Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

>>>> CERCHI LIBRI SUL BENESSERE DEL CORPO, DELLA MENTE E DELLO SPIRITO?

BACHECA DEL BLOG

22passi è un blog non una rivista on line, pertanto la responsabilità di quanto scritto in post e commenti dovrebbe appartenere solo ai rispettivi autori. In ogni caso (cfr. Sentenza Corte di Cassazione n. 54946 del 27 dicembre 2016), le persone fisiche o giuridiche che si reputassero diffamate da determinati contenuti, possono chiederne la rimozione contattando via email l'amministratore del blog (vd. sezione "Contatti") e indicandone le "coordinate" (per es. link, autore, data e ora della messa on line).
Visualizzazione post con etichetta SOSPENSIONI DI GRAVITÀ 2006. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SOSPENSIONI DI GRAVITÀ 2006. Mostra tutti i post

domenica 3 luglio 2011

Numeri e poesia

34 : commenti

Perché - mi ha scritto Eddy poco fa - contrapporre logica, matematica a intuizione, significato? 
Personalmente non sono mai riuscito a trovarci una vera differenza. Se si riesce a superare l'aspetto più superficiale ed esteriore, matematica e poesia hanno molto in comune.

Per questo mi piace segnalare questa bellissima poesia sui numeri primi, letta tanti anni fa in un vecchio numero delle Scienze. È di Helen Spalding, questa è una traduzione (che mi sembra fatta molto bene). 
Il web, che spesso rigurgita informazioni sulle cose più impensabili, è stranamente avaro di notizie su di lei: ho trovato solo una segnalazione di una raccolta di poesie del '50 e un articolo (di argomento matematico) in cui si accenna all'autrice.

Mi farebbe molto piacere se qualcuno ne sapesse qualcosa di più.

Lodiamo i numeri primi
Lodiamo i numeri primi
insieme ai padri che ci generarono:

la forza, la speciale gloria 
dei numeri primi
è che nulla li ha generati
non avi, non fattori,
sono gli Adamo delle generazioni 
che si moltiplicano.

Nessuno può prevedere il loro arrivo.
Tra i numeri ordinali
non fanno prenotazioni, ma
arrivano all'improvviso.
Lungo la fila dei cardinali 
si ergono come incredibili pontefici,
puri, imperscrutabili,
eletti da sé stessi.

All'inizio, dove il caos 
finisce e lo zero si impone,
affollano la scena senza risparmio
come una foresta,
ma la media distanza si assottiglia,
la grande distanza che li porta
all'infinito
li rende rari come comete
che non fanno ritorno. 

O inverosimili numeri primi,
possano i cacciatori di formule
a lungo affannarsi nell'astrazione,
consumare la loro pazienza e
ridursi a scheletri:
restate anticonformisti, scomodi,
fenomeni irriducibili
a sistema, serie, schema
o spiegazione.

***

Eddy mi ha scritto tutto ciò in un commento al mio precedente post (L'intuizione usa i versi...), però ha un po' frainteso quello che intendevo.  Infatti sono totalmente d'accordo con lui: le dicotomie sono sempre apparenti, mai reali... basti pensare al celebre koan Zen che chiede "qual è il suono di una mano sola?".

Come spiegavo stamane anche a Ironman99 nei commenti a un altro post di avantieri (Nonostante loro si può vincere), quando contrappongo dei concetti non credo mai che tale contrapposizione sia reale, lo faccio soprattutto con intento maieutico, dato che il pensiero tende a ricorrere alle dicotomie per dare un senso e selezionare le infinite informazioni che ci circondano. In altre parole, se generalizzo e semplifico non è per banalizzare ma per rendere più evidente qualcosa che vive tra le "sfumature" e persino tra le "ombre del reale:

Sono contro la generalizzazione che appiattisce le differenze, ma sono a favore della generalizzazione che permette di costruire in modo semplice e diretto una argomentazione. È ovvio che nei commenti di un blog si parla in modo veloce e franco, non si sta a scolpire massime eterne. La generalizzazione crea - è vero - una sorta di caricatura della realtà, ma tale "caricatura" evidenzia proprio i tratti su cui vogliamo focalizzare l'attenzione. Do insomma per scontato che qui dentro ci siano persone in gamba che generalizzano per spiegare meglio un concetto piuttosto che per spacciare per vero qualcosa che non lo è.

Così quando ho scritto "la logica usa le operazioni matematiche per quantificare ciò che è quantificabile" mentre "l'intuizione usa i versi per distillare significato da ciò che è percepito come sensazione ed emozione", alludevo più alla modalità della comunicazione che al suo contenuto. Si può scrivere una poesia sui numeri primi, e se una persona li collega a qualcosa di molto significativo per lei allora, leggendola, potrebbe persino commuoversi o provare qualsivoglia altra emozione. 

Mi guardo bene dal contrapporre numeri e poesia - e i due libri che ho pubblicato gettano un ponte proprio tra queste due dimensioni apparentemente aliene - perché entrambi portano all'estrema sintesi due sistemi di descrizione della realtà: i numeri quello quantitativo e la poesia e quello qualitativo.

