Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

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22passi è un blog non una rivista on line, pertanto la responsabilità di quanto scritto in post e commenti dovrebbe appartenere solo ai rispettivi autori. In ogni caso (cfr. Sentenza Corte di Cassazione n. 54946 del 27 dicembre 2016), le persone fisiche o giuridiche che si reputassero diffamate da determinati contenuti, possono chiederne la rimozione contattando via email l'amministratore del blog (vd. sezione "Contatti") e indicandone le "coordinate" (per es. link, autore, data e ora della messa on line).

venerdì 16 aprile 2010

Risate in 4D!

0 : commenti


Questo video è imperdibile. Un antidoto invincibile contro qualunque sentore di malinconia!!! :-)

giovedì 15 aprile 2010

Piccole soddisfazioni di un piccolo blogger

1 : commenti
Da oggi potete vedere Ventidue passi d'amore e dintorni fregiato da questa coccarda di prima classe, in testa alla colonna della side-bar a sinistra. Mi fa sempre piacere ricevere riconoscimenti all'impegno che dedico a queste pagine web... prima o poi accontenterò anche i lettori che mi esortano a tornare a occuparmi di pagine stampate da un editore.


Ciao Daniele,
volevamo informarti che il tuo blog Ventidue passi d'amore e dintorni (http://22passi.blogspot.com) è stato inserito nella nostra directory e verrà indicizzato da www.peeplo.com. Peeplo è un nuovo motore di ricerca che fa della qualità dei contenuti il suo tratto distintivo e registra milioni di accessi ogni giorno da oltre 20 paesi nel mondo. La nostra redazione ha ritenuto opportuno inserire il tuo blog, valido per i contenuti proposti, la qualità dei testi e delle immagini, il valore complessivo. [...] Ti segnaliamo la pagina di Facebook dedicata a Peeplo, dove potrai trovare sempre nuovi aggiornamenti! Diventa Fan! http://www.facebook.com/pages/Peeplo/274213614639?ref=ts Sperando di averti fatto una sorpresa gradita ti invitiamo a contattarci se hai bisogno di chiarimenti. Grazie Un saluto La redazione di Peeplo www.peeplo.com blogitalia.peeplo.com

Ozpetekianamente

3 : commenti

Gli amori impossibili non finiscono mai: sono quelli che durano per sempre.
(Da Mine Vaganti, di F. Ozpetek)


Mine vaganti è un film divertente e godibile, ma non molto di più: forse un giorno me lo ricorderò soprattutto per questa frase, detta dalla nonna a Tommaso. Non ho resistito ad appuntarmela mentre la pellicola scorreva, oggi pomeriggio al cinema. È degno contraltare alla citazione di Erri De Luca inserita proprio ieri nel blog. Bella coincidenza!

mercoledì 14 aprile 2010

Ci sono creature assegnate...

6 : commenti
Ci sono creature assegnate che non riescono a incontrarsi mai e s'aggiustano ad amare un'altra persona per rammendare l'assenza. Sono sagge.
(Erri De Luca)


Dopo avere perso quello che per 11 anni avevo creduto l'amore della mia vita, averne incontrato altri che sono durati molto meno, essermi illuso per quasi 5 anni di averlo trovato ancora, sono (o ero?) giunto a credere che, a meno di incontrare una vera anima gemella, sia (o fosse?) meglio per me restare solo, ma pur sempre libero di continuare a cercare. Poi, quando meno te l'aspetti, arriva una frase come quella di Erri De Luca (tratta dal libro Tre Cavalli), come un proiettile a colpire in pieno la tua resistenza... o fissazione? Magari sto diventando saggio.


P.S. confrontate ora le parole di Erri de Luca a quella contenute in Mine vaganti di Ferzan Özpetek! E un'ultima cosa. Il "rammendo" in questione non è riempire un vuoto, ma curarlo e guarirlo. Io almeno lo sento così.

martedì 13 aprile 2010

Io ci sto...e tu?

