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venerdì 16 ottobre 2015

Scienza e LENR:
per gli scienziati svedesi siamo a una svolta!

95 : commenti
Versione italiana, autorizzata dal giornalista scientifico Mats Lewan, di Swedish scientists claim LENR explanation break-through, pubblicato il 15/10/2015 sul blog An Impossible Invention. Traduzione di Daniele Passerini.
***

Scienza e LENR:
per gli scienziati svedesi siamo a una svolta!

Rickard Lundin, photo: Torbjörn Lövgren, IRF.
In poche parole sarebbe non una nuova fisica, ma un poco noto effetto fisico che descrive l'interazione della materia con campi elettromagnetici — forze ponderomotrici di Miller — la chiave per spiegare il rilascio di energia e i cambiamenti isotopici che avvengono nelle LENR. Questo è ciò che Rickard Lundin e Hans Lidgren, due scienziati svedesi di alto profilo, affermano illustrando la loro teoria in un articolo intitolato Spallazione nucleare e cattura neutronica indotta da onde di forza ponderomotrici (qui l'articolo integrale) che verrà presentato Venerdì 16 ottobre in Francia, all'11° Workshop internazionale sulle anomalie nei metalli caricati con idrogeno, ospitato da Airbus a Tolosa.

L'idea di base
è che le forze ponderomotrici a frequenze di risonanza strappino dei neutroni a elementi come il deuterio e il litio, e che questi neutroni vengono poi catturati, per esempio, dal nichel, con conseguente rilascio di energia, come previsto dalle leggi fisiche già note.

Lundin e Lidgren hanno condotto con successo un breve esperimento e hanno verificato che i loro calcoli sono compatibili ai risultati ricavati da esperimenti LENR ben noti, come il Lugano report sull'E-Cat di Andrea Rossi. All'inizio del 2015 hanno anche depositato una domanda di brevetto che descrive il processo.

"Abbiamo fatto un esperimento per conto nostro, ma ci siamo fermati lì. Ci siamo resi conto di essere seduti su una sorgente di neutroni e questo non è qualcosa si dovrebbe fare in cantina," mi ha detto Rickard Lundin, professore di Fisica dello Spazio presso l'Istituto Svedese di Fisica dello Spazio (IRF) e membro della Reale Accademia Svedese delle Scienze (KVA)*.

Gli scienziati si stanno ora preparando per un esperimento ben pianificato con tutte le necessarie misure di sicurezza, preferibilmente con un reattore dal corpo trasparente in quanto l'effetto, secondo gli scienziati, rilascerebbe parecchia luce.

Le forze ponderomotrici derivano dalla parte elettrica dei campi elettromagnetici oscillanti, e agiscono su tutte le particelle, corpuscolari o plasmatiche. Sono tutte caratterizzate da un trasferimento di energia elettromagnetica e momento angolare a particelle cariche o non cariche. Una di loro, la forza di gradiente, funziona indipendentemente dal segno delle cariche.

All'inizio il fenomeno era stato pensato per descrivere la "pesantezza" della luce — la capacità della luce di avere una forza di "spinta" sulla materia. Ciò che Lundin e Lidgren hanno studiato e pubblicato nel 2010 è che il fenomeno ha una frequenza di risonanza, specifica per ogni particella o cluster di particelle, e che la forza aumenta vicino alla frequenza di risonanza, essendo repulsiva dal lato della bassa frequenza, ma attrattiva dall'altro.

"Tali forze non sono intuitivamente prevedibili, sono proprio un po' strane: fanno sì, per esempio, che corpi caldi attraggano materia," dice Lundin.

Hans Lidgren
Lidgren, Magister Scientiae in Ingegneria Fisica, e cofondatore della società di esplorazione petrolifera Rex International Holding, ha iniziato a indagare il fenomeno dopo avere scoperto strane caratteristiche nelle orbite dei satelliti, analizzando le rilevazioni dei satelliti altimetrici finalizzate a rilevare potenziali giacimenti di idrocarburi.

Sarebbe giusto aspettarsi che la luce del sole eserciti una forza di spinta sui satelliti, ma Lidgren scoprì il contrario. Dopo un esperimento con il pendolo nel vuoto, che mostrava lo stesso effetto, Lidgren e Lundin hanno pubblicato il loro documento "Sull'attrazione della materia per opera della forza ponderomotrice di Miller".

Lundin era un collega all'Accademia delle Scienze (KVA)* del compianto Prof. Sven Kullander, precedente capo del Comitato Energia della KVA. Il Prof. Kullander fu strettamente coinvolto nelle indagini svolte dai ricercatori svedesi sui dispositivi di Andrea Rossi. L'interesse di Lundin è iniziato con la pubblicazione del Lugano report.


"Quando ho visto il Lugano report e gli shift isotopici tutto è diventato così evidente," ha detto Lundin.

Ha spiegato che l'estrazione di neutroni dai nuclei di deuterio e/o litio richiede energia, e che il trucco è farlo nel modo più efficiente.

