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sabato 6 agosto 2011

Risultati concorso UN POST AL SOLE

24 : commenti
Che fatica...
Come ben ha detto Enrico il concorso Un post al sole vi deve avere dato un po' alla test! Ho spiegato già nei commenti sul post dove ho bandito il concorso e pubblicato il regolamento, perché ho deciso di contare xn due volte (un operando x più l'operazione di "elevazione alla n") e non 3 volte, cioè 2 operandi (x ed n) più l'operazione di elevazione a potenza.
Dico subito che i vincitori ex aequo sono Matteo, Mahler e Ant0p. 
Ho inoltre istituito 4 ulteriori menzioni speciali.
Spiego ora le motivazioni della 3 vittorie ex aequo, nonché delle menzioni, delle posizioni di rincalzo, delle esclusioni di tutti quelli che hanno partecipato, qui sotto elencati in ordine cronologico.
N.B. vinceva chi conseguiva il punteggio più basso.

1) GIANPIETRO 
22+13*0
Escluso (22 non conforme al regolamento)

2) GWON - "Menzione speciale NEW ENERGY'
33-22-1-0 
4 operandi, 5 operazioni (^3, ^2, -2, -1, 0) = 9 punti
Sono stato incerto fino all'ultimo se fare vincere ex aequo anche Gwon. In effetti può essere stato danneggiato dall'ambiguità del regolamento... però era un gioco! Non immaginavo che vi sareste impegnati così tanto. Onore a Gwon di avere aperto la strada, donde la giusta menzione. 


3) FEDE DEVI
33-3*2-10  
4 operandi, 5 operazioni (^3, ^0, -3, *2, -1) = 9 punti


4) MATTEO - WINNER
33-22-10
3 operandi, 5 operazioni (^3, ^2, ^0, -2, -1) = 8 punti
Oltre ad avere conseguito il punteggio più basso di tutti, questa soluzione ha pure il pregio di ispirare quest'altro 22 molto molto elegante:

33-22-11
5) VOCESOLITARIA
3*23-1-1-0
5 operandi, 5 operazioni (^3, *2, -1, -1, -0) = 10 punti 


6) ENRICO MARIA PODESTA'
23+0-1
escluso (23 non conforme al regolamento)


7) GIU7 - "Menzione speciale 22 PASSI DI SIMPATIA"
"Semplicissimo. Allora si prende un bel barometro..."
Pur ovviamente escluso, con questa battuta Giu7 si porta a casa la menzione!

8) ALESSANDRO
3*23-2+0/1
5 operandi, 5 operazioni (^3, *2, -2, +0, /1) = 10 punti

9) MAHLER - WINNER EX AEQUO
3*23-21-0
4 operandi, 5 operazioni (^3, ^1, *2, -2, -0) = 9 punti
È però dopo la prima risposta (quella che conta) che Mahler ha dato il meglio di sé, proponendo l'uso del fattoriale in quanto estensione della moltiplicazione:
(3+1)!-2-0 
4 operandi, 5 operazioni (+1, !, -2, -0), una parentesi = sempre 9 punti
bissata -- a tempo scaduto -- da quest'altra bella soluzione
22!-30-1 

3 operandi, 5 operazioni (^2, !, -3, ^0, -1) = 8 punti (unica soluzione ad avere eguagliato il punteggio di Matteo)
Ho infine scoperto grazie a Mahler la notazione più armoniosa e sinestetica a oggi nota di 22:  

22!-2
Una sinfonia per i miei occhi!

Per queste ragioni ho deciso di estendere il premio ex aequo anche a Mahler.

10) FABIO
(3^3)-(2*2)-(1/1)-(0+0)
8 operandi, 7 operazioni = 15 punti
Un'espressione che spicca per il suo equilibrio estetico e l'uso di tutte le operazioni ammesse (meno la radice quadrata), nessun altro ha fatto altrettanto. Bravo Fabio.


11) POPI-POPI
(2+3)(2+0)-3
escluso (manca il numero 1)
Sarebbe bastato scrivere 1*(2+3)(2+0)-3, ma non avrebbe potuto comunque giocarsi la vittoria. 


12) IL SANTO
(0+0+0+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+2+3)
22 operandi, 21 addizioni e una parentesi = 22*2 punti
Una soluzione curiosa e comunque degna di nota!


13) SPAXIO
33-2-1-2-0
5 operandi, 5 operatori (^3, -2, -1, -2 , -0) = 10 punti


14) TIA - "Menzione speciale "BAROMETRO DI BOHR"
1*2*3*3+0 (in base ottale)
A mio avviso, un conto è ammettere la regolarità di fattoriale e sommatoria, che sono comunque operatori matematici derivati da moltiplicazione e somma, diverso sarebbe accettare come valide anche soluzioni basate su sistemi non decimali: era sottinteso fossero consentite solo quelle in base 10. 
Comunque Tia merita senz'altro la menzione per l'ottimo uso che ha dimostrato di saper fare del "pensiero laterale"... questi ingegneri ne sanno sempre una più del diavolo!

15) LUCA E CONSORTE - Menzione speciale "ARMONIA"

 33-32+31+30


Benché sia un'espressione troppo lunga per concorrere alla vittoria, spicca per la sua armonia di potenze decrescenti del numero 3. E a sua volta ha ispirato a me questa somma algebrica, a segni alterni, di potenze decrescenti del numero 2:


25-24+23-22+21

16) ANT0P - WINNER EX AEQUO
Tentando in extremis di strappare la palma della vittoria a Matteo il nostro ant0p ha sfornato sommatorie  a raffica, in modo molto creativo:

2+∑(3n)/2
n = 0, 1, 2, 3

[∑(n+2)n]!-2
n = 0, 1

3*(∑2n)+1
n = 0, 1, 2

∑[(3+1)n+1/3]
n = 0, 1, 2

1*∑(n+22)
n = 0, 1, 2, 3

Segnalo anche l'elegante sommatorie proposta da Matteo, a consolidare il merito della sua vittoria:
1+∑n
n = da 0 a 2*3 

che, lasciando perdere il concorso, diventa la seguente meraviglia:


Per inciso, a qualcuno di voi queste sommatorie avranno magari ricordato il 22 che si ottiene dalla Serie di Smarandache):
∑(4-n+1)n
n = 4, 3, 2, 1

Tornando ad ant0p, unico tra tutti, è riuscito a giocare in extremis persino la carta della radice quadrata, per esempio così:

 2√(2+3)!+10 = 2√(5)!+1


Perciò, per tutta la fantasia e tenacia dimostrata, dalle sommatorie alle radici, ho voluto premiare ex aequo anche lui.