0 : commenti
Giusto una settimana fa, navigando nel web m'imbatto in una strana "pubblicità" del CDCP ONLUS (Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute). Uno slogan decisamente ammiccante (Io ci sto...e tu?), un sottotitolo altrettanto ambiguo (A.A.A. Prestazioni gratuite a tutti i sostenitori dell'iniziativa) e due silhouette anoressiche, rimandavano al seguente testo:

Comunicato stampa: Servizi sul Sesso in cambio di Diritti. Le/i sex workers annunciano una provocatoria campagna per sensibilizzare sui diritti negati. Da domani fino al 10 aprile attraverso il web partendo dal sito delle lucciole on line si dipanerà un percorso virtuale per sensibilizzare la società sulla mancanza di rispetto e di protezione sociale di cui soffre la categoria e la sua utenza. [...] L'offerta della campagna “io ci sto…e tu?” [...] prevede la distribuzione di buoni-invito ai sostenitori per consumare incontri con le attiviste/i del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute. È la prima iniziativa del genere in Italia" dice Covre [ndr. la presidente del comitato] "la situazione è grave e questa campagna che ci proponiamo di fare è strategica sia nel metodo che nel merito”. Tutti invitati quindi a tener d’occhio il nostro sito e seguire le “strade” giuste a scanso di equivoci e anche a scanso di sanzioni. 

Il fatto che il comunicato stampa del CDCP ONLUS fosse datato 1° aprile, mi metteva in guardia. Ma io sono sempre molto curioso! Un ulteriore link mi portava a un secondo comunicato stampa con indicate le modalità per scaricare il buono-invito da internet. Ed è stato proprio dopo avere ottenuto il mio (n. 201) e averlo letto bene che ho avuto conferma della natura non-sessuale delle prestazioni gratuite offerte!

Con questo buono puoi contattare e consultare un'attivista del comitato
  Per i gentleman info dalle 16.00 alle 21.00 al 338-................
Per le lady info dalle 12.00 alle 18.00 al 848-................
  Riservato ai maggiorenni Valido dalle 18.00 del 1° Aprile alle ore 24.00 del 10 Aprile
  Puoi sostenere la nostra lotta destinandoci il 5 x mille:
scrivi C.F. 9100483093 sul modulo apposito della tua dichiarazione dei redditi.
  Anche il nostro lavoro ha diritto alla pubblicità
by Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute ONLUS - www.lucciole.org