"Il nostro metodo è più accurato, poiché usa la minore quantità possibile di energia [attraverso la risonanza] per liberare neutroni. Altri, come Rossi stanno creando turbolenze attraverso onde quadre [nella corrente elettrica che alimenta le resistenze per il controllo della reazione — onde quadre contenenti un gran numero di armoniche e quindi molte frequenze differenti], e ottengono uno spettro d'onda turbolento col rischio che alcune frequenze diventino po' troppo alte," ha spigato Lundin.


Dopo questa intuizione, Lundin ha continuato a mantenere un basso profilo in quanto l'argomento è decisamente scottante, anche a causa di una situazione conflittuale creatasi all'interno dell'Accademia delle Scienze a partire da quando Kullander dichiarò apertamente il suo interesse per la tecnologia LENR e Rossi.

"Penso che chi è critico lo sia per paura, dovuta a quanto questa ricerca è stata molto stigmatizzata in passato. Se c'è qualcosa che gli scienziati temono è diventare dei paria. Ci vuole un sacco di coraggio per andare contro le interpretazioni più accreditate, ma penso di appartenere a quel genere di persone che hanno imparato a incassare le critiche," ha detto Lundin.

Lundin e Lidgren hanno presentato il loro articolo sia al sito web di prestampa "open" Arxiv.org sia alla rivista peer-reviewed "Plasma Physics and Controlled Fusion" (PPCF), ma entrambi hanno rifiutato persino che i loro revisori gli dessero uno sguardo, PPCF sostenendo "che il contenuto di l'articolo non rientra tra gli scopi della rivista ". Arxiv.org ha pure impedito a Lundin di presentare ulteriori articoli nei mesi di luglio e agosto.

"Ho dei precedenti abbastanza buoni molte pubblicazioni e questa è la prima volta che mi capita qualcosa del genere. È scortese non offrire una semplice revisione. Per me è importante ricevere commenti e critiche dai colleghi ricercatori che possono dire "questo non può essere corretto" al fine di migliorare l'articolo," ha detto Lundin.

Per quanto riguarda la giustificazione addotta da PPCF, Lundin ha commentato:

"La parola plasma è usata almeno 50 volte nel testo, ed è fondamentale per il processo di spallazione così come lo descriviamo. Tuttavia non si tratta della "fusione controllata" nel senso classico — fusione di due elementi/isotopi tramutati in un nuovo elemento (per esempio, deuterio + trizio --> elio + 1 neutrone). Ma di certo si può ancora descriverla come una fusione. Cattura neutrononica significa che un neutrone libero è fuso con un nucleo/elemento che viene così a essere trasmutato in un isotopo più pesante dello stesso elemento (per esempio 58Ni + 2n --> 60Ni + energia). Il problema è probabilmente il terrore che si è sviluppato nel corso degli anni nel maneggiare il termine fusione fredda (e LENR)."

È stata Elisabeth Rachlew, professore emerito e ricercatore della fusione calda e del plasma presso lo Swedish Royal Institute of Technology, e anche membro della KVA* e successore del Prof. Kullander a capo del Comitato Energia della KVA, che ha consigliato a Lundin e Lidgren a presentare l'articolo a PPCF. La Rachlew ha fatto anche una revisione dell'articolo.

"Pensavo che l'articolo fosse molto interessante, e sono rimasta stupita di vedere che non era nemmeno stato inviato ai revisori. PPCF avrebbe dovuto inviatre la sua risposta immediatamente, invece ci sono voluti mesi. Immagino che fossero angosciati," ha detto la Rachlew.

Il vantaggio della teoria
di Lundin e Lidgren, a parte il fatto che quadra con i dati sperimentali e le osservazioni, è che non c'è bisogno di superare la barriera di Coulomb — la forza repulsiva tra i nuclei di carica positiva nel concetto tradizionale di fusione, che è uno dei motivi per cui molti scienziati ritengono che la fusione fredda sia impossibile.

"Ho anche pensato così — non si può superare la barriera di Coulomb [a basse temperature]. E quindi fondere nuclei e protoni non funziona. Si può forse avviare un processo molto debole, ma non raggiungere un livello in cui si abbia un significativo rilascio di energia," ha detto Lundin.

I neutroni, che non hanno carica, possono essere facilmente catturati da un nucleo atomico senza questo problema. C'è anche qualche altra teorie LENR basata sui neutroni, ma ciò che questo modello aggiunge è una solida spiegazione della loro provenienza, che spesso manca in altri modelli.

"Il nostro modello descrive un processo piuttosto naturale. Costituisce probabilmente uno dei principali contributi al mantenimento di una temperatura elevata all'interno della Terra, dato che c'è alta pressione, alta temperatura e buona disponibilità di neutroni per produrre elementi [attraverso questo processo] con risorse fondamentalmente illimitate di deuterio," ha detto Lundin.

Nelle conclusioni del report, gli autori scrivono:

"Questo report dimostra, teoricamente e sperimentalmente, che la produzione di energia nucleare può essere alloggiata in reattori piuttosto piccoli, che operano a temperature modeste (≈900-2000° C), e produrre potenza sostenibile nell'ordine di 1-10 kW – con un minimo consumo di combustibile (pochi grammi all'anno). (...) La magnitudine della potenza in uscita, erogata da una minuscola quantità di combustibile, dimostra che si tratta di un processo nucleare con grandi potenzialità. Correttamente utilizzato il processo potrebbe diventare una fonte di energia illimitata e sostenibile, producendo essenzialmente rifiuti con radioattività di breve durata."


