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22passi è un blog non una rivista on line, pertanto la responsabilità di quanto scritto in post e commenti dovrebbe appartenere solo ai rispettivi autori. In ogni caso (cfr. Sentenza Corte di Cassazione n. 54946 del 27 dicembre 2016), le persone fisiche o giuridiche che si reputassero diffamate da determinati contenuti, possono chiederne la rimozione contattando via email l'amministratore del blog (vd. sezione "Contatti") e indicandone le "coordinate" (per es. link, autore, data e ora della messa on line).

lunedì 31 dicembre 2012

Blog 22 passi: bilanci al volo d'un lungo e complesso 2012

14 : commenti
A fine anno non tiro somme, la matematica non è mai stata il mio forte.
Spero di essere entrato nel cuore di qualcuno o, contrariamente,
nel cestino della carta di qualcun altro! (Charles Bukowski)


Cari amici e lettori, ecco il mio post di fine anno.

In primis mi scuso con tutti per il minore tempo che nel 2012 ho potuto dedicare sia a scrivere post sia a partecipare alle tante discussioni generate nel blog dai vostri commenti. In verità a volte mi sento come un padrone di casa, a lungo all'estero per lavoro, che ha lasciato le chiavi ad amici e amici degli amici e amici degli amici degli amici e così via (dai conoscenti fino agli sconosciuti), a volte con un po' di apprensione, ma sempre confidando che alla lunga  la fiducia paghi. Va bene, datemi pure dell'idealista: lo sono.

Visti certi “giudizi” che talvolta leggo (o mi vengono riferiti), ricordo ai più “distratti” che 22 passi d'amore e dintorni è un blog d'un “poro cristo” (ci rido su, mica sto facendo vittimismo) cui è capitata la sorte di trovarsi in contatto con una serie di informazioni che ha voluto condividere con tutti (non si fa!), tanto quanto le fonti gli consentivano di fare senza violare segreti industriali e NDA o venire meno alla semplice cautela richiesta da certe tematiche.

Ricordo pure che ho un lavoro che mi dà da vivere e una famiglia con le sue normali e numerose necessità, mentre il blog è soltanto un “hobby” che coltivo nel tempo libero. Per questo invidio parecchio quegli altri blogger che possono dedicare maggior tempo e impegno ai loro blog e relativi lettori, o perché sono pensionati o perché di fatto l'attività di blogger s'integra con il loro lavoro o perché sono pagati per propagandare determinate "idee" nel web... in quest'ultimo caso però non li invidio per nulla: alla mia coscienza e integrità io ci tengo.

mercoledì 26 dicembre 2012

Il grafico stupidologico

33 : commenti
Un simpatico e affezionato lettore del blog (indovinate chi) mi ha segnalato l'esistenza di una sorta di mappa semiotica che permette di collocare le nostre azioni (individuali o di gruppo) in base a due semplici coordinate X e Y:
  • la X misura il vantaggio personale che otteniamo dalle nostre azioni, ovviamente in caso di numeri negativi si tratta di svantaggio;
  • la Y misura l'effetto delle nostre azioni sugli altri, benefico se positivo, dannoso se negativo.


Abbiamo dunque definito un particolare piano cartesiano in cui:
  • il quadrante con X e Y positivi rappresenta chi riesce a ottenere vantaggio sia per se stesso sia per gli altri, un comportamento senza dubbio da persone INTELLIGENTI;
  • all'opposto il quadrante con X e Y negativi rappresenta chi riesce a ottenere svantaggio sia per se stesso sia per gli altri, un comportamento proprio degli STUPIDI;
  • il quadrante con X positivi e Y negativi rappresenta chi riesce a ottenere vantaggio per se stesso e danno per gli altri, un comportamento senza dubbio degno di lestofanti e FURFANTI;
  • infine il quadrante con X negativi e Y positivi rappresenta chi riesce a ottenere svantaggio per se stesso, ma benefici per gli altri, un comportamento che, se inconsapevole, è da SPROVVEDUTI, mentre se consapevole è da generosi e ALTRUISTI.
Ho fatto il mio esame di coscienza e, se devo collocarmi rispetto alla mia attività blogger di questi due ultimi anni, allora rientro tra gli ALTRUISTI poiché, nel mio piccolo, mi do da fare per aiutare gli altri ad aprire gli occhi (che ci credano o meno!) su alcuni temi in cui credo molto (e restare fedele ai miei ideali) anche a costo di danneggiare i miei stessi interessi. Spero in futuro di poter essere sempre più utile, senza però rimetterci più in termini di serenità.

Invito chi lascia commenti su questo blog a riflettere su dove si collocherebbe in questo "grafico".

P.S. Questo post prende spunto da Il potere della stupidità di Giancarlo Livraghi, edito in Italia da Monti & Ambrosini Editori, che potete acquistare per esempio qui o leggere gratuitamente sul sito dell'autore; in particolare, il "Grafico stupidologico" lo trovate al Capitolo 8. Livraghi ricorda e cita l'opera di Carlo Maria Cipolla (1922-2000), autore di svariati libri tra cui Allegro ma non troppo, dove il grafico in questione apparve per la prima volta.

lunedì 24 dicembre 2012

60 : commenti


Buon 

Natale a tutti.

Con uno spazio libero

che ognuno riempirà col cuore,

come sarebbe giusto riempire ogni giorno
  
dell'anno.

AUGURI :)

venerdì 21 dicembre 2012

Lettera del prof. Stremmenos a "TO BHMA"

134 : commenti
Il professor Christos Stremmenos mi ha scritto l'altro ieri. L'occasione erano gli auguri di Natale, ma ne ha approfittato per ribadire la sua posizione rispetto a Defkalion GT, di cui un tempo era presidente onorario. Egli si sente infatti moralmente coinvolto nella nascita di questa Società, quindi non riesce a restare indifferente quando ne legge i comunicati stampa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un lungo servizio su Defkalion GT recentemente apparso su un autorevole giornale greco, “TO BHMA”: il prof. Stremmenos si è sentito in dovere di intervenire su quelle stesse colonne con una lettera altrettanto lunga, caustica ma veritiera. Lui stesso l'ha tradotta in italiano e me l'ha inviata con preghiera di pubblicarla anche su 22 passi.

Il prof. C. Stremmenos (a sinistra nella foto) 
al Polo Tecnologico di Pordenone il 12 ottobre 2012,
accanto a lui A. Proia (Prometeon) e A. Rossi (Leonardo Corp.)