A questo punto non posso esimermi di riportare un'altra poesia di Sospensioni di gravità, dedicata ai numeri dall'uno al nove:

Adpunto esoterico


Un punto
.e concludi il pensiero.
..Due e l'apri
...come l'alba il giorno:
....tre lo sospendono 
.....al Cielo e poi...
......quattro cardinali
.......fanno la croce.
........Cinque
.........per il Pentacolo del potere.
..........Sei punti morti
...........imbastiscono dolori,
............sette di coccinella
.............ne sanano le ferite.
..............Otto ai polpastrelli
...............di chi non vede.
................Nove in dieci
.................elevato ventisette
..................i nostri punti di fuga
...................nell'infinito stellato...

L'intuizione usa i versi...

8 : commenti
Perché amo la poesia. 

Per la sua sintesi. Perché come la logica usa le operazioni matematiche per quantificare ciò che è quantificabile, così l'intuizione usa i versi per distillare significato da ciò che è percepito come sensazione ed emozione.

Per la sua capacità di condensare opposti e fotografare vissuti, momenti, ricordi. 

Ho sfogliato a caso Sospensioni di gravità e mi si è aperta la pagina con questa poesia... sì mi sembra un esempio adeguato a quello che stavo dicendo.


Alterno fare

Ad un tratto ti eclissi
dissimulato il volto

.
Poi candida ritorni

Luce di bianco acciaio
mi cadi sopra il petto


All'ombra dei tuoi dubbi
arrugginisci e vieni


Così ti tengo stretta
rido e gioco:
...............il bimbo
salta a colpir la luna.


Scusate la parentesi, nella vita non si sono solo gatti (tanto più che le gatte da pelare non mancano mai!) e a furia di dedicarmi all'E-Cat sto trascurando troppo la poesia. 

Buona domenica e a domani

P.S. Avevo già portato Alterno fare nel blog in occasione dell'eclissi parziale di Luna del 21/02/08. La stessa donna descritta nei suoi versi mi ispirò anche un'altra composizione, di ben diverso genere: Se dubito non amo.

domenica 29 maggio 2011

I contrasti sono la linfa dell'esperienza

1 : commenti
LA FORBICE DEGLI OPPOSTI
L'orbita esterna di Saturno


7  I contrasti sono la linfa dell'esperienza, e della letteratura. Le liriche di questo libro sono in risonanza con un'anima nata nel segno lunare del Cancro mentre sorgeva all'ascendente il solare Leone. Conciliano e integrano molte apparenti incompatibilità: estroversione e introversione, pieno e vuoto, giorno e notte, numeri e versi, cicli eterni e pensieri contingenti. Sono nate da emozioni, immagini, momenti, reminiscenze, assonanze, giochi, anagrammi. A volte sembrano contraddirsi e non è certo un male: in verità nel Creato non c'è nulla di contraddittorio, è la forbice degli opposti un'illusione. Le parabole Zen - i koan - suonano paradossali proprio perché la loro fonte è oltre la dualità. Ai nostri occhi Dio stesso, l'Uno, in fondo è perfetta, assoluta contraddizione; contiene e assomma tutto, quindi anche il contrario di tutto. Egli è pazzia sacra e divina per la mente razionale. Ma folle è proprio lei, la mente, quando tenta di convincerci che il mondo limitato e incoerente che vede con gli occhi è la realtà. Sgombrato l'orizzonte dall'illusione dei contrapposti ai no, s'intravedono le Verità segrete. Quelle accessibili solo al cuore.

Un augurio di leggerezza

***

Alcuni temi della vivace discussione nata tra i commenti al precedente post, mi hanno richiamato alla mente l'ultima delle Orbite di lettura (in prosa) che precede la mia seconda raccolta di versi. Ne approfitto per scusarmi di appartenere alla categoria dei poeti: quei sognatori, ohibò senza vergogna, che pretendono di accostarsi all'essenza tramite le parole.

Per le più curiose e i più curiosi...

>> LE PRIME DUE ORBITE DI LETTURA DI SOSPENSIONI DI GRAVITA'
  1. LA VOCE DELL'ANIMA - Intorno alla Galassia, il Sole
  2. IL BAMBINO INTERIORE - L'orbita interna di Mercurio


>> E QUALORA TUTTO CIO' PIACCIA... :-)

martedì 3 maggio 2011

Nuovo Mondo

5 : commenti
Partito, ora navigo lontano
e già mi vivo questo Nuovo Mondo:
rido a fior di bocca, avvampo, 

piango per gioia, spero nel dolore,
colgo fiducia, semino ardori;
cerco, incoraggio, attendo, reco

amore, orizzonti e caravelle.
Chiudo le mappe
scruto il mare, e punto.
 


Non avrei mai immaginato che un giorno avrei associato questi versi - gli ultimi di una poesia scritta sei anni fa - allo stato d'animo di questi primi mesi del 2011. Ma è così.

Certe persone prevedono che la spedizione affonderà, se lo augurano perfino. Sono poche e strillano per mille. Non ci curiamo di loro, abbiamo fiducia di arrivare al Nuovo Mondo, per dimostrare che sbagliano e per esaudire le speranze di chi ripone il cuore in noi e vuole, quanto lo vogliamo noi, costruire un mondo migliore di questo.

P.S. la poesia intera (di tutt'altro genere) si trova qui.

martedì 1 febbraio 2011

Sospensioni di gravità

5 : commenti
Dopo la recensione a Ventidue passi d'amore (qui) ecco sempre da Moloch981 quella al mio secondo libro...