E nei ringraziamenti:

"(...) Siamo particolarmente grati al Prof. Sven Kullander, che ha promosso l'idea che avvenisse un processo nucleare nel cosiddetto "esperimento Rossi", fino al momento amaro della sua morte (2014). Il diligente lavoro svolto dal Prof. Kullander dentro la Commissione per l'Energia presso l'Accademia Reale delle Scienze, e il suo apporto all' "esperimento Rossi", è stato determinate per questo lavoro."

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Post scriptum. La persona che per prima
mi ha parlato di questa ricerca è stato un altro membro dell'Accademia delle Scienze*, membro dell'Accademia Reale Svedese delle Scienze Ingegneristiche (IVA) ed ex vicepresidente della ricerca e sviluppo per la multinazionale svedese-svizzera ABB, società che si occupa di energia, robotica e automazione, il Prof. Harry Frank — giusto per dare un'idea del livello l'interesse raggiunto dalle LENR in Svezia, mentre gli editori scientifici della radio nazionale svedese, SR, e alcuni scienziati insistono brutalmente a sostenere che è tutto un imbroglio, o almeno che nulla è mai accaduto in questo campo, e che nulla probabilmente mai accadrà. SR è stato anche premiato per questo.

 
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* I Comitati dell'Accademia delle Scienze, KVA, agiscono come Consigli di selezione per i Premi Nobel per la Fisica e Chimica.

sabato 21 settembre 2013

Certi scettici sono sempre uguali...

125 : commenti

Un articolo di Scientific American di quasi 109 anni fa, segnalatoci ieri da Pietro F. nella sua versione originale in inglese, citato da wikipedia nella ricostruzione della grande invenzione dei fratelli Wrights, per ribadire ancora una volta come certi scettici sono sempre uguali e certe dinamiche si ripetono inesorabilmente, tanto nella storia della scienza quanto nella psiche delle persone. Buon weekend a tutti.

***

Scientific American

Vol. XCIV
No. 2
13 gennaio 1905
Page 40 

L'aeroplano Wright e le sue fantomatiche performance

Un giornale automobilistico di Parigi ha recentemente pubblicato una lettera spedita dai fratelli Wright al capitano Ferber dell'Esercito Francese, contenente dichiarazioni che hanno certamente bisogno di un po' di conferme pubbliche da parte dei fratelli Wright. Nella lettera in questione si è affermato che il 26 settembre, l'aereo a motore Wright ha coperto una distanza di 17,961 km in 18 minuti e 9 secondi e che avrebbe proseguito ancora se non fosse stato fermato dalla mancanza di benzina. Il 29 settembre una distanza di 19,57 km è stata coperta in 19 minuti e 55 secondi, anche questa volta fino a esaurimento della benzina. Il 30 settembre la macchina ha percorso 16 chilometri in 17 minuti e 15 secondi, questa volta un cuscinetto surriscaldato ha impedito ulteriori notevoli progressi. Poi sono arrivati alcuni record strabilianti. Eccoli:
  • 3 ottobre: 24,535 km in 25 minuti e 5 secondi (arresto causato da cuscinetto surriscaldato).
  • 4 ottobre: 33,456 km in 33 minuti e 17 secondi (arresto causato da cuscinetto surriscaldato).
  • 5 ottobre: 38,956 km in 33 minuti e 3 secondi (arresto causato da esaurimento benzina).
Sembra che questi presunti esperimenti siano stati effettuati a Dayton, Ohio, una città abbastanza grande, e che i giornali degli Stati Uniti, notoriamente attenti, si siano lasciati sfuggire queste performance sensazionali. Se si considera che Langley non è mai riuscito a fare volare la sua macchina con uomo a bordo, che il modello sperimentale di Langley non ha mai volato per più di un miglio, mentre quel misterioso aereo dei Wright avrebbe coperto una distanza stimata 38 km al ritmo di un chilometro al minuto, abbiamo il diritto di esigere ulteriori informazioni prima di dare credito a siffatti resoconti francesi. Purtroppo, i fratelli Wright sono poco disponibili a pubblicare qualsivoglia spiegazione o fare dimostrazioni pubbliche, per motivi chiari solo a loro! Se tali esperimenti sensazionali e tremendamente importanti sono stati condotti in una zona non molto remota del paese, su una questione sulla quale quasi tutti provano il più profondo interesse, è possibile credere che gli intraprendenti giornalisti americani che - si sa - scendono dal camino quando gli si chiude la porta in faccia - anche se devono scalare quindici piani di grattacielo per farlo - non avrebbe accertato tutto al riguardo e diffuso la notizia già da tempo? E perché soprattutto, come viene inoltre affermato, i Wright dovrebbero desiderare di vendere la loro invenzione al governo francese per una milionata di franchi. Sicuramente il loro governo è il primo a cui dovrebbero rivolgersi.

