Electron Photon Science of Tohoku University and CLEAN PLANET Inc. agreed to the establishment of the collaborative research division - Condensed Matter Nuclear Reaction Division. This is the first official research division for the condensed matter nuclear science and its application in Japan. 
In this division, fundamental research on condensed matter nuclear reaction, R&D on energy generation and nuclear waste decontamination will be performed. The members of the new division consists of researchers of Tohoku University, CLEAN PLANET including HEAD (Hydrogen Engineering Application & Development Company). Iwamura and Itoh left a research center of Mitsubishi Heavy Industries at the end of March to joined the division. 
The nuclear waste decontamination research is supported by the ImPACT Program “Reduction and Resource Recycle of High Level Radioactive Wastes with Nuclear Transformation”, which is a Japanese national research project. The Electron Photon Science of Tohoku University and Mitsubishi Heavy Industries jointly obtained the funding for the project. 
Details of the project will be shared during the conference.

domenica 22 marzo 2015

Alexander Parkhomov's
E-Cat replication experiments

161 : commenti
Apro un collegamento a E-Cat World, che tiene aggiornata una pagina dedicata alle ultime repliche (ormai è d'obbligo il plurele) del russo Parkhomov:


P.S. Se vi sta appassionando anche voi la vicenda Parkhomov - in attesa di ulteriori notizie - potete commentare in topic qui dentro, piuttosto che in altri post.



Aggiornamento del 27/03/2015:

http://www.lenr-forum.com/forum/index.php/Thread/1269-Parkhomov-Paper-2015-03-26-English-pdf/

http://www.lenr-forum.com/forum/index.php/Attachment/76-260114081-Alexander-Parkhomov-Mar-26-pdf/
CONCLUSIONS:
  1. The apparatus worked continuously for more than 3 days, producing more than twice as much as the applied electrical energy. 50 kWh or 18MJ were produced in excess of the electrical energy expended. This amount of energy could be obtained by burning 350g of petroleum products. 
  1. The reactor chamber pressure during slow burning was relatively low (in this experiment up to 5 bar) 
  1. The used fuel had the appearance of soft droplets of golden color mixed with grey powder. 
  1. The resultant used fuel mixture was sent for analysis of atomic and isotopic composition. But the results, unfortunately, have not yet been received.

Screening effects in LENR
in laboratory experiments and in stars

116 : commenti
Andiamo a seminare anche oggi qualche dubbio nel campo dello scetticismo anti-LENR.

Certi talebani scientisti - appostati come cecchini nei loro blog - continuano a dire che la cold fusion è impossibile a priori, roba da miracoli di San Gennaro o di Giuliano Preparata. A mo' di teste di feroce Cerbero, difendono l'ortodossia accademica con furia intellettuale: sono i livelli stessi di energia necessari a superare la barriera di Coulomb a rendere impossibile qualsivoglia fenomeno di fusione (e trasmutazione) a bassa energia. Basta consultare una qualsiasi banca dati di fisica nucleare per averne conferma. Di conseguenza, per i suddetti pseudo-difensori della scienza, chiunque afferma e documenta di ottenere in laboratorio fenomeni LENR, evidentemente trucca i dati o nel migliore dei casi sbaglia in buona fede.

Non pensava così il Nobel per la fisica Julian Schwinger, non pensa così il Nobel per la Fisica Brian Josephson e non pensano così tantissimi ricercatori in tutto il mondo che studiano le LENR senza farne mistero oppure - nella maggioranza dei casi - con discrezione: parliamo infatti di un campo di ricerca tutt'ora career killer!

Non esistono teorie per spiegare le LENR? Affatto, il problema è che ne esistono troppe e probabilmente nessuna è ancora in grado di spiegare e prevedere le LENR in tutta la loro fenomenologia. Ciascuna teoria, infatti, affronta solo un pezzetto di un problema generale, mentre le LENR appaiono essere una classe di fenomeni il cui innesco dipende da molte condizioni e variabili, ancora non tutte note.

Ciò detto vi invito a dare un'occhiata tra gli articoli pubblicati 14 anni fa negli Oxford Journals, precisamente in un supplemento speciale (volume 154, Febbraio 2004) di Progress of Theoretical Physics (oggi Progress of Theoretical and Experimental Physics): si tratta di sessanta articoli presentati alla FUSION 03 Conference svoltasi a Matsushima (Giappone) dal 12 al 15 Novembre 2003 e vi s'intravede l'idea che l'effetto tunnel possa essere una delle chiavi per aprire il segreto della fusione fredda. Spicca in un convegno "mainstream" come questo la presenza di noti "fusionisti freddi" quali Yoshiaki Arata e Yasuhiro Iwamura.

