Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

>>>> CERCHI LIBRI SUL BENESSERE DEL CORPO, DELLA MENTE E DELLO SPIRITO?

BACHECA DEL BLOG

22passi è un blog non una rivista on line, pertanto la responsabilità di quanto scritto in post e commenti dovrebbe appartenere solo ai rispettivi autori. In ogni caso (cfr. Sentenza Corte di Cassazione n. 54946 del 27 dicembre 2016), le persone fisiche o giuridiche che si reputassero diffamate da determinati contenuti, possono chiederne la rimozione contattando via email l'amministratore del blog (vd. sezione "Contatti") e indicandone le "coordinate" (per es. link, autore, data e ora della messa on line).

venerdì 18 febbraio 2011

A qualcuno piace fredda

8 : commenti
Bologna, 14 gennaio 2011: il professor Focardi presenta il test del reattore alla stampa
Ho scoperto per caso su internet questa intervista a Focardi rilasciata il 23 gennaio scorso. Contiene un po' di imprecisioni, ma nel complesso è un lodevole excursus di come il fisico dell'Università di Bologna sia arrivato alla realizzazione dell'E-Cat insieme all'Ing. Andrea Rossi.



A QUALCUNO PIACE FREDDA

L’annuncio shock è del fisico bolognese Sergio Focardi: «Ho realizzato la Fusione nucleare a freddo». Energia pulita, illimitata e a costo irrisorio. Fosse vero si aprirebbero scenari assolutamente senza precedenti. Ne abbiamo parlato direttamente con lui.
di Alessandro Ancarani (gagarin magazine.it)

Guardatevi intorno, in ogni direzione: per fabbricare o consumare tutto quel che vedete è necessaria una qualche forma di energia. Che costi poco o tanto, che serva per leggere al lume di un abat jour o viaggiare su un volo intercontinentale, abbiamo bisogno di energia. Ne consumiamo sempre, e sempre di più. Non ci basta mai. Per accaparrarcela a spese di altri facciamo le guerre.
Ora provate invece a immaginare una fonte d’energia praticamente illimitata, a costo zero e totalmente priva di emissioni inquinanti. Segnerebbe la fine della fame e della sete sul nostro pianeta. La fine di ogni conflitto bellico. La fine di ogni equazione costi/benefici se i costi diventano di colpo inesistenti. Si aprirebbero scenari di una portata tale che l’intera storia umana fino a noi diverrebbe insignificante al cospetto di quel che potrebbe riservarci il futuro.
Bene, questa fonte di energia esiste. È la fusione nucleare. Ma sfortunatamente dobbiamo starne alla larga: si tratta della reazione che alimenta il calore del nostro Sole e di tutte le stelle nell’Universo. Milioni di gradi la rendono inaccessibile ai nostri scopi. Da circa una ventina d’anni però, diversi scienziati in tutto il mondo si sono dati da fare per riuscire a replicarla a temperature inferiori ai 1000°C. Nel tentativo di renderla manipolabile «senza scottarsi». Nel tentativo di dar vita a un nuovo tipo di reazione nucleare: la Fusione fredda.
Fisici americani, russi e giapponesi, le migliori Università e Fondazioni scientifiche si sono cimentate nell’impresa. Tutto inutile. Pochi risultati apprezzabili, molta frustrazione e discredito. Fino allo scorso 14 gennaio. Quando un fisico bolognese, Sergio Focardi, afferma di avere la soluzione.

UN PASSO INDIETRO
L’uomo che potrebbe aver rubato il fuoco alle stelle ha 78 anni e comincia ad occuparsi di Fusione fredda due decadi orsono. A metà degli anni ’90 però è un collega dell’Università di Siena ad imbattersi in qualcosa di anomalo: studiando dei gangliosidi (materiale organico glicolipidico) per scopi biomedicali, Francesco Piantelli osserva un’anomala produzione di energia. È un biofisico, dunque ciò che ha davanti non rientra strettamente nel suo campo di indagine. Sottopone allora il tutto a Focardi ed insieme cominciano a studiare il fenomeno riuscendo a replicarlo in diverse occasioni. Generano notevoli quantità di energia, ma quello che li lascia attoniti è che nessuna legge scientifica conosciuta è in grado di spiegarne i motivi. Le consuete reazioni chimiche non c’entrano, si comincia a supporre che siano entrate in gioco interazioni nucleari inedite, che ci si trovi insomma, di fronte alla Fusione fredda. Chi scrive ha la fortuna di assistere in quegli anni ad alcune loro conferenze divulgative: l’entusiasmo è palpabile. Ciò nonostante non una lira di finanziamento arriva ai due scienziati. In seguito anche altri team di ricerca italiani fanno significativi passi avanti. Ma pure in questi casi tutto cade vittima di un oblio apparentemente ingiustificato.
Il tempo passa, Focardi - non più giovanissimo - deve affrontare traversie di salute che gli impediranno di proseguire la collaborazione con Piantelli. La sua esperienza rischia di finire a prender polvere in qualche faldone nel Dipartimento di Fisica. Fino a tre anni fa, quando un ingegnere di Milano, Andrea Rossi, raggiunge Focardi che si trova a Lido di Spina in villeggiatura. È la collaborazione tra i due che porterà a una svolta apparentemente decisiva.

NELL’UFFICIO DI PROMETEO
Mi presento da Focardi, al Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna, nove giorni dopo la conferenza stampa in cui, insieme ad Andrea Rossi, ha presentato reattore Nichel/Idrogeno. Si tratta di una macchina grande come uno scatolone. Nemmeno molto bella in realtà. Ma con un grammo di nichel, un po’ d’acqua e 600 watt di corrente elettrica è riuscita generare 12mila watt di energia. E non si tratta nemmeno della sua prestazione più brillante. «Prima di quel test - esordisce Sergio Focardi - ne abbiamo fatti molti altri. Con un rapporto tra energia prodotta ed energia consumata di circa 200 a 1. La prima volta la macchina funzionò per giorni, non esauriva mai il nichel. Ricordo di aver pensato che per bloccarla avremmo dovuto prenderla a martellate...».

giovedì 17 febbraio 2011

Han fatto il bunga bunga al Welfare State!

7 : commenti
Ha voglia la destra a urlare dagli dagli  al finto moralismo della sinistra! Ma la faccia finita!


Non ce ne frega niente di quel che Berlusconi combina tra le sue lenzuola, buon per lui se alla sua età bunga-bunga ancora; del resto di donnine compiacenti ne troverà sempre quante ne vuole con tutti i soldi che ha. Però magari controllasse loro i documenti, non succedesse ancora che qualche minorenne si spacci per una parente maggiorenne di qualche capo di stato estero! 


Vergognoso è che un primo ministro telefoni a una Questura nel cuore della notte per ottenere un favore personale: questo è abuso di potere bello e buono, roba da monarchia assoluta, punto. Qualunque altro leader di qualunque nazione (democratica) al mondo si sarebbe dimesso per molto meno.