***

Caro Signor Karakousis
(Capo redattore del giornale “TO BHMA”)

Nel vostro autorevole giornale “To Vima” (Domenica 02/12/12), ho letto con un certo ritardo, ma con relativo piacere l'articolo del Sig. Kafantaris "Fusione in casa!" (credo intendesse "Fusione fredda in casa") che, pur riportando informazioni incomplete e inesatte (forse al limite della... disinformazione! …non per colpa del giornalista), contribuisce comunque all’aggiornamento dei vostri lettori e promuove discussioni utili attorno ad una questione cosi importante.
Malgrado il silenzio assordante dei media più importanti di tutto il mondo, è in corso un thriller politico-scientifico, di interesse assolutamente eccezionale.
Dai miei documenti accertati sul tema della fusione fredda (mi sono occupato di ricerche attinenti fin dai primi anni '90 e continuo tutt’ora), risulta che molte cose sono successe negli ultimi due anni, per dimostrare che siamo davvero alla vigilia di una rivoluzione tecnologica, con impatto globale, a livello scientifico, economico e politico.
Nell'articolo di Kafantaris non riesco a comprendere perché sia stato omesso il contributo dei pionieri scientifici della fusione fredda, Martin Fleischmann e Stanley Pons, che per primi hanno osservato il fenomeno nel 1989. Taciuto anche dagli intervistati il merito di Rossi, coadiuvato dalla consulenza scientifica di Sergio Focardi, che ha creato il primo dispositivo funzionante, chiamato E-Cat (catalizzatore di energia) e in continua evoluzione, che raggiunge per ora un megawatt di potenza termica con soli pochi grammi di nichel e idrogeno, già disponibile con relativa certificazione sul mercato.

giovedì 20 dicembre 2012

Codex 22

42 : commenti
Codex Dresdensis
Tutti braman il Suo segreto
tanti tradirebbero per lui
avendone caso oppure forza.
Là dove nessun cerca un tubo
or l'ho celato e incernierato
ut poter un dì dimostrartelo:
oculus vidit, bocca addentò
il promesso silenzio pro meis
amicis et micis excellentis.
La soddisfazione magna est:
darti comunque modo di saper
ordunque non svelando


12 "versi"
113 sillabi (9-10-10; 9-10-10; 9-10-10; 9-10-7)
326 "segni"

Una garanzia per dimostrare in futuro la mia integerrimità,
una cassaforte a parole per custodire quel segreto.
Ché senza "chiave" non ci puoi far nulla.
La soluzione? È 23 ma pure 22!

mercoledì 19 dicembre 2012

COHERENCE 1999-2012 (5/5):
ultimi contributi e directory

7 : commenti
Con quest'ultimo post dedicato a Coherence 2012, concludo la copertura che ho volentieri dato all'incontro tenutosi il 14 dicembre scorso a Roma, presso la Casa dell'Aviatore, che ha visto riunirsi a convegno vari ricercatori e studiosi di LENR, farmacoelettrodinamica ecc., nel ricordo del compianto Giuliano Preparata e delle sue grandi intuizioni che spaziavano dalla fisica alla biologia.

Ecco slides e materiali degli ultimi interventi che mi erano rimasti da pubblicare:

A seguire trovate una directory di tutto quello che ho già pubblicato negli scorsi giorni:

COHERENCE 1999-2012 (1/5): web-cronaca della mattina
Questo primo post contiene i link a slides e materiali dei seguenti interventi:
COHERENCE 1999-2012 (2/5): web-cronaca del pomeriggio (prima parte)
Questo secondo post contiene i link a slides e materiali dei seguenti interventi:
COHERENCE 1999-2012 (3/5): web-cronaca del pomeriggio (seconda parte)
Questo terzo post contiene il link alle slides del seguente intervento:
Incorpora inoltre il video del saluto portato al convegno da Jerome Benveniste: 
In questo quarto post si approfondisce il contenuto dell'intervento di Mastromatteo e si rendono disponibili i seguenti documenti:

COHERENCE 1999-2012 (4/5):
contributi di Ubaldo Mastromatteo (STMicroelectronics)

78 : commenti
Ubaldo Mastromatteo mi ha inviato due file pdf in cui è riassunto quanto ha illustrato al recente convegno Coherence 1999-2012 - Roma, Casa dell'Aviatore, 14 dicembre 2012 - (trovate una mia parziale sintesi qui dalle 11.50 alle 11.27) rendondolo comprensibile a chi non era presente meglio che con le slide originali abbastanza scarne, preparate per una spiegazione orale.
  
Ecco i link per scaricare i due file:
Riguardo le prove fatte col filo di Celani (primo pdf), al grafico della calibrazione è stata aggiunta una spiegazione scritta per meglio comprendere la struttura del grafico e i parametri sugli assi; quindi una ulteriore slide che mostra un altro tipo di calibrazione fatta usando una relazione tra la potenza immessa e l’aumento di pressione nel reattore, a conferma del test con eccesso di potenza (i colori di questo grafico sono invertiti rispetto ai precedenti: azzurro significa produzione di calore in accesso; mattone significa senza produzione di calore in eccesso).

Ricordo che 22 passi ha già riferito della replica STMicroelectronics dell'esperimento Celani col filo di costantana esattamente due settimane fa (qui).

L’articolo in inglese (secondo pdf), in sintesi, dimostra 3 fatti che Mastromatteo reputa sperimentalmente incontestabili:
  1. il Pd immerso in ambiente di H o D è sede di fenomeni esoenergetici di origine nucleare, in quanto il materiale in forma di film sottile raggiunge la temperatura di fusione, come si evince dalle foto al microscopio elettronico (reazioni di tipo chimico non sarebbero in grado di portare il materiale alla fusione in aree così piccole);
  2. i prodotti della reazione sono tutti con numero di massa inferiore a quello del Pd, pertanto il processo nucleare fa supporre una fissione del materiale (Pd);
  3. la contaminazione del Pd prima dei test è da escludere per il semplice fatto che l'eventuale presenza dei prodotti riscontrata nelle aree esaminate, per effetto di reazioni chimiche con eventuali contaminanti, non potrebbe portare in nessun modo alla fusione del Pd (oltre 1500° C).
Inoltre, opportune combinazioni dei prodotti di reazione osservati permettono di ricostruire la massa dei vari isotopi del Palladio, aggiungendo eventuali particelle Alfa o He3 o altre particelle energetiche in grado di spiegare il trasferimento di energia al reticolo metallico e la presenza di Elio riscontrata da vari ricercatori nel gas all’interno della camera di reazione.

