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martedì 30 marzo 2010

Dieci piccoli Italiani

1 : commenti
"Questo risultato elettorale è il miglior riconoscimento per l’attività svolta dal governo, per le prospettive di stabilità del sistema politico e per la possibilità di realizzare, in questa seconda parte della legislatura, le riforme necessarie per l’ammodernamento e lo sviluppo del nostro Paese".  

Con tali parole il Presidente del Consiglio ha oggi ben sintetizzato il significato che attribuisce alle elezioni appena concluse.  

Ma quale è lo scarto tra chi lo sostiene e chi non condivide l'operato del governo che guida? 

Non trovando sui mezzi d'informazione una risposta chiara, ho fatto due conti da me: ho preso dal sito del Ministero degli Interni i voti validi per l'elezione dei Presidenti di Regione e li ho divisi tra quelli dati alle coalizioni di centro-destra, quelli dati alle coalizioni di centro-sinistra, quelli dati alle altre liste minori non apparentate né alla maggioranza né all'opposizione. Le 13 Regioni in cui si è votato rappresentano oltre l'82% della popolazione Italiana, un campione assolutamente significativo. Il risultato è riassunto nella tabella qui sopra (può essere ingrandita cliccandoci sopra): su 24.867.938 voti validi, 10.892.573 (43,8%) sono andati al centro-sinistra, 12.194.202 (49,0%) al centro-destra, 1.781.163 (7,2%) alle liste minori di Grillini, UdC, sinistre e destre varie. Questo significa che se dieci Italiani si siedono attorno a un tavolo 5 sono favorevoli all'operato del governo in carico e gli danno carta bianca, 5 sono contrari e ne vorrebbero le dimissioni (tra questi ultimi 1 non ripone fiducia né nel PdL-Lega né nel PD-IdV). Se accettiamo dunque il valore referendario dato da Berlusconi a questo voto, non siamo certo di fronte ad un plebiscito, tutt'altro. E i 5 italiani che non lo hanno appoggiato non sono "contro" per partito preso, semplicemente non si riconoscono nell'Italia che lui "raccontata" e "dipinge". Ricordatevi di questo 5 a 5 tutte le volte che chi ci governa tornerà - c'è da scommetterci - a dirsi legittimato dal popolo a infischiarsene dell'opinione di... metà del popolo! Senza entrare nel merito di come sia stato mediaticamente costruito il consenso dei 5 favorevoli, e se si tratti davvero di un "consenso informato", ora più che mai si osserva che l'Italia è un paese perfettamente spaccato in due nell'opinione che ha del suo premier, amato o contestato senza mezze misure, e spaccato in tre nella "geografia politica": Lega al Nord, PD al Centro, PdL al Sud, con poche eccezioni che confermano la regola. Accanto a un PdL che cala, ma tiene, come la Democrazia Cristiana della prima Repubblica, la Lega ha la collocazione nell'elettorato che mezzo secolo fa apparteneva saldamente al PCI. Se la classe politica ex-comunista è ormai costituita soprattutto da "filosofi" che "filosofeggiano" senza saper coinvolgere emotivamente (con poche eccezioni vincenti), la Lega si è radicata nel territorio parlando a operai e contadini in modo semplice e diretto, più populista perfino di Berlusconi (che è pur sempre "il ricco"). Accanto al Don Camillo di Guareschi, oggi ci sarebbe un Peppone leghista, non più comunista! Ci sarebbe da parlare anche di Di Pietro e del successo dei Grillini, a cui Cacciari "poco filosoficamente" vorrebbe dar fuoco... ma non ne posso più! Con questa paginetta chiudo la parentesi elettorale aperta nel blog. Cercherò di tornare a parlare il prima possibile di cose che fanno bene all'anima. Ne abbiamo tutti molto bisogno.