Riporto dalla prefazione:
The international conference FUSION03 was held from November 12 till 15, 2003, at Hotel Taikanso at the Matsushima Bay near Sendai, Japan. It was attended by 87 physicists from 15 countries with 22 nationalities. Two subjects were set to be the major aims of the conference. The first is to clarify the mechanism of heavyion fusion reactions at energies near and below the Coulomb barrier, and conversely extract structural information through the analysis of fusion cross section. The second is to explore nuclear reactions and radioactivity in matter. The conference was intended to discuss new ideas about the subjects discussed in the Fusion97, International Workshop on Heavy-Ion Collisions at Near-Barrier Energies, which was held at South Durras, Australia. Besides the major subjects, many related subjects such as screening effects in low energy nuclear reactions in laboratory experiments and in stars, decay out of superdeformed band, theoretical as well as experimental studies of the synthesis of superheavy elements have also been intensively discussed. [...] The conference seeded many new problems. We wish them to be clarified in the succeeding studies and many new developments will be discussed in the next conference.

sabato 21 marzo 2015

"Short LENR review"
del Dipartimento della Difesa Canadese

0 : commenti
Per la serie "si pesca proprio di tutto dal web", questa notte propongo ai lettori più curiosi (insonni e decisamente con niente di meglio da fare!) un "scientific report" pubblicato a Dicembre 2014 dal Defence Research and Development Canada. 

Ve ne traduco un po' alla buona gran parte dell'abstract:
Abstract
L'intento di questo documento è consolidare informazioni, prove, fatti e dati che supportano e sostanziano la prima Strategia Operativa Energetica della Difesa (DOES) per far fronte alla necessità di migliorare le nostre capacità di difesa operativa e la loro sostenibilità, diminuendo il pesantissimo costo dell'energia necessaria e riducendo la vulnerabilità della nostra catena di approvvigionamenti. Esso afferra alcune delle conoscenze emerse tramite discussioni di gruppi di lavoro e workshop con esperti e con organizzazioni ad hoc. Data la complessità della materia e il possibile fraintendimento dei dati grezzi disponibili nei vari verbali, la loro interpretazione, al fine di sviluppare la strategia, è stata affrontata congiuntamente da rappresentanti scelti tra il personale del Dipartimento della Difesa (DND) e dalle Forze Armate Canadesi (CAF) interessato alla tematica in questione.
Tale visione collettiva è necessaria per garantire che una comprensione adeguata delle sfide energetiche alle porte permei la nostra cultura militare e diventi parte del nostro processo decisionale. L'affrontarle in modo olistico, guardandosi nello specchio della sostenibilità, aprirà nuove strade per migliorare le nostre capacità difensive operative per interventi in patria e all'estero. 
L'analisi dei dati storici e i risultati delle simulazioni sono stati utilizzati per sviluppare dei risultati attesi DOES. Tali risultati attesi sono stati utilizzati per sviluppare dei credibili obiettivi DOES. I risultati attesi saranno utilizzati in seguito per valutare il livello di successo delle iniziative prese per conseguire gli obiettivi DOES. Una metodologia inflazionaria è stata utilizzata per valutare il potenziale risparmio derivante dall'applicazione degli obiettivi DOES. Inoltre, utilizzando tecniche di simulazione con scenari messi in piedi sulla base di precedenti analisi, è stato stimato l'impatto degli obiettivi DOES sulle spedizioni militari...
Non sarete certo stupiti di trovare anche in questo contesto, all'appendice K del documento (a pag. 129 del pdf scaricabile dal sottostante link), una Short LENR review. Nulla di nuovo, solo una rassegna dei principali sviluppi in campo LERN succedutesi dal 2011 al 2014. 
DOWNLOAD:

venerdì 20 marzo 2015

Si prevede una primavera...
eccessivamente calorosa!

68 : commenti
Agli ultimi claims di replica indipendente dell'E-Cat - ormai made in USA - di Andrea Rossi arrivati dalla Russia da parte di Parkhomov (COP 3.2) e a quelli (non confermati) di un gruppo di ricerca ukraino (COP 2-3), si aggiungono oggi quelli del gruppo italiano guidato dal professor Ugo Abundo (COP 2.26):


Appuntamento anche in questo caso a Padova tra una ventina di giorni - all'ICCF-19 - per avere informazioni complete e dettagliate. 

