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giovedì 11 settembre 2014

Il vecchio e il colabrodo

127 : commenti

Viveva sulla rupe un vecchio eremita di nome Romualdo.
Un giardino sublime aveva messo gemme intorno alla sua grotta, Romualdo lo innaffiava con un secchio che riempiva alla fonte lì vicina.
Un giorno il secchio si sfondò e c'era per rimpiazzarlo soltanto... un colabrodo! Così prese a usare quello.

A Camillo, il fraticello che ad ogni luna gli portava un po' di cibo e compagnia, un colabro' preso per secchio parve palesemente assurdo.
- Vecchio, ma cosa fai, sei un folle! Come puoi annaffiare il giardino con questo ridicolo arnese? Hai fatto pochi passi dalla fonte che già non porti più 'na goccia d'acqua! Non vedi che ti scappa via dai buchi? -
- Tu hai poca pazienza, buon Camillo, e chi ha poca pazienza vede male, - rispose l'eremita sorridendo. E riprese a riempire il colabrodo e a portarlo dalla fonte alla grotta.

Ritornato al suo convento, accadde che Fra' Camillo si ammalasse di tifo e fosse in punto di morire. Con l'erbe medicinali raccolte dai confratelli e l'aiuto del Signore fu a lungo convalescente e infine guarì del tutto.

Sei mesi dopo l'ultima visita tornò da Romualdo e fu basito: non solo il giardino era sempre in fiore, era fiorito persino il sentiero che portava dalla fonte alla grotta!
L'eremita lo riabbracciò con gioia e domandò perché fosse scomparso. Sentito tutto ciò ch'era successo, si rallegrò con lui e lodò Dio per quella fortunata guarigione.
- Sempre Lui sia lodato, però dimmi, com'è possibile - chiese Camillo, - che tu abbia salvato il giardino e pure fatto fiorire il sentiero usando solamente un colabrodo? È un vero miracolo, tu sei Santo!"
Romualdo rise e lo fissò negli occhi.
- Non serve essere Santo per far questo! Chi ha poca pazienza vede male. Non vede che l'acqua di questa fonte è satura di sali minerali. Non vede che ogniqualvolta andavo a immergerci e riempirci il colabrodo, poco alla volta impercettibilmente vi si depositavano quei sali e ne stringevano pian piano i buchi. Che usando niente altro che pazienza, ad ogni avanti e indietro che facevo portavo un poco d'acqua un poco oltre. -
Camillo guardò bene il colabrodo: una patina opaca di calcare ricopriva tutta la superficie, non si vedeva più nemmeno un buco. Incrostandosi e rovinandosi il colabrodo era diventato un onesto ed utile recipiente.

Per fare un vero miracolo serve solo tanta pazienza.

mercoledì 13 febbraio 2013

Again

Appigliata
con tutte le forze
al filo che la lega fino al Cielo,
come una virgola
tra tante gocce di pioggia.
Eppure ti vedo.

domenica 26 agosto 2012

"Dall'Eolipila di Erone alla fusione nucleare"
(autore: utente sandro75k)

59 : commenti

Daniele Passerini in un articolo sull'Indro che trattava praticamente lo stesso argomento, sosteneva quanto segue:"Scoperte e invenzioni non avvengono spontaneamente, si manifestano quando mercato e politica decidono di poterne trarre vantaggio".


Io aggiungo :
"Le conquiste dell'uomo  passano attraverso varie fasi di "comprensione". 
Quando nel 96 a.c. il matematico-inventore Alessandrino noto con il nome di "Erone il Vecchio" mise appunto l'Eleolipila (sfera di Eolo), in pochi  avrebbero scommesso sulla capacità di tale invenzione di rivoluzionare il mondo nelle sue attività fondamentali. Sono portato a credere che fu ostacolata o scartata troppo precocemente per l'opposizione di altri studiosi del tempo che non ne intuirono in pieno le possibilità probabilmente perché  troppo rivoluzionarie  per l'epoca. Se le si fossero comprese 1700 anni prima di Mr. Watt come si sarebbe evoluta la specie umana e le sue attività primarie? Come diversa sarebbe la storia? È quello che ha provato a chiedere ai suoi studenti un insegnate... divertitevi anche voi!