***

Anche questo secondo libro di Daniele Passerini presenta una cornice sapientemente costruita: come Ventidue passi d'amore era incentrato sulla numerologia e sulla Cabala, così qui le poesie si dispongono secondo i cicli lunari e lo scorrere delle stagioni. E in più, ciascuna poesia riceve l'"influsso" di un particolare pianeta, come è indicato dal simbolo che la precede, il cui significato viene spiegato nella sezione "7 orbite di lettura" all'inizio del libro. Mi piace questa ricerca di corrispondenze "sotterranee" che regala ulteriori messaggi ai versi. L'autore stavolta rimane maggiormente sullo sfondo, o meglio, l'ispirazione è sempre tratta dalle proprie vicende personali, ma queste vengono narrate con minori particolari, così che l'opera ne guadagna quanto a dimensione "universale". È una poesia, quindi, che si sforza assai per fornire al lettore tutte le chiavi di interpretazione di cui ha bisogno: sembra quasi che Daniele cerchi di farci seguire passo passo tutte le sue riflessioni... Alla stringatezza delle poesie si contrappongono gli estesi passi in prosa ad apertura e chiusura del libro: è bene anzi che sia così visto che qui, a differenza che in Ventidue passi d'amore, il racconto autobiografico, come detto, è solo accennato, meno evidente, e allora il gioco dei rimandi rischiava di risultare eccessivamente intellettuale e cervellotico.

Si nota una maggiore disinvoltura di Daniele nel padroneggiare la tecnica: molto più che nell'opera precedente, l'autore "gioca" con le parole ("2/3. Giochi di regina", "2/4. Anagramàta", "7/4. Adpunto esoterico") o con la stessa struttura dei versi ("5/4. In bilico"), dando luogo a risultati divertenti e divertiti.

Uno dei temi centrali del libro è l'incontro con l'altro, da affrontare senza paura ma anzi con la consapevolezza che saprà insegnarci molto su noi stessi: in questo senso una delle mie poesie preferite è "5.1. Il coraggio della vela", che secondo me è abbastanza paradigmatica del messaggio che vuol dare l'autore:
Stella che dai la rotta, ingannami,
ch'io possa ritrovar la vera casa.
Vento che mi riempi, portami,
ovunque sia, purché con te.
Io la interpreto così: intanto, è necessario avere "coraggio" nella navigazione; "ingannami", cioè fammi seguire una rotta diversa dalla solita, da quella che mi aspetto, inesplorata, che però, alla fine, è proprio quella che mi porta alla "vera" casa, che è "con te". Analogamente, su questo tema dell'andare oltre le proprie certezze, dell'apertura improvvisa di un mondo ignoto e ricco che è tipica dell'esperienza amorosa, anche "1/1. La falena" e "7/1. Mi ami", altre due mie preferite.
In conclusione, e per giustificare il "voto" più basso rispetto all'opera precedente, una lettura che mi ha meno "toccato" personalmente ed emotivamente rispetto a Ventidue passi d'amore, ma più raffinata ed elaborata.

Daniele Passerini, Sospensioni di gravità, A&B Editrice, Roma-Acireale (2005) | voto = 3/5

giovedì 1 luglio 2010

Donne di Vrindavan ad Arezzo dal 6 al 26 luglio

0 : commenti
Ho saputo pochi giorni fa da Tamara Farnetani, la brava fotografa della mostra Donne di Vrindavan, che tra pochi giorni quest'ultima verrà nuovamente allestita nel centro di Arezzo.
Si tratta dell'allestimento già utilizzato nel 2008, in occasione delle prime esposizioni fatte a Perugia, Assisi, Spoleto, Trento, Vaiano (PR), arricchito da nuovi approfondimenti di Angela Rossi e Angelo Fanelli, sempre con le liriche che scrissi allora ad accompagnare le intense e suggestive foto di Tamara. Non annoierò i frequentatori più assidui di questo blog raccontando per l'ennesima volta la storia che Donne di Vrindavan racconta e contribuisce a diffondere - quella delle vedove indiane - né la storia della mostra medesima, dalla prima idea di Tamara alla realizzazione cui partecipai. Chi vuole saperne di più può consultare il blog della mostra (donnedivrindavan.blogspot.com), per un resoconto più giornalistico, e i post a essa dedicati in Ventidue passi d'amore e dintorni (con etichetta argomento: "Donne di Vrindavan" 2008) per un resoconto meno formale. In conclusione, chi è curioso di immergersi per la prima volta in Donne di Vrindavan, o desidera rivederla, potrà visitarla ad Arezzo dal 6 al 26 luglio 2010, in orario 21.30-24.00, presso il Circolo Aurora (ARCI) in Piazza S. Agostino. Se non volete perdervi il vernissage, appuntamento a martedì 6 luglio, ore 22.

lunedì 5 aprile 2010

Goliarda l'è lieta

8 : commenti
Poco fa, un po' immalinconito per aver dovuto lasciare mia figlia, volevo pensare ad altro. Così mi sono messo a giocare con le lettere dei titoli dei miei libri (e non solo di quelli), per anagrammarne fuori altre frasi e portare alla luce significati sommersi nell'inconscio. Non volevo perderci più di una mezz'oretta, così mi sono fermato ai primi anagrammi venuti in mente, o meglio, saltati all'occhio, visto che amo utilizzare le tessere dello Scarabeo, apparecchiate a letto o sul tappeto (il tavolo invece m'ispira poco).