Devo dire che prendere la linea è stato decisamente arduo: il numero era sempre occupato oppure dopo qualche squillo la linea cadeva. È stato invece facile parlare con la segreteria del CDCP: mi spiegava che il buono serviva a parlare con una loro attivista, tale Roberta, da cui avrei avuto informazioni sulle motivazioni della campagna, e che in quel momento, per tutta l'Italia, al numero "per i gentleman" rispondeva soltanto lei. Ci credo che sembrava impossibile prendere la linea! Apro un siparietto: la prima volta che ho digitato il numero riportato sul buono, ho sbagliato una cifra e alla mia presentazione - Buonasera, telefono per avere informazioni sulla campagna "Io ci sto...e tu"... - ha risposto una giovane donna che, più divertita che imbarazzata, mi ha detto che probabilmente avevo sbagliato persona! Insisti, insisti, verso l'ora di cena finalmente all'altro capo del telefono ha risposto la richiestissima Roberta. Ho chiacchierato con lei una ventina di minuti degli obiettivi della campagna (tra cui ovviamente il finanziamento stesso del CDCP con le donazioni del 5 x mille). Butto già a livello di flash, qualche spunto sorto da quella discussione, che andrebbe approfondito. Nulla da eccepire sull'evidenza che la nostra società viaggi ipocritamente a doppia morale: per un verso il lavoro sessuale è stigmatizzato e criminalizzato, per l'altro perfino i nostri governati sono stati spesso pizzicati a usufruirne come se fosse prassi del tutto normale (per loro almeno). Nulla da eccepire sulla differenza sostanziale tra una donna costretta a vendere il proprio corpo per denaro, vittima di un bieco sfruttamento, e un'altra che sceglie volontariamente e in proprio, senza protettori, di dedicarsi al mestiere più antico del mondo, magari addolcendone non poco l'impatto facendosi chiamare, piuttosto che prostituta, escort. Ma quest'ultima ha davvero una rispettabilità sociale maggiore della prima? Si pensi alla figura della cortigiana, in certe epoche innalzata quasi al rango dei regnanti, in altri tenuta celata come un'indicibile ammissione di debolezza della carne. Sempre distinta comunque dalle prostitute di basso ceto. Mi sovviene per esempio Veronica Franco (1546-1591), cortigiana veneziana famosa per la sua ars amandi quanto per la sua erudizione e le poesie che componeva. Sicuramente il fenomeno della prostituzione va affrontato alla luce dei nuovi tempi e tolto una volta per tutte dall'area di rimozione in cui la cultura di stampo patriarcale lo ha a lungo relegato. Oggi non dubito che una sex-worker realmente professionale vesta e si atteggi in modo molto più castigato di tante donne, giovani e meno giovani, che vanno a ballare in discoteca o solo a fare shopping in un centro commerciale; fino a pochi decenni fa era sempre successo il contrario. E chissà se è davvero una novità il fenomeno della cosiddetta microprostituzione, che interessa tante teen-ager "velinizzate" ed "escortizzate" da mass-media che insistentemente proiettano loro addosso un'immagine di donna mercificata. Certo, una volta non ci si vendeva per avere una ricarica del cellulare o, una volta un po' più grandi, per pagare l'affitto della casa all'università - adesso che le famiglie d'origine non riescono più ad arrivare a fine mese. Probabilmente sono i "beni" oggetto di scambio a essere mutati. Forse la vera novità è che in passato prostituirsi poteva essere un modo per fuggire dalla povertà, mentre oggi pare diventare spesso un modo per inseguire l'agiatezza. Il punto è che, una volta che una persona ha perso di vista il senso della vita ed è caduta nella gogna del consumismo, sono davvero pochi i lavori "onesti" capaci di permetterle di possedere tutto ciò che desidera: ecco allora una donna ritenere il lavoro di escort un mestiere come un altro e un marito accettarlo come un modo per vivere senza preoccupazioni economiche. Naturalmente la Chiesa vedrà sempre in ogni Maddalena, una donna da redimere, ritenendo la sua professione una spina nel fianco all'unità della famiglia e del matrimonio monogamico. Dunque per avere in Italia, terra che ospita lo Stato Vaticano, un riconoscimento sociale e morale delle libertà sessuali pari a quello di certi paesi nordeuropei, ne dovrà passare molta di acqua sotto i ponti. È un male? È un bene? Ognuno scelga in coscienza. Di certo, e con questo concludo il post, è una Europa ben strana questa che da una parte pretende di imporre a tutti la coltivazione e l'uso degli OGM e dall'altro lascia ogni Stato libero di legiferare come vuole circa la prostituzione e il suo status giuridico e sociale.

lunedì 12 aprile 2010

Ho sceso

4 : commenti
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.


Forse vi è capitato già di leggere questa poesia. È citata su vari blog per esempio, spesso però con gli "a capo" scorretti, a distruggere la ritmica e musicalità che possiedono: nella poesia forma e sostanza vanno sempre a braccetto, dandosi forza l'un l'altro.

Eugenio Montale (1896-1981) scrisse questi versi in ricordo della moglie Drusilla Tanzi, scomparsa nel 1963. Appartengono alla raccolta Satura (per la precisione alla sezione "Xenia", interamente dedicata a Drusilla), pubblicata nel 1971 da Mondadori.

