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martedì 28 agosto 2012

Cercasi per acquisto casa in zona Perugia

20 : commenti
Ho acquistato 10 anni fa l'appartamento dove vivo. Fino a un anno fa ci abitavamo soltanto io e mia figlia; nel corso del 2012 con la mia compagna siamo diventati tre e, tre giorni a settimana, quattro con suo figlio. Per quanto siano 63 metri quadri sfruttati benissimo, con soppalchi, soffitte (i soffitti sono alti 318 centimetri) e mobili su misura, ci servirebbe una stanza in più.

Vendere questo appartamento ci dispiace. È al secondo piano di una piccola palazzina di tre piani (un tempo villa padronale) costruita tra fine '800 e inizio '900, poi divisa in sei appartamenti (quello dove abitiamo ha l'ingresso praticamente indipendente). C'è un cortile dove i bambini possono giocare, un pino secolare, posto auto, rimessa, angolo barbecue ecc. La zona è residenziale, in collina, tranquilla e silenziosa. La posizione è veramente strategica: a 5 minuti d'auto dal centro di Perugia, altrettanto dalla superstrada, altrettanto dalla stazione ferroviaria di Perugia - Ponte S. Giovanni.

Avevo pensato di unirci l'appartamento accanto e ho cercato di contrattarne la vendita col proprietario: ma non si schioda dal doppio del suo valore di mercato! Ho pensato allora di unirci l'appartamento al piano di sopra, ma la proprietaria lo vuole lasciare ai suoi figli (che ora vanno alla scuola elementare!) per quando saranno grandi. Devo per forza guardare altrove.

Il problema al momento non è vendere la casa attuale, ma trovarne una più spaziosa che non ci faccia rimpiangere quella che lasceremo. Chiaramente ci piacerebbe avere anche un giardino... ma il budget è piccolo. Comunque per aggiungere frecce al mio arco ho deciso di parlarne qui nel blog: non ci spero tanto, ma fosse mai che capitasse un colpo di fortuna oltre a quelli dei fulmini!

P.S. Dedico poco tempo al blog questo periodo. Scusate, ma sono parecchio occupato con la mia famiglia.

domenica 3 aprile 2011

Lavori in corso e troppe cose di corsa

2 : commenti
La casa è in pieno caos. La roba di mia figlia, è ammucchiata in soggiorno in attesa dei mobili nuovi. I mobili "vecchi" sono smontati un po' ovunque, in attesa che domani vengono a portarsela via: chi li ha comprati ha fatto un vero affare (alla fine li ho venduti a un terzo del loro valore).

Da ieri lavoro a preparare le pareti, ho anche spostato due prese della corrente, il più è fatto.

Troppe cose da fare. Ricapitoliamo. 

Domenica scorsa sono stato a Firenze alla conferenza di Emilio Del Giudice e Angelo Baracca: avrei tanto materiale (registrazioni, appunti, foto) per ricavarne un paio di post... ma quando?! A Firenze ho conosciuto 5 lettori del blog, belle persone.

Giovedì 31 marzo e venerdì 1 aprile ho preso due giorni di ferie... con grosse apprensioni perché il lavoro che mi si è così accumulato sulla scrivania me lo ritroverò lunedì, aggiunto a tutto il marasma di scadenze che ho in ufficio in queste settimane: bandi, avvisi, progetti, convocazioni ecc.

Ma avevo proprio bisogno di questi due giorni di ferie.

Giovedì sono stato a pranzo a Cesena a trovare un caro amico. Tra l'altro mentre ero l' mi ha telefonato il Tribunale di Sorveglianza di Perugia per dirmi che era stata accettata la mia nomina di "esperto" e che a metà mese avrei la mia prima udienza. Devo valutare bene se accettare o rifiutare, devo valutare bene se posso stare dietro a un tale impegno. Francamente, passati 8 mesi dalla domanda che avevo presentato, non credevo che mi avrebbero più chiamato.

Venerdì sono ripartito da Perugia alla volta di Viareggio, anche in questo caso per pranzare assieme a una coppia di amici appassionati di nuova scienza, piacevolissima compagna.

Poi ho proseguito verso Milano per ascoltare dalla voce di Roy Virgilio le novità da un altro fronte di ricerca LENR. Ci siamo trattenuti in parecchi a cena e anche in questo caso ho conosciuto un altro paio di lettori del blog, ancora belle persone. Anche questa serata meriterebbe un post.

