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Visualizzazione post con etichetta Eluana libera di tornare a Dio. Mostra tutti i post
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domenica 5 aprile 2009

Quando finirà il tempo della polarizzazione?

0 : commenti
Approfitto di questo weekend forzatamente casalingo per spulciare tra le bozze di post belli pronti, che poi, per mancanza di tempo e un po' di distrazione, mi sono dimenticato di pubblicare. Quella che segue ad esempio era una riflessione su quanto avevo osservato accadere attorno alla vicenda di Eluana...

In Italia la polarizzazione politica in due soli schieramenti si è rivelata un fallimento: e non dico rispetto alla capacità di una delle due coalizioni di governare, quanto rispetto alla polarizzazione della società civile e alla mortificazione dell'attitudine al dialogo tra idee, culture, tradizioni differenti. Lo scempio mediatico consumato attorno a Eluana ne è stato forse l'esempio più crudele. Il fatto che molte voci siano uscite fuori dal coro dei loro raggruppamenti politici, avrebbe dovuto spingere a meditare sulla complessità della questione e a maggior ragione a riservarla al silenzio delle coscienze, rispettando le decisioni degli organi giudiziari chiamati a dirimerla. Invece no, il messaggio dato alla gente è stato: devi schierarti, o con noi o contro di noi. Chiaramente, in una situazione dove una scelta veniva rimandata da 17 lunghissimi anni, alla fine ciascuno in cuor suo non poteva più non prendere una posizione; il distinguo diventava dunque il modo, il perché, e soprattutto la capacità di comunicare ognuno i propri convincimenti, in maniera civile e senza demagogia, razionalmente e senza toni propagandistici. Ritengo che gran parte delle persone si sia invece schierata, a destra e a sinistra, più emotivamente e per un "obbedisco" politico che per effetto di una seria riflessione. Una precisazione. Sia a destra che a sinistra ci sono frange estreme, tra i primi c'è stato chi ha minacciato di morte il padre di Eluana (occhio per occhio?!), tra i secondi chi, inopportunamente, ha conteso al nostro Presidente del Consiglio la coppa della battuta più infelice e inopportuna. In ogni caso ho osservato che il Governo tendeva troppo spesso a far proprio il tono e gli argomenti delle frange estreme che lo appoggiavano, mentre i portavoce dell'opposizione in generale mi sono sembrati mantenersi su toni più pacati. Provo a elencare, generalizzando, le principali dicotomie di DX o SX, su cui i due fronti si sono divisi. Naturalmente DX o SX sono solo "etichette": credo sempre meno nella loro aderenza ai tempi presenti.
DX: "staccare la spina" è un omicidio, di conseguenza se c'è un omicidio c'è un assassino, per estensione chiunque non si oppone è un complice; SX: in questo caso "staccare la spina è un atto pietoso, Eluana è "clinicamente morta" da anni, mantenerla artificialmente in vita è un crudele accanimento terapeutico. 
DX: non è accanimento terapeutico, per definizione, perché Eluana è mantenuta in vita da alimenti non da terapie; SX: non è vero, Eluana riceve anche una terapia farmacologica ed è quella in primis a mantenerla in uno stato vegetativo. 
DX: lo Stato ha il dovere di impedire un assassinio e il fine giustifica anche qualche forzatura alla Carta Costituzionale; SX: i familiari più di chiunque altro hanno il diritto di scegliere cosa sia meglio per un loro parente in coma. 
DX: una sentenza della magistratura che va contro i valori in cui crediamo va contestata; SX: una sentenza in ultimo grado della magistratura va rispettata, su ciò si basa la civile convivenza. 
DX: non è vero che Eluana avrebbe scelto di porre fine a questa sofferenza, ogni minuto di vita va difeso; SX: se Eluana fosse stata in grado di scegliere avrebbe posto fine al suo calvario, il tribunale ha giudicato esaustive le prove portate al riguardo.