Che l'essenziale è invisibile agli occhi è fatto evidente per chi ascolta ciò che gli suggerisce il cuore. Un sentimento di vero amore provato per qualcuno, come quello tra Eugenio e Drusilla, è una di quelle esperienze capaci di rivelare questa semplice grande verità, anche a chi può essere solo testimone di quell'amore. E noi, leggendo la poesia in questione, ne siamo testimoni.

lunedì 5 aprile 2010

Goliarda l'è lieta

8 : commenti
Poco fa, un po' immalinconito per aver dovuto lasciare mia figlia, volevo pensare ad altro. Così mi sono messo a giocare con le lettere dei titoli dei miei libri (e non solo di quelli), per anagrammarne fuori altre frasi e portare alla luce significati sommersi nell'inconscio. Non volevo perderci più di una mezz'oretta, così mi sono fermato ai primi anagrammi venuti in mente, o meglio, saltati all'occhio, visto che amo utilizzare le tessere dello Scarabeo, apparecchiate a letto o sul tappeto (il tavolo invece m'ispira poco).

Sospensioni di gravità [Giri di vita non sospesa.] [Noi, spesso, grani di vita.] [S'ingrassò pieno di vita.] [Sognò neri passi di vita.] 


Ventidue passi d'amore [Spersi due vite amando.] [Tu sedevi amando serpi.] E d'un tratto mi accorgo per la prima volta (!) che in entrambi i titoli sono presenti le lettere del mio cognome... diavolo di un inconscio, quanto la sa lunga! Dunque quando scelsi quei titoli, mi "suonarono bene" anche per questo.


Ecco così che da Sospensioni di gravità vengono fuori (per esempio) [Passerini: sogno di vita.] (quello sempre!) [Passerini: so d'ogni vita.] (è vero, credo che le anime si reincarnino di vita in vita) e da Ventidue passi d'amore [Passerini: me, dote d'uva.] (considerato che abito in Via dell'Uva non è tanto balzano) [Passerini: tu dove da me?] (suona come un'invocazione... alla mia anima gemella!) 


 A questo punto l'occhio mi cade su una mensola di fronte a me, alla copertina di un libro che ho messo in bella vista, L'arte della gioia di Goliarda Sapienza... ma vuoi vedere che... eh sì: [Goliarda l'è lieta] [Goliarda, tal è lei] E chi ha letto questo libro e sa qualcosa di cosa abbia rappresentato per la autrice, può ben comprendere quanto questi due anagrammi siano pertinenti. Mi piace questo nuovo gioco!

sabato 3 aprile 2010

Buona Pasqua di Resurrezione

4 : commenti

(Sacra Conversazionedi Piero della Francesca)
È inevitabile vedere nelle uova di Pasqua di cioccolata, versione moderna delle uova sode dipinte a mano, il martello dell'industria dolciaria che, per forgiare profitti, batte sull'incudine del consumismo. Dispiace però che molti non ricordino più che l'idea di associare la Resurrezione di Cristo all'immagine di un uovo ha un'origine sacra.

Quello dell'uovo è infatti un archetipo cosmogonico presente da diversi millenni in tante parti del mondo: presso gli Assiro-Babilonesi, nell'antico Egitto (connesso al mito della Fenice), nell'antica Grecia (nell'Orfismo), nei popoli pelasgici, nelle regioni dei Celti, nell'induismo, nel taoismo cinese, nel buddismo giapponese, tra i Bambara in Africa, nell'Amerindia e finanche in Polinesia (dove si parla della noce di cocco cosmica).

Talvolta immaginato deposto da un animale fantastico (la Fenice per gli Egiziani, forse un Basilisco per i Pelasgi, un rettile marino per i Celti, un dragone per i Cinesi), l'uovo cosmico racchiude nella sua forma armoniosa e nel suo principio generativo l'idea stessa della creazione (ciclica) dell'universo. Questo archetipo traspare con forza anche nella teoria del Big Bang sviluppata dagli astrofisici del XX secolo.

Perciò quando ne mangiate uno di cioccolato, assaporatelo lentamente e meditate sul mistero che ci rammenta. Vi aiuterà pure a non eccedere con le calorie!

Auguro a tutti una buona Pasqua di Resurrezione.