P.S. Il precedente report di Abundo illustrava il set-up della replica: 
http://www.hydrobetatron.org/files/Report_011_Parkhomov_Ottimizzato.pdf

Foto_Video
Un click sull'immagine per visualizzare un primo video messo on line su www.hydrobetatron.org

giovedì 19 marzo 2015

Experiments and Methods in Cold Fusion - Contents

38 : commenti
Si avvicina a spron battuto l'ICCF-19 che si terrà Padova dal 13 al 17 aprile e ho l'impressione che il programma definitivo uscirà a strettissimo giro! Infatti è da pochissimo online sul sito dell'ISCMNS l'ultimo volume del Journal of Condensed Matter Nuclear Science intitolato Experiments and Methods in Cold Fusion.

Vi consiglio caldamente di scorrerne l'indice degli articoli e i nomi degli autori, molti dei quali saranno tra i protagonisti dell'ICCF-19. 

Il link per scaricare tutto il volume in pdf (327 pagine!) del Journal of Condensed Matter Nuclear Science è in fondo a questo post.

Siete tra i negazionisti delle LENR? 
Allora consiglio un po' di citrosodina!

*** 

PREFACE 

RESEARCH ARTICLES: 

Flux Effects in Metal Hydrogen Loading: Enhanced Mass Transfer (p. 1)
M.C.H. McKubre and Francis L. Tanzella 

Nuclear Products of Cold Fusion by TSC Theory (p. 11)
Akito Takahashi

Anomalous Exothermic and Endothermic Data Observed by Nano-Ni-Composite Samples (p. 23)
Akito Takahashi, A. Kitamura, R. Seto, Y. Fujita, Taniike, Y. Furuyama, T. Murota and T. Tahara

Energetic Particles Generated in Earlier Pd + D Nuclear Reactions (p. 33)
D.Z. Zhou, C. Wang, Y.Q. Sun, J.B. Liang, G.W. Zhu, L.P.G. Forsley, X.Z. Li, P.A. MosierBoss and F.E. Gordon 

Excess of Power during Electrochemical Loading: Materials, Electrochemical Conditions and Techniques (p. 44)
V. Violante, E. Castagna, S. Lecci, F. Sarto, M. Sansovini, T.D. Makris, A. Torre, D. Knies, D. Kidwell, K. Grabowski, D. Dominguez, G. Hubler, R. Duncan, A. El Boher, O. Azizi, M. McKubre and A. La Gatta 

Conservation of E and M, Single Cavitation Heat Events (p. 55)
Roger S. Stringham 

Amplification and Restoration of Energy Gain Using Fractionated Magnetic Fields on ZrO2–PdD Nanostructured Components (p. 66)
Swartz, Gayle Verner, Jeffrey Tolleson, Leslie Wright, Richard Goldbaum and Peter Hagelstein

Imaging of an Active NANOR®-type LANR Component using CR-39 (p. 81)
Mitchell R. Swartz, Gayle Verner, Jeffrey Tolleson, Leslie Wright, Richard Goldbaum, Pamela Mosier-Boss and Peter L. Hagelstein 

Incremental High Energy Emission from a ZrO2–PdD Nanostructured Quantum Electronic Component CF/LANR (p. 92)
Mitchell Swartz 

Entrepreneurial Efforts: Cold Fusion Research at JET Energy Leads to Innovative, Dry Components (p. 102)
Mitchell Swartz 

Femto-Helium and PdD Transmutation (p. 106)
A. Meulenberg 

Pictorial Description for LENR in Linear Defects of a Lattice (p. 117)
A. Meulenberg 

Radiation Coupling: Nuclear Protons to Deep-Orbit-Electrons, then to the Lattice (p. 125)
A. Meulenberg 

Revisiting the Early BARC Tritium Results (p. 137)
Mahadeva Srinivasan 

Piezonuclear Fission Reactions Simulated by the Lattice Model (p. 149)
A. Carpinteri, A. Manuello, D. Veneziano and N.D. Cook 

Hydrogen Embrittlement and Piezonuclear Reactions in Electrolysis Experiments (p. 162)
A. Carpinteri, O. Borla, A. Manuello, D. Veneziano and A. Goi