Potrei continuare a lungo. Quello che però mi ha sconcertato di più in questa vicenda è stato il tono dei cattolici oltranzisti scesi in piazza "per Eluana". Credo in Dio, nell'immortalità e nella trascendenza dell'anima, per questo sono convinto che quando la morte chiama ha poco senso opporvisi con apparecchiature mediche o terapie devastanti. La vita è il valore supremo, questo non si discute, ma l'attaccamento morboso alla vita è un falso valore. Non ho paura di morire, perché credo in Dio: se venissi colpito da un male incurabile, l'unico motivo per cui cercherei di curarmi è per non lasciare anzitempo mia figlia, altrimenti accetterei serenamente di tornare nel Luogo da cui sono partito. Amo immensamente la vita, ma io sono la mia anima, non sono semplicemente questa vita e basta. Sono convinto che fosse la tecnologia a mantenere in vita Eluana, perché senza la scienza medica Dio l'avrebbe ripresa in Cielo da tempo. Per questo sono stato sconvolto dalle dichiarazioni dei cattolici integralisti. Ragionavano come se fosse la volontà di Dio a mantenere Eluana in stato vegetativo, mentre una volta morta doveva senz'altro esserci dietro un complotto, magari un avvelenamento. Intelligenza significa capacità di dialogo, capacita di comprendersi. Non riesco a pormi di fronte alle situazioni polarizzanti diversamente da un marziano che osservasse questo strambo pianeta: sia a DX che a SX ci sono persone che hanno più a cuore il loro tornaconto che l'interesse dell'Italia; nella DX predomina però il sentimento della paura, l'attacco contro ciò che non si capisce e l'intolleranza di ciò che è diverso da noi. Ahimè, l'attitudine al dialogo e alla mediazione non è mai stato il punto di forza, per essere eufemistici, del pensiero neoliberista. Ma quanto è migliore della DX oggi la SX? Confusa, rassegnata, litigiosa com'è, può ancora dirsi propugnatrice di diritti umani, di aderenza alla realtà dei fatti, di valori in cui credere? Penso che le persone di buona volontà, dotate di buon senso e di genuino amore per il loro prossimo, dovrebbero gettare alle ortiche le vecchie appartenenze politiche, le loro identificazioni con personaggi e autorità più o meno carismatiche. Dal basso, dai quartieri, dai posti di lavoro, toccherebbe provare a ricostruire coesione sociale e solidarietà. Basterebbe spegnere tutti i televisori e la maggior parte degli incitamenti alle divisioni e all'odio di una parte verso l'altra di colpo svanirebbero nel nulla. Possibile che così pochi si avvedano quanto siamo scientemente manipolati dai mass media, plasmati a trasformarci in galli da combattimento l'un contro l'altro armati?