17) EDDY
0 + ( (1 + 1/(2 + 1/(2 + 1/(2 + 1/(2 + 1/...))))) * (3 + 1/(3 + 1/(2*3 + 1/(3 + 1/(2*3 + 1/...))))) )^2
Praticamente un punteggio tendente a infinito! :)))


18) IRONMAN99

Molto apprezzabile anche questa soluzione, giunta quasi sul gong, che scrivo in maniera leggermente diversa da come è stata proposta:
(22*3-22*2-22*1)/(21*0+20*0)
che mi piace anche scritta semplicemente così:
2-1(26-24-22)

Per finire vi propongo, come ulteriore esempi di purezza estetica del 22, queste espressioni che ho trovato ieri:
2(20+21+23)

da cui deriva questo autentico gioiellino di simmetria:

20(20+23+21)21


So bene che, anche se ho cercato di accontentare un po' tutti, avrò inevitabilmente scontentato qualcuno. Ma vi assicurò che non immaginavo che mi avrebbe dato tanto da fare questo innocente giochetto.


Matteo, Mahler, Ant0p: concludendo, avete un post a disposizione su 22 passi d'amore e avete tempo fino a dicembre per riscuotere il premio inviandomi ciò che volete mettere on line. Un post che potete usare per voi stessi, per fare un bel regalo a qualcuno, per pubblicità commerciale, dichiarazioni d'amore, manifesti filosofici ecc. Tutto quel che vi pare, naturalmente entro gli usuali limiti del buon gusto e della sopravvivenza del blog naturalmente. Congratulazioni! ;-)

Amare il Mare della Donna.

17 : commenti
Oliviero Toscani - Foto pube castana (particolare) 
Il Mare della Donna [cela] la pienezza della beatitudine, 
Le sue profondità si completano con tutto quello che è perfetto,
Le sue acque più deliziose provengono dal pozzo Zamzam (*),
[Esse] riempiono la mente, l’anima, ed il cuore.
Le sue onde ardono [col fuoco] inestinguibile,
Il suo domatore si alza e ricade spinto da una [forza] immensa,
Le sue forti turbolenze scuotono violentemente il mondo [intero],
Molte navi affondano in quel mare.
I suoi fiotti sono immensamente fieri,
Le sue scogliere sono appuntite come delle lance,
Se [il navigante] è inesperto ed è poco specializzato,

La sua nave s’incaglierà sulla scogliera ed andrà in pezzi.
(Syar Bahr an-Nisa)

(*) "Secondo la tradizione, il patriarca Abramo condusse Agar e il loro figlio Ismaele verso l’interno dell’immenso deserto a nord della penisola Araba, in una desolata valle a sud della terra di Canaan. Vennero presi dalla sete e Agar, temendo per la vita del bambino, salì su una roccia per vedere se vi fosse qualcuno che poteva aiutarli. Non vedendo nessuno corse verso un altura, anche questa volta senza esito. In preda al panico, la donna corse sette volte da un punto all'altro, finché alla fine della settima corsa, stremata, sedette a riposare su una roccia. Apparve l’angelo, che le ordinò di alzarsi e di sollevare il fanciullo. Le annunciò che Dio avrebbe creato, per mezzo di Ismaele, una grande nazione. Quando riaprì gli occhi, Agar vide una sorgente d’acqua scaturire dalla sabbia proprio nel punto in cui in tallone del bambino aveva premuto il terreno. Da allora la valle divenne luogo di sosta per le carovane che percorrevano il deserto, poiché l’acqua era buona e abbondante: il pozzo prese il nome di Zam -Zam." (fonte)


Il mio sesto sento, esperto a percepir la mala fede o l'ego malato nel prossimo, unito per di più all'idealità di pretendere giustizia dagli eventi, quello e questa mi portano sovente a sdegnarmi di comportamenti e parole altrui, invece di restare in silenzio come il saggio Zen. E mi scordo pure l'insuperabile saggezza del Sommo Vate: non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

Me ne scordo, consapevolmente, pure quando qualcheduno, pensando di farmi dispetto, si taglia gli attributi da sé e mi appella con ciò che più piace a me stesso sentire, toccare, scoprire, aprire, amare, respirare, onorare, anche se -- ahimè, è vero -- single come mi ritrovo da quasi un anno, ora non ho un mio tempio d'amore da venerare, ma solo poche chiese amiche a cui bussare per trovare un po' di pace.

Chiedo scusa a tutti se in questo post mi concedo di sbracarmi e usare qualche licenza, a dispetto delle abitudini del blog e dall'educazione di chi ci commenta. A mia discolpa l'evidenza che nell'eros in particolare, sacro e profano, ascesi e lascivia, oblazione e perdizione, eleganza e volgarità, sublime e porcheria, s'accompagnano in un unico indissolubile abbraccio.

Siccome una sola "passerina" vale più di due "teste di cazzo" messe insieme, per rendere grazia a ciò donde tutto nasce del piacere e della vita, vi propongo un breve serissimo percorso poetico che parte e si conclude in Italia, da Tonino Guerra a Patrizia Valduga, passando per la Francia di Mallarmé, il Messico di Octavio Paz, la Spagna di Ana Rossetti. Con una sorpresa fatta in casa all'arrivo, giusto un piccolo... "triangolino"!

La figa
Tonino Guerra

La fica è una ragnatela
un imbuto di seta
il cuore di tutti i fiori;
la fica è una porta
per andare chissà dove
o una muraglia
che devi buttare giù.

Ci sono delle fiche allegre
delle fiche matte del tutto
delle fiche larghe o strette,
fiche di cazzo
chiacchierone o balbuzienti
e quelle che sbadigliano
e non dicono una parola
neanche se l’ammazzi.

La fica è una montagna
bianca di zucchero,
una foresta dove passano i lupi,
è la carrozza che tira i cavalli;
la fica è una balena vuota
piena di aria nera e di lucciole;
è la tasca dell’uccello
la sua cuffia da notte,
un forno che brucia tutto.