LINK DA CUI PARTIRE PER ESPLORARE I MITI SULL'ORIGINE DEL COSMO LEGATI ALL'IMMAGINE DELL'UOVO:
- Uovo cosmico in Wikipedia
- L'Uovo e il Cosmo su Astrologia.com

giovedì 1 aprile 2010

Lei Araba Fenice si diceva

1 : commenti
Ho ritrovato l'appunto di una "risposta per le rime" che (quand'ero un po' più giovane) spedii a una cara donzella che, con sottile malizia e tanta simpatia, giocava a provocarmi a parole. Con lei, che si dilettava come me a scrivere, avevo intessuto un fitto scambio epistolare, intrigante e allo stesso tempo scherzoso, condito di prosa, poesia in rima baciata, anagrammi (dal suo nome ne trassi a centinaia) e altre quisquilie.
Pur se composta abbastanza di getto, in mezz'oretta, questa missiva in endecasillabi a rima alterna "alla Dante" (si fa per dire!), a rileggerla dopo tanto tempo, non mi pare proprio da buttar via. ;-)


Lei Araba Fenice si diceva, 
Chimera fata invece assai mi pare. 


Sovvienmi Adamo perso dalla Eva 
che offre a lui la mela per tentare. 


Sen va l'amor cortese alla favella, 
s'insinua amor carnale fra le membra, 
giacché lei ora mostrasi far bella 
e in gloria finirebbe, così sembra, 
se a quella danza cui ella m'invita 
ci unissimo una notte nel giostrare. 


Da regi e caballeri è cumcupita, 
in vero ché non puote lei desiare 
un parvus menestrello perusino. 


Sic sine dubio vuolesi far gioco 
a suggerirsi qui sul mio cuscino. 


Audace io penetrerei 'l suo foco 
se veramente lei volesse osare 
ad essere una Beatrix concedente. ...............................


(S. Panariel dei Seni)


Suvvia, non è una chicca? La firma d'autore, degna conclusione a tono, è ovviamente un mio anagramma. E che il Sommo Poeta mi perdoni se ho ardito scimmiottar la sua Commedia. Vi state chiedendo come finì la singolar tenzone tra me e la bella? Be', un cavalier par mio siffatti particolari li custodisce per sé, gelosamente. Buonanotte, per oggi ho scherzato abbastanza.

martedì 30 marzo 2010

Dieci piccoli Italiani

1 : commenti
"Questo risultato elettorale è il miglior riconoscimento per l’attività svolta dal governo, per le prospettive di stabilità del sistema politico e per la possibilità di realizzare, in questa seconda parte della legislatura, le riforme necessarie per l’ammodernamento e lo sviluppo del nostro Paese".  

Con tali parole il Presidente del Consiglio ha oggi ben sintetizzato il significato che attribuisce alle elezioni appena concluse.  

Ma quale è lo scarto tra chi lo sostiene e chi non condivide l'operato del governo che guida? 