La slide con lo spettro gamma e dei neutroni durante gli esperimenti condotti in STMicroelectronics su Nichel e costantana, mette invece in evidenza l’assenza di radiazione gamma e di neutroni anche in concomitanza di piccole produzioni di calore in eccesso (negli esperimenti col Palladio durati varie settimane non sono stati usati tali detectors).

Un'ultima importante precisazione di Mastromatteo sulle prove col Palladio riguarda la camera di reazione: in essa sono sempre stati inseriti due campioni per avere una misura differenziale tra il campione irraggiato col laser e quello non irraggiato (in questo modo si intendeva eliminare eventuali artefatti dovuti alla manipolazione dei campioni e altri errori sistematici). A tal proposito si nota che il campione in Deuterio non irraggiato è sede di trasmutazioni nucleari anch’esso, mentre ciò non avviene nel caso di atmosfera di Idrogeno. Nel caso dell’Idrogeno gli elementi riscontrati sono in numero maggiore che per il Deuterio e ciò avvalora ulteriormente l’ipotesi di fissione per assorbimento multiplo di atomi di Idrogeno, Deuterio e loro combinazioni.

Trovo che la parte sulle trasmutazioni sia senz'altro molto interessante, mentre quella sugli eccessi di calore del filo di Celani paga ancora lo scotto delle piccole potenze rilevate, tanto più che le calorimetrie sono, come ormai ben noto a tutti, operazioni estremamente difficili, soprattutto quando sono in gioco potenze di ordini di grandezza così minimi.

Senza una completa presentazione dell'apparato, senza una completa trattazione degli errori di misura di ogni grandezza e della interazione che l'apparato ha con le diverse condizioni ambientali, i critici potranno sempre replicare che non ha alcun senso vantare un eccesso di calore. Resta però il fatto che le evidenze sperimentale si accumulano giorno dopo giorno e, anche se ancora non c'è "la prova", di indizi ce ne sono fin troppi per chi ha la vista dell'insieme.

martedì 18 dicembre 2012

Lettera aperta a Keshe
(di Luciano Saporito)

30 : commenti
Caro Daniele Passerini,

A seguito della pubblicazione del mio articolo “Kehe, Keshe e poi ancora Keshe!” sul Tuo sito web, e per stroncare definitivamente qualsiasi sterile polemica, Ti chiedo di pubblicare sul Tuo sito anche la mia lettera aperta a Keshe: “Ing. Keshe, io Le voglio bene!”, che Ti invio in allegato word.

Grazie e cordiali saluti

Luciano Saporito

***

“Ing. Keshe, io Le voglio bene!”

Caro Ing. Keshe,

In riferimento al mio articolo “Kehe, Keshe e poi ancora Keshe!” pubblicato il 17 Dicembre sul blog 22passi.blogspot.it di Daniele Passerini, e poi ripreso da diverse testate e siti web,

vorrei precisare quanto segue:

Personalmente seguo la “Fusione Fredda”, LENR, dal 1989! E questo di per sé dovrebbe farle capire qual è la mia apertura mentale, almeno in campo scientifico… Potrei aggiungere che da due anni a questa parte mi occupo anche in particolare di “Free Energy”… Ecco il motivo per cui ho seguito in internet anche il Suo lavoro e quello della Fondazione Keshe, e poi sono stato presente alle Sue tre conferenze di Montichiari il giorno 15 e 16 Dicembre.

In particolare ho messo le mie modeste capacità al servizio di un’azione volta a coniugare Scienza e Spiritualità, nella consapevolezza che una Scienza che non abbia un “Cuore”, e non abbia come finalità ultima il benessere dell’Uomo non sia degna di questo nome.

Attualmente mi onoro di collaborare con importanti scienziati e ricercatori, su progetti diversi, ma sempre collegati alle “Nuove Energie” ecc.

Pertanto mi sembra che abbiamo molto in comune, anche considerato che Lei parla di “Pace” e anche di un “Mondo Migliore”, che sarà possibile tramite l’uso delle Sue nuove tecnologie (Keshe)… tutti temi che mi sono cari, e che fanno vibrare le corde della mia Anima…

D’altra parte, come ho scritto nel mio articolo sopra citato, per quanto mi riguarda queste Sue tecnologie “meravigliose”, di cui Lei amabilmente, e anche in modo affascinante parla e ha parlato anche a Montichiari, non Le ho ancora viste! Questa è la mia modesta verità!

Naturalmente sono disponibile a venirla a trovare, accompagnato da un noto Fisico Sperimentale e anche da un ottimo Ingegnere, e anche Fisico Teorico, coi quali attualmente collaboro, se Lei vorrà invitarmi, presso i Vostri laboratori, per assistere di Persona e direttamente a prove e dimostrazioni pratiche della tecnologia Keshe. E qualora verificassi la realtà oggettiva e l’efficienza di questi Suoi apparati a tecnologia Keshe, sarei Io il primo a diffondere con entusiasmo la notizia pubblicamente e a diventare Suo fan e sostenitore effettivo. Resto in attesa di un Suo eventuale riscontro, e Le auguro un buon lavoro.

Cordialità
Luciano saporito

lunedì 17 dicembre 2012

Dalla redazione scientifica di SVT play...

70 : commenti


Stasera 17 dicembre, una TV on demand svedese - SVT play - diffonderà un reportage dedicato all'E-Cat, con interviste a Andrea Rossi (Leonardo Corporation), Mats Lewan (NyTeknic), Sven Kullander (Uppsala University), Hanno Essén (Stockholm University), Christos Stremmenos e altri. Il programma è realizzato dalla redazione scientifica di SVT play e dopo la messa in onda sarà accessibile a tutto il web (riporterò il link qui sotto):
http://www.svtplay.se/video/917953/del-14
N.B. La parte su Rossi e fusione fredda inizia a 24:24. Ovviamente il servizio è tutto, o quasi, in svedese, comunque Rossi parla in Inglese quindi è abbastanza comprensibile.
A parte le informazioni su SVT play su wikipedia, e questa anteprima di un minuto e mezzo, queste sono tutte le notizie che sono riuscito a raccogliere circa l'annunciata nuova epifania di Rossi sui mass media svedesi.

domenica 16 dicembre 2012

The Cxy Paradox
(post di Silvio Caggia)

125 : commenti

Dall'amico Silvio Caggia un gioco per fisici e ingegneri... io passo! Buon divertimento ai cervelloni che passano da queste parti.

English version:

Guys, here between Rossi, Keshe and many others, we may resolve all the problems of energy, transport, the economy... Perhaps there is nothing to do left for an inventor! :-)
But I think there it is still an open problem: very long distance telecommunications.
We had already answered to mr. Teknico that, according to the known quantum phisics, entanglement is not allowed to communicate classical bits... However... His desire has inspired me some reflections that I want to try sharing with you...