A bocce ferme

2 : commenti
Non nascondiamoci dietro al dito: la sinistra ha perso Calabria, Campania, Lazio e Piemonte, regioni "pesanti". E l'Italia esce dalle Regionali 2010 ancora più spaccata, divisa e contrapposta di prima. Questa è l'Italia di oggi: una nazione dove i consapevoli che pensare senza fare è velleitario sono meno degli inconsapevoli di quanto fare senza pensare sia pericoloso. Un fare senza pensare in senso lato ovviamente. Cancellare l'opposizione dai media TV guardati dalla maggioranza delle persone, ha premiato la maggioranza che ha cambiato le regole del gioco a partita in corso. Il pensare dei furbi insomma.

lunedì 29 marzo 2010

Affluenza Regionali 2010

3 : commenti
-7%

E ora aspettiamo di vedere se il calo di voto ha punito o favorito qualche forza politica.

Intanto mi ci scappa un bell'acrostico di anagrammi di astensione!

Assenti? E No!  
Sì, sane note.  
Tie', annesso!  
È insensato.
Non sia sete.
Son astenie.  
Innesto a sé.  
Onestà in sé.  
Nessi o tane?  
E annessi O.T.*  

* Off Topic

 LINK ad alcuni "speciali elezioni":
Post scriptum della sera: pareggio? Post scriptum del mattino: no...

domenica 28 marzo 2010

De profundis TG1

0 : commenti
Stasera mi sono costretto a vedere il TG1. Si può ancora definire un telegiornale, cioè l'equivalente video di un quotidiano di informazione? Assolutamente no. Ormai è l'equivalente di settimanali di svago o gossip. Vedasi il servizio, con tanto di psicologa compiacente e compiaciuta e interviste risibili, sulle belle cinquantenni (attrici, soubrette eccetera!) che tendono sempre più a scegliere partners molto più giovani di loro, oppure quello su uova e cesti di Pasqua, oppure quello sui primi bagni di sole al mare e così via. Se a uno interessa sapere cosa è successo di importante in Italia e nel mondo, è inutile che butti via mezz'ora a guardare il TG1. Le fasce orarie che competerebbero a un siffatto mal-format dovrebbero essere quelle di UnoMattina e delle 18 o giù di lì, non certo quelle in cui ci si aspetta di vedere un telegiornale. Sarebbe auspicabile che l'Agcom sanzionasse non solo le infrazioni quantitative, ma anche quelle qualitative.

(Questo post è il corollario a Se la tivù...)

Se la tivù...

1 : commenti

Così si conclude l'intervento odierno di Ilvo Diamanti su Repubblica.it, ineccepibilmente lucido come al solito.
 
(questo post ha un'appendice)

giovedì 25 marzo 2010

Cosa c'entrano Nixon, Platone e Freud
con un anagramma?

4 : commenti
Nel 1972 ero molto giovane, ma il clamore suscitato in tutto il mondo dallo scandalo Watergate lo ricordo bene. Le telefonate del Presidente degli Stati Uniti d'America Richard Nixon erano state intercettate e lui si dimise, colto con le mani nella marmellata dell'abuso del potere. Tempi in cui i governanti avevano ancora palle e dignità, evidentemente. Oggi in Italia, qualcuno, per molto ma molto meno, non si dimette e si fa beffe di noi che chiediamo il rispetto delle regole democratiche e della Costituzione dei padri della patria, anzi accusa noi di essere sovversivi e istigatori all'odio. Colto con le mani nella marmellata, la rovescia addosso a tutti e tutti accusa, tranne se stesso. Considerandoci sprovveduti o ignoranti, fa finta di non ricordare cosa successe a Nixon e, re dei bugiardi senza vergogna qual egli è, afferma che l'unica nazione al mondo in cui un premier può essere intercettato è la nostra. E si inventa un inesistente vulnus della democrazia da parte della magistratura quando lui stesso è il vulnus. E si dice "capopopolo" del partito della libertà quando lui stesso e i suoi vassalli complici minano scientemente da 16 anni le fondamenta delle libertà civili tanto faticosamente conquistate. Nauseato da tutto ciò mi rifugio negli anagrammi. Sì gli anagrammi. Perché ho verificato tante volte che sanno aprire squarci di verità sul mondo. Per questo li adoro e mi diverte passare al loro setaccio nomi di persona e altro. Non voglio certo dire che l'anagramma, per esempio di un partito politico, ci permetta di guardare quest'ultimo per quello che veramente è, piuttosto che la sua ombra cinese. E che l'anagramma, ci apra gli occhi come avviene a chi esce fuori dalla caverna di Platone. Certo che no. Però spesso anagrammando accade qualcosa di davvero divertente. E se una barzelletta, o una frase, o un anagramma, ci fa ridere è perché - osservò bene Freud - vengono messi in gioco gli stessi meccanismi del sogno, per esempio il doppio senso (una singola espressione che esprime cose diverse). Ciò consente l'emersione dei contenuti presenti nei nostri inconsci e la liberazione istantanea dell'energia psichica che prima li bloccava (censura). È proprio l'esplosione di tale energia a scatenare la risata in chi ascolta un motto di spirito. Insomma non credo proprio sia un caso se anagrammando Popolo della Libertà mi è venuto fuori:

o balle del topo pirla 

Ricordatevelo, quando tra pochi giorni andrete a votare. E passate parola! :-)

P.S. Altri anagrammi di Popolo della Libertà.

martedì 23 marzo 2010

Il circo della politica

2 : commenti

ASSISI - Dopo una giornata intensa di lavoro lascio l'Ufficio che sono passate da poco le 18. Vado a riprendere l'auto al parcheggio e... non si scherza mica: è arrivato il circo della politica, il teatrino dei candidati alle regionali!
Mi trovo uno, due, tre, quattro, cinque faccioni del PdL a proclamare la loro fede nella religione della libertà proprio davanti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, quella che ospita la Porziuncola di San Francesco.
Resisto alla tentazione di cercare un vigile urbano per domandare se tutto ciò sia regolare: un pullman stile Priscilla regina del deserto, e quattro camioncini per pubblicità mobile, parcheggiati in bella parata proprio lì... un po' di rispetto per un luogo sacro no? Permessi, autorizzazioni, occupazione del suolo pubblico, ottemperanza ai regolamenti comunali... sarà davvero tutto a posto?

In ogni caso, collocare una propaganda così invasiva in una simile locazione non è di buon gusto. Datemi pure del bacchettone.
N.B. Sarei disposto a votare un Presidente di Regione sulla base dei suoi programmi, di sinistra o destra che sia (lo avevo scritto qui), ma non considero degno di voto chiunque si presti a rappresentazioni "oscene" come quella avvenuta pochi giorni fa in Piazza San Giovanni a Roma (ecco il video del momento topico).
Perché credo nella Libertà del Popolo, non nel Popolo della Libertà (di far quel che cavolo vogliono).  

Post scriptum del giorno dopo. Stamattina, tornato sul luogo del delitto, i faccioni non c'erano più. E mi sono accorto che su tutto il piazzale, adibito a parcheggio per le autovetture dei pellegrini, vige il divieto di sosta per caravan e roulotte, figuriamoci dunque se possono sostarvi camion e pullman. Anche all'uscita dal lavoro, poco fa, nessuna traccia dei faccioni. Chissà, magari qualche cittadino, o frate (ieri le pubblicità elettorali erano piazzate proprio sulla strada di accesso al convento), si è lamentato per davvero. E i barbari hanno alzato le tende.

lunedì 22 marzo 2010

Senza pudore, senza ritegno... senza parole

2 : commenti



Sabato sul palco a Piazza San Giovanni, a recitare questa parodia di preghiera (di dubbio gusto), c'era anche Fiammetta Modena, candidata del PdL a Presidente della Regione Umbria. Una trentina d'anni fa frequentavamo la stessa sezione del Liceo Classico Mariotti di Perugia, separati da un anno. Non avrei mai immaginato che potesse cadere così in basso. Arrossisco io per lei.

Nel nome della libertà Prendo il solenne impegno A realizzare nella mia Regione In sintonia con il Governo nazionale Tutti i punti del Patto per l'Italia Presentato oggi dal Presidente Silvio Berlusconi.