Poi sono ripartito per Perugia, dove sono arrivato alle 4 del mattino: sabato e domenica dovevo per forza dedicarle ai lavori in casa.

Questo non mi ha impedito di ieri sera a fare quattro chiacchiere... è un periodo che le mie amiche insistono a invitarmi a conoscere loro amiche, sembra che pensano che ormai è troppo tempo che sto da solo!

Infine la novità di oggi è che ho dovuto mettere la moderazione al blog. Perché ve lo spiego in un altro post, tra poco.

sabato 19 febbraio 2011

AAA vendesi cameretta

6 : commenti
Causa up-grade a nuovo arredamento più consono alle esigenze di una adolescente, vendo la cameretta di mia figlia, acquistata alla fine del 2002, tuttora in ottime condizioni (come da foto), con struttura in faggio e frontali laccati rosso aragosta.

ELEMENTI DELLA COMPOSIZIONE:

1) Mobile con armadio e letto a castello, rete a doghe, scaletta e protezione di sicurezza.
L'armadio 2 ante, misura 900 mm di larghezza, 885 mm di profondità, 1316 mm di altezza; è accessoriato all'interno per tutta la larghezza con bastone porta-abiti davanti e 3 mensole (profonde 310 mm) dietro.
Dimensioni complessive della struttura: larghezza 2020 mm, profondità 885 mm, altezza 1632 mm.

2) Mobile con la metà superiore ad anta con 3 ripiani interni e la metà inferiore con 4 cassetti: larghezza 600 mm, profondità 470 mm, altezza 1636 mm.

3) Scrivanietta con cassetto: larghezza 900 mm, profondità 598 mm, altezza 766 mm (entra anche sotto la struttura).

A ciò aggiungo (se graditi) vari accessori per lo più Ikea: lampada a parete a forma di luna, lampada a forma di cuore, mensola rossa a "V", mensola appendiabiti, mobiletto a forma di casetta ecc.

La camera è assolutamente uni-sex.
Ubicazione: Perugia.


Tutto compreso 
500,00 €

(P.S. chi l'ha comprata ha fatto un affare, 
l'ho venduta a molto meno!)


N.B. Le fotografie (appena scattate) possono essere visualizzate in grande dimensione per apprezzare appieno le condizioni della mobilia)

Se interessati contattatemi tramite un commento o una mail a daniele.passerini@22passi.it.

martedì 4 gennaio 2011

E dalle stelle alle... al sottoscala!

4 : commenti
Eclissi del 4 gennaio 2011, ore 9.10 circa, S. Maria degli Angeli di Assisi (PG)
Ecco qui un modestissimo souvenir fotografico dell'eclissi di stamane, scattato con davanti all'obbiettivo un vetrino da saldatore portato in ufficio da un provvido collega. Sì lo so, sembra un'eclissi di Luna (questa per esempio l'ho immortalata due anni fa), ma credetemi sulla parola, è proprio il Sole oscurato dal nostro satellite, e il tutto ancora  più oscurato dal vetrino anti-accecature!

N.B. A dire il vero il colore dell'astro catturato dai sensori della reflex era un alienissimo verde, che per lo meno ho virato al giallo con photoshop.
Spiazzante la sensazione di incongruenza tra l'ora e la luce da pomeriggio che avvolgeva il paesaggio. Mi ha riportato alla mente l'eclissi solare totale a cui assistetti sempre da S. Maria degli Angeli, se non erro nel 1998: probabilmente la più suggestiva che vive tra i miei ricordi.

E visto che ieri avevo ricordato a tutti dell'imminente eclissi per poi saltare di palo in frasca a parlare del "rito" di riordino che mi accingevo a celebrare nel mio sottoscala, mi sembra ineludibile documentare come questo piccolo quanto fondamentale locale, dopo averlo imbiancato di fresco e rivoltato come un calzino, appaia adesso. Sono molto soddisfatto del risultato. 

Ehm, ho scoperto due anticalcare per bagno avviati e due ancora nuovi...  e stavo per ricomprarlo perché credevo fosse finito! Per dare un'idea del caos che albergava nello scaffale e nel mobiletto.

