Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

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sabato 26 settembre 2015

Sigilli o UFO? Rami e ornamenti floreali o cavi e terminali? Alberi o stazioni di ricarica? Borse o batterie? A voi la scelta!

64 : commenti
(post di Domenico Canino)

1. Stampo del Sigillo AO22347 (Louvre)
La storia si fa con i reperti, non con le favole. 

E dalla ricerca archeologica vengono spesso fuori reperti che sembrano voler sfidare e cambiare la Storia raccontata sui libri di scuola. Mai gli studiosi fedeli alla tradizione, abituati come sono ad incasellare gli oggetti nelle loro griglie di universo conosciuto, non si scompongono di fronte a qualcosa che cozza con le loro ricostruzioni del passato: deve trattarsi immancabilmente di una pareidolia!

2. Navicella con passeggeri?
Esempio: ho visto numerosi (oltre 50) sigilli di epoca sumero-accadica sui quali sono rappresentati oggetti volanti (con uomini a bordo) che vengono abitualmente interpretati e descritti da archeologi e storici come “dischi solari” simbolici rappresentanti divinità. E se invece gli oggetti volanti (volanti perché sempre in alto e sospesi) fossero semplicemente quel che appaiono, cioè velivoli con a bordo passeggeri e piloti? No - risponderebbe la maggioranza degli studiosi - questo è impossibile perché ai tempi delle civiltà mesopotamiche “non potevano esistere” siffatte macchine volanti!

Il mio interesse specifico nasce dallo studio del sigillo AO22347 (foto 1) conservato al Louvre  di Parigi. È un sigillo di pietra cilindrico, che premuto e rotolato sull’argilla fresca imprime un'immagine. Questa immagine potrebbe raccontarci di una navicella sospesa sopra un dispositivo e quest'ultimo essere sia un'antenna che una stazione di ricarica energetica. Per gli studiosi è semplicemente un ”albero simbolico”, ma se fosse davvero un albero dovrebbero spiegare perché dall’oggetto volante scendono due cavi con dei terminali a forma di presa, e perché ci sono due inservienti /manovratori che maneggiano i cavi, come per collegarli.
3. Sigillo conservato in un museo tedesco: cavi di ricarica?
4. Cavi di ricarica su una stazione energetica?
Mah, si potrà dire, un solo sigillo non può essere frutto di una rappresentazione fantasiosa? Eppure ho trovato e studiato tanti altri sigilli che rappresentano sempre la stessa scena con molte varianti: spesso ci sono i cavi, spesso ci sono stazioni di ricarica (che emettono onde), spesso ci sono degli individui che si avvicinano alla stazione con delle “borse” che potrebbero essere batterie.

6. Tavola Maya che mostra un uomo con una "borsa" simile.
Una di queste “borse” è conservata in un museo iracheno. Curiosità aggiuntiva, ho trovato una stele maya (di migliaia di anni dopo) dove vediamo lo stesso tipo di  “borsa” in mano ad un uomo vicino a una macchina.

5. Borsa o batteria sumera?


7. Velivolo con pilota, esseri con borse-batteria, persone con cavi e terminali, una stazione di ricarica...?
Notevoli anche i seguenti esempi:

8. Sigillo conservato al Metropolitan Museum (New York).
9. Tavola proveniente da Nimrud (British Museum - London).
10. Sigillo assiro della Collezione Carnelian (British Museum - London).
Inoltre ci sono diverse altre scene di velivoli che sorvegliano scene di caccia, e tanto altro ancora. 

11. Sigillo assiro con scena di caccia (British Museum - London)
Ultima curiosità, si trovano sigilli sumero-accadici in cui vengono rappresentate capanne/tende nelle steppe pianeggianti, in mezzo ai pascoli di animali. Da queste capanne vengono fuori degli strani dispositivi con dei cerchi, che potrebbero essere interpretati come antenne radio.
12. Antenne su capanna?

Questo è quello che vedo io.
Ora, dopo aver osservato le immagini con attenzione, sarebbe interessante sapere cosa vedete voi!

martedì 8 ottobre 2013

Dall'Enciclica Lumen Fidei” di Papa Francesco, un'armoniosa visione "filosofale" coincidente con quella di noi “believers FF” riguardo Scienza e Ricerca.

183 : commenti
di Salvatore Boi

Enciclica “LUMEN FIDEI” (scritta a quattro mani dal Papa Francesco e dal Papa Benemerito Benedetto XVI) pubblicata il 29-6-2013 - Capitolo Secondo (di quattro) intitolato “Se non crederete, non comprenderete”, punto 34.
“34. La luce dell'amore, propria della fede, può illuminare gli interrogativi del nostro tempo sulla verità. La verità oggi è ridotta spesso ad autenticità soggettiva del singolo, valida solo per la vita individuale. Una verità comune ci fa paura, perché la identifichiamo con l'imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell'amore, se è la verità che si schiude nell'incontro personale con l'altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura del singolo e può fare parte del bene comune. Essendo la verità di un amore, non è verità che s'imponga con la violenza, non è verità che schiaccia il singolo. Nascendo dall'amore può arrivare al cuore, al centro personale di ogni uomo. Risulta chiaro così che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l'altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall'irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti. 
D'altra parte, la luce della fede, in quanto unita alla verità dell'amore, non è aliena al mondo materiale, perché l'amore si vive sempre in corpo e anima; la luce della fede è luce incarnata, che procede dalla vita luminosa di Gesù. Essa illumina anche la materia, confida nel suo ordine, conosce che in essa si apre un cammino di armonia e di comprensione sempre più ampio. Lo sguardo della scienza riceve così un beneficio dalla fede: questa invita lo scienziato a rimanere aperto alla realtà, in tutta la sua ricchezza inesauribile. La fede risveglia il senso critico, in quanto impedisce alla ricerca di essere soddisfatta nelle sue formule e la aiuta a capire che la natura è sempre più grande. Invitando alla meraviglia davanti al mistero del creato, la fede allarga gli orizzonti della ragione per illuminare meglio il mondo che si schiude agli studi della scienza.”
Post dedicato a Francesco Celani, Emilio del Giudice, Ugo Abundo, Andrea Rossi, Daniele Passerini e a tutti gli altri che si prodigano per far emergere la verità: al tempo di Galielo Galilei la scienza veniva ostacolata dalla chiesa dell'epoca, oggi la situazione sembra essere del tutto ribaltata.

