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domenica 16 gennaio 2011

One guitar band... very very very nice!

1 : commenti
Dopo tanti post seri qualcosa di leggero, ma veramente gradevole! La canzone si intitola One Night in October, loro sono i Little Comets, una nuova british indie band di Newcastle, molto promettente.

Qui la versione originale con tutti gli strumenti... se devo essere sincero preferisco quella low cost.

Ha fatto scalpore qualche giorno fa la notizia (qui) del "movimento" di famiglie che hanno scelto di vivere con solo 100 cose (l'idea era nata nel 2008). Vuoi vedere che ora nascerà pure il movimento dei gruppi musicali che suonano un unico strumento?! 

Un'ultima divagazione. Mentre una one guitar band a questi livelli - che io sappia - è una novità, di one man band ne abbiamo sicuramente viste parecchie in azione. In omaggio all'arte autarchica di tutte le one instrument/man band e per augurare buona domenica a chi passa di qua, invito a vedere o rivedere un gioiellino prodotto dalla solita Pixar: One Man Band, regia di Mark Andrews e Andrew Jimenez, 3° classificato all'Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione 2006.

lunedì 3 gennaio 2011

Nelle tue braccia

3 : commenti

Non so resistere al fascino dei cortometraggi d'animazione, stasera ho scovato En Tus Brazos (2005), regia di François-Xavier Goby, Edouard Jouret e Matthieu Landour. Ma colgo l'occasione per invitare a vedere, o rivedere ancora, due autentici imperdibili capolavori:
  • Father and Daughter (Padre e figlia), regia di Michael Dudok de Wit, Oscar 2001 al miglior cortometraggio d'animazione
  • La Maison en Petits Cubes (La casa di cubetti), regia di Kunio Kato, Oscar 2009 al miglior cortometraggio d'animazione
Uno più commovente dell'altro...

sabato 14 agosto 2010

Hai un amico in me

0 : commenti
Delizioso come da copione l'ultimo cartoon digitale prodotto da Disney-Pixar, Toy Story 3, che mia figlia e io ci siamo goduti ieri al cinema. È il primo film in 3D che non ci ha fatto venire mal di testa, credo merito degli occhialini monouso sigillati e dunque con lenti immacolate nonché della proiezione perfetta che non tutte le sale in verità garantiscono. Per correttezza non faccio nomi, però tra Perugia e Corciano ci sono due multisale che offrono il cinema 3D e solo una di queste vale il prezzo del biglietto. Perciò Perugini, occhio! In realtà ho iniziato questo post con l'idea di condividere il cortometraggio che per consuetudine precede i film della Disney, Quando il giorno incontra la notte, che ieri sera avevo ritrovato e visto su YouTube, davvero imperdibile. Ahimé, già stamattina il link era stato oscurato con tale avviso Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione del copyright da parte di Disney. Mah, queste cose le capisco solo fino a un certo punto, penso che i diritti degli autori siano più che ripagati da proiezioni cinematografiche, DVD, merchandising ecc. e che la vera democrazia debba sapere contemplare e incorporare in sé un po' di pacifica anarchia, in caso contrario tende a trasformarsi in sistema totalitario. Allora per non lasciarvi a bocca asciutta, vi ripropongo la sempre piacevolissima canzone portante della saga di Toy Story, cantata in Italia da Riccardo Cocciante... di quelle da cantare all'infinito sotto la doccia e oltre! ;-)
Hai un amico in me un grande amico in me se la strada non è dritta e ci sono duemila pericoli ti basti solo ricordare che che c'è un grande amico in me di più di un amico in me. Hai un amico in me più di un amico in me i tuoi problemi sono anche i miei e non c'è nulla che io non farei per te se siamo uniti scoprirai che c'è un vero amico in me più di un amico in me. E anche se in giro c'è qualcun altro che vale più di me certo sicuro mai nessuno ti vorrà mai bene quanto me sai con gli anni capirai che siamo fratelli ormai perché il destino ha deciso che c'è un vero amico in me più di un amico in me un vero amico in me.

lunedì 4 maggio 2009

Da Allegro non troppo
al "c'è poco di cui essere allegri"

6 : commenti
Ringrazio Danda di avermi ricordato, in un commento lasciato sul post de La Maison en petits cubes, l'esistenza di Allegro non troppo, un bel film del 1977 (un po' a cartoni e un po' a recitazione), in cui il nostro grande Bruno Bozzetto, nel fare "il verso" ai classici di Walt Disney, è riuscito persino a superarli. Danda mi ha citato in particolare l'episodio del gatto nella casa in rovina, dove la nostalgia è dipinta in perfetta simbiosi con le note del Valse Triste di Jean Sibelius:



Questa sequenza mi ha evocato - ahimè - anche immagini e sentimenti legati ai crolli e ai lutti dell'Aquila e dei paesi vicini, visti e rivisti in foto e video, che continuo ad avere negli occhi da un mese a questa parte. E questo mi ricorda che sabato sera ho avuto una discussione abbastanza accesa con Eva (e non me lo sarei mai aspettato perché di solito ci troviamo d'accordo su tutto), una mia cara amica aquilana, che vive a Perugia da molti anni e ha la sua famiglia e tanti amici terremotati, in tendopoli o arrangiata in altre situazioni provvisorie. Premetto che sin dall'inizio ho preso cum grano salis le testimonianze che provengono da blog come Miss Kappa, ByoBlu, Terremoto: dove gli altri non arrivano, ben consapevole che spesso il confine tra denunciare e polemizzare può essere sottile: ho letto e leggo queste fonti con molta attenzione, trovando informazioni importanti, pur non condividendo - a volte - certi toni e affermazioni. Ritengo doveroso tentare di costruirmi un'idea dei fatti a 360° e soprattutto difendo il diritto alla libertà di opinione e informazione (nei limiti di un corretto dialogo democratico ovviamente). Dunque è proprio il confronto tra le fonti di informazioni ufficiali e quelle "indipendenti" a farmi ritenere che esagerano le prime a dipingere il dopo-sisma in Abruzzo come il meglio gestito della storia d'Italia ed esagerano le seconde a dipingerlo come il peggio gestito. Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso: è inevitabile che un'informazione ufficiale troppo di parte (che rasenta la "propaganda") generi per reazione uguale e contraria una controinformazione potenzialmente altrettanto di (contro)parte. Insomma, non condivido né l'atteggiamento di chi a mo' d'avvoltoio strumentalizza il terremoto per fare bella figura (tanto più a campagna elettorale aperta), né quello di chi lo strumentalizza per cogliere in fallo il governo a ogni piè sospinto. Per quel che mi riguarda, spero che questo governo possa fare "bella figura" (di sostanza non di facciata) nell'Aquilano, e non certo per il bel visino scuro di Silvio Berlusconi (trovo molto significativo l'anagramma che ho evidenziato), ma per il popolo abruzzese, diamine! Mi sono trovato a discutere - dicevo - con la mia amica, come me "di sinistra" e non estremista, perché a suo parere le "cronache" fornite dai siti/blog "indipendenti" sono soltanto opera di quattro gatti faziosi e assetati di polemica, mentre gli abruzzesi, e gli sfollati in particolare, nella maggioranza apprezzano quanto è stato fatto per affrontare l'emergenza e sono grati all'impegno dei volontari. Per quanto mi sia sforzato, non sono proprio riuscito a farle capire che non metto assolutamente in discussione l'impegno e la dedizione dei volontari ma solo certe direttive date loro dai vertici della protezione civile né che volevo sottintendere che solo gli autori di quei blog "capiscono tutto", figuriamoci: do sempre per scontato che nessuno possiede la verità! Confrontando il mio ricordo diretto della gestione del terremoto in Umbria nel 1997 con l'idea che mi sono fatto di come si muove ora la macchina della protezione civile - in base a tutto quello che ho letto e visto su internet (valutando di volta in volta la credibilità delle fonti) - noto una maggiore "militarizzazione"... cosa che in sé può essere certamente necessaria in situazioni di "crisi" (però c'è sempre modo e modo), ma che mi appare coerente con un quadro generale di limitazione delle libertà. In una semplice immagine: confrontando la società di 10 anni fa a quella di oggi, non mi stupirei se tra un decennio la maggioranza della gente giudicasse normale avere carri armati appostati accanto a stazioni, monumenti, centri commerciali ecc., per la nostra "sicurezza" naturalmente. Anzi, pare che molti lo pensino già ora. Se il trend è questo, c'è poco di cui essere allegri!

sabato 25 aprile 2009

La Maison en Petits Cubes

8 : commenti
Per ricambiare il dono all'amica che mi ha fatto conoscere Father and Daugter, Oscar 2001 per il miglior cortometraggio d'animazione, vi presento La Maison en Petits Cubes, del giapponese Kunio Kato, Oscar 2009 nella stessa categoria.

