Ringrazio
Danda di avermi ricordato, in un commento lasciato sul post de
La Maison en petits cubes, l'esistenza di
Allegro non troppo, un bel film del 1977 (un po' a cartoni e un po' a recitazione), in cui il nostro grande
Bruno Bozzetto, nel fare "il verso" ai classici di
Walt Disney, è riuscito persino a superarli. Danda mi ha citato in particolare l'episodio del gatto nella casa in rovina, dove la nostalgia è dipinta in perfetta simbiosi con le note del
Valse Triste di Jean Sibelius:
Questa sequenza mi ha evocato - ahimè - anche immagini e sentimenti legati ai crolli e ai lutti dell'Aquila e dei paesi vicini, visti e rivisti in foto e video, che continuo ad avere negli occhi da un mese a questa parte. E questo mi ricorda che sabato sera ho avuto una discussione abbastanza accesa con Eva (e non me lo sarei mai aspettato perché di solito ci troviamo d'accordo su tutto), una mia cara amica aquilana, che vive a Perugia da molti anni e ha la sua famiglia e tanti amici terremotati, in tendopoli o arrangiata in altre situazioni provvisorie. Premetto che sin dall'inizio ho preso
cum grano salis le testimonianze che provengono da blog come
Miss Kappa,
ByoBlu,
Terremoto: dove gli altri non arrivano, ben consapevole che spesso il confine tra denunciare e polemizzare può essere sottile: ho letto e leggo queste fonti con molta attenzione, trovando informazioni importanti, pur non condividendo
- a volte - certi toni e affermazioni. Ritengo doveroso tentare di costruirmi un'idea dei fatti a 360° e soprattutto difendo il diritto alla libertà di opinione e informazione (nei limiti di un corretto dialogo democratico ovviamente). Dunque è proprio il confronto tra le fonti di informazioni ufficiali e quelle "indipendenti" a farmi ritenere che esagerano le prime a dipingere il dopo-sisma in Abruzzo come il meglio gestito della storia d'Italia ed esagerano le seconde a dipingerlo come il peggio gestito. Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso: è inevitabile che un'informazione ufficiale troppo di parte (che rasenta la "propaganda") generi per reazione uguale e contraria una
controinformazione potenzialmente altrettanto di (contro)parte. Insomma, non condivido né l'atteggiamento di chi a mo' d'avvoltoio strumentalizza il terremoto per fare bella figura (tanto più a campagna elettorale aperta), né quello di chi lo strumentalizza per cogliere in fallo il governo a ogni piè sospinto. Per quel che mi riguarda, spero che questo governo possa fare "bella figura" (di sostanza non di facciata) nell'Aquilano, e non certo per
il bel visino scuro di
Silvio Berlusconi (trovo molto significativo l'anagramma che ho evidenziato), ma per il popolo abruzzese, diamine! Mi sono trovato a discutere - dicevo - con la mia amica, come me "di sinistra" e non estremista, perché a suo parere le "cronache" fornite dai siti/blog "indipendenti" sono soltanto opera di
quattro gatti faziosi e assetati di polemica, mentre gli abruzzesi, e gli sfollati in particolare, nella maggioranza apprezzano quanto è stato fatto per affrontare l'emergenza e sono grati all'impegno dei volontari. Per quanto mi sia sforzato, non sono proprio riuscito a farle capire che non metto assolutamente in discussione l'impegno e la dedizione dei volontari ma solo certe direttive date loro dai vertici della protezione civile né che volevo sottintendere che solo gli autori di quei blog "capiscono tutto", figuriamoci: do sempre per scontato che nessuno possiede la verità! Confrontando il mio ricordo diretto della gestione del terremoto in Umbria nel 1997 con l'idea che mi sono fatto di come si muove ora la macchina della protezione civile - in base a tutto quello che ho letto e visto su internet (valutando di volta in volta la credibilità delle fonti) - noto una maggiore "militarizzazione"... cosa che in sé può essere certamente necessaria in situazioni di "crisi" (però c'è sempre modo e modo), ma che mi appare coerente con un quadro generale di limitazione delle libertà. In una semplice immagine: confrontando la società di 10 anni fa a quella di oggi, non mi stupirei se tra un decennio la maggioranza della gente giudicasse normale avere carri armati appostati accanto a stazioni, monumenti, centri commerciali ecc., per la nostra "sicurezza" naturalmente. Anzi, pare che molti lo pensino già ora. Se il trend è questo, c'è poco di cui essere allegri!