Neutron Isotope Theory of LENR Processes (p. 183)
John C. Fisher 

Pressurized Plasma Electrolysis Experiments (p. 190)
Jean-Paul Biberian, Mathieu Valat, Walter Sigaut, Pierre Clauzon and Jean-François Fauvarque

Numerical Modeling of H2 Molecule Formation within Near-surface Voids in Pd and Ni Metals in the Presence of Impurities (p. 195)
O. Dmitriyeva, R. Cantwell and M. McConnell

Possibility of Tachyon Monopoles Detected in Photographic Emulsions (p. 203)
Keith A. Fredericks 

A Mass-Flow-Calorimetry System for Scaled-up Experiments on Anomalous Heat Evolution at Elevated Temperatures (p. 231)
A. Kitamura, A. Takahashi, R. Seto, Y. Fujita, A. Taniike and Y. Furuyama 

Hydrogen Absorption and Excess Heat in a Constantan Wire with Nanostructured Surface (p. 240)
U. Mastromatteo, A. Bertelè and F. Celani 

Celani’s Wire Excess Heat Effect Replication (p. 246)
Mathieu Valat, Ryan Hunt and Bob Greenyer 

Water-free Replication of Pons–Fleischmann LENR (p. 256)
William H. McCarthy 

Surface Preparation of Materials for LENR: Femtosecond Laser Processing (p. 268)
Scott A. Mathews, David J. Nagel, Brandon Minor and Alberto Pique 

LENR Excess Heat may not be Entirely from Nuclear Reactions (p. 279)
David J. Nagel and Roy A. Swanson 

The Case for Deuteron Stripping with Metal Nuclei as the Source of the Fleischmann–Pons Excess Heat Effect (p. 288)
Thomas O. Passell 

Explaining Cold Fusion (p. 295)
Edmund Storms 

Progress in Development of Diamond-based Radiation Sensor for Use in LENR Experiments (p. 305)
Charles Weaver, Mark Prelas, Haruetai Kasiwattanawut, Joongmoo Shim, Matthew Watermann, Cherian Joseph Mathai, Shubra Gangopadhyay and Eric Lukosi

Investigation of Possible Neutron Production by D/Ti Systems under High Rates of Temperature Change (p. 314)
Charles Weaver, Mark Prelas, Joongmoo Shimn, Haruetai Kasiwattanawut, Shubhra Gangopadhyay and Cherian Mathai 

Lessons from Cold Fusion Archives and from History (p. 321)
Jed Rothwell


Intanto quei "lunatici" della NASA...

26 : commenti
E mentre il mondo accademico mainstream continuava a ritenere impossibili i fenomeni LENR, o al più iniziava a porsi qualche timido dubbio, quei "lunatici" della NASA, in piena intesa con George H. Miley e le menti aperte dell'Università dell'Illinois, continuavano a includere tra le NETS (Nuclear Emerging Technologies for Space) anche le LENR. 
Gustatevi il paper n. 5134 tratto da pag. 166 del programma della conferenza NETS-2015 svoltasi ad Albuquerque Marriot dal 23 al 26 febbraio 2015 (le evidenziature sono mie). Sbaglierò, ma a naso direi che i claims di Miley siano a metà strada tra quelli di Andrea Rossi e quelli Francesco Celani...

Progress in Development
of an LENR Power Cell for Space

George H. Miley1,2, Kyu-Jung Kim1, Erik Ziehm1, Tapan Patel1 and Bert Stunkard1


1Department ofNuclear, Plasma and Radiological Engineering, U of Illinois, 216 Talbot Lab, 104 S Wright St., Urbana, IL 61801

2Lenuco LLC, 912 West Armory Ave, Champaign, IL 61821 217-3333772; ghmiley@illinois.edu

Abstract. Since originally reported at NETS 2013, considerable progress has been achieved in development of a revolutionary new nuclear power unit using Low Energy Nuclear Reactions (LENRs). Test units now produce power densities equivalent to fission power plants, but work still needs to be done to insure the long lifetimes required for space applications. If successful, LENR reactors will allow small power units that could provide a vital new power supply for both space station power and propulsion. Due to the low energy of reactants, the compound nucleus formed in LENRs has little excess energy, thus the resulting breakout products are mainly channeled into stable or near-stable products, avoiding significant radioactivity or nuclear waste problems. Such a power source enables a tremendous advantage in energy density, lifetime, and tolerance to wide differences in environmental conditions (temperature, pressure).