Noi certamente vogliamo fare più luce sull'argomento.

22passi.blogspot.com: post n. 2188 (-34)

venerdì 30 marzo 2012

La coerenza degli eccitoni

21 : commenti
Enrico Billi, mi ha segnalato cortesemente ieri notte un articolo "peer-reviewed" dove si parla della scoperta di un "nuovo" stato coerente della materia a bassa temperatura, in cui le coppie elettrone-lacuna (eccitoni) sembrano diventare fortemente correlate. Vi lascio la mia traduzione in italiano e il link all'articolo originale in inglese. Oggi mi sono ritrovato un pomeriggio libero tutto per me e ho scelto di utilizzarlo così.
Certo, queste evidenze sperimentali potrebbero fare la fine dei neutrini super-luminari di Antonio Ereditato, ma forse no. E allora un giorno magari si dirà che il buon Giuliano Preparata (1942-2000) ci aveva visto giusto, quando i tempi non erano ancora maturi per queste nuove teorie.

I fisici trovano modelli in un nuovo stato della materia

(PhysOrg.com) - I fisici dell'Università della California - San Diego hanno scoperto modelli che stanno alla base delle proprietà di un nuovo stato della materia.


Nella foto accanto, eccitoni auto-organizzati in un insieme ordinato che assomiglia a una collana di perle in miniatura.

In un articolo pubblicato nel numero del 29 marzo della rivista Nature, gli scienziati descrivono l'emergere di "coerenza spontanea", "strutture di spin" e "singolarità di fase" quando gli eccitoni -- coppie di elettroni e lacune ("holes") interagenti che determinano le proprietà ottiche dei semiconduttori e consentono loro di funzionare come nuovi dispositivi optoelettronici -- vengono raffreddati quasi allo zero assoluto. Questo raffreddamento porta alla produzione spontanea di un nuovo stato della materia coerente, che i fisici sono stati finalmente in grado di misurare in modo molto dettagliato nel loro laboratorio sotterraneo alla UC San Diego, a una temperatura appena un decimo di grado sopra lo zero assoluto.

La scoperta dei fenomeni che stanno alla base della formazione della coerenza spontanea degli eccitoni, produrrà senz'altro una migliore comprensione scientifica di questo nuovo stato della materia. Apre la strada inoltre verso nuovi "insight" sulle bizzarre proprietà quantistiche della materia e, col tempo, porterà allo sviluppo di nuovi dispositivi informatici e altre applicazioni commerciali nel campo della optoelettronica, dove la comprensione delle proprietà fondamentali della luce e della materia è necessaria.

Il gruppo di ricerca (http://www-physics.ucsd.edu/~lvbutov) è stato guidato da Leonid Butov, un professore di fisica presso la UC San Diego, che nel 2002 ha scoperto che gli eccitoni, a temperatura sufficientemente bassa, tendono ad auto-organizzarsi in un insieme ordinato di goccioline microscopiche, come una collana di perle in miniatura.


Usando un avanzatissimo sistema di refrigerazione, i fisici della UC San Diego sono stati in grado di raggiungere temperature dieci volte più fredde di quello raggiunte in precedenza, consentendo loro di misurare con un interferometro la coerenza e la rotazione di ogni perla o sferula all'interno di questa collana.

Ciò che hanno scoperto è che lo spin della particella eccitonica non è omogeneo nello spazio, ma forma modelli intorno a queste  sferule, che essi chiamano "strutture di spin". Hanno inoltre scoperto che un modello di coerenza spontanea è correlata con un modello di polarizzazione di spin e con singolarità di fase nel gas eccitonico coerente.

"È stata una sorpresa vedere questo modello", ha detto Alex High, uno studente laureato e principale autore dell'articolo. "Ed è stato ancor più sorprendente che le misure di polarizzazione abbiano dimostrato che c'è una forte correlazione tra coerenza e polarizzazione".

"Stiamo lavorando sia sulla comprensione delle proprietà di base degli eccitoni sia sullo sviluppo della elaborazione del segnale eccitonico", ha detto Butov. "La fisica degli eccitoni è interessante di per sé. Inoltre, la comprensione delle proprietà fondamentali degli eccitoni è necessaria per costruire dispositivi basati su essi in futuro. "

I fisici hanno scoperto una correlazione tra la coerenza (a sinistra) e la polarizzazione di spin (a destra) degli eccitoni.
I fisici hanno creato gli eccitoni puntando un fascio laser su dei campioni raffreddati di Arseniuro di Gallio, lo stesso materiale semiconduttore utilizzato per realizzare transistor nei telefoni cellulari.

La luce provoca l'espulsione degli elettroni dagli orbitali atomici da loro normalmente occupati all'interno del materiale. E questo crea un elettrone
"libero" di carica negativa e una lacuna ("hole") di carica positiva.