Sospensioni di gravità [Giri di vita non sospesa.] [Noi, spesso, grani di vita.] [S'ingrassò pieno di vita.] [Sognò neri passi di vita.] 


Ventidue passi d'amore [Spersi due vite amando.] [Tu sedevi amando serpi.] E d'un tratto mi accorgo per la prima volta (!) che in entrambi i titoli sono presenti le lettere del mio cognome... diavolo di un inconscio, quanto la sa lunga! Dunque quando scelsi quei titoli, mi "suonarono bene" anche per questo.


Ecco così che da Sospensioni di gravità vengono fuori (per esempio) [Passerini: sogno di vita.] (quello sempre!) [Passerini: so d'ogni vita.] (è vero, credo che le anime si reincarnino di vita in vita) e da Ventidue passi d'amore [Passerini: me, dote d'uva.] (considerato che abito in Via dell'Uva non è tanto balzano) [Passerini: tu dove da me?] (suona come un'invocazione... alla mia anima gemella!) 


 A questo punto l'occhio mi cade su una mensola di fronte a me, alla copertina di un libro che ho messo in bella vista, L'arte della gioia di Goliarda Sapienza... ma vuoi vedere che... eh sì: [Goliarda l'è lieta] [Goliarda, tal è lei] E chi ha letto questo libro e sa qualcosa di cosa abbia rappresentato per la autrice, può ben comprendere quanto questi due anagrammi siano pertinenti. Mi piace questo nuovo gioco!

lunedì 8 marzo 2010

Buon 8 marzo

7 : commenti
 

Le loro piante incedono
sulle grige vie del mondo
incorrotte le radici  
consumata la corteccia;  
intingono i rami al cielo  
a recarci giù l'aurora
e donano vita all'uomo  
quanto le foglie all'albero.  

Daniele Passerini, dal catalogo della mostra fotografica Donne di Vrindavan (2008)

martedì 4 agosto 2009

Acqua e Terra

0 : commenti
L'onda bacia la sua sponda e la sabbia gode il mare, così si ama per vivere si vive per amare. Siamo giunte come valve, anime, in acqua e terra. Gemelle dall'origine a ritornare perla.
Daniele Passerini
A&B Editrice (2006)

venerdì 31 luglio 2009

A volte ritornano...

1 : commenti
Una piccola sorpresa! COMUNICATO STAMPA Torna in Umbria dopo il successo ottenuto nel 2008 a Perugia, Assisi e Spoleto, la mostra fotografica itinerante "Donne di Vrindavan", con foto di Tamara Fametani e poesie di Daniele Passerini. In India Vrindavan è meta di pellegrinaggio dei devoti a Krishna ed è nota come la "città delle vedove". L'esposizione racconta la difficile condizione delle vedove indiane attraverso una quarantina di straordinarie fotografie accompagnate da altrettante liriche. "Le donne che ho ritratto - spiega la Farnetani - sono nella maggior parte dei casi vedove che, dopo la morte del loro sposo, dedicano la loro vita a Krishna. Si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo per pregare e raggiungere la Moksh (la liberazione dalla ruota continua delle rinascite). Lo fanno a volte volontariamente ma più spesso costrette, infatti nella società indù tradizionale una donna rimasta senza marito non ha più nessun ruolo sociale". La mostra è visitabile a Corciano (PG), in occasione del Corciano Festival, dal 2 al 9 agosto presso lo spazio Agosto Cinema di Gabriele Anastasio. Per informazioni: 393 8130260.

mercoledì 8 aprile 2009

Terremoti...

4 : commenti
Partiamo... calcheremo il bagnasciuga mentre il mare rumoreggia... a sommergerci le onde mentre Mater Terra trema.

("Bagnasciuga", da Sospensioni di Gravità, A&B Editrice, 2006)