Salvatore Boi

lunedì 29 luglio 2013

Occhio a quel che vedete!

53 : commenti
Il video (sottotitolato in italiano) che segue non è una novità, ma è sempre molto istruttivo condividerlo e diffonderlo, per fare riflettere chi non lo avesse ancora visto e chi tendesse a "rimuoverlo". Grazie Paul.



Naturalmente le riflessioni che se ne possono trarre sono innumerevoli, anche perché il test in questione è estremamente democratico e trasversale: quello che mostra riguarda davvero tutti, senza sconti.

22passi.blogspot.com: post n. 2165 (-57) 

giovedì 29 novembre 2012

Coerenza e incoerenza

10 : commenti

Le azioni di chi vuole vivere in pace con la coscienza risultano spesso incoerenti agli occhi altrui.

Per questo mi sento triste quando qualcuno si vanta di avere sempre agito in modo coerente: significa che è sceso a patti con la coscienza.

lunedì 26 novembre 2012

Invito al Cerchio di Cura

18 : commenti
All'inizio di ottobre suscitò molto interesse nel blog il post Sciamanesimo e guarigione dell’Anima, che avevo scritto per presentare il percorso spirituale del mio amico Nevio Crivellaro.

Ho appena saputo che questa settimana, a partire da dopodomani, Nevio terrà tre conferenze esperenziali in Centro Italia: 

PERUGIA | Mercoledì 28, ore 20.30
Libreria dell'Anima, Strada Trasimeno Ovest n. 165/F, Centro commerciale La Fontana (accanto al supermercato Pam), Fraz. Olmo - 

VITERBO | Giovedì 29, ore 18.00
Centro Olistico Il Punto Benessere, Via Granati n. 20, Fraz. La Quercia - tel. 320 3285182

TERNI | Venerdì 30, ore 18.00
Centro Olistico Spazio Atman, Via XX Settembre n. 23 - tel. 0744 283763 | 339 4195389

Non immaginatevi una conferenza ex cathedra, piuttosto una chiacchierata tra persone curiose: Nevio e la sua compagna Antonella racconteranno la loro lunga pratica di conduzione di cerchi di cura e inviteranno a parteciparvi. 

***
INVITO AL CERCHIO DI CURA 
A te che conosci disagio e malattia e sai che non sono solamente il frutto del caso, una coincidenza o una maledizione. A te che non basta affidarti alla medicina tradizionale perché sai che la malattia è ancor prima un disagio dell’anima oltre che del corpo. 
A te che cerchi di lavorare su te stesso per riconquistare la salute e la gioia di vivere. Che hai a cuore la vita, la salute e la libertà dell’Umanità, dei nostri fratelli animali e vegetali e la Madre di tutti noi, la Terra. 
A te che vorresti poter aiutare chi soffre in ogni parte del mondo, parenti e amici. 
A te che vuoi vivere un cammino spirituale attivo, che non ti isoli dall’altrui sofferenza in una solitaria ricerca di realizzazione e ti rendi conto che servire la madre Terra e tutti i suoi figli è il compito affidato a coloro che hanno fatto un passo in più nell’evoluzione. 
A te è rivolto questo invito di partecipare al Cerchio di cura! 
Unisciti a noi nel comune intento di richiamare ed attrarre la Luce, la Forza di guarigione per te, per chi ami e per poterla inviare a chiunque sia in difficoltà. 
Guidato da Nityananda – Raimbow Wolf e Little Crow (Nevio ed Antonella) che da più di trent’anni si occupano di yoga-meditazione, sciamanesimo e guarigione sciamanica. 
Il canto dei mantra, gli antichi rituali sciamanici e yogici richiamano la forze cosmiche di trasformazione e guarigione che potrai ricevere e trasmettere quale contributo alla guarigione individuale e a quella della nostra comune Mamma che tutti ci nutre e sostiene. 
Puoi portare (facoltativo): coperta, cuscino, strumento musicale e abiti comodi. 
Per informazioni: 
tel. 392-8992074
Associazione culturale SHAMANWAY, Castel dell’aquila (TR) 
***

Invito a mia volta i lettori di 22 passi che amano questo tipo di discorsi e vivono vicino a Perugia, Terni e Viterbo a venire a conoscere Nevio. A Perugia ci sarò anch'io ad ascoltarlo. 

