Alterno fare
Ad un tratto ti eclissi
dissimulato il volto
.
Poi candida ritorni
Luce di bianco acciaio
mi cadi sopra il petto
All'ombra dei tuoi dubbi
arrugginisci e vieni
Così ti tengo stretta
rido e gioco:
...............il bimbo
salta a colpir la luna.
Pagine
Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.
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BACHECA DEL BLOG
domenica 3 luglio 2011
L'intuizione usa i versi...
martedì 1 febbraio 2011
Sospensioni di gravità
Si nota una maggiore disinvoltura di Daniele nel padroneggiare la tecnica: molto più che nell'opera precedente, l'autore "gioca" con le parole ("2/3. Giochi di regina", "2/4. Anagramàta", "7/4. Adpunto esoterico") o con la stessa struttura dei versi ("5/4. In bilico"), dando luogo a risultati divertenti e divertiti.
Uno dei temi centrali del libro è l'incontro con l'altro, da affrontare senza paura ma anzi con la consapevolezza che saprà insegnarci molto su noi stessi: in questo senso una delle mie poesie preferite è "5.1. Il coraggio della vela", che secondo me è abbastanza paradigmatica del messaggio che vuol dare l'autore:
Stella che dai la rotta, ingannami,
ch'io possa ritrovar la vera casa.
Vento che mi riempi, portami,
ovunque sia, purché con te.
giovedì 1 luglio 2010
Donne di Vrindavan ad Arezzo dal 6 al 26 luglio
Ho saputo pochi giorni fa da Tamara Farnetani, la brava fotografa della mostra Donne di Vrindavan, che tra pochi giorni quest'ultima verrà nuovamente allestita nel centro di Arezzo.
lunedì 8 marzo 2010
Buon 8 marzo
Le loro piante incedono
sulle grige vie del mondo
incorrotte le radici
consumata la corteccia;
intingono i rami al cielo
a recarci giù l'aurora
e donano vita all'uomo
quanto le foglie all'albero.
Daniele Passerini, dal catalogo della mostra fotografica Donne di Vrindavan (2008)
martedì 4 agosto 2009
Acqua e Terra
L'onda bacia la sua sponda
e la sabbia gode il mare,
così si ama per vivere
si vive per amare.
Siamo giunte come valve,
anime, in acqua e terra.
Gemelle dall'origine
a ritornare perla.
venerdì 31 luglio 2009
A volte ritornano...

giovedì 26 marzo 2009
Per ogni donna...
“Ora più che mai, la causa delle donne deve essere la causa dell’umanità intera”Riporto i testi di una presentazione powerpoint che mi è molto piaciuta... molto ubuntu, molto "ionoi-iovoi"
martedì 24 marzo 2009
Io ci provo...
Mi sono già permesso di pubblicare a titolo di prova la foto in questione sul sito di ionoi-iovoi (ho allegato il "banner") con il seguente testo: LA FOTO ACCOSTATA AL MARCHIO - La fotografia di Joe Raddle/Getty Images accostata a ionoi-iovoi ® - utilizzata soltanto per esemplificare la mission etica del marchio e senza alcun fine commerciale - è tratta da "ioNoi, voci di amore e umanità, Introduzione di Desmond Tutu, a cura di Geoff Blackwell. "Un grande progetto fotografico (...): immagini d'amore, bontà, tolleranza, speranza e compassione, catturate dai migliori fotografi del pianeta" (EdiCart, Legnano (MI), 2007, libro fotografico - 200 pp. - 25x29x2,5cm - 39,00€) che s'invita ad acquistare, non solo perché si tratta di un'opera eccezionale, ma anche perché i diritti d'autore derivanti dalla vendita, sono devoluti alle istituzioni caritatevoli indicate dall'Arcivescovo Desmond Tutu.
Al momento la menzione si conclude con: La foto sarà immediatamente rimossa qualora richiesto da chi ne detiene lo sfruttamento. Naturalmente questo testo è solo una mia proposta: potete modificarlo come ritenete più opportuno. Il link di ionoi-iovoi è: http://ionoi-iovoi.blogspot.com/ A titolo di ringraziamento per la concessione dell'autorizzazione richiesta, inserirei molto volentieri, non solo su questo ma su tutti i siti su cui pubblico, menzione alla Vostra disponibilità, banner pubblicitari, link, testi e quant'altro mi indichiate. Confidando nella Vostra sensibilità, resto in attesa di una cortese risposta.