Sandro75k


Sabato 21 aprile 2007, per la prima volta nella sua vita, William Riker ha deciso di assegnare ai suoi studenti un compito "ucronico". Questo è il tema assegnato loro per il ponte del 25 aprile e del 1 maggio:
« L'industrializzazione del mondo (prima rivoluzione industriale) iniziò con l'invenzione della macchina a vapore nel 96 a.C. a partire dall'eolipila o "sfera di Eolo" di Erone di Alessandria. Di conseguenza… » (se lo si realizza in forma di articolo, indicare il giornale su cui esso va pubblicato, il titolo e il sottotitolo. Lunghezza massima: quattro facciate protocollo divise a metà o due pagine A4 in Word)

Dal sito http://www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Erone.htm vi riporto integralmente il tema di una studentessa che mi ha colpito particolarmante .


DALL'EOLIPILA DI ERONE ALLA FUSIONE NUCLEARE
Una rivoluzione industriale alternativa?
di Silvia Molani
(pubblicato su "Focus" il 9 maggio 2783 dalla Prima Olimpiade, 2007 d.C.)

L'industrializzazione del mondo (prima rivoluzione industriale) iniziò con l'invenzione della macchina a vapore nel 680 dalla Prima Olimpiade (96 a.C.) a partire dall'eolipila di Erone di Alessandria. Di conseguenza già intorno al I sec d.C. vennero varate le prime navi a vapore e i Greci avviarono un'intensa rete di scambi commerciali con l'India, la Cina ed il Giappone. Prima di questa rivoluzionaria scoperta, i commerci con le remote regioni asiatiche erano gia esistenti, ma limitati dalle notevoli distanze da affrontare. E fu grazie all'utilizzo di grandi draghe a vapore che nel 1045 d.P.O. (269 d.C.) fu possibile l'apertura del Canale di Suez che agevolò il collegamento fra il Mediterraneo, sempre più centro del mondo industrializzato, con l'Estremo Oriente, una terra ricchissima di materie prime.

sabato 24 dicembre 2011

An Italian Christmas Tale

134 : commenti
Grazie Fabrizio, 
ti ringrazio per il tuo caleidoscopico regalo di Natale! 
La storia che hai scritto è troppo bella per non donarla a tutti.
Un abbraccio equatoriale.


Buffer overflow
favola di Natale
di Fabrizio alias Sono solo un misero test


Fra qualche tempo, in un grigio mese di Novembre, è successa una cosa molto strana. Io stesso, non so se l'ho capita; ve la voglio raccontare, perché forse, raccontandola, le idee mi si fanno più chiare nella testa.

Accadrà che Sbandone, il figlio del computer Ciberio e della pediatra Levotussa, si ammalò.

Si ammalò di un dolore strano, mai visto finora e neanche fino al momento in cui si verificherà questa storia, che, come ho già detto, deve ancora accadere. Una malattia mai citata su nessuna edizione Garzantella e neppure sull'enciclopedia Benettona, che pure ne dirà di tutti i colori. I sintomi erano (o forse dovrei dire saranno? O sarerano? Non so; si vede proprio che ho le idee un po' confuse!). Cavolo, mi sono già perso! Stavo dicendo, i sintomi:

- disgusto per i sedicesimi di finale di qualsiasi sport; e dire che, fino a quel momento, Sbandone non si era perso un torneo di hockey subacqueo neanche con la febbre a 17 (nell'anno in cui si svolgerà questa storia, la temperatura aveva subito una grossa svalutazione, alla quale si era poi posto rimedio abbassandola con un decreto imperiale)
- incapacità di tenere fermo un cat (una periferica da gioco con le stesse caratteristiche del mouse, ma con l'aggiunta di alcune funzioni importanti, quali le fusa, il pelo ed un consumo quotidiano di due scatolette di carne FIAT)
- passione estrema per le canzoni di Nada.