La fica quando è ora
è la faccia del Signore,
la sua bocca.
È dalla fica che è venuto fuori
il mondo, con gli alberi, le nuvole, il mare
e gli uomini uno alla volta
e di tutte le razze.
Dalla fica è venuta fuori anche la fica.
Ostia la fica!


Prosa dei folli
Stéphane Mallarmé (1842-1998)

Ella dormiva : il suo dito tremava, senza ametista
e nudo, sotto la sua camicia, dopo un sospiro triste
si fermò, alzando all'ombelico la batista.

E il suo ventre sembrò neve dove fosse,
mentre un raggio indora la foresta,
caduto il nido muschioso di un gaio cardellino


Toccare
Octavio Paz (1914-1998)

Le mie mani
aprono la cortina del tuo essere
ti vestono con altra nudità
scoprono i corpi del tuo corpo
le mie mani
inventano un altro corpo al tuo corpo.


Dei pubi angelici
Ana Rossetti

Divagare
per il doppio corso delle tue gambe,
percorrere l'ardente miele pulito,
soffermarmi, e nel promiscuo bordo,
dove l'enigma nasconde il suo portento,
contenermi.
Il dito esita, non si azzarda,
la così fragile censura trapassando
- aderito triangolo che l'elastico liscia -
sapendo cosa lo aspetta.
Comprovando, infine, il sesso degli angeli.


Vieni, entra e coglimi
Patrizia Valduga

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami…
comprimimi discioglimi tormentami…
infiammami programmami rinnovami.
Accelera… rallenta… disorientami.

Cuocimi bollimi addentami… covami.
Poi fondimi e confondimi… spaventami…
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami… ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami…
dissociami divorami… comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra… riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.


P.S. È la prima volta che leggo questa poesia della Valduga... 
se non ne fossi certo, penserei sia stata lei a ispirarmi la mia Innamoràle.

Il nostro breve viaggio nel Mare della Donna, si conclude con la sorpresa promessa: la dedica che apposi al mio libro  Sospensioni di gravità.


Alle anime che intingono il cibo della vita
nel miele salato delle contraddizioni.
Alle lune che cucinarono con me,
a quelle con cui avrei voluto
o che volsero in eclissi.
Ai banchetti santi
dell'amore.
A Lu'.


LINK AI LIBRI EDITI IN ITALIA DI:

Tonino Guerra, Stéphane Mallarmé,
Octavio Paz, Ana Rossetti,
Patrizia Valduga, Daniele Passerini.

venerdì 5 agosto 2011

Chi vuole un post al sole?

172 : commenti
Tempo d'estate e tempo di giochi da risolvere sotto l'ombrellone o dove vi pare: in alternativa a cruciverba e sudoku ve ne propongo uno tutto mio.

  1. Avete a disposizione i numeri 0, 1, 2, 3 e dovete utilizzarli tutti, almeno una volta;
  2. avete inoltre a disposizione le operazioni di addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione, elevamento a potenza, estrazione di radice;
  3. potete infine usare tutte le parentesi che volete.
Date queste condizioni, come si può ottenere algebricamente il numero 22 utilizzando meno numeri e segni (operazioni e parentesi)?


A mezzanotte di oggi proclamerò vincitore il primo che avrà dato la soluzione migliore.

Il premio è un post del blog (titolo compreso) a disposizione per scriverci quel che si vuole, inserirci foto, video, link, ecc. tutto quel che gli pare insomma, purché non tale da farmi chiudere il blog o passar dei guai (materiale osceno, razzista, diffamatorio ecc.); verrà solo anteposta da parte mia una riga in cui spiegherò che lo spazio è stato vinto in base a questo gioco (con relativo link che porta qui).

Il post in palio sarà pubblicabile da subito fino al 31 dicembre 2011 e rimarrà on line finché il vincitore vorrà.

Se il primo classificato non fosse interessato a usufruire del premio, si scorrerà al secondo classificato è così via.

Qualora -- caso del tutto improbabile -- riuscissi a dare, alla mezzanotte, una soluzione migliore delle vostre il premio non verrà aggiudicato.

giovedì 4 agosto 2011

Ma che bella sorpresa!

95 : commenti

Era da un po' di giorni che volevo pubblicare sul blog un articolo sul reattore Rossi-Focardi di Lino Daddi (già capo del Gruppo di Fisica dell'Accademia Navale di Livorno) che mi dicono stia suscitando molto interesse fra gli addetti ai lavori; finalmente oggi ne ho trovato il tempo. L'articolo è scaricabile in pdf da questo link. 
Non immaginate nemmeno insieme a chi ha lavorato Lino Daddi: leggete questo articolo de La Nazione e strabuzzate gli occhi! Al Rts-1 «Galileo Galilei» del CAMEN, fianco a fianco a quel famoso chimico nucleare che in Italia capeggia la schiera scientista-negazionistica ostile, per principio, all'esistenza della fusione fredda e delle LENR in generale. Yes, parlo di Camillo Franchini naturalmente.
Surreale che, dopo tanti anni, due esperti di energia nucleare che hanno lavorato in ambiti identici e con competenze simili si trovino su posizioni così lontane: il primo esplora ipotesi della fisica di frontiera e crede nelle LENR, il secondo nemmeno le degna d'attenzione perché -- come ci ripete ossessivamente da sei mesi -- non risultano nei "libri sacri" della IAEA. Chi dei due è più degno di fregiarsi del titolo di scienziato? Io non ho dubbi e voi?



CONSIDERAZIONI SUL REATTORE DI FOCARDI E ROSSI
 di Lino Daddi 


Cerchiamo di interpretare i fatti sperimentali, così come Rossi ce li descrive: 

1 - Nel reattore Focardi-Rossi sono presenti nichel in polvere e idrogeno gassoso; viene prodotto calore in quantità molto superiore a quanto sarebbe da attendersi da reazioni chimiche. Esso dunque dovrebbe provenire da reazioni nucleari (LENR) fra nuclei di nichel ed idrogeno. 