Rimando alla lettura dell'articolo contenuto nel post Sciamanesimo e guarigione dell’Anima per un'idea generale sugli argomenti che verranno trattati nel corso delle tre serate e concludo aggiungendo una breve biografia:
Nevio Crivellaro nasce a Valdagno (VI) nel 1950. Già da ragazzo percepisce la natura come Madre di tutti i viventi e vive ogni attimo di libertà dagli impegni quotidiani in stretto rapporto con Lei.
A 21 anni si risveglia in lui un’insaziabile sete di conoscenza e comincia così la sua Ricerca.
Dopo 5 anni di cammino solitario incontra il suo primo maestro Guru Maharaji-ji che lo inizia alla meditazione profonda.
Otto anni più tardi conosce Omraam Mikael Aivanhov e prosegue con lui il cammino cominciando a curare le persone.
Per diversi anni, guidato e sostenuto da Maestri Illuminati sviluppa il suo particolare metodo di guarigione.
Nel 1989 incontra Swami S. Saraswati che risveglia in lui l’Energia Vitale (Shakti- Kundalini) e lo introduce allo Yoga spontaneo (Sahaja-Yoga).
Da molti anni tiene conferenze, conduce gruppi in tutta Italia diffondendo le sue conoscenze sullo Yoga e sullo Sciamanesimo guidando le persone ad una guarigione consapevole.
Attraverso il suo metodo le persone diventano coscienti del loro stato interiore, cominciano ad eliminare dalla propria vita blocchi ed impedimenti riuscendo così a meglio indirizzare le energie nelle relazioni, nella vita e nel lavoro, migliorando la propria salute fisica, emotiva e mentale.
Attualmente vive a Castel dell’Aquila (TR) dove continua il lavoro di trasmissione di conoscenza e si prende cura delle persone presso il suo centro di meditazione. 

domenica 4 novembre 2012

Scienza e Spiritualità

129 : commenti
Albert Einstein (1879-1955) e  Rabindranath Tagore (1861-1941)
Poiché si è aperta sul blog (tra i commenti a questo post) una discussione partita dalla frase "portare Dio al centro della scienza" - che provoca levate di scudo soprattutto da chi fraintende il vero autentico significato della parola Dio - vorrei approfittarne per porre all'attenzione di tutti un'intervista a Satish Kumar realizzata da Maurizio Melis, giornalista che molti di noi conoscono bene (come conduttore prima di Mr Kilowatt e ora di Smart City su Radio24).
Posso però convenire con i miei interlocutori sul blog che la frase "portare Dio al centro della scienza" sia foriera di grandi incomprensioni e forti polarizzazioni. Propongo perciò di sostituirla con quest'altra: "portare scienza e spiritualità insieme al centro dell'uomo".


***

Scienza e Spiritualità: una voce per ricomporre il conflitto




Satish Kumar, indiano classe 1936, è senza dubbio una voce di speranza per tutto il mondo. Una voce che si è levata per la prima volta nel 1962, quando si inventò una marcia per la pace. Partì senza un soldo in tasca per un viaggio a piedi di 8000 miglia, da Bangalore a New York, toccando i 4 paesi nucleari dell'epoca: USA, URSS, Francia e Inghlilterra. Oggi dirige lo Schumacher College in Inglilterra: un centro internazionale di studi impegnato a offrire un modello alternativo di sviluppo, radicato in una visione olistica del mondo, una visione cioè che riconosca le profonde relazioni tra uomo e ambiente, e in grado di coniugare progesso scientifico e bisogni spirituali. Ed è proprio da quì che partiamo: dal conflitto, specialmente occidentale, tra scienza e spiritualità.

Dunque Kumar: scienza e spiritualità sono spesso percepite come conflittuali, in particolare nella cultura occidentale. Come è possibile ricomporre questo conflitto?


Nella filosofia e nella visione del mondo orientali, scienza e spiritualità non sono visti come opposti, ma semmai come complementari. Così come sono complementari la destra e la sinistra, il sopra e il sotto, il maschie e il femminile, allo stesso modo, intuizione e razionalità, scienza e spiritualità sono complementari. 

Vede, la scienza si interessa solo di ciò che può essere misurato, ciò che è misurabile è importante, ciò che non lo è, per la scienza non esiste, non è importante. Nella filosofia orientale invece ci sono entrambi gli aspetti: ciò che può essere misurato e ciò che non può esserlo. Non puoi misurare quanta compassione provi per qualcuno, o quanto amore. Quindi ci sono cose importanti che non possono essere misurate. Ecco da dove nasce il conflitto.

Cosa accade alla scienza senza spiritualità, e cosa accade alla spiritualità senza la scienza?


La scienza senza spiritualità è priva di una bussola morale, di valori. Sa come fare le cose ma non perché farle. Si preoccupa della metodologia ma non del significato. E così fa cose pericolose. Le armi nucleari sono frutto della scienza e della tecnologia; le sementi OGM sono creazioni della scienza e della tecnologia, e ora sono un tutt'uno con il denaro. Così come la scienza può diventare pericolosa senza la saggezza dello spirito, allo stesso modo, senza scienza la spiritualità può diventare fondamentalismo, generare religioni dogmatiche e intolleranti, fino a portare alla guerra. Quante guerre abbiamo visto causate da fondamentalismo? Fondamentalismo induista, cristiano, musulmano. 

Così, la spiritualità ha bisogno del pensiero razionale per trascendere la conflittualità, e la scienza ha bisogno della spiritualità per acquistare senso e scopo; per rispondere al perché fare una certa cosa. Quindi scienza e spiritualità hanno bisogno l'una dell'altra.

Cosa intende per spiritualità? Ho l'impressione che qui in Italia non attribuiamo a questa parola lo stesso significato che le sta dando lei.


Il mondo ha due aspetti: uno visibile, l'altro invisibile. L'aspetto visibile è la materia, gli oggetti; quello invisibile è lo spirito. Lo spirito si manifesta attraverso le relazioni; la materia come oggetti separati, individuali. Così lei è qui come corpo, e io sono qui come corpo, ma ciò che fluisce tra noi è il nostro spirito. Lo spirito è il movimento, la dinamica; è tutto ciò che non è statico. Tra me e lei c'è qualcosa che sta accadendo: lo chiami amore, amicizia, compassione; lo chiami come vuole ma siamo in un qualche tipo di relazione. Ecco quindi cosa è la spiritualità: la relazione tra le cose.