I have always been fascinated by the EPR (Einstein Poldosky Rosen) paradox, despite messing up that I think has created and which is still debated in today physics.
I have always wanted to design my paradox, my thought experiment that could help physics to take a step forward, solving questions that are open from dozens of decades.
Provisionally let's call this the Cxy paradox, in honor of Caggia and the other two scholars, not yet identified, which will share this honor. Besides, if I am inspired to EPR, I cannot do it all alone! :-D
I hope that you, reader, could instantiate x or y with the initial of your last name...

Let's ask ourselves this question first: is there a way of telling a beam of unpolarized light by a beam of light with 50% of vertically polarized photons and 50% of horizontally polarized photons?
To this question I got different answers from different people... On four so far:
  • One said no
  • One told me that the question is not clear
  • One told me yes
  • One is in doubt between yes and not, and has to check.
Who says "no" says that light composed of 50% by vertically polarized photons and 50% by horizontally polarized photons IS the NON-polarized light; and that single photons with linear polarization does not really exist, only circular polarization exists at single photon level.
On the other hand, if we imagine that the photons arrive one by one and we were able to measure their polarization, in one case we would have measures like 90, 0, 0, 90, 90, 0, 90, 0, 0, 0, 90 ... while in the other case, we would have measures like 37, 128, 63, 178, 0, 156, 45, 133... Are they two different things or not?
Howevere, no one has yet found a solution, theoretical or practical, to measure it.
I try to put the problem in more operational terms:
We have a source of unpolarized light, as the sun or a light bulb, Iet's call this beam "*", let's pass a beam of this light through a vertical polarizer, the beam name is now "|", let's have another beam "*" through an horizontal polarizer, the beam name is now "–". Let's combine the two beams "|" and "–", let's call this beam "+".
Is all this operationally clear?
The question is: can you build a detector that distinguishes between "*" beams and "+" beams?
Update: I have read in a manual received from one of the four persons that "polarization is relevant to the photoelectric effect", this gives me hope that the "+" beam produces much more photoelectric effect than "*" beam, and that a good engineer can easily design and build a Cxy detector! :-)

Let this issue be outstanding, clearly the first who finds a working solution that implements that, obtains the privilege to instantiate x. :-)

Suppose now that we can distinguish between a beam of unpolarized light and a beam of light with 50% of vertically polarized photons and 50% of horizontally polarized photons, and that we have built an apparatus that detects this information. Let's call this device Cxy detector and let's suppose it returns "*" when it receives unpolarized light and that it returns "+" when it receives only light polarized along vertical and horizontal axes.

Imagine a source S of entangled photon pairs, as in the typical EPR experiment. Let A be the photon beam that goes to the left and B the photon beam that goes to the right.
Let A end on a photographic plate, and B end on a Cxy detector. Each A photon meets the photographic plate with random polarization and is absorbed impressing it. Cxy detector then identifies a beam of unpolarized light and returns "*".
Now, on command, you interpose a simple vertical polarizer, Pv, along A beam, before the photographic plate.
According to Copenaghen interpretation of quantum mechanics, photons in the beam, before meeting Pv polarizer, do not have a polarization of its own, but only when they meet the polarizer they "decide" to have one. 50% of photons will decide to have a vertical polarization and will then pass the Pv polarizer going to end up on the photographic plate where they will be absorbed, 50% instead will decide to have an horizontal polarization and will be absorbed by the polarizer itself.
According to the Copenhagen interpretation of quantum mechanics, when photons of the beam will decide their polarization, also the corresponding entangled photons in the B beam will agree the same polarization, without any form of communication between the pair of photons, but simply thanks to a "non-local" nature of QM. In this case the Cxy detector on B beam identifies a beam of light with 50% of vertically polarized light and 50% of horizontally polarized light and returns "+".
In conclusion, by inserting or removing the Pv polarizer on A beam, you would obtain respectively "+" or "*" from the Cxy detector on the B beam. Therefore you would have a communication media that uses "non-local" Nature to transmit classical information (bits) regardless of the distance! Wow! :-)

In conclusion there are three possible cases:
  • Or this thing works and we can revolutionize communications over long distances (Wow!)
  • Or this thing does not work and we have falsified the Copenhagen interpretation of quantum mechanics (my secret dream!)
  • Or there is an error in this reasoning. Which one? :-)
--------------------
 
Versione italiana:

Ragazzi, qui tra Rossi, Keshe e quanti altri forse si risolvono tutti i problemi dell'energia, dei trasporti, dell'economia... Forse non rimane più molto da fare per un inventore! :-)
Ma pensandoci bene rimane ancora scoperto un problema, quello delle telecomunicazioni a grande distanza... Avevamo già risposto a Teknico che secondo la fisica nota l'entanglement quantistico non permetterebbe comunque di comunicare bit... Però... Il suo desiderio mi ha ispirato una riflessione che voglio provare a condividere con voi...

Sono sempre stato affascinato dal paradosso EPR (Einstein Poldosky Rosen) malgrado gli incasinamenti che secondo me ha creato alla fisica e di cui si discute ancora oggi.
Ho sempre sognato di concepire il mio paradosso, il mio gedankenexperiment che potesse aiutare la fisica a fare un passo avanti dirimendo questioni aperte da decine di lustri.
Chiamiamo provvisoriamente questo paradosso Cxy, in onore di Caggia e degli altri due studiosi ancora non identificati con cui dividerò questo onore. Del resto se mi ispiro a EPR mica posso fare tutto da solo! :-D
Mi auguro allora che proprio tu che leggi possa istanziare con l'iniziale del tuo cognome quella x o quella y...