Ma pure alla sinistra dico: basta soffiare sul fuoco ché Berlusconi è già cotto quanto basta. Lasci che i magistrati compiano il loro dovere e pensi piuttosto a fare politica e fare opposizione, scendere in piazza per denunciare lo sfascio a cui questo governo ci ha condannato. Ad esempio smascherando l'eutanasia del Welfare State, uno scandalo mille volte più grave del bunga bunga! Un esperto di politiche sociali come me, per esempio, tra qualche anno si ritroverà di certo a lavorare all'anagrafe o all'urbanistica, perché i tagli ai finanziamenti previsti determineranno la chiusura della maggioranza dei servizi, in primis quelli rivolti alle fasce deboli della popolazioni, portatori di handicap, famiglie non abbienti, affittuari ecc.


Illuminante al riguardo il seguente documento sulla spesa sociale 2008-2013. Leggetelo con attenzione e ricordatevene la prossima volta che dovrete scegliere chi mandare in Parlamento.

Finanziaria 2011: fine delle politiche sociali?
(articolo di Antonio Misiani, sul n. 1/2011 di Prospettive Sociali e Sanitarie)

Per Legautonomie, Antonio Misani, membro della Commissione bilancio della Camera, ha redatto lo scritto che proponiamo ai nostri lettori perché spiega con chiarezza e in termini aggiornatissimi lo svuotamento dei dieci fondi a carattere sociale che, in due riprese, 1997-1998 e 2006-2007, i governi di centrosinistra avevano istituito e finanziato. Allora anche noi criticammo l'eccessiva frammentazione di quelle risorse, che riduceva l'autonomia di Regioni e Comuni, predeterminandone l'utilizzo dal centro. Una pagliuzza a confronto con la trave che, dal 2009, anno dopo anno, taglia questi fondi quasi dell'8o%, riducendoli a poche briciole. Il fatto è preoccupante anche perché si tenderà ad assumere come riferimento per l'attuazione del federalismo fiscale e il futuro finanziamento dei servizi comunali un'entità finanziaria depurata appunto di tutto quello che è stato cancellato, proiettando così le riduzioni effettuate sui prossimi anni.

mercoledì 16 febbraio 2011

Andrea Rossi rilancia, altro che bluff!

44 : commenti
Anche a sigillo dei commenti lasciati in calce all'ultima mia intervista all'Ing. Andrea Rossi (qui), riporto mail diffusa oggi dal Dr Francesco Celani che inoltra la conclusione di uno scambio di informazioni avuto con l'Ing. Rossi. A questo punto, come giustamente osserva lo stesso Celani e con buona pace di tutti gli scettici e increduli, c'è poco da aggiungere. C'è solo da aspettare.

Cari Colleghi,

dopo la dichiarazione dell'Ing. Andrea Rossi, che potete leggere nel testo, ritengo ci sia poco da discutere/commentare: Auguri e sincere CONGRATULAZIONI.

Aspettiamo TUTTI impazienti la pubblica dimostrazione dell'impianto da 1 MW, per tempi lunghi (mesi) che avverà, secondo l'Ing. Andrea Rossi, il 15 Ottobre 2011 in Grecia.

* Ritengo che comunque, tutte le altre "procedure" messe finora a punto dai vari Ricercatori nel mondo per ottenere calore anomalo (a bassa temperatura, cioè < 100°C , come nel caso di Rossi), soprattutto ad alta temperatura (come nel caso di Dufour, 550°C con sistema Ti-H; nostro caso con Pd-D a 550°C e Ni-H (con forse un pò di D) a 900°C) riceveranno una grossa "spinta" per realizzare un oggetto "tecnologico" che possa produrre anche la "nobile" energia elettrica.

A presto,

Francesco CELANI

***************************************************
***************************************************

Il 15/02/11 19:01, Andrea Rossi - Leonardo Corp. ha scritto:

Dear Francesco,
Thank you for your phone call.
I confirm what follows:
1- in october I will make the start up of my 1 MW plant. If it will work, my Customer will pay it, if not I will have to get it back. This is the sole test that counts for me. All the other comments are irrilevant.
2- If my 1 MW plant will go in operation, the competition will not be on the papers, but on the market
3- I am paying all with my money and investing all my money and all the time of my life
4- In in India your sector got more interest than always, and Koreans and Shell made investments, I have the merit of this, because without my work nothing of all this would have happened
5- you are right to say that the figure of merit can be hundreds of folds, bur there is a big difference between a test made with a wire of several grams in a lab, and a reactor thar has to work with reliability in the factory of a Customer
6- We are continuing to work with the University of Bologna, and 24 hour tests, not public but confidential, have confirmed the efficiency of the January 14th
Warm regards,
Andrea

Quoting Francesco Celani
AGGIORNAMENTO DEL 01/03/11: Andrea Rossi ha ottime carte in mano

martedì 15 febbraio 2011

18. la ricetta

0 : commenti









 
Per aprire un cuore non basta
un amore sconfinato
la forza del guerriero
la pazienza delle stelle
i colori d'iride del cielo
le poesie della terra umida
l'oro perduto dei Maya
la mano di San Francesco
ventidue milioni di passi.
Per aprire un cuore serve
un po' di zucchero d'arcangelo.


Da Ventidue passi d'amore


P.S. questa poesia è d'appendice al post di ieri.

lunedì 14 febbraio 2011

Non vale!

11 : commenti
Già, oggi è San Valentino...

Sabato scorso ho accompagnato due amiche, C. e M., a vedere Femmine contro maschi, un film che mi ha fatto ridere poco, ma soprattutto mi ha innervosito perché ruotava - molto banalmente - attorno agli stereotipi sui maschi più triti e caricaturali che ci siano. Per inciso, la più brutta parte che ho mai visto recitare alla Littizzetto.

Alla fine del film C. e M. si sono messe a parlare delle loro ultime disavventure sentimentali, e io zitto che non avevo per nulla voglia di parlare della mia, ed ero pure afono per il mal di gola. Alla fine M. insisteva e insisteva e insisteva a tirarmi dentro "e dai racconta, ci pensi ancora ad A... oppure c'è qualcun'altra? E dai racconta...". Voleva sdrammatizzare e farmi ridere, perché sa che con me di solito funziona. Ma questa volta no, anzi, sono scoppiato! E con la poca e roca voce che avevo...