giovedì 12 febbraio 2009

Intervento in Senato del Sen. Umberto Veronesi

5 : commenti
Signor Presidente, cari colleghi, in questi mesi, come è mia abitudine, ho molto ascoltato. Ma oggi mi sento moralmente in dovere di prendere la parola. Vi parlo per ciò che sono io, per quello che rappresento per i cittadini: un medico, un uomo di scienza che, per più di cinquant'anni, è stato vicino ai malati di cancro (che ha aiutato a guarire e a vivere a lungo, molto a lungo), ma vicino anche alla sofferenza, al dolore, alla morte.
Per questo da molti anni ho lanciato il movimento per il testamento biologico e, su questo argomento, ho scritto quattro libri (non uno, ma quattro libri), per un totale di 2.000 pagine. Perché il tema è complesso, è difficile, è delicato. Per questo sono sconvolto oggi. Sono sconvolto dalla singolare, direi assurda, procedura cui stiamo assistendo. Una legge dello Stato, che riguarda la libertà individuale [applausi dai Gruppi PD e IdV], verrebbe sbrigativamente approvata sull'onda delle emozioni sollevate da un caso mediatico. Perché questo è il caso di Eluana: un caso mediatico, perché non ha nulla di diverso, dal punto di vista scientifico e umano, da altre centinaia di casi di coma vegetativo permanente nel nostro Paese, di cui nessuno si occupa. Dietro a una legge emanata per Eluana non ci sarebbe, dunque, né logica, né razionalità, ma essenzialmente un'onda emotiva, che per sua natura è passeggera e, soprattutto, è una cattiva consigliera. Non c'è dubbio che il caso di Eluana sia stato accompagnato da una pessima informazione [applausi dai Gruppi PD e IdV]. Ma questo non è un alibi per evitare di affrontare lucidamente il problema. Si tratta di un problema di civiltà, che riguarda l'invasione della tecnologia medica nella vita umana. Mi trovo d'accordo con il filosofo cattolico, cattolicissimo, Giovanni Reale, quando vede nel caso di Eluana ‑ sono sue parole ‑ un abuso da parte di una civiltà tecnologica che vuole sostituirsi alla natura. Quando avverte che si è perduta la saggezza della giusta misura e la Chiesa e il Governo sono vittime di questo paradigma dominante, che vorrebbe tenere in vita Eluana contro la natura e, infine, quando cita Papa Wojtyla, che, rispondendo ai medici che gli offrivano di continuare a curarlo, disse: «Lasciatemi tornare alla casa del Padre». Vedete, mantenere insieme un complesso di organi e cellule in una vita artificiale è un atto contro natura: tecnologicamente oggi la medicina è in grado di mantenere in stato vegetativo un corpo senza attività cerebrali quasi all'infinito, ma il fatto che lo si possa fare tecnicamente non significa che lo si debba fare eticamente. Penso sia una mostruosità, e come me la pensano migliaia e migliaia di cittadini, terrorizzati dalla prevaricazione violenta della medicina tecnologica nella propria vita. Lo dico da uomo di scienza: la tecnologia non ha limiti in sé, e se noi, la società e le sue istituzioni non ci impegniamo a tracciare questi limiti rispetto alla vita dell'uomo, chi mai lo potrà fare? Conosco bene la normativa italiana sul diritto di cura, perché ogni giorno la applico e la vivo insieme ai miei medici e ai miei malati: la nostra legge garantisce la possibilità di rifiutare ogni trattamento, anche di semplice sostegno, come le trasfusioni di sangue e la nutrizione artificiale; abolire questo diritto sarebbe un atto molto grave, che minaccia alle radici il principio di libertà individuale, base irrinunciabile delle democrazie moderne. Voglio pertanto fare un appello alla ragione e alla coscienza di tutti noi e di tutti voi, in quanto membri del Senato, vale a dire di questa Camera alta, di questa istituzione a cui la gente guarda come un punto fermo nella confusione dei momenti di crisi: il nostro ruolo è di analizzare le situazioni più difficili con lucidità e saggezza e dare pareri obiettivi e lungimiranti. Ecco, credo sia nostro dovere, come senatori, guardare più in là dell'oggi e anche del domani e pensare anche alle conseguenze future delle nostre decisioni. Vi chiedo, dunque, di fermarvi, di riflettere, di meditare e di non votare una legge in palese contrasto con i diritti garantiti dalla Costituzione e, soprattutto, una legge in conflitto con se stessa. Il movimento sul testamento biologico, infatti, è nato solo ed esclusivamente - lo sottolineo - per garantire ai cittadini di poter rifiutare quella condizione assurda ed inumana di una vita artificiale, che può protrarsi per decenni, priva di coscienza e di attività cerebrale. Bene, al contrario, questo provvedimento imporrebbe a tutti, per legge, proprio questa fine terribile e innaturale.
(10/02/2009)

mercoledì 11 febbraio 2009

Perché un fiore sull’abisso non ha vertigini

2 : commenti
Poesia inoltrata via email da un'amica. Trovo che dopo tante parole di troppo siano semplicemente le parole giuste.



***

Dicono che eri
una rondine,
un piccolo picchio,
un pettirosso,
innamorata del sole.
Sono gli uccelli
le più liete creature del mondo,
le più degne della libertà.
Un lampo ti disfece,
sgraziandoti
in un sonno senza sogni.
Abbi
pietà di noi.
Per chi crede.
Per chi non crede.
Per chi non sa.
Abbi pietà
per chi specula
sulla tua
piccola
vita
con la lente
del disonore.
Onora il padre
tuo
con la forza della sua lacrima
sola
che ti aspettò per sempre
senza essiccarsi mai al sole.
Perdonaci
se la purezza del tuo pianto
è offuscata
dai nostri sguardi.
Insegnaci
la castità del dolore,
che tace.
Abbi pietà di noi
se la nostra pietà di te
ebbe due volti,
quando ti diede l’acqua
e quando te la tolse.
Tu sei
in terra di mezzo,
morta la nostra miseria,
viva alla tua pietà.
Noi non sappiamo.
Siamo vegetali fra mondi
che ignoriamo.
Abbiamo occhi mediocri,
foderati di bandiere.
Solo chi ama
accanto,
forse una favilla vede.
Portiamo la pena
di chi non sa
del tuo pianto:
perdonaci per loro.
Abbraccia il padre,
che non meritò la pena
di pagare
con l’ingiuria il suo dolore.
Morta da rondine,
divenisti fiore.
Stringiti al padre.
Uscisti
dal tempo e lui,
per starti accanto,
entrò nel tuo.
Perché fossi non più
fiore,
ma stella.
Tutto il cielo è stellato
se un’anima lo vede.
Uscisti
dal tempo
per entrare nella lacrima
del padre
che ti prese per mano.
Accompagnandoti sul ciglio
del tuo nome
alto,
come un fiore
come un goccio di rugiada
aperto al vento.
Perché Dio ha un abisso
che non svela.
E perché un fiore
sull’abisso
non ha vertigini
se un tremito lo scuote
alla prova del passo,
quando
un sole
lo aspira
piano
e ricorda la sua goccia al pettirosso.

