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Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.
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domenica 14 febbraio 2010
quattordici febbraio
giovedì 28 gennaio 2010
Non è poco, magari è più
Somiglio a una barca sul mare che lascia alle spalle la scia: veloce quel solco di spuma scompare, colmato dall'onda, mi resta solo il legno sotto i piedi, il sole sulla pelle, l'orizzonte in fondo agli occhi.
Ma non è poco, magari è più.
sabato 26 settembre 2009
I Found a Reason (Ora ho un perché)
Ora ho un perché ( I Found a Reason ) Oh ci credo, sì, in tutto quel che sei. Va sempre meglio... meglio... di come andò. Dovresti... venir venire qui proprio qui venir venire qui corri qui sì qui sì qui da me vieni qui. Oh ci credo, sì, in tutto quel che sei. Va sempre meglio... meglio... di come andò. Dovresti... sì qui sì qui da me proprio qui sì qui sì qui da me vieni qui sì qui sì qui da me corri qui. N.B. Nonostante il testo inglese sia semplicissimo, la mia traduzione in italiano di I Found a Reason è libera pur di potere essere cantata: ho scelto di rispettare la metrica originale cercando di mantenere il più possibile il senso originale: oh I do believe / in all the things / you say / what comes is better / than what came / before... / and you better... come / to me, better come to me / better run / better come / oh I do believe / in all the things / you say / what comes is better / than what came / before... / and you better... run / to me, better run to me /better come / better run.
venerdì 10 aprile 2009
Alessandra Cora
sabato 17 gennaio 2009
Semplicemente un mito
Vedrai vedrai
(Luigi Tenco)
Quando la sera
tu ritorni a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi
con quella tenerezza
come fossi un bambino
che rimane deluso
Si lo so
che questa
non è certo la vita
che hai sognato un giorno per noi
Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
Vedrai vedrai
che non sei finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà
Preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri d'averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me
tutto quello che viene
Mi fa disperare
il pensiero di te
e di me che non so darti di più
Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
Vedrai vedrai
che non sei finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà.
domenica 28 dicembre 2008
J.S. Bach, Concerto per piano e orch. #5 / K. Vonnegut, Mattatoio #5
giovedì 2 ottobre 2008
Lo gnomo e lo struzzo
Di Allevi ho già ampiamente parlato (vedansi la manciata di post su di lui). Stefano Bollani, oltre ad essere un grande e talentoso pianista jazz, possiede vis comica e verve cabarettistica di primissimo livello. Famose sono le sue parodie di cantanti famosi, di cui crea improbabili probabili canzoni: ne imita voce, tic e atteggiamenti, replica parole chiave e testi, fotocopia in modo irresistibilmente grottesco lo stile e l'essenza. Si vede ad esempio questa canzone-filastrocca di Angelo Bra... pardon, alla Angelo Branduardi!
Lo gnomo e lo struzzo
Alla fonte della giovinezza
gnomi, elfi e folletti
si danno l 'appuntamento
grande felicità.
Danza la primavera
danzano gli anni verdi
danza la primavera
danzerà.
Lo gnomo della montagna
vide in fondo a un fosso
lo struzzo dal collo grosso
e gli si avvicinò.
Danza la primavera
danza la salamandra
danza la primavera
danzerà.
Lo struzzo prese parola
hai mica visto un uovo
si tratta del mio figliolo
voglio scoprir dov'è.
Danza la primavera
danza lo spiritello
danza la primavera
danzerà.
Non so di cosa parli
il vento si sta alzando
orbene ormai è tardi
nel bosco tornerò.
Danza la primavera
danzano i tuoi capelli
danza la primavera
danzerà.
Lo struzzo sventurato
ancor non ha capito
che quel suo caro amico
il figlio si mangiò.
Danza la primavera
danza e non ti fidar
quando viene la sera
mal te ne coglierà.
Danza la primavera
danzano gli anni verdi
lo spiritello, la salamandra
gli anni verdi e la vanità.
P.S. Vi direte. Cosa c'entra tutto ciò con l'etichetta musica che tocca il cuore qui sotto? A parte che Bollani suona principalmente musica "seria" capace di emozionare, queste parodie a me fanno sganasciare da piegarmi in due: divertirsi così di gusto fa proprio bene al cuore! :-)
giovedì 25 settembre 2008
L'ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
domenica 14 settembre 2008
Il Pianista di Roman Polansky
domenica 27 aprile 2008
Da Pessoa ad Allevi senza confini... nell'aria
lunedì 17 dicembre 2007
Non nascondere che sei fragile
Il bello di internet... cercavo un'immagine per il post su Cristina Donà e mi sono imbattuto nel video di una canzone di L'Aura (nella foto) che mi ha lasciato anch'essa senza fiato. In una sola sera ho scoperto due canzoni una più bella dell'altra! Sono passati gli anni in cui riuscivo a tenermi aggiornato sulle novità discografiche: peccato perché ogni tanto scopro per caso qualche nuovo autore particolarmente ispirato, ma chissà quanti me ne perdo. Sia di L'Aura che di Cristina Donà avevo già orecchiato qualcosa, ma evidentemente troppo di sfuggita per apprezzarne il valore. In particolare, ricordandone l'esordio con la cover Radio Star, ritenevo - forse a torto - L'Aura un'autrice meramente commerciale.