Le religioni invece sono un'altra cosa, sono una forma di organizzazione. Chiese, moschee, templi, Papi, Mullah, Ayatollah, custodi del tempio: tutto ciò è organizzazione, quindi qualcosa di molto diverso, dal mio punto di vista.

Come ha appena dimostrato, lei distingue molto nettamente tra spiritualità e religione. Mi sarei aspettato che facesse lo stesso con scienza e tecnologia. In fondo la scienza è una ricerca di verità, e se per esempio pensiamo agli anni della guerra fredda, gli scienziati russi e americani continuarono a parlarsi e a collaborare. Anzi, la scienza fu un importante canale di comunicazione. Mi pare invece che sia la tecnologia a dividere. Non crede?


Il suo è un buon punto. Lei dice: così come la spiritualità unisce e le religioni dividono, la scienza unisce mentre la tecnologia può dividere. I russi volevano usare la tecnologia per andare sulla Luna prima degli americani; i cinesi per andarci prima degli indiani. Quindi la tecnologia è qualcosa che separa. Ma oggi, nel mondo, scienza, tecnologia e denaro camminano assieme mano nella mano, e questo è pericoloso. Ugualmente spiritualità, religione e denaro si mischiano l'una con l'altro, perché molte chiese, moschee e templi hanno molto denaro.

Se nella scienza ci fosse maggiore spiritualità anche la tecnologia sarebbe diversa. Così come la religione sarebbe migliore, se avesse una maggiore comprensione spirituale. Temo invece che senza spiritualità, scienza, tecnologia e denaro, insieme, possano portare verso la distruzione.

Scusi Kumar, ma non è che alla fine il problema sia proprio il denaro, insieme all'individualismo imperversante?

Guardi che anche l'individualismo è un prodotto della scienza senza spiritualità. Perché individualismo significa mancanza di relazioni. Lo stesso termine "individual", in inglese, non significa separato, ma indivisibile; quindi inseparabile dagli altri. Io credo che anche l'individualismo sarebbe modificato dalla spiritualità, perché la spiritualità è radicata nelle relazioni. L'individualismo è divenuto così forte solo pochi secoli fa', da quando Cartesio ha detto "cogito ergo sum": penso e dunque sono. In india diciamo "tu sei dunque io sono", "la Terra è, dunque io sono". Siamo tutti collegati: questo è il nocciolo del pensiero spirituale.

È ottimista?

Sì, sono ottimista, penso che l'umanità, alla fine, cambierà; che trasformerà se stessa all'interno di una visione olistica in cui saremo tutti in relazione. E finalmente, vivremo in pace.

martedì 23 ottobre 2012

La vostra vita non è affar vostro

36 : commenti
Il titolo di questo post è una frase, attribuita a qualche maestro Zen, che lessi una decina d'anni fa non ricordo più su quale libro o dispensa; la ricordo perché mi colpì a tal punto che scrissi su essa il brano che segue. Ero reduce da un ritiro di meditazione Vipassanā di 10 giorni - di quelli tosti, con regola del silenzio, piccoli pasti vegetariani, orari sonno-veglia monastici ecc. - e avevo di conseguenza la mente in uno stato di particolare lucidità, come ben sa chi ha un po' pratica di meditazione.
***
"La vostra vita non è affar vostro."

Sono convinto che  questa frase, attribuita a un saggio monaco Zen, sia un  koan ed esprima pertanto un paradosso in grado di condurci a una verità spirituale. 
La vostra vita non è affar vostro vi pare un'affermazione fatalista? Che allude a un destino prestabilito? Che incita alla deresponsabilizzazione o cose simili? Be', proprio la sua origine Zen lo esclude.  Infatti lo Zen è una filosofia che vuole responsabilizzarci a partire dalle nostre azioni più semplice, invitandoci a dormire se abbiamo sonno, a bere se abbiamo sete, a mangiare se abbiamo fame, a lavare il nostro piatto se abbiamo finito di mangiare ecc. Pensateci bene e converrete che sono precetti affatto banali a confronto di come ci comportiamo di norma: sono chiavi per essere consapevoli istante per istante ed essere perciò a pieno titolo responsabili della nostra vita.

La vostra vita non è affar vostro
racchiude più significati: siete alienati dalla vostra vera vita, quella da cui proviene la vostra Anima; la vita che vivete è falsa, è solo ciò che vi propina come tale la società; la vostra falsa vita non riguarda la vostra Anima; la vostra vera Vita, di cui magari nemmeno sospettate l'esistenza, non riguarda la vostra coscienza limitata; aprite gli occhi e fate sì che la vostra vita divenga finalmente affar vostro!
L'intuito mi suggerisce tutto ciò, ma non è detto che una verità spirituale non possa essere pure logica. Provo dunque a dimostrarla. In caso di mal di testa saltate alla conclusione!
Se la nostra vita non è affar nostro allora non ci appartiene più, ne siamo stati alienati ed espropriati. Perciò dire la vostra vita non è affar vostro o la vostra vita non è vostra è del tutto equivalente. Anche il passaggio dalla seconda persona plurale alla prima persona singolare non ne muta il senso: la mia vita non è mia. 
la vostra vita non è affar vostro = la mia vita non è mia 
Cosa significa mia?
A quale me si riferisce? Può riferirsi a due soggetti ben diversi:
a) la mia parte conscia (l'io, il soggetto che pensa se stesso nella dimensione umana);
b) la mia totalità spirituale (il Sé, il soggetto oltre i limiti percepibili dall'io, l'Anima stessa).