10/02/1009 - "Eluana" di Giuseppe Limone 

Coincidenze significative

2 : commenti
Notavo ieri che Eluana Englaro è tornata al Cielo il 9/2/2009: la somma di queste cifre fa 22, un numero maestro (multiplo di 11) molto particolare: 22 sono le lettere dell’alfabeto ebraico, gli arcani maggiori dei Tarocchi, i libri dell’Antico Testamento secondo la tradizione esoterica (*), per Isidoro di Siviglia (560-636) sono 22 le cose generate da Dio nei sei giorni della Creazione: materia informe, angeli, luce, cieli superiori, terra, acqua, aria (1° giorno); firmamento (2° giorno); mari, semenze, erbe, alberi (3° giorno); Sole, Luna, stelle (4° giorno); pesci, rettili acquatici, uccelli (5° giorno); animali selvatici, animali domestici, rettili terrestri e uomo (6° giorno). Si dice che Dio usò le 22 lettere dell'alfabeto ebraico per creare tutto ciò che esiste, pertanto che il 22 celi il segreto della creazione dell’Universo.

Noto ora che ieri era anche giorno di Luna piena, e che il nostro satellite era appena entrato nel segno del Cancro, conosciuto in astrologia come una delle due Porte del Cielo. Scrive Onorio di Autun (1080-1154) nel Sigillum beatae Virginis Marie: "I filosofi ponevano a dogma inoltre che due fossero le porte del cielo, l’una nel segno del cancro donde le anime uscivano e l’altra nel segno del capricorno, attraverso la quale tornavano..." (**)

Tenere in vita qualcuno per mero accanimento terapeutico è contro natura, un atto di hýbris quanto uccidere. Rispetto a Eluana ieri è stato ristabilito il giusto ordine delle leggi cosmiche: le coincidenze che ho evidenziato ne sono probabilmente un segno.

(*) La tradizionale divisione ebraica è in 24 libri, Flavio Giuseppe (37-100) unendo i libri di Ruth e de I Giudici e le Lamentazioni con Geremia ne otteneva 22. 
(**) Da Mistici medievali, Vol. 1, a cura di Elémire Zolla, Rizzoli, Milano 1978

Acrostico

0 : commenti
È Libera, 
Un Angelo Nient'Altro.
È Nuovamente Giovane Lassù, 
A Rinascere Ora.
Eluana Englaro (1970-2009)....

martedì 10 febbraio 2009

Lettera di Dacia Maraini a Beppino Englaro

2 : commenti
...venne una man dal cielo, e in più spirabil aere pietosa la trasportò.


Proprio mentre le giuste parole della lettera che segue ieri andavano in onda, Eluana veniva liberata dal filo che la legava al corpo terreno e poteva finalmente fare ritorno alla sua Casa celeste. E molto prima di quanto i medici si attendessero. Per me è un segno inequivocabile...

(dal TG1 delle 20 del 9/2/2009)
Caro Englaro, fino a ieri mi chiedevo perché non mostrasse una foto, anche una sola foto di sua figlia come è oggi. Sono sicura che la gente capirebbe meglio. A costo di perdere in credibilità, lei evita di rendere pubblica un’immagine dolorosa e infelice di sua figlia. Lei avrebbe potuto mostrare quel corpo, e non l’ha fatto. Avrebbe potuto portare all’estero la figlia amata, e non l’ha fatto. Avrebbe potuto acconsentire alla pratica comune in tutti i nostri ospedali dove i parenti, in accordo con i medici, lasciano che i loro cari ormai perduti sino sepolti in pace, ma non l’ha fatto. E questo garantisce della sua buona fede. Eppure c’è chi in prepotenza vuole decidere per gli altri in base a principi astratti, ed è pronto a denigrarla e falsificare la realtà per affermare le proprie idee. Per questo lei oggi viene perseguitato e accusato della peggiore delle ignominie: quella di voler assassinare sua figlia. Chiunque a questo punto si sarebbe arreso, lei no. Anzi decide con più fermezza di agire secondo giustizia e secondo pietà. Di questo la ringrazio, perché la sua risolutezza costituisce un esempio di grande civiltà e coerenza. Mi auguro che dopo questo caso la scelta di una morte dignitosa sarà considerato un diritto e non un colpo del boia, qualcosa che le persone disperate possano desiderare per i loro cari, quando non c’è più niente da fare per riportarle al mondo. (Dacia Maraini)

lunedì 9 febbraio 2009

Senza parole

0 : commenti
9/2/2009 = 9 + 2 + 2 + 9 = 22

Arrivederci Eluana

7 : commenti
Arrivederci Eluana, bentornata a Casa.
Grazie Dio. 
 
E ora taccino le polemiche e si preghi in silenzio. 
Per favore.

Anche il Presidente del Friuli
dalla parte degli Englaro

2 : commenti
Il caso Eluana Englaro è emblematico di quanto taluni usino la loro autorità - politica o religiosa - per mettere le persone le une contro le altre. Ci sono questioni su cui è impossibile essere tutti d'accordo, ragion per cui, da qualche millennio, sono stati creati tribunali, giudici, organi super partes per prendere una decisione. La democrazia e il concetto stesso di società civile si basano sul rispetto di tali decisioni, da parte dei cittadini e - purtroppo non è superfluo sottolinearlo - da parte delle istituzioni. Ognuno ha diritto di avere ed esprimere la propria opinione, ben altro discorso è che un capo di governo decida di promulgare una legge ad hoc per aggirare un parere espresso da ogni ordine e grado del sistema giudiziario e - fatto se possibile ancor più grave - all'ovvio monito del Presidente Napolitano di inosservanza della Costituzione, replichi definendo filo-sovietico quell'atto fondante della Repubblica. Ma si sa: da sempre il nostro Presidente del Consiglio preferisce sparare battute piuttosto che argomentare seriamente.
Torniamo a Eluana. Dentro Forza Italia, ovvio, c'è tantissima gente che ragiona criticamente e ha coraggio di dire a Berlusconi che sbaglia. Ieri è toccato al Presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo...

IL RETROSCENA. Gli è stato chiesto l'intervento della Regione per sospendere le procedure

Il no del governatore a Berlusconi "Io l'ho vista, Englaro ha ragione" 


UDINE - Silvio Berlusconi sa che sta camminando su un terreno minato e chi può l'avvisa. Ieri, anche se sembra paradossale, è stato Renzo Tondo a provarci, a Mestre. C'è stata una riunione ristretta, con Altero Matteoli, uno dei colonnelli di An pronto a tradire Gianfranco Fini considerato ormai "troppo laico", i ministri ex socialisti Renato Brunetta e Maurizio Sacconi e, appunto, il premier e il governatore friulano. Erano tutti insieme all'inaugurazione del "Passante", opera quasi biblica, molto importante per il Nord Est, ma a margine hanno parlato di Eluana Englaro. A Tondo è stato chiesto di bloccare la clinica che ospita Eluana, ma, a sorpresa, Tondo ha spiegato: "Presidente, io l'ho vista dopo Natale, guarda che è messa molto male. Non sono vere le notizie che girano, ti fanno dire cose sbagliate. Al posto del padre, avrei fatto esattamente lo stesso"...


domenica 8 febbraio 2009

Foto oscurata per protesta...

3 : commenti
Invito - chiunque condivida le ragioni di questa protesta - a sostituire le foto del proprio profilo su blog, social-network e quant'altro, con l'immagine a lato. Copiatela tranquillamente da qui, come io l'ho copiata altrove.

I POST CHE HO PUBBLICATO RIGUARDO ELUANA ENGLARO

Giovanni Reale prende posizione
in favore della famiglia Englaro

3 : commenti
Ho trovato questa intervista al Corriere della Sera sul blog di Pioggia Blu e sul sito dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. Ammiro un cattolico che, semplicemente ragionando con buon senso, deve per forza prendere le distanze dalle posizioni della Chiesa Cattolica. Penso che in questo nuovo secolo, chiunque abbia Fede, sia chiamato a chiedersi seriamente se ha ancora bisogno di aderire a una religione per credere in Dio e sentirlo presente e vivo nella propria vita. Le religioni separano le persone, le dividono in cristiani, ebrei, musulmani ecc... è ora di andare oltre tutto ciò. Dio è uno. Le Chiese, le Confessioni, i dogmi, sono solo sovrastrutture umane.

Il filosofo cattolico Giovanni Reale: la Chiesa e il governo politicizzano una cosa metapolitica. Farla sopravvivere è andare contro natura

MILANO - «Ma ancora non c`è nulla di deciso, vero?», chiede Giovanni Reale. «Il decreto del governo è un errore, si oppone all`idea di libertà su cui è radicato il concetto occidentale dell`uomo. E lo dico da cattolico». «Napolitano ha fatto il suo dovere di Presidente, ha richiamato l`attenzione sulla sostanza della Costituzione. Un uomo saggio. Almeno uno».
«Sopravvivenza a prezzo di vita». Quando entra nel merito della vicenda di Eluana Englaro, cita il francese Jean Baudrillard. Da 17 anni, per Reale, Eluana Englaro sopravvive a prezzo della vita. «La tesi portata avanti da molti uomini della Chiesa, e ora anche del governo, è sbagliata e va corretta - dice il filosofo -. Nel caso di Eluana vedo un abuso da parte di una civiltà tecnologica totalizzante, così gonfia di sé e dei suoi successi da volersi sostituire alla natura. Si è perduta la saggezza della giusta misura. La Chiesa, e il governo insieme a lei, sono vittime di questo paradigma culturale dominante». Racconta di sua madre. «Era all`ospedale con il cancro, i medici volevano riempirla di tubi. "Potremmo prolungarle la vita di qualche mese", dicevano. Io ero frastornato. È stata lei a decidere: lasciatemi morire a casa, nel mio letto. In quel periodo stavo traducendo il Pedone di Platone e anche lì, con parole diverse, ho ritrovato il senso di quel desiderio di mia madre. Quando Socrate deve bere la cicuta, qualcuno gli suggerisce: "C`è ancora qualche ora, attendi finché il sole non sia tramontato". Ma non ha senso aggrapparsi alla vita quando ormai non ce n`è più». Se mi trovassi nella condizione di non aver più speranze di guarigione, aggiunge Reale, «non avrei dubbi su cosa scegliere».
Anche la Chiesa condanna l`accanimento terapeutico. Ma un sondino per l`alimentazione è accanimento terapeutico? Su questo ci si divide. «La Chiesa dice molte cose sagge. Per esempio: si può rinunciare all`utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo. Ed è proprio questo il caso di Eluana: qui non c`è stata proporzione e non c`è nessuna ragionevole speranza di esito positivo. E allora? Perché questo accanirsi contro di lei?». Reale, da credente, rivendica la libertà di coscienza dei cattolici sul caso di Eluana. Di più: dice che la libertà di coscienza «è un preciso dovere morale» e si affida a un`altra citazione, questa volta un aforisma di Gomez Davila: «Ciò che si pensa contro la Chiesa, se non lo si pensa da dentro la Chiesa, è privo di interesse». «Ecco - riprende - molte critiche che vengono dall`interno sono costruttive. Io critico il paradigma culturale che vorrebbe tenere in vita Eluana contro la natura, e la fede con questo non ha nulla a che fare, la fede è al di sopra della cultura, il suo compito è fecondare la cultura stessa».
Se il diritto alla vita perde la precedenza su tutti gli altri valori, sa anche lei quale potrebbe essere il prossimo passo: parlare in termini meno ideologici di eutanasia. «Errore. Io non lascio aperto nessuno spiraglio all`eutanasia. Non dico: fammi morire. Ma: lasciami morire come ha stabilito la natura. Né io, né tu. La natura. Prendiamo il caso di Piergiorgio Welby, che ho seguito da vicino. Welby sostanzialmente non disse: staccate la spina. Ma: lasciate che la natura faccia il suo corso, non fatemi restare vittima di una tecnologia che costruisce qualcosa di sostitutivo e artificiale rispetto alla natura. E un`affermazione identica a quella che si dice abbia fatto Giovanni Paolo II: lasciatemi tornare alla casa del padre. Il secondo aveva fede, il primo no. Per Welby era andare nella notte assoluta, per il Papa nella vita. Ma dal punto di vista umano è la stessa condivisibile richiesta».
A complicare il caso di Eluana c`è la questione della ricostruzione della sua volontà presunta. «Chi più del padre e della madre ama quella ragazza? Mi sembra che nessuno più di loro abbia il diritto di dire che cosa avrebbe voluto fare la figlia, ora che lei non è più in grado di esprimersi». Giovanni Reale in più occasioni, durante questa intervista, usa il «noi»: «Noi pensiamo che la vita di Eluana sia artificiale». «Secondo noi questo sistema che si è sostituito alla natura per un tempo così spaventosamente lungo è aberrante». Reale parla per sé, ma la sua non è una voce isolata. Attorno al diritto all`autodeterminazione e all`idea di libertà di coscienza dei cattolici si è costituito un gruppo di filosofi: da Vito Mancuso a Roberta De Monticelli, da Vittorio Possenti a, appunto, Giovanni Reale, le «intelligenze più acute del cattolicesimo italiano», come li ha definiti Luigi Manconi su L`Unità.
Che succede ora: nella Chiesa si arriverà a una sintesi? «Gettiamo semi, non tocca a noi raccogliere frutti. Speriamo li diano. Ma l`errore che con Eluana stanno facendo religiosi e uomini di governo è di cadere nella politicizzazione di qualcosa che con la politica non c`entra niente, che è metapolitico».

Corriere della Sera - 02/07/2009
Intervista di Daniela Monti

Lettera di Beppino Englaro
a Napolitano e Berlusconi

0 : commenti

Sono il tutore di Eluana Englaro, ma in questo momento parlo da padre a padre, rivolgendomi al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire ad Udine per rendersi conto, di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento.


7 febbraio 2009

Il tutore e padre della Sig.ra Eluana Englaro Beppino Englaro


Spero che il presidente della Repubblica e il presidente del consiglio dei ministri, abbiano cuore di accogliere la ragionevole richiesta del padre di Eluana. Dopo queste sue parole e l'altrettanto seria lettera di Giorgio Napolitano di venerdì scorso, tutti i cittadini apprezzerebbero una seria esternazione del Presidente Silvio Berlusconi: delle sue battute televisive da clown e guitto su questioni estremamente delicate, non ne possiamo più. Grazie.

Sbattezzamenti di massa alle porte?

2 : commenti
Se io domani avessi un incidente e finissi in coma con attività cerebrale nulla, verrei dichiarato clinicamente morto. Mi sarebbero espiantati gli organi. Verrei "utilizzato" come una sorta di magazzino di pezzi di ricambio. I mass media non si interesserebbero certo dell'ipotesi di un mio possibile risveglio dallo stato vegetativo tra qualche anno. Situazioni simili si verificano quasi ogni momento e nessuno invoca crociate al riguardo.

Ma se un padre vuole pietosamente seppellire la figlia, tenuta in vita artificialmente con accanimento terapeutico (basta con la balla della mera alimentazione, non è vero: a Eluana è sempre stata somministrata anche una terapia farmacologica), allora ecco i soliti Soloni di turno alzare barricate attorno alla sacralità della vita, disconoscendo però la sacralità altrettanto grande della morte, offuscata dal delirio di onnipotenza di quei medici che sono più attenti a combattere l'ultimo respiro che a curare la vita e di quei politici che sono più propensi a fare leggi ad hoc che a rispettare le decisioni della Magistratura. Ho sentito ragionamenti schizofrenici: lasciare naturalmente spirare Eluana aprirebbe la porta all'eutanasia di anziani, portatori di handicap, malati psichiatrici ecc. I casi sono due: o qualcuno crede che siamo tutti scemi da berci tali banalizzazioni o tutti potenziali assassini pronti a correre a staccare la spina ai nostri parenti malati.

Un grigio governo di bonapartisti mediatici strumentalizza un caso umano, che richiederebbe solo pietà è silenzio, per attaccare a fronte bassa le fondamenta costituzionali della nostra Repubblica. C'era da aspettarselo. Più sorprendente che lo faccia  chi afferma di essere esecutrice in Terra della volontà di Nostro Signore: la chiesa cattolica e l'attuale papa che la guida. Comincio a prendere in considerazione l'idea di potermi sbattezzare. Facendolo continuerei a sentirmi cristiano per radici culturali (come pure un po' buddista, induista ecc. per frequentazioni successive), ma reciderei ogni legame con la confessione cattolica, quella che ha proclamato crociate, benedetto guerre, santificato torture, protetto le dittature, ucciso in nome di Dio e della Fede, né più né meno delle forme integraliste di altre religioni. Credo che il cattolicesimo abbia fatto più danni alla Fede di qualsivoglia forma di ateismo.

Se mi sbattezzassi, di fronte alla mia coscienza non cambierebbe nulla; di fronte alla gerarchia cattolica sarebbe l'ufficializzazione del fatto che non le riconosco più né autorità né autorevolezza. Esistono in rete molti siti che spiegano come sbattezzarsi. Di solito sono persone atee a compiere tale gesto, ma sono anche sempre più i credenti. Lascio alcuni siti per documentarsi su come fare (e perché):

sabato 7 febbraio 2009

Lettera di Giorgio Napolitano
a Silvio Berluscononi

2 : commenti
Tornerò senz'altro a occuparmi di Eluana. Del perché e percome sia mia profonda convinzione, sofferta ma ferma, che sia in errore chi crede che ostacolare il destino di questa povera ragazza sia un segno di amore per la vita. Intanto, la parola al Nostro Presidente Giorgio Napolitano.
"Signor Presidente, lei certamente comprenderà come io condivida le ansietà sue e del Governo rispetto ad una vicenda dolorosissima sul piano umano e quanto mai delicata sul piano istituzionale. Io non posso peraltro, nell'esercizio delle mie funzioni, farmi guidare da altro che un esame obiettivo della rispondenza o meno di un provvedimento legislativo di urgenza alle condizioni specifiche prescritte dalla Costituzione e ai principi da essa sanciti. I temi della disciplina della fine della vita, del testamento biologico e dei trattamenti di alimentazione e di idratazione meccanica sono da tempo all'attenzione dell'opinione pubblica, delle forze politiche e del Parlamento, specialmente da quando sono stati resi particolarmente acuti dal progresso delle tecniche mediche. Non è un caso se in ragione della loro complessità, dell'incidenza su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti e della diversità di posizioni che si sono manifestate, trasversalmente rispetto agli schieramenti politici, non si sia finora pervenuti a decisioni legislative integrative dell'ordinamento giuridico vigente. Già sotto questo profilo il ricorso al decreto legge, piuttosto che un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica, appare soluzione inappropriata". "Devo inoltre rilevare che rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell'art. 77 della Costituzione se non l'impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso. Ma il fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato non consente di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall'ordinamento giuridico vigente." "Decisione definitiva, sotto il profilo dei presupposti di diritto, deve infatti considerarsi, anche un decreto emesso nel corso di un procedimento di volontaria giurisdizione, non ulteriormente impugnabile, che ha avuto ad oggetto contrapposte posizioni di diritto soggettivo e in relazione al quale la Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile pronunciarsi a norma dell'articolo 111 della Costituzione: decreto che ha dato applicazione al principio di diritto fissato da una sentenza della Corte di cassazione e che, al pari di questa, non è stato ritenuto invasivo da parte della Corte costituzionale della sfera di competenza del potere legislativo." "Desta inoltre gravi perplessità l'adozione di una disciplina dichiaratamente provvisoria e a tempo indeterminato, delle modalità di tutela di diritti della persona costituzionalmente garantiti dal combinato disposto degli articoli 3, 13 e 32 della Costituzione: disciplina altresì circoscritta alle persone che non siano più in grado di manifestare la propria volontà in ordine ad atti costrittivi di disposizione del loro corpo". "Ricordo infine che il potere del Presidente della Repubblica di rifiutare la sottoscrizione di provvedimenti di urgenza manifestamente privi dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza previsti dall'art. 77 della Costituzione o per altro verso manifestamente lesivi di norme e principi costituzionali, discende dalla natura della funzione di garanzia istituzionale che la Costituzione assegna al Capo dello Stato ed è confermata da più precedenti consistenti sia in formali dinieghi di emanazione di decreti legge sia in espresse dichiarazioni di principio di miei predecessori. Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate in questa lettera valga ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione di urgenza che finora ci siamo congiuntamente adoperati per evitare".
(06/02/2009)
Grazie Signor Presidente della Repubblica, non arretri, continui a difendere le basi preziose della nostra Democrazia. Tutte le persone che hanno a cuore le sorti dell'Italia e il libero dialogo in una società complessa sono con Lei. Se permettiamo che il nostro Presidente del Consiglio decreti d'urgenza e "minacci" leggine fatte in tre giorni, ad hoc, per un caso su cui tutti i gradi della magistratura si sono pronunciati, su cui la maggioranza degli italiani (se pure fosse una minoranza sarebbe altrettanto grave) non pensa come lui e il suo Sacro, ma poco Santo, alleato Vaticano, TUTTO CIÓ SAREBBE GIÁ DI PER SÉ TOTALITARISMO.


P.S. Sarò fiero di cantare in Suo onore, col Coro dell'Università di Perugia, il 23 febbraio prossimo venturo, quando parteciperà alla conclusione delle celebrazioni per il settecentenario dalla fondazione dell'università del capoluogo umbro. Viva l'Italia Libera.
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