During the past decade, extensive experimental and theoretical work worldwide has been done to study the basic LENR phenomena and to understand the underlying physics. At the most recent international meeting on the subject at the University of Missouri, several companies announced progress on gas loaded nickel nano-particle units designed for MW size plants. Others, including Lenuco LLC in collaboration with the NPRE department at the U of Illinois, are working on development of small 10's of kW units. Physically these power units are very simple. Special Ni alloy nano-particles are placed in a pressure vessel which is then pressurized to 60-100 psi with hydrogen to initiate the reaction. With pressure control, these units are expected to run for several years, before replacement of the nano-particles is required due to buildup of transmutation products. Replacement is simply done by substitution of a new cylinder containing fresh particles while the used particles are recycled for use in fresh nano-particles. Our results in terms of energy gain from the pressurized nano-particles are among the best reported in the field to date.


The main obstacle to development of a practical unit is preventing the hot nanoparticles from overheating and sintering together, limiting unit run time. Thus present work is focused on overcoming that problem. Two approaches are under test. One is to provide thicker oxide coating and somewhat larger nanoparticle. The other is to use plasma surface bombardment to create nanostructures on Ni wire mesh. Both approaches use a gas loading system using with a cylinder or vessel to hold the nickel based alloy nano-particles or nickel alloy mess wire. A large output of heat is then released when pressurized to 60~100 psi with hydrogen (alternately deuterium gas using a Pd rich version of the metal alloy can be used).The discovery at the University of Illinois of the existence of Ultra-High-Density clusters inside the host material is a break-through development that provides a reproducible approach to loading and subsequent heat production. Both experimental and theoretical studies have demonstrated that the hydrogen atoms in these clusters (almost metallic hydrogen) are close enough together that diffusion of another atom into the cluster transfers sufficient momentum to create a nuclear transmutation reaction with the hydrogen and host nickel atoms. Incorporating these clusters into the material has resulted in excess heat experiments that reproducibly produces orders of magnitude more heat energy out than energy in. Since the chemical heat release is limited to the initial pressurization, the energy “gain” for long run is extremely large.


Keywords: Low energy nuclear reactions (LENRs), Space power, space energy, LENR power cell.

mercoledì 18 marzo 2015

Defense Threat Reduction Agency (DTRA) report
on High Energy Science & Technology
Assessment workshop, June 29, 2007

36 : commenti
Oggi vi presento un report del 2007, originariamente "for official use only", distruibuito solo tra le agenzie governative USA e loro contractors, poi declassificato nel 2011, infine messo on line ieri su http://www.governmentattic.org. Ci fornisce un ampio resoconto su un workshop valutatativo sulla scienza delle alte energie svoltosi dal 12 al 13 dicembre 2006 a Fort Belvoir, in Virginia.

A Fort Belvoir ha infatti sede il committente del report cioè il Defense Threat Reduction Agency (DTRA), un'agenzia del Dipartimento della Difesa USA (DoD) fondata nel 1998 per contrastare le armi di distruzione di massa (chimiche, biologiche, radiologiche, nucleari, ed esplosivi ad alto potenziale). Le funzioni principali del DTRA sono la riduzione e il controllo di tali minacce, il supporto al combattimento e lo sviluppo tecnologico.  Il DTRA impiega 2.000 unità di personale civile e militare in più di 14 sedi in tutto il mondo, tra cui Russia, Kazakistan, Azerbaigian, Uzbekistan, Georgia e Ucraina.

Cosa diavolo hanno a che fare il DTRA e le alte energie con il chiodo fisso di questo blog, le LERN?
Parecchio, dal momento che il report in questione, già 8 anni fa - oltre che di isomeri nucleari, annichilazione materia-antimateria, fisica ed energia esotica, armi nucleari (a fusione e fissione) di quarta generazione - si occupava diffusamente proprio di LENR!