2 - È impensabile che l'idrogeno possa reagire restando in forma molecolare, dunque dovrebbe prodursi una preventiva dissociazione in atomi singoli. A questo credo possa provvedere il catalizzatore, per esempio, potassio o stronzio (ma lo stesso nichel può, in parte, servire allo scopo). 

3 - La repulsione coulombiana impedisce che i protoni a bassa energia possano giungere sui nuclei di nichel a meno che la carica del protone non venga mascherata. Per esempio con l'elettrone dello stesso atomo di idrogeno che venga a trovarsi sul protone per fluttuazione statistica (come accade nei nuclei che presentano la cattura orbitale). L'atomo di idrogeno, così ristretto, sarà allora temporaneamente un “miniatomo”. 

4 - Se la probabilità di questa formazione sembra troppo piccola in relazione al notevole calore osservato, si può pensare a proposte alternative di miniatomi già presenti in letteratura (fra cui ricordo gli hydrini di Mills, anch'essi richiedenti un catalizzatore). 

5 - Il nichel è inizialmente nella composizione isotopica naturale. Non mi pare realistico pensare che il piccolo volume del reattore mostrato a Bologna possa contenere, come sembra affermare Rossi, un dispositivo indipendente per cambiare preliminarmente la composizione isotopica del nichel, che è introdotto nella sua composizione naturale (caratteri in nero nella prima riga della tabella). 

58Ni
67,6 %
59Ni 
ε 8 104 y
60Ni
26,2 %
61Ni
 1,25 %
62Ni
 3,66 %
63Ni
β+-+ 8 y
64Ni
 1,16%
59Cu
β+/ ε 51 s
60Cu
β+/ γ 24 m
61Cu
β+/ ε 3,3 h
62Cu
β+ 9,8 m
63Cu
64Cu
β/ ε 13 h
65Cu

6 - La cattura del protone trasmuta i nuclei del Ni nei nuclei di Cu immediatamente sottostanti nella presente tabella dove, a caratteri rossi, sono distinti gli isotopi radioattivi, mentre quelli stabili sono in nero. L'emivita dei radioattivi è breve, tanto da consentire loro, decadendo, di contribuire al calore prodotto nel reattore.

7 - In generale i nuclei di rame ottenuti per assorbimento del protone si formano in stato eccitato. La diseccitazione porterebbe ad emissione di raggi gamma, ma l'eccesso di energia può consentire invece una cattura orbitale: molti di questi nuclei eccitati possono catturare quasi immediatamente un elettrone K del proprio atomo. La tabella mostra che anche nello stato fondamentale degli isotopi del rame la cattura orbitale è evento piuttosto comune, con l'emivita indicata.

8 - La cattura orbitale comunque comporta il riassestamento a catena dei gusci elettronici dell'atomo a causa della tendenza degli elettroni più esterni ad occupare i livelli più interni che via via restano liberi (con emissione di fotoni di bassa energia). Questa potrebbe essere una fondamentale, anche se non unica, origine del calore senza radiazione gamma prodotto nel reattore Focardi-Rossi.

9 - Date le abbondanze naturali, i processi più frequenti dovrebbero riguardare i prevalenti 58Ni e 60Ni. Il risultato finale di queste catture protoniche seguite da catture orbitali sarebbero nuclei di 59Ni (quasi stabile, che via via si va accumulando) e 61Ni (stabile). In altri due casi (62Ni e 64Ni) la cattura del solo protone porterebbe alla formazione di nuclei stabili del rame (il cui rapporto isotopico è variabile nel tempo e pertanto in generale è differente da quello naturale).

10 - Se il protone fosse catturato insieme all'elettrone del miniatomo, si avrebbe un evento equivalente alla cattura di un neutrone con emissione di gamma di cattura (emissione che Rossi sembra escludere).

11 - Comunque ogni altra volta che l'assorbimento del protone è seguito da quello di un elettrone (per es. elettroni di conduzione) il nucleo finale, immediatamente a destra nella prima riga della tabella, sarebbe quasi sempre stabile.

12 - Negli esperimenti di Siena di Focardi e Piantelli il calore prodotto era decisamente minore, e così dicasi della riproducibilità. In tali esperimenti potrebbe essere stato lo stesso nichel a dissociare, almeno in parte, l'idrogeno molecolare.

13 - Le principali differenze dell'attuale reattore Focardi-Rossi rispetto al dispositivo impiegato a Siena (così come descritto nella letteratura e in varie comunicazioni congressuali) sarebbero la presenza, nel reattore Focardi-Rossi, di un particolare catalizzatore e la polverizzazione del nichel:
un più efficiente catalizzatore aumenterebbe il numero di miniatomi, mentre la polverizzazione facilita l'incontro fra nuclei di nichel e miniatomi.

14 - Ovviamente una teoria dei sistemi Ni-H non potrà che essere fondata su di un’accurata serie di misure nucleari, sia durante il funzionamento che finali, particolarmente di spettrometria gamma e di spettrometria di massa.


Non credo che alla data promessa da Rossi del 15 novembre una teoria organica condivisa dalla Comunità Scientifica sarà stata resa disponibile. Ma penso che soltanto dopo tale disponibilità un reattore di questo tipo (che è comunque un reattore nucleare) potrà avere tutti i permessi ed i controlli delle Autorità preposte alla sicurezza.

La fusione fredda è diventata realtà
Viareggio - 23 luglio 2011

4 : commenti
Veduta di Viareggio
Sono stati pubblicati sul sito di Delta Energie i video (sono 8 in tutto per quasi 4 ore di registrazione!) di tutto il mini-convegno svoltosi a Viareggio nel pomeriggio dello scorso 23 luglio. 

Ricapitolando:

INDICE DEL MATERIALE ON LINE

Interrompiamo le trasmissioni per...

2 : commenti
NOTA DI SERVIZIO

Caro deficiente a bassa tensione, che continui a saccheggiare questo blog e a riportarne altrove, in modo cialtronesco, brani e riflessioni, per farne oggetto di dileggio o estrapolarne conclusioni a mo' di organo genitale. Questo è il mio blog. Ci esprimo le mie opinioni, libere e personali. Qualsivoglia altro valore vai millantando si riconduca ad esse, rientra nelle competenze dello psichiatria che dovrebbe averti in cura.

Decrescita felice?

