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giovedì 15 febbraio 2018

Avviso pubblico per il finanziamento di progetti afferenti le politiche per la famiglia

13 : commenti
Ieri ho scoperto un avviso pubblico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, costruito in quattro e quattr’otto a dicembre, pubblicato il 3 gennaio e che scade - guarda un po’ - il 28 febbraio. Si intitola Avviso pubblico per il finanziamento di progetti afferenti le politiche per la famiglia e mette in gioco 8 milioni di euro - mica bruscolini! - da destinare a un centinaio di progetti sociali (ogni progetto è finanziabile da minimo 50.000€ a massimo 250.000€), della durata di 18 mesi, da proporre e realizzare in una delle seguenti linee di intervento: 
  1. conciliazione dei tempi tra famiglia è lavoro;
  2. invecchiamento attivo e solidarietà fra le generazioni;
  3. sostegno alle famiglie in condizioni di fragilità;
  4. promozione di contesto sociali ed economici “family friend” 
  5. inclusioni sociale dei minori e dei giovani;
  6. sostegno ai minori vittime di violenza assistita, agli orfani di crimini domestici e alle loro famiglie affidatarie.
Tanto di cappello alle lodevoli finalità, ma sono davvero parecchie le cose “curiose” presenti nell’Avviso. Ne illustro qualcuna.

È surreale che, mentre i quesiti devono essere inviati esclusivamente via pec, la domanda di partecipazione deve invece pervenire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, esclusivamente in plico cartaceo via raccomandata (sic!) entro le ore 19 del 28 febbraio, NON facendo fede la data di spedizione, ma esclusivamente quella di arrivo. Come ai tempi dei Borboni!

Sulla pagina web dedicata all’avviso il numero delle FAQ sta lievitando come un blob alieno (erano 7 al 9 gennaio, 20 al 12 gennaio, 40 al 19 gennaio, 57 al 23 gennaio, 81 al 28 gennaio, 134 al 4 febbraio, sono 191 all'11 febbraio e chissà quante diventeranno alla vigilia della scadenza): segno inequivocabile di quanto l'Avviso faccia acqua da tutte le parti. 

Le cooperative e associazioni con cui mi sono confrontato, per verificare se fossero in grado di fare dei progetti nel poco tempo che resta, dopo aver studiato avviso e allegati, mi hanno risposto negativamente: ritengono tutta l'impostazione dell'Avviso confusa e complicata, a partire dagli strani vincoli di budget (che evidentemente è stato congegnato ad hoc):
  • max 5% retribuzione coordinatore e amministrazione 
  • max 30% risorse umane per l’attuazione dell’intervento 
  • max 60% destinatari [non di erogazioni economiche, ma solo di servizi], mezzi e attrezzature 
  • max 5% spese generali [pulizie, manutenzioni ecc.] 
Voglio sottolineare che la cosa più incredibile è che un Ente comunale di quasi 30.000 abitanti (quello in cui lavoro) abbia scoperto l'esistenza di questo Avviso per puro caso, nonostante ci arrivino ogni giorno PEC in abbondanza per informarci di tutto: dalle cose più insignificanti a quelle più importanti. Invece dell'Avviso pubblico per il finanziamento di progetti afferenti le politiche per la famiglia non ci ha informato NESSUNO: né la Presidenza del Consiglio dei Ministri, né il MLPS, né la Regione, né l’ANCI... mai visto nulla di simile.

Un Avviso di cui magari “amici” ed "amici degli amici" sono stati direttamente informati prima ancora che uscisse... ed emanato in piena campagna elettorale... una perfetta macchina da voto di scambio insomma.

Scommetto quel che vi pare che negli ultimi giorni di febbraio (ma anche prima, perché non è che progetti con i requisiti richiesti da questo Avviso si preparano in un settimana) partirà in pompa magna su TV, giornali e siti la pubblicità urbi er orbi di questa nuova misura sociale concessaci dal nostro buonissimo governo... buonissimo quanto ormai privo di ogni freno morale, ritegno e pudore.

LINK: http://www.politichefamiglia.it/it/notizie/avvisi-e-bandi/avviso-pubblico-per-il-finanziamento-di-progetti-afferenti-le-politiche-per-la-famiglia/

Altre "recensioni" delle politiche sociali del governo Gentiloni in questi post:

domenica 28 gennaio 2018

La grande bufala (elettorale) della Carta Famiglia 2018

35 : commenti
"La Carta presenta le caratteristiche di cui all'allegato A che costituisce parte integrante de presente decreto" 
L'immagine che vedete è l'Allegato A del Decreto Ministeriale 20 settembre 2017 "definizioni dei criteri è delle modalità per il rilascio" e la didascalia è il comma 1 dell'art. 2 del decreto stesso. 

Soffermatevi un'attimo su questa immagine. Vi piace? Mi auguro che sia stata realizzata a costo zero da qualche volontario dello staff del Ministro Poletti, perché se fosse pure costata qualcosa sarebbe molto peggio di qualsivoglia "spelacchio"!

Cosa vi evoca e suscita?

Non andate avanti nella lettura. 
Provate un minuto a capire che messaggio vi dà: l'appraisal è positivo o negativo?

Fatto?

Ok, vi dico cosa fa pensare a me. Vedo tante persone stilizzate, donne, uomini e bambini, estremamente massificate, non molto "umane", vagamente inquietanti essendo prive di braccia e mi fermo qua... perché di associazioni me ne vengono parecchie, ma tutte negative. Quel che è certo che assomigliano a dei birilli. Ecco, il subconscio dell'autore dell'immagine ci ha detto la verità: dalle alte torri dei ministeri romani i cittadini sono visti come meri birilli, da buttar giù sparando balle, soprattutto quando si è in piena campagna elettorale.

Ma andiamo per ordine.

Da qualche settimana mamme e papà di famiglie con almeno tre figli minori stanno presentandosi ai Comuni di tutta Italia per chiedere lumi sulla "Carta della Famiglia" (chiamata anche "Carta bonus famiglie numerose" o semplicemente "Carta Famiglia") che - a scanso di equivoci - non c'entra nulla con la Carta REI di Gentiloni (già Carta SIA di Renzi e prima ancora Carta acquisti di Berlusconi). 

La Carta della famiglia riguarda le famiglie residenti con almeno tre figli minori e con ISEE fino a 30.000€. Non ci sono altri requisiti. Pertanto il rilascio di questa Carta non comporta alcuna valutazione tecnica da parte dei Servizi Sociali. In altre parole, la Carta della famiglia è più materia da Anagrafi che da Assistenti Sociali... ma competerà alle singole amministrazioni comunali decidere a chi affidare questa ennesima "patata bollente" confezionata a Roma. 