La mattina del 26 settembre 1997, quando crollò la volta della basilica superiore di S. Francesco, stavo lavorando nel centro storico di Assisi, dentro un edificio che fu gravemente lesionato dalle scosse; dopo quel giorno per un paio d'anni (allora ero uno degli assistenti sociali del Comune di Assisi) lavorai in favore dei nuclei terremotati di Assisi. Ciononostante il sisma di l'Aquila mi ha colpito emotivamente persino più di quello vissuto in prima persona (pur senza avere danni alla mia casa) in Umbria nel 1997, vuoi perché ha risvegliato emotivamente questi ricordi, vuoi perché ha colpito proprio la città dove il 10 luglio 1965 sono nato, vuoi perché... non so perché, sento solo che è così: questo terremoto mi ha devastato l'anima. Oggi ho formalizzato la mia richiesta di adesione al Gruppo Protezione Civile del Comune di Assisi... mi sento quasi in colpa di non averlo fatto molti anni fa. Sono contento, mi formerò, parteciperò alle esercitazioni e la prossima volta che potrò essere utile sarò pronto. Poi a metà mattina abbiamo ricevuto la benedizione pasquale nei nostri uffici dal parroco di Santa Maria degli Angeli. Mentre parlava lo sguardo mi è caduto su un quadro sulla parete, lo vedo quasi ogni giorno, ma non ci avevo mai fatto caso come in questa occasione: in primissimo piano Papa Giovanni Paolo II, sullo sfondo un panorama di Assisi e una data "24 gennaio 2002". Si tratta del poster commemorativo della visita che il Santo Padre fece alla città di S. Francesco. Sorprendentemente il mio primo pensiero è stato "il 24 gennaio 2002 ero ancora sposato"... Non provo più nulla per la mia ex moglie, non è certo lei a mancarmi bensì tutto ciò che allora pensavo di aver costruito insieme: in primis una famiglia intera; la sensazione rassicurante di credere di avere accanto "l'amore della mia vita", la donna con cui sarei serenamente invecchiato; il piacere di vivere in una casa acquistata, ridisegnata, arredata e impreziosita insieme. E allora ho capito! Ho capito il parallelo che il mio inconscio aveva tracciato tra chi perde una casa per un terremoto e chi la perde perché la persona che ami scopre improvvisamente, dopo tanti anni, di essersi sbagliata: che non sei più tu "l'amore della sua vita", ma un altro uomo. La stessa casa e la stessa famiglia che aveva attraversato indenne il terremoto del 1997 a me fu buttata giù nel 2002 dalla separazione. Certo, io e mia figlia quando siamo insieme siamo una piccola famiglia. Questo è già tanto. Ma tutto il resto mi manca. E benché abbia sgombrato le "macerie" e abbia accolto in cuore vari amori-tenda di fortuna, un vero amore-casa non sono più riuscito a edificarlo. Però sorrido ancora e questo mi rincuora.

sabato 4 aprile 2009

Febbre di ricordi

5 : commenti
Arianna ha la febbre, poche lineette, quanto basta a stenderla. Stamattina poco prima delle 10 mi ha telefonato da scuola per dirmi che non si sentiva bene, così ho abbandonato in fretta e furia la riunione di lavoro a cui partecipavo ad Assisi e sono tornato di corsa a Perugia. Niente gara di atletica oggi pomeriggio a Spoleto, in forse l'invito a pranzo da amici per domani, si prospetta un weekend a casa. Abbiamo visto Wall-E e abbiamo pianto un po' (non prendetemi in giro, le storie d'amore mi commuovono sempre). Arianna, incassata una bella dose di coccole, ora sonnecchia. Io ho bisogno di mettere per iscritto pensieri ed emozioni... Questi giorni - ed è insolito per me - sono invaso dai ricordi. Penso sia la conseguenza d'un bel guaio d'un tormento che mi vivo 'sto periodo.
Agosto 2003, sono in vacanza in Sardegna con mia figlia. Sto guidando da Cagliari a Siniscola, lei dorme sul sedile reclinato. È passato un anno da quando mia moglie mi ha lasciato. Sostituito in quattro e quattr'otto dopo 11 anni di convivenza (4) e matrimonio (7) dal suo nuovo "fidanzato", così Daniela aveva presentato a nostra figlia l'uomo di cui, ricambiata, s'era follemente innamorata. Pochi giorni dopo la presentazione della domanda di separazione in tribunale, avevo incontrato Lory, ci eravamo piaciuti e messi insieme dopo essere usciti insieme un paio di volte. Più giovane e più bella di Daniela, più simile a me di carattere: mi era sembrato un miracolo, quasi troppo bello per essere vero. Ne era nato un rapporto intenso e tormentato, c'eravamo innamorati, eravamo molto presi l'uno dall'altro, c'era passione, un bel sesso, moltissimi interessi comuni. Ma lei era molto gelosa della mia ex moglie, questo stava all'origine della maggior parte delle nostre discussioni e seminava un filo di veleno nel nostro rapporto. Sì è vero, all'inizio non era stato facile per lei: mi ero separato ancora innamorato, ma proprio Daniela, col suo comportamento, in maniera molto dolorosa ma efficace, era riuscita a farmi disinnamorare rapidamente: non era passata nemmeno una settimana da quando avevo lasciato la casa che Ari mi aveva detto che il nuovo fidanzato della mamma dormiva al posto mio nel letto con la mamma! Lory a volte sembrava sentirsi come in trappola, succube dell'incubo ricorrente d'essere abbandonata da chi amava, più preoccupata che felice di essere innamorata di me: "Ti amo anche se sei separato e hai una figlia," mi diceva spesso, in perfetta buona fede, per dimostrarmi quanto mi amasse. Una frase che a me invece faceva male, e le spiegavo perché. Comunque il nostro rapporto, tra alti e bassi, era cresciuto, aveva superato le inevitabili difficoltà (e i pregiudizi dei suoi genitori), era andato consolidandosi; lei finalmente s'era decisa a trasferirsi da me a settembre. La convivenza era un passo verso scelte ancora più importanti a cui, io 38, lei 35 anni, pensavamo insieme. Quel giorno in auto ripercorrevo tra me e me le tappe della storia con Lory, ormai non avevo dubbi di amarla in modo pieno e senza remore. Era la donna con cui adesso sentivo forte il desiderio di costruire una nuova famiglia: io, lei, Arianna e sicuramente un nuovo figlio. Cose che ci eravamo detti, che ero pronto a realizzare, che mi riempivano il cuore di gioia mentre la strada correva sotto le ruote. Ero rimasto un po' male che non fosse voluta venire in vacanza con noi due, ma non se l'era sentita: l'idea di incontrare i miei parenti le era parsa prematura e aveva preferito farsi l'ultima vacanza con le amiche. Ci sentivamo spesso al telefono e ci scambiavamo tantissimi sms. Con una mano guidavo, con l'altra le scrissi questo (più o meno, come lo ricordo): "Ciao amore, siamo partiti, saremo da mio zio tra un paio d'ore, Arianna è qui accanto ke dorme. Volevo solo dirti ke stavo pensando a quanto t amo e ke è solo cn te ke vorrei passare il resto della mia vita. T amo." Pochi minuti dopo in risposta mi arrivò il seguente sms (anche questo, come lo ricordo): "..t 6 sbagliato..quel messaggio era certamente per la mamma di Arianna nn certo x me..io così nn ce la faccio a reggere..tu continui a pensare + alla tua ex ke a me..6 sempre il solito..". Provai a chiamarla, il telefono squillava sempre a vuoto, poi lo staccò del tutto. Le mandai sms spiegandole che s'era sbagliata, e di brutto. In tarda serata mi scrisse che era arrabbiatissima, che doveva farsela passare e che per un po' non voleva parlarmi. Si negò al telefono per un paio di giorni se ricordo bene. Ero a metà delle vacanze, ma per me finirono lì, mi sforzavo di non piangere in presenza di Arianna... nel modo più brutale possibile, avevo compreso che la donna che amavo non si fidava di me dopo un anno di vita da coppia regolare. Fu un brutto colpo. Cercai di essere oggettivo, di enfatizzare, come avevo spesso fatto le sue ragioni e sminuire le mie, ma di fatto quella sua reazione spropositata aveva aperto dentro di me una crepa destinata ad allargarsi... Tre mesi dopo incontrai per caso Anna: mi colpì, evitai di chiamarla per un mese, ma alla fine, considerato che la convivenza con Lory si stava dimostrando un disastro (mi ritrovavo un'ospite in casa, non una compagna!) volli rivederla. Quando Anna mi chiese - e mi sembrò di vivere dentro un film - se volevo andare con lei in Messico a Palenque, cinque giorni dopo scelsi di buttare Lory fuori di casa e fare la "pazzia" di quel viaggio. Anche se Anna si rivelò presto una donna totalmente inaffidabile, non mi sono mai pentito di quella decisione: un paio d'anni più tardi ne nacque Ventidue passi d'amore, un libro per il quale, pure se personalmente lo considero inferiore a Sospensioni di gravità, continuo a ricevere bellissimi feedback da molti dei suoi lettori. Lory non mi ha voluto più parlare, non la biasimo.