Tale bipartizione può essere associata alla teoria della reincarnazione: l'io-individuo è espressione dell'incarnazione presente; il Sé-Anima è eterno, persiste in tutto il ciclo karmico.


Cosa significa vita?
Quale vita? Anch'essa può intendersi in due modi:
c) la vita fenomenica di cui sono cosciente (la vita terrena illusoria);
d) la Vita inconoscibile che sottende la realtà di tutte le cose (la Vita eterna).

Tra la bipartizione a) e b) dell'aggettivo possessivo e quella c) e d) del nome vi è un perfetto parallelismo: la vita terrena è quella dell'io-individuo, la Vita eterna è quella del Sé-Anima.
In altre parole anche la seconda bipartizione può essere associata alla teoria della reincarnazione: la vita terrena è quella dell'incarnazione presente; la Vita eterna è quella dell'Anima immortale. 
Torniamo alla frase la mia vita non è mia. Usiamo il simbolo ∪ per esprimere la correlazione tra nome e aggettivo possessivo e indichiamo quest'ultimo con X; sostituiamo non è con il simbolo ≠ e vita con Y; trascuriamo la presenza dell'articolo la che non è rilevante in questo ragionamento. Così, in forma sintetica, la frase la mia vita non è mia diventa:

e) X∪Y≠X (la mia vita non è mia)

Facciamo un'ulteriore specificazione: sia X l'aggettivo possessivo riferito al Sé-Anima di cui al punto b) e sia x l'aggettivo possessivo riferito all'io-individuo di cui al punto a).


Allo stesso modo sia Y la Vita eterna del Sé-Anima di cui al punto d) e sia y la vita terrena dell'io-individuo di cui al punto c).

Ora, in base alle combinazioni di X, x, Y, y, costruiamo tutte le possibili forme (otto) dell'espressione e) X∪Y≠X, ovvero tutti i possibili significati (sensati e no) estrapolabili della frase la mia vita non è mia, a sua volta equivalente a la vostra vita non è affar vostro:

1) x
∪y≠x (la vita terrena dell'io non è dell'io) 
2) x∪yX (la vita terrena dell'io non è dell'Anima)  
3) X∪y≠x (la vita terrena dell'Anima non è dell'io) 
4) X∪y≠X (la vita terrena dell'Anima non è dell'Anima) 
5) x∪Y ≠x  (la Vita eterna dell'io non è dell'io) 
6) x∪Y≠X (la Vita eterna dell'io non è dell'Anima)
7) X∪Y≠x (la Vita eterna dell'Anima non è dell'io)
8) X∪Y≠X (la Vita eterna dell'Anima non è dell'Anima)

Poiché la vita terrena  è per definizione quella dell'io-individuo e la Vita eterna è quella del Sé-Anima, posto che il simbolo = rappresenti è, usando le poche regole che abbiamo definito possiamo logicamente costruire due nuove espressioni tautologiche:

9) x
∪y=x (la vita terrena dell'io è dell'io)
10) X∪Y=X (la Vita eterna dell'Anima è dell'Anima)

Notiamo subito che l'espressione 9) contraddice la 1) e la 10) contraddice la 8). Del resto le espresiioni 1) e 8) sono dei nonsense così come le 3), 4), 5), 6)... o forse sono dei nonsense solo per la logica umana binaria (l'io mortale non può avere una Vita eterna, l'Anima immortale non possa avere una vita terrena ecc.), però ciò ci porterebbe verso discorsi che esulano dall'obbiettivo della presente trattazione.


Conclusione


Eliminate tutte le espressioni che risultano immediatamente illogiche nel nostro mondo (ma che potrebbero avere senso in altri piani di esistenza), restano logiche, razionali e sensate la 2) e la 7), che esprimono due verità complementari:
  • la vita terrena dell'io non è dell'Anima  
  • la Vita eterna dell'Anima non è dell'io
Esattamente quanto volevasi dimostrare: la nostra vita non è affar nostro.
Il saggio monaco Zen ci esorta insomma a essere consapevoli che la vita terrena che stiamo sperimentando è poca cosa, proprio niente, rispetto alla Vita eterna della nostra Anima; ci sprona a guardare alla nostra esistenza da una prospettiva più elevata, a viverla più consapevolmente di come stiamo facendo.

giovedì 11 ottobre 2012

Riassumere in qualche riga...

50 : commenti
Sento il bisogno di riassumere in qualche riga le emozioni che ho provato negli ultimi giorni leggendo, a pizzichi e bocconi, nelle pause di lavoro e nei momenti liberi della giornata, tanti commenti che sono stati lasciati sul blog. 

Forse è stato il post sullo sciamanesimo, in particolare, a riportare su queste pagine discorsi, valori, idealità, auspici, che erano spesso finiti soffocati in mezzo a  eccessi di tecnicismo, discorsi circolari e contrapposizioni...

Sono felice che il blog cammini sempre più per conto suo, come un figlio che si emancipa dal padre e, ancora più, come un'opera collettiva di scrittura e sedimentazione di esperienze. Sono felice che permetta a tutti di lasciare il proprio "segno", di esprimere e condividere il proprio Sé, con tutti i rischi che a volte questo comporta, ma anche con tutte le infinite possibilità di bene e positività che apre.

Al di là di quello che potevo minimamente immaginare, il blog è diventato un punto d'incontro tra modi d'intendere universo, vita, scienza, fede ecc. diversi e storicamente antagonisti. E questo è fantastico e fecondo, perché il dibattito che ne consegue è sì spesso acceso e accanito, ma mai inutile.