Non trovando sui mezzi d'informazione una risposta chiara, ho fatto due conti da me: ho preso dal sito del Ministero degli Interni i voti validi per l'elezione dei Presidenti di Regione e li ho divisi tra quelli dati alle coalizioni di centro-destra, quelli dati alle coalizioni di centro-sinistra, quelli dati alle altre liste minori non apparentate né alla maggioranza né all'opposizione. Le 13 Regioni in cui si è votato rappresentano oltre l'82% della popolazione Italiana, un campione assolutamente significativo. Il risultato è riassunto nella tabella qui sopra (può essere ingrandita cliccandoci sopra): su 24.867.938 voti validi, 10.892.573 (43,8%) sono andati al centro-sinistra, 12.194.202 (49,0%) al centro-destra, 1.781.163 (7,2%) alle liste minori di Grillini, UdC, sinistre e destre varie. Questo significa che se dieci Italiani si siedono attorno a un tavolo 5 sono favorevoli all'operato del governo in carico e gli danno carta bianca, 5 sono contrari e ne vorrebbero le dimissioni (tra questi ultimi 1 non ripone fiducia né nel PdL-Lega né nel PD-IdV). Se accettiamo dunque il valore referendario dato da Berlusconi a questo voto, non siamo certo di fronte ad un plebiscito, tutt'altro. E i 5 italiani che non lo hanno appoggiato non sono "contro" per partito preso, semplicemente non si riconoscono nell'Italia che lui "raccontata" e "dipinge". Ricordatevi di questo 5 a 5 tutte le volte che chi ci governa tornerà - c'è da scommetterci - a dirsi legittimato dal popolo a infischiarsene dell'opinione di... metà del popolo! Senza entrare nel merito di come sia stato mediaticamente costruito il consenso dei 5 favorevoli, e se si tratti davvero di un "consenso informato", ora più che mai si osserva che l'Italia è un paese perfettamente spaccato in due nell'opinione che ha del suo premier, amato o contestato senza mezze misure, e spaccato in tre nella "geografia politica": Lega al Nord, PD al Centro, PdL al Sud, con poche eccezioni che confermano la regola. Accanto a un PdL che cala, ma tiene, come la Democrazia Cristiana della prima Repubblica, la Lega ha la collocazione nell'elettorato che mezzo secolo fa apparteneva saldamente al PCI. Se la classe politica ex-comunista è ormai costituita soprattutto da "filosofi" che "filosofeggiano" senza saper coinvolgere emotivamente (con poche eccezioni vincenti), la Lega si è radicata nel territorio parlando a operai e contadini in modo semplice e diretto, più populista perfino di Berlusconi (che è pur sempre "il ricco"). Accanto al Don Camillo di Guareschi, oggi ci sarebbe un Peppone leghista, non più comunista! Ci sarebbe da parlare anche di Di Pietro e del successo dei Grillini, a cui Cacciari "poco filosoficamente" vorrebbe dar fuoco... ma non ne posso più! Con questa paginetta chiudo la parentesi elettorale aperta nel blog. Cercherò di tornare a parlare il prima possibile di cose che fanno bene all'anima. Ne abbiamo tutti molto bisogno.

A bocce ferme

2 : commenti
Non nascondiamoci dietro al dito: la sinistra ha perso Calabria, Campania, Lazio e Piemonte, regioni "pesanti". E l'Italia esce dalle Regionali 2010 ancora più spaccata, divisa e contrapposta di prima. Questa è l'Italia di oggi: una nazione dove i consapevoli che pensare senza fare è velleitario sono meno degli inconsapevoli di quanto fare senza pensare sia pericoloso. Un fare senza pensare in senso lato ovviamente. Cancellare l'opposizione dai media TV guardati dalla maggioranza delle persone, ha premiato la maggioranza che ha cambiato le regole del gioco a partita in corso. Il pensare dei furbi insomma.

lunedì 29 marzo 2010

Affluenza Regionali 2010

3 : commenti
-7%

E ora aspettiamo di vedere se il calo di voto ha punito o favorito qualche forza politica.

Intanto mi ci scappa un bell'acrostico di anagrammi di astensione!

Assenti? E No!  
Sì, sane note.  
Tie', annesso!  
È insensato.
Non sia sete.
Son astenie.  
Innesto a sé.  
Onestà in sé.  
Nessi o tane?  
E annessi O.T.*  

* Off Topic

 LINK ad alcuni "speciali elezioni":
Post scriptum della sera: pareggio? Post scriptum del mattino: no...

domenica 28 marzo 2010

De profundis TG1

0 : commenti
Stasera mi sono costretto a vedere il TG1. Si può ancora definire un telegiornale, cioè l'equivalente video di un quotidiano di informazione? Assolutamente no. Ormai è l'equivalente di settimanali di svago o gossip. Vedasi il servizio, con tanto di psicologa compiacente e compiaciuta e interviste risibili, sulle belle cinquantenni (attrici, soubrette eccetera!) che tendono sempre più a scegliere partners molto più giovani di loro, oppure quello su uova e cesti di Pasqua, oppure quello sui primi bagni di sole al mare e così via. Se a uno interessa sapere cosa è successo di importante in Italia e nel mondo, è inutile che butti via mezz'ora a guardare il TG1. Le fasce orarie che competerebbero a un siffatto mal-format dovrebbero essere quelle di UnoMattina e delle 18 o giù di lì, non certo quelle in cui ci si aspetta di vedere un telegiornale. Sarebbe auspicabile che l'Agcom sanzionasse non solo le infrazioni quantitative, ma anche quelle qualitative.

