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Nel 1972 ero molto giovane, ma il clamore suscitato in tutto il mondo dallo scandalo
Watergate lo ricordo bene. Le telefonate del Presidente degli Stati Uniti d'America
Richard Nixon erano state
intercettate e lui si dimise, colto con le mani nella marmellata dell'abuso del potere. Tempi in cui i governanti avevano ancora palle e dignità, evidentemente.
Oggi in Italia, qualcuno, per molto ma molto meno, non si dimette e si fa beffe di noi che chiediamo il rispetto delle regole
democratiche e della
Costituzione dei padri della patria, anzi accusa noi di essere sovversivi e istigatori all'odio. Colto con le mani nella marmellata, la rovescia addosso a tutti e tutti accusa, tranne se stesso.
Considerandoci sprovveduti o ignoranti, fa finta di non ricordare cosa successe a
Nixon e, re dei bugiardi senza vergogna qual egli è, afferma che l'unica nazione al mondo in cui un premier può essere
intercettato è la nostra. E si inventa un inesistente
vulnus della democrazia da parte della
magistratura quando
lui stesso è il vulnus. E si dice "capopopolo" del partito della libertà quando lui stesso e i suoi vassalli complici minano
scientemente da 16 anni le fondamenta delle libertà civili tanto
faticosamente conquistate.
Nauseato da tutto ciò mi rifugio negli anagrammi. Sì gli anagrammi. Perché ho verificato tante volte che sanno aprire squarci di verità sul mondo. Per questo li adoro e mi diverte passare al loro setaccio nomi di persona e altro.
Non voglio certo dire che l'anagramma, per esempio di un partito politico, ci permetta di guardare quest'ultimo per quello che veramente è, piuttosto che la sua ombra cinese. E che l'anagramma, ci apra gli occhi come avviene a chi esce fuori dalla
caverna di Platone. Certo che no. Però spesso
anagrammando accade qualcosa di davvero divertente.
E se una barzelletta, o una frase, o un anagramma, ci fa ridere è perché - osservò bene Freud - vengono messi in gioco gli stessi meccanismi del sogno, per esempio il doppio senso (una singola espressione che esprime cose diverse). Ciò consente l'emersione dei contenuti presenti nei nostri inconsci e la liberazione istantanea dell'energia psichica che prima li bloccava (censura). È proprio l'esplosione di tale energia a scatenare la risata in chi ascolta un motto di spirito.
Insomma non credo proprio sia un caso se
anagrammando Popolo della Libertà mi è venuto fuori:
o balle del topo pirla
Ricordatevelo, quando tra pochi giorni andrete a votare. E passate parola! :-)
4 : commenti:
kissà la sinistra ke tipo di mine userà x la libertà non tutelata. Finora x fortuna il problem non sussiste!!
Lasciamo perdere le mine...
Altra metafora. Se ho ragionevole timore che i ladri possano entrarmi in casa, compro e attivo un allarme. Non aspetto che passi il ladro, rubi tutto, e solo a questo punto attivo l'allarme. ;)
Meglio ancora sarebbe che il ladro venisse arrestato... :-)
ci sono leggi x arrestare i parassiti di kualke precedente governo??? io opterei x la capitale....non sono degni delle nostre galere.....baci
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