Senti, io so solo che non sono come gli uomini di quel film, ma so che, esattamente come in quel film, alla fine voi donne che fate? scegliete sempre quelli più stronzi! 
E so solo che quando mia moglie mi lasciò per un altro, ho reagito, sì ho reagito, e dopo un mese stavo già con L.
E quando dopo un anno ho capito che con L. non poteva funzionare l'ho lasciata per mettermi con N.
E quando ho capito che non c'era verso che N. s'innamorasse di me, per farmene ragione e dimenticarla in fretta mi sono buttato in quattro avventure di fila, una dopo l'altra...
Finché è arrivata L. e sai benissimo com'è finita, dopo 5 anni... perché era già sposata e non poteva che finire così!
E poi si è innamorata di me G. ma io no.
E poi questa estate ho incontrato A. e so benissimo che devo smettere di pensarci, perché me l'ha detto in tutti i modi che a lei è durata tre settimane ed è finita lì... ma io so solo che sono 8 mesi che a parte lei non riesco a desiderare o voler frequentare nessun'altra donna... e so solo che questo non mi era mai successo... e che ora comincio davvero a preoccuparmi...  e che non farò mai più l'errore di innamorarmi di una che ha venti anni meno di me... e ora lasciatemi in pace per favore!

Ho voltato le spalle a M. e C., sono salito in auto, ho pianto per qualche minuto. Poi M. si è scusata con me e io mi sono scusato con lei. Oggi a ripensarci ridevo.

Buon San Valentino.

domenica 13 febbraio 2011

Energy Catalyzer: facciamo un po' di chiarezza

152 : commenti
Lunedì scorso ho avuto modo di incontrare l'Ing. Andrea Rossi per una seconda intervista, questa volta faccia a faccia, finalizzata a raccogliere nuovi particolari sulla sua invenzione. Ho registrato oltre 30 minuti di domande e risposte che nei giorni seguenti ho sintetizzato nel testo che segue. Sulla base di un gentlemen's agreement ho avuto anche una serie di precisazioni, off record e confidenziali, che confortano la mia opinione che chi - e ce ne sono tanti - è convinto di avere a che fare con una bufala... somiglia - mi si perdoni - metà a un mulo e metà a uno struzzo!

Energy catalyzer:
facciamo un po' di chiarezza
 
intervista all'Ing. Andrea Rossi, di Daniele Passerini
 
in esclusiva per Ventidue passi d'amore e dintorni
(creative commons license - contenuti utilizzabili citando e/o linkando la fonte)


Complimenti Ing. Rossi, la notizia dell'invenzione dell'E-Cat ha avuto ampio risalto in Grecia dove è stata localizzata la Newco che si occuperà della sua produzione e commercializzazione, la Defkalion Green Technologies di Atene. Immagino che in tutto ciò abbia giocato a favore avere come sponsor il Prof. Christos E. Stremmenos, che è stato oppositore del regime dei colonnelli, ex Ambasciatore della Grecia a Roma, Professore di Fisica presso l'Università di Atene, praticamente un eroe nazionale greco. In Italia al contrario i mass media hanno pressoché ignorato la notizia e se ne discute soltanto nel web, spesso aspramente. Le domande che le faccio sono ispirate appunto a interrogativi, dubbi e critiche che ho raccolto su internet. Per esempio, un punto molto dibattuto è quanto l'E-Cat possa essere considerato sicuro.

I moduli da 10 kW che produciamo sono sicuri e non danno problemi: è da anni che li stiamo testando e usando, sono state fatte tutte le misure possibili delle radiazioni emesse dal reattore e tutte ne hanno sempre comprovato la massima sicurezza.  Lo dominiamo come vogliamo, lo accendiamo e lo spegniamo, lo facciamo salire e scendere di potenza, non può mai superare una certa potenza perché l'abbiamo strutturata in modo tale che comunque non possa esserci una superficie di reazione Idrogeno-Nickel superiore ai limiti di sicurezza e soprattutto non esistono radiazioni fuori dal reattore che modifichino in maniera rilevante la radiazione di fondo. È vero invece che, allo stato attuale delle conoscenze, non sappiamo cosa succederebbe se partendo dallo stesso progetto di un reattore da 10 kW ne costruissimo uno da 1000 kW facendo il cosiddetto scale-up, cioè ingrandendolo. Infatti ci guardiamo bene dal farlo. Per ottenere potenze maggiori combiniamo in serie e in parallelo, come fossero batterie, i reattori da 10 kW: collegandoli in parallelo si aumenta la quantità di energia prodotta a temperatura costante, mettendoli in serie si moltiplica la quantità di energia prodotta a temperatura crescente, perché si moltiplicano i ΔT. Combinando le due architetture, serie e parallelo, si può ottenere quel che si vuole restando rigorosamente negli stessi parametri di sicurezza.

Parliamo sempre di potenza termica, giusto?

Sì, la conversione in altre energie avrà le perdite di efficienza di qualsiasi altro sistema: nel ciclo di Carnot l'efficienza normalmente è tra il 30 e il 35% a seconda dell'efficienza del sistema, questo significa che se noi convertiamo 1 MW termico in potenza elettrica possiamo ottenere 300-350 kW elettrici ed energia termica il resto.

Quindi si potrebbe produrre entrambe le cose contemporaneamente: calore ed elettricità.

Con il ciclo di Carnot si fa così, certo, nulla si crea e nulla si distrugge: alla fine il bilancio energetico deve risultare 100. Di conseguenza se trasformo di 100 kW in 35 kW elettrici gli altri 65 restano termici, questo in teoria, poi chiaramente qualche punto percentuale si perde in dispersioni. Ricapitolando, se serve potenza termica l'E-Cat fornisce direttamente quella, basta solo uno scambiatore di calore e il gioco è fatto.  Se invece serve elettricità solo una parte dell'energia  termica può essere trasformata in elettricità, restando comunque utilizzabile anche il termico che  avanza.

Quindi un piccolo paese di 50-100 famiglie con una unità da 1 MW potrebbe essere reso energeticamente indipendente sia dal punto di vista del riscaldamento che dell'energia elettrica.

Ah sì, questo senz'altro.

Se ho capito bene,  una volta fornita al reattore la potenza necessaria all'accensione (a Bologna si è parlato di 1-2 kW), nel momento in cui la macchina è a regime potrebbe funzionare in modo autonomo, senza una presa di corrente o una batteria, visto che la potenza assorbita (dell'ordine di 0,4 kWh) è ampiamente dentro i circa 3,5 kW elettrici ottenibili.

Certamente. Rimane poi però il problema del drive [sistema di controllo] che comunque è un attimino più complesso: ogni reattore è implementato di un drive elettrico per motivi di sicurezza quindi deve essere attaccato a una linea di corrente. Proprio in virtù di questi controlli possiamo garantire che non ci sono problemi intrinseci di sicurezza nei nostri E-Cat da 10 kW, così come nelle nostre unità da 1 MW, costituite da 100 reattori da 10 kW ciascuno dei quali ha il suo sistema di controllo. Da 10 kW a 1 MW  non facciamo altro che conservare il grado di sicurezza acquisito.

