22 PASSI D'AMORE e dintorni

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sabato 18 novembre 2017

In attesa delle 22 del 24 novembre...

72 : commenti
Post di Camillo

Vale la pena di ricordare che il 24 Novembre negli USA (alle 16 ora di Miami, quindi alle 22 in Italia) Andrea Rossi farà una dimostrazione pubblica del E-Cat QX. In base a quanto annunciato si potrà assistere via streaming dal sito ecat.com.
Ricordo brevemente che fin dall’inizio Rossi aveva notato che esisteva una modalità di funzionamento che generava direttamente una differenza di potenziale sfruttabile. L’energia elettrica prodotta variava.
Rossi lasciò cadere la cosa per molto tempo, poi quando “presumibilmente” riuscì ad avere una ripetibilità dei fenomeni sufficientemente elevata riprese in mano la cosa.

Ricordo che sulla ripetibilità dei fenomeni descritti da Rossi non sono mai stati pubblicati dati. Ad un certo punto Rossi cominciò a dire che aveva trovato una configurazione minima di innesco. Poichè una volta innescata la reazione essa INDUCE o FAVORISCE la reazione in altro materiale, cioè si comporta come un fiammifero che dà fuoco al gas di casa (una volta innescato si mantiene). Andrea Rossi chiamo questa configurazione “il gatto che insegue il topo”!

Fatto sta che dopo quel passaggio Rossi poté riprendere in mano il fenomeno della produzione di energia elettrica. Chiamò questo nuovo apparato QuarkX, in breve QX.
In un primo tempo Rossi disse di essere arrivato a produrre in alcuni casi fino a 100W, con un apparato di base grande come una matita.
Avvertì che era instabile (tendeva a fondere per il calore?). Provò allora a diminuire il rendimento in elettricità, prima scese a 50W poi a soli 10W.
Rossi affermò che era possibile mettere insieme più QX in modo da ottenere elevate potenze.
Altra cosa strana che disse era la presenza di una strana luce blu in quantità variabile.

In attesa della dimostrazione pubblica del 24 Novembre 2017, rivediamo i dati forniti ad oggi.

***

Da ecat.com: ECAT Quark X preliminary report findings (14 giugno 2016)

ECAT Quark X risultati del rapporto preliminare


Dichiarazione di esclusione di responsabilità:
QUESTA NON È UNA RELAZIONE DI TERZE PARTI: TUTTE LE MISURE SONO STATE FATTE DA ANDREA ROSSI E IL SUO TEAM. QUINDI, QUESTI RISULTATI NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI, IN OGNI SENSO, ALTRO CHE UN CONTROLLO INTERNO DEL PROCESSO, NIENTE DI PIÙ.

DESCRIZIONE DEL QUARK X:
  • Cilindro realizzato con materiale “adeguato”:
  • Dimensioni: lunghezza 30 mm; diametro 1 mm
  • “Energia" totale prodotta (ndr: come somma di tutti i vari tipi): 100 Wh/h
  • Energia consumata: 0,5 Wh/h (ndr: c’è un errore sulle unità di misura. Ricordo che l’energia si esprime in Wh cioè la potenza in Watt per la durata di un’ora; se si scrive Wh/h significa che si esprime una potenza e non un’energia, quindi c’è un errore nell’articolo. Va detto che la confusione tra potenza ed energia è molto frequente nei media.)
  • Luce prodotta (percentuale di energia prodotta): 0-50%
  • Energia elettrica prodotta: 0-10% (ndr: quindi al massimo possiamo avere 10 Watt elettrici)
  • Calore prodotto: 0-100%
Luce, energia e calore possono essere modulati per modulare le percentuali entro i limiti sopra elencati, a condizione che le percentuali combinate siano pari al 100%.

Estremamente interessante è la luce blu, la cui analisi ha risolto problemi teorici legati alle origini dell’effetto.

Temperatura sulla superficie di QuarkX: oltre 1.500°C
Nota: altri 2 QuarkX messi in situazione analoga hanno dato gli stessi risultati.

Ulteriore dichiarazione di esclusione di responsabilità:
QUESTO NON È UN RAPPORTO DI TERZE PARTI. È UN RAPPORTO INTERNO RELATIVO A MISURE REALIZZATE DA LEONARDO CORPORATION

Fine del rapporto.

Descrizione della foto

Foto del tubo dello scambiatore di calore che contiene il QuarkX: il punto luce proviene da  uno spioncino ricavato nel tubo. L’alone blu proveniente dall'apertura è stato analizzato e ha permesso di comprendere le origini teoriche dell’effetto: il QuarkX è all’interno del tubo.

NOTA: LA FOTO È STATA MANIPOLATA PER FAVORIRE ALTA DEFINIZIONE. I colori sono stati parzialmente oscurati. La luce è molto più intensa.

venerdì 17 novembre 2017

Due nuovi nuovi soci di SM(Y) Umbria

1 : commenti
Riporto su 22 passi l'intervista appena pubblicata su WeAreStarting.it (qui il link originale).

Non immaginatevi chissà cosa: ho contributo solo per 200€... la quota minima per aderire all'equity crowdfunding di SM(Y) Umbria!