Quasi 2.000 post, quasi 70.000 commenti: una galassia di migliaia e migliaia di idee e persone, una "rete neurale" talmente intricata da essere ormai impossibile da "leggere", su cui si può solo navigare trasportati dalla corrente.

Facendo un torto a tantissimi altri commenti che avrebbero meritato ciascuno un post a sè, ne scelgo una sequenza - letta poco fa a calce dell'ultimo post firmato U. Abundo e F. Santandrea, anch'esso catalizzatore di un dialogo appassionante che ha spaziato da una parte all'altra dello scibile umano - che mi è rimasta particolarmente impressa e ha dato il La al presente post. 

Questa è la vera "anima" di 22 passi d'amore e dintorni.

Buona giornata a tutti e grazie.

***

Giuseppe B ha detto... 10 ottobre 2012 23:07

@piero41

Se ti dai la possibilità di prendere in mano la tua vita, e non affidarla al caso, o considerarti alla stregua di una macchina, è probabile che scoprirai con certezza scientifica che la vita è impregnata di significato.

Facciamo un'esempio visto che a molti sembra di stare a parlare del sesso degli angeli.

L'espansione e il conseguimento dei nostri interessi, senza riguardo verso niente e nessuno, caratterizza la nostra epoca.
La vita economica, politica e religiosa è continuamente volta al conseguimento dei fini senza un limite.
Ogni uomo onesto con se stesso, dovrebbe rendersi conto di questa filosofia che sta alla base del pensiero di gran parte dell'umanità.
Potremmo dire in altre parole, che l'uomo nella sua sete di espansione e nel conseguimento senza fine dei suoi interessi, non si sta accorgendo che si sta auto-distruggendo.
Da pochi decenni sono nati e aumentati i problemi ambientali, i problemi di risorse, e sembriamo quasi sorpresi, quasi fosse un problema indipendente da noi, e non invece conseguente della nostra filosofia di vita negli scorsi secoli, e in particolare nell'ultimo.

Bene, adesso vediamo cos'è la malattia più diffusa del nostro tempo: il cancro.
La cellula cancerogena ha lo stesso identico comportamento verso il nostro corpo, come noi ce l'abbiamo nei confronti della terra.
Cos'è il cancro infatti, se non la cellula che smette di svolgere il suo ruolo per la "comunità", e ribellandosi comincia a coltivare interessi personali moltiplicandosi, e sfruttando irriguardosa tutto lo spazio che ha a disposizione.
Non si sta accorgendo però che la morte del corpo, e la sua stessa morte.

Come facciamo poi a stupirci e ad imputare al caso che il cancro sia la malattia più diffusa tra gli uomini?

Come facciamo a non accorgerci che la vera cura al cancro è l'Amore. L'Amore totale verso la vita e non teme la morte (come il cancro), che si espande su tutto e non si ferma davanti a niente (come il cancro).

Come facciamo ad imputare al caso che è proprio il cuore, da sempre considerato centro dell'Amore, l'unico organo a non poter esser aggredito dal cancro.

Ma ben presto i medici daranno una spiegazione anche a questo, chiamando in gioco qualche proteine particolare, e allora l'uomo starà veramente meglio.

Mi chiedo però quale delle due sia veramente scienza.

venerdì 5 ottobre 2012

Sciamanesimo e guarigione dell’Anima

204 : commenti
La vita riserva infinite sorprese e capita perfino di avere per amico uno sciamano. 

Conosco Nevio Crivellaro da quasi 10 anni e lo considero una delle persone più buone e oneste che abbia mai incontrato.  Certo, quel che fa e il linguaggio che usa per spiegarlo non sono comprensibile a tutti: chi possiede una visione esclusivamente materialista dell'esistenza non può capire nemmeno di cosa parli, visto che la scienza non è in grado d'interessarsi a dimensioni non contemplate dalle sue teorie. Ma ci dimentichiamo troppo spesso che lo sguardo della scienza ha messo a fuoco solo il 4% percento  dell'universo e che il restante 96% viene chiamato materia oscura ed energia oscura (vedi immagine). La scienza attuale deduce dall'osservazione della materia ed energia note che esistono necessariamente quelle oscure, non può dirci altro.

Vi lascio alle parole di Rainbow Wolf - Nityananda (Nevio Crivellaro)... se non lo capite con la testa, provate a seguirlo col cuore.

Ho aggiunto qualche link (quasi tutti da Wikipedia) per aiutare i lettori che si troveranno più smarriti.

***

Tamburo con cosmogonia sciamanica
Qualche giorno fa, un amico mi chiese di produrre uno scritto che raccontasse il “mio sciamanesimo” e soprattutto parlasse dei trattamenti di guarigione sciamanica, che assieme ad Antonella, la mia compagna, da molti anni ormai, proponiamo alla persone, soprattutto a coloro che seguono un cammino evolutivo spirituale. Essi sono spesso interessati, non solo ad un aiuto nell’affrontare le proprie difficoltà fisiche o psicologiche, ma pure a rimuovere tutti i blocchi e le impurità che rallentano il normale flusso dell’energia vitale nei corpi sottili.

