Ehi papà grazie perché quando son triste o piango mi abbracci, ma non con quegli abbracci comuni come per dire "Ehi tranquilla" no, molto meglio, uno di quegli abbracci intensi che ti fanno arrivare tutto l'amore che hai per una persona, mi baci sulla guancia e catturi nella tua, ancora, grande mano l'acqua malvagia che sgorga dai miei occhi.Mi racconti quante cattiverie ci sono nel mondo, mi avverti che non devo sottovalutarle perché ci sono, e la gente ha paura di esse e quindi le ignora e ci casca, come le trappole nascoste dalle foglie nel bosco. Mi hai insegnato a camminare e ancora lo stai facendo, mi aiuti a vedere qual'è la strada giusta da prendere, mi fai notare quando ho preso una scorciatoia sbagliata che mi avrebbe portato da tutt'altra parte da dove volevo andare e mentre lo fai mi tieni per mano, e so che quella mano non si staccherà mai dalla mia.
E mi fai ridere, perché dici che devo essere felice e forte in qualunque momento, perché quando rido i tuoi occhi si illuminano. Sai pa', quando ti guardo vedo il riflesso della mia parte buona che c'è in me. Io vorrei essere come te da grande, forte e decisa, certo, sei un uomo dalle mille paure e dalle sue piccole fragilità, ma tu non scappi come faccio io, tu le affronti a testa alta le tue paure, tu li abbatti gli ostacoli, io invece li salto solo nell'atletica, ma quando ne trovo uno vero inciampo su di esso, e cado. Ecco papà, io voglio imparare da te, come sempre ho fatto e mai smetterò.
Ti voglio bene, tanto bene.

