***

INTERVISTA A SIMONE FERRARO E DANIELE PASSERINI, 
NUOVI SOCI DI SM(Y) UMBRIA

SM(Y) Umbria, protagonista dell’Umbria Green Festival, ha avviato il progetto Mobilità Sostenibile per la costruzione di 10 stazioni di ricarica per veicoli elettrici finanziate direttamente dai cittadini. Dal 30 ottobre è stata aperta una campagna di raccolta di finanziamenti sul portale di equity crowdfunding WeAreStarting.it. In 15 giorni sono stati già raccolti più di 50 mila euro e la campagna è già in “overfunding”: l’obiettivo minimo della campagna, fissato a 40 mila euro, è gia stato ampiamente raggiunto e sorpassato.
Abbiamo intervistato Simone Ferraro  e  Daniele Passerini due cittadini che hanno aderito alla campagna di crowdfunding di SM(Y) Umbria diventandone soci: grazie alla formula dell’equity crowdfunding infatti i finanziatori della campagna diventano a tutti gli effetti soci della neo nata startup umbra.
Simone Ferraro è un giovane ingegnere dell’energia elettrica trentunenne specializzato nel settore automotive e mobilità elettrica, passione consolidata attraverso un’esperienza svolta presso la Magneti Marelli di Bologna e altre aziende specializzate nel settore dell’ E-mobility. Simone ha arricchito i suoi studi sull’energia con un’esperienza europea in Norvegia, Paese dove la produzione di energia da rinnovabili ha raggiunto il 99% grazie all’idroelettrico.
Per Simone in Italia il tema delle energie alternative presenta ampi spazi di miglioramento: in particolare nel settore automotive “sono stati fatti grandi passi avanti con l’introduzione di mezzi elettrici ma la sfida green per la mobilità sostenibile nelle città è appena iniziata. La diffusione capillare di colonnine di ricarica elettrica è uno dei passi fondamentali per lo sviluppo di città green – afferma Simone – ed ecco perché ho ritenuto il progetto di SM(Y) Umbria un vero e proprio investimento per il futuro”.
Simone ha conosciuto SM(Y) Umbria attraverso il portale di crowdfunding WeAreStarting che ha reso possibile l’unione tra due elementi: “l’interesse verso la modalità di investimento alternativa  quale l’equity crowdfunding e la possibilità di investire in un progetto ambientale. – E conclude – la green economy è un asset importante per il nostro Paese e lo sarà sempre più nel prossimo futuro; la sfida è appena iniziata”.
Anche Daniele Passerini, ha partecipato alla campagna di equity crowdfunding per la diffusione della mobilità elettrica nella Regione Umbria.
Daniele ha 52 anni, vive a Perugia con la moglie e due figli e si occupa di politiche sociali presso l’Ufficio di Piano di Assisi, Comune capofila della Zona Sociale n. 3 dell’Umbria. Per Daniele credere nella mobilità elettrica “non significa proiettarsi nel futuro ma costruire progetti e fare scelte di valore nel nostro presente”. Sono infatti molti quelli che come Daniele hanno scelto un’auto a metano e non vedono l’ora di passare all’auto elettrica.
“Ho scelto di aderire alla campagna di crowdfunding in SM(Y) Umbria perché credo molto in questo progetto – continua Daniele – e ho apprezzato moltissimo l’avere consentito la partecipazione diffusa da parte di tutti i cittadini, partendo da una quota di investimento molto bassa. Trovo grandiosa l’idea che l’infrastruttura di ricarica possa espandersi anche per iniziativa privata dal basso. E più ci saranno colonnine, più ci saranno persone a pensare seriamente a guidare un’auto elettrica. Come partecipante alla campagna di crowdfunding mi auguro che SM(Y) raggiunga i suoi obiettivi e possa diventare una buona prassi da esportare in altre regioni d’Italia e – perché no – anche all’estero”.
Il progetto di SM(Y) Umbria, accoglie la grande sfida del futuro puntando alla mobilità elettrica, ovvero all’installazione di dieci stazioni di ricarica per auto elettriche nella Regione Umbria. Grazie alla campagna di crowdfunding è già stato raggiunto l’obiettivo minimo della campagna: sono già stati raccolti 54.600 euro che serviranno proprio alla realizzazione delle stazioni di ricarica.
La raccolta fondi di SM(Y) Umbria rimarrà aperta sino al 29 dicembre 2017 sul portale di equity crowdfunding WeAreStarting.it. Tutti i cittadini, previa registrazione sul portale, possono finanziare il progetto di SM(Y) Umbria diventando a tutti gli effetti soci della startup umbra. Il limite massimo della raccolta è arrivare a 120 mila euro, contribuendo con un investimento minimo di 200 euro.

sabato 28 ottobre 2017

SM(Y) UMBRIA: il primo crowdfunding sulla mobilità elettrica!

91 : commenti

È partito SM(Y) Umbria - Sustainable Mobility, il primo progetto in Europa di diffusione “dal basso” di stazioni di ricarica per la mobilità elettrica tramite equity crowdfunding.

Si tratta di un progetto pilota dove
  • utenti finali (e-drivers)
  • ogni stakeholders della mobilità elettrica e sostenibile
  • chiunque voglia investire nel mondo della mobilità elettrica dal suo nascere
potranno contribuire insieme alla diffusione di reti di ricarica “partecipate direttamente” anche da chi le usa e/o le vorrebbe presenti nel proprio territorio.

Da ieri è possibile registrarsi a WeAreStarting.it (portale di crowdfunding autorizzato da Consob) e visionare i documenti della campagna SM(Y) Umbria lanciata dalla startup innovativa Sustainable Mobility Umbria s.r.l. 
Da lunedì 30 ottobre ore 12:00 sarà dato il via alla raccolta degli investimenti (minimo 200 euro a persona) con l'obiettivo, ambizioso ma a portata di mano, di arrivare a 120 mila euro.

Proprio la mia regione, l’Umbria, “cuore verde” d’Italia, si candida così a protagonista della “rivoluzione green" che, sia per opera della pubblica amministrazione sia - come nel caso in questione - dell'iniziativa privata, dovrà riallinearci al resto d'Europa (si spera in pochi anni e non in lustri!) rispetto alla diffusione sia del parco delle vetture elettriche circolanti sia della rete territoriale di infrastrutture necessarie alla loro ricarica, due crescite che devono avvenire all'unisono.

Ricordo infatti che, mentre in Europa la quota delle auto elettriche sul totale delle auto circolanti è pari in media allo 0,6% (ancora poco!), in Italia è pari solo allo 0,1 (6 volte più poco!). Ma il confronto diventa imbarazzante se ci si paragona alla Francia (1,1%) o alla Norvegia (12,6%).
Se guardiamo poi al numero di colonnine elettriche per abitante, la situazione dell'Italia è addirittura drammatica e non motiva di certo gli automobilisti a farsi pionieri della mobilità elettrica.

L’obiettivo della campagna di SM(Y) Umbria è quello di realizzare 10 stazioni di ricarica (comunemente dette "colonnine"), da 22 KWp per singola presa, in altrettante città dell'Umbria: Assisi, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Marsciano, Passignano, Perugia, Spoleto e Terni.

Se volete far parte di SM(Y) Umbria o se semplicemente volte saperne di più, partite da questo link:

venerdì 20 ottobre 2017

Il futuro è l'auto elettrica, ma il futuro arriverà in Italia?

88 : commenti

Post di Daniele Passerini

Si fa strada finalmente la consapevolezza che l’auto elettrica non può essere solo un capriccio da ricchi né un gingillo da nerd né un pallino da ecologisti. È giocoforza il futuro prossimo dell’auto di massa, salvo far crescere i nostri figli, o invecchiare noi stessi, in città dove non si potrà più aprire le finestre né uscire di casa senza una mascherina... succedeva a Pechino, ora succede anche a Torino:


Di fronte a tutto ciò, chi può essere così folle (Marchionne a parte!!!) da preferire un’auto a combustione ad un’auto a emissioni zero?