Resta il fatto che ancora non esiste una spiegazione scientifica di cosa avvenga dentro la macchina. Se non sapete questo come fate ad essere sicuri di poter controllare il reattore in ogni condizione, anche quelle più imprevedibili?

sabato 12 febbraio 2011

Precisazione

22 : commenti
Ultimamente questo blog ha goduto di inaspettata fama a causa dello spazio che ho dato, e ancora a lungo darò, al sistema di produzione di energia (Energy Catalyzer)  a base di Nickel e Idrogeno inventato dall'Ing. Andrea Rossi - in collaborazione con Sergio Focardi, professore emerito dell'Università Alma Meter di Bologna - e in attesa di concessione di brevetto internazionale (WIPO – WO/2009/125444). Da circa due anni ogni tanto anticipavo che ci sarebbero state presto delle grandi novità in tema di fusione fredda: a partire dal 14 gennaio scorso finalmente ho potuto dare fuoco alle polveri (di Nickel)!
Da una parte voglio perciò confermare a chi si interessa a questa via italiana alle LERN (reazioni nucleari a bassa energia) che qui troverà sempre qualche anticipazione succosa... al momento per esempio sto lavorando a una nuova intervista con l'Ing. Rossi e una col Prof. Levi.
Dall'altra voglio rassicurare il gruppetto di lettori affezionati che mi seguiva da prima, che ci tengo che questo resti un blog dove scrivo - nei limiti del buon senso  naturalmente - di tutto ciò che mi appassiona e penso possa interessare altri, che riguardi il mondo, la società, la mia vita, che si tratti di poesia d'amore, di fisica di frontiera, di impegno politico.

Buon weekend a tutti.

giovedì 10 febbraio 2011

Questione di logica, cribbio!

2 : commenti

           LETTORI (variaz.) |  QUOTIDIANO           
  1. 3.290.000 (+0,6%)    La Repubblica
  2. 2.970.000 (+9,0%)    Corriere della Sera
  3. 2.090.000 (+9,7%)    La Stampa
  4. 1.140.000 (+4,8%)    Il Messaggero
  5. 1.140.000 (+5,3%)    Il Sole 24 Ore
  6. -|797.000 (+8,8%)    Il Giornale
  7. -|369.000 (-4,9%)-||Libero
Che interpretazione trarre da questi dati?
  • È probabile che i comunisti, oltre a possedere tutti i mezzi di informazione, obblighino sotto minaccia delle armi gli Italiani a leggere i loro giornali.
  • Ogni comunista compra due copie di giornale, per falsare le statistiche.
  • Ogni magistrato (comunista e golpista) acquista una decina di copie, tanto, salvo perseguitare Berlusconi, non fa un ca**o e quindi ha un sacco di tempo da perdere.
Sì, deve essere così per forza, altrimenti come farebbe Silvio Berlusconi a essere il più amato dagli Italiani? Questione di logica, cribbio!

Solo un dubbio... sarà mica che gli elettori del PdL e della Lega sono gente troppo pratica per perdere tempo a leggere i quotidiani?

mercoledì 9 febbraio 2011

Indegno lui, indignati noi

0 : commenti

Era un capo che dettava la linea
e pure ora, che è al capolinea,
ci fa sempre capolino alla Tv.

Battere Berlusconi nel web è facilissimo!

3 : commenti


Continua l'inarrestabile marcia di avvicinamento (e sorpasso) del qui presente blog a due siti "a caso": il Silvio Berlusconi Fans Club e il sito dei Promotori della Libertà, quello a cui il Silvio nazionale affida la web-diffusione dei suoi video-proclami, che tanto gettonati e oceanici non sono davvero visto che ormai hanno sul collo persino il fiato di un blog piccolino come il mio.

Report Link Power del 9 febbraio 2011:

3063 punti - http://22passi.blogspot.com/

Basterebbe solo che le visite a questo blog raddoppiassero per effettuare il sorpasso dei Fans e dei Promotori e che quadruplicassero per effetturare il doppiaggio. Niente di impossibile visto che solo a gennaio sono quintuplicate. 

E allora apro questa "petizione":

In attesa di vedere Berlusconi volare via dalla poltrona di Palazzo Chigi, aiutatemi a defenestrarlo anche dal web facendo sì che  anche Ventidue passi d'amore e dintorni sorpassi e dia la polvere ai due siti simbolici sopra dichiarati. Visitatelo, cliccatelo, linkatelo, raccomandatelo, pubblicizzatelo, passaparolatelo, fategli vincere questa sfida da Davide contro Golia. E possa questo essere un buon auspicio per le prossime elezioni!

domenica 6 febbraio 2011

Aspettando che si dimetta...

8 : commenti
Anche oggi Silvio Pelvico ha messo da parte i suoi incontri con la Giovine Italia per video-esternarci il suo monolitico pensiero... francamente mi sono rifiutato di ascoltarlo, tanto è sempre la stessa identica propaganda. Ormai è più credibile un suo finto discorso creato da un generatore automatico di Metilparaben che uno uscito dalla sua bocca.

Qualcuno dovrebbe spiegargli che il sito dei Promotori della libertà (sua), a cui affida la diffusione dei suoi proclami video, ha accessi dell'ordine di grandezza di Ventidue passi d'amore e dintorni, cioè nulla rispetto a due blog (comunisti!!!) come Metilparaben e Piovono Rane o lo stesso sito de Il Fatto Quotidiano, che godono di traffici superiori al sito dei Promotori della Libertà rispettivamente 14, 32 e 41 volte di più. Si può ben vedere nel report di The Link Power.

Insomma, nel web ancora più che altrove Silvio Berlusconi è patetico, anzi avvilente, per tutti quelli che credono ancora nell'Italia nata 150 anni fa e non nel format confezionato negli ultimi 15.

Corsa alla fusione fredda:
l'Italia passa il testimone alla Grecia?

33 : commenti


Mentre in Italia i mass media continuano a "bucare" clamorosamente la notizia, e persino il CICAP scende in campo in opera di discredito e insabbiamento, ieri in Grecia c'è stata la prima grande uscita televisiva - sui TG delle reti di Stato - dell'Energy Catalyzer di Rossi e Focardi nonché della Defkalion Green Technologies, la società di Atene che lo produrrà. Con buona pace di gente come il chimico nucleare Camillo Franchini che insiste a dirci che l'Energy Catalyzer non può funzionare perché viola le leggi della fisica. Peccato per lui e chi la pensa come lui che pare non violare affatto quelle che prossimamente verranno senza dubbio scoperte al riguardo. Bravissimo l'Ing. Andrea Rossi a capire che in Grecia l'Energy Catalyzer avrebbe riscosso fiducia, tristissimo riconoscere che se avesse tentato di produrlo in Italia questa bella storia sarebbe certamente finita su un binario morto.
Ma non abbassiamo la guardia. Il popolo del web deve continuare a contrastare chi ha interesse a insabbiare tutta questa faccenda, per esempio quelli che nella nostra italietta vorrebbe ancora costruire centrali nucleari a fissione. Folli che pensano ai propri portafogli, non alla collettività. Ai loro business noi diciamo, NO GRAZIE.