Poniamoci innanzitutto questa domanda: c'è modo di distinguere un fascio di luce non polarizzato da un fascio di luce con il 50% dei fotoni polarizzati verticalmente ed il restante 50% dei fotoni polarizzati orizzontalmente?
A questa domanda sto ottenendo risposte diverse da persone diverse... Su 4 finora:
  • 1 mi ha detto no
  • 1 mi ha detto che la domanda non è chiara
  • 1 mi ha detto sì
  • 1 è in dubbio tra il sì ed il no e vuole verificare.
Chi dice no mi sembra di capire che sostenga che la luce composta al 50% da fotoni polarizzati verticalmente ed al 50% da fotoni polarizzati orizzontalmente È PROPRIO LA luce NON polarizzata, che non esisterebbero realmente fotoni con polarizzazioni in tutte le angolazioni, ma solo componenti verticali e orizzontali di polarizzazione.
Per contro se immaginiamo che i fotoni arrivino ad uno ad uno e fossimo capaci di misurarne la polarizzazione, in un caso avremmo misure tipo 90, 0, 0, 90, 90, 0, 90, 0, 0, 0, 90... mentre nell'altro caso avremmo misure tipo 37, 128, 63, 178, 0, 156, 45, 133... Sono due cose diverse o no?
Nessuno mi ha comunque ancora trovato una soluzione teorica o pratica per la misurazione nell'ipotesi del sì.
Provo a porre il problema in termini più operativi:
Ho una fonte di luce non polarizzata, esempio il sole o una lampadina, chiamo questo fascio "*", faccio passare un fascio di questa luce attraverso un polarizzatore verticale, chiamo il fascio ottenuto "|", faccio passare un altro fascio "*" attraverso un polarizzatore orizzontale, chiamo il fascio ottenuto "–". Combino i due fasci "|" e "–", chiamo questo fascio "+".
Ci siamo operativamente?
La domanda è: si può costruire un rilevatore che distingua tra fasci "*" e fasci "+"?
Aggiornamento: ho letto in un manuale passatomi da uno dei 4 che "la polarizzazione è rilevante per l'effetto fotoelettrico", questo mi fa ben sperare che il fascio "+" produca un effetto fotoelettrico molto più marcato del fascio "*" e che quindi un bravo ingegnere possa facilmente progettare e costruire il rilevatore Cxy! :-)

Lasciamo in sospeso questa questione, chiaramente il primo che implementa una soluzione positiva acquista di diritto il privilegio di istanziare la x. :-)

Supponiamo quindi che si possa distinguere tra un fascio di luce non polarizzato da un fascio di luce con il 50% dei fotoni polarizzati verticalmente ed il restante 50% dei fotoni polarizzati orizzontalmente, e che abbiamo costruito un apparecchio che ci riveli questa informazione del fascio. Chiamiamo questo apparecchio rivelatore Cxy e supponiamo restituisca "*" quando riceve luce non polarizzata e restituisca "+" quando riceve solo luce polarizzata lungo i due assi verticale e orizzontale.

Immaginiamo una fonte S di coppie di fotoni entangled, come nel tipico esperimento EPR. Chiamiamo A il fascio di fotoni che va verso sinistra e B il fascio di fotoni che va verso destra.
Facciamo terminare A su una lastra fotografica e B su un rilevatore Cxy. I fotoni in A incontrano la lastra fotografica ciascuno con polarizzazione casuale e vengono assorbiti impressionandola. Il rilevatore Cxy identifica quindi un fascio di luce non polarizzata e restituisce "*".
Ora, a comando, interponiamo un semplice polarizzatore verticale Pv lungo il fascio A, prima della lastra fotografica.
Secondo l'interpretazione di Copenhagen della meccanica quantistica, i fotoni del fascio A, prima di incontrare il polarizzatore Pv, non hanno una polarizzazione propria, ma solo quando lo incontrano "decidono" di averne una e quale. Il 50% deciderà di avere una polarizzazione verticale ed attaverserà quindi il polarizzatore Pv andando a finire sulla lastra fotografica dove verranno assorbiti, il 50% invece deciderà di avere una polarizzazione orizzontale e verrà assorbito dal polarizzatore stesso.
Sempre secondo l'interpretazione di Copenhagen della meccanica quantistica quando i fotoni del fascio A decidono la loro polarizzazione, anche i corrispondenti fotoni entangled nel fascio B decidono la stessa polarizzazione, questo senza alcuna forma di comunicazione tra la coppia di fotoni ma semplicemente grazie ad una Natura "non locale". In questo caso il rilevatore Cxy sul fascio B identifica un fascio di luce con 50% di luce polarizzata verticalmente e 50% di luce polarizzata orizzontalmente e restituisce "+".
In conclusione inserendo o togliendo il polarizzatore Pv dal fascio A otterremmo rispettivamente "+" o "*" dal rilevatore Cxy sul fascio B. Avremmo quindi uno strumento di comunicazione che sfrutta la Natura "non locale" per trasmettere informazioni classiche (bit) a prescindere dalla distanza! Wow! :-)

Concludendo i casi sono 3:
  • o questa cosa funziona e possiamo rivoluzionare le comunicazioni su lunga distanza (Wow!)
  • o questa cosa non funziona ed abbiamo falsificato l'interpretazione di Copenhagen della meccanica quantistica (il mio sogno segreto!)
  • o c'è un errore nel ragionamento del paradosso. Quale secondo voi? :-)

NUOVE ENERGIE NELLA SCUOLA (X)
galleria fotografica del primo reattore Athanor

3 : commenti
A conclusione della serie di post dedicati al convegno che il 4 dicembre 2012 si è svolto presso l'IIS Pirelli di Roma (di cui trovate qui la directory di tutti i materiali e la web-cronaca), pubblico una galleria del primo Athanor, da non confondere con il suo successivo sviluppo denominato Hydrobetatron.

Athanor aperto
Athanor visto dall'alto
Riferimento a resistenza
Reattore chiuso con condensatore
Particolare reattore chiuso 
Reattore aperto per montaggio su bilancia 
Particolare reattore aperto
Reattore sotto cappa
Particolare reattore sotto cappa
Apparecchiatura calorimetrica
Panoramica

venerdì 14 dicembre 2012

COHERENCE 1999-2012 (3/5):
web-cronaca del pomeriggio (seconda parte)

8 : commenti
Post scriptum del giorno dopo. Dopo avere chiuso la web-cronaca, Elisa ed io siamo rimasti a seguire il convegno per un'altra ventina di minuti. Vi lascio il video dell'intervento di Jerome Benveniste, figlio di Jacques Benveniste (1935-2004), che ha voluto portare un breve saluto ai presenti per difendere la memoria del padre e ribadirne l'importanza del lavoro. Un lavoro che tutt'ora procede grazie a tanti ricercatori che difendono il buon nome del vero spirito scientifico.

Certamente tutti i nick che intervengono in questo blog per ribadire ciò che è impossibile, ciò che è scienza patologica, ciò che è bufala ecc. hanno un curriculum vitae paragonabile a quello di Jerome... non ho alcun dubbio, proprio nessuno!!!

Jérôme Benveniste received the Ph.D. degree in 1989.
After a PhD in Toulouse and a Post-Doc at MIT, he has been with the European Space Agency since 1992, at the EarthObservation data center near Rome, where he is in charge of the ERS-1 ERS-2 and ENVISAT radar altimeter data exploitation, interaction with ESA EO Principal Investigators and Research & Development projects, including CryoSat, GOCE and SMOS data exploitation and establishing science requirements for the Sentinel-3 Radar Altimetry. 