Ai genitori del piccolo, immediatamente, non sfuggirà la gravità del quadro clinico. Ma per quanto si sforzassero di curarlo autonomamente, non avranno alcun tipo di reazione positiva da parte di Sbandone.

Decisero quindi di portarlo all'ospedale D'Avena, dove, da tempo immemore, lavoreranno i maggiori specialisti delle malattie dell'infanzia, dell'adolescenzia e della protuberanzia. E una volta qui giunti, si presentò loro uno spettacolo drammatico: tutti i bambini del paese di Sbandone saranno in sala d'attesa:

c'era Nonritorno, il figlio dell'idraulico termoionico Treottavi e della poetessa Rimescola
c'era Stampatello, il figlio dei CharStar, quelli dell'omonima tipografia a puntatori
c'era Fiammella, figlia del pompiere a iperbanda Ardo e della pittrice postsurreodadamanieriscriptodigitale Ghernica
c'era Scriudraiver, figlia del meccanico quantista Potenziale e dell'insegnante di ginnastica in cdrom Eunoeddueettreeqquattro
c'era Anamnestetico, figlio del medico comedonologo Prendaqueste e della fioraia virtuale Scrinseiver

E poi ce ne saranno tanti altri, di cui ora non ricordo il nome; dovete perdonarmi, ma molto tempo mi separa da questo episodio, anche se il tempo è trascorso dalla parte sbagliata.

Ma lo stupore di Ciberio, Levotussa e, per quel poco che riusciva a cogliere, Sbandone, non si fermò qui; tutti i bambini presenteranno gli stessi sintomi. Immaginatevi che razza di confusione poteva esserci in quella sala d'aspetto, piena così di bambini che ascoltavano, ognuno una canzone diversa, le rimasterizzazioni pterodigitali dei maggiori successi di Nada! Una roba che non succederà neanche mai!

Vedendosi tutti lì riuniti, i genitori immediatamente penseranno ad una epidemia contagiosa, una delle solite robe che i bambini si prendono a scuola e poi si portano a casa. Per questo motivo, quando uscì il primo piccolo paziente dalla gabbia anagnostica che doveva dare il referto, tutti si accalcarono davanti al dispensatore di responsi in formato MPA: probabilmente il primo referto dava la diagnosi anche di tutti gli altri bambini.

Il responso della gabbia anagnostica, di solito così preciso e prolisso nel citare casistica, farmaci, controindicazioni e importo del ticket (stavolta, niente decreti imperiali) sarà estremamente laconico e sibillino:

* buffer overflow *

giovedì 3 novembre 2011

Dedica

7 : commenti
A Elisa



siamo più che noi

we are more than us

mercoledì 13 aprile 2011

Semplicemente felice

11 : commenti
Stamane Assisi sembrava dentro a un film, immortalata dal buon Dio in un'insolito copione.

Durante la notte ha nevicato e a metà mattina il Monte Subasio era bianco bianco e il Sole era caldo caldo e l'aria era fredda fredda... bellissimo!

Calore e gelo, entrambi sulla pelle, nel medesimo istante...

Avrei voluto accanto a me tutti quelli che si ostinano a separare gli opposti, a volere il mondo bianco o nero, a sopravvivere nella logica dell'uno contro l'altro. Un giorno inverno-estate così - un'atmosfera molto zen, molto “illuminante” - forse avrebbe aperto i loro occhi, forse li avrebbe connessi all'Uno.

Poi la neve s'è sciolta tra le braccia del Sole, come nascono i sorrisi sulle labbra, per ritornare acqua sorgente a scorrere.