33 : commenti
Il logo del Movimento per la Decrescita Felice
Rieccomi già con voi. Oggi mi ritrovo inaspettattamente un giorno sabbatico in regalo, infatti l'udienza in Tribunale, a cui partecipavo come esperto, comprendeva soltanto quattro istanze di cui tre rinviate alla prossima seduta! Adesso ho l'imbarazzo della scelta sulle cose da pubblicare nel blog, e anche parecchie cose da leggere rimaste in arretrato.

Voglio cominciare cogliendo al volo la segnalazione, lasciata da Gwon. Han scritto altrove:  
  
#151 Libero on 08.03.11 at 23:59
I sostenitori della fusione fredda sono fondamentalmente degli umanisti nel senso che desiderano che l’uomo possa continuare a gozzovigliare sulla terra con energia a basso costo. Questo è un buon motivo per molti per continuare a credere nella possibilità della fusione fredda. Basta leggere il blog di Passerini per averne conferma.

"Umanisti nel senso che desiderano che l'uomo possa gozzovigliare sulla terra con energia a basso costo": l'autore di questo commento ha le idee parecchio confuse su cosa possa intendersi per umanismo, e non solo su questo!

Tizzi ha scritto al riguardo questo commento: ...una buona fetta di coloro che si professano ambientalisti vedono (in misura variabile da caso a caso) di buon occhio decrescita economica, depopolazione, deindustrializzazione, accesso alle fonti energetiche sempre piu` limitato e costoso, ritorno graduale nel tempo ad uno stile di vita pre-industriale, tutto ciò in nome del "bene del pianeta e della natura" cosi` come per, in fondo, una forma di "rancore" (fosse quasi una sorta di peccato originale) verso l'uomo del mondo sviluppato che opprime le popolazioni del terzo mondo, la cosa non mi stupisce affatto. 

Gwon ha aggiunto: ...dal loro ragionamento anche la tecnologia è un nemico, pare che in sostanza vogliano un ritorno al medioevo buttando a mare anche quello che di buono la tecnologia ha fatto negli ultimi secoli. Mi sembra una tesi veramente illogica e post apocalittica. E' più logico pensare a un futuro migliore ma non troppo diverso da quello attuale, nel senso di una stabilizzazione e/o lenta e graduale riduzione degli aspetti negativi (sovrappopolazione, inquinamento, uso smodato di risorse non rinnovabili etc. etc.) e un miglioramento di quelli positivi (tecnologie avanzate). Non vedo perchè avanzamento tecnologico e sociale non possano andare avanti di pari passo.

Anche a me gli estremismi non piacciono, di qualsivoglia genere, compresi quelli eco-ambientalisti.  

Considero il modello attuale di consumo marcio, insostenibile, immorale, e il mito della crescita del PIL a tutti i costi mi fa torcere le budella; dunque non mi dispiace il concetto di decrescita abbinato a razionalizzazione dei consumi e risparmio delle risorse, purché non diventi il vessillo di una neo-crociata luddista, purché non sia spacciato per unica soluzione possibile, purché non venga usato ideologicamente per tarpare le ali a soluzioni tecnologiche che si affacciano all'orizzonte. Ovvio, onde evitare di reiterare il modus gozzovigliandi (!) serve una tecnologia con un forte componente etica, o se volete serve una tripla rivoluzione: spirituale, scientifica, economica allo stesso tempo... su vie distinte, ma parallele e collegate. Vale la pena di lottare per questo, non di buttar via l'acqua sporca (gli eccessi del consumismo) con tutto il bambino (la tecnologia). 

L'avvento di una rivoluzione energetica LENR non significherebbe distribuzione di energia totalmente gratis. Ci dovrà necessariamente essere una fase di transizione in cui l'energia continuerà ad essere un servizio da pagare (sarebbe giusto farlo in base al reddito). Ne aumenterà la disponibilità e ne diminuirà di costo, ma non fino ad azzerarsi. A parer mio, la disponibilità di energia "illimitata" non va temuta/desiderata dal punto di vista dell'individuo come destinatario finale, ma va salutata con grande favore in prospettiva di usi "socio-ambientali" collettivi e planetari oggi inimmaginabili a causa dei costi. Energia disponibile per salvare il mondo dalla pazzia umana. Energia disponibile per garantire una vita dignitosa a ogni essere umano. Energia disponibile per migliorare la qualità del vivere più che la quantità dei consumi, visto che ormai è più che sfatato il mito che più consumo meglio sto. 

Dopo avere abusato in maniera irresponsabile del nostro pianeta nel XX secolo, ci siamo resi conto di averlo portato -- e noi tutti con lui -- sull'orlo del precipizio; per invertire la rotta serve un mix di tante "soluzioni", di cui la "decrescita" è una fra altre. Mettere in competizione free energy (intesa in senso lato) e decrescita è pura follia.

Dice bene Gdmster: Tutti quelli che vivono col mito del buon selvaggio da un lato mi spaventano (integralismo) dall'altro mi fanno un po' pena. Molto spesso non sanno neppure di che cosa stanno parlando e si limitano a guardare il dito invece della luna analizzando un piccolo aspetto particolare visto che analizzare il "sistema terra-uomo" nella sua interezza è praticamente impossibile. Sono abbastanza vecchio da poter raccontare che quand'ero piccolo la plastica non c'era e un ritorno a questo potrebbe far felici molti: in compenso c'era la poliomielite e un paio di miei amici se la sono presa e uno c'è pure morto. Immagino le obiezioni, nessuno di loro dice di fermare la ricerca medica...
Senza energia la ricerca non si fa: quanti sanno che consumano più energia a girare su google che ad andare in macchina in ufficio? L'Unione Europea, nel 7° programma quadro, ha introdotto come tema di ricerca le "green telecommunications" intendendo tutte quelle pratiche e tecnologie che dovrebbero far sì che iTunes o Google non abbiano bisogno di una centrale termonucleare per far funzionare le loro server farm. A breve l'informazione costituirà la maggiore fonte di dispendio energetico nel mondo, più del condizionamemento o del trasporto. La ricerca della cura anticancro comporta come effetto collaterale l'abbattimento della foresta amazzonica o, speriamo, la creazione di centrali LENR. Molta energia si spreca, molta è assolutamente necessaria. Quanto alla qualità della vita, il fatto che in Italia si sia passati da 48 a quasi 80 di vita media nel corso di pochi decenni dovrebbe fornire un'indicazione chiara: già mi aspetto l'obiezione che prima però la vita era più genuina. La generazione prima della mia alla mia età portava la dentiera. Io non conosco nessuno dei miei amici o parenti della mia età che la porti. Del resto il mito del peccato originale ce lo portiamo dietro da millenni e nessuno ci convincerà mai che la vita la stiamo migliorando invece di peggiorarla. I catastrofisti sono sempre dietro l'angolo: i cellulari ti faranno morire di cancro... può darsi, intanto hanno salvato migliaia di vite (milioni?): quando il bilancio sarà in perdita riconsideremo il problema. 