La forza di attrazione elettrica mantiene questi due oggetti vicini, come un elettrone e protone in un atomo di idrogeno. Essa consente inoltre all'eccitone di esistere come una singola "particella" piuttosto che come un elettrone e una lacuna
non interagenti. Tuttavia, poiché l'elettrone e la lacuna rimangono nelle immediate vicinanze, a volte si annichiliscono l'un l'altro in un lampo di luce, in modo simile all'annichilimento di materia e antimateria.

Per controllare questo annichilimento, Butov e il suo gruppo hanno separato gli elettroni e le loro lacune in diverse nano-strutture chiamate pozzi quantici. Questo permette la creazione di eccitoni con un tempo di vita sufficiente, circa 50 nanosecondi nell'esperimento.

"Durante questo periodo, si raffreddano, formano condensati e dimostrano interessanti caratteristiche di spin", ha detto High. "Alla fine l'elettrone e la lacuna si ricombinano e la luce torna fuori".

Nei loro esperimenti, i fisici hanno inviato tale emissione attraverso un complesso insieme di specchi chiamato interferometro, che divide la luce in due diversi percorsi. Questo ha permesso loro di confrontare due regioni spazialmente separate dello stesso campione, mettendoli in grado di vedere negli eccitoni minuti dettagli di coerenza spontanea mai visti prima.

"Precedenti esperimenti richiedevano fibre ottiche per fare qualsiasi tipo di misure ottiche in un refrigeratore a diluizione", ha detto High. "Ma con questa apparecchiatura si può effettivamente fotografare gli eccitoni a temperature estremamente basse."

"Si tratta di una scoperta molto interessante," ha aggiunto. "C'è di mezzo una fisica molto promettente."

Fornito dalla University della California - San Diego (news: web)

mercoledì 27 luglio 2011

Mr. & Mrs. Compost

3 : commenti
Sì, lo riconosco... mi compiaccio di pescare canzoni nella bottiglia.
Quelle che riempiono i polmoni di un sentire, anche solo per un minuto. 
Buonanotte.


Autore del brano: Bibio.

Mr. & Mrs. Compost (2009)

Succulent, ready to be twisted off
The leaves are warm and the stones are hot
The distant houses seem to melt with the vast open glowing air
The almost steaming ragged wood of the oak trunks and the sweating walk
The ease of the wagging boughs
Layering wavering shadows

A story tells me that there is a couple there
Buried 'neath the twisted roots
Older than the tree itself
Older than the ruined farm
They lived there in the wooden days
When hands were tougher than a plough
And will was stronger than the rafters of a house

I also heard their dog is there
Their bones are tangled in that tree
Side by side and holding hands and that's the reason why
That tree is beautiful 


Il Sig. e la Sig.ra Compost
Squisite, pronte per essere strappate
Le foglie sono calde e le pietre scottano
Le case lontane sembrano fondersi con lo spazio aperto ampio e radioso
Il legno
dei tronchi di quercia che quasi fa vapore e il viale che trasuda
La tranquillità dei rami che si scuotono
Ombre che si sovrappongono e ondeggiano

Una storia mi dice che là c'è una coppia
Sepolta sotto le radici attorcigliate
Più vecchia dello stesso albero
Più vecchia della fattoria in rovina
Vivevano nei giorni di legno
Quando le mani erano più robuste di un aratro
E la volontà era più forte delle travi di una casa

Ho anche sentito che il loro cane è
Che le loro ossa sono aggrovigliate in quell'albero
Fianco a fianco e mano nella mano e questo è il motivo per cui
Quell'albero è bello

domenica 12 giugno 2011

Tra un paio d'anni...

26 : commenti
Prendiamoci una pausa dai referendum - che stanno andando benissimo - e facciamoci due risate con FreeEnergyTruth: questa sua vignetta va avanti nel tempo di un paio d'anni e profetizza che anche all'E-Cat di Andrea Rossi andrà benissimo, al punto che...


(1) RIGHT STICKMAN. Il reattore a fusione fredda/LENR di Rossi è stato convalidato da 500 università e sta già alimentando sei città - il mio reddito di scienziato della fusione calda è a rischio!

(2) LEFT STICKMAN. C'è solo una cosa che possiamo fare adesso.
RIGHT STICKMAN. Un'infinita campagna di disinformazione per attaccare la sua persona e demistificare il suo lavoro nei nostri forum su internet?

(3) LEFT STICKMAN. No. Sentire se gli servono assistenti di laboratorio.

P.S. Dedicata ai carissimi debunker Camillo Fanchini, (Mat)Tia (Rizzi), Italo Bianchi, Aldo65 ecc.

venerdì 29 aprile 2011

Fusione fredda contro LENR:
ideologie in competizione

62 : commenti
Una delle grosse sorprese che ho avuto a inizio anno, affacciandomi nel mondo e nella storia della fusione fredda, è che non esiste soltanto la guerra (fredda) tra scienza mainstream e fusionisti freddi

All'interno della galassia cold fusion esiste anche una sorta di "guerriglia" da parte dei sostenitori della fusione fredda D-D "classica" — che presuppone avvenga una fusione tra due automi di Deuterio (D) per formarne uno di Elio-4  (sul solco degli esperimenti di Fleischmann e Pons) — e i ricercatori impegnati nelle cosiddette LENR (reazioni nucleari a bassa energia).