lunedì 9 marzo 2009

Waiting for Eternity di Tamara Farnetani

0 : commenti
Quanto prima - è una promessa - voglio dedicare un post ad Alejandro Jodorowsky, che ho avuto la fortuna di ascoltare lo scorso weekend a Firenze. Ma prima devo chiudere un capitolo lasciato in sospeso da troppo tempo.
L'8 marzo di un anno fa veniva inaugurata a Perugia la mostra Donne di Vrindavan, connubio tra le bellissime foto scattate dalla fotografa italo-tedesca Tamara Farnetani e le liriche che avevo composto per l'occasione a partire da metà 2007. Da settembre 2007 praticamente tutto il mio tempo libero era stato assorbito per organizzare il ciclo di esposizioni in Umbria - dal 8 al 16 marzo a Perugia alla Chiesa S. Maria della Misericordia, dal 5 al 13 aprile ad Assisi alla Sala Pinacoteca, a Spoleto dal 19 al 27 aprile al Chiostro di S. Nicolò - nonché a curare la redazione del catalogo fotografico di 48 pagine. Last but non least avevo contribuito a mettere una pezza dove non erano arrivati gli sponsor. Conclusa anche l'esposizione a Trento al Festival dell'Economia dal 27 al 31 maggio, ho maturato la decisione, sofferta ma necessaria, di abbandonare quest'avventura; i motivi sono ben noti ai miei amici più vicini e questo basti. Dopo la tappa a Vaiano dal 27 settembre al 9 ottobre, la mostra nella sua veste italiana si è dunque conclusa. Continua, tradotta in inglese e tedesco, in una nuova veste internazionale, Waiting for Eternity, in cui le immagini sono accompagnate da approfondimenti antropologici invece che da liriche: è esposta adesso, dal 6 al 29 marzo, all'aeroporto di Monaco di Baviera, Terminal 2, Livello 4. In bocca al lupo a Tamara Farnetani per il proseguimento della sua avventura.  

Memoria della mostra portata in giro per l'Italia, commenti dei visitatori, foto ecc. restano nel presente blog (basta cliccare sul sottostante argomento per accedere a tutti i post relativi) e sul blog specifico di Donne di Vrindavan.

lunedì 5 gennaio 2009

A ogni stella che brilla di più

10 : commenti
Non so quante poesie abbia scritto: in trent'anni come minimo qualche centinaio. Tra le ottantacinque pubblicate mi sono divertito a cercare quelle in cui avevo usato la parola STELLA o suoi derivati. Se non ne ho scordato nessuna sono nove poesie: non mi rendevo conto fossero tante! Del resto poche cose ispirano quanto una stella che scintilla nel cielo o tra i nostri pensieri; le idee stesse le ho sempre visualizzate come stelle che si accendono nello spazio magico della nostra mente.