Ecco perché com'era il sottoscala prima non lo vedrete mai! :-)


P.S. Eh, me lo sentivo dal pomeriggio: mi sono misurato ora 37,5° di febbre. Dovrebbe essere l'apice, perché difficilmente a me la temperatura sale più di così. E poi ho lavoro da terminare in ufficio domani e venerdì, giovedì poi iniziano i saldi e avrei da fare qualche acquisto... meglio se guarisco subito.

lunedì 3 gennaio 2011

Eclissiamo le cose brutte del 2010!

4 : commenti
Mi raccomando, se le nubi saranno gentili domattina 4 gennaio tutti a guardare (occhio a non accecarsi!) l'eclissi parziale e martedì notte pure le stelle cadenti dette Quadrantidi:  uno dei tanti articoli che segnalano i due fenomeni astronomici è questo. Insomma, già questo inverno era cominciato con un solstizio alquanto particolare e simbolico (ne avevo parlato qui), e ora il 2011 vuole subito farci vedere di che pasta è fatto!

Un'eclissi di sole è un bel monito a ricordare che ogniqualvolta qualcosa si frappone tra noi e la luce - fosse anche l'intero pianeta quando fa notte - segue sempre il momento in cui il disco solare torna a salutarci con tutta la sua forza. Questo è lo spirito con cui voglio affrontare il 2011!

Sarà una coincidenza, ma proprio oggi pomeriggio m'è preso il ghiribizzo di svuotare il sottoscala, rimbiancarlo, ripulirlo e risistemare in ordine tutto ciò che vi era ammassato e accatastato. Ora esco a mangiarmi una pizza, ché stasera mi risparmio di cucinare; al mio ritorno darò la seconda mano di pittura e in attesa che asciughi e possa ripulire un po' di schizzi, preparerò la roba da rimettere nello scaffale e nel mobiletto. Conto di far le ore piccole, ma di finire il lavoro stanotte. E con questo sarò arrivato a circa il 60% della ritinteggiatura di casa che ho iniziato, un pezzetto alla volta, durante l'estate (camera da letto, soggiorno, cucina). Prossima tappa dopo il sottoscala: la camera di mia figlia.

P.S. Qui il seguito eclissi/sottoscala.

venerdì 31 dicembre 2010

Chiudiamo 'sto 2010 da pazzi e buon 2011 a tutti!

10 : commenti
Beh, poiché vivo da tempo oltre il comune senso del ridicolo, posso permettermi di augurare a tutti buon anno con questo video! A ottobre scrissi che mi esercitavo a fare il giocoliere con le tre palline ed ecco qui la prova che non bluffavo. Certo, ho da lavorarci ancora parecchio, le parabole delle palline sono imprecise, le mani tendono a stare troppo in alto, per ora esco allo scoperto solo col gioco base, l'unica variante che riesco a governare è l'altezza dei lanci. Ma, per essere un esordio alla non più freschissima età di 45 anni, non è malaccio su!

La voce fuori campo, ovviamente, appartiene a quella chiacchierona di mia figlia! :-)

L'augurio che voglio fare attraverso questo video è che chiunque abbia un desiderio trovi la determinazione per realizzarlo nel 2011, con le unghie e con i denti se necessario. Perché il confine tra quello che non sappiamo fare e quello che sappiamo fare lo tracciamo noi: se ci crediamo e se ci impegniamo abbastanza possiamo imparare e padroneggiare qualunque cosa. Alla fine l'unica variabile in gioco è la nostra volontà. Sembrerà pure banale, però è verissimo.

Un bell'aiuto ce lo possiamo dare l'un l'altro. Ad esempio è bastato che una persona di cui mi fido mi dicesse "hai capito come si fa, basta che ti eserciti...", per convincermi che potevo imparare a giocare con le tre palline.

Altro discorso è ottenere quello che vogliamo in amore, come fare innamorare di noi chi amiamo ma non ci ricambia: sono in gioco molte più variabili e, soprattutto, vanno moltiplicate per due persone. 