(DA QUI IN POI IL POST VA LETTO DAL BASSO VERSO L'ALTO)

19.30 Domani aggiornerò questo post e forse ci sarà anche una sorpresa! Appena potrò aggiungerò infine un ultimo post sulla giornata di oggi, nel quale linkerò tutto il materiale del convegno, incluse le slides che recupererò nei prossimi giorni. Grazie ai coraggiosi che mi hanno seguito e buona serata a tutti.

19.35 A tutti quelli che mi ascoltano, causa treno in partenza a una data ora e alcune faccende che ho ancora da sbrigare a Roma, mi trovo costretto a interrompere la mia web-cronaca... peccato, perché il programma era ancora pieno e ho appena scoperto che c'è il figlio di Jacques Benveniste in sala e che probabilmente interverrà. Penso che chi si trattiene cenerà non prima delle 22, anzi facciamo 22.22! 

19.25 Leggete le slides sotto linkate... e fatemi riposare un po! :-)

19.15 Arriviamo a Benveniste che nel 1988, studiando sistematicamente l'effetto biologico di certe sostanze a grandi diluizioni propone una spiegazione scientifica dell'omeopatia di Hahnemann.

19.10 Dopo avere parlato di alcuni studi "eretici" (Hahnemann, Mesmer, Piccardi, Reich) parla del chimico russo Boris Derjaguin che nel 1962 scopre un'altra insolita  proprietà dell'acqua: contenuta in capillari di quarzo, sembra diventare “superdensa”. 

19.05 Chiusa la prima parte del pomeriggio, la seconda inizia con Gualtiero Valeri che ripercorre la storia della scoperta delle proprietà dell'acqua. Queste sono le sue slides:

COHERENCE 1999-2012 (2/5):
web-cronaca del pomeriggio (prima parte)

90 : commenti
(ATTENZIONE: DA LEGGERE DAL BASSO VERSO L'ALTO)

19.00 Valenzi si scusa ancora per lo slittamento dei tempi... in pratica mancano ancora sei relazioni, più o meno siamo in ritardo di 4 ore. Ci spostiamo su un nuovo post per la nuova parte dedicata a memoria dell'acqua e farmacoelettrodinamica.

18.48 Devo dire che la Conforto stravolge le teorie della fisica mainstream molto più che Celani, Srivastava, Cardone, Carpinteri e Del Giudice messi insieme! ;-)

18.46 Ha mostrato un grafico da cui si evincerebbe che la Terra sta passando da una struttura bipolare a una struttura quadripolare (con due poli nord e due poli sud) e un altro che mostra come il campo magnetico interplanetario sia molto più vasto di quello che si immagini, arriva fino al Sole e a Giove.

18.45 La forza elettrodebole - continua - sarebbe un po' la chiave di tutto. Noi siamo attraversati da miliardi di bosoni messaggeri, quello che Eraclito chimava "fiume impetuoso".

18.35 Come non sappiamo cosa sia lo spazio e il tempo, così non sappiamo realmente cosa sia la materia. La Conforto ricorda che quando furono studiati per la prima volta i buchi neri si ipotizzarono anche wormhole e buchi bianchiIpotizza che i quark non siano "palline", ma micro buchi neri in rotazione, che connettono istantaneamente l'universo osservabile (dove vediamo il passato) ad altri universi paralleli non osservabili (che ci collegano al futuro). Se ho compreso bene per la Conforto la "coerenza" è la fusione di queste due polarità ed essa si esplica soprattutto nei sistemi biologici. Devo dire che siamo un po' tutti in difficoltà a seguire il ragionamento, assai complesso.

18.30 Parla ora dei processi biologici tramite i quali si produce il DNA. La "qualità" della materia biologica supera di gran lunga quella della materia inerte. Noi sappiamo descrivere il meccanismo del concepimento, ma non riusciamo a spiegare cosa effettivamente succeda in quell'istante. Il punto è che i tempi biologici sono estremamente rapidi, quelli geologici sono lunghissimi. Sono qualità di tempo diverse.

18.25 Ci sono pianeti che girano in modo antiorario, altri, come Venere, in senso orario; anche l'inclinazione dell'asse planetario varia da un caso all'altro. In altre parole, la scienza non è in grado di spiegare il momento angolare dei pianeti del sistema solare e nemmeno del Sole, che possiede il 99,9% della massa di tutto il sistema solare

18.23 La Conforto si chiede cosa sia ciò realmente osserviamo. Osserviamo poche frequenze particolari del campo elettromagnetico (la luce visibile) ed è questo di fatto a creare lo spazio e il tempo che sperimentiamo. Se noi ci guardassimo attraverso altre frequenze perfino le leggi fisiche che utilizziamo non varrebbero più perché anch'esse dipendono dalle particolari frequenze che l'osservatore usa. 

P.S. Ecco le slides della Conforto:
http://www.22passi.it/coherence2012/Space-time_matter_Giuliana_Conforto.pdf

18.10 Interviene ora l'astrofisica Giuliana Conforto. Il suo intervento è trasversale e riguarda la "coerenza" di cui parlava Preparata in generale. Potrò pubblicare anche queste slides domani.

P.S. Ecco le slides di Ciammariella:

17.58 Ciammariella ricorda an passant anche che aggressività e depressione sono considerate, nella letteratura scientifica, fattori di rischio dell'infarto, per cui la maggiore prevenzione è stare sereni e ridere spesso!

17.50 Chiusa la parentesi botanica, interviene il prof. Alessandro Ciammariella, ottantenne primario medico, con la sua relazione che era prevista per quest'ora.
17.30 sarebbe dovuta iniziare la terza parte del convegno... in realtà, vista la troppa carne messa sul fuoco, non è stata ancora conclusa la prima! Il prof. Ciammariella ci parla della correlazione tra variazioni metereologiche ed infarto del miocardio.


17.45 Uno spettatore, esperto in scienze forestali, è intervenuto riferendo della possibilità che le trasmutazioni potrebbero spiegare anche alcuni fenomeni vegetali.

P.S. Queste sono le slides presentate alla Casa dell'Aviatore da Pasquinelli:
Queste altre, gentilmente messe a disposizione dall'autore per i lettori di 22 passi, comprendono, oltre alle precedenti, anche quelle dell'intervento che Pasquinelli fece all'edizione 2011 di Coherence:

17.30 Come non detto, abbiamo scavalcato i confini della scienza "ufficiale". Pasquinelli ha ridiscusso le soglie di radioprotezione alla luce della logica fuzzy e dà credito alla possibilità delle LENR, cita il diagramma di Feynman e la teoria dei mini-atomi di Lino Daddi.