Divertitevi a spulciarlo e non soprendetevi troppo a leggere resoconti come questo:
"Dr. Mitchell Swartz, JET Energy, INC presented a brief summary of the results of excess heat experiments in electric-field loaded deuterated metals: Excess Heat in Electric-Field Loaded Deuterated Metals.  
He explained his methods for controlling measurement error and system noise by using dual calorimeter measurements that allowed precise differential measurement and integration of power. He was thus able to compare measurements of several different instruments to allow judgment of consistency in his reported results. 
The diffusion and electrophoresis equations show the advantages of low conductivity electrolytes and relatively high voltages for loading D into the electrodes with co-deposition of electrode material. btained energy and power gains over the D charging (loading) input power and discussed the importance of determining optimized operating points. Impressively, he showed a video demonstrating enough power to spin the propeller of a model airplane." (p. 18)
 O come questo:
"Professor Michael Melich, W.E. Meyer Institute for Systems Engineering, Naval Postgraduate School, talked about transmutation as the signal for detecting LENR using experiments conducted in a Deuterium cell with an electrolytic Pd diffusion barrier. Quantifying the transmutation products as an experimental approach potentially affords greater sensitivity and reproducibility than excess heat, since the new elements are not present initially and can be detectable in very small concentrations. 
Recent trials confirmed that following standard electrolysis experiments, the diffusion barrier contained elements not present before the runs. In principle, the results of a single run can then be analyzed by other labs to determine the degree of consistency in detection of small concentrations of transmuted elements." (p. 19)
Le LENR già nel 2007 erano presentate alle agenzie del Governo USA come evidenze sperimentali e scientifiche, come dati di fatto... altro che dubitare della loro esistenza!

Ovviamente non si nascondevano le criticità (p. 26):
Low Energy Nuclear Reactions are showing some remarkable progress with respect to energy (excess heat) production and transmuted element detection, but experiments remain only thinly reproducible. LENR also suffers from a basic lack of understanding of the governing physics.  
There is also a compelling need for a theory that can explain production rates and lead to specific electrode treatments and electrolyte compositions and predictions of reaction power, energy and products. The Widom theoretical construct appears promising, but lacks robust experimental verification and rigorous peer review.  
The polarizing history of LENR is a detriment to expanding research efforts and it seems unlikely that deployable/useable devices could be expected within a five to ten year horizon. Some low-level funding by 6.1 agencies seems appropriate, both to exploit the possibility of a breakthrough and to monitor other (international) research in this field. Nonetheless, DTRA should not go it alone; rather, it should provide the leadership to build interagency research consortia with a focus on fostering improved research facilities and rigorous experimental protocols.
Ma una cosa è sbandierare le criticità come markers di fallimento (se non d'imbroglio) al fine di bloccare la ricerca (uno dei giochini preferiti dei disinformatori di professione), altra è puntualizzarle proprio per promuovere una maggiore ricerca sulle LENR. Non a caso il report riporta queste raccomandazioni:
"LENR still suffers from negative publicity associated with Cold Fusion and is viewed as being conducted outside the domain of legitimate, mainstream science. Nonetheless, the persistent and increasingly repeatable demonstrations of excess heat and transmutation suggest that there is something here worth pursuing. DTRA should not do so alone, but rather foster consortia that would help bring discipline and rigorous experimental protocol to this field. Additionally, efforts to better understand the physics ofLENR as well as the development of first-principle predictive models are encouraged." (28)
È curioso poi trovare in una slide una domanda "retorica"... la stessa domanda usata spesso dai pato-scettici proprio per negare a priori la stessa possibilità delle LENR, usata qui per stimolare invece a cercare spiegazioni ai "paradossi" delle LENR (p. 40): 
"Why have LENR researchers not been killed by lethal doses of neutrons and gammas??" 
Vuoi vedere che il leader della negazione delle LENR in Italia, il chimico nucleare ex CAMEN Camillo Franchini, conosceva benissimo questo report sin dal 2007? Ritenete improbabile che l'ex supervisore dell'unico reattore nucleare a fissione militare italiano (tecnologia USA ovviamente) fosse/sia in contatto con agenzie governative USA e potesse avere accesso a questo genere di documenti?

Ed è significativo trovare le LENR anche all'interno dell'appendice dedicata alla possibile ricaduta dei campi di ricerca trattati dal report nello sviluppo di nuove armi nucleari (p. 54):
In a February 2002 report entitled, "Thermal and Nuclear Aspects of the Pd/D20 System," Dr. Frank E. Gordon, Head of the Navigation and Applied Sciences Department of the Space and Naval Warfare Systems Center, San Diego, wrote: "We do not know if Cold Fusion will be the answer to future energy needs, but we do know the existence of Cold Fusion phenomenon through repeated observations by scientists throughout the world. It is time that this phenomenon be investigated so that we can reap whatever benefits accrue from additional scientific understanding. It is time for government funding organizations to invest in this research." From July 31-August 3, 2006, the National Defense Industrial Association and the Office of Naval Research co-hosted a Naval Science & Technology Partnership Conference in Washington, D.C., where Dr. Gordon hosted an "LENR Breakout Session" to discuss Space and Naval Warfare Systems Command research developments in low energy nuclear reaction research.  
Coverage of Dr. Gordon's remarks in the New Energy Times contained the following claim about U.S. government support for Cold Fusion research: "Although the U.S. Department of Energy has yet to fund studies in the area, the Defense Advanced Research Projects Agency, long known for boldness in funding research, has been funding small LENR projects quietly for many years and recently has taken a renewed interest in the subject.
The Internet abounds with additional reports of undetermined veracity suggesting that DARPA support for LENR, while discreet, is ongoing. However, little evidence suggests that the focus of this research is oriented toward the development of weapons."
Ma se Emilio del Giudice ci avesse visto giusto nel denunciare l'uso della fusione fredda per costruire mini nuclear-bomb tattiche senza necessità di massa critica, ci sarebbe da stupirsi della mancanza di informazioni al riguardo?