Cordiali saluti
Daniele Passerini
lunedì 23 marzo 2009
La brutta bestia dell'integralismo
Poco fa ho ascoltato per caso un'intervista (credo al TG1) in cui Gianfranco Fini stigmatizzava gli scontri di civiltà che nascono quando un popolo o un credo religioso si ritengono superiori a quelli confinanti. Fini ha correttamente definito integralista chiunque ritenga la propria civiltà/cultura/religione superiore a quelle altrui, e proprio tale integralismo semina odio e violenza nel mondo.sabato 14 marzo 2009
Omaggio a una persona speciale
Ieri pomeriggio, a un tavolino di uno dei pochi bar "storici" rimasti a Perugia, ho avuto occasione di parlare vis a vis per una trentina di minuti con una persona speciale (nella foto insieme a mia figlia). Speciale perché i commenti che firma sono sempre pieni di intelligenza, umanità e buon senso; perché è molto "ubuntu"; perché posso testimoniare che è uno di quei personaggi che resta accessibile e disponibile anche dopo la notorietà; altri, molto meno famosi, si sono comportati diversamente con me, e non vado oltre l'eufemismo! Ho già avuto modo di ringraziarlo su questo blog per la promozione fatta nel 2008 alla mostra Donne di Vrindavan quando fu esposta a Spoleto, nonché per gli apprezzamenti tributatomi per gli scritti che gli ho dato da leggere. Ne ometto volutamente il nome per evitare che google indirizzi su questa pagina chi cerca notizie su di lui (Ventidue passi d'amore e dintorni sì è ormai guadagnato un ottimo livello di indicizzazione): ho scritto questo post solo per sottolineare che anche di persona è la bella anima che appare in televisione. ionoi = ubuntu !
Quando ieri sera la mia nuova amica Elisa mi ha mostrato questo libro e il suo titolo così familiare, beh è stato un bel colpo! Ne ignoravo l'esistenza, tanto più ignoravo l'esistenza del termine ubuntu che distingue la collana in cui è stato pubblicato: un fantastico concetto di origine africana che pure io avevo riassunto in ionoi, ma come frutto di una riflessione del tutto personale. Una piccola ferita narcisistica, superata subito dall'orgoglio e dalla consapevolezza di avere attinto, inconsciamente, a una immensa antica sorgente.Voci di amore e umanità
Introduzione di Desmond Tutu
A cura di Geoff Blackwell
EdiCart, Legnano (MI), 2007 libro fotografico - 200 pp. - 25x29x2,5cm - 39,00€
"Un grande progetto fotografico che fornisce un contributo eccezionale alla collana Ubuntu, mostrando immagini d'amore, bontà, tolleranza, speranza e compassione, catturate dai migliori fotografi del pianeta."
N.B. I diritti d'autore derivanti dalla vendita di questo straordinario libro fotografico, sono devoluti alle istituzioni caritatevoli indicate dall'Arcivescovo Desmond Tutu, che è autore della seguente introduzione all'opera:
Secondo la cultura e le tradizioni della mia terra, la lode più grande che si possa fare a qualcuno è "Yu, u nobuntu", che significa riconoscere che quella persona possiede davvero questa meravigliosa qualità: ubuntu. Essa fa riferimento alle sue azioni nei confronti degli altri esseri umani, ha a che fare con il modo in cui quella persona considera gli altri e come vede se stessa all'interno delle sue relazioni più intime, le relazioni familiari, e all'interno della comunità nel senso più allargato. Ubuntu rimanda a un principio fondamentale della filosofia africana: l'essenza di cosa significhi essere "umani". La definizione di questo concetto consta di due parti. La prima significa che la persona è gentile, ospitale, generosa, affettuosa, premurosa e compassionevole. In altri termini, qualcuno che userà le proprie energie in favore degli altri - i deboli, i poveri e gli infermi - e che non s'approfitterà di nessuno. Questa persona tratta gli altri così come vorrebbe essere trattata e, proprio per questo, esprime anche la seconda parte del concetto, che riguarda la sua apertura, la sua magnanimità. Condivide il suo valore e, comportandosi in questo modo, riconosce la mia umanità, che diventa indissolubilmente legata alla sua. Le persone con ubuntu sono affabili e disponibili, il loro atteggiamento è amichevole e bendisposto, non si sentono minacciate dalla bontà degli altri, perché la loro autostima e il loro valore derivano dalla consapevolezza di