Verranno eletti 13 Presidenti delle Regioni. Però se contate quanti sono i "discepoli" adoranti che fanno ala al loro "Messia", sembrerebbero 12... all'inizio se ne contano 11, poi spunta fuori il dodicesimo, ma il tredicesimo non si vede proprio! Un vero e proprio rito politico-esoterico? Prove generali di teocrazia taleb(erlusconi)ana in Italia? :-)

Se questa preghierina fosse stata davvero recitata in 13, mi auguro rappresenti la "ultima cena" di cotanto capopopolo: le balle le racconta bene, ma risorgere da una sacrosanta debacle elettorale stavolta non gli riuscirebbe più. Perciò, tutti alle urne!!!

domenica 21 marzo 2010

Ber contro Ber

1 : commenti
Leggo ora sul Corriere (qui) che l'innominabile BER capo del governo non ha il coraggio di affrontare in TV il nominabilissimo BER capo dell'opposizione, in uno di quei faccia a faccia elettorali un tempo consueti qui da noi come in tutte le grandi democrazie occidentali, ora non più. L'Italia non è più una grande democrazia, ma solo la parodia di una repubblica delle banane: dopo l'editto bulgaro contro i talk-show politici, niet anche alla tribuna politica tra i leader PdL e PD. Chi è abituato a rintontire il suo uditorio a suon di bugie e senza contraddittorio, sa di non potere affrontare chi lo sbugiarderebbe di fronte a tutt'Italia. Così piuttosto che perdere la partita sceglie di non sedersi al tavolo da gioco. Lo applaudite per questo? Votate pure la sua compagine allora, se siete chiamati a rinnovare i vostri Consigli regionali. Lo fischiate? A maggior ragione votate nel prossimo weekend!!!

La regola del milione non mente mai!

1 : commenti
Un milione: Ma mica milioni reali origine di tanti mali, ma milioni per finta, milioni di carta dipinta, innocui milioni creatori di illusioni.
(Sergio Toffano)

Il nostro prode cavaliere continua a millantare miracoli! Dopo il famoso milione di nuovi posti di lavoro in Italia (che nessuno infatti ha mai visto), adesso ha creato dal nulla un milione di simpatizzanti a Roma. Mi riferisco ovviamente alla grande adunata del PdL di ieri 20 marzo, proclamata dal premier per non esser da meno degli italiani che gli dicono in faccia, guardandolo negli occhi, che lui, il re, è nudo.
Un 1.000.000 di manifestanti che la Questura dell'Urbe ha stimato invece in 150.000, e molto probabilmente in eccesso, visto che le Questure non parteggiano certo per il centro-sinistra. La prova che erano molto ma molto meno di un milione? 1) Il confronto fotografico con altre manifestazioni nello stesso luogo; 2) Semplici considerazioni di buon senso e geometria. Augurandomi che il tempo delle marce su Roma non torni mai più, anche se chi ci malgoverna le rimpiange, raccomando a tutti coloro che sono chiamati alle urne, di andare a votare, sia per eleggere le amministrazioni che governeranno le loro Regioni, sia per dire basta alla B del grande buffone! Mandiamolo a casa, pardon nelle sue ville, prima che sia troppo tardi per la democrazia.