Tra questi ultimi rientrano Rossi e Focardi, che hanno sempre evidenziato la loro distanza da Fleischmann e Pons, seppure con dei distinguo. Rossi dopo l'esperimento del 14 gennaio scorso a Bologna ha smesso di utilizzare il temine fusione fredda, anzi, ritengo probabile che ne proponga uno nuovo a ottobre, quando presenterà il suo modello teorico e l'impianto da 1 MW in Grecia. Focardi, anche nelle ultime interviste rilasciate, continua invece a parlare di una "fusione fredda" che funziona, rispetto alla "fusione fredda D-D" che non è in grado di produrre risultati nemmeno lontanamente paragonabili.

Della contrapposizione tra cold fusion D-D e LENR ci dà una colorita testimonianza questo articolo non recentissimo (ha ormai quasi 3 mesi) di Steven Krivit, prima penna del mitico New Energy times. Forse Steve esagera un po' nel dipingere un background fatto di intrighi e intimidazioni. O forse no. Fatto sta che la matassa è ingarbugliata, proprio come il proverbiale nodo gordiano: la speranza personale che nutro è che l'E-Cat sia la spada giusta per reciderlo di netto.

P.S. A scanso di equivoci: l'articolo esprime le opinioni di Steven Krivit, non di 22passi. Lo trovo interessante nella misura in cui documenta l'equilibrio - in autentico stile "divide et impera" - scombussolato dall'uscita allo scoperto di Rossi. Pensavo di essere già stato chiaro con le mie precedenti parole, leggendo alcuni commenti direi di no! ;-)

Nota aggiunta il 21/07/11. Dopo aver conosciuto personalmente Steven Krivit, averlo osservato in azione e visto il modo in cui costruisce ipotesi e articoli, devo ulteriormente ridimensionare l'opinione positiva che ne avevo in precedenza. Mi chiedo se le verità contenute in ciò che scrive non finiscano con l'affondare in un mare di paranoie, fraintendimenti e poca volontà di affrontarli e risolverli in modo costruttivo e non polemico. Sembrerebbe trattarsi di quel tipo di "giornalismo" ormai etichettato in Italia come "metodo Boffo". È una mia personale opinione e preferirei sbagliarmi piuttosto che avere ragione. Ma in definitiva concordo con tutti i dubbi espressi dal Premio Nobel Brian Josehphson in un articolo di tre anni fa che ho scoperto solo pochi giorni fa: What drives Steven Krivit?

Fusione fredda contro LENR:
ideologie in competizione


di Steven B. Krivit

[L'articolo è Copyleft 2011 New Energy Times.  
È concesso il permesso di riprodurlo integralmente purché non vengono apportate modifiche.] 
 
Traduzione dall'inglese a cura di Alex Passi e Daniele Passerini
autorizzata in esclusiva per 22passi.blogspot.com

domenica 24 aprile 2011

Una breve intervista con Andrea Rossi

46 : commenti
Riporto la trascrizione in italiano di un'intervista, contenuta in un un breve video, fatta l'11 Marzo scorso presso la sede di Ny Teknik in occasione della live chat (qui la prima parte e qui la seconda parte) tra l'ingegner Andrea Rossi e i lettori della rivista svedese.

Una breve intervista 
con Andrea Rossi
(inventore dell'E-Cat, 
Energy Catalyzer)

realizzata da Mats Lewan 
NyTeknik - 11 marzo 2011

Salve, oggi abbiamo ospitato una live chat con l'ingegnere italiano Andrea Rossi qui a Ny Teknik e ci piacerebbe proprio continuare con un paio di ultime domande. Abbiamo avuto uno straordinario afflusso di domande e non abbiamo potuto rispondere a tutte.

Caro Andrea Rossi, molte persone s'interessano della sicurezza dell'E-Cat, potrebbe dirci qualcosina sulla sicurezza, radiazioni e altre cose che potrebbero accadere, per esempio se scoppiasse un incendio dove c'è un energy catalyzer.

Sì, il modulo da 10 KW dell'energy catalyzer è assolutamente sicuro perché è fatto in modo che se si verificasse un incendio in casa, o qualsiasi cosa, cederebbe in modo da far uscire l'idrogeno [si tratta di quantità minime, non pericolose, ndr] e se l'idrogeno esce si arresta completamente qualsiasi tipo di reazione. E dobbiamo considerare che non usiamo materiali radioattivi e non lasciamo materiali radioattivi dopo il funzionamento dell'E-Cat. Inoltre abbiamo fatto tutte le misure di radiazione all'esterno dell'Ecat durante il funzionamento, e tutti gli esperti che hanno misurato le radiazioni fuori dall'E-Cat hanno constatato che non si ha alcuna variazione del normale fondo ambientale, di qualunque appartamento, che significa, in termini tecnici, massimo 0,2 uSv/h (microsievert all'ora) e questo è il massimo livello a cui siamo arrivati ed è il livello assolutamente consentito dalle autorità.