appartenere a un insieme più grande di loro. Riformulando l'espressione cartesiana "Penso dunque sono", ubuntu direbbe: "Sono umano perché ne faccio parte". In altre parole: "Una persona è una persona grazie ad altre persone". Nessuno viene al mondo già completamente formato. Non sapremmo come fare a pensare o a camminare, a parlare o a comportarci, se non lo imparassimo da altri esseri umani. Abbiamo bisogno di altri esseri umani per essere umani. Un essere umano solitario e isolato è una contraddizione in termini . Poiché abbiamo bisogno l'uno dell'altro, è nostra inclinazione naturale essere collaborativi e aiutarci. Se non fosse cosi, la nostra specie si sarebbe estinta già da molto tempo, divorata dalla nostra stessa violenza e ostilità. Ma non è successo. Siamo andati avanti, nonostante il male e le guerre, che hanno seminato così tanta sofferenza e miseria nel corso dei secoli. Siamo andati avanti, perché ci sforziamo di raggiungere l'armonia e la comunione, e una comunione non solo tra i vivi, ma che onori anche i nostri antenati. Questo legame con il passato ci dà una sensazione di continuità: la sensazione d'aver creato, e di continuare a creare, società destinate al bene più grande, e di cercare sempre di superare qualsiasi cosa sovverta i nostri propositi. Le nostre guerre finiscono, e noi cerchiamo sempre di guarire. E, tuttavia, rabbia, risentimento, desiderio di vendetta, avidità e persino l'aggressiva competitività che governa così tanta del nostro mondo contemporaneo, intaccano e mettono a repentaglio la nostra armonia. Ubuntu fa capire che coloro che cercano di distruggere e disumanizzare, sono loro stessi delle vittime. Vittime, di solito, di un costume dilagante, che si tratti di un'ideologia politica, di un sistema economico, o di una convinzione religiosa distorta. E, di conseguenza, sono disumanizzati esattamente quanto coloro che essi stessi calpestano. Mai questo fu più evidente che durante gli anni dell'apartheid in Sudafrica. Tutta l'umanità è interconnessa. Dunque, l'umanità di coloro che hanno perpetrato i crimini dell'apartheid era inesorabilmente legata a quella delle loro vittime. Ogni qualvolta hanno disumanizzato un altro, infliggendogli dolore e sofferenza, essi hanno disumanizzato se stessi. E, in effetti, all'epoca dissi che gli oppressori erano disumanizzati tanto quanto, se non ancor di più, gli oppressi. In che altro modo potreste interpretare le parole del Ministro della Pubblica Sicurezza, Jimmy Kruger, quando venne a sapere della morte del leader di Coscienza nera, Steve Biko, in prigione. Di quell'assassinio, esito delle torture inflitte al prigioniero, Kruger disse: "Mi lascia del tutto indifferente". Non potrete non chiedervi che cosa sia successo all'umanità - l'ubuntu - di qualcuno che abbia potuto esprimersi in modo tanto insensibile sulla sofferenza e la morte di un altro essere umano. E fu altrettanto chiaro che guarire da questa situazione avrebbe richiesto magnanimità da parte delle vittime, se doveva esserci un futuro. Sapevo che la fine dell'apartheid avrebbe messo ubuntu alla prova. E, tuttavia, non ho mai dubitato del suo potere riconciliatorio. In effetti, ho spesso richiamato le parole di un uomo di nome Malusi Mpumlwana, uno dei compagni di Biko, che, persino mentre la polizia lo stava torturando, guardò i suoi aguzzini e comprese che anche loro erano degli esseri umani, e che avevano bisogno di lui "per aiutarli a recuperare l'umanità che [stavano] perdendo". È questa l'essenza di ubuntu, ed è apparsa chiaramente durante le audizioni della Commissione per la Verità e la Riconciliazione in Sudafrica, a metà degli anni '90 del secolo scorso. Le vittime hanno perdonato i loro aguzzini e hanno perdonato anche tutti coloro che, non facendo nulla, hanno sostenuto l'apartheid. Alcuni di coloro che avevano perpetrato quei crimini hanno confessato e chiesto perdono, e sono stati amnistiati. Questo perdono non è stato dettato dall'altruismo. È stato necessario per riguadagnare la propria dignità ed umanità, e concedere entrambe anche a coloro che avevano agito da oppressori. Ouest'espressione di ubuntu ha dimostrato che l'unico modo in cui possiamo essere umani è assieme: l'unico modo in cui possiamo essere liberi è assieme.