E conclude benissimo Sukoy: Siamo un virus per il globo, i virus si possono distinguere in due categorie quelli stupidi e quelli non stupidi. I virus che ammazzano l'organismo ospite fanno parte del primo tipo e sono mediamente più giovani e poco evoluti in quanto ammazzando l'ospite non hanno avuto tempo. Molti altri che popolano qualsiasi specie vivente,per l'intero ciclo di vita di un essere diventano addirittura necessari ai fini della vita stessa dell'ospite. Noi dobbiamo diventare il più in fretta possibile del secondo tipo.

(tutti i commenti citati in questo post provengono da Quello che un barometro può fare)

mercoledì 3 agosto 2011

Quello che un barometro può fare

70 : commenti
Buongiorno a tutti.

Esistono diverse versioni di questo aneddoto. Di quella che segue sono debitore a un ottimo sito (Base Cinque) che a sua volta l'ha tradotta da un sito straniero. Il fatto che l'episodio in questione possa essere stato un po' romanzato (finanche nell'attribuzione) non ne inficia né il valore né la morale. Chi ha orecchie intenda.

Ringrazio naturalmente Fabio (e Painlord2k) per la segnalazione.

***

Il problema del barometro

Sembra che questo aneddoto sia stato raccontato per la prima voltada Ernest Rutherford

Tempo fa ricevetti una chiamata da un collega. Aveva intenzione di dare zero a uno studente per una sua risposta ad un problema di fisica, mentre lo studente pretendeva il massimo dei voti per aver dato la risposta esatta.

Il professore e lo studente concordarono di rivolgersi a me come arbitro imparziale.Io lessi la domanda assegnata all'esame: "Mostrare in che modo è possibile determinare l'altezza di un grattacielo con l'aiuto di un barometro."

Lo studente aveva risposto: "Porta il barometro in cima all'edificio, legalo ad una lunga corda, calalo fino alla strada, fai un segno, tiralo su e misura la lunghezza della corda. La lunghezza della corda è uguale all'altezza del grattacielo.

Lo studente aveva risolto il problema completamente e correttamente. Ma assegnargli il massimo dei voti avrebbe potuto certificargli competenze non effettivamente confermate dalla sua risposta.

Io suggerii di dare allo studente un'altra possibilità. Gli concessi sei minuti per rispondere alla stessa domanda con l'avvertenza di dimostrare le sue conoscenze di fisica.

Dopo cinque minuti non aveva scritto nulla. Gli chiesi se voleva ritirarsi ma egli disse che aveva molte risposte a questo problema; stava scegliendo quella migliore. Mi scusai per averlo interrotto e gli dissi di procedere.

Nel minuto successivo scrisse la seguente risposta: "Porta il barometro in cima all'edificio e lascialo cadere al suolo. Misura il tempo di caduta con un cronometro. Quindi, usando la formula
h=0,5·a·t2
calcola l'altezza dell'edificio. A questo punto chiesi al mio collega se lo studente poteva ritirarsi. Lo concesse e gli diede il massimo voto.

Lasciando l'ufficio del mio collega chiesi allo studente quali erano le altre risposte che conosceva.

Egli disse: "Ci sono molti modi per misurare l'altezza di un grattacielo con l'aiuto di un barometro.

Ad esempio puoi misurare la lunghezza del barometro, la sua ombra e l'ombra del grattacielo in un giorno di sole e quindi, con una semplice proporzione, calcolare l'altezza dell'edificio.

"Bene," dissi "e le altre risposte?"

"Sì," rispose " c'è un metodo molto elementare: partendo dal piano terreno sali le scale e traccia dei segni sui muri utilizzando il barometro come unità di misura di lunghezza. Alla fine conta i segni e avrai l'altezza dell'edificio in unità-barometro.

"Un metodo molto diretto."

"Naturalmente. Se vuoi un metodo più sofisticato, puoi legare il barometro ad un filo ed usarlo come pendolo per misurare il valore di g (gravità) al livello della strada e in cima all'edificio.

Conoscendo la differenza di gravità è possibile calcolare l'altezza dell'edificio.

Similmente puoi andare in cima all'edificio, legare il barometro ad una lunga corda, calarlo fino al livello della strada e farlo oscillare come un pendolo. Misurando il periodo, si può calcolare la lunghezza della corda, cioè l'altezza dell'edificio.

Infine, ci sono molti altri metodi per risolvere il problema. Forse il migliore è quello di prendere il barometro e bussare alla porta del direttore. Quando apre gli dici così: "Signor direttore, questo è un bellissimo barometro. Se mi dice l'altezza dell'edificio glielo regalo."

A questo punto chiesi allo studente se veramente NON conosceva la risposta convenzionale a questa domanda. Egli ammise che la conosceva ma che non ne poteva più di una scuola e di professori che tentavano di insegnargli a pensare.

Lo studente era Niels Bohr, fisico danese, premio Nobel per la Fisica nel 1922.

***

Post scriptum a seguito della discussione nei commenti

A prescindere del riferimento a Bohr, che probabilmente è inventato (vedasi la versione originale raccontata di Alezander Calandra segnalata da Gdmster) questa storia ovviamente NON INSEGNA A FARE LE MISURE, ma semmai come un ricercatore dovrebbe approcciarsi ad ogni problema e, come vedremo tra poco, altro ancora.

Il problema era: Mostrare in che modo è possibile determinare l'altezza di un grattacielo con l'aiuto di un barometro. Indubbiamente questo enunciato ha stimolato la mente dello studente (che continuerò a chiamare Bohr per semplicità).