17.15 Interviene ora Paolo Pasquinelli (ex CRESAM di Pisa), una relazione più "tranquilla" rispetto alle precedenti: siamo dentro i confini della scienza "ufficiale". Questo è l'abstract del suo intervento:
Considerations on some contradictions about the biological safety by Non Ionizing and Ionizing Radiations (hot and cold).

This lecture is oriented to show how some contraddictions or controversial biological questions are nowadays present in a great scientific landscape on the radiations in general and more specifically on the so improperly named cold fusion. Starting from a short review of the biological effects of radiation in childhood by EM fields, the lecture then attempts to put attention to the eventual risks by neutron or gamma ray radiations (often unverified or less ascertained) in the experiments where a surplus of heat emission is present.

17.10 Vincenzi sottolinea che prima o poi non potrà che essere riabilitato Kervran, il primo a parlare di trasmutazioni a temperatura ambiente, anche in sistemi biologici. E proprio la cellula è il più importante laboratorio che la scienza dovrebbe utilizzare.

17.05 In pratica Mondaini sta illustrando esperimenti di trasmutazione da fare a casa molto facilmente... più che da "piccolo chimico" sembra roba da "piccolo alchimista"... ma non è uno scherzo, è tutto vero, supportato da analisi di laboratori universitari.

17.00 Inizia l'intervento di Renzo Mondaini, ecco le sue slides:

16.58 Ha parlato delle caratteristiche dei materiali piezoelettrici, la cui fisica di base risale a 50 anni fa, ma qualcosa era sfuggito... Srivastava si congratula con il Politecnico di Torino per gli esperimenti, mostrati prima di lui, da Manuello, e invita tutti a riflettere bene su quei dati. L'intervento si è appena concluso con un grande applauso.


16.49 Se ho capito bene Srivastava sta spiegando che il comportamento dei materiali piroelettrici dimostra che in certi casi la Barriera Coulombiana è - uso parole mie - una Linea Maginot piuttosto che la barriera insuperabile che la fisica "ufficiale" crede.

P.S. Ecco le slides di Srivastava:

16.40 Inizia l'intervento di Yogendra Srivastava, vi riporto l'abstract del suo intervento, in attesa di potere avere le slides:
Pyroelectric and Piezoelectric substances form a class called "Smart" materials. Neutron production has been experimentally observed for both cases. A theoretical explanation is provided for the experimental evidence that fracturing piezoelectric rocks produces neutrons. The elastic energy micro-crack production ultimately yields the macro-scopic fracture. The mechanical energy is converted by the piezoelectric effect into electric field energy. The electric field energy decays via radio frequency (microwave) electric field oscillations. The radio frequency electric fields accelerate the condensed matter electrons which then collide with protons producing neutrons and neutrinos.

16.38 Valenzi saluta Manuello, ricordando le 1000 firme che accusano proprio gli studi da lui brillantemente riassunti di essere pseudoscienza e che hanno portato a chiedere le dimissioni di Carpinteri dalla presidenza dell'INRIM. Di sicuro la scienza va fatta nei laboratori, non promuovendo petizioni per chiudere la bocca a dei colleghi.

16.34 Vi riporto l'abstrac dell'intervento che sta concludendosi (che avevo tradotto dall'inglese prima di venire al convegno):