Oggi sono stato semplicemente felice.

martedì 30 novembre 2010

Ma io vivo

5 : commenti
Ho tirato via
la vita immaginata insieme
i due o tre istanti in cui dagli occhi le
fuggiva un si
e tutta l'inavveduta gioia che mi ha dato...
ed ecco:
nella mano un feto di quattro mesi
raschiato dall'utero
di questo cuore cavo.
Un luogo adatto a seppellirmi?
direi un deserto
- la depressione più arida di quel deserto -
lì almeno sgorgherebbero
l'ape, l'erba e il fiore.
Ma io vivo; sorrido; ho lo sguardo di lei;
ed ho promesso di non immalinconirti più:
così non ce l'hai fatta, e mi hai rimesso in petto.
L'amore non si pota,
è lui che pota noi.

martedì 23 novembre 2010

Ago e filo

5 : commenti
Nicola Biondi, Il rammendo (olio su tela)

il 4 Luglio : quando
ti conobbi :
fui subito agganciato
dalla gioia
che a sguardi sorridente
sbottonavi :


eppure te ne stavi
: seppi dopo :
sull'orlo della pena
di chi ebbe
per puntaspilli presa
la fiducia :


non conta quanta pezze
cuci sopra :
traspare : brilla : esce
dalla trama
la luce che ti vive
dentro il petto


: di questo ago e filo io ti amo

domenica 14 novembre 2010

Senza parole

9 : commenti
E resto come
d'inverno i rami nudi,

senza parole.
  




Ok, haiku di evidente ispirazione ungarettiana, ma tanto tanto vissuto in prima persona...

sabato 6 novembre 2010

Se un dì ti pungesse d'amarmi...

2 : commenti
per te diverrei apicoltore
in te costruirei nuove arnie
insieme vivremmo del miele.



E non pecco di sdolcinatezza, giacché ho in mente  e cuore il gusto amaro del miele di corbezzolo... più simile a quello della vita vera.

sabato 23 ottobre 2010

Come i nostri nodi

4 : commenti

Puoi slegare con le dita 
nodi stretti con la corda,
ma se son fatti di filo  
non li sciogli quasi mai.


martedì 5 ottobre 2010

Semplici sandali

5 : commenti
Inciampo ancora la mattina all'alba
nei semplici sandali di cuoio
che d'estate sfilavi accanto al letto
quando accoccolavi a me
le tue radici nude
e in quella tregua al correre ponevi
l'autografo più vero. 
Stavano là in disparte
paghi di appartenerti,
tanto assorti nell'anima tua
da sottolinearla
in silenzio.
Custodivano i tuoi passi
virgolettandoli di sacro.
Ti portavano da me.
Erano alleati.

Ne guardavo i lacci con complicità
mentre dormivi tra me e loro,
tu le Pleiadi e noi
la cintura di Orione,
tu e io e loro: quattro punti
sulla stessa linea del presente. 
Pareva germogliare qualche cosa
dalle loro suole brune
fieramente prive di rialzo
accoppiate
lì sul pavimento.
Che imprevedibile aderenza
tra la semplice missione
di una pelle tagliata col coltello
e la tua storia,
tra quella storia e il tuo corpo,
tra quel corpo e il mio
sbattuti cuore contro cuore
a riaprire conclusioni.

Sarei rimasto ore
a ubriacare di carezze
i tuoi piedi scolpiti nel pane,
uguali al timbro sincero 
di ciò che confidavi,
perché i piedi non mentono mai;
senonché ridevi
l'alibi perfetto del solletico
e li scrollavi via.
Stavi già fuggendo?
Che invidia quelle scarpe:
quando ti rivestivi e indugiavi 
nell'allacciare le caviglie
in quel minimo momento volevo
essere quei lacci. 
Una vita fa.