Potete scaricare tutto il documento qui: 

martedì 17 marzo 2015

Putin, è imminente l'annuncio di una nuova fonte energetica?

74 : commenti
(post di Andrea Rampado)

Che stia per accadere qualcosa di importante è ormai una certezza. Ma che cosa?

Perché il vertice programmato tra i leader di Germania, Francia, Bielorussia, Ucraina, organizzato ad Astana con il presidente del Kazakistan, è stato rimandato?(1)
Ma soprattutto perché questo vertice era stato organizzato proprio in Kazakistan?


Astana, la nuova capitale del Kazakistan, una città costruita dal nulla in pochi anni, si dice che sia il centro mondiale del commercio petrolifero. Infatti, per il vertice programmato, erano previste discussioni importanti per gli scambi commerciali ed economici.
Pochi al mondo conoscono un fatto eccezionale di cui in Occidente nessuno "parla"; la stampa oltre cortina ne parla, ma ai nostri media a quanto pare non interessa.(2)(3)

Il presidente kazako Nursultan Nazarbayev e l'inventore Alexandr Borissenko
(crediti: http://www.absalutecology.com/en/index.php)
In Kazakistan da molti anni stanno sviluppando un'invenzione incredibile, un sistema che è in grado di rompere la molecola di CO2 con molta meno energia dell'energia prodotta dal carbonio che si ottiene, il rapporto tra energia spesa e ottenuta è di 1/100.
Crediti: http://www.absalutecology.com/photo.php
Ma la cosa più incredibile è lo sviluppo applicativo di questa macchina. Oggi dalla CO2 producono direttamente metano. Proprio così, si produce energia bruciando il metano, il metano diventa CO2 + acqua, la CO2 viene ritrasformata in metano in un ciclo praticamente infinito.(4)

Questa invenzione ha ricevuto l'interesse diretto del Presidente del Kazakistan, importanti finanziamenti sono stati messi a disposizione per lo sviluppo.(5)(6)
Il sistema è stato sperimentato anche nello spazio in assenza di gravità durante alcune missioni russe.(7)

Sappiamo che l'inventore di questa macchina vive ormai da alcuni anni in Germania; la Germania(8) è stata la prima ad interessarsi a questa invenzione durante le dimostrazioni fatte a Marzo del 2004. Sempre dalle stesse fonti sappiamo che la più importante multinazionale francese che costruisce centrali a carbone e centrali nucleari, sta collaborando con l'inventore. Germania, Francia, Russia, Kazakistan: il cerchio si chiude?
Potrebbe essere questa la risposta russa agli Americani che si sono comprati Andrea Rossi e la sua invenzione E-Cat? (9)