Delle nove poesie in questione, scelgo le cinque più brevi. E un'ultima un po' più lunga.

venerdì 21 novembre 2008

Caleidoscopi e altre poesie dell'autunno

1 : commenti
Stasera sento nelle vene un po' di surreale adrenalina. E seguendo il filo di un'associazione di idee che mi ha portato poco fa l'immagine di un caleidoscopio, voglio dedicare un frammento di Sospensioni di gravità, il suo terzo settenario, a una persona che - proprio perché avvolta nel mistero - accende la mia gentile e rispettosa curiosità. Si tratta del settenario dell'autunno, collegato all'ultimo quarto di Luna (calante).
Caleidoscopi Ecco un mosaico nuovo da ricomporre ancora rubini a frammentare i vezzi sopra un viso per farne con le schegge caleidoscopi e baci. Giochi di regina La sposa è fuggita e le coppe versò. La maga mi squadra reclama denari. La donna di fiori aguzza le spade. La geisha si picca di pochi bastoni. Come quando fuori piove sui tuoi giochi e gira e rimischia mi batti le mani. Silenzi d'autunno Sul cadere dell'autunno lancette leste le foglie volano ai cuori sereni e scompigliano le chiome degli animi in tempesta, custodiscono silenzi, portano ricci marroni ed il suono di castagna delle frasi che non apri. Rumor di Luna La tua voce non dice, incolla francobolli a sogni prioritari sbatte ore e minuti al muro scarica sacri virus nel cuore digita bianco rumor di luna. Innamoràle (già presente nel blog) Propositi di re diverrò un migliore sovrano saggio vincitore dei pensieri premuroso costruirò la reggia cara alla regina del mio cuore sopra le nubi sopra la pioggia senza fossi mura porte chiavi nove camini accesi d'inverno e vasche profumate d'estate sette sale per danze e musica giardini per fartene ghirlanda Se dubito non amo (già presente nel blog)
Nota bene. Ciascuna poesia di ogni settenario è legata a uno dei 7 "pianeti" dell'astrologia antica. Nel caso del settenario dell'autunno la sequenza è:
  • Caleidoscopi (1/3) e Sole;
  • Giochi di regina (2/3) e Mercurio;
  • Silenzi d'autunno (3/3) e Venere;
  • Rumor di Luna (4/3) e Luna;
  • Innamoràle (5/3) e Marte;
  • Propositi di re (6/3) e Giove;
  • Se dubito non amo (7/3) e Saturno.

martedì 28 ottobre 2008

Il segreto delle pagine 69

6 : commenti
“Per decidere se comprare un libro, aprilo a pagina 69.”
Marshall McLuhan (1911-1980)
Da questa disarmante affermazione del famoso sociologo canadese (nella foto) - a cui si devono espressioni ormai entrate nel linguaggio "quasi comune" quali galassia Gutemberg e villaggio globale - prende vita Pagina 69, un blog intelligente e interessante (che qualche giorno fa ho linkato nella sidebar a sinistra), ai cui archivi ogni giorno si aggiunge la sessantanovesima pagina di un qualche libro, postata su iniziativa dell'autore del sito o perché inviata da qualche visitatore. Ad esempio, ho appena spedito la sessantanovesima pagina dell'Arte della Gioia (dell'edizione Stampa Alternativa del 2006), nella speranza di vederla presto inserita. Che senso ha tutto ciò? Su quali assunti si basa la frase di McLuhan? Riporto la chiara spiegazione data dall'autore di Pagina 69:

Il Metodo - Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare o meno un libro, un metodo infallibile è quello di aprirlo e leggerlo a pagina 69. Se quella pagina piace, molto probabilmente piacerà anche il resto del libro. Questo blog pubblicherà, una al giorno, le pagine 69 dei titoli più disparati: vecchi e nuovi, seri e faceti, belli e brutti.

Perché proprio la pagina 69? - L’inizio di un libro non è significativo del suo contenuto. Nei primi paragrafi l’unica preoccupazione di ogni autore è quella di catturare a tutti i costi l’attenzione dei lettori. Una volta arrivati a pagina 69 i fuochi d’artificio dovrebbero essere ormai terminati, e la narrazione dovrebbe aver cominciato a muoversi con le proprie gambe. Sono queste le situazioni nelle quali l’abilità di uno scrittore si fa evidente… sempre se ci sia! Collocandoci a pagina 69 inoltre, essendo ancora abbastanza vicini al principio, non corriamo il rischio di rovinare eventuali sorprese o colpi di scena.

Aggiungo che non dev'essere un caso che McLuhan abbia scelto tra tanti numeri possibili uno di fronte al quale la maggior parte della gente drizza le antenne! Una mossa da grande esperto di comunicazione qual'era. Ma al di là dei solletichi erotici che evoca, il 69 è davvero un numero particolare: capovolto, al pari del 96, è uguale a se stesso, graficamente è un piccolo mandala che ricorda la forma di una galassia, e dulcis in fundo corrisponde anche al simbolo del Cancer, il mio segno zodiacale. :-)

Non potevo naturalmente esimermi dal fare la "prova del sessantanove" ai miei libri...