Traduzione di alcuni brani del servizio sulla Tv greca:

0:00-0:32 "Ci potrebbe essere una soluzione per il problema della produzione di energia ottenuta mediante la fusione di idrogeno e nickel. È quanto Focardi e Rossi sostengono, in mezzo a repliche e contestazioni, durante la presentatione del loro reattore. Come loro affermano, questo apparato può essere collocato ovunque e soddisfare persino i bisogni energetici famigliari. La scoperta è già stata applicata in Grecia".

0:32-1:05 Discorso sull'energia a idrogeno e a buon mercato, il Prof. Stremmenos parla di una rivoluzione nel campo della produzione di energia

1:05-1:24 Prof. Stremmenos: "Stiamo uscendo dall'era dell'energia medievale. Così sembra. Dipenderà da ulteriori ricerche e dallo studio di applicazioni tali da permettere la diffusione dell'energia verde ovunque ce ne sia bisogno".

1:24-1:39 In una conferenza stampa Rossi and Focardi hanno rivelato di stare già procedendo verso la commercializzazione del catalizzatore. La Grecia, hanno sottolineato, fa da apripista con la Defkalion Green Technologies, società con sede ad Atene, che ha intrapreso la produzione ed esportazione della loro invenzione.

1:39-1:57 Intervista in inglese.

1:57-2:04 Il giornalista chiede se ciò va in direzione dell'indipendenza da petrolio e carbone, energia a basso costo e senza inquinamento.

2:04-2:36 Il Prof. Stremmenos spiega che questa energia è pulita. "Come può esserne sicuro?" domanda l'intervistatore. "Primo - risponde Stremmenos - perché ho partecipato alla ricerca che ha portato a questo apparato e non ho mai osservato radiazioni di alcuna natura, secondo perché in tre dimostrazioni è stato confermato da osservatori indipendenti, specialisti in radio-misurazioni, che non ci sono radiazioni nocive".

Il resto sono discorsi sull'energia a basso costo e sul fatto che sarà possibile utilizzarla ovunque.

sabato 5 febbraio 2011

Il vizio di scambiare l'effetto con la causa

3 : commenti
Per la prima volta ieri Marchionne, ha dichiarato che Fiat sta verificando la fattibilità di trasferire oltreoceano la sua sede amministrativa, ciò non solo in conseguenza di considerazioni di tipo economico ma anche dalle difficoltà di comunicazione e di immagine che l'amministratore delegato sta incontrando in Italia. Se fossi un marziano che osserva le cose dal suo pianeta, sospetterei che Marchionne ha esasperato il confronto coi sindacati proprio per arrivare a questo.

La notizia su Repubblica, Corriere e Sole 24 ore.

venerdì 4 febbraio 2011

Intervista al professor Mauro Villa

29 : commenti
Continuo a dedicare ampio spazio alla vicenda della "fusione fredda" bolognese. Dopo l'Ing. Rossi, inventore dell'Energy Catalyzer (E-Cat), ha gentilmente concesso un'intervista a Ventidue passi d'amore e dintorni il Prof. Mauro Villa, autore del terzo dei report scientifici prodotti a seguito dell'esperimento, quello sulle misure dei gamma. Il prof. Villa insegna presso l’Università di Bologna Alma Mater e collabora con il CERN di Ginevra e l’ INFN.

Questo nuovo contributo, i suddetti report (linkati all'interno dell'intervista stessa), nonché la lettera che qualche giorno fa il Dott. Levi ha scritto alla rivista on line Query, in risposta a un articolo molto duro del chimico nucleare Camillo Franchini, rientrano in un corretto approccio scientifico all'Energy Catalyzer da parte dei ricercatori dell'Università di Bologna: si trovano tra le mani una black box che produce energia in modo estremamente interessante e pertanto intendono indagarla. L'atteggiamento dei critici "alla Franchini" è: siccome non può (ancora) essere aperta non andrebbe neppure indagata. Ma sarebbe come se un astrofisico rifiutasse di studiare i buchi neri perché, a priori, non sa cosa c'è dentro!

Query è la rivista del CICAP. Franchini sembrerebbe collegato all'ENI. L'ENI è collegato al Forum Nucleare Italiano. Se questi "poli di interessi" ritengono che l'E-Cat di Rossi sia una bufala, facciano il tifo affinché i ricercatori di Bologna la svelino.


Energy Catalyzer
indagine su una fonte di energia 
al centro di ogni sospetto

intervista al Prof. Mauro Villa
in esclusiva per Ventidue passi d'amore e dintorni
(creative commons license - contenuti utilizzabili citando e/o linkando la fonte)



22PASSI. Prof. Villa, la ringrazio per avermi concesso questa intervista. Lei è un professore associato del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna e collabora con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: che ruolo ha avuto durante la presentazione pubblica dell'apparato Rossi-Focardi il 14 gennaio scorso?

VILLA. Sono stato contattato dal Dott. Levi e dall'Ing. Rossi per cercare segnali certi della natura nucleare del fenomeno presente nel reattore di Rossi. Ho accettato di buon grado essenzialmente perché avevo sentito molte voci su questa vicenda senza che vi fossero certezze o conferme indipendenti. Perciò ho partecipato alla dimostrazione pubblica del 14 gennaio portando con me due scintillatori allo ioduro di sodio che avevo in laboratorio e dell'elettronica NIM utilizzata 15-20 anni fa in esperimenti di fisica nucleare: niente di più nuovo per esplicita richiesta.

22PASSI. Immagino che il suo ultimo inciso si riferisse al segreto industriale che Rossi rivendica in quanto inventore in attesa di brevetto. Mi viene in mente lo scambio di battute tra il Dott. Celani dell'INFN e l'Ing. Rossi nel pomeriggio del 14 gennaio [il dialogo completo è in calce a questo post]: il primo avrebbe voluto fare anche misure di spettro, il secondo ha risposto che con quelle misure si sarebbe potuto "leggere" l'interno del reattore. Come scienziato, si è fatto qualche ipotesi su cosa del reattore Ni-H potrebbe essere rivelato con misure di spettro?

VILLA. Certamente: misurando le energie dei gamma è possibile, in certi casi, capire quali nuclei sono coinvolti nelle reazioni nucleari. Nuclei diversi possono produrre gamma di energie caratteristiche, quindi, se non si vuole che si scopra quali siano i catalizzatori impiegati, capisco la richiesta di non misurare le energie.  Val la pena osservare però che le possibilità sono tante ed occorrono misure molto precise per essere sicuri del tipo di nucleo coinvolto. I rivelatori allo ioduro di sodio non sono ideali quando la precisione delle misure energetiche sono fondamentali.