È ottobre,
i sandali li hai messi nell'armadio;
e il ricordo di te che l'indossavi
e i laghi e i lungolaghi,
la compagnia dei platani,
i fili fitti fitti di parole,
i giorni che ti commettevo amore
e tu che alzavi gli occhi...
mi hanno chiesto un tetto per svernare
fino a una nuova estate.
E sono riposti qui.

lunedì 13 settembre 2010

Armonia d'opposti

12 : commenti
Luglio 2010. Parco eolico Montarone, dalle parti di Capracotta (IS).Un paesaggio inesplicabilmente familiare. Così naturale e alieno allo stesso tempo.
Armonia di opposti, in equilibrio. Ci sto bene per questo.
L'energia cinetica si trasforma in elettricità. I semi si mutano in spighe.
Sulla cima irregolare del monte i generatori ostentano perfezione.
Il mugugnare casuale del vento. Il sibilo cronometrico delle pale.
Il moto browniano delle nubi sulle balle di fieno fatte a compasso.
Se fossi un pastore di qualche millennio fa, adesso...
...un posto simile lo potrei benissimo credere l'Olimpo.

domenica 12 settembre 2010

Nota astronomica

9 : commenti
Se ieri dopo il tramonto hai per caso guardato a occidente avrai notato sull'orizzonte uno spicchio sottile sottile come il sorriso dello stregatto, quello di Alice, e una stella che bussava accanto alla sua destra, quella era Venere. Sì proprio ieri sera: una congiunzione Luna e Venere nella coppa dello Scorpione.
Moon 6°39' Scorpio - Venus 2°22' Scorpio 11-09-2010, 20:30 (ST 19:39) - Lat 37°10'N, Long 3°36'W
N.B. la foto è presa dal web: non è la congiunzione di ieri però le assomiglia.

venerdì 3 settembre 2010

Come certi amori

2 : commenti
Le bolle di sapone non scoppiano perché sono fragili. Scoppiano perché non reggono il peso della loro perfezione. Ma sono talmente belle che volano nei nostri ricordi per sempre.

lunedì 30 agosto 2010

Ogni felicità nasce in Dio

0 : commenti
Via dalla mente le nuvole, viene in te riflesso il Sole.

venerdì 20 agosto 2010

Formula magica

0 : commenti
Arnica, lavanda, iperico, calendula, echinacea : son cinque in un coccio che ho interrato nell'orto.

mercoledì 18 agosto 2010

Io siamo

0 : commenti
noi sei tu sono io siamo due anime confuse
Monica Apreda "Anime fuse" olio su tela

martedì 17 agosto 2010

Eros e poesia

0 : commenti
Il placet
erano e persistono scie nei tuoi passi, impronte d'arcobaleno al parquet del soggiorno. Odore... il tuo desiderarmi fissato arrotolato tra le dita. Certificati-coinvolgimento i bouquet degli orgasmi. Le gambe cumludenti portano in trionfo il placet della vagina
Sono così attento ai contenuti che inserisco su Ventidue passi d'amore e dintorni, da poterlo definire un blog anche "per famiglie". Ci capita pure mia figlia che ha 12 anni. Spero pertanto che nessuno arricci il naso per questa poesia erotica, al mio sentire tutto men che volgare. Un omaggio al mistero della Natura che abita in ogni donna, pure un po' troppo erudito per me che reputo una poesia buona quanto più è semplice e immediatamente comprensibile. Perciò mi scuso con chi non avesse studiato latino, che forse non avrà colto al volo il motivo per cui, invece del verbo colludere, ne ho usato la radice etimologica cum-ludere, cioè giocare insieme. Quanto a placet - permesso, approvazione - è un vocabolo abbondantemente sdoganato dal linguaggio giuridico e utilizzato da giornalisti, politici ecc. L'elegia erotica era un genere letterario molto apprezzato dagli antichi Greci e Romani. È un grande dramma dell'occidente cristianizzato l'avere anteposto successivamente, anche nell'arte, l'apollineo al dionisiaco.

venerdì 13 agosto 2010

Dipinti da Dio

0 : commenti
Cercavo di capirti... e sempre più a colpo d'occhio cogliere il disegno: il tutto di te, non singoli tratti. Ti chiedevo di lasciarti scoprire. Particolare su particolare. Ombre. Chiaroscuri. Toni. Colori. E strato dopo strato mi svelavi l'affresco - tu! - che avevano sfregiato. Ci vedevo l'anima luccicarti. Tu sorridevi mentre sul mio muro con le tue mani mi ridavi luce. Dipinti entrambi a riportarci a vita.
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