È bene sottolineare che fino al 15 gennaio, nessuno si è premurato di informare i quasi ottomila Comuni italiani di questa nuova misura progettata dal MLPS (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), a cui i Comuni stessi dovranno provvedere - bada bene - "nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali già previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica" (art. 8 del DM 20 settembre 2017). Si tratta insomma di uno dei tanti "miracoli italiani" per la cui realizzazione lo Stato ordina "bonariamente" ai Comuni di attrezzarsi a costo zero, mentre con l'altra mano gli taglia fondi e, per effetto del "patto di stabilità", gli rende impossibile sostituire il personale che va in pensione. Avete presente le buche nelle strade? La scarsa manutenzione del verde pubblico e degli edifici pubblici (scuole, distretti sanitari ecc.), le liste di attesa per controlli medici et cetera? Sono la naturale conseguenza dei tagli generalizzati ai finanziamenti statali che da una decina di anni colpiscono come mannaie Regioni, ASL e Comuni... del resto non dimentichiamoci che ogni Italiano, bimbi e anziani compresi, si porta mediamente sulle spalle quasi 40.000 euro di debito pubblico.

La Carta della famiglia nasce con la Legge di Stabilità 2016 (Legge. n. 208 del 28/12/2015), ne parla il comma 391 dell'articolone 1.

A tale previsione, non dopo 3 ma dopo 20 mesi, ha fatto seguito - nel silenzio generale - uno striminzito D.M. 20 settembre 2017 di 2 pagine e 8 articoli (sic!), che sembra scritto da uno studente al primo anno di Legge, dove si definiscono, molto genericamente, criteri e modalità per il rilascio della carta della famiglia. 

Infine il 9 gennaio u.s. il suddetto D.M. è stato pubblicato in G.U.. Bastano pochi minuti per leggere il decreto e vi invito a farlo (scaricandolo da questo link), così vi renderete conto voi stessi del livello di pochezza che regna sovrano ai vertici ministeriali dello Stato.

In sintesi, spetta ai Comuni rilasciare la carta "nel formato di tesserino cartaceo, previo pagamento degli interi costi di emessione, ove presenti" (art. 3, comma 4, del D.M.); la carta ha validità biennale (art. 3, comma 2, del D.M.) e "dovrà recare sul retro il numero del Comune emittente, il numero progressivo della tessera, preceduto dal codice Comune, i dati anagrafici e il codice fiscale dell'intestatario, il luogo e la data di emissione, nonché la data di scadenza. La carta dovrà recare l'indirizzo del sito internet dedicato." (art. 3, comma 2, del D.M.).

Cosa ci fa il cittadino con questo "tesserino cartaceo"? "La carta consente l'accesso a sconti sull'acquisto di beni o servizi, ovvero riduzioni tariffarie concessi dai soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all'iniziativa" (art. 4, comma 1, del D.M.) relativamente alle voci illustrate nell'Allegato B del D.M.:

BENI ALIMENTARI:
  • Prodotti alimentari
  • Bevande analcoliche
BENI NON ALIMENTARI
  • Prodotti per la pulizia della casa
  • Prodotti per l'igiene personale
  • Articoli di cartoleria e cancelleria
  • Libri e sussidi didattici
  • Medicinali, prodotti farmaceuticie e sanitari
  • Strumenti e apparecchiature sanitari
  • Abbigliamento e calzature
SERVIZI
  • Fornitura di acqua, energia elettrica, gas e altri combustibili per riscaldamento
  • Raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani
  • Servizi di trasporto
  • Servizi ricreativi e culturali, musei, spettacoli e manifestazioni sportive
  • Palestre e centri sportivi
  • Servizi turistici, alberghi e altri servizi di alloggio, impianti turistici e del tempo libero
  • Servizi di ristorazione
  • Servizi socioeducativi e disostegno alla genitorialità
  • Istruzione e formazione professionale
Mancano però ad oggi i pezzi più importanti: l'attivazione delle convenzioni con i soggetti che devono corrispondere sconti o ridurre le tariffe! L'art. 4, comma 3, del D.M. spiega che l'attivazione dei benefici compete a:
  1. MLPS "su base nazionale, previa formalizzazione di Protocolli d'intesa con le Amministrazioni centrali interessate o convenzioni con soggetti pubblici e privati a rilevanza nazionale";
  2. Regioni e Provincie autonome "su base regionale, mediante la stipulazione di convenzioni con soggetti pubblici e privati a rilevanza regionale"/;
  3. Comuni "su base comunale, mediante la stipulazione di convenzioni con soggetti pubblici e privati a rilevanza locale, ovvero riduzioni di tariffe dei servizi pubblici locali erogati direttamente o indirettamente".
Capirete che stando così le cose, siamo in alto mare: il MLPS si è limitato ad attivare questa misera  pagina web (in attesa del "sito internet" previsto all'art. 7 del D.M.) per informare i cittadini "sulle modalità di emissione della Carta, sulle agevolazioni cui dà diritto, sui soggetti aderenti all'iniziativa e sulle modalità del rilascio del bollino...", Regioni e Comuni hanno scoperto l'esistenza di questa misura solo adesso... ergo, se per assurdo venissero rilasciate le Carta Famiglia, ad oggi (e per molto tempo ancora) non servirebbe ancora assolutamente a nulla. Basta aprire la pagina del MLPS per verificare che ad oggi non c'è alcun soggetto aderente all'iniziativa.

Ma cosa è questo bollino di cui parla il decreto? È spiegato all'art. 6 del D.M.: 
"I soggetti che aderiscono al programma mediante a stipula dei protocolli d'intesa o delle convenzioni di cui all'art. 4, comma 3, possono valorizzare la loro partecipazione all'iniziativa a scopi promozionali e pubblicitari attraverso l'esibizione del bollino, associato al logo della Carta, con le seguenti diciture:
a) ≪Amico della famiglia≫, laddove siano concessi sconti o riduzioni o agevolazioni pari o superiori al cinque per cento rispetto al normale prezzo di listino o all'importo ordinario;
a) ≪Sostenitore della famiglia≫, laddove siano concessi sconti o riduzioni o agevolazioni pari o superiori al venti per cento rispetto al normale prezzo di listino o all'importo ordinario."