Cartoni animati come questi sono autentica poesia per immagini... vedere per credere!

giovedì 23 aprile 2009

Padre e figlia

4 : commenti
Ritagliatevi 8 minuti e guardatevelo senza interruzione: vale, vale, vale.



Father and Daughter ha vinto nel 2001 l'Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione. Sarà che sono un papà e ho giusto una figlia... mi ha fatto da piangere. Un grande grazie a Surrealina perché è tramite il suo blog che l'ho scoperto qualche settimana fa.

P.S. L'autore di questo poetico e commovente cartone è l'olandese Michaël Dudok de Wit.

giovedì 8 gennaio 2009

Ma quale Lissy, riscopriamo Terkel!

9 : commenti
Prendete la saga di Shrek della DreamWorks: sostituite all'orco verde uno yety grigio e alla principessa Fiona una principessa Lissy, improbabile morfing tra Paris Hilton e Dita Von Tease, doppiata in falsetto da Lorella Cuccarini. Prendete la saga dell'Era glaciale della 20th Century Fox: sostituite a Syd il bradipo e Manfred il mammuth una coppia di strambi cacciatori, e al mitico scoiattolo Scrat un nevrotico passerotto. Glassate la pellicola con infiniti riferimenti ai classici film della principessa Sissi e del suo amato principe Franz. Aggiungete una overdose di citazioni da cineteca, tratte da Titanic, King Kong, Il mostro della laguna nera e tantissime altre opere. Shakerate il tutto et voila: otterrete Lissy - principessa alla riscossa, a detta degli autori un cartoon "europeo" al 100%! Di certo il film è stato prodotto in Germania e diretto dal regista e comico tedesco Michael Herbig, ma sono soprattutto le battute dei personaggi ad allontanare Lissy dalle tante simili produzioni di animazione 3D di fonte USA: apparentemente rivolto a un pubblico di bambini, il film è in realtà tarato sui genitori che li accompagnano, ché tutta la trama si puntella di ininterrotti doppisensi a sfondo sessuale (talvolta divertenti, più spesso di una gratuità sconsolante) volutamente incomprensibili alla maggior parte dei piccoli spettatori. Un cartone di cui - a parer mio - non si sentiva la mancanza, manco un po': sono andato a vederlo con mia figlia il giorno della Befana e mi sono divertiticchiato più io che lei... questo è tutto.  

Per restare in tema di cartoni sui generis, preferisco di gran lunga il film di animazione danese Terkel (2004) doppiato in modo fantastico da Elio e le storie tese, Lella Costa e Claudio Bisio. Meglio però non farlo vedere ai bambini: Terkel ha testi privi di doppisensi e mediazioni, è decisamente e scurrilmente esplicito!!

martedì 28 ottobre 2008

La città incantata

2 : commenti
Come ho già accennato qualche giorno fa parlando di Wall-e, essere papà mi ha fatto riscoprire il cinema per bambini. Ieri pomeriggio per esempio con Arianna e un suo amichetto ci siamo visti (in DVD) una pellicola di grande delicatezza e poesia intitolata La volpe e la bambina... ma di questo magari parlo un'altra volta. Quello che mi ero riproposto oggi è invece far vedere uno spezzone di un film di animazione molto particolare e meritatamente pluri-premiato, La città incantata, di Hayao Miyazaki, di cui io e mia figlia siamo innamorati, io persino più di lei. La trama in breve. La piccola protagonista, Chihiro, si ritrova imprevedibilmente catapultata in una dimensione parallela davvero inconsueta; per liberare i suoi genitori dall'incantesimo della strega Yubaba e tornare insieme a loro nel nostro mondo, Chihiro, ribattezzata da Yubaba semplicemente Sen, dovrà superare una serie di prove; a tal fine le saranno d'aiuto i tanti nuovi amici e l'amore che incontrerà. Quel che più colpisce di questo film sono lo spessore narrativo, la ricchezza visuale, la scommessa - difficile ma riuscita - di far coesistere in equilibrio un grande respiro lirico con una vena grottesca e caricaturale, infatti non mancano le creature mostruose tanto care all'immaginario nipponico, ma senza strafare. Tra le tante scene del film caricate su YouTube ho scelto quella del viaggio a Fondo di Palude, anche perché vi si apprezza la colonna sonora di Joe Hisaishi, che marca con discrezione ed eleganza lo sviluppo di tutta la vicenda.
Se volete maggiori ragguagli sulla trama del film rimando al link su Wikipedia... però penso che conoscerla rovini un po' la sorpresa: il mio consiglio n. 1 è vederlo! Dal suddetto link riporto infine un accenno al titolo originale giapponese - (千と千尋の神隠し) Sen to Chihiro no kamikakushi - pressoché intraducibile. Come spesso accade, la versione italiana non gli rende minimamente giustizia.
"Il titolo originale potrebbe essere tradotto con Il rapimento spirituale di Sen e Chihiro, ma la lingua giapponese si presta a molteplici interpretazioni e molti concetti sono intraducibili, per questo è possibile solo una traduzione che si avvicini all'originale. Kamikakushi è un concetto della tradizione giapponese: quando un bambino si perde si dice che è stato portato via spiritualmente da un dio (spesso uno dei capricciosi dèi minori) e si usa il termine kami-kakushi (nascosto dagli dei). Il bambino rapito o scomparso si risveglia poi lontano da dove è stato rapito e non ricorda nulla del tempo intercorso. Il titolo inglese Spirited Away sembra avvicinarsi maggiormente all'originale."

