Ieri notte il nostro Gio ha regalato al blog una nuova puntata di Operazione Cimby, il post che ha stracciato il record di commenti di 22 passi d'amore e dintorni, sfiorando quota 1300 in un unico thread!
Ne approfitto per un annuncio: ormai alle spalle la "bonaccia di news" di agosto, la prossima settimana arriverà ciò che in tanti stiamo aspettando (e reclamando) da mesi... oggi l'ho visto! E presto lo vedrete anche voi!
Nell'attesa gustiamoci la vis narrandi di Gio.
Ne approfitto per un annuncio: ormai alle spalle la "bonaccia di news" di agosto, la prossima settimana arriverà ciò che in tanti stiamo aspettando (e reclamando) da mesi... oggi l'ho visto! E presto lo vedrete anche voi!
Nell'attesa gustiamoci la vis narrandi di Gio.
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30 agosto 2011, ore 03.22 (GMT +3:00)
Aeroporto Ben Gurion, Tel Aviv. Un taxi rallenta, avvicinandosi alla prima linea di controlli. La macchina si ferma definitivamente di fronte ai due agenti di sicurezza. Alcuni passi dietro loro, un soldato di sorveglianza armato di mitra; ancora più distanti, due tiratori scelti. I due agenti guardano dentro il taxi e fissando sempre negli occhi il nostro passeggero gli rivolgono le solite domande di rito. Lei chi è? Da dove viene? Un qualsiasi passeggero troverebbe tutto ciò assolutamente irritante, il nostro no. Sa bene che non sono importanti le domande e fino a un certo punto le risposte. I due agenti sono addestrati a cogliere ogni incertezza o nervosismo; anche lui è stato addestrato così, viene da un passato non troppo lontano in cui il fattore umano e l’addestramento sul campo erano la pietra angolare. In una situazione terribile, di guerra permanente, questi elementi si sono conservati per un motivo molto semplice: sono la migliore garanzia di successo. È la dimostrazione della superiorità della mente, della capacità di sintesi umana e della sua prontezza di giudizio, in un mondo popolato di computer; nonostante gli attentatori suicidi si facciano esplodere, con una frequenza sconvolgente nelle città israeliane, nessuno è mai riuscito a penetrare l’aeroporto di Tel Aviv.
I due agenti si ritengono soddisfatti e lasciano proseguire il taxi. A questo punto al nostro passeggero toccano altre due linee di controllo: quello visivo degli agenti in borghese all'ingresso dell’edificio aeroportuale e, fatta la fila al “check in”, un interrogatorio vero e proprio di un ufficiale. Il passaporto diplomatico e la cittadinanza statunitense rendono la procedura più rapida del normale. Solo dopo queste due fasi, accede a quelli che i passeggeri medi riconoscono come controlli di sicurezza; quelli del tipo “metta il bagaglio a mano sul nastro” e “no, non può portare i liquidi, li butti lì”; questi vengono definiti in gergo “roba da topolino” dai responsabili della sicurezza del Ben Gurion.
Passata quest’ultima linea, il passeggero si dirige al gate del volo AZ809 diretto all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma; è appena iniziato l’imbarco.
Nello stesso istante ad Atene Axel si è appena svegliato; apre la porta finestra del suo balcone e accende una sigaretta; di lì a due ore anche lui salirà su di un volo diretto all’aeroporto Leonardo da Vinci.
30 agosto 2011, ore 08.42 (GMT + 2:00)
Aeroporto Leonardo da Vinci, Roma. Volo AZ809 in arrivo da Tel Aviv, stato del volo: atterrato; volo AZ717 in arrivo da Atene , stato del volo: atterrato.
Axel ha superato con passo spedito i nastri del ritiro bagagli e i varchi di controllo ed è uscito sul marciapiede esterno del Terminal 1. Si ferma ad aspettare, accendendosi una sigaretta. Axel ha appena acceso la seconda, quando dalle porte esce un uomo che si guarda rapidamente attorno e, non appena incrocia lo sguardo di Axel, si dirige verso di lui. I due si conoscono da molto tempo.
"Ciao Axel. Come va? Piaciuto come ti ho organizzato il “rendez vous” in perfetto stile guerra fredda?!"
"Ehehe come no?! Sei un fottuto paranoico!"
"Come diceva il mio capo dell’antispionaggio in Europa: 'Solo i paranoici sopravvivono.' Cammina… che intanto ti racconto un po’ di storie a proposito del “reattore”!
"Ok sentiamo!"
"La nostra storia parte alla fine degli anni '80. Alla nostra fonte risulta che in quel periodo a Los Alamos, si fossero raggiunti dei risultati nel campo della fusione fredda. I risultati erano assolutamente incoraggianti e il responsabile del progetto scrive al direttore per chiedere denaro e uomini per proseguire gli esperimenti. Sembrava filare tutto per il verso giusto… ma in contemporanea esce nel marzo 1989 l’annuncio di Fleischmann e Pons!
"Ma che diavolo c’entra???"
"Abbi pazienza Axel… paranoia e pazienza sono due qualità essenziali nel nostro lavoro... senti un po': l’annuncio dei due scienziati solleva un gran polverone non solo tra i media, ma anche tra i responsabili della sicurezza nazionale. Ebbene... in un summit tenuto in fretta e furia, si decide di affossare completamente il progetto che si stava sviluppando a Los Alamos… mentre per Fleischmann e Pons le tecniche sono le solite… viene fatta terra bruciata attorno a loro con una campagna denigratoria, che se non li fa sembrare pazzi, li copre di ridicolo… Il gioco è fatto… i nostri due scienziati sono diventati due zimbelli... completamente isolati dalla comunità scientifica... la fusione fredda - o qualsiasi cosa sia - non esiste più... amen!"