Di tutti gli anni che hanno seguito il 2002, il grande spartiacque della mia vita, il 2010 è quello che trovo più difficile capire. Bilancio positivo o negativo? Non lo so proprio. È stato un anno sovrabbondante di amore, questo sì, però mai a lieto fine. Ho cominciato col dover rifiutare, per correttezza seppure a malincuore, una donna che mi copriva di un amore avvolgente e commovente, ma che non riuscivo a ricambiare. Poi ho deciso di dire un no definitivo - ed è stato ancor più doloroso - a un'altra donna che per diversi anni aveva trovato in me molto più che un semplice amante, ahimè non veniva incontro al mio desiderio di ricrearmi una famiglia, così che alla fine mi sono reso conto di non amarla più. Infine, quando non cercavo proprio nulla, sono inciampato in una donna 20 anni più giovane di me e prima che mi rendessi conto di quel che succedeva me ne sono innamorato con una intensità e una oblatività che non avevo mai toccato prima. Crisi di mezza età da manuale? Può darsi, so che ho semplicemente sentito, col cuore, che era la donna giusta per me, anche se la testa a dire il vero mi ha dato dell'illuso sin dal primo momento. Lei ha oscillato: per 2, 3 settimane c'era, praticamente un battito di ciglia, poi ha cominciato a scivolare via, sempre di più. A volte la donna che è giusta per te non ti riconosce come l'uomo giusto per lei, purtroppo capita. Se poi ti dice pure che "venti anni di differenza sono troppi" ti senti di colpo molto meno giovane!

In conclusione, per il 2011 vorrei ritrovare la felicità che ho perso, ma sono consapevole che dovrò farlo senza una donna, come cantava Zucchero. Perché dopo essermi innamorato così profondamente, sento troppo bene che non posso più accontentarmi di niente di meno. Meglio solo.

lunedì 22 novembre 2010

Vita, infissi e batterie

4 : commenti
Stamattina lifting alla casa! Mi stanno sostituendo le persiane: due finestre su sei già sfoggiano quelle nuove... e naturalmente tocca pulire, una finestra dopo l'altra, tutto lo sporco che viene fatto, soprattutto in fase di rimozione dei vecchi infissi.

Non è un simbolo da poco mettere mano alle finestre: direi che rappresentano la comunicazione tra il dentro (di una casa come di una coscienza) e il fuori (l'ambiente esterno come le altre persone); ci permettono di affacciarci fuori quanto di proteggerci dentro. Non c'è dubbio: sono alla ricerca un nuovo equilibrio tra queste due funzioni essenziali.

Sto pure aspettando in mattinata l'elettrauto, infatti proprio ieri - ovviamente di domenica - la batteria della mia vecchia Multipla mi ha mollato... fortuna che tengo sempre a bordo i cavetti per ripartire con la batteria di un'altra auto, così sono riuscito a tornare alla base. 

Sulla simbologia del motore che non parte sorvolo... ricordo solo che ho dichiarato il mio cuore in letargo. Ciò basti.

Tanto bene avevo preso un giorno di ferie, apposta per i lavori programmati in casa... nella sfortuna almeno concentro in un'unica mattina operai degli infissi ed elettrauto. La prendo sempre con filosofia.

L'unico a non ridere oggi è il portafoglio!

sabato 20 novembre 2010

Camera nuova per mia figlia in arrivo

5 : commenti
Arianna va ormai va per i 13 anni e i mobili della sua cameretta, scelti insieme 8 anni fa quando acquistai e ristrutturai la casa dove tutt'ora abitiamo, hanno fatto il loro tempo: adesso ha bisogno di una stanza da adolescente, che l'accompagni nell'età adulta. 

Ma arredare la camera di mia figlia non è facile, perché la superficie è molto piccola, sui 7m2 scarsi. Quello che manca di calpestabile viene compensata dal soffitto alto 320 cm (la cubatura è equivalente a quella di una camera da 9m2 alta 270 cm). Gran cosa le case di 100 e più anni fa, le adoro. Proprio quel mezzo metro in più di altezza mi ha fatto venire in mente, a fine estate, un'idea che solo una soluzione su misura poteva rendere possibile.

Una coppia di amici mi ha parlato molto bene di un mobiliere, detto fatto l'ho contattato e lui si è messo all'opera per ricavare un progetto esecutivo dalla mia idea: un letto a una piazza e mezzo a soppalco sopra un armadio 4 ante ad angolo alto 190 cm, così da sfruttare lo spazio disponibile in altezza. Il soppalco ospiterà una coppia di tatami 60x200 cm ciascuno e un comodissimo futon 120x200cm da 15 cm di spessore (2 strati di lattice tra 3 di cotone). In pratica, misure a parte, Arianna ha voluto tatami e futon identici a quelli dove dormo io.