22PASSI. Tornando alla cronaca dell'esperimento del 14 gennaio, cosa ha rilevato con gli strumenti che ha potuto utilizzare e dichiarato nel suo report del 26/01/2011?

mercoledì 2 febbraio 2011

Катализатор энергии

1 : commenti
Nuova traduzione della mia intervista all'Ing. Andrea Rossi Energy Catalyzer: funziona e non è fusione fredda. Dopo la versione in francese - Le catalysateur d’énergie fonctionne et ce n’est pas de la fusion froide - tradotta da Anna Paola Maestrini,  e quella in inglese tradotta da Shirakawa Akira  e pubblicata su New Energy Times (n. 36 del 31/01/2011) col titolo Energy Catalyzer: It Works and it's Not Fusion,  ora esiste anche la versione in lingua russa. Merito di Liudmila Strakh che si è gentilmente offerta all'uopo. Liudmila vive a Perugia da 7 anni, lavora in ambito teatrale e come interprete e traduttrice. Se qualcuno avesse bisogno di traduzioni italiano-russo o russo-italiano può contattarla e accordarsi con lei scrivendo alla sua email.


Катализатор энергии
работает, и это не холодный термоядерный синтез.
Эксклюзивное интервью с инженером Андреа Росси
для Ventidue passi d’amore e dintorni
(Все права защищены. Полное или частичное копирование материалов запрещено, при согласованном использовании материалов необходима ссылка на источник.)
"Interview by Daniele Passerini, Russian translation by Liudmila Strakh"

22 шага: Добрый день инженер Росси, я благодарю вас за то, что вы согласились дать это интервью. Все задают себе вопрос о том, как вам удалось разработать ваш катализатор энергии. Кто-то подозревает, что вы украли идею, например, у профессора Пьянтелли из Университета Сиены, который в 90-х годах работал с профессором Фокарди над изучением холодного термоядерного синтеза. Вы можете объяснить когда, почему, как и где вы начали работать над этим проектом?

Росси: Я начал работу в 1987 году. Мой процесс четко отличается от предыдущих попыток, это подтверждается фактами: никто не смог произвести работающую машину. Учитываются факты, а не слова.

22 шага: В 1987м, значит, за два года до очень спорного эксперимента Флейшмана и Понса. В эти дни вы заявили, что не правильно определять как «холодный термоядерный синтез» реакцию, которая происходит в вашем катализаторе, гораздо точнее на настоящий момент называть это в общем низко-энергетической ядерной реакцией или LENR. Вы хотите сказать, что вы пошли по другому, параллельному пути по отношению к изучению холодного термоядерного синтеза?

Росси: Именно так. То чем занимаюсь я - это не холодный термоядерный синтез, а низко-энергетическая ядерная реакция. Флейшман и Понс провели электролиз в тяжелой воде с катодом из паладия и анодом из платины. Я не провожу электролиз, не использую ни паладий, ни платину, и использую температуры плавления никеля.

22 шага: Идея о том, что вы создали нечто, что работает, хотя и без теоретической научной модели, которая объяснила бы почему оно работает, пугает некоторых в отношении безопасности этого устройтва. Что вы можете сказать по этому поводу? Я думаю, у вас есть идея по поводу того, что происходит в катализаторе, хотя вы и не в состоянии это доказать, правильно?

martedì 1 febbraio 2011

Sospensioni di gravità

5 : commenti
Dopo la recensione a Ventidue passi d'amore (qui) ecco sempre da Moloch981 quella al mio secondo libro...

***

Anche questo secondo libro di Daniele Passerini presenta una cornice sapientemente costruita: come Ventidue passi d'amore era incentrato sulla numerologia e sulla Cabala, così qui le poesie si dispongono secondo i cicli lunari e lo scorrere delle stagioni. E in più, ciascuna poesia riceve l'"influsso" di un particolare pianeta, come è indicato dal simbolo che la precede, il cui significato viene spiegato nella sezione "7 orbite di lettura" all'inizio del libro. Mi piace questa ricerca di corrispondenze "sotterranee" che regala ulteriori messaggi ai versi. L'autore stavolta rimane maggiormente sullo sfondo, o meglio, l'ispirazione è sempre tratta dalle proprie vicende personali, ma queste vengono narrate con minori particolari, così che l'opera ne guadagna quanto a dimensione "universale". È una poesia, quindi, che si sforza assai per fornire al lettore tutte le chiavi di interpretazione di cui ha bisogno: sembra quasi che Daniele cerchi di farci seguire passo passo tutte le sue riflessioni... Alla stringatezza delle poesie si contrappongono gli estesi passi in prosa ad apertura e chiusura del libro: è bene anzi che sia così visto che qui, a differenza che in Ventidue passi d'amore, il racconto autobiografico, come detto, è solo accennato, meno evidente, e allora il gioco dei rimandi rischiava di risultare eccessivamente intellettuale e cervellotico.

Si nota una maggiore disinvoltura di Daniele nel padroneggiare la tecnica: molto più che nell'opera precedente, l'autore "gioca" con le parole ("2/3. Giochi di regina", "2/4. Anagramàta", "7/4. Adpunto esoterico") o con la stessa struttura dei versi ("5/4. In bilico"), dando luogo a risultati divertenti e divertiti.

Uno dei temi centrali del libro è l'incontro con l'altro, da affrontare senza paura ma anzi con la consapevolezza che saprà insegnarci molto su noi stessi: in questo senso una delle mie poesie preferite è "5.1. Il coraggio della vela", che secondo me è abbastanza paradigmatica del messaggio che vuol dare l'autore:
Stella che dai la rotta, ingannami,
ch'io possa ritrovar la vera casa.
Vento che mi riempi, portami,
ovunque sia, purché con te.
Io la interpreto così: intanto, è necessario avere "coraggio" nella navigazione; "ingannami", cioè fammi seguire una rotta diversa dalla solita, da quella che mi aspetto, inesplorata, che però, alla fine, è proprio quella che mi porta alla "vera" casa, che è "con te". Analogamente, su questo tema dell'andare oltre le proprie certezze, dell'apertura improvvisa di un mondo ignoto e ricco che è tipica dell'esperienza amorosa, anche "1/1. La falena" e "7/1. Mi ami", altre due mie preferite.
In conclusione, e per giustificare il "voto" più basso rispetto all'opera precedente, una lettura che mi ha meno "toccato" personalmente ed emotivamente rispetto a Ventidue passi d'amore, ma più raffinata ed elaborata.

Daniele Passerini, Sospensioni di gravità, A&B Editrice, Roma-Acireale (2005) | voto = 3/5

Ventidue passi d'amore

0 : commenti
Moloch981 è un'amica blogger, squisita bibliofila e accanita lettrice. Tra le tante recensioni che pubblica sul suo blog, un anno fa cedette alla mia richiesta di inserire anche i miei libricini. A essere sincero mi aspettavo di essere stroncato e invece...