Nell'articolo che segue si evidenzia (se ancora ce ne fosse bisogno!😔) il gap drammatico che separa l’Italia dal resto d’Europa anche rispetto all’auto elettrica: siamo sempre indietro di 1 o 2 ordini di grandezza!😬 


In Francia lo Stato offre fino a 10.000€ di incentivi sull’acquisto... in Italia zero (dobbiamo accontentarci di esenzioni/agevolazioni bollo auto, parcheggi gratuiti e accesso alle ZTL). 

In Olanda sono già presenti 30.000 colonnine di ricarica (0,7 per kmq), in Italia arranchiamo ancora a quota 2.200 (0,007 per kmq!!!😱).

Tutto ciò ovviamente, unito ai prezzi ancora elevati delle auto elettriche, si ripercuote sullo sviluppo del mercato: ok essere “green” e “smart”, ma le ragioni del portafoglio vincono su tutto il resto. 
Così se in altre nazioni europee la quota di mercato delle auto elettriche raggiunge e supera l’1% (che è sempre poco!) di tutte le vendite, in Italia non si schioda dallo 0,1% (che è 10 volte meno!😭).

Alla vigilia della prossima primavera ci saranno le elezioni... diamine, è vero, una volta si andava persino a votarlo il Parlamento... un vero amarcord!!!😉
M'impegno a votare il partito che metterà seriamente nel proprio programma un piano di sviluppo complessivo per ridurre le emissioni automobilistiche in Italia: incentivi per l'acquisto dell'auto elettrica, sviluppo della rete di ricarica, rilancio delle energie rinnovabili.

La mia famiglia è pronta a fare la sua parte: 
  • ai primi di novembre farò istallare sul tetto un impianto fotovoltaico da 3kW e in garage un sistema di accumulo da 10kWh; 
  • guidiamo auto a metano e gpl da venti giorni che anni e non vediamo l'ora di potere passare all'auto ad emissioni zero.

sabato 14 ottobre 2017

No alla distruzione del laboratorio di Francesco Celani

28 : commenti
Post di Daniele Passerini

Austin, Texas (USA): Francesco Celani al NI Week 2012
22 passi ha dedicato molto spazio alla situazione di mobbing e ostracismo nella quale Francesco Celani, prima di arrivare all'età della pensione, ha trascorso l'ultimo lustro della sua attività di ricerca nei laboratori INFN di Frascati. Si veda, per esempio, il post di 4 anni fa intitolato Il lato oscuro dell'INFN

Sulla vicenda recentemente è stata lanciata una petizione su Change.org, che invito tutti i lettori a leggere e sottoscrivere:



domenica 1 ottobre 2017

Dialoghi fb sull'autodeterminazione dei popoli nel XXI secolo

32 : commenti

Post di Daniele Passerini

Riporto uno scambio di commenti dalla pagina fb di un caro amico.
Cosa succederà oggi in Catalogna? Speriamo innanzitutto che, eufemisticamente parlando, non si faccia male nessuno. A mio parere si tratta di prove generali di un futuro che avanza inesorabilmente: per affrontarlo sarà meglio per tutti che i governanti trovino vie nuove e pacifiche piuttosto che datate ed autoritarie.

***

G.  Io sono con la Catalogna. Chiudere dei seggi di forza non è un atto di Democrazia! 

D. Anche io sto con la Catalogna. E pure con la Scozia. Ma allora, per coerenza, il giorno in cui la Sardegna, il Trentino, il Veneto ecc. vorranno l’indipendenza, mi chiedo da che parte starò...Forse dovremmo tutti capire che lo Stato-nazione, nato del resto ai tempi delle monarchie assolute, non è più adatto a un mondo globale, che semplicemente sono tutti i confini che debbono cadere, e che è proprio la difesa dei confini “sacri” degli Stati-Nazione ad impedirlo.

G. In Sicilia un barbiere a Erice teneva una banconota da 1000 Turì moneta della Repubblica della Trinacria. La volevano federare agli USA.

A. Io penso che l’indipendenza della Catalogna sia un atto che riguarda anche tutta la Spagna. Perché il referendum avesse un senso dovrebbe essere fatto a livello nazionale e non solo con chi sicuramente voterà a favore dell’indipendenza. Se io volessi far cadere Renzi non è che posso raggruppare un gruppo di persone che non la pensano come lui e farle votare “liberamente” (pro o) contro il suo governo. Il voto sarebbe un po’ di parte (concetto ovviamente estremizzato ma che rende l’idea).

D. Tutto sensato quel che dici... ma - per esempio - non ricordo che gli USA si siano resi indipendenti dagli UK tramite plebiscito sottoposto a tutti i suddetti di sua maestà. Ma questa è una battuta  ma anche no! È come se tu stessi spiegando una modalità incruenta di autodeterminazione dei popoli. Ma una autodeterminazione di qualcuno DI SOLITO scontenta più persone di quante ne accontenti... è come se volessi dirci che una autodeterminazione incruenta è di fatto tecnicamente impossibile salvo particolari situazioni geografiche che la favoriscano... per esempio l’autodeterminazione di un’isola rispetto al resto di una nazione continentale. Se la stragrande maggioranza dei Sardi scegliesse l’autonomia, Roma dovrebbe invadere militarmente la Sardegna?
Il concetto che ho provato ad esprimere è che forse un mondo globale formato da quasi 200 nazioni è ormai un ossimoro e i suoi iati e le sue contraddizioni si esprimono, dal basso, in una spinta verso una sorta di ritorno a una “età dei Comuni 2.0”. Un nuovo Rinascimento del terzo millennio forse si basa più su concetti come “democrazia diretta”, “km zero”, “moneta locale”, “autosufficienza energetica” ecc. che su “governo mondiale”, “controllo centralizzato”, “moneta unica”, “grandi infrastrutture energetiche” ecc.
A mio avviso la Storia ha già sancito la fine dell’epoca degli Stati Nazione, e la risposta non potrà essere né un unico Stato Nazione che li comprenda tutti né una loro Confederazione globale (governo unico mondiale, che non potrebbe essere altro che una grande dittatura pseudodemocratica).
Cosa né uscirà fuori dalle tendenze centrifughe della Storia e quelle centripete dell’economia?
Sicuramente, soprattutto nella fase di transizione dal vecchio al nuovo, vedremo molti fenomeni cruenti e non pacifici.
Ma mantenere la pace, tramite “finte unioni” basate sulla forza militare, sicuramente non è una soluzione lungimirante.