Oggi pomeriggio siamo stati a vedere la prima bozza del progetto (qui riprodotta): ci è piaciuta tantissimo. Così ho dato via libera al mobiliere per andare avanti e tra due, tre mesi... inaugurazione!

lunedì 18 ottobre 2010

Ridipingo casa

5 : commenti
   










Dopo il nuovo look della mia camera (qui) e della cucina (qui), non mi resta che svelare la parete del soggiorno, ripitturata a luglio (prima era così). Il prossimo stadio d'avanzamento dell'operazione "ridipingo casa" sarà fare nello stesso color pesca anche la parete attigua (quella a sinistra nella foto), mantenendo invece bianchi i vani finestra-termosifone così come ho ridipinto di bianco la nicchia in cui è inserito il computer.

Aggiungo due foto proprio della postazione computer, da dove viene digitato questo blog, in cui si notano i riflessi d'arcobaleno prodotti dai cristalli appesi di fronte alle finestre (riflessi già mostrati con dovizia di particolari qui).

In attesa di una casa più grande, intanto rendo più bella quella che ho ora!

P.S. Ecco anche un autoscatto del padrone di casa, dove si intravede la libreria sulla parente antistante la bookworm.

sabato 16 ottobre 2010

La cucina con gli archi azzurri

3 : commenti

Mattina libera. Mia figlia a scuola. Ne approfitto per mantenere una promessa. Oggi è ancora nuvoloso, aspettavo una giornata di sole per scattare le foto, ma meglio cogliere l'attimo ora che me lo trovo: ecco qui la mia "nuova" cucina dopo che ho dato sfogo a pennellessa e pennello durante lo scorso mese!

Alla fine del post lascio anche due foto scattate alla stessa stanza qualche anno fa (mancavano solo un paio di mensole che aggiunsi poco dopo): prima risultava giallina, come potete vedere ora è una combinazione abbastanza elaborata di pesca e azzurro. Naturalmente il soffitto l'ho ridipinto ancora di bianco.

Devo però essere sincero. Mi aspettavo un risultato migliore. Il punto è questo: come prima la medesima tinta dava sul panna in camera da letto e sul crema in cucina, allo stesso modo adesso la leggera sfumatura pesca in camera da letto diventa, ahimè, quasi un rosa in cucina. Complice, oltre alla diversa esposizione dell'ambiente, l'accostamento al secondo colore, che credevo un azzurrino "carta da zucchero" e si è invece rivelato praticamente un celeste. Già, immancabilmente l'effetto sul muro è molto diverso da quello sui campionari. Quando ho finito di  pitturare e ho guardato per la prima volta come era uscita fuori la stanza nell'insieme, la prima impressione è stata: "Oddio, altro che pesca-azzurro, ho una cucina rosa-celeste da Biancaneve!". Fortunatamente sono riuscito  in parte a neutralizzare l'effetto kindergarten con l'adesivo della Vespa: l'ho visto per caso al Leroy Merlin è ho subito capito che si trattava del cacio sui maccheroni per la mia cucina!

Sono comunque abbastanza soddisfatto dell'armonia tra linee rette e curve, studiata per separare tra loro i colori. E sono molto orgoglioso dei tre  archi azzurri, che ho dipinto con un normale pennello piatto da 4 cm, dopo aver segnato a matita una traccia con filo di nylon e chiodino usati a mo' di compasso. Tutte le linee rette le ho ottenute naturalmente con normali mascherature fatte con l'apposito nastro, per le curve serviva invece mano ferma e occhio.

Può anche essere che tra un anno mi stufo e ridipingo tutto in tinta unita, magari usando un azzurro un po' più deciso! Del resto mi piace l'accostamento con l'arancione dei mobili (arancione e azzurro sono colori complementari), non a caso molti accessori li ho scelti azzurri o blu.

Colorazione a parte, ho trafficato anche per riuscire a realizzare finalmente (era anni che rimandavo) il collegamento tra la cappa e una vecchia canna fumaria che avevo riaperto e ripulito: ora la cappa è aspirante e non semplicemente filtrante! Funziona benissimo. E considerato che la cucina è priva di porta i vantaggi sono ben immaginabili

Una foto mostra tutti i pezzi usati per collegare la cappa alla canna, prima del loro assemblaggio in loco.
 




 

sabato 4 settembre 2010

Metamorfosi

2 : commenti
Le opere grafiche di Escher (1898-1972) mi hanno sempre affascinato, la Metamorphose in particolare con le sue immaginifiche trasformazioni di figure geometriche in forme di animali (vedasi foto n. 1 ad esempio) e viceversa. L'originale (foto n. 2) ha uno sviluppo orizzontale di una decina di metri, il poster in 4 segmenti che avevo comprato alla fine degli anni '90 è lungo solo 4 metri e poco più, grazie all'omissione di alcuni passaggi della Metamorphose e può quindi trovare collocazione in un appartamento di dimensioni normali.

