"La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre".
(aforisma attribuitoad Albert Einstein)
Oggi Peter80 mi ha scritto:
@Daniele
ma non ti rendi conto che ospitare certi commentatori rende meno credibile l'intero tuo Blog? Qui commenta gente che scredita in toto l'approccio scientifico moderno, io ti chiedo di esprimere il tuo parere in merito e schierarti apertamente su questa questione di fondo. Qui non si tratta più di avere la "mente aperta" al cambiamento. Vuoi che questo blog inizi a prendere la piega di Voyager o cosa? Ti chiedo di esprimere la tua opinione a riguardo.
La sollecitazione merita una risposta seria.
Caro Peter80,
ma tu cosa intendi per "approccio scientifico moderno"?
Te lo chiedo, prima di risponderti, perché mi già capitato di leggere commenti di persone che, come te, considerano "moderno" un approccio scientifico a mio avviso molto più consono agli scienziati positivisti di fine '800 che agli scienziati contemporanei, con l'esperienza del XX secolo sulle spalle. Il positivismo credeva nel "dogma" del progresso lineare, sia tecnologico che scientifico, e ancora più ingenuamente credeva che col tempo la pura razionalità sarebbe giunta, per accumulazione di sapere, a comprendere tutto l'Universo. Sono completamente in disaccordo: la Storia (dell'Umanità e della Scienza) insegna che il progresso è lineare solo per brevi periodi, è invece soggetto a discontinuità, salti eclatanti in avanti e involuzioni all'indietro. E quanto più si espande il cerchio della realtà messa a fuoco ed esplorata dalla luce della mente, tanto più si allarga in modo proporzionale la circostante area di tutto ciò che all'umanità resta da scoprire... all'infinito.
Per me un approccio scientifico moderno è, per esempio, quello del Premio Nobel Brian Josephson, molto interessato a costruire un ponte tra la descrizione del mondo materiale e quella del mondo spirituale, anche se questo comporta unire Scienza e Parapsicologia... ohibò, per molti un delitto di lesa maestà.
Un approccio scientifico moderno è, per esempio, quello di Focardi, Piantelli, Celani, che danno più peso a ciò che osservano verificarsi in Natura, dove in certi condizioni la barriera di Coulomb può essere aggirata, che a quanto accumulato nelle banche dati riferite ad esperimenti fatti in ben altre condizioni sperimentali (dove la barriera di Coulomb resta tale).
Un approccio scientifico moderno è, per esempio, quello di Carpinteri e Cardone che fanno la medesima operazione osservando quanto accade alla materia condensata sottoposta ad altissime pressioni.
Un approccio scientifico moderno è, per esempio, quello del compianto Preparata, di Del Giudice e Luc Montagner (altro Premio Nobel) che se ne fregano degli scherni degli scienziati positivisti arroccati al numero di Avogadro, valido nel dominio della Chimica, ma non in quello della Fisica quantistica... con buona pace dei tetragoni che pensano di vivere ancora ai tempi della Fisica del '700.
Grazie a loro e a tantissimi altri ricercatori, ancora fedeli allo spirito galileiano, sono ormai alle porte di tutti le spiegazioni scientifiche del perché abbiano realtà effettiva la telepatia, le reazioni di fusione fredda, le reazioni piezonucleari, la "memoria dell'acqua" (alla base del funzionamento dell'omeopatia) ecc.
Tornando alla tua domanda, il tuo tono "drammatico" è del tutto fuori luogo. Questo è un luogo dove si confrontano opinioni. Non è un sito scientifico (e non ha mai poi mai voluto esserlo), è semplicemente un blog, un blog dove si parla anche di Scienza, o meglio, si indicano i punti di cedimento di certi paradigmi scientifici e si getta una prima occhiata su quelli prossimi venturi.
Nota bene: non attenersi ai canoni del metodo scientifico, ma a quelli della blogsfera, non significa essere luddisti e nemici della Scienza, ciò è ovvio, eppure continuo a leggere bestialità pseudo-sillogistiche del genere attribuite al sottoscritto. Fa molto ridere, ma alla lunga stufa.
Tra la Scienza e gli eccessi di divulgazione-spettacolo in cui spesso cade Voyager, esistono sicuramente infinite vie di mezzo e questo blog non aspira a nulla di più che stare nel mezzo, lì dove stat virtus. Mi fido della capacità di raziocinio e nella sensibilità dei lettori a riconoscere quel che vale da quel che non vale.
In conclusione, 22 passi sopporta volentieri gli eccessi dovuti a entusiasmo, passione e buona fede, non digerisce quelli di chi si erge a difensore della Scienza, divinizzata a entità sacra, e diventa un vero e proprio guerrigliero talebano a guardia dei confini della scienza nota e - cosa gravissima e imperdonabile - un cecchino pronto a uccidere chiunque cerca di spingere in avanti tali confini, in altre parole un nemico dell'Umanità e della Scienza che verrà. Lui sì.

