D. Insomma il paradosso/sfida che il mondo di oggi ci porge è che per buttare giù i grandi confini bisogna prima rimettere in piedi quelli piccoli. Se fosse possibile intravedere un senso nel caos contemporaneo, intravedrei questo. 
Naturalmente sto dando per scontata la conoscenza storico-politica del concetto di Stato-Nazione: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Stato-nazione
Scusate se vi ho tediato, ma è un tema che mi prende parecchio

A. Interessante punto di vista ma non sono sicuro sia la strada giusta in un periodo storico come questo. Ma d’altronde come mi fa notare un mio amico: si rompe un equilibrio e se ne crea un altro.

D. Non ne sono sicuro nemmeno io... ma dimmi chi può essere sicuro di qualcosa oggi a livello di geopolitica, cambiamenti sociali e sociopolitici ecc. L'unica certezza è che - come fa notare il tuo amico - se non si rompe un equilibrio non se ne può creare un altro... e gli equilibri ereditati dal XX secolo sono in grande crisi.

[to be continued... nei commenti a questo post!]

mercoledì 13 settembre 2017

Il talento delle zavorre e il talento dei propulsori

112 : commenti

Post di Daniele Passerini

A ognuno il suo talento.

Certe persone sono bravissime a spiegarci perché una cosa è assolutamente impossibile. La loro intelligenza s'esalta nella difesa di status quo, paradigmi scientifici, certezze incrollabili e così via; hanno idee ed opinioni sempre conformi a quelle della maggioranza. Se ci fossero solo loro al mondo, oggi saremmo ancora all'età della pietra.
Possiamo definirle zavorre

Altri sono bravissimi a dimostrarci come e perché quella stessa cosa è invece possibile. Sono i geni che guardano oltre, aprono nuovi paradigmi scientifici, creano distruptive innovation and technology; le loro idee ed opinioni sono sempre minoritarie... prima di riuscire a imporsi. Se l'umanità ha progredito è grazie alle loro grandi visioni.
Possiamo definirli propulsori

Le zavorre ci dicono che l'EmDrive (il "Sacro Graal" della propulsione spaziale!) è assolutamente impossibile perché vìola il terzo principio di Newton!
Eppure USA e Cina sono in corsa per arrivare per primi al traguardo di questo motore "impossibile":

Le zavorre ci dicono che la Fusione Fredda (Low Energy Nuclear Reaction, Anomalous Heat Effect ecc.) è assolutamente impossibile perché vìola la barriera di Coulomb!
Magari dovrebbero ricordarlo ai gruppi di ricerca, che continuano a conseguire avanzamenti nel campo delle reazioni nucleari a bassa energia, appartenenti a:
Si veda la sintesi dei risultati ottenuti presente sul sito del NEDO, l'agenzia governativa giapponese che promuove la ricerca e lo sviluppo, nonché l'implementazione di tecnologie industriali, energetiche e ambientali.

Sono solo due esempi di campi di ricerca derisi dalle zavorre e portati avanti dai propulsori, ma se ne potrebbero fare molti altri. Il problema poi è che le zavorre sono sempre tante e i propulsori pochi.

Non ho il talento né di quelle né di quelli, però come blogger m'impegnerò sempre a sorridere delle zavorre e a fare il tifo per i propulsori.

domenica 10 settembre 2017

Alle ore 11:30 su SkyTG24

5 : commenti


Post di Daniele Passerini

Dobbiamo tornare ai tempi della legge sul divorzio (1970) e della legge sull'aborto (1978) per trovare temi in grado di spaccare l'opinione pubblica italiana quanto oggi quello delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie. 

È un tema scientificamente controverso. Un po' ambo le parti, ognuna pro domo sua, mischiano i discorsi sull'efficacia di ogni vaccino in sé con quelli dell'efficacia di una così massiva profilassi di massa sotto i 24 mesi. 

È un tema mediaticamente controverso. I mezzi di comunicazione stanno diffondendo rappresentazioni sociali fuorvianti di concetti complessi quali salute, malattia, prevenzione, cura ecc., troppo spesso centrate sulle ansie e sulle paure originate proprio da una non corretta informazione. Si pensi al morbillo, rappresentato come una sorta di nuova "peste nera" del XXI secolo: come se per boicottare le compagnie aeree si schiaffasse in prima pagina ogni incidente aereo mortale, portando la gente a dimenticare quanto l'aereo sia più sicuro dell'automobile.

È un tema giuridicamente controverso. A livello procedurale: perché l'uso della decretazione d'urgenza non era giustificato. A livello costituzionale: perché molti giuristi dubitano che nella L. 119/2017 siano contemperati tutti i principi espressi nell'Art. 32. A livello comparato: perché molti giuristi dubitano che la L. 119/2017 sia compatibile - per esempio - con la Convenzione di Oviedo (1997).

È un tema sanitariamente controverso. In un mondo globale come il nostro, se le profilassi sanitarie non sono omogenee su interi continenti, non ha alcun senso obbligarle in un unico territorio nazionale... come se i virus ne rispettassero i confini. Ma soprattutto, da un punto di vista di allocazione di risorse sempre più scarse, non c'erano ben altre e più impellenti priorità?

Comunque la pensiate, vi segnalo oggi, Domenica 10 Settembre 2017, alle ore 11:30, su SkyTG24 (canale 50 del digitale terrestre) un confronto tra Claudio Simion, presidente Associazione Comilva Onlus e il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli.

Sarà possibile seguire la trasmissione anche in streaming internet a questo link:

Sarà inoltre possibile interagire durante la trasmissione, tramite invio di SMS al numero che verrà indicato in sovra impressione. 

Invito tutti a partecipare attivamente e contribuire alla discussione inviando i propri commenti.

mercoledì 23 agosto 2017

Ischia: il terremoto e l'abusivismo dei polli.