Okey, e ora molta gente è anche interessata ad applicazioni alternative per questa sorgente di energia. Si può mettere in veicoli come automobili, o treni o navi? Potrebbe dirci qualcosa al riguardo?

Stiamo già iniziando a lavorarci sopra. Penso che non ci vorrà molto tempo per applicare questa tecnologia a treni e navi. Per le auto la questione è molto più complessa, perché ci sono molte, molte, molte questioni che devono essere tenute ben presenti. Per navi e treni penso sarà questione di alcuni anni. Per le auto ci vorrà molto di più.

Okey, ancora un'ultima domanda. Rossi, quale è il suo collegamento con la Svezia, il suo rapporto con la Svezia come nazione.

Be', devo raccontare un aneddoto. Amo la Svezia perché mi ricorda che quando avevo 19 anni - ero un corridore fondista - ero solito allenarmi qui a Lidingö, in un centro atletico di Lidingö. Ho sempre amato la Svezia e stiamo cercando in Svezia un'industria in cui installare uno dei nostri impianti, senza far spendere all'industria nulla, solo fornirle l'energia che produciamo. E mi piacerebbe molto inaugurare presto, forse anche a Ottobre, un impianto da 1 MW qui in Svezia. Ci lavoreremo sopra.

Okey, grazie mille, è stato un onore averla qui con noi e grazie a tutti quelli che ci hanno seguito oggi in live chat e qui a Ny Teknik, arrivederci.

Grazie a lei.

mercoledì 6 aprile 2011

I fisici svedesi sull'E-Cat:
"È una reazione nucleare".

150 : commenti
Bologna, 29/03/11 - da destra l'ing. Rossi, i professori Kullander e Essén
Cresce nel mondo - nemo propheta in patria - la consapevolezza di quanto sia rivoluzionario  l'Energy Catalyzer (E-Cat) dell'ingegner Andrea Rossi. In attesa che l'Università di Bologna perfezioni e ufficializzi il contratto di ricerca (finanziato dall'inventore),  lo scorso 29 marzo gli scienziati Sven Kullander e Hanno Essén hanno partecipato al test di un E-Cat, nella versione (più piccola di quella vista in precedenza) che verrà utilizzata per allestire le unità da 1 MW, che saranno immesse sul mercato entro l'anno. Col nullaosta di Ny Teknik ho tradotto in anteprima assoluta per l'Italia due  articoli usciti stamattina (alle 7.30) sul sito di Ny Teknik e stampati sul settimanale tradizionale. L'articolo contiene il link per scaricare il report scientifico dettagliato della prova, compilato dai due accademici svedesi, che si conclude così: Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from the content of whatever in a 50 cm3 container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the energy production.

Ny Teknik ("Nuova Technologia") è un settimanale svedese che ospita notizie, dibattiti, annunci su tecnologia e ingegneria. Fondato nel 1967, è distribuito a ogni membro dell'Associazione Svedese dei laureati in ingegneria (fonte Wikipedia). Con 156.000 copie diffuse (fonte TS), 290.000 lettori (fonte Orvesto), 131.363 visitatori unici settimanali dichiarati dal sito http://www.nyteknik.se/, è la più importante rivista scandinava specializzata in tecnologia.

Mats Lewan, vive e lavora a Stoccolma. Giornalista scientifico, laureato in Fisica Ingegneristica presso lo Swedish Royal Institute of Technology, fa parte della redazione di Ny Teknik dal 2002 ed è reporter freelance di CNET Networks. Parla e scrive in svedese, inglese, italiano fluentemente (e in spagnolo e francese discretamente). È felicemente sposato con un'italiana.

Sven Kullander è professore emerito dell'Università di Uppsala nonché presidente del Comitato dell'Energia presso l'Accademia Nazionale delle Scienze. Hanno Essén è professore associato di fisica teorica e docente presso il Royal Institute of Technology svedese, nonché presidente membro del consiglio [presidente fino al 02/04/11, ndr] della Skeptics Society svedese, in altre parole l'equivalente del CICAP in Italia.

I fisici svedesi sull'E-Cat:
"È una reazione nucleare"

traduzione di Daniele Passerini dell'articolo di Mats Lewan 
Swedish physicists on the E-cat: “It’s a nuclear reaction”
pubblicato in inglese (qui) e svedese (qui) oggi su Ny Teknik
(foto di Giuseppe Levi)

In un report dettagliato, due fisici svedesi escludono che reazioni chimiche possano essere la fonte di energia dell'Energy Catalyzer italiano. I due fisici hanno partecipato di recente a un nuovo test del dispositivo effettuato a Bologna.

Bologna, 29/03/11 - tre E-Cat "small" nudi accanto a quello utilizzato nel test
"In qualche modo un nuovo tipo di fisica sta succedendo. È un enigma, ma probabilmente non sono coinvolte nuove leggi della natura. Noi crediamo che sia possibile spiegare il processo con le leggi della natura che sono note," ha detto Hanno Essén, professore associato di fisica teorica e docente presso il Royal Institute of Technology svedese e presidente membro del consiglio [presidente fino al 02/04/11, ndr]della Skeptics Society svedese.