Ecco perché la Carta della Famiglia è una sacrosanta bufala. Pensate che il MLPS riuscirà mai a fare una convenzione con CONAD, COOP, EUROSPIN ecc. per concedere questi sconti alle famiglie con tre figli, solo per avere un bollino in vetrina o sui depliant?
Vi immaginate un Comune che deve realizzare convenzioni con gli esercizi commerciali del suo territorio... chi potrebbe mai aderire?
Ma il MLPS potrebbe replicare che loro hanno fatto tutto quello che potevano e che spetta ora ai Comuni darsi da fare per attuare la misura. Che è come chiedere di trasformare l'acqua in vino! Ergo, se la Carta non funzionerà sarà colpa dei Comuni, eterno capro espiatorio di tutto ciò che in Italia non va. 

N.B. Tantissimi Comuni hanno già attivato, in convenzione con soggetti del terzo settore (per esempio le Caritas) iniziative simili: banchi alimentari, empori solidali ecc. Avrebbe avuto senso incentivare queste iniziative, non creare a livello centrale l'ennesima misura inutile, mal congegnata, irrealizzabile.

Dunque la Carta della Famiglia così com'è, senza finanziamenti, per esempio, per incentivare gli esercizi commerciali ad aderire, non serve a nulla. Nonostante questo dal 10 gennaio scorso è partito il tam tam mediatico che presenta la Carta come una misura attiva ed esigibile dal cittadino:
In Ufficio, a metà mese di gennaio, avevo scommesso sul fatto che, al progredire della campagna elettorale la pubblicità della Carta della Famiglia sarebbe partita ancora più in grande stile. E infatti ieri è scesa in campo La Repubblica (il cui vicedirettore - guarda un po' - si è appena candidato nelle liste del PD):
Un'ultima considerazione, del tutto personale.

Lavorare nella pubblica amministrazione (penso a Comuni, Sanità, Centri per l'Impiego, Scuole ecc.) è sempre più fonte di frustrazione e burn-out: di fatto ci viene chiesto di raccontare balle ai cittadini e macinare acqua. In 28 anni, da quando lavoro nel sociale, non ho mai visto un tale livello di sfascio generalizzato dei servizi: nemmeno Berlusconi era riuscito a portarci così in basso... ed era veramente difficile riuscire a fare peggio!

Anche da ciò ho trovato la motivazione a iscrivermi di nuovo all’università, a 52 anni. Assisto da insider a una “fuga di cervelli” dalla P.A. che è del tutto inedita nella storia d’Italia. E ci sono anche sempre più colleghi - tutti quelli che possono permetterselo! - che stanno scegliendo di andare in congedo anticipato, perdendo fette consistenti di pensione, pensando in primis alla salute.

sabato 27 gennaio 2018

Quello che non ti hanno mai detto sull'auto elettrica

84 : commenti
Consiglio la visione di un video superlativo, tratto dal TEDxReggioEmilia di 8 mesi fa, che illustra la differenza tra economia lineare ed economia circolare e vi metterà voglia di rottamare la vostra auto a combustione e diventare protagonisti, il prima possibile, della mobilità elettrica e sostenibile. 

L'autore è Valerio Rossi Albertini laureato con lode in Fisica atomica e molecolare, nonché primo dottore di ricerca in Italia in Scienza dei Materiali. All’insegnamento di Chimica-Fisica, ha recentemente affiancato quello di Divulgazione della Scienza, presso l’università di Roma 2. È stato responsabile della divisione “Fotonica di raggi X” del CNR e delle attività applicative del Super-laser “Sparx”. Svolge attività di comunicazione scientifica per le maggiori reti televisive nazionali (oltre 700 presenze negli ultimi 5 anni).


Se fate parte e leggete i post del mio gruppo Facebook Hyundai Kona Electric FAN GROUP ITALIA - che si occupa di mobilità elettrica a trecentosessanta gradi, con un occhio di riguardo a quella che spero sarà la mia prossima automobile - avrete già visto questo video. Se non fate parte di quel gruppo allora è il momento di iscrivervi:

giovedì 18 gennaio 2018

Novità in arrivo per chi aspetta un'auto elettrica abbordabile

81 : commenti
Traduzione di Daniele Passerini dell'articolo di Pedro Lima, pubblicato il 17/01/2018 su pushevs.com (link originale: https://pushevs.com/2018/01/17/hyundai-starts-pre-orders-kona-electric/)

***

Hyundai avvia i preordini per la Kona elettrica

La Hyundai Kona elettrica, già pre-ordinabile in Corea del Sud.
La versione EV elettrica della Hyundai Kona sarà disponibile con due opzioni di batteria: da 39,2 e 64 kWh.

Lo scorso lunedì, Hyundai ha iniziato ad accettare preordini per la Kona EV in Corea del Sud.

La tanto attesa versione elettrica della Hyundai Kona avrà powertrain (batteria e motore) realizzato da LG Chem. A seconda della versione scelta, il motore elettrico da 150 kW sarà alimentato da una batteria da 39,2 o 64 kWh. Mentre la batteria da 39,2 kWh garantirà un'autonomia di oltre 240 km (149 miglia), quella da 64 kWh garantirà almeno 390 km (242 miglia). Queste cifre provengono dal ciclo di test sudcoreano, che ottiene risultati molto simili agli EPA [ndr. a titolo di confronto, Opel Ampera-e aka Chevrolet Bolt è accreditata di 380km Ciclo EPA].

In Corea del Sud, senza considerare incentivi, la Hyundai Kona EV costerà tra 43 milioni e 48 milioni di KRW (33.016 e 36.840 euro al cambio attuale). La versione elettrica sarà ancora molto più costosa della sua controparte a combustione, che nella maggior parte dei paesi europei può essere acquistata per meno di 20.000 euro.

C'è qualche differenza anche nelle dimensioni, poiché la versione elettrica è leggermente più lunga (e alta) di quella a combustione:

Hyundai Kona ICE

Lunghezza: 4.165 mm
Larghezza: 1.800 mm
Altezza: 1.550 mm
Passo: 2.600 mm

Hyundai Kona Electric

Lunghezza: 4.180 mm (+ 15 mm)
Larghezza: 1.800 mm
Altezza: 1,55 mm (+ 5 mm)
Passo: 2.600 mm

A titolo di confronto le misure della Chevrolet Bolt EV sono:

Chevrolet Bolt EV

Lunghezza: 4.170 mm
Larghezza: 1,770 mm
Altezza: 1.600 mm
Passo: 2.600 mm

Considerato che la Chevrolet Bolt EV ha powertrain LG Chem e dimensioni simili, si tratta chiaramente dell'alternativa più diretta alla Hyundai Kona Electric. Inoltre, sapendo della concorrente in arrivo, GM ha recentemente annunciato che produrrà 5.000 unità di Bolt EV disponibili quest'anno per i clienti della Corea del Sud. Molte più delle 600 unità inviate in Corea del Sud l'anno scorso.