Era rimasta nel soggiorno della mia ex moglie. Da oggi decora la mia camera da letto (foto n. 3 e 4). La mia ex la buttava poiché era ormai in condizioni pietose: 3 quadri su 4 caduti per terra, vetri in frantumi e cornici danneggiate. Con 40 euro e qualche piccolo restauro l'ho fatta tornare come nuova. Ma che idea buttarla via... no comment!

Non credo sia un caso che la Metamorphosi sia finita adesso sopra il letto. È un periodo che vorrei prendere i miei sentimenti "inutili" e sublimarli e trasformarli in qualcosa di utile. Pia fantasia.

Oltre al link su wikipedia che ho inserito all'inizio del post, vi lascio anche quello del sito ufficiale dedicato al grande visionario artista olandese e le schede di qualche libro.

BIBLIOTECA:

domenica 18 luglio 2010

Riposare, pensare, amare

4 : commenti





Partire dalla mia camera per ritinteggiare l'intera casa, non è stato frutto di un ragionamento: dovevo cominciare da qualche parte, perché non da lì? In realtà, mi rendo conto adesso che con tale scelta, inconsciamente, ho dato voce ha un perché sì!

Qualche commento addietro, qualcuno accennò alla sincronicità tra ristrutturazioni interiori del nostro vivere e ristrutturazioni esteriori del nostro habitat. Osservazione che accolsi e feci mia. A camera finita, posso dire che oltre a sapere che è così, lo sento molto bene, cinestesicamente, con tutto me stesso: sto ridando colore alle pareti di casa insieme a quelle dell'anima. Vivo infatti un periodo di grandi trasformazioni e novità, oserei dire in assonanza con l'ingresso di mia figlia nell'adolescenza. Probabilmente si tratta della cosiddetta "crisi di mezza età", sancita nel mio caso dal 45esimo compleanno, ma crisi nel senso nobile del termine, cioè di abbandono della "vecchia giovinezza" e d'ingresso nella "nuova maturità". Crisi dunque che accentua la rivoluzione piuttosto che la distruzione e che, in tutta franchezza, mi sta portando molte più opportunità e gioie che difficoltà.

Tra tutte le stanze dall'appartamento, la propria camera è quella che ha più a che fare con il nostro intimo, perché è il nido dove ci accoccoliamo a riposare, pensare, amare. Ed è da qui che parte la mia nuova fase di vita.

Ciò premesso, con molta soddisfazione e orgoglio, vi mostro la mia nuova camera (qui com'era qualche settimana fa), il nuovo nido che ho preparato. Ho mantenuto il soffitto bianco, per dare più possibile luce e spazio all'ambiente, ho invece virato le pareti dal precedente crema all'attuale (che del era stato un panna venuto male) verso un... boh, un pesca-melone chiaro, comunque sulla scala del rosso invece che del giallo. L'armadio ora stacca un po' più dallo sfondo, ne risulta una maggiore dinamicità dei suoi volumi. Le immagini appese alle pareti, il legno a vista, soprammobili e abbellimenti (ne ho rubato qualcuno al soggiorno!) persino il rame del portalampade e l'acchiappasogni, si amalgamano meglio con la nuova dominante cromatica. Nel complesso sento la stanza molto più calda di prima, non nel senso dell'afa di questi giorni naturalmente, dico nel senso del cuore!

Buona domenica a tutti.

P.S. del 4 settembre 2010. Ho fatto una piccola aggiunta alla stanza...

domenica 27 giugno 2010

Mano allo stucco

6 : commenti

Un anno e mezzo fa - spaventoso che sembri ieri! - avevo scritto al volo una breve poesia intitolata Crepe (qui). Mi è tornata in mente in questi giorni in cui, dopo tanti rinvii, ho finalmente deciso di approfittare dell'arrivo della buona stagione per ritinteggiare l'appartamento... dopo quasi 8 anni dalla prima e unica volta.