Essén e Sven Kullander, professore emerito presso l'Università di Uppsala nonché presidente della Commissione Energia dell'Accademia Reale Svedese, il 29 marzo hanno partecipato a Bologna, come osservatori, a una nuova prova del cosiddetto Energy Catalyzer, che potrebbe basarsi su un fenomeno di fusione fredda o di LENR (Low Energy Nuclear Reaction), cioè reazione nucleare a bassa energia.

lunedì 21 marzo 2011

Altre 36 risposte di Rossi ai lettori di Ny Teknik

24 : commenti
Direttamente da Ny Teknik - rivista di scienze e tecnologia svedese che vanta 300.000 lettori - ecco qui la mia traduzione dell'ultimo pezzo di Mats Lewan sull'ingegner Andrea Rossi: la seconda parte della domande-risposta scambiate in chat tra l'inventore dell'E-Cat e i lettori della rivista (la prima parte la trovate qui).


Ed ecco altre 36 domande - con le risposte di Rossi

Non c'era abbastanza tempo quando l'ingegnere italiano Andrea Rossi ha incontrato, la settimana scorsa, i lettori di Ny Teknik in una chat dal vivo sul suo 'energy catalyzer'. Perciò gli abbiamo spedito altre 36 domande dei lettori - ed ecco qui le risposte.

(traduzione in italiano di Daniele Passerini - english version here)

L'interesse mostrato dai lettori di Ny Teknik nel porre domande all'ingegner Rossi è stato enorme. Venerdì scorso abbiamo pubblicato tutte le domande a cui Rossi ha risposto immediatamente durante lachat dal vivo , insieme a un video con ulteriori domande.
 
Ora abbiamo riletto tutte le domande fatte prima e durante la chat, e con queste 36 nuove domande che abbiamo selezionato, crediamo di aver coperto quasi tutte le questioni.
 
Se mancasse ancora alcuna risposta, si prega di inviare una email a Mats Lewan.
 
Ecco qui le risposte di Rossi alle 36 domande:
 

1) Mats Johnson. Quando e come il funzionamento della macchina sarà reso di dominio pubblico perun esame scientifico?

Consegneremo il nostro impianto da 1 MW entro ottobre. Il cliente pagherà se i patti saranno stati rispettati. Inoltre, continueremo il test dei moduli con l'Università di Bologna, come ricerca e sviluppo. Ma a questo punto l'esame verrà fatto dai Clienti.
 

2) Carl-Axel. È possibile eseguire una dimostrazione al KTH [ndr. il Royal Institute of Technologies svedese]?

Ci stiamo pensando.

3) Göran Ericsson. Accetterebbe di sottoporre il Suo reattore a un controllo realmente indipendente - per esempio presentando una unità sigillata (per proteggere la Sua invenzione per quel che riguarda l'interno) salvo le connessioni per ingresso e uscita di acqua e idrogeno - a un team di fisici e ingegneriper misurare liberamente tutti  parametri fisici in gioco per un lungo periodo di tempo?

Lo stiamo già facendo con l'Università di Bologna.

4) Anonimo. Chi è il Prof. George Kelly (Università del New Hampshire, USA) che è sulla vostra board of advisors? (l'università sembra non conoscerlo).

Non lo conosco bene. L'ho incontrato dieci anni fa quando ho fatto un test con un apparato a effetto Seebeck alla UNH. Chiunque può entrare nel
board of advisors del Journal Of Nuclear Physics, basta che sia disposto a fare gratis (il Journal non paga nessuno, si basa solo su lavoro volontario e gratuito) una peer review. Ognuno è libero di entrare e uscire quando vuole. È necessario essere un docente universitario in materie scientifiche. Il prof. Kelly è specializzato in Ingegneria Ambientale, se ricordo bene.

5) Peter Ekström. Nella fusione protone + Ni-58 si crea parecchia radiazione dal Cu-59. Infatti il Cu-59 decade con una emivita di 82 secondi (decadimento beta+). Nell'articolo di Focardi e Rossi si afferma che: "Nessuna radioattività è stata trovata nemmeno nel nichel che resta inutilizzato nel processo". Considerando la l'altissima instabilità del Cu-59 che si produce, è sorprendente che non rilevate radiazioni. Anche dieci emivite dopo la fine di una reazione la radiazione dovrebbeessere dell'ordine di 1013 Bq, che non solo sarebbe facilmente misurabile (con un rilevatore abbastanza distante dalla sorgente) ma anche mortale per tutti i presenti in sala! (Come lo spiega?)

Nessuna radioattività è stata trovata nei metalli residui, è vero, ma il giorno dopo lo spegnimento della macchina. In ogni caso Lei ha ragione, se dal Ni-58 si formasse
Cu-59 dovremmo avere le coppie di 511 keV a 180 ° e invece non le abbiamo mai trovate, mentre abbiamo trovato keV da 100 a 300 keV. Penso che non venga prodotto Cu-59, ma soltanto Cu stabile - suppongo -  dalla trasmutazione degli isotopi Ni-62 e Ni-64. Lo desumo da ciò che troviamo dopo le reazioni. La Sua osservazione è corretta. 

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