Se fosse stato Mostrare in che modo è possibile determinare l'altezza di un grattacielo con un barometro e nessun altro strumento di misura, Bohr avrebbe senz'altro dato la risposta "giusta" al primo colpo e avrebbe passato subito l'esame.

Aggiungo che -- a giudicare da quel che dice il racconto -- Bohr era tranquillo e sicuro del fatto suo, in modo persino disarmante. Se avesse assunto un atteggiamento saccente e maleducato sarebbe stato rimandato giustamente alla sessione successiva, non ci piove. Dimostrazione che il COME conta, eccome!

Battuta del direttore a parte (mitica!), a me la risposta che piace di più è quella di utilizzare un cronometro e la formula s=1/2gt^2. È una misura pratica e facilmente realizzabile, basta un cronometro, peccato solo che costa il prezzo di un barometro! E peccato che -- come correttamente nota Gdmaster -- il barometro, come ogni corpo che cade non nel vuoto ma in atmosfera, dopo un po' raggiungerebbe la velocità limite (costante) e non varrebbe più la legge del moto rettilineo uniformemente accelerato, onde per cui Bohr otterrebbe una misura dell'altezza del palazzo maggiore di quella reale.

Ma non è questo il punto.

Il punto è che un certo modello di insegnamento pretende di insegnare a pensare TUTTI NELLO STESSO MODO. Ovviamente ciò non è insensato, anzi è quanto più di logico possibile: se in letteratura si trova che il metodo X è il modo migliore per fare una misura dell'oggetto Z con uno strumento Y in condizioni ambientali K (perché tante e tante volte è stato verificato che è così), giustamente è doveroso insegnare a tutti che in presenza di Z, Y, K, conviene fare X: si otterrà una misura più precisa e spendendo meno tempo e denaro. Però tra insegnare che conviene e che bisogna c'è una bella differenza.

Un ingegnere laureato con 110 e lode che fosse nella dimensione del bisogna piuttosto che in quella del conviene sarebbe probabilmente un bravissimo implementatore di progetti altrui, ma un pessimo creatore di nuove soluzioni a vecchi problemi. Il fatto che ad oggi nessuno abbia trovato una soluzione migliore non esclude mai che qualcuno domani possa trovarla. Se però si parte dal presupposto che il metodo X è il migliore perché è scritto sui libri sacri...

Bohr non ne poteva più di una scuola e di professori che tentavano di insegnargli a pensare. Pensare in un unico modo, appunto, il loro.

La morale? Può essercene più di una... per esempio: chi è rigido può facilmente scambiare la creatività per mancanza di rispetto e persino l'intelligenza per stupidità.

martedì 2 agosto 2011

Voglio trovare l'amore

13 : commenti
Ne arriva spesso di spam "per polli" così, ma questa email che ho trovato oggi m'ha fatto particolarmente ridere...

Notate bene il nome della bella donzella!!! :))

Da: omissis 
Oggetto: Voglio trovare l'amore.
Data: 02 agosto 2011 07.24.07 GMT+02.00
A: daniele

Cerco la persona che mi capisce
Mi piacerebbe saperne di piu su di te! E posso inviare piu delle mie foto se volete?
Sarei contento se si risponde.
Se siete interessati, vi prego di contattarmi e-mail: girl@omissis.com
Cordiali saluti, Ekaterina!




Agosto comincia molto bene

449 : commenti

Poche ore fa ho parlato con Giuseppe Levi e -- su sollecitazione di Mahler* -- gli ho chiesto un commento al volo su una delle tante distorsioni contenute nel #37 del New Energy Times magazine, ormai noto ai più come report #3. Ho letto a Levi il punto in questione:
*uno dei lettori di questo blog

Self-Sustaining Claim

In my video interview with Levi, he said that he had wanted to turn the power off and see the device run in self-sustaining mode. According to Levi, Rossi told him that running the E-Cats without input power is dangerous because they become unstable.
I asked Levi during our video interview to tell me about the best evidence he had seen to give him confidence of a self-sustaining phase. At first, he said that he pulled the plug out of the wall and that there was no power to the system. I showed him his own data, which showed a small amount of power going into the system. I asked him how that was possible if he pulled the plug out of the wall. After some discussion, he told me that he had misspoken; he had not, in fact, pulled the plug out of the wall. Readers can watch the video interview to understand Levi's complete response in context.


Dopodiché gli ho chiesto cosa ne pensasse.


***

Vedo che sei molto sorpreso di quanto Steven Krivit ha riportato riguardo l'autosestantamento. 

Sì, ricordo che Krivit mi chiese di indicare in quale punto del grafico della potenza in input fosse stata staccata la spina... ma ovviamente se uno stacca la spina spegne anche il data logger quindi una potenza residua di pochissimi watt era sempre nei dati. Non era per nulla facile rispondere serenamente di fronte all sua insistenza e al suo fare inquisitorio. Comunque confermo -- e c'è anche Bianchini come testimone -- che a dicembre l'oggetto funzionò senza potenza significativa in input... 

Per quanto tempo?

Per circa una quindicina di minuti. La spina venne staccata alla fine del test... ma tutto questo non può essere documentato perché spegnemmo anche il DAQ.

Perché secondo te Krivit ha stravolto in questo modo la verità?

Questo lo sa solo lui. Posso dirti che sin da allora Krivit manifestava la piena volontà di mettermi in crisi e cogliermi in contraddizione... francamente usava modi più da Guantanamo che da New York Times.

Hai ancora qualcosa da aggiungere?

Sì, quel test è acqua passata ormai e su quello non risponderò a domande ulteriori... andiamo avanti.

Grazie mille.

***

Levi non leggerà il report #3 di Krivit, non ce ne è alcun motivo. In questo momento il nuovo report di Galantini, che ricordo con orgoglio essere stato sollecitato proprio dalla passione dei lettori di questo blog, e già nelle mani -- come direbbe Rossi -- di very, very high level world class scientists (ne sono testimone) e pure di qualche vero giornalista. Presto saranno loro stessi a rendere palese perché il report #3 sia uno dei peggiori esempi di giornalismo scientifico di tutti i tempi: solo un "dossier" costruito ad arte per screditare Rossi e tutti quanti sono coinvolti nello sviluppo dell'E-Cat.