La pagina 69 di Ventidue passi d'amore (2005) contiene semplicemente il "totem" qui a lato, formato dai numeri maya dall'uno al 22 dall'alto verso al basso, come una freccia rivolta in su, simmetrico all'altro "totem" a pagina 19, formato dagli stessi numeri però dal basso verso l'alto, a disegnare in questo caso una freccia rivolta in giù (o una biro sul foglio). Questi due simboli "custodiscono" le 22 poesie che danno il titolo al libro, separandole dalle parti in prosa: l'Introduzione e il Prologo all'inizio, l'Epilogo, la Postilla numerologica, la Postilla Maya e i Ringraziamenti alla fine.

Per inciso, ho fatto impazzire il mio editore per dare un senso alla stessa numerazione delle pagine: l'indice si trova a pagina 9 (i nove numeri della numerologia) e i ringraziamenti conclusivi a pagina 90; a pagina 11 c'è il "titolo-disegno", del libro; a pagina 22 (11x2) comincia la prima delle 22 poesia (intitolata il principio):

Questo incontro, che la mia anima incanta, apre ricordi di notti antiche intona un canto dimenticato, posandomi farfalla sul tuo petto schiudendoti bocciolo nel mio cuore.

A pagina 55 (11x5) c'è l'unico disegno nella parte centrale della silloge; a pagina 66 (11x6) comincia l'ultima poesia (intitolata l'azzeramento):

A furia d'abbracciarti in sogno consumerò il firmamento. Allora non farmi spegnere la notte: cadi qui vicino a me, stellina cara. A pagina 77 (11x7) inizia la Postilla numerologica e a pagina 83 (8+3=11) la Postilla Maya. Veniamo a Sospensioni di gravità (2006). La pagina 69 contiene la poesia intitolata Innamoràle: Sorprendi. Spiazza. Spaventa. Innamorami di te. Assesta. Vibra. Colpisci. Al centro della fronte. Rapisci. Lega. Violenta. Percuotimi l'anima. Devasta. Spoglia. E brucia. Accendi in me la luce. Come Ventidue passi d'amore ha una struttura numerologica, Sospensioni di gravità ne ha una astrologica, a cui ho accennato in un post dedicato all'ultima eclissi di Luna. Tornando al tema di questo post, su Pagina 69 si possono trovare persino anticipazioni di opere straniere ancora non tradotte ed edite in Italia, ad esempio Indignazione di Philip Roth! Per concludere mi sembra doveroso menzionare il blog Circerie, dove ho trovato per la prima volta il link a Pagina 69: grazie Sonia! Buonanotte. P.S. del 31/10/2008. È on line il mio primo contributo su Pagina 69.

lunedì 22 settembre 2008

Come dev'essere l'amore!

5 : commenti
A richiesta di una mia nuova lettrice, ecco qui una poesia di Sospensioni di gravità, che l'ha colpita in modo particolare. Ho giocato col titolo, mischiando tra loro alcune parole così da ottenere il risultato che cercavo: passionale e un po' spiazzante. Come dev'essere l'amore!
Innamoràle Sorprendi. Spiazza. Spaventa. Innamorami di te. Assesta. Vibra. Colpisci. Al centro della fronte. Rapisci. Lega. Violenta. Percuotimi l'anima. Devasta. Spoglia. E brucia. Accendi in me la luce.
Ho già accennato alla struttura "astrologica" di Sospensioni di gravità, ricordo solo che il libro si divide in una parte in prosa e in una silloge di 28 (più una) poesie: Innamoràle è la quinta (abbinata al pianeta Marte) del terzo settenario (dell'autunno).

mercoledì 10 settembre 2008

In bilico

0 : commenti
C'è stata una sola donna da cui mi sono sentito totalmente capito, apprezzato, desiderato, amato. Non è stata la madre di mia figlia, né la donna che ha ispirato il mio primo libro, né le altre a cui ho dato il mio amore come a lei...

In bilico

Sarò stato il vino.
La lontananza atipica
estinta troppo in fretta.
Non è più ora di commiati
è l'ora di somme imperfette
e delle tenere prigioni di baci.
Scivoliamo sopra le nostre parole
mentre l'oste ci versa vinello allegro;
fremono i tavoli e gli avventori escono
invisibili, come tutte le scelte già prese.
Legati all'etilico gioco dell'essere umani,
accomunati, non dall'uva non dal vivere,
nell'usarci e controfirmare facili bisogni,
ci escludiamo a vicenda appartenendoci.
Vinciamo e perdiamo, contro la gravità,
nel sottile soppesare d'orbite e corpi
che si attraggono e poi respingono
sempre in implacabile equilibrio.
E ci ritroviamo ancora in bilico
ai bordi d'una pagina bianca
che non trova mai la fine.
E ci cerchiamo sorpresi
delle lacrime eterne.
Che sanno di noi.


P.S. In bilico è la quinta poesia (associata al pianeta Marte) del Novilunio, il quarto settenario (dell'Inverno) di Sospensioni di gravità (2006): 28 poesie e parti in prosa suddivise secondo le quattro fasi lunari e le energie dei 7 pianeti dell'astrologia antica.
Related Posts with Thumbnails