Otto anni passati da quel terremoto che fu la fine del mio matrimonio. E subito dopo l'acquisto di una nuova casa, dove ricominciare a vivere. Un appartamentino di 70mq in una piccola palazzina fine '800, coi segni dell'età sulle pareti non a squadra e nelle crepe che giorno dopo giorno si scavano e allungano impercettibilmente, come rughe di un volto che invecchia. Difetti di cui m'innamorai.

Dopo la separazione fu quasi un miracolo trovare questa casa, acquistarla, farla ristrutturare, arredarla e finalmente entrarci ad abitare a fine ottobre, tutto in appena 4 mesi. La ditta a cui affidai i lavori demolì e ricostruì fondelli, rifece ex novo tutti gli impianti (elettricità, acqua, scarichi e sanitari, metano e riscaldamento) e pavimenti. La tinteggiatura invece la feci io stesso, in una settimana.

Ma una cosa è ridipingere un appartamento moderno, con intonaci come tavole da biliardo su cui il rullo scorre bene e copre uniformemente, altra cosa e doverlo fare a colpi di pennellessa e olio di gomito su fondi vecchi e non ben livellati, intonaci nuovi, anche pareti in cartongesso, ogni superficie con caratteristiche diverse. E una cosa è pitturare un appartamento vuoto, altra cosa è pitturarne uno ammobiliato e abitato. E poi otto anni fa avevo fretta di trasferirmi, perciò non mi curai troppo di tante imperfezioni sui muri, ora invece sto cercando di eliminarle.

Stato dei lavori. La mia camera (nella foto) è già stuccata, levigata e pronta a essere ridipinta. Devo solo scegliere se mantenere soffitto bianco e pareti panna o cedere alla tentazione di cambiare colore. Ieri ho avuto la pessima idea di cominciare a stuccare pure nel soggiorno... un pezzo di puzzle alla volta potrei aggiustare gli intonaci di tutte le stanze... però così finisco col ritrovarmi troppi "cantieri" aperti in casa. No, retromarcia: un locale alla volta! Rimando il completamento delle stuccature nel soggiorno a quando ho ridipinto la mia camera da letto. Ci metterò di più, ma almeno mi conservo una casa presentabile e vivibile mano a mano che la ritinteggio.

Intanto adesso mi tocca dare una bella pulita al soggiorno: nonostante qualche telo di protezione, la polvere dello stucco scartavetrato si infila ovunque... che stress!

Concludo dicendo che non è un caso che abbia cominciato questi lavori proprio in questo periodo: la casa rappresenta me stesso ergo ho urgente bisogno di una ristrutturazione interiore!

P.S. qui il risultato!

mercoledì 6 gennaio 2010

Anche le case han bisogno di coccole

6 : commenti
«Che cos'è un rito?» disse il piccolo principe.
«Anche questa è una cosa da tempo dimenticata», disse la volpe. «È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! lo mi spingo fino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza».

(da Il Piccolo Principe
di A. de Saint-Exupéry)



Chi mi conosce sa che sono tutto il contrario di una persona rigida e bisognosa di programmarsi l'esistenza. Anzi, diciamo pure che preferisco l'anarchia all'ordine e il caos creativo alle regole ottuse (non è il caso delle regole auree elencate nell'immagine). Allo stesso tempo scelgo volontariamente, se lo ritengo utile e necessario, di aderire a un programma ben definito. Ovviamente parlo della vita privata, nel lavoro le regole vanno rispettate, al limite interpretate in modo non rigido (cioè umano) o riscritte d'intesa con le organizzazioni per le quali si opera.

Detto ciò, visto che da un po' di tempo mi trovavo in crescente difficoltà nello star dietro alle varie esigenze del mio appartamento (riordinare, pulire, lavare, stirare ecc.), ho deciso di darmi la semplice abitudine (o "rito") di dedicare a ogni ambiente un'attenzione particolare in un preciso giorno della settimana, ferme restando le regole auree di cui sopra: per esempio i piatti sporchi vanno sempre lavati (a mano e/o in lavastoviglie), se non la sera massimo il giorno dopo, il bagno va pulito se la sua igiene è compromessa e così via. Però dedicando a una definita stanza almeno una mezz'ora al giorno di "cure e coccole", si finisce col mettere a posto e/o pulire particolari che altrimenti non si noterebbero o si rimanderebbero sine die.