Tra poco meno di un mese in Italia a Padova ci sarà il 19° ICCF, durante il quale scienziati provenienti da quasi tutto il mondo presenteranno i risultati delle ricerche nel campo della fusione fredda; Andrea Rossi e il suo E-Cat non ci saranno, ma sicuramente le novità non mancheranno, come le sorprese del resto...
Sono tornato da  pochi giorni da un viaggio molto interessante in Ucraina, ho visitato i laboratori (privati) di un gruppo di scienziati che hanno replicato l'E-Cat di Rossi sulla base delle indicazioni e specifiche rilasciate pubblicamente dallo scienziato russo Parkhomov, che a sua volta ha replicato con successo il sistema di Rossi.
Il mio interesse era specifico sulla misura di una eventuale emissione di neutroni.
Qualche tempo fa dopo l'uscita del TPRII, ho avuto modo di discutere con il prof. Fabio Cardone chiedendogli come fosse possibile che dal report risultasse che non fossero stati rilevati neutroni se pur con delle evidenze macroscopiche di trasmutazione del Nichel e del Litio. Come si inquadravano queste reazioni aneutroniche nelle reazioni a Deformazione Spazio Temporale? 
Riporto per correttezza una sua risposta scritta:
Il giorno 31 gennaio 2015 19:59, fabio.cardone@xxxxxx ha scritto: 
NOTA SU ARTICOLO E-CAT 
Le reazioni a Deformazione Spazio Temporale (DST) hanno quattro caratteristiche fondamentali che possono ritrovarsi nel testo in cui si descrive il funzionamento del dispositivo E-Cat di A.Rossi: "Observation of abundant heat production from a reactor device and of isotopic changes in the fuel" G.Levi, E.foschi, B.Holistad, R.Pettersson, L.Tegner, H.Essen con Appendici di D.Bianchini, E.Bonetti, J.Hall.
Le quattro caratteristiche sono riportate con le pagine relative al testo citato e l'aggiunta di note brevi.
  1. Esistenza di una soglia di energia p.23 grafici 5,6 ; p.24 grafici 7,8.  Si noti che un comportamento similare a quello di tali grafici è stato descritto da F.Celani nelle sue misure del fenomeno scoperto da Y.Arata. 
  2. Assenza di raggi gamma p.36 Appendice 1. 
  3. Modifica del peso atomico p.28,29 ; p.42 Tav.1 Appendice 3 ; p.53 Appendice 4. Si noti la diminuzione dell'isotopo più abbondante del Litio ma che ha più neutroni e viceversa l'aumento dell'isotopo meno abbondante del Nichel ma che ha più neutroni. 
  4. Emissione di neutroni in impulsi. Si noti l'assenza di misure di neutroni al di sopra del fondo: p.36 Appendice 1. Le misure sono eseguite col metodo integrale su periodi di 5 ore con intervallo di integrazione di 1 minuto, questa procedura può rendere ogni rivelatore con acquisizione elettronica del segnale pressoché cieco agli impulsi di neutroni da emissioni DST così come sono stati misurati in precedenti lavori. 
I punti (1) e (2) si inquadrano perfettamente nella Teoria dello Spazio Tempo Deformato(10), infatti si deve attraversare una soglia di energia perché le reazioni avvengano nello spazio-tempo deforme e 
l'energia necessaria alla deformazione non è disponibile per le emissioni di raggi gamma che avvengono invece in una spazio-tempo piatto.
I punti (3) e (4) sono in evidente contraddizione poiché se aumenta un isotopo con maggior numero di neutroni essi devono esser stati prodotti, la loro mancata rivelazione è un problema di strumenti e metodi usati.
I siti telematici seguenti sono utili per la lettura del testo citato:
In pratica Rossi ha messo assieme il sistema di Piantelli con il sistema di Arata...
Quindi riassumendo, se l'E-Cat di Rossi funziona, i neutroni ci devono essere.
Molto probabilmente, anzi certamente, la causa della mancata rilevazione sta nello strumento utilizzato e più precisamente nel suo software. Questi tipi di strumenti sono stati progettati per rilevare emissioni di neutroni continue, come avviene in un reattore nucleare tradizionale. Se il rilevatore misura una emissione di neutroni discontinua o pulsata, per le caratteristiche del suo software lo strumento è cieco, non misura nulla. Infatti la cosa migliore per questo tipo di misure è modificare il settaggio del software (togliere l'automatico) e parallelamente utilizzare altri sistemi di misura, come da qualche anno fanno tutti i ricercatori che sperimentano le reazioni a Deformazione Spazio Temporale.(11)

La conferma ucraina della replica di Rossi, da me visionata, ne è la prova evidente, i neutroni sono stati misurati seguendo proprio le indicazioni dettate dagli esperimenti sulle reazioni a Deformazione Spazio Temporale. Purtroppo dovremo attendere almeno un anno per una pubblicazione scientifica; si tratta di un laboratorio privato e il loro scopo in questo momento non è assolutamente di carattere scientifico.

Perché il team di Rossi non utilizza anche altri tipi di rilevatori di neutroni come i CR39 modificati con il Boro o dei semplici dosimetri a bolle?
Oppure, se li hanno in un qualche modo misurati, perché non ne è stata fatta menzione nel report?
Andrea Rossi, perché?
Andrea Rampado
NOTE:
Crediti: Andrea Rampado
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