"Jim… non ho mai sentito un così gran numero di stronzate tutte assieme… chi cazzo è la tua fonte a Tel Aviv???"
"Igor Gouzinsky."
"Igor Gouzinsky...! ma non era il responsabile del controspionaggio sovietico per l’Europa!?!"
"Proprio lui… il compagno Igor, alla caduta del muro di Berlino, sa bene che tutto sta andando a rotoli… così si rivende in fretta al Mossad... che lo accoglie in Israele a braccia aperte...!"
"Mi sa che il vecchio Igor si è completamente rincoglionito, aiutato dall’età!!!"
"Va orma per i settanta… ma è lucido più che mai… ascolta un po’: il KGB era al corrente della notizia… aveva un paio di infiltrati a Los Alamos… e il governo sovietico aveva messo in piedi un laboratorio che tentava di replicare il procedimento… per loro era l’ultima chance per evitare la caduta dell’impero sovietico!!!"
"Jim… ma??!!"
"… ascoltami...! erano sull’orlo del collasso... la situazione della popolazione era drammatica... avere una fonte d’energia a costo zero e praticamente illimitata gli avrebbe dato la possibilità di resistere... la cronologia degli eventi dà ragione al “tovarish Igor”: annuncio di Fleischmann e Pons, marzo 1989; la caduta del muro è di novembre dello stesso anno e nel luglio del '91, con l’elezione di Boris Eltsin a capo della federazione russa, l’impero del male va a gambe all’aria!"
"Fammi capire… secondo Gouzinsky si scelse di affossare il progetto, per far saltare la sua cara Unione sovietica...?"
"Esatto...! Sviluppare il progetto avrebbe significato aumentare il gruppo di persone che ne sarebbero venute a conoscenza… inevitabilmente quando troppe persone sanno… qualcosa sfugge sempre... non si poteva correre un rischio del genere… avevamo trascinato l’impero del male al tracollo e ora gli offrivamo l’unica via di salvezza… no proprio no… quindi a Los Alamos viene smantellato il laboratorio, vengono distrutti i rapporti e i tre scienziati che vi avevano lavorato vengono separati e trasferiti a fare altro!"
"Beh…. perché non è stato rimesso in piedi tutto nel '91?"
"Sei più giovane di me… ma sai bene come vanno queste cose… diventano faccende da dinosauri della burocrazia...! c’è l’ok nero su bianco di tutte le agenzie per la sicurezza nazionale… c’è l’avallo del presidente… come fai a tornare indietro!?? E poi considera che nelle ultime due elezioni in Russia il partito comunista è crollato al 15%... ma fino al 1999 ha fatto quasi il 30%... Ma adesso arriva il bello!!"
"Ovvero?"
"Arriviamo alla primavera del 2002, il funzionario del Mossad, a cui Gouzinsky fa riferimento, gli chiede se non ha mai sentito parlare di questa storia. Igor resta stupito, gli conferma la notizia, ma resta sul vago. Così gli viene raccontato che, due anni prima, è morto l’ultimo scienziato che aveva lavorato al progetto a Los Alamos; ebbene poco prima di morire, lascia una specie di testamento scientifico, in cui riassume i risultati cui era giunto con i suoi colleghi e lo consegna nelle mani di un suo caro amico, che a suo tempo aveva lavorato, anche lui, per il DOE…"
"... e così la notizia si diffonde e si ricomincia a parlare di fusione fredda!"
"… non solo… il nostro 'erede', con soldi suoi, mette in piedi un piccolo laboratorio... ottiene dei risultati, ma non ancora sufficienti a rendere la tecnologia commerciale... i soldi finiscono in fretta… il piccolo gruppo di ricerca si scioglie...! ma evidentemente, stavolta la ricerca non si ferma!"
"Tutti segretamente alla ricerca del Sacro Graal!!"
"Proprio così!!! ...piaciute le notizie???"
"Non so ancora se mi piacciono!!!"
"Devo andare adesso; alle 10.20 ho il volo di connessione per il JFK..."
"Ok!… eh ma toglimi una curiosità! Perché il vecchio Gouzinsky ha scelto di rifugiarsi in Israele?"
"Beh… con la caduta del muro non avrebbe avuto più nessun nemico da combattere… per lui che ha passato l’intera esistenza in guerra sarebbe stato il caos più totale… sarebbe stato sopraffatto dal disordine mentale… nessuna mission, nessun obiettivo... solo il caos governato dal dio denaro… mi ha detto che sarebbe impazzito… così ha scelto l’unico posto al mondo che gli offriva uno stato di guerra permanente!"
"È un fottuto pazzoide!!!"
"E chi non lo è a questo mondo!? Il nostro Igor evidentemente ha bisogno di un forte senso di appartenenza per tenersi vivo… in uno stato di guerra continua è alimentato ora dopo ora, giorno dopo giorno… a me basta la fila al supermercato il sabato… ahhahahhahah!"
"Buon rientro Jim! a presto!"
"Ciao Axel! Stai attento… ci sono ancora troppi segreti e troppi interessi attorno a questa storia!"
"Ok! Paranoia e prudenza!"
"Bravo ! Hai imparato."
Mentre Jim rientra in aeroporto, Axel abbozza un sorriso e pensa: "Speriamo di aver più fortuna della vecchia unione sovietica."
30 agosto 11, ore 03.22 (GMT -4)
Langley (Virginia), USA. I test al reattore cominciati all’inizio del mese si sono conclusi. Quattro camion porta container escono dal NASA Research Center di Langley; si dividono e si dirigono nella direzione dei quattro punti cardinali. Solo uno contiene il reattore. La verità è una cosa preziosa e va protetta con una cortina di bugie.
(Gio, 07/09/2011)