Vi invito infine a rileggere l'articolo di Jacopo Fo sui tribunali del perdono sudafricani che due anni fai ospitai su queste pagine web: alla luce delle parole di Tutu acquista ulteriore profondità.
mercoledì 11 marzo 2009
In bilico
C'è stata una sola donna da cui mi sono sentito totalmente capito, apprezzato, desiderato, amato. Non è stata la madre di mia figlia, né la donna che ha ispirato il mio primo libro, né le altre a cui ho dato il mio amore come a lei...P.S. di tre anni dopo. La vita non smette mai di offrire sorprese: oggi non sono più in bilico, ho messo felicemente i piedi a terra.
lunedì 9 marzo 2009
Waiting for Eternity di Tamara Farnetani
Quanto prima - è una promessa - voglio dedicare un post ad Alejandro Jodorowsky, che ho avuto la fortuna di ascoltare lo scorso weekend a Firenze. Ma prima devo chiudere un capitolo lasciato in sospeso da troppo tempo. Memoria della mostra portata in giro per l'Italia, commenti dei visitatori, foto ecc. restano nel presente blog (basta cliccare sul sottostante argomento per accedere a tutti i post relativi) e sul blog specifico di Donne di Vrindavan.
giovedì 5 marzo 2009
Il mio "secondo lavoro" non retribuito...
Ci sono molte novità rispetto alla filosofia alla base e alle utilizzazioni future del marchio ionoi-iovoi ®. Invito chi ha pazienza a leggersi con calma la relativa pagina web (ne ho appena aggiornato tutti i testi). Inserisco qui un breve estratto.All'alba del terzo millennio l'umanità affronta sfide inedite e vitali. Come insegna la storia medioevale, le fase di crisi sono anche preziose opportunità di potare rami secchi, raccogliere quanto va conservato, seminare e coltivare nuove idee e paradigmi. Per rendere possibile un nuovo “Rinascimento”, bisogna partire dal connettere insieme le tante eccellenze che fioriscono oggi in ogni parte del pianeta. Siamo tutti chiamati in causa. I cittadini, per riaffermare nella comunità il valore del dialogo e della cooperazione. Lavoratori e imprenditori, per rinnovare un patto sociale che oltre a chiedere sacrifici offra auto-realizzazione e premi, per riformare un capitalismo centrato sul profitto in un capitalismo centrato sulla responsabilità sociale d'impresa. Amministratori e politici, per mediare con equità divisioni e tensioni, per ricostruire coesione, per creare le condizioni dello sviluppo sostenibile. Chiunque serva lo Stato, per essere leale e fiero custode della Res Publica. Scienziati e ricercatori, per un modello di progresso in cui la tecnologia diventi soluzione non causa dell'emergenza ambientale. Gli esploratori della psiche e dell'anima, per una nuova sintesi umanistica, scientifica e spirituale del sapere, non mortificata bensì arricchita dalla globalizzazione. Gli artisti, per continuare a emozionare mettendo in luce la bellezza racchiusa nel Creato. E così via.
martedì 3 febbraio 2009
La più straordinaria invenzione
di ingegneria sociale
Domani mercoledì 4 febbraio, dalle ore 16 alle 19, presso la sala partecipazione del Consiglio regionale, piazza Italia, Perugia, presentazione del libro di Laura Pennacchi "La moralità del welfare". Sarà presente l'autrice. Titolo dell'incontro: Il Welfare, la più straordinaria invenzione di ingegneria sociale degli ultimi 150 anni. Grazie a ionoi-iovoi ® sto tornando a interessarmi di sociale per passione oltre che per lavoro, come ai bei tempi. A questa presentazione ci vado. ;-)Premessa I. Democraticità e moralità del welfare state
- Democrazia, assetti normativi, modello sociale europeo
- Ethos democratico e tessuti normativi
- Norme e significati: la moralità ha a che fare tanto con la giustizia quanto con il diritto
- La mobilitazione dei poteri pubblici per assicurare a tutti libertà sostanziali: basi morali, giustizia, welfare state
- I quattro significati di «pubblico» e la mediazione istituzionale: sfera pubblica e architettura del welfare state
- Individuazione o individualismo?