mercoledì 10 marzo 2010

B come BUFFONE

3 : commenti
Compatisco chi studia oggi legge. Cosa è la legge quando il principio guida della certezza del diritto è svuotato di senso? Cosa è la legge quando appare evidente a chiunque che non è uguale per tutti, quando con Legge dello Stato si sancisce un confine tra cittadini di serie A, al di sopra della legge, e quelli di serie B, sottoposti alla legge. Quale è il modello di avvocato oggi per uno studente di scienze giuridiche? Quello del professionista al servizio dell'Ordinamento, dello Stato e del Popolo? O piuttosto quello del sottile sofista, con la morale buona per tutte le stagioni, pagato per dimostrare veri non i fatti avvenuti realmente, ma quelli ricostruiti ad arte pur di giustificare, favorire, assolvere o anche solo prescrivere il suo cliente? Se mi fossi addormentato 20 anni fa e risvegliato oggi, guardandomi attorno e ripensando ai princìpi del Diritto, non avrei nessun dubbio: la democrazia italiana è gravemente lesa, è in atto uno strisciante sovvertimento (neo-oligarchico e soft-totalitario) dell'ordinamento, nascosto dietro al demagogico alibi del mandato della "volontà" popolare. Io sono con la Costituzione. Io sono con i Magistrati. Io sono per l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Legge. Io sono per il rispetto delle regole. Io sono per la Libertà. Io sono contro l'arroganza e l'impudenza di chi vuole sempre avere ragione, anche quando contraddice se stesso. Il Governo che mi sta governando non è il mio governo, non posso riconoscerlo più. Perché non rappresenta i valori su cui è nata questa Repubblica. Perché sta violando la legge. Perché sta infangando l'immagine della Nazione. Perché sta mettendo le parti sociali le une contro le altre, accendendo scientemente la miccia di una guerra civile. Questa miccia va spenta subito. Perché per farsi eleggere ha ingannato i suoi elettori, specie quelli tele-ipnotizzati, propinando loro un mucchio di bugie. E parecchi li ha direttamente comprati. Perché è un Governo guidato da un BUFFONE, che offende l'istituzione che rappresenta. Ero propenso ad astenermi al prossimo voto. Invece voterò, a sinistra naturalmente, ma convinto della necessità di questa scelta come non mi capitava più da un bel po' di tempo. E mi auguro che la cronaca politica di queste ultime settimane questo effetto lo faccia a tanti. Che le prossime elezioni amministrative siano un referendum: mandiamoli a casa!

giovedì 4 marzo 2010

Le dimissioni di Bersani

7 : commenti
Quello che è successo in questi giorni in Lombardia e soprattutto nel Lazio è istruttivo, sotto molti punti di vista.
In primis mostra impietosamente il livello di mal competenza e pressapochismo, alla base come al vertice, della compagine che governa l'Italia. E pure come essa ami ribellarsi al quieto rispetto delle regole. Siamo seri. Se ad essere esclusi per gli stessi motivi fossero stati listini e liste dell'opposizione, ve lo immaginate il centro-sinistra minacciare di scendere in piazza? Al limite avrebbero chiesto le dimissioni di Bersani! E ve lo immaginate il Governo Berlusconi farsi in quattro per escogitare un sistema per riammettere le liste "nemiche" escluse? Io no. Continuo a osservare che il rispetto delle regole democratiche e delle leggi appartenga in generale più alla tradizione politica del centro-sinistra che a quella del centro-destra: sarà pure una vittoria ai punti, ma c'è. È del centro-destra - chissà perché - la tendenza a vedere le leggi come una sorta di impiccio che i più furbi e potenti fanno bene ad aggirare. Dubito sia stata architettata una manovra per scippare gli elettori della Polverini e di Formigoni del loro diritto al voto. Il punto è un'altro: chi partecipa a una competizione e ne viene squalificato, in base alle regole accettate in partenza da tutti i giocatori, può solo prendersela con se stesso e starsene zitto. Altro che minacciare rivoluzioni e guerre civili. Questo sì che è vergognoso.

mercoledì 3 febbraio 2010

Domande scomode...

0 : commenti
Ma se è vero che Berlusconi ha bocciato la candidatura a Presidente della Regione Umbria del Sindaco di Assisi, Ing. Claudio Ricci (a sinistra nella foto), per via delle sue orecchie a sventola e del suo look poco cavalier-rampante, come diavolo ha potuto far insediare il Prof. Renato Brunetta su una comoda poltrona da Ministro???

N.B. Ricci era l'unico candidato di centrodestra che io, da sempre elettore di sinistra, avrei potuto votare alle imminenti elezioni ragionali confidando potesse fare qualcosa di buono. E soprattutto per esprimere un voto di protesta per come ho visto governata la mia Regione, soprattutto nella materia del sociale.
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