Le reazioni piezonucleari sono fissioni di elementi non radioattivi, relativamente leggeri (Ferro o più leggeri) che si dividono senza una concomitante generazione di radiazioni gamma o di residui radioattivi, ma danno origine a emissioni di neutroni. Come evocato dalla radice greca della parola, sono causate da onde di pressione, sia nei liquidi che nei solidi. Le prime esperienze nei liquidi sono state effettuate a Roma presso il Centro Nazionale delle Ricerche esponendo ad ultrasuoni soluzioni acquose di sali di ferro, mentre i primi esperimenti nei solidi sono state eseguite presso il Politecnico di Torino, in collaborazione con l'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e ricercatori dell'INRIM (National Metrology Research Institute), utilizzando granito o rocce basaltiche sottoposti a compressione fino a rottura fragile [1-3].
I risultati salienti, che sono già apparsi in autorevoli riviste internazionali di fisica sperimentale e meccanica sperimentale, forniscono la prova diretta e indiretta della presenza di reazioni piezonucleari. Una prova indiretta include le emissioni di neutroni che sono state rilevate in modo sistematico e riproducibile utilizzando diversi tipi di rivelatore. Va notato che, in funzione di diversi parametri, tra cui le dimensioni del campione, le emissioni di massima intensità sono state registrate al momento della rottura da schiacciamento con conteggi di neutroni superiori al valore di fondo di uno o due ordini di grandezza [1-3]. Una prova diretta delle reazioni piezonucleari è stata ottenuta attraverso una nuova tecnica spettroscopica, EDS [4], che, confrontando un numero statisticamente significativo di punti giacenti sulla superficie esterna e sulle facce della frattura del campione, e puntando direttamente sui soli due minerali di Ferro presenti - Phengite e Biotite - ha potuto accertare che il Ferro, in media, è stato localmente ridotto del 25% ed è stato sostituito con atomi di Alluminio (numero atomico = 13, la metà di quello del Ferro), Silicio (numero atomico = 14) e Magnesio (numero atomico = 12). Quindi la divisione è stata simmetrica nel caso di Alluminio, asimmetrica negli altri casi. Se queste reazioni possono avvenire in un laboratorio, dove pressione e temperatura sono molto più basse e, soprattutto, le masse in gioco sono molto più piccole di quelle trovate negli strati profondi della crosta terrestre, esse debbono avvenire su scala molto grande all'interno di quest'ultima, innescate da fenomeni di frattura e schiacciamento di origine sismica e tettonica.
D'altra parte, come evidenziato nelle opere di Kuzhevskij et al. (2003), flussi di neutroni fino a un migliaio di volte oltre il livello del fondo naturale possono essere rilevati prima e durante i terremoti, compresi quelli di media grandezza. Può essere sorprendente apprendere dalla letteratura che le reazioni piezonucleari del tipo che abbiamo visto aver luogo quasi istantaneamente nei campioni di granito, si ritengono avvenute in proporzioni comparabili durante la formazione e nel corso della maggior parte dell'attività delle placche tettoniche (da 3,8 alla 2.5 miliardi di anni fa) [5]. In particolare, è stato accertato che il contenuto in Ferro della crosta terrestre è diminuito dall'8% al 4% in massa, mentre allo stesso tempo l'Alluminio è aumentato dal 4% al 8%. La posizione di tutte le maggiori riserve di Alluminio lungo i piani di faglia principali (i perimetri delle placche tettoniche) gioca sicuramente a favore delle considerazioni di cui sopra. Su intervalli di tempo più lunghi si ottiene un quadro più completo che comprende tutti gli elementi più importanti: non solo Ferro, Nichel, Alluminio, Silicio, Magnesio, ma anche Calcio, Potassio, Sodio, Ossigeno, Azoto, Carbonio, Idrogeno. Se gli elementi alcalino-terrosi si convertono negli elementi alcalini che vengono subito prima di loro, rilasciando un protone, il saldo risulta giusto considerando il ben noto, e ancora inspiegabile, aumento del 3% di Ossigeno, il cosiddetto Grande Evento di Ossidazione, da cui l'origine della vita e la formazione degli oceani. È anche interessante considerare che una parte del Magnesio si convertì in Carbonio (numero atomico = 6, la metà di quello del Magnesio) e formò per primo l'Anidride Carbonica e le atmosfere ricche di metano della Terra. Forse ancora più sorprendente è verificare che con semplici calcoli si dimostra che l'eccesso di Calcio si è trasformato dell'acqua degli oceani mentre l'eccesso di Magnesio è diventato il Carbonio delle atmosfere prototerrestri. Allo stesso modo, si pensa che il Cloruro di Sodio (Sodio = 11, Cloro = 17) provenga dalla scissione di nichel (28). Ferro e Nichel sono andati diminuendo, specialmente negli oceani [5].
Se confermati da altri laboratori, questi risultati costituirebbero una grande scoperta scientifica, assolutamente pervasiva e interdisciplinare. La sua importanza sta nel fatto che esso spiega molti fenomeni naturali non ancora compresi. Si ritiene che questo meccanismo si presta a una grande varietà di applicazioni: previsione dei terremoti, studio dell'inquinamento legato al Carbonio, accelerazione del tempo di decadimento dei rifiuti radioattivi e, infine, anche la produzione di energia pulita, appaiono tutti possibili, se supportate da un'adeguata ricerca scientifica.
  1. Carpinteri, F. Cardone, G. Lacidogna: “ Piezonuclear neutrons from brittle fracture: Early results of mechanical compression tests”. Strain (2009) 45, 332-339.
  2. F. Cardone; A. Carpinteri; G. Lacidogna: “Piezonuclear neutrons from fracturing of inert solids”. Physics Letters A (2009) 373, 4158-4163.
  3. A. Carpinteri, F. Cardone, G. Lacidogna: “Energy emissions from failure phenomena: Mechanical, electromagnetic, nuclear”. Experimental Mechanics (2010) 50, 1235-1243.
  4. Carpinteri, A. Chiodoni, A. Manuello and R. Sandrone. “Compositional and microchemical evidence of piezonuclear fission reactions in rock specimens subjected to compression tests”. Strain (2011) 47 (Suppl. 2), 282-292.
  5. Carpinteri, A. Manuello: “Geomechanical and geochemical evidence of piezonuclear fission reactions in the Earth’s crust”. Strain (2011) 47 (Suppl. 2), 267-281.

16.30 Molto interessanti nelle slides le cartine che mostrano come il Ferro oggi si trovi solo nei punti centrali delle placche continentali, mentre le riserve di Alluminio sono tutte localizzate lungo le faglie.

16.27 Mi viene in mente una piccola riflessione: se la rivoluzione copernicana ha reso la Terra un piccolo pianeta che ruota attorno a una stella, da centro dell'universo che era, ora la rivoluzione piezonucleare toglie alle stelle il ruolo di uniche fornaci dei mattoni dell'universo: gli atomi degli elementi via via più pesanti. Anche i pianeti sono delle fornaci, ma "fredde".

16.26 Manuello riferisce che ricercatori russi hanno correlato ormai con certezza terremoti ed emissioni neutroniche. Inizia ora a parlare delle trasmutazioni che si sono verificate nella crosta terrestre.

16.22 Consiglio a tutti di leggersi con grande attenzione le slides che Manuello sta esponendo: raccontano una ipotesi destinata a rivoluzionare la nostra idea del mondo quanto lo fece la teoria della deriva dei continenti, nata esattamente un secolo fa e anch'essa, non per niente, osteggiata aspramente a lungo prima di imporsi.

16.17 Certo che sembra davvero di essere ai tempi di Galileo. Da una parte gruppi di ricerca indipendenti snocciolano dati sperimentali... dall'altra si sgranano come rosari le banche dati che racchiudono tutto ciò che già si conosce (ed escludono tutto ciò che ancora non si conosce). Che tristezza. Fortuna che anche dentro le Università c'è ancora qualcuno che osa percorrere strade "pericolose" e "coraggiose".

16.10 Ribadisce che in favore delle ipotesi di Cardone, Carpinteri, Albertini ecc. si sta accumulando una mole di dati sperimentali (e conseguenti articoli pubblicati) di tutto rispetto. Dopodiché illustra i fenomeni che si verificano portando a rottura acciaio, granito, basalto, magnetite ecc. Proprio nel caso della magnetite è stata rivelata un'emissione neutronica 1000 volte il fondo naturale (dato difficilmente viziato da errore sperimentale direi io).


16.05 Manuello spiega (slides 2 e 3) la grande multidiscilinarietà di Enti e professionisti che ha caratterizzato gli esperimenti.

16.00 Ecco le slides firmate da Carpinteri e collaboratori:
http://www.22passi.it/coherence2012/PRES_ROMA_14_dic_2012.pdf

15.55 Vincenzi presenta Amedeo Manuello, ricercatore del Politecnico di Torino, venuto qui a presentare la ricerca sul piezonucleare in sostituzione del prof. Carpinteri che si è recentemente sottoposto a un intervento chirurgico.

15.50 Dopo una mattina (che avete potuto seguire qui) decisamente ricca, si riprende tra pochissimo. Coherence 2012 viene anche videoregistrato e le sue parti più salienti saranno rese disponibili successivamente in internet. La presenza di Bob Greenyer, in collegamento streaming con gli altri ricercatori del MFMP dà un valore aggiunto alla giornata. Per i detrattori questo è un convegno di scienza patologica, se così fosse patologico è sinonimo di entusiasmo, collaborazione e genuino spirito scientifico, quello che si respira sempre meno proprio dentro i luoghi che sarebbero deputati a coltivarlo.
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