Rispetto alla Chevrolet Bolt EV, la Hyundai Kona Electric presenta alcuni vantaggi:
  1. È una Hyundai, questo significa che la sua garanzia sarà decisamente migliore.
  2. Kona Electric sarà più efficiente. Avrà elementi batteria più recenti (NCM 811), che renderanno il pacco batterie più leggero di almeno 150 kg rispetto a quello presente oggi nella Bolt EV dotata di celle NCM 622. Inoltre avrà una pompa di calore, aspetto particolarmente importante nei luoghi più freddi.
  3. Il peso minore non solo migliora l'efficienza, contribuisce anche a migliorare le prestazioni (maggiore accelerazione) ed incrementare la sicurezza (minore spazio di arresto).
  4. Ha in dotazione il cruise control adattivo. Sorprendentemente la Bolt EV ha i radar necessari per l'AEB (Autonomous Emergency Braking) ma non implementa il cruise control adattivo.
  5. Offrendo un'opzione batteria "entry-level" (39,2 kWh) l'acquisto è più abbordabile.
Per quanto mi piaccia la Chevrolet Bolt EV, sembra che tutti i suoi buoni contenuti vengano da LG Chem, mentre i suoi aspetti peggiori da Chevrolet.

In ogni caso, le prime consegne in Corea del Sud sono programmate per la prima metà di quest'anno. Dopodiché si estenderanno all'Europa e solo successivamente a Nord America e resto del mondo. L'arrivo di Hyundai Kona Electric andrà a beneficio della maggior parte dei clienti europei, dal momento che Opel Ampera-e sembra ormai un progetto senza futuro nel vecchio continente.

Ulteriori informazioni:
***

Ndr. Sto monitorando il mercato dell'auto elettrica da oltre un anno, in attesa dell'auto giusta con cui potere entrare nella mobilità elettrica; nel frattempo mi sono dotato a casa di un impianto fotovoltaico da 3kW e di un sistema di accumulo LG Chem da 10kWh. All'inizio avevo confidato nella Opel Ampera-e, poi è intervenuta la vendita di Opel da GM a PSA che ha "tagliato le gambe" proprio all'Ampera-e. Ma si chiude una porta e si apre un portone: dalla scorsa estate seguo con attenzione ogni notizia in arrivo riguardo la prossima commercializzazione della interessantisima Hyundai Kona EV, che verrà presentata ufficialmente al Salone dell'auto di Ginevra (8-18 marzo 2018) e commercializzata in Europa nella seconda metà dell'anno.

Non a caso, sono anche l'amministratore del gruppo facebook Hyundai Kona EV (elettrica) fan gropup ITALIA, il miglior punto di raccolta in lingua italiana di ogni informazione riguardo questa bella automobile che promette di poter dare una spinta importante alla mobilità elettrica a zero emissioni, svolta epocale a cui ormai si è convertito persino l'irriducibile Sergio Marchionne! E proprio del passaggio dall'età dell'ICE all'età EV, oltre che della Kona, si parla, commenta e ragiona ogni giorno dentro Hyundai Kona EV (elettrica) fan gropup ITALIA.

Oltre che della Kona, il gruppo si occupa in generale della mobilità a zero emissioni a 360° e di tutte le news più importanti al riguardo. Perciò, se siete su Facebook e siete curiosi anche voi di conoscere il mondo dell'auto elettrica, iscrivetevi: https://www.facebook.com/groups/134188423951213

mercoledì 10 gennaio 2018

Fenomenologia e controllo di una nuova reazione esotermica tra metallo e Idrogeno

68 : commenti

Mentre in Italia la fusione fredda è stata messa al bando dalle università italiane, nel resto del mondo continuano a spuntare a ritmo crescente conferme indipendenti della realtà di un nuovo fenomeno (chimico? nucleare? ibrido?) in grado di creare energia pulita.

Arriva dalla terra del Sol Levante un "Brief Summary Report of MHE* Project Phenomenology and Controllability of New Exothermic Reaction between Metal and Hydrogen", pubblicato il 1 gennaio scorso su Researchgate, i cui autori appartengono a:
*MHE: Metal Hydrogen Energy.

Dalla pagina sopra linkata è scaricabile il pdf del Brief Summary Report


Ve ne estraggo e traduco soltanto l'abstract e le conclusioni:
Abstract 
(EN) Project Aim: to verify the existence of new exothermic reaction between nano-metals and hydrogen which will be applicable for future new clean energy source, and to study the controllability of generated thermal energy. In the following, brief summary of implementation and results by MHE-group Japan is described in designated R&D issues for two years project period of 2015 October to 2017 October.  
(ITA) Scopo del progetto: a) verifica dell'esistenza di una nuova reazione esotermica tra nano-metalli e idrogeno che sarà applicabile per una futura nuova fonte di energia pulita; b) studio della possibilità di controllare l'energia termica generata. Di seguito, un sintetico riepilogo (8 pagine) dell'implementazione e dei risultati ottenuti dal gruppo giapponese Metal Hydrogen Energy nel corso di un biennio di ricerca e sviluppo (ottobre 2015 - ottobre 2017). 
[...] 
(EN) Foreseeing the industrial applicability, road-map study was made by our joint-team to draw the realization of industrial devices in 5-10 years later. Direct usage devices of excess heat for warming EV cars and family rooms as well as electric power devices with thermos-electric conversion systems are looked for realization in 10-20 years later. 
(ITA) Prevedendo l'applicabilità industriale, il nostro team congiunto ha predisposto una road map della ricerca per arrivare alla realizzazione di dispositivi industriali in 5-10 anni. Per dispositivi per l'uso diretto del calore in eccesso (riscaldamento di auto elettriche e di abitazioni), così come per dispositivi di alimentazione elettrica con sistemi di conversione termoelettrici, si prevede la realizzazione in 10-20 anni.
Si riuscirà mai a mettere la parola fine alla discussione tra sostenitori e negatori della LENR che va avanti imperterrita da quasi trent'anni? 

P.S. Ahimè, il report finale integrale (169 pagine) che i ricercatori hanno prodotto al NEDO (New Energy and Industrial Technology Development Organization) è scritto in Giapponese! 