Stanotte infatti ho avuto la grande e immeritata opportunità di venire a conoscenza di alcuni scambi di email che hanno già ora tutta l'aria di poter diventare un pezzo di Storia. Tra qualche mese prevedo in tutto il mondo un picco, non di petrolio, ma di richieste di psicoterapia da parte di scettici, negazionisti, scientisti, a seguito del crollo delle loro granitiche certezze. Mi sfrego le mani.

E scherziamoci su!

3 : commenti
Il mio giudizio sintetico sul report #3 di Steve Krivit:


(scherzi a parte, passiamo alle cose serie)

lunedì 1 agosto 2011

L'eleganza del 22

20 : commenti

Continuo sempre più a dare i numeri!!!

Ho appena scoperto il modo più elegante che c'è  ricavare il 22, cioè utilizzando i primi 4 numeri interi:

41+32+23+14

Come potete facilmente verificare fa per l'appunto 22!

Credo (correggetemi se sbaglio) che quanto sopra possa essere sintetizzato così:


Ma è interessante osservare a cosa corrisponda la serie matematica generale -- di cui S4=22 è solo un caso particolare -- indicata da:
 

S1=11
S2=12+21
S3=13+22+31
S4=14+23+32+41
S5=15+24+33+42+51
S6=16+25+34+43+52+61
S7=17+26+35+44+53+62+71
...
Sn=1n+2n-1+3n-2+...+(n-2)3+(n-1)2+n1

1, 3, 8, 22, 65, 209...

A questo punto cercando su internet ho verificato che questa serie è stata definita e studiata dal matematico rumeno naturalizzato americano Florentin Smarandache è si chiama infatti Smarandache Reverse Power Summation (SRPS). Non si finisce mai di scoprire qualcosa di nuovo.

Un anello per ghermirli e nel buio incatenarli

21 : commenti
Ringrazio Bach per avere lasciato il seguente commento a La nausea, il post che ho scritto ieri. Bach ha inquadrato perfettamente il quadro generale nonché i motivi contingenti della mia nausea, giunta ormai oltre il livello di tolleranza.

***

È per me la prima volta che intervengo nel blog e come prima cosa devo un cordiale saluto al padrone di casa Daniele Passerini e a tutti coloro che ruotano intorno a questo appassionante argomento dell’E-CAT. Spesso ho apprezzato la capacità di Daniele di fare sintesi e di tirare le fila di dibattiti accesi e bloccati su posizioni decisamente contrastanti, riportando in qualche modo la discussione sui fatti ed evitando contese inconcludenti. Di recente però noto che il clima sta volgendo verso “burrasca” ed è veramente difficile non farsi prendere dalla stizza per alcuni atteggiamenti che sembra vogliano metterla in “caciara”... In questo blog il clima ha cominciato a riscaldarsi a partire dal caso Krivit per poi continuare con Bardi e con coloro che chiamate CF ed LV. Ma la temperatura è salita anche e soprattutto fuori da questo blog: nel WEB. Se infatti navigate un po’ in rete troverete che si stanno moltiplicando i siti nei quali Rossi viene attaccato, deriso con l’obiettivo chiaro di veicolare il seguente concetto: “di Rossi NON ci si può fidare perché è un truffatore”. 

C’è un sacco di gente che spende ore e ore (ma perché è così infervorata?) sui blog sembra con il solo scopo di fare disinformazione. Le frasi nei blog più gettonate sono: “...Rossi si spaccia da ingegnere ma è laureato in filosofia...” oppure “...vedrete che cosa combinerà Rossi con questa nuova uscita dopo che ha intossicato mezza Italia con la Petroldragon...” e così via! Sto notando che la posta si sta alzando di giorno in giorno e i toni si stanno facendo sempre più aspri e diretti con l’obiettivo (a me pare evidente) di intercettare coloro che si affacciano sul WEB convincendoli che, visti i precedenti di Rossi, l’E-CAT non può essere altro che una bufala, una patacca, una caffettiera e nulla più. ERA TUTTO PREVISTO: prima il silenzio assordante dei media ora la disinformazione assordante dei blog.

Insomma, a me pare evidente che si sta cercando di fare “opinione comune” contro Rossi disinformando attraverso la rete. Inoltre, un secondo chiaro messaggio che viene veicolato attraverso il WEB e che fa leva sulla debole psiche umana è quello che fa passare per “IDIOTI” coloro che cercano di capire o che semplicemente si avvicinano con interesse all’argomento. INCREDIBILE, Daniele capisco la tua nausea!!

Una sola battuta conclusiva... talvolta quando sento dire che la rete è un luogo di democrazia e di “verità” (cosa che fino ad ora ancora condivido con qualche riserva) mi viene alla memoria la famosa frase del “Signore degli Anelli” – “ Un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli” – dove però al posto della parola Anelli si dovrebbe sostituire la parola “Blog”. La rete, come gli anelli di Tolkien, genera e condiziona gli umori e quindi anche i pensieri di coloro che si avvicinano ad essa orientandoli, in un gioco di sottile seduzione e di strisciante e inconsapevole dipendenza, non sempre verso la verità. Per uscire da questo “vischio” ci vuole sempre un atto di forza. Sarà il MW di Rossi ad ottobre a palesare la verità sepolta? Me lo auguro!

Ricordo di Nick Drake

3 : commenti
Quando stasera Robi mi ha parlato di Nick Drake (1942-1974), mi è subito tornata alla memoria la bellissima Things Behind the Sun, brano che ero convinto di avere caricato in questo blog un paio di anni fa; evidentemente avevo solo pensato di farlo, perché non ne ho trovato traccia. 

Cantautore introverso e depresso, un po' come il nostro Luigi Tenco (1938-1967): due giovani suicidi. Artista molto particolare, con una sensibilità incredibile di cuore, voce e dita: il suo stile fingerpicking, ricchissimo e abbinato all'abitudine di inventarsi accordature aperte fuori d'ogni standard, ne fa un chitarrista irripetibile e maestro di generazioni di altri esecutori che gli sono succeduti.

Ero incerto tra la famosa Things Behind the Sun e un'altra sua canzone, River Man; sono entrambe struggenti e ipnotiche quindi vi invito ad ascoltarle tutte e due.

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