Parlare di ciò in un articolo di giornale, non essendo io uno scrittore è per me un’impresa assai ardua che mi ha bloccato per diversi giorni. Organizzare il materiale di cui disponiamo, che avrebbe bisogno di diversi tomi per essere descritto, non essendo le sinteticità la mia maggiore virtù, è per me quanto mai difficile, ma proverò a fare del mio meglio almeno per una introduzione alla materia. Per prima cosa è necessario dire che il “trattamento sciamanico” non è sostitutivo o alternativo alle pratiche della medicina allopatica ufficiale; può sicuramente esserne sinergico e di supporto poiché agisce anche sulla riduzione del dolore, in particolare coadiuvante alle cure della medicina olistica e naturopatica. La medicina moderna tenta di curare il corpo dell’uomo con tutti gli strumenti che ben conosciamo, per averli più volte sperimentati sulla nostra pelle. Essa ignora totalmente o ancora peggio non vuole ammettere che l’essere umano è ancora un pianeta quasi totalmente inesplorato e che l’idea che egli sia un'Anima, un Essere Spirituale multidimensionale prima ancora di essere un corpo da curare, non viene neppure presa in considerazione. Pur riconoscendo che buona parte delle malattie sono di origine psicosomatica non è in grado di ammettere che molte di esse derivano da problemi inerenti l’Anima e che è su quel piano che andrebbero affrontate, piano del quale ignorano perfino l’esistenza.

domenica 29 luglio 2012

Un sabato tra santi e numeri

9 : commenti
S. Rita da Cascia (1381-1457)
Salve a tutti, scusate se trascuro un po' il blog, ma è estate! Ieri io e la mia metà ci siamo dedicati a un bel giro in Vespa (una 300GTS Super con quasi 13.000 km sul groppone) nel cuore mistico e spirituale della verde Umbria. La prima tappa è stata Roccaporena, dove nacque S. Rita.

Il paesino è dominato dallo scoglio di S. Rita, lo sperone roccioso su cui la Santa s'arrampicava per arrivare in cima a pregare. Ai nostri giorni ci sono agevoli scale e il masso apicale su cui pregava S. Rita non tocca più il cielo perché sopra di lui è stata costruita una cappelletta.

Arrivati sulla sommità dello scoglio, sono successi due fatti strani. Per una ventina di minuti siamo stati soli, cosa davvero insolita in un luogo meta di continuo pellegrinaggio. Ma ancora più incredibile è stato vedere un bellissimo scarabeo verde - credo una Cetonia aurata - che seguiva letteralmente le orme di S. Rita, cercando anch'esso di arrivare in cima in cima allo scoglio, gli mancavano solo un paio di metri. Puntando dritto verso la sua meta stava percorrendo un tratto di pietra verticale e riusciva a conquistarlo, centimetro dopo centimetro, con la forza delle sue zampine. Sfortunatamente la pendenza, da verticale che era, stava ora diventando addirittura negativa, e il povero scarabeo, per potere procedere, doveva camminare come una mosca sul soffitto. Ma uno scarabeo non è una mosca! Così dopo minuti e minuti di tentativi per trovare la presa, l'ha inevitabilmente persa ed è caduto giù, sulla cengia sottostante. Be', si è rimesso subito pancia a terra e ha ripreso a salire e questa volta è stato più fortunato: ha imboccato un profilo meno ripido e quando lo abbiamo salutato era sulla buona strada per arrivare in vetta.

mercoledì 13 giugno 2012

Una linea che a volte
capita di superare in un attimo

45 : commenti
Dio crea il mondo con il compasso – miniatura dalla Bibbia di San Luigi, XIII secolo.
Ho notato che le persone che si divertono a prendermi in giro, ultimamente sono a corto di argomenti, perciò ho deciso di dargli una mano. Nell'opinione che pubblicherò oggi su L'Indro, qui sotto linkata, troveranno decine e decine di frasi che potranno decontestualizzare e deformare per dipingermi come non sono. Il giochetto che gli piace tanto fare.

Ciò detto, il pezzo che ho scritto è molto serio... ma non per tutti. In seimila battute traccia una linea tra chi è dentro e fuori una certa idea del mondo, una linea che a volte capita di superare in un attimo.


Io e Dio
Ovvero come ho smesso di essere ateo e perchè scienza e fede potrebbero convivere

giovedì 7 giugno 2012

Lo iato tra scienza e "conoscenza"

35 : commenti
Circa la guerra scientifica in corso in Italia, metto insieme al volo, prima di correre in ufficio, due "citazioni" segnalate, nell'ordine, dal nostro Paolo e dall'amico Vincenzo Valenzi. Buona giornata a tutti.
Il problema della demarcazione è un concetto proprio della filosofia della scienza si propone di definire i limiti della scienza. Tale problema, infatti, è sorto dalla difficoltà di distinguere la scienza dalle pseudoscienze e dai quesiti metafisici della religione. È anche il principio cardine dell'epistemologia.
Il problema della demarcazione è quindi il problema di trovare i criteri per definire i confini tra ciò che è scienza e ciò che non lo è e tracciare questi confini. Tale quesito, quindi, non si propone di distinguere tra ciò che è "vero" e ciò che è "falso", ma solo di trovare un criterio per stabilire i confini tra conoscenza scientifica e resto delle conoscenze e delle teorie.
Nonostante il dibattito secolare su questo argomento, non si è riusciti a trovare una soluzione univocamente accettata da scienziati ed epistemologi.
Non si è riusciti a trovare una soluzione, già... con tutte le conseguenze spiacevoli del caso che vediamo "attive" in questi giorni. 
Che cosa è "conoscere"? Ricondurre qualcosa di estraneo a qualcosa di noto. Primo principio fondamentale: ciò a cui siamo abituati non rappresenta più per noi un enigma, un problema. Ottundimento del senso del nuovo, dell'estraniante, tutto ciò che accade regolarmente non appare più problematico. Perciò cercare la regola, è il primo istinto di chi conosce; mentre naturalmente stabilire la regola non significa affatto aver "conosciuto "qualcosa.!
Di qui la superstizione dei fisici: dove possono fermarsi, dove cioè la regolarità dei fenomeni consente di applicare formule abbrevianti, pensano di aver conosciuto. Sentono una "sicurezza", ma dietro questa sicurezza intellettuale c'è la paura tranquillizzata, essi vogliono la regola perché toglie al mondo la sua terribilità.
La paura dell'incalcolabile come restroistinto della scienza...
(Friedrich W. Nietzsche, Frammenti postumi 5 (10), 1886-87)