- Il mito dell'immediatezza della società civile
- L'allargamento normativo della nozione di «sicurezza» e la solidarietà istituzionalizzata
- L'assolutizzazione dell' etica dello scambio e la retorica desocializzante del neo liberismo
- Standard morali basati sul mercato e degenerazione dell'idea di libertà
- Individuo, libertà, società
- Riferimenti valoriali ed elementi etico-normativi della condotta umana
- Il «vuoto istituzionale» intrinseco al neo liberismo e l'intervento pubblico in economia
- Desocializzazione dell'individuo, libertà di scelta, consumo nel neoliberismo
- Depotenziamento del ruolo pubblico e pluralità dei fenomeni di privatizzazione
- Angustia degli standard morali e restrizione della nozione di mercato
- La finanziarizzazione
- La commodification
- Il contrattualismo
- Le implicazioni sulla sfera pubblica e sui welfare state: annebbiamento di valori di matrice universalistica e revival religioso
- La depoliticizzazione della società
- Privatismo e associazionismo
- Il neoliberismo e il modello sociale europeo
- Cosa significa parlare di «crisi" del modello sociale Europeo?
- La naturalizzazione dell'economia e i fattori della «crisi» del modello sociale europeo
- I trend effettivi della crescita mondiale: economia e welfare negli anni novanta in Europa e negli Usa
- Effetti di disincentivo, costo delle tasse, legittimità democratica della tassazione
- La questione delle diseguaglianze
- I welfare state europei: crisi o stato di maturità?
- L'assorbimento del rischio in diversi assetti istituzionali: il caso americano di privatizzazione del rischio
- Nuovi rischi e disegno istituzionale dei welfare state per farvi fronte
- Mediazione politica e adattamento istituzionale nel modello sociale europeo
- Il caso del welfare state italiano
- I welfare state come strutture di dialogo democratico sul bene comune
- Cittadinanza e deproprietizzazione dei requisiti per essere considerati cittadini
- Il futuro dei welfare state: sicurezza ed eguaglianza, efficienza e giustizia
- Le istanze di eguaglianza: giustizia, equità, cittadinanza
- Modelli di eguaglianza e giustizia: esclusione, povertà, «capacità»
lunedì 2 febbraio 2009
Primi passi del progetto ionoi-iovoi ®
Ieri mattina ho partecipato, tra il pubblico ahimè poco numeroso, alla parte conclusiva di un convegno molto più interessante di quanto il titolo potesse suggerire: Verso un sistema allargato e partecipato di governo: riflessioni sul Piano regionale di gestione dei rifiuti umbro, promosso da LettereRiformiste "Altiero Spinelli", Agenzia Utopie Concrete, Associazione Ecologisti Democratici Umbria, Federconsumatori Umbria, S.It.I. Umbria.
Uno degli assunti del convegno era che "è difficile separare la questione rifiuti dagli altri temi della vita sia quotidiana che istituzionale, incrociando una molteplicità di aspetti (culturali, politici, amministrativi, economici, ambientali, sanitari). Una gestione corretta del ciclo può contribuire a qualificare lo stesso sistema produttivo ed imprenditoriale, generando reddito e qualità della vita, ma altrettanto, una gestione errata può essere causa di enormi danni, non ultima l’immagine del territorio e la stessa possibilità di innovazione e di attrarre investimenti."
- Elena Battaglini (La dimensione della percezione e dell’accettabilità sociale), responsabile Area di Ricerca Ambiente e Territorio dell'IRES;
- Alfonso Raus (La dimensione sociale e di approccio al conflitto) del Forris ricerca e formazione;
- Maurizio Busso (La dimensione scientifica: il concetto dei limiti), docente di Astrofisica Università degli Studi di Perugia.
sabato 31 gennaio 2009
ionoi-iovoi ®
mercoledì 28 gennaio 2009
Stramaledettamente buona!
All'inizio dello scorso mese di novembre ebbi... una vera e propria folgorazione! Mi dissi subito - Non è possibile che nessuno abbia già avuto questa idea... - ma è proprio quello che la ricerca su internet mi dimostrò. Allora passai qualche settimana a lasciarla decantare, a immaginare scenari e utilizzi... Ne parlai - o meglio la mostrai - solo a un'amica fidata, che è solita stare coi piedi per terra: anche lei giudicò che l'idea fosse - Stramaledettamente buona! -.
Così prima di Natale sono andato nello studio legale di un compagno di liceo, specializzato giusto nella registrazione di brevetti, loghi, marchi e abbiamo individuato la strategia migliore per tutelare l'opera d'ingegno a