45 : commenti
Post di Franco Sarbia

Si dice: «a Ischia 28.000 richieste di condono, una ogni due abitanti». Ma questa è la media dei polli! C'è chi si abbuffa, mentre l'affamato va a raccogliere nei cassonetti dei rifiuti le ossa da ripulire. Le seconde case non sono degli Ischitani. Quante di queste di proprietà dei notabili provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo sono in tutto o in parte abusive? Negli anni scorsi chi aveva tanti soldi s'è dato da fare a costruire o acquistare per pochi Euro interi edifici "da reddito", abusivi o no, per poi chiedere il condono. Scommettiamo che i redditieri sono titolari di più di metà delle richieste di condono? Certo anche la povera gente deve aver provato a costruirsi la camera in più per arrotondare il salario nei mesi estivi, magari ha pure edificato al risparmio la superfetazione di un piano su un edificio storico per alloggiare la figlia che mette su famiglia. E la struttura inadeguata non ha retto le scosse pur lievi. Questa gente ha seguito il cattivo esempio dei grandi proprietari di case, locali commerciali e alberghi e nel 2010 è scesa in piazza per difendere i loro interessi prevalenti, oltre i propri miseri. Però non diciamo che si tratta di abusivi di necessità, per favore. Se gli amministratori hanno chiuso tutt'e due gli occhi e lasciato costruire ovunque non è stato per difendere gli interessi della povera gente che ha trovato spianata la strada dell'abusivismo - perché «'cca nisciuno è fesso» - ma per favorire quelli, ben ricompensati, degli speculatori. E allora chi ha permesso che lo scempio avvenisse, e lo ha incoraggiato, sta ben più in alto dei sindaci dei comuni di Ischia.

Franco Sarbia

mercoledì 16 agosto 2017

Vaccinazioni: lo Stato tutela i bambini meno dei soldati.

36 : commenti
Cosa centra l'uranio impoverito con i vaccini?

Nulla naturalmente, salvo che anche di somministrazione dei vaccini si è occupata la Commissione parlamentare di inchiesta sull'Uranio impoverito. Mi riferisco alla seconda relazione intermedia del 19/07/2017 "sull'attività di inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze Armate: criticità e proposte".

La relazione della Commissione mostra con chiarezza quali imperdonabili leggerezze ed errori siano stati commessi dalle Forze Armate in merito alla salute dei nostri militari, sia nei teatri d'azione esteri (per esempio con l'esposizione a fonti radioattive di origine bellica), sia sul suolo nazionale (per esempio in operazioni di brillamento di materiale bellico obsoleto con gravi contaminazioni ambientali).

Ma a latere la relazione si occupa anche delle problematiche emerse nella somministrazione dei vaccini ai militari; si legga il seguente stralcio della relazione reperibile integralmente a questo link dell'Osservatorio Militare.
(da pag. 18 a pag. 22)
...durante l’attività d’indagine si sono riscontrate alcune criticità in tema di profilassi vaccinale.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento dei vaccini da parte della difesa, risulta che esse siano gli stessi in uso alla sanità pubblica, autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Esiste tuttavia la possibilità, normativamente riconosciuta (direttiva IGESAN, 2008, pag. 29), “in condizioni di eventuale emergenza sanitaria a carattere nazionale e internazionale”, di usare “presìdi profilattici non registrati, ma idonei e di provata sicurezza ed efficacia sotto diretta responsabilità del Direttore generale della Sanità militare”. Sul punto, il Gen. TOMAO nella audizione del 10 maggio 2017, ha chiarito che si è usata questa possibilità in tempi non recenti, dichiarando che: “solo in alcuni casi teniamo delle scorte, e per quanto riguarda i vaccini di questo tipo sono tenuti non dalla difesa, ma da altri enti che sono ritenuti opportuni del Ministero della salute. Quella specifica quindi era riferita proprio al vaiolo”. Ad ogni buon conto ha affermato anche che questa possibilità è in corso di definitiva abrogazione. 
Per quanto concerne le modalità di somministrazione dei vaccini, le Linee Guida del 2008 prevedono l’obbligo di una corretta anamnesi prevaccinale.
Il Gen. TOMAO, nella sua audizione del 10 maggio 2017, ha ribadito la corretta applicazione di tali Linee Guida ferma restando la responsabilità dei singoli medici vaccinatori.
La Commissione rileva come sia opportuno che gli automatismi nelle somministrazioni vengano associati a sorveglianza e controllo post-vaccinale, tanto più efficaci se condotti da organismi connotati da caratteristiche di indipendenza e terzietà, come più volte auspicato da questa Commissione.
D’altro canto, venendo a chi opera in concreto nella somministrazione dei vaccini ai militari, è il caso di ricordare che il Gen. Vito FERRARA, Capo della direzione di sanità dell’Arma dei Carabinieri, sentito dalla Commissione, ha affermato l’importanza del titolo anticorpale, definito “fondamentale” (Cfr audizione del 15.02.2017 pag. 14/20), e ha precisato che esso viene effettuato per tutti gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri al fine di accertare se nel tempo si sia mantenuta o meno la memoria dei vaccini precedentemente somministrati.
La Commissione ha esaminato una serie di casi specifici di militari che hanno riportato patologie anche gravi e in taluni casi sono deceduti, in relazione alle modalità delle somministrazioni delle vaccinazioni. In particolare si è registrato, il caso del Caporale Maggiore F.R., mai andato in missione fuori dal territorio nazionale, vaccinato sebbene già affetto da malattia oncologica (linfoma di hogkin) non rilevata per mancanza di esami pre-vaccinali, e pertanto in stato di grave immunosoppressione e successivamente deceduto; il caso del soldato semplice D. G., congedato dopo poco più di sei mesi dall’arruolamento, avvenuto l’8 febbraio 2007, a seguito di grave astenia e deperimento fisico iniziati il giorno stesso della vaccinazione multipla, avvenuta il 19 giugno 2006; il caso del Caporal Maggiore G.T., arruolato nel 1999 e in congedo dal 25.11.2000 dichiarato “permanentemente non idoneo al servizio militare incondizionato” perché affetto da linfoma di Hodgkin (tipo sclerosi nodulare in stadio clinico II A), vaccinato senza l’effettuazione di esami pre-vaccinali.
Dai lavori della Commissione e dalla documentazione raccolta è emersa la necessità di svolgere esami pre-vaccinali prima della somministrazione dei vaccini, sia al fine della valutazione d’immunità già acquisite, sia al fine dell’accertamento di stati di immunodepressione che sconsiglino di somministrare il vaccino in quello specifico momento.
Ulteriore problema è poi quello dei tempi di somministrazione del vaccino, indicati dalle case produttrici nelle stesse schede tecniche a corredo del farmaco, posto che il vaccino richiede un tempo di attesa per generare l’immunizzazione, in dipendenza anche delle condizioni fisiche del vaccinando.
Non è dunque consigliabile effettuare le vaccinazioni pochi giorni prima della partenza delle missioni perché al momento della vaccinazione si crea uno stato fisico di immunodepressione e il militare non dispone ancora dell’adeguata copertura. Questo, paradossalmente, determina un aumento del rischio di contrarre o la stessa malattia per cui è stata fatta la vaccinazione o altra patologia, data la situazione fisica di immunosoppressione e il contesto, generalmente insalubre, in cui il militare verrà inviato ad operare.
Al di là del riposo di un giorno, previsto per il militare a seguito dell’avvenuta vaccinazione, si osserva la mancanza di una continuativa attività di sorveglianza e controllo post-vaccinale, anche ai fini dell’accertamento dell’avvenuta immunizzazione. L’attuale sorveglianza post-vaccinale si limita alla registrazione delle sole reazioni avverse di immediato riscontro, se dichiarate dal militare, il quale, tuttavia, potrebbe avere interesse a sottacerle in tutti i casi in cui abbia fatto richiesta di missione all’estero.
Solo con esami post-vaccinali è possibile valutare se si sono verificate a carico del militare situazioni di autoimmunità, allergia o ipersensibilità ritardata e/o iperimmunizzazione. Per converso, solo in tal modo è possibile verificare l’efficacia del farmaco con conseguente immunizzazione dell’interessato.
Resta inteso che anche questa attività potrebbe essere condotta efficacemente, se svolta da organismi connotati dalle caratteristiche di indipendenza e terzietà, più volte auspicate da questa Commissione.
La Commissione ha come obiettivo l’abbattimento del rischio, ove possibile, al fine di ridurre la casistica di militari che, durante il servizio o dopo il congedo, si ammalino di malattie neoplastiche o di alterazioni a livello neurologico importanti. A tal fine la Commissione suggerisce, nella revisione programmata della Direttiva DIGESAN del 2008, nonché nella stesura del decreto ministeriale previsto dalla nuova formulazione dell’articolo 206-bis del codice dell’ordinamento militare, di prevedere una serie di esami pre-vaccinali specifici. Altresì, si ritiene opportuno inserire un set di esami mirati, da sottoporre alla recluta in fase di valutazione di idoneità all’arruolamento. In tal modo un militare che non può essere vaccinato, non verrebbe esposto inutilmente al rischio. Si suggerisce anche in questo caso, di supportare la sanità militare, attraverso l’espletamento di tali esami mediante il Sistema Sanitario Nazionale.
E’ infine assolutamente necessario rimarcare che gli esiti del progetto SIGNUM, nonché le risultanze dello studio effettuato dal Prof. Nobile sui militari della Brigata Folgore, portano ad affermare un significativo incremento della frequenza di alterazioni ossidative del DNA e di cellule micronucleate, a fronte di soggetti sottoposti a vaccinazioni in numero superiore a cinque o con vaccini viventi attenuati o con prevalente attività outdoor. Tale limite numerico, come sottolineato anche dal Gen. TOMAO, deve diventare prescrittivo nella somministrazione dei vaccini e adottato nelle linee guida come specifica prescrizione. Anche in questo caso se ne chiede l’inserimento nella futura revisione.
In conclusione, la Commissione ritiene che l’utilizzo di farmaci vaccinali forniti in soluzione monovalente e monodose (ovvero un vaccino per singola malattia, fornito in una singola dose), ridurrebbe notevolmente l'esposizione al rischio dovuto alla profilassi vaccinale, in quanto il militare - in età adulta-, potrebbe risultare già immunizzato ad alcuni antigeni contenuti nei vaccini multipli assunti nell’infanzia o immunizzato naturalmente per aver contratto la relativa patologia. 
Ricordo che - quando già era disponibile il materiale sopra riportato - il nostro Parlamento ha convertito in legge lo sciagurato decreto Lorenzin che ha imposto i 10 vaccini a tutti i bambini italiani. 