(Questo post è il corollario a Se la tivù...)

Se la tivù...

1 : commenti

Così si conclude l'intervento odierno di Ilvo Diamanti su Repubblica.it, ineccepibilmente lucido come al solito.
 
(questo post ha un'appendice)

giovedì 25 marzo 2010

Cosa c'entrano Nixon, Platone e Freud
con un anagramma?

4 : commenti
Nel 1972 ero molto giovane, ma il clamore suscitato in tutto il mondo dallo scandalo Watergate lo ricordo bene. Le telefonate del Presidente degli Stati Uniti d'America Richard Nixon erano state intercettate e lui si dimise, colto con le mani nella marmellata dell'abuso del potere. Tempi in cui i governanti avevano ancora palle e dignità, evidentemente. Oggi in Italia, qualcuno, per molto ma molto meno, non si dimette e si fa beffe di noi che chiediamo il rispetto delle regole democratiche e della Costituzione dei padri della patria, anzi accusa noi di essere sovversivi e istigatori all'odio. Colto con le mani nella marmellata, la rovescia addosso a tutti e tutti accusa, tranne se stesso. Considerandoci sprovveduti o ignoranti, fa finta di non ricordare cosa successe a Nixon e, re dei bugiardi senza vergogna qual egli è, afferma che l'unica nazione al mondo in cui un premier può essere intercettato è la nostra. E si inventa un inesistente vulnus della democrazia da parte della magistratura quando lui stesso è il vulnus. E si dice "capopopolo" del partito della libertà quando lui stesso e i suoi vassalli complici minano scientemente da 16 anni le fondamenta delle libertà civili tanto faticosamente conquistate. Nauseato da tutto ciò mi rifugio negli anagrammi. Sì gli anagrammi. Perché ho verificato tante volte che sanno aprire squarci di verità sul mondo. Per questo li adoro e mi diverte passare al loro setaccio nomi di persona e altro. Non voglio certo dire che l'anagramma, per esempio di un partito politico, ci permetta di guardare quest'ultimo per quello che veramente è, piuttosto che la sua ombra cinese. E che l'anagramma, ci apra gli occhi come avviene a chi esce fuori dalla caverna di Platone. Certo che no. Però spesso anagrammando accade qualcosa di davvero divertente. E se una barzelletta, o una frase, o un anagramma, ci fa ridere è perché - osservò bene Freud - vengono messi in gioco gli stessi meccanismi del sogno, per esempio il doppio senso (una singola espressione che esprime cose diverse). Ciò consente l'emersione dei contenuti presenti nei nostri inconsci e la liberazione istantanea dell'energia psichica che prima li bloccava (censura). È proprio l'esplosione di tale energia a scatenare la risata in chi ascolta un motto di spirito. Insomma non credo proprio sia un caso se anagrammando Popolo della Libertà mi è venuto fuori:

o balle del topo pirla 

Ricordatevelo, quando tra pochi giorni andrete a votare. E passate parola! :-)

P.S. Altri anagrammi di Popolo della Libertà.

mercoledì 24 marzo 2010

La Regione Umbria querela il PdL dell'Aquila

0 : commenti
Mister B & Company ne combinano talmente tante che devono per forza mirare a "riformare" la Giustizia, se no sarà la Giustizia a "riformare" ben bene loro!

Ciauz!

2 : commenti
È sempre più diffuso l'uso, tra i più giovani e non solo, di salutare scherzosamente usando ciauz al posto di ciao. Per esempio, mi salutano con ciauz un amico di Torino e un'amica di Salerno, entrambi sui 30 anni.
Più che di un neologismo pare trattarsi del riaffiorare di un etimo antico. Ciao infatti (cito da Wikipedia) trae la sua origine dalla parola veneziana s'ciàvo che ha il significato di "schiavo", derivando dal neolatino "sclavus", che indica persone di etnia slava frequentemente usati proprio come schiavi nell'intero mondo mediterraneo, venduti spesso dalle stesse famiglie ai mercanti veneziani o arabi. Venivano "importati" nella Spagna musulmana, Egitto, Asia minore e in occidente (in quest'ultimo caso solo quelli non cattolici) passando per Venezia .
Ciao è quindi una contrazione di "schiavo suo" (s'ciau). Da cui ciao, ciauz, ciuz (quest'ultimo usato finanche in Croazia). Tutte forme che perciò corrisponderebbero a "Servo Vostro", formula di saluto un tempo usata, senza distinzione di classe sociale.
Corsi e ricorsi insomma!