Comunque, per i più esperti, ulteriori informazioni a partire da questo link:

https://www.researchgate.net/project/Leading-the-Japanese-Gvt-NEDO-project-on-anomalous-heat-effect-of-nano-metal-and-hydrogen-gas-interaction

lunedì 8 gennaio 2018

Elogio alla protesta

59 : commenti
Ambiente:


Società e politica:

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano.
  Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
  Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
  Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
  Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare."

A buon intenditor poche parole.

domenica 31 dicembre 2017

Buon 2018 da 22Passi!

25 : commenti
Auguro a tutti un buon anno
domo di utili E-Cat !!!


Acqua, fuochino... o fuoco?
Mio caro lettor, attento,
ché cela l’augurio un gioco
solvibile in un momento.

Ma non arrenderti adesso!
Se indovini a Capodanno
Sorte, Salute (e Sesso)
a iosa t’arrideranno!

Ndr.
  • L'augurio vale proprio per tutti, specialmente per Andrea Rossi che ormai da 7 anni ci promette l'E-Cat commercializzato a breve. Direbbe Nino Manfredi: «Fusse che fusse la vorta bbona»!
  • La voce dómo su treccani.it.
  • La voce E-Cat su ecat.com.
  • La voce E-Cat su Wikipedia.

lunedì 25 dicembre 2017

L'errore di Linux

11 : commenti
Post di Daniele Passerini

Come regalo di Natale, 22 passi vi regala una piccola recensione de L'Errore di Linux, ebook di Angelo Maci che, come si può intuire dall'immagine di copertina, trascende lo stretto ambito informatico che il lettore potrebbe dedurre dal titolo.

Esattamente nove mesi fa, l'autore mi segnalò la sua opera con questa breve sintesi: 
"L'errore di Linux" parla di gentrification, eco-sostenibilità, open-source, tecnologia, mobilità, sharing-economy, e tanto altro, visto dal punto di vista di Linux (c'è persino un breve accenno alle L.E.N.R.). Partendo da tematiche concernenti Linux (il sistema operativo open-source gratuito e libero) e la relativa esperienza utente, vengono messi in luce alcuni importanti aspetti psicologici e viene mostrato come sia possibile assecondare le legittime esigenze di soddisfazione delle persone mediante modalità alternative a quelle consumistiche, anche attraverso la consapevolezza circa i valori e le sensazioni che l'uso di Linux può trasmettere, a patto però di non negare o trascurare quegli elementi che in Linux non si trovano ma che sono altrettanto importanti e di cui si esamina l'origine e il rapporto con dispositivi tecnologici, media e opere dell'ingegno. Quanto emerge nel libro alla fine si rivela utile anche più in generale per quel che riguarda le sfide che l'umanità si troverà ad affrontare quando le modalità odierne di produzione e consumo non saranno più sostenute dall'ecosistema e dalle risorse del pianeta.
Poi, per impedimenti personali del tutto casuali, L’errore di Linux è rimasto parcheggiato nel mio smartphone 8 lunghissimi mesi. E l'ironia della sorte me lo ha fatto iniziare proprio quando l’unico tempo che potevo dedicare a letture extra-lavoro o extra-studio - la notte, prima di addormentarmi - era particolarmente limitato. Solo per questo ho impiegato un intero mese, un paio di capitoli per volta, a concluderlo, ma già ora, per tutti gli stimoli e le suggestioni che mi ha lasciato, ho voglia di rileggerlo da capo tutto d’un fiato in un paio di giorni. 



Il libro è costruito sulla chiave (apparentemente semplice e “innocua”) della dualità “feriale/festivo”, che l‘autore - lungi dal farne una dicotomia riduttiva della complessità del reale - riesce ad elevare a vera e propria "euristica" con cui traguardare e passare al setaccio il modello di sviluppo e consumo della nostra società, catturandone contraddizioni, parossismi, insostenibilità. Il continuo ribaltamento di prospettiva tra feriale e festivo (e vi invito a leggere il libro per verificare voi stessi quanto quest’ottica sia potente e acuta) parte dall’antitesi tra software open e software proprietari, a cominciare dai sistemi operativi e dunque dalla storia di Linux, parallela a quella dei sistemi Microsoft ed Apple. Dalla informatica il discorso si allarga all’ambito giuridico del diritto d’autore, ai mass media in generale, all’economia, agli stili di vita e alla psicologia dei consumatori, allo sviluppo urbanistico, alla gentrificazione, alla trasformazione del mercato del lavoro e del lavoro stesso, alla produzione dell’energia, alla mobilità sostenibile ecc.

Non vi “spoilero” il motivo del titolo: scopritelo! Ribadisco solo che i temi affrontati vanno ben oltre le considerazioni su un sistema operativo: L’errore di Linux è nel complesso un testo di sociologia, un'analisi dei vicoli ciechi in cui l’umanità si dibatte, ahimè, spesso con ben poca consapevolezza.

L'ebook è scaricabile sia da Amazon in formato Kindle sia da Kobo in formato omonimo al costo di 8,90€. Qualunque sito tra i due scegliate, una volta aperto il link cliccate sull'immagine della copertina: nella finestra che si aprirà potrete leggere la parte introduttiva e decidere se vi interessa acquistare il testo completo. Sono pronto a scommettere che vi interesserà!

P.S. Su Kobo ho attribuito al libro 4 stelle su 5 anche se, in verità, sarebbe stato onesto dargli il voto massimo. Ho trattenuto una stella solo per stimolare l’autore a non fermarsi qui: L’errore di Linux è un saggio talmente geniale, che sarebbe davvero un peccato se tra qualche anno Angelo Maci non regalasse ai suoi lettori una nuova edizione, riveduta e ampliata.

domenica 24 dicembre 2017

Buone feste a tutto il blog!

18 : commenti
Daniele Passerini - blogger 22passi

lunedì 18 dicembre 2017

Stockholm, Sweden, June 18-19 2018, NEWS - New Energy World Symposium

58 : commenti
Dal 2011 a oggi, seguendo il filone delle ricerche sulle Low Energy Nuclear Reactions, ho avuto modo di capire perché l'Italia, negli ultimi 30 anni sia potuta precipitare così in basso, nei servizi, nelle infrastrutture, nell'educazione, nella cultura, nella scienza, nella politica ecc.
È una cartina di tornasole davvero rivelatrice osservare come in Italia chi ritiene di poter parlare a nome della scienza reagisca di fronte all'idea stessa delle LENR, di fronte cioè alla massa crescente, proveniente da ogni parte del mondo, di indizi di un'intera nuova vasta categoria di fenomeni nucleari naturali. Le LENR sono dei fenomeni irriverenti: non si vergognano di verificarsi pur contraddicendo i "fondamentali" insegnati all'università ai corsi chimica e fisica nucleare! Pertanto, la reazione standard alle LENR degli "esperti" dello Stivale è negare a priori la possibilità che esistano e concludere, per esclusione, che possono essere solo  frutto di errore o di frode, tertium non datur.