Ecco il mio programma settimanale:
  • Lunedì, giorno della Luna, astro simbolicamente legato all'acqua, dedicato alla pulizia settimanale di fondo del bagno;
  • Martedì, giorno di Marte, espressione per antonomasia dell'energia maschile, dedicato alla mia camera da letto;
  • Mercoledì, giorno di Mercurio, pianeta simbolo del mettere in rapporto e in comunicazione, dedicato al soggiorno (vi convergono, attraverso sei porte/aperture, tutte le altre stanze della mia casa);
  • Giovedì, giorno di Giove, portatore di giovialità e convivialità, dedicato alla cucina-tinello;
  • Venerdì, giorno di Venere, espressione per antonomasia dell'energia femminile, dedicato alla cameretta di mia figlia;
  • Sabato, giorno di Saturno, pianeta legato a limiti, regole, confini, dedicato ai locali esterni e/o di servizio quali l'ingresso, il sottoscale, il pianerottolo, la scala esterna e il box auto;
  • Domenica, giorno del Sole e Domineddio... riposo ovviamente, oppure quel che mi va!
Naturalmente può capitarmi di lasciare qualche stanza in disordine (non sarò mai schiavo di una casa!), ma almeno la "camera del giorno", a costo di andare a letto un po' più tardi, mi sforzo di metterla a posto. Questa è la mia nuova regola-abitudine-rito.

Ovviamente le associazioni giorno-pianeta-stanza, per quanto legate alla simbologia astrologica, sono soggettive e arbitrarie. Ma è un giochino che mi sta aiutando davvero: ho iniziato ad applicarlo da lunedì e funziona alla grande!

lunedì 31 marzo 2008

Una casa per sentirsi a casa

7 : commenti
Quando dopo 11 anni di matrimonio mia moglie mi disse "non ti amo più" si concluse la prima parte della mia vita... dolorosamente. Iniziò così la seconda, più faticosa, ma più autentica. E promisi a me stesso di amarmi di più e non ritrovarmi di nuovo ad accettare compromessi.

Ad amarmi di più sono riuscito abbastanza. Sui compromessi il discorso è ostico: son sempre più convinto che la
stessa vita sia un compromesso, tra la necessità di dovere cadere quaggiù e il farsi una ragione che in questa parentesi non abbiamo più le ali... ma se compromesso dev'essere che almeno sia spesso bagnato dalle gocce della felicità.... che sia un vivere nel cuore piuttosto che nella testa: meglio, molto meglio, restare invischiati nei sentimenti che nei pensieri: perché da un sentimento sbagliato si riesce a guarire, mentre un pensiero sbagliato ci può accompagnare anche per tutta la vita.La prima azione dopo la separazione fu trovarmi una nuova casa. Non poteva essere la casa dei miei sogni, fu perciò un saggio compromesso (eddaje coi compromessi!) tra i soldi che avevo e ciò che desideravo. E poi la casa dei sogni non voglio sceglierla da solo (che sogno mediocre sarebbe!), ma insieme alla prossima compagna che condividerà con me il fuoco del grande amore. Sei anni fa avevo bisogno di un "nido" dove curare le ferite, così ristrutturai la casa dove abito a mia immagine e somiglianza, nominandomi suo unico architetto e arredatore: uno spazio centrale più grande possibile, una bella stanza da letto, una stanza-casetta per Arianna, una cucina abitabile, un bagno piccolo, ma con tutto ciò che serve, armadi a muro, soffitte e ripostigli per sfruttare tutto lo spazio possibile. Solo 63 metri quadri, ma nessuno ci crede quando glielo dico: sembra più grande. E piace a tutti, trasmette calore ed è accogliente. Tra lavoro e impegni finisce che ci passo poco tempo, ma ci torno sempre volentieri perché mi ci ricarico. È una casa dove mi sento a casa. Qui ho scritto due libri, anzi, considerando il catalogo di Donne di Vrindavan, diciamo pure tre. Per quanto si possano amare quattro mura, amo questa casa. Ciononostante so già che ci resterò ancora un paio d'anni al massimo... sento chiaramente che è così, ho fede che qualcos'altro, più vicino ai miei sogni, si concretizzerà: con più spazio dentro e un giardino (e un piccolo orto) fuori, con il cane che vuole mia figlia e magari pure un gatto. E pure un camino (quanto mi manca!) e un tavolo da ping-pong! Però non venderò la casa di adesso: Arianna non vuole in alcun modo visto che ha deciso (e non ha nemmeno compiuto 10 anni) che quando sarà grande questa sarà la sua prima casa da viverci per conto suo!
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