martedì 23 marzo 2010

Il circo della politica

2 : commenti

ASSISI - Dopo una giornata intensa di lavoro lascio l'Ufficio che sono passate da poco le 18. Vado a riprendere l'auto al parcheggio e... non si scherza mica: è arrivato il circo della politica, il teatrino dei candidati alle regionali!
Mi trovo uno, due, tre, quattro, cinque faccioni del PdL a proclamare la loro fede nella religione della libertà proprio davanti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, quella che ospita la Porziuncola di San Francesco.
Resisto alla tentazione di cercare un vigile urbano per domandare se tutto ciò sia regolare: un pullman stile Priscilla regina del deserto, e quattro camioncini per pubblicità mobile, parcheggiati in bella parata proprio lì... un po' di rispetto per un luogo sacro no? Permessi, autorizzazioni, occupazione del suolo pubblico, ottemperanza ai regolamenti comunali... sarà davvero tutto a posto?

In ogni caso, collocare una propaganda così invasiva in una simile locazione non è di buon gusto. Datemi pure del bacchettone.
N.B. Sarei disposto a votare un Presidente di Regione sulla base dei suoi programmi, di sinistra o destra che sia (lo avevo scritto qui), ma non considero degno di voto chiunque si presti a rappresentazioni "oscene" come quella avvenuta pochi giorni fa in Piazza San Giovanni a Roma (ecco il video del momento topico).
Perché credo nella Libertà del Popolo, non nel Popolo della Libertà (di far quel che cavolo vogliono).  

Post scriptum del giorno dopo. Stamattina, tornato sul luogo del delitto, i faccioni non c'erano più. E mi sono accorto che su tutto il piazzale, adibito a parcheggio per le autovetture dei pellegrini, vige il divieto di sosta per caravan e roulotte, figuriamoci dunque se possono sostarvi camion e pullman. Anche all'uscita dal lavoro, poco fa, nessuna traccia dei faccioni. Chissà, magari qualche cittadino, o frate (ieri le pubblicità elettorali erano piazzate proprio sulla strada di accesso al convento), si è lamentato per davvero. E i barbari hanno alzato le tende.

lunedì 22 marzo 2010

Senza pudore, senza ritegno... senza parole

2 : commenti



Sabato sul palco a Piazza San Giovanni, a recitare questa parodia di preghiera (di dubbio gusto), c'era anche Fiammetta Modena, candidata del PdL a Presidente della Regione Umbria. Una trentina d'anni fa frequentavamo la stessa sezione del Liceo Classico Mariotti di Perugia, separati da un anno. Non avrei mai immaginato che potesse cadere così in basso. Arrossisco io per lei.

Nel nome della libertà Prendo il solenne impegno A realizzare nella mia Regione In sintonia con il Governo nazionale Tutti i punti del Patto per l'Italia Presentato oggi dal Presidente Silvio Berlusconi.

Verranno eletti 13 Presidenti delle Regioni. Però se contate quanti sono i "discepoli" adoranti che fanno ala al loro "Messia", sembrerebbero 12... all'inizio se ne contano 11, poi spunta fuori il dodicesimo, ma il tredicesimo non si vede proprio! Un vero e proprio rito politico-esoterico? Prove generali di teocrazia taleb(erlusconi)ana in Italia? :-)

Se questa preghierina fosse stata davvero recitata in 13, mi auguro rappresenti la "ultima cena" di cotanto capopopolo: le balle le racconta bene, ma risorgere da una sacrosanta debacle elettorale stavolta non gli riuscirebbe più. Perciò, tutti alle urne!!!
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