È quasi un bias cognitivo inconscio quello che porta fin troppe persone a dimenticare quante volte sia già successo che l'occhio indagatore della scienza, talvolta ahimé fin troppo rigido, non sia riuscito per molto tempo a mettere a fuoco un nuovo paradigma scientifico, restando ancorato per inerzia al precedente. 
La NASA in USA, Airbus in Europa, Mitsubishi e Nissan in Giappone ecc. si interessano di LENR e sfornano articoli e richieste di brevetto al riguardo? 
Sicuramente - rispondono i negazionismi delle LENR - si tratterà di pochi ricercatori fuori di testa che, lavorando per queste organizzazioni, ne usano loghi e carte intestate senza che le organizzazioni stesse ci facciano caso! Lette le richieste di brevetto, i negazionisti le trovano ridicole, illogiche, mal fatte; nemmeno prendendo in considerazione l'idea che, cambiando prospettiva, tutto potrebbe acquistare un senso. Basterebbe che svuotassero solo un pochino la loro tazza già colma e traboccante di scienza, per permettere a qualche nuova idea, migliore, di soppiantare quelle inadatte ai nuovi ambiti di studio.

Poiché la mia tazza è vuota, posso permettermi di "sedere dalla parte del torto", e mi sento pure in ottima compagna.
A Stoccolma, per esempio, il 18 e 19 giugno 2018 si terrà il NEWS* - New Energy World Symposium, proprio per affrontare le implicazioni date, su industria, sistema finanziario e società, dalla disponibilità di una fonte di energia  abbondante, economica, priva di emissioni di CO2, semplice e pulita. Implicazioni potenzialmente dirompenti quanto quelle della digitalizzazione, se non di più. 

Tra gli speaker troviamo già:
1) Mats Lewan. Author, science and technology journalist and international speaker. Lewan has been a senior staff writer at the Swedish technology weekly Ny Teknik for 15 years. In 2011 he was the only journalist in mainstream media to report regularly on the new energy source and in his book An Impossible Invention he tells the story of what he saw and learnt behind the scenes. At the symposium, Lewan will be the moderator. He holds a MSc degree in Engineering Physics from the Royal Institute of Technology in Stockholm.  
2) Bob Greenyer. Serial entrepreneur with a background in the pharmaceuticals, advertising, adult education and finance industries, and also Managing Director of Green Child Imaging Solutions Pvt. Ltd. Greenyer holds a Bachelor of Engineering from Brunel University, London, UK, and he is co-founder of Martin Fleischmann Memorial Project, MFMP—an international group that aims at creating repeatable and conclusive experiments within LENR, building its work on open science where results and methods are published in real time on the Internet. 
3) John Joss. Author, journalist, and entrepreneur. Joss has been writing about technology worldwide for major media, primarily in the areas of computing, energy, and aviation. He has participated in the founding of a dozen high-tech startups in Silicon Valley. He is the author of a dozen books, fiction, and nonfiction. 
4) David Orban. Investor, entrepreneur, author, keynote speaker, and thought-leader of the global technology landscape. Orban is the Managing Partner of Network Society Ventures, a seed stage global venture investment firm, focusing on disruptive technology-based companies that are leading the transformation from the post-industrial age to the Network Society. He is a member of the Faculty of, and Advisor to the Singularity University, an interdisciplinary university whose mission is to assemble, educate and inspire leaders who strive to understand and facilitate the development of exponentially advancing technologies in order to address humanity’s grand challenges, and the Founder and Trustee of Network Society Research, a London based global think tank analysing the socio-economic consequences of decentralisation. 
5) Jim Dunn. President of Energy Technology Consultants, and past Director of NASA’s NE Regional Technology Transfer Center. Dunn has over 35 years experience in a variety of high technology ventures, with companies from startups to Fortune 100 companies like IBM and Exxon. His technology specialty fields include Alternative and Renewable Energy, Hydrogen and Fuel Cells, Advanced Energy Storage techs., Solar PV technology, Free Energy devices, and LENR technology. In addition to being an inventor of the laptop, Dunn holds a number of patents in the battery and energy storage field, and led the development of the World’s First manned Fuel Cell powered Electric Airplane, the ‘E-plane’. 
6) Thomas Grimshaw. Research Affiliate at The Energy Institute, The University of Texas at Austin. Dr. Grimshaw currently works in energy policy, with emphasis on emerging energy technologies, particularly on cold fusion or LENR as a major potential source of energy. His policy work has covered both public support for LENR development and proactive planning for dealing with its disruptive impacts, both on the energy industry and on social systems that are closely tied to the energy infrastructure. 
7) John Michell. Serial entrepreneur with a background in financial services and banking. Currently CEO of Loudwater Estate Ltd, an event center in NW London, UK. Michell holds a BSc degree from Loughborough University (UK) in Chemistry and is the author of two books on decentralization, including Rossi’s eCat (2011). He is currently writing The decentralization of Finance. An early adopter of Bitcoin and a lecturer on crypto-currencies and decentralized finance, John is particularly interested in how decentralized energy systems such as the E-Cat can support the security of crypto-currencies so that a truly distributed global financial system can emerge. 
8) Prof. Stephen Bannister. Assistant Professor of Economics at the University of Utah. Bannister is an economist specializing in the role of energy revolutions in causing industrial revolutions and the impact on economic and financial systems. He builds long-range models of economic activity, energy consumption, and consequent financial and environmental impacts. 
9) David Gwynne-Evans. Botanist and bionaut, David Gwynne-Evans, has identified over 100 plant species new to science for his botanical PhD. He is founder and CEO of CASABIO, The Home of Biodiversity. His aspirations include establishing the longest and most species-rich nature reserve in the world, developing radical new software that aims to revolutionize the way biodiversity is documented, and fostering the uptake of clean energy within Africa. This latter project, called ElecTrek, aims to be the first trans-Africa expedition in electric cars aided by promising new technologies including LENR. 
10) Prof. David H. Bailey. Mathematician and computer scientist, recently retired from the Lawrence Berkeley National Laboratory and currently a Research Fellow at the University of California, Davis. Bailey’s published work of nearly 300 technical papers and six books include studies in high-performance computing, computational mathematics, and mathematical finance. He operates the Math Scholar and Math Investor blogs, and has authored articles on mathematics, computing, science and society for The Conversation and the Huffington Post.
Sembra insomma, vista anche l'accoglienza riservata per l'ennesima volta ad Andrea Rossi il mese scorso, che Stoccolma stia diventando il fulcro della rivoluzione LENR... è forse sentore di riconoscimento Nobel in arrivo?