Inserisco una registrazione amatoriale dal vivo che rende ugualmente giustizia all'intensa performance di L'Aura, accompagnata solo dal piano.
DEMIAN - L'Aura
E’ la luce che si forma intorno a te quando ridi, quando parli di quel che non c’è, ed è l’oro che mi chiama e veglia su me che mi piace tanto di te.
E tu sognami e credici, non nascondere che sei fragile e amati per quello che sei e non smettere di ridere.
E’ quel tocco particolare che ti distingue; le tue mani bianche e tese verso l’argine. E’ il tuo corpo che mi chiama e parla di me che mi piace tanto di te.
E tu sognami e credimi non nascondere le tue lacrime e prenditi per quello che sei. Tu non smettere di ridere, è il modo per raggiungermi!
E tu ascoltami e credimi non nascondere le tue lacrime e prendimi così come sei e non smettere di ridere, è il modo per raggiungermi…
E' anche in questo caso inserisco l'irrinunciabile link di approfondimento dell'autrice su Wikipedia.
giovedì 12 luglio 2007
Mad world
Sempre sul blog Niente da dichiarare ho trovato il link a YouTube della nota riedizione di Mad World cantata nel 2003 da Gary Jules e desidero condividerlo con i visitatori di Ventidue passi d'amore e dintorni...
venerdì 6 luglio 2007
Le onde di Daniela Benaglia e...
Questo post è dedicato a Daniela Benaglia, poetessa comasca, autrice per i tipi di OTMA Edizioni (Milano) di Maturando (2005) e di Amaro e Amaro (2006).
Più di un anno fa avevamo scambiato a distanza i nostri libri d'esordio e scoperto richiami e rispecchiamenti tra diverse nostre poesie. Così anche se è capitato raramente di contattarci, da allora si è andato tessendo un filo sottile che si è teso nello scorso mese di giugno quando ci siamo prima spediti i nostri secondi libri e dopo sentiti spesso per telefono. Infine, giusto dieci giorni fa, approfittando di una vacanza di qualche giorno in Valchiavenna - a poco più di un'ora di auto da Como - ho avuto finalmente occasione di conoscere Daniela (e suo marito e la dolcissima figlia) e subito la conferma di essere anime molto vicine per sensibilità, passioni ed esperienze di vita.
Era da tanto tempo che mi ripromettevo di pubblicare qui alcune sue poesie e ora che posso ben considerarla amica, e che lei ha pure accettato la mia proposta di entrare nello staff del blog, non posso aspettare oltre! Ho scelte quattro composizioni (le prime due sono tratte da Maturando le altre da Amaro e Amore) scegliendo piuttosto che quelle che mi piacciono di più quelle in cui Daniela parla delle onde del mare... un tema che è eterna fonte d'immagini e metafore davvero per tanti poeti e in cui anch'io amo tuffarmi.
Come onda di mare Fammi bere dell'acqua, così tanta, ch'io possa confondermi, onda di mare. Sciolta poi, cospargimi di sale dammi sapore. Mi cullerò nell'oceano, divenutomi amico. Mi scalderò con raggi di sole su distese di bianca sabbia. Rotolerò via, scivolando su conchiglie per unirmi all'infinito scorrere dell'alta marea. Dentro e fuori di me L'onda ti travolge e poi si rifugia nell'infinito mare e di ritorno porta con sé altro mare, altre onde, altro infinito, e si abbandona e si culla in te ed è ancora nuovamente infinito. Aspetto l'onda Aspetto l'onda alta per sommergere la quiete falsa e illusoria del tempo che, inesorabile, si prende la mia vita. Aspetto che mi riporti a riva sui granelli a cui resto legata di sabbia tiepida e incolore. Aspetto che TU sia quell'onda e con foga mi getto sullo scoglio nuovo, cercandoti impavida tra le punte aguzze, non ancora lisciate dall'usura del sale, ancora vergine del bagno di sole che rende opachi, quell'onda ancora fresca d'amore, pronta a infrangersi sul mio essere donna d'amare. Non sono più La mia vita di sbalzi, d'amore forte e debole, dal troppo al nulla amare a al non capire più... Sento, come in una conchiglia, il mare, ma come sposto l'orecchio muore e cerco altrove. ...e tu che guardi presente e a volte assente... e io - che non sento più - ho rotto la conchiglia? Non so! Seduta in spiaggia scruto l'onda che viene e va nella bassa marea.Cito il critico Roberto Bramani Araldi che nella prefazione a Amaro e Amore così scrive di Daniela: "La sua poesia, si può ormai intuire, è poliedrica, quale riflesso di più anime emergenti improvvise nel racconto, che, nel momento nel quale si pensa ormai prevedibile, cambia improvvisamente direzione, come fiume che, giunto in prossimità della foce, si sbizzarrisce in continui meandri, e allora appaiono, come fiori appena sbocciati nella notte, quindi affascinanti per la loro giovane bellezza, i versi di squisita sensibilità poetica che vanno a nobilitare l'intera raccolta. E le onde di Daniela mi evocano altre onde - del mare e allo stesso tempo sonore:(Daniela Benaglia)