***

Ho riletto il libro di Daniele Passerini dopo qualche tempo e devo dire che è stata un'esperienza strana. Difatti, mi spiace ma in parecchi punti la recensione si scosterà dall'autentica critica per toccare temi un po' personali.
Intanto, la stessa opera è, per così dire, "multiforme": nella mia mente le poesie sono ormai fuse con le fotografie di Marianna Prevoli, così come le presentarono i due artisti nella mostra congiunta datata dicembre 2006, tanto che alcuni abbinamenti poesia/immagine (penso in particolare a "18. La ricetta", una delle mie preferite, e le foto delle serrature) sono ormai inscindibili. Inoltre, è lo stesso autore che suggerisce e indica il filo conduttore che lega tutte le poesie (anche se in realtà Ventidue passi d'amore contiene anche brani in prosa: una specie di Vita nuova dantesca del XXI secolo? Senti che paragoni illustri, Daniele!), e a me è sempre piaciuto molto questo schiudere la porta sull'"officina" creativa del poeta, anche se il rischio è quello di prevalicare sulla ricerca autonoma di senso del lettore: ed ecco quindi il tentativo di inserire il ciclo di componimenti in una struttura di corrispondenze e rimandi che si fonda sulle teorie numerologiche e sul calendario Maya, e che si esprime anche graficamente (azzeccata l'idea di affiancare a quella araba la numerazione Maya). Quindi, quando parlo di opera multiforme, intendo dire che l'ambizione è quella di creare un microcosmo in cui tutto, parole, immagini, struttura, è strettamente collegato al resto.

Dicevo della mia "doppia lettura", 4-5 anni fa e oggi. Nel 2005-2006 ero nel pieno, anzi, agli inizi, di un periodo di sconvolgimento emotivo senza eguali nella mia vita "precedente": una situazione caratterizzata da desiderio fortissimo, continuamente frustrato e cocciutamente inseguito. Delle poesie di Daniele mi colpivano quindi soprattutto quelle sull'innamoramento (inteso quasi come una forza ineluttabile, vedi "6. La tentazione") e sulla crisi, sul non-incontro, sul rifiuto ("15. Il pentimento", "17. I doni", "18. La ricetta"). Se Daniele ha ancora con sé il registro dei commenti dei visitatori della mostra, vedrà che, se non ricordo male, avevo cercato di esprimere come queste riflettessero il mio stato d'animo. Una lettura, quindi, personale ma, se vogliamo, "parziale", che non era pronta a farli tutti, quei 22 passi.
Quando l'ho riletta oggi, ho scoperto che dell'opera apprezzavo ancora di più le riflessioni in prosa, contenute in Introduzione, Prologo ed Epilogo, su cui forse in passato mi ero soffermata di meno. Gran parte di ciò sarà dovuto al fatto che mi sto accorgendo ultimamente che questi ultimi passi non sono poi impossibili da fare e che anzi forse permettono di arrivare in nuovi, interessanti territori. Che anche se ti sembra, ripensando a un amore finito, di non essere riuscita a comunicare nulla, o che nulla ti sia rimasto, in realtà hai dato e ricevuto qualcosa. E che soprattutto sono infinite le possibilità di ricominciare. Curioso che lo stesso libro sappia trasmettere impressioni tanto diverse se letto in momenti diversi della vita, curioso e affascinante.

Torniamo a noi. Stilisticamente, tutte le poesie sono brevissime: immagino, però, che per arrivare a quei 4, 5, 6 versi "definitivi" ci sia stato un faticosissimo lavoro di forbici. Il dono della sintesi si è accompagnato comunque alla scelta di un ritmo capace di dare respiro alla lettura, così che, anche se pochissimi, i versi sembrano "risuonare" con un'eco più vasta, si prendono il loro spazio, insomma, non so come dire, ma scorrono con la giusta lentezza e senza affastellarsi. Aiuta anche la grafica: l'immagine, il titolo sulla pagina di sinistra, isolato, la poesia a destra, suggeriscono un'immagine di ordine e stabilità.
Più "prosaicamente", poi, interessante l'appendice con le spiegazioni di teoria numerologica e gli approfondimenti (necessariamente stringati) sul sito archeologico di Palenque (Messico), luogo-simbolo di grande importanza nell'economia dell'opera.

Daniele Passerini, Ventidue passi d'amore, A&B Editrice, Roma-Acireale (2005) | voto = 4/5
Puoi acquistarlo su ilgiardinodeilibri.it o lafeltrinelli.it

lunedì 31 gennaio 2011

Fusione fredda: ortodossia e rivoluzione

29 : commenti
È rimasto deluso chi stamattina si aspettava -- me compreso -- di sentire parlare a Uno Mattina della presentazione del reattore Ni-H Rossi-Focardi tenutasi a Bologna il 14 gennaio scorso, un avvenimento la cui rassegna stampa ogni giorno che passa si allunga!

In una decina di minuti di intervista al Dott. Francesco Celani (INFN di Frascati) e al Dott. Fulvio Frisone (Dipartimento di Fisica dell'Università di Catania) condotta da Eleonora Daniele e Michele Cocuzza, è stata aperta solo una brevissima parentesi sull'Energy Catalyzer, senza menzionare l'Ing. Rossi, né il Prof. Focardi, né il gruppo di fisici dell'Università e dell'INFN di Bologna coinvolti nel test. Ho trascritto il punto in cui la Daniele interrompe Celani per chiedergli conto dell'esperimento di Bologna e la breve risposta che ha dato il ricercatore di Frascati.
CELANI. Il punto debole della fusione fredda è che c'è una comprensione del fenomeno estremamente limitata, quindi gli esperimenti che si fanno hanno un basso tasso di riproducibilità... cioè fai un esperimento un giorno, il giorno dopo non ti funziona più. Comunque questa situazione così dura, frustrant, da circa cinque anni è notevolmente migliorata...

DANIELE. Ecco, infatti volevo chiederle, c'è stato proprio pochi giorni fa un esperimento importante di fusione fredda a Bologna, eccolo qua: [indica sul video l'immagine dell'articolo uscito sull'edizione bolognese di Repubblica] "Fusione nucleare a freddo, a Bologna ci siamo riusciti". Che cosa...?

CELANI. Intanto questo esperimento è - diciamo - una variante del cosiddetto fenomeno della fusione fredda perché la fusione fredda in genere si fa utilizzando alcuni  elementi specifici Palladio, Nichel, Idrogeno e Deuterio, e basta. Questo esperimento è qualcosa di più complicato in cui gli elementi base aiutano un altro elemento, mantenuto segreto, per produrre calore, quindi è una variante separata... uno sviluppo... ma non è proprio fusione fredda. Infatti gli stessi autori non dicono mai fusione fredda, ma fusione catalizzata... no scusi, energia catalizzata. Quindi è un filone a parte, correttamente... è un'altra cosa.
Mi ha colpito che Celani abbia definito l'esperimento (che poi più che un esperimento era una dimostrazione pubblica) "qualcosa di più complicato" della fusione fredda - diciamo - tradizionale. Per Rossi e Focardi tanto complicato non sembrerebbe, visto che hanno costruito l'Energy Catalyzer e visto che pare funzionare molto meglio di qualsiasi altro apparato LENR finora realizzato in tutto il mondo.