Lasciatemi sognare di essere un lungimirante Svedese, piuttosto che figlio di una nazione in caduta libera, che non si preoccupa di esportare "cervelli in fuga" e svendere il proprio futuro, ma si preoccupa di importare salme reali dal suo peggior passato, dichiarare guerre sanitarie contro epidemie inesistenti, votare ancora Berlusconi o Renzi o accontentarsi di un Gentiloni sine die...

martedì 12 dicembre 2017

E venne la NASA, che vide il gatto, che si mangiava il topo...

49 : commenti
Dalla prima pagina del brevetto... che burloni gli autori della Nasa!
Domenico tra i commenti di ieri, Roberto in privato stanotte (e anche Silvio prima di loro... ma avevo la testa altrove!) segnalano giustamente a tutti i lettori del blog una domanda di brevetto internazionale in stretto ambito LENR presentato dalla NASA il 09/03/2016 e resa pubblica il 14 settembre scorso. 

O meglio, segnalano un articolo di pochi giorni fa del Martin Fleischmann Memorial Project che sottolinea la convergenza delle evidenze diffuse dal MFMP stesso a febbraio 2016 con quelle pesantissime documentate dalla NASA in due paper scientifici (il primo risalente al 2015, il secondo a febbraio 2017) e richiamate nella domanda di brevetto NASA.

Alcuni esempi di possibili applicazioni sono contenute nelle ultime tre righe dell'abstract del brevetto: Such processes may be used for power generation, heat production, nuclear waste remediation, material creation, and/or medical isotope production, for example.
Generazione di energia, calore, trattamento dei rifiuti nucleari, trasmutazione della materia et cetera: insomma, tutta la panoplia rivendicata dai ricercatori LERN da decenni tra i frizzi e lazzi della comunità scientifica accademica.

N.B. Tra i Designated States l'Italia non è contemplata, ma altri paesi europei invece sì... forse in Italia qualche concorrente è stato più veloce.

Come scrive Domenico, si resta in attesa di vedere il fronte scientista criticare la NASA con la stessa acrimonia che notoriamente riserva alle varie taglie di E-cat (XL, M, S, QX) di Andrea Rossi e al blog 22passi. Se sono coerenti...

LINK:

giovedì 30 novembre 2017

1 dicembre 2017: inizia la REIvolution del Welfare italiano?

43 : commenti
Post di Daniele Passerini

A partire da domani 1 dicembre 2017, tutti cittadini in possesso dei requisiti previsti dal Decreto legislativo 15 settembre 2017 n. 147 potranno presentare ai Comuni la domanda per il Reddito di Inclusione (ReI), la misura nazionale di contrasto alla povertà che subentra al Sostegno all'Inclusione Attiva (SIA), utilizzando l'apposito modulo messo on line dall'INPS da pochi giorni.

Per ora potranno accedere (semplificando parecchio, perché ci sono diverse condizioni e sub-requisiti) le famiglie con un ISEE inferiore a 6000€ che abbiano al loro interno: figli minori o figli disabili in presenza di genitori o disoccupati che abbiano compiuto 55 anni o donne in stato di gravidanza.
Queste per ora sono infatti le famiglie ritenute più bisognose, poi, a partire da luglio 2018 la platea dei beneficiari dovrebbe venire allargata.

Chi è interessato a conoscere i requisiti precisi per l'accesso e ai tetti massimi di contributo economico che verranno ricaricati mensilmente sulla nuova Carta ReI del governo Gentiloni (già Carta SIA del governo Renzi, già Carta acquisti del governo Berlusconi), può consultare l'esaustiva circolare INPS linkata a fine post oppure - è abbastanza completa - la pagina dedicata al ReI on line sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Formalmente il ReI è il proseguimento del SIA, poiché ne eredita molta forma e sostanza (il SIA stesso era stato concepito come “misura ponte” preliminare al ReI), ma si configura come qualcosa di molto più innovativo e soprattuto strutturale. 
Innanzitutto il ReI aspira a diventare un LivEAS (Livello Essenziale di Assistenza Sociale) con tutto quello che ne consegue: attorno all'attuazione di questa nuova misura “universale” è stato tracciato (a partire dal finanziamento PON Inclusione – Avviso 3/2016) il disegno di una vera e propria riorganizzazione strutturale dell'intero servizio sociale nazionale, incardinato dalla fine degli anni '90 nei Comuni.
Di più, il ReI non vuole essere solo uno dei LivEAS, vuole essere il primo livello essenziale del welfare, il LivEAS più essenziale di tutti, preso atto che proprio la povertà e il depauperamento della popolazione sono l'emergenza sociale da contrastare. 

È stato stimato che il 40-60% delle persone oggi beneficiarie di contributi economici attivati dai Servizi Sociali comunali potranno rientrare nel ReI ed uscire dunque dai bilanci comunali andando a carico di quelli statali. Questo significa che i Comuni, con le risorse così risparmiate, potranno attivare altre tipologie di intervento e sostegno sociale, mentre per l'improcrastinabile rafforzamento degli organici dei Servizi Sociali dovrebbero arrivare risorse dallo Stato centrale, in continuità ed integrazione (vd oltre) a quelle del PON Inclusione. 

Si apre insomma tutta una nuova stagione di programmazione e riorganizzazione, equiparabile a quella avviata a inizio millennio dalla Legge 328/2000 (la prima legge quadro italiana del sistema di welfare nazionale), la cui spinta propulsiva, ahimè, durò molto poco, anche a causa della caduta del secondo governo Amato e al ritorno in sella di Berlusconi. Di fatto, sforbiciandone i Fondi, la destra impedì la compiuta attuazione di una Legge voluta dai precedenti governi di sinistra. 
La rivoluzione del ReI alle porte, se si realizzerà come previsto, sarà molto più profonda. La L. 328/00 ha modificato in primis gli assetti giuridici e istituzionali (a partire dalla creazione degli Ambiti Territoriali sociali e dalla ridefinizione complessiva della ripartizione delle competenze tra Fondi sociali e Fondi sanitari), il ReI porterà invece a una modifica radicale delle modalità di lavoro e della dotazione di personale degli Uffici servizi sociali.