Nietzsche centra in pieno alcune irrisolte problematiche psicologiche di chi basa la propria sicurezza interiore - ruolo esistenziale, senso di efficacia sociale ecc. - su ciò che ha imparato, cioè su una conoscenza che diventa "potere" nei confronti di chi "non sa" e chiusura a ciò che non è contemplato dai propri modelli e paradigmi scientifici. 

mercoledì 18 aprile 2012

Ciò che NON sappiamo è più importante

6 : commenti
Le 19+1 sagge regole che seguono, redatte in originale dall'Ingegner Peter Gluck in rumeno e inglese, sono state tradotte, ad oggi, in altre 16 lingue: italiano, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, olandese, polacco, svedese, greco, ungherese, slovacco, ucraino, russo, filippino, malese, cinese.

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LE MIE REGOLE PER RISOLVERE PROBLEMI
di Peter Gluck - traduzione italiana di Roberto Germano

1. NON ci sono problemi isolati, giungono sempre in grappoli dinamici.

2. NON  ci sono soluzioni finali ai problemi davvero grandi: devono essere risolti sempre nuovamente.

3. NON  risolvere il problema, ma definirlo è il passo fondamentale.

4 NON.  i dati ignoti, ma quelli noti e falsi sono i maggiori ostacoli alla soluzione.

5. NON  ciò che sappiamo, ma ciò che non sappiamo è più importante per risolvere il problema.

6. NON  il principale effetto desiderato, ma quelli secondari negativi e/o indesiderati decidono nella maggior parte dei casi se una soluzione sarà implementata.

7. NON  tutti i problemi hanno una completa, genuina soluzione.

8. NON  le soluzioni che sembrano perfette dall’inizio, ma quelle che sono molto perfettibili sono le migliori in molti casi.

9. NON  le soluzioni esuberanti, splendenti, spettacolari ma quelle elaborate, trovate con difficoltà e sforzo e pazienza sono le più preziose ed hanno un più largo ambito di applicabilità.

10. NON  le soluzioni logiche e perfettamente razionali, ma quelle adeguate ai sentimenti degli utilizzatori potenziali, anche se illogiche, hanno le maggiori possibilità di una veloce implementazione.

11 NON.  la qualità della soluzione ma la velocità della sua implementazione è il fattore decisivo in molti casi. Può essere meglio avere una soluzione parziale applicata velocemente che una soluzione più lenta quasi perfetta.

12. NON  sempre lunghe ore di duro lavoro e grandi sforzi, ma (talvolta) relax e divertimento sono il modo migliore di ottenere soluzioni per problemi (terribilmente) difficili.

13. NON  i nostri problemi personali, ma quelli degli altri sono generalmente risolti da noi in maniera più audace e creativa. 

14. NON le soluzioni prodotte da noi, ma quelle prese in prestito, comprate o rubate da altri sono più facilmente accettate e implementate.

15. NON  l’accrescimento delle forze dell’uomo, ma la riduzione delle sue debolezze è più utile per risolvere con efficienza i problemi.

16. NON  l’attentissima perfetta pianificazione, ma l’intelligente assunzione di rischi e la decisione convinta, sono le chiavi pratiche per risolvere con successo i problemi.

17.  NON sempre i problemi reali, esistenti, ma spesso quelli finti, immaginari sono più difficili da risolvere.

18. NON  accettare le premesse del problema, cambiale quanto necessario e possibile.

19.  NON fermarti alla prima soluzione, cerca alternative.

In ogni caso, per i risolutori di problemi allo stadio avanzato, c’è una SUPER REGOLA - la più importante di tutte;

20. NON  nella saggia applicazione di queste regole, ma nel trovare le specifiche eccezioni ad esse, consta la vera arte di risolvere problemi.

TRADUZIONI IN ALTRE LINGUE:
  1. PROBLEM SOLVING RULES - REGULI PENTRU REZOLVAREA PROBLEMELOR REALE (inglese e rumeno)
  2. REGLER FÖR PROBLEMLÖSNING (svedese)
  3. RÈGLES POUR RÉSOUDRE LES PROBLÈMES (francese)
  4. MINHAS REGRAS PARA RESOLVER PROBLEMAS (portoghese)
  5. ZASADY ROZWIĄZYWANIA PROBLEMÓW (polacco)
  6. A VALOS PROBLEMAK MEGOLDASANAK SZABALYAI (ungherese)
  7. Zásady riešenia problémov (slovacco)
  8. Правила вирішення проблем (ucraino)
  9. Мои Дорогие Друзья отовсюду (russo)
  10. REGELN ZUR LÖSUNG VON PROBLEMEN (tedesco)
  11. REGLAS PARA RESOLVER PROBLEMAS (spagnolo)
  12. ΔΙΕΘΝΕΙΣ ΚΑΝΟΝΕΣ ΕΠΙΛΥΣΗΣ ΠΡΟΒΛΗΜΑΤΩΝ (greco)
  13. REGELS OM PROBLEMEN OP TE LOSSEN (olandese)
  14. Tagalog Language Translation (filippino)
  15. Malay Language Translation (malese)
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