Forse i pionieri della fusione fredda, benché fatichino ancora a conquistarsi un vero e proprio riconoscimento in ambito accademico, si sono già divisi in un fronte ortodosso-conservatore e in un altro dissidente-rivoluzionario... il giorno in cui tutti avremo compreso che la fusione fredda  (variante "catalizzata") è una realtà e altri filoni di ricerca giungeranno a buon fine, ne vedremo proprio delle belle!

Energy Catalyzer:
It Works and it's Not Fusion

4 : commenti
Soddisfazioni! L'intervista che ho fatto all'Ing. Andrea Rossi il 25 gennaio scorso dopo 6 giorni è stata tradotta e pubblicata negli States su New Energy Times (qui) una prestigiosa rivista on line specializzata nelle ricerche sulle LENR (Low Energy Nuclear Reaction).

Energy Catalyzer:
It Works and it's Not Fusion
By Daniele Passerini

[The following interview of Andrea Rossi by blogger Daniele Passerini was originally published in italian on Jan. 25. The English translation by Shirakawa Akira  was first published by and is reprinted courtesy of New Energy Times.]


22PASSI. Good day Eng. Rossi, I thank you for accepting this interview. Everybody is asking themselves how you did manage to perfect your Energy Catalyzer? Somebody even suspects that you stole the idea, for example, from Professor [Francesco] Piantelli from the University of Siena, who in the 1990s worked together with Professor [Sergio] Focardi on "cold fusion" research. Could you explain us where, why, how and where you started working to this project?

ROSSI. I started in 1987. As facts show, my process strongly differs from previous efforts: nobody has managed to manufacture a working device so far. Facts count, not words.

22PASSI. 1987 would mean two years before the strongly disputed Pons-Fleischmann experiment. Recently you stated that it's not proper to define the reaction occurring in your catalyzer as "cold fusion" and that it's more correct, at the moment, to generically define it as a weak [force] nuclear reaction, in other words low energy or LENR. Are you telling us that you went on a different road, parallel to that of "cold fusion" research?

ROSSI. Exactly. In fact, mine is not "cold fusion," but weak [force] nuclear reactions. Pons and Fleischmann did heavy water electrolysis with a palladium cathode and a platinum anode. I don't do electrolysis, I don't use either platinum or palladium and I use temperatures that manage to melt nickel.

22PASSI. The idea that you've built something which works, even without a scientific theoretical model, frightens some people regarding the safety of such a device. What could you tell us regarding this concern? I imagine that you have some idea of what happens in the catalyzer even if you're unable to prove it, right?

domenica 30 gennaio 2011

Domani su RAI 1 alle 8.30
la scoperta di Rossi e Focardi

14 : commenti
Bologna, 14/01/11 - Il Dr Francesco Celani mentre si rivolge all'Ing. Andrea Rossi.
In un articolo di Vincenzo Valenzi e Giovanni degli Antoni, La fusione fredda è più vicina, pubblicato ieri su Villaggio Globale, leggo che il Dott. Francesco Celani dell'INFN di Frascati "parlerà in diretta lunedì 31 gennaio alle 8,30 su Rai Uno" della dimostrazione del funzionamento dell'apparato Rossi Focardi tenutasi a Bologna il 14 gennaio scorso, a cui anche a lui ha partecipato. Riporto in calce al post l'intervento di Celani nel dibattito che seguì la dimostrazione.

Domattina credo proprio che mi prenderò un'ora di permesso per entrare al lavoro più tardi: non mi voglio perdere la testimonianza di Celani in diretta su RAI 1!

PRECISAZIONE del 31.01.11 ore 8.00: ho appena sentito i presentatori di Uno Mattina annunciare che alle 8.45 si parlerà di fusione fredda con Francesco Celani dell'INFN di Frascati e Fulvio Frisone del Dipartimento di Fisica dell'Università di Catania. Che sdoganamento!

Stiamo a vedere che cosa diranno... (clicca qui per saperlo!)


-------------------------------

BOLOGNA, 14 gennaio 2011 - botta e risposta tra Francesco Celani e Andrea Rossi

CELANI: "Chiaramente io ero abbastanza curioso riguardo la parte cosiddetta nucleare e compatibilmente con gli "strumentini" che ho portato sembrerebbe che c'è un leggero aumento della radiazione γ generale/ambientale localmente, circa il 50%, lira più lira meno, instabile, e quindi questo è molto importante: vuol dire che apparentemente non c'è imbroglio. Perché se era stabile poteva esserci una "sorgentina" nascosta, tanto per parlare in maniera chiara..." 

ROSSI: "Ma guardi, ormai è da un anno che lavoriamo..."

CELANI: "L'ambiente lei conosce com'è fatto, per cui uno deve pensarle tutte, non per offesa! Il sistema era instabile: ottimo segno dal mio punto di vista! Ho chiesto di poter fare le misure...

ROSSI: "La ringrazio."

CELANI: "Prego... però ho chiesto di potere fare le misure anche come spettro: capire qual'era l'energia dei γ emessi e lei ha detto che in questo modo avrei capito tutto per cui me lo ha impedito... a me come scienziato dispiace molto. Capisco, però mi dispiace."

ROSSI: "Be' professore, lei è troppo preparato ed è troppo intelligente per non capire che lei con quello strumento era in grado di "leggere" l'interno del reattore."

CELANI: "Lo so, però quando uno invita gli scienziati è chiaro che uno deve stare al gioco... capisco la parte economica..."

ROSSI: "Capisco. Però quando gli scienziati accettano gli inviti degli industriali..."

CELANI: "Va be', insomma... comunque sia, c'è un altro punto che forse potrebbe essere... non so quanto sia poi riproducibile... allora io ho osservato due cose. Primo che c'è stato una specie di piccolo flash γ appena lei ha acceso - l'ho detto anche ai miei colleghi - e un altro quando lei ha spento. Ora, difficile pensare che un disturbo elettromagnetico sia in grado di far partire due strumenti a batteria indipendenti, per cui questo è interessante. Quello che non capisco è come mai le misure effettuate dei β+ (la coppia + e -) apparentemente han dato valori quasi nulli, e qui forse il collega Levi potrebbe darmi una qualche risposta."

ROSSI: "La ringrazio. Io su quel fatto non sono in grado di risponderle perché il mio obiettivo è di tipo energetico, cioè: io immetto 400 W, prendo 12 kW, basta..."

CELANI: "Si capisco però anche una firma nucleare sarebbe stata molto bella, ecco!"

ROSSI: "Ha ragione. Ma all'interno il reattore è fatto in modo estremamente complesso, al di là delle apparenze... potrebbe anche essere che il sistema geometrico interno del reattore nasconda... mascheri..."

CELANI: "Se i γ ci stanno escono fuori, non c'è geometria che tenga. Ok, grazie."

ROSSI: "Grazie a lei."
Fonte: Energy Catalyzer Bologna University Test 2/3 (dal minuto 9:35 al minuto 13:12)
Related Posts with Thumbnails