Il ReI presuppone infatti l'esistenza di una efficiente rete tra Servizi sociali e tutti gli altri Servizi territoriali (i Centri per l'Impiego innanzi tutto, i Servizi ASL, la Scuola, l'accesso all'Edilizia agevolata pubblica, i servizi territoriali del Ministero di Grazia e Giustizia, il privato sociale, il volontariato, l'associazionismo ecc.). Dalla qualità e forza di questa “infrastruttura sociale” dipende il futuro del ReI e dello stesso sistema di Assistenza sociale nazionale che il legislatore ha voluto decisamente incernierare su questa nuova misura.
Ma al momento, è proprio la spina dorsale di questa infrastruttura chiamata a sostenere il carico di lavoro del ReI ad essere drammaticamente fragile e sottodimensionata rispetto al compito. Condizionare il ReI, giustamente, alla messa in piedi di un progetto individualizzato e multidisciplinare di inclusione sociale, da fare sottoscrivere al nucleo familiare e seguire e monitorare in itinere, significa dover garantire la figura dell'assistente sociale nel Sistema Sociale Nazionale esattamente come la figura del medico di base è garantita nel Sistema Sanitario Nazionale. Questo però è ben lungi da ciò che oggi si verifica nei Servizi.

Gli assistenti sociali che lavorano negli enti locali italiani risultano essere 11.052, che diviso per 7.978 Comuni, dà una media di 1,3 assistenti sociali per Comune. Ma si tratta di un numero ben poco significativo, poiché vengono pesate allo stesso modo (sic!) città come Roma (2.234.100 abitanti), cittadine come Assisi (28.400), paesi come Valfabbrica (3.400) e comprende gli assistenti sociali in maternità, malattia e part time. Comunque sia, questi 1,3 assistenti sociali “in media” per Comune, si occupano ogni giorno di tutte le aree e tutte le problematiche che afferiscono ai servizi sociali: dalla povertà alla tutela dei minori, dall'immigrazione all'integrazione socio-sanitaria, passando per handicap, non autosufficienza, progetti di vita indipendente, accompagnamento al lavoro, assistenza domiciliare, assistenza scolastica ecc.
Scendendo di dettaglio, i dati dicono che Italia ci sono aree “virtuose” (poche!) con un assistente sociale ogni 3.000-2.500 abitanti, aree a metà strada (molte!) – come il Comune di Assisi – con un assistente sociale ogni 10.000-9.000 abitanti. Ma anche zone (troppe!) del tutto prive di un Servizio sociale, cioè con nemmeno un assistente sociale, e non parliamo necessariamente di territori meno sviluppati, parliamo di molti piccoli Comuni e di tante periferie delle grandi città.

Davanti a numeri del genere è evidente che l’infrastruttura sociale nazionale è una rete disomogenea e debole, piena di strappi e buchi, su cui sta per essere lanciato addosso un TIR. Con tale consapevolezza, già con la legge di Bilancio 2018 attualmente in discussione, pare si stiano cercando dei rimedi. Servono risorse, serve liberare i Comuni dal blocco del turn over, consentendo l'assunzione (molti enti non possono assumere pur avendo le risorse per farlo) degli assistenti sociali necessari a garantire l’attuazione del ReI e di tutta quella rete di servizi necessaria a non ridurlo a un bonus monetario. In Commissione parlamentare sono stati presentati emendamenti alla Legge di Bilancio che vanno proprio in questa direzione, due in particolare sono stati presentati dal Pd: il primo aumenta dal 15% al 20% il Fondo contro la Povertà, destinando obbligatoriamente una quota all’implementazione dei servizi sociali; il secondo prevede che “al fine di garantire sistematicamente l'infrastruttura sociale della legge e i servizi” richiesta dal ReI in quanto LivEAS, “possono essere effettuate assunzioni di assistenti sociali in deroga ai divieti e alle limitazioni di nuove assunzioni previste dalla legislazione vigente, anche nel caso in cui l'amministrazione interessata sia in situazione di soprannumerarietà ovvero in condizioni strutturalmente deficitarie o in stato di dissesto”. 

Senza abbastanza assistenti sociali per definire, mediare, concordare e seguire i progetti delle famiglie beneficiarie del ReI, il rischio è quello di una presa in giro. L’erogazione del sussidio è vincolata all’adesione al progetto, ma se gli assistenti sociali sono troppo pochi, i progetti arriveranno con tempi lunghissimi o saranno fatti “a fotocopia”, oppure si tradirà lo spirito del ReI e arriveranno i soldi senza progetto (facendo slittare la proroga alla sottoscrizione dei progetti oltre quella già fissata a luglio 2018). Sarebbe un disastro, perché il ReI può realmente essere uno strumento innovativo, ma se fosse snaturato rischia di diventare l'ennesima (e per di più costosissima) misura assistenzialistica "a fondo perduto".

Fonti: 
P.S. Tutto oro quel che luccica?
Il dubbio che siamo di fronte a uno dei più grandi spot elettorali della storia della Repubblica sorge spontaneo, ma cerchiamo positivamente di allontanarlo, per preservare quello che comunque di buono nel ReI c'è.
Resta la sensazione che si sia messo - abitudine molto cara in Italia - il carro davanti ai buoi, forse persino davanti agli scoiattoli... auspichiamo che gli scoiattoli possano essere resi enormi e forti come buoi, così da riuscire a tirare il carro.
Sorvolo su tanti dubbi "tecnici", che potranno però essere affrontati e risolti strada facendo.
Uno però lo dico. Da assistente sociale ritengo molto rischioso avere previsto l'utilizzo della carta ReI - oltre che per pagare spesa, medicine, bollette ecc. - anche per prelevare (fino a un massimo della metà del contributo mensile) denaro contante dagli sportelli automatici (con tanto di paradossali commissioni di 1,75€ alle banche e 1,00€ alle Poste!). La Carta SIA non lo consentiva e non riesco a comprendere lo scopo di tale novità! A meno che dentro qualche Ministero qualcuno, zitto zitto, non abbia valutato che così facendo - attraverso sigarette, alcol, gratta&vinci e altri beni soggetti a Monopolio - lo Stato potrà recuperare una bella fetta di quello che dà alle famiglie povere... altra abitudine molto italiana, quella della mano che non sa cosa faccia l'altra.
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