domenica 19 ottobre 2008

L'amore non conosce confini, l'amore abbatte ogni muro: Wall-e!

0 : commenti
Da più di 6 anni accompagno mia figlia al cinema a vedere film a cartoni, ma anche se crescendo sarà normale che ne perda la voglia, di certo non succederà più a me, ora che li ho riscoperti!
Il genere cinematografico "per bambini", sa umiliare spesso, per sceneggiature, trame, e messaggi veicolati, i film "per adulti", in modo persino imbarazzante. Un giudizio che vale senz'altro per Wall-e, l'ultimo film della Disney-Pixar: una pellicola intelligente, avvincente e commovente, per un monito ecologista, ahimè, di grande attualità. A dir poco fantastiche le citazioni kubrickiane di 2001: Odissea nello spazio, di E.T. e A.I di Spielberg e perfino di Brazil di Terry Gilliam; d'umorismo raffinato le innumerevoli gags di cui Wall-e (Waste Allocated Load Lift Earth) è protagonista, come una sorta di geniale Charlot cingolato; una storia d'amore credibile e dolcissima nonostante i personaggi non siano neppure umani; assolutamente liberatorio il lieto fine da prassi. Andate a vederlo coi vostri bambini, col partner (la lacrimuccia ci scappa proprio), con chi vi pare, ma andate a vederlo.
Lascio il link del trailer ufficiale; qui preferisco inserire la canzone che come una ciliegina sulla torta accompagna i titoli di coda del film: Down to Earth, cantata dal grande Peter Gabriel e dal Soweto Gospel Choir.



Did you think that your feet had been bound
By what gravity brings to the ground?
Did you feel you were tricked
By the future you picked?
Well come on down

All these rules don't apply
When you're high in the sky
So come on down
Come on down

We're coming down to the ground
There's no better place to go
We've got snow upon the mountains
We've got rivers down below
We're coming down to the ground
To hear the birds sing in the trees
And the land will be looked after
(Come) send the seeds out in (the deep?)

Did you think you'd escaped from routine
By changing the script and the scene?
Despite all you made of it
you're always afraid of the change

You've got a lot on your chest
Well you can come as my guest
So come on down
Come on down

We're coming down to the ground
There's no better place to go
We've got snow upon the mountains
We've got rivers down below
We're coming down to the ground
We'll hear the birds sing in the trees
And the land will be looked after
(Come?) send the seeds out in (the deep?)

Like the fish in the ocean
We felt at home in the sea
We learned to live off the good land
We learned to climb up a tree
then we got up on two legs
But we wanted to fly
When we messed up our homeland
and set sail for the sky

We're coming down to the ground
There's no better place to go
We've got snow upon the mountains
We got rivers down below
We're coming down to the ground
We'll hear the birds sing in the trees
And the land will be looked after
send the seeds out in th

We're coming down
Comin' down to earth
Like babies at birth
Comin' down to earth

Redefine your priorities
These are extraordinary qualities

We're coming down to the ground
There's no better place to go
We've got snow upon the mountains
We've got rivers down below
We're coming down to the ground
We'll hear the birds sing in the trees
And the land will be looked after
(Come) send the seeds out in (The deep?)

We're coming down to the ground
There's no better place to go
We've got snow upon the mountains
We've got rivers down below
We're coming down to the ground
We'll hear the birds sing in the trees
And the land will be looked after
(Come) send the seeds out in (the deep?)
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