Stando così le cose si può affermare senza tema di smentita che adesso, in ambito di vaccinazioni, lo Stato tutela i bambini meno dei soldati.

martedì 1 agosto 2017

Cosa si guadagna a "cavalcare l'onda pseudo sessantottina di resistenza civile contro le vaccinazioni"?

123 : commenti


Oggi un amico su Facebook, Enrico, mi ha scritto: "Posso chiederti cosa ci guadagni tu Daniele a cavalcare l'onda pseudo sessantottina di resistenza civile contro le vaccinazioni?"

Non sono contro le vaccinazioni, ma contro l'obbligo delle vaccinazioni: sono totalmente favorevole che genitori e pediatra possano ancora decidere insieme e consapevolmente se e quali vaccini fare al bambino e a quale età; sono totalmente contrario ad "abdicare" tale scelta allo Stato.

Sì, è una resistenza civile, senz'altro, ma non ha proprio nulla di "sessantottino", puro o pseudo che sia, perché si basa su evidenze scientifiche ed epidemiologiche reali e chiede semplicemente il ripristino dell'art. 32 della Costituzione e della deontologia medica che si insegna agli studenti al 1° anno di Medicina.

E non ci guadagno proprio nulla se non il rispetto per me stesso a spendermi per una giusta causa.

Dopo qualche scambio con Enrico, ho capito che - come tante altre persone in perfetta buona fede - negli ultimi mesi si è semplicemente fidato delle informazioni diffuse in primis dal Ministero della Salute, senza verificarne le fonti né approfondire, da un punto di vista realmente scientifico, la loro consistenza.

Invito Enrico - se veramente vuole capire come stanno le cose - a rileggersi i post pubblicati sui vaccini da 22passi negli ultimi mesi, ognuno con tantissimi commenti al seguito, nei quali si sono confrontate tutte le posizioni possibili attorno ai vaccini:
  1. Vaccini. Riflessione di Chiara Mussi (medico chirurgo). | 16/07/2017
  2. Invito a soppesare con la massima attenzione la questione vaccini... | 15/07/2017
  3. Lettera aperta del Dott. Pietro Perrino (genetista) al Ministro Beatrice Lorenzin | 13/07/2017
  4. Gentile Redazione de "La Gazzetta di Reggio"... | 06/07/2017
  5. Il ragionevole dubbio contro l'irragionevole obbligo | 25/06/2017
  6. #libertà #liberascelta #freevax | 11/06/2017
  7. Glaxo - Beatrice Lorenzin - Ranieri Guerra: attacco a tre punte "contro il morbillo" in una partita truccata? | 09/06/2017
  8. Siamo un popolo di santi, poeti e... pecoroni! | 07/06/2017
  9. Vaccini: la caccia alle streghe è in atto. (con la testimonianza della Dr.ssa Michela De Mattio - medico internista) | 22/05/2017
  10. Dalla parte del "Movimento Nazionale Libera Scelta Vaccinale" | 22/05/2017
  11. Vaccini: la comunità scientifica ha una posizione tutt'altro che unanime! (con un contributo del Prof. Yehuda Schoenfeld - immunologo) | 02/05/2017
  12. Je suis Roberto Gava | 22/04/2017
  13. Vaccino anti-papilloma: il Prof. Silvio Garattini (farmacologo) difende la trasmissione Report dalle polemiche montate dai soliti scientisti. | 19/04/2017
Lo invito anche a leggersi bene la lettera che il Dott. Roberto Gava, un mese fa, a scritto ai suoi pazienti:

LETTERA AI MIEI PAZIENTI
Padova 1 luglio 2017
Carissimi,

desidero ringraziare tutti voi che in questi quasi quarant’anni di professione medica, e specialmente in questi ultimi mesi, mi siete stati vicini con il vostro incoraggiamento, la vostra riconoscenza e in modo particolare anche con la vostra preghiera.

Lo dico veramente a tutti: Grazie di cuore.

È proprio vero che dando si riceve. Io vi ho dato tutto quello che potevo e che sapevo senza risparmiarmi, perché volevo e voglio tuttora aiutarvi a guarire e a migliorare le vostre condizioni di salute e, meglio ancora, a prevenire le malattie vostre e dei vostri figli: è solo questo lo scopo della mia professione, come spero sia di qualsiasi medico.

Voi in cambio mi avete sempre seguito con grande fiducia e fedeltà e molte volte da veri “pazienti”, cioè con grande pazienza.
La radiazione dall’Ordine dei Medici ha colto di sorpresa sia me, sia voi, sia moltissimi miei Colleghi, perché mi è stata inflitta la massima pena solo perché pensano che io contrasti alcune politiche del nostro Ministero della Salute, che sostiene le vaccinazioni di massa. Dato che non ci troviamo assolutamente in una condizione di emergenza sanitaria, ritengo che le vaccinazioni di massa non siano un bene per i nostri figli, perché il vero bene per una persona non è una Medicina di massa, ma una Medicina Personalizzata e Integrata, quella cioè che è adattata al singolo e che nasce dalla conoscenza di numerosi approcci terapeutici e dalla scelta di quello più appropriato.
Ogni uomo, infatti, è diverso dagli altri e ha bisogno che il medico scelga per lui l’approccio preventivo o curativo più adatto, ma per far questo il medico deve conoscere molti tipi di trattamento, non solo quello farmacologico.
Io sono convinto di questo e ne sono convinti migliaia di altri medici, in Italia e nel mondo.
Questa sarà la Medicina del Futuro, ma noi la vogliamo già ora, perché già ora la possiamo attuare.
In risposta alla mia radiazione i miei avvocati stanno preparando il ricorso che bloccherà l’attuazione del procedimento disciplinare, finché non si giungerà ad un giudizio definitivo. Nel frattempo continuerò a svolgere la mia professione come prima, più di prima, con la stessa dedizione, con lo stesso amore non solo per i miei pazienti, ma per tutti coloro che hanno bisogno dei consigli di un medico per prevenire, alleviare o guarire le loro patologie.
Continuerò a combattere per conseguire questi obiettivi: non potrei non farlo, perché tradirei la mia coscienza, la mia dignità, i miei Pazienti, la Libertà di espressione, la Giustizia, la Vera Medicina.
Ricordate che voi genitori siete i primi responsabili della salute dei vostri figli e ogni decisione che li riguarda deve avere il vostro consenso: non demandate ad alcuno questo compito, neppure allo Stato.
Ricordate che la salute del singolo non deve mai essere sacrificata per un presunto bene comunitario e ricordate che il bene sociale è salvaguardato solo quando si salvaguarda il bene di ogni singolo componente della società.
Infine, non dimenticate che oggi, con le conoscenze e i mezzi di cui disponiamo, possiamo proteggere sia i bambini che si possono vaccinare sia quelli che non si possono vaccinare, a patto che impostiamo una terapia personalizzata capace di potenziare le difese immunitarie dell’organismo.
Ve lo ripeto: oggi abbiamo le conoscenze e i mezzi per fare tutto questo, ma serve la volontà di farlo.
Quindi, non abbiate paura, ma difendete la salute dei vostri figli e impedite che il loro “bicchiere” (cioè la loro capacità psico-fisica di sopportazione, compensazione e difesa), che ovviamente è piccolo e in parte già occupato da squilibri causati dall’inquinamento e da molti stress sia biologici che psicologici, trabocchi scatenando una patologia.
Salvaguardate la verità e difendete la vostra libertà, in quanto genitori, di come dovete curare i vostri figli.

Grazie di cuore


Roberto Gava

Invito infine Enrico a guardarsi il filmato di cui all'ultimo link, dove si dà visibilità a quelli che Doctor Robert "Strangelove" Sburion definirebbe insignificanti "danni collaterali" nella gloriosa guerra contro quegli stramaledetti virus!


Reazioni avverse ai vaccini, la testimonianza di alcuni genitori


domenica 16 luglio 2017

Vaccini. Riflessione di Chiara Mussi
(medico chirurgo).

85 : commenti

Quando ho iniziato a lavorare in ospedale, come studente, la maggior parte dei miei mentori mi insegnarono una regola molto importante: ascoltare i pazienti. Su questa base, vorrei invitare ad una riflessione i medici e tutti i cittadini sul decreto legge Lorenzin, che impone come obbligatorie 12 (±X) vaccinazioni in età pediatrica, pena, per le famiglie che non aderiscono a tutti i 12 (±X) obblighi vaccinali inaccessibilità ad asili e scuole, sanzioni pecuniarie di notevole entità, perdita della patria potestà.

Tra le premesse alla riflessione vorrei ricordare alcuni punti.

Nella pratica clinica, i trattamenti sanitari obbligatori (Tso), vengono raramente utilizzati e riservati a situazioni di emergenza e soggetti incapaci di intendere e volere. Caratteristiche che non vedo applicabili ai genitori di neonati sani. La medicina moderna è andata sempre più verso la condivisione tra medico e paziente delle scelte terapeutiche. L’alleanza terapeutica che si crea tra chi cura e chi è curato aumenta la compliance del paziente e porta a migliori risultati. Il consenso informato è nato a garanzia del paziente e rappresenta una tutela importantissima per il cittadino, alla quale una società civile non dovrebbe rinunciare. La nostra Costituzione e numerosi altre leggi e convenzioni nazionali e internazionali riconoscono l’inalienabilità del corpo umano, tutelano la salute del singolo cittadino, anche nei confronti degli obiettivi di salute pubblica, e limitano fortemente l’utilizzo di trattamenti sanitari obbligatori. A fronte di queste premesse mi chiedo se sia invece lecito che la classe medica si ponga così al di sopra del cittadino. Con questo approccio, gli “esperti” decidono che cosa rappresenta il meglio per i singoli e per la collettività, ma non sono tenuti a convincerli, possono imporre multipli trattamenti, anche in assenza di malattia, di emergenza, di incapacità di intendere e di volere. Con questo approccio, i genitori, ma direi in generale i pazienti, non contano più nulla. Sono assimilati ad interdetti mentali, poiché evidentemente ritenuti tali. Ho ascoltato in questi giorni i racconti di molti genitori. Non mi sono per nulla infastidita nel vedere mamme che hanno fatto ricerche bibliografiche su internet, degne di uno studente universitario. Anzi mi sono commossa. Mi sono ricordata di quello che diceva sant’Agostino: «Solo chi ama conosce». Mi sono ricordata dei miei grandi professori che mi hanno più volte suggerito, quando non capivo le complicazioni e la patologia di un paziente, di ascoltarlo, di vistarlo ancora, di sedermi al suo fianco a pensare e ripensare. Tra le migliaia di persone che hanno manifestato in questi giorni contro il decreto, nel silenzio assordante dei media e nell’indifferenza generale, ci sono moltissime famiglie che hanno figli con qualche disabilità in casa, che loro ritengono essere il risultato di un danno da vaccino. Far finta che queste persone non esistano, censurarne la voce, multarle, deriderle, non ha nulla né di etico né di scientifico. Queste malattie richiedono un focus da parte della comunità scientifica, che analizzi nel dettaglio cosa è capitato nel singolo soggetto e nella collettività. Questo focus può essere solo positivo, poiché darà chiarezza e conoscenza. Non è sufficiente laconicamente affermare che non sappiamo cosa è successo. Queste famiglie necessitano inoltre di un’attenzione umana e sociale, da parte dei medici, delle istituzioni e della comunità. L’indifferenza non fa che aumentare la rabbia.

A questo proposito ho sempre avuto grande ammirazione e rispetto per le associazioni di pazienti e per i patient advocacy groups. Credo che diano un contributo fondamentale alla medicina e siano da incoraggiare, non scoraggiare. Ascoltare i pazienti è uno dei compiti del medico. I medici sono gli esperti della salute, ma i pazienti sono coloro che ricevono i trattamenti che i medici somministrano, per tanto hanno tutto il diritto di chiedere, mettere in discussione e soprattutto scegliere. Il dibattito scientifico sui vaccini è complesso, così come lo sono il nostro sistema immunitario e il corpo umano. Il dottor Berrino ha paragonato questo decreto a una tortura di un sistema totalitario, in cui si ripetono slogan che rappresentano un’enorme semplificazione della realtà e si minacciano coloro ancora non del tutto persuasi del lavaggio del cervello a cui vengono sottoposti.

Spero che in questa confusione, che ha creato una vera frattura sociale, si possa riprendere un vero dibattito scientifico, che è quello che appassiona e libera la mente. Poiché la medicina deve andare avanti e non si deve mai accontentare dei risultati raggiunti. Spero soprattutto che si possa ridare serenità alle famiglie, che si sentono private del diritto all’informazione e alla scelta. Per quanto riguarda il diritto alla scelta, continuo a riflettere sul fatto che ogni nostra decisione influenza gli altri, da quando prendiamo la macchina al mattino per andare al lavoro, inquinando l’aria che è di tutti, a quando saliamo in metropolitana col mal di gola, esponendo altri al contagio. Per quanto riguarda i vaccini, questa riflessione dovrebbe tener conto di tutta la popolazione, non solo di quella pediatrica. Dal punto di vista tecnico, va invece ricordato che questo tema riguarda solo quelle malattie per le quali il vaccino dovrebbe produrre un effetto gregge (no tetano, pertosse, improbabile per meningite, ecetera) e questo effetto gregge dovrebbe essere scientificamente dimostrato e non solo desiderato. Dal punto di vista giuridico, il diritto dei pazienti che vorrebbero vaccinarsi ma non possono e la cui salute in qualche modo potrebbe dipendere dalla vaccinazioni di altri, si contrappone a quello di chi non vuole essere vaccinato perché teme complicazioni da vaccino o per altre ragioni. Dal mio punto di vista, questi diritti hanno pari dignità e credo che debba essere lasciata libertà di scelta, come per tutti i trattamenti che riguardano il nostro corpo e la nostra salute. In ogni caso, questo è sicuramente un complesso tema di riflessione, che necessita di approfondimenti giuridici e non di frettolosi provvedimenti.

In generale penso che sia questa la differenza tra una tirannia e la democrazia. Nella democrazia i singoli hanno diritto a contribuire liberamente al raggiungimento del proprio bene e del bene pubblico. Nei regimi totalitari il bene pubblico è conosciuto da pochi, che lo impongono ai cittadini, che non sono più visti come protagonisti, ma come sudditi, da comandare, poiché incapaci di riconoscere la giusta strada da percorrere. Con tutti i limiti della democrazia e pur conscia che la verità non è democratica, continuo a ritenere il sistema democratico il men peggiore che l’uomo possa produrre. Infine, vorrei invitare tutti, anche coloro che non hanno figli, ad immedesimarsi nella situazione. Provate ad immaginare se foste voi a ricevere una lettera in cui gli esperti comunicano che hanno deciso che dovete sottoporvi, per garantire la vostra salute e quella pubblica, a 12 (±X) vaccinazioni (decise ad hoc dai tecnici, adeguate ai vostri rischi e alla vostra fascia d’età). Pena non poter andare più al lavoro. Per quest’anno. L’anno prossimo potrebbero essere di più, a seconda dei nuovi preparati a disposizione. Il numero verrà deciso da una commissioni di esperti e vi verrà comunicato. Ma dovete farle tutte e 12 (±X), altrimenti in ufficio non si entra. E si paga anche una multa. Così e basta. È questo il modo con cui vorreste che venga trattato il tema della vostra salute e del benessere della comunità? Questa lettera non è fantasia. È la realtà che stanno vivendo in questi giorni migliaia di famiglie. È così che i medici vogliono far valere le loro buone ragioni? È questo il futuro del rapporto medico-paziente?

Chiara Mussi, medico chirurgo
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