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sabato 30 marzo 2013

Dal MIT: presto nuove celle elettrolitiche.

67 : commenti
Come sorpresa nell'uovo di Pasqua, vi riporto un articolo che ho appena tradotto, scritto da Martin LaMonica e pubblicato il 28 marzo 2013 sul MIT Techonology Review che illustra nuovi e sorprendenti sviluppi verso la disponibilità di idrogeno a basso prezzo e dunque allo sviluppo di una economia basata sull'idrogeno come combustibile e/op vettore energetico. 
Ai più attenti non sfuggirà qualche interessante corrispondenza tra le pellicole catalizzatrici sviluppate dai ricercatori di Calgary e la metodologia che Francesco Celani (INFN) utilizza per preparare i suoi fili di costantana (e pure con altri claims del ricercatore di Frascati).

***

Un modo più economico per ottenere idrogeno dall'acqua

I ricercatori dell'Università di Calgary mettono a punto un nuovo metodo per realizzare catalizzatori in grado di scindere l'acqua utilizzando metalli comuni.

Uno dei principali ostacoli che bloccano l'uso su larga scala di celle a combustibile è il costo dei catalizzatori utilizzati per produrre idrogeno dall'acqua. I ricercatori dell'Università di Calgary affermano di aver sviluppato un nuovo metodo per realizzare catalizzatori con metalli economici.

Due elettrodi rivestiti con pellicole di Fe40Ni60O producono idrogeno e ossigeno dall'acqua utilizzando meno energia elettrica che senza catalizzatore. Fonte: University of Calgary.
Due professori di chimica — Curtis Berlinguette e Simon-Trudel — hanno pubblicato oggi un articolo su Science che mostra come i loro elettrocatalizzatori funzionano bene quanto quelli costruiti con materiali più costosi. Hanno brevettato il loro metodo di produzione e hanno costituito una società denominata FireWater Fuel che ha in programma di avere un prodotto disponibile già dal prossimo anno. L'obiettivo è realizzare una cella elettrolitica — un dispositivo che scinde l'acqua per produrre idrogeno e ossigeno — che sia abbastanza abbordabile per imprese e consumatori. 
La loro invenzione consiste nel creare catalizzatori partendo da una combinazione di composti di metalli con ferro, cobalto e nichel. Il processo, che tratta con la luce composti o ossidi metallici, non richiede alte temperature.

"La scoperta contenuta nel nostro documento è la capacità di realizzare pellicole catalizzatrici con una distribuzione uniforme di metalli diversi," spiega Berlinguette. "Utilizziamo una tecnica che usa la luce per decomporre dei precursori (non nocivi) presenti in aria fin dentro le nostre pellicole catalitiche. Il processo è scalabile e trasferibile a quasi ogni metallo della tavola periodica."

I catalizzatori convenzionali sono realizzati con metalli rari o costosi, come il platino. Il metodo dei ricercatori di Calgary produce pellicole che a livello molecolare non presentano una
struttura cristallina, ma sono amorfe. Questo tipo di  struttura, altamente disordinata, le rende realmente più reattive.

Daniel Nocera, professore di Harvard, mentre era al MIT scoprì un catalizzatore a basso costo  consistente in un ossido di cobalto amorfo in grado di decomporre l'acqua e ottenere idrogeno come carburante. Nel 2009 fu costituita la Sun Catalytix, una società finanziata da capitali pubblici e privati, che avrebbe dovuto commercializzare questa scoperta, ma che, avendo incontrato difficoltà nella sua produzione industriale si è convertita alla produzione di batterie a flusso. (Vedi, Sun Catalytix Seeks Second Act with Flow Battery.)

Berlinguette dice che lui e Trudel sono andati oltre quel precedente lavoro perché il processo può essere applicato a ogni metallo (o combinazioni di metalli) del sistema periodico. "I catalizzatori eterogenei amorfi sono ben noti", dice. "Il problema è che è difficile creare materiali amorfi con molti altri metalli, benché sia più facile ottenere materiali amorfi dall'ossido di cobalto che da molti metalli, e che questo sia, a sua volta, infinitamente più facile che ottenere film amorfi a partire da combinazioni multiple di metalli."

Una cella elettrolitica commercialmente valida è considerata un componente chiave per la tanto auspicata economia dell'idrogeno. Un buon catalizzatore può ridurre la quantità di energia necessaria per produrre idrogeno e ossigeno dall'acqua. L'idrogeno sarebbe poi conservato in serbatoi e immesso in cella a combustibile per produrre elettricità quando  necessario.

Per cominciare FireWater Fuel intende sviluppare: una cella elettrolitica per produrre idrogeno per lo stoccaggio di energia negli impianti eolici; un prototipo commerciale di una cella elettrolitica delle dimensioni di un frigo che convertirebbe pochi litri di acqua al giorno in energia elettrica per i consumatori finali entro il 2015.


22passi.blogspot.com: post n. 2077 (-145) 

giovedì 29 marzo 2007

Dopo l'auto ecco anche l'aereo a H!

2 : commenti
Riporto questo articolo che, come la petizione per i distributori di H, parla di tecnologia pulita alle porte... certo ci vorranno ancora parecchi anni ma l'utopia di una civiltà moderna alimentata da energie rinnovabili comincia a dar segni di fattibilità.
Silenzioso e pulito come un aliante la Boeing prepara il primo aereo "a pile" (di Luigi Bignami, da www.repubblica.it del 28/03/07)
Sarà molto silenzioso, volerà senza inquinare, assomiglierà ad un aliante, ma sarà un aereo in tutto e per tutto. Il velivolo che sta per prendere il volo in Spagna si differenzia da tutti i suoi predecessori perché sarà spinto da celle a combustibile e batterie leggere. Un aereo a pile, si potrebbe dire. Sarà il primo esperimento del genere per un aereo pilotato il cui assemblaggio è in corso presso il Boeing Research and Technology Center di Madrid, che lo sta studiando e sperimentando il veivolo dal 2003. Attualmente sono in corso minuziosi collaudi in vista dei primi test al suolo e in volo. Spiega Francisco Escartì, direttore generale del centro di ricerca Boeing di Madrid. "Data l'efficienza e i benefici per l'ambiente dell'emergente tecnologia a celle a combustibile, Boeing vuole essere in prima linea nel suo sviluppo e nell'applicarla a prodotti aerospaziali". Tale aereo sarà "pulito" perché le celle (o pile) a combustibile sono un dispositivo elettrochimico che trasforma direttamente l'idrogeno in elettricità e calore, senza alcun processo di combustione. Grandi benefici per l'ambiente derivano dal fatto che queste celle non producono alcun tipo di emissione e sono più silenziose dei motori a idrocarburi. In particolare va detto che l'aereo in via di costruzione negli hangar della Boeing è ad elica, la quale viene mossa da un motore elettrico alimentato da un sistema ibrido, composto cioè, in parte di celle a combustibile del tipo a "membrana a scambio protonico" (PEM - Proton Exchange Membrane) e in parte da batterie al litio-ionio. Le prime provvedono alla propulsione nella fase di crociera, quando cioè l'aereo richiede una minore forza di spinta, mentre le seconde entrano in gioco durante le fasi del volo che richiedono maggiore potenza, vale a dire decollo e ascesa. I collaudi in volo saranno condotti in Spagna e serviranno a dimostrare per la prima volta come un aereo con pilota possa mantenere un assetto di volo lineare con la sola propulsione fornita da celle a combustibile. Ma gli aerei a "pile" potranno mai un giorno sostituire i grandi jet, passeggeri e non, che oggi sono tra le fonti d'inquinamento più importanti dei nostri cieli? Risponde Escartì: "Sebbene Boeing non preveda che le celle a combustibile possano costituire la fonte primaria di energia per i futuri aerei passeggeri (perché difficilmente in tempi brevi si potranno avere motori così potenti da mantenere in volo velivoli così pesanti), dimostrazioni come questa serviranno a preparare il terreno per l'uso di simili tecnologie su piccoli aerei con e senza pilota". L'aereo che in questi giorni è in fase di assemblaggio definitivo ha un'apertura alare di 16,3 metri e può mantenere una velocità di crociera di circa 100 chilometri all'ora. È basato sul motoaliante Katana Xtreme (più noto come Super Dimona), prodotto dall'austriaca Diamond Aircraft Industries, che si è anche occupata delle principali modifiche strutturali del velivolo. Altre industrie si sono preoccupate di altre parti del progetto. L'azienda spagnola Aerlyper, ad esempio, si è occupata sia di alcuni lavori di modifica sull'aerostruttura, che del montaggio e del cablaggio di tutti i componenti. L'azienda francese SAFT, invece, ha progettato e assemblato le batterie ausiliarie e di riserva. L'Air Liquide España ha progettato e assemblato l'impianto e il sistema di rifornimento a idrogeno. I primi test sono stati condotti presso un centro del Politecnico di Madrid e sempre la Spagna metterà a disposizione i suoi impianti e un pilota collaudatore per i test in volo. Per un impiego di questa tecnologia nel campo dell'aviazione commerciale bisognerà attendere probabilmente tra i 10 e i 15 anni.

mercoledì 28 marzo 2007

Da Saramago all'idrogeno!

4 : commenti
Sono felice di dare il benvenuto ai primi post di Betty! Ho dovuto aspettare, ma ha già recuperato il tempo perduto: se continua a questo ritmo qualitativo e quantitativo potrò prendermi un po' di vacanza dal blog, eh eh! Che dire, Betty ha dato talmente tanti spunti che non voglio scrivere commenti a caldo. E proprio il mio amore per la sana contraddizione mi porta adesso a saltare di palo in frasca, come accade del resto agli eventi che accadono nella nostre vite. Dalla letteratura alla tecnologia dunque, dall'arte del sublime all'utopia sociale (ma l'utopia di ieri è il reale di oggi), dal post di Betty su Saramago all'idrogeno! La fonte della petizione che qui riporto (che gira per e-mail da vari mesi) è il blog di Beppe Grillo, se ho capito bene. La inserisco nella sezione POSITIVITA' DAL MONDO: il cambiamento delle persone deve andare di pari passo con quello delle strutture sociali e della tecnologia. .
Subject: PETIZIONE AUTO AD IDROGENO Da Beppe Grillo Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male respirare le polveri sottili e vedere persone a cui vuole bene morire di cancro intorno a sé per il benessere delle multinazionali petrolifere e ha chiesto alla commissione europea (dipartimento dell'ambiente) di creare una legge che obblighi i padroni del petrolio ad installare accanto ad ogni distributore di benzina almeno un distributore ad idrogeno e di incominciare a produrlo utilizzando energie rinnovabili. In parole povere questa legge favorirà l'introduzione sul mercato delle automobili ad idrogeno a ***ZERO INQUINAMENTO*** e ad alte prestazioni!!! Finalmente potremo respirare a pieni polmoni e anche i figli dei nostri figli! L'auto del futuro esiste già ed in vari modelli! Bastano 800.000 firme per far abbassare la testa ai padroni del petrolio. Firmate la petizione per voi, i vostri amici e parenti! Cogliamo questa opportunità e facciamone un'arma, anche per altre piccole battaglie. i Io l'ho fatto e sono il numero : 396675 !! D PER ANDARE A FIRMARE LA PETIZIONE FAI UN CLICK SUL LINK QUI SOTTO: http://www.petitiononline.com/idrogeno/petition-sign.html
Mi sembra una buona cosa e invito tutti a firmare: siamo quasi a metà delle firme necessarie! E preghiamo che nel frattempo maturi pure una tecnologia pulita per produrre/ricavare l'idrogeno, che forse al momento proprio proprio ancora non c'è, ma quasi.  

POST COLLEGATI:
LIBRO CONSIGLIATO: "Economia all'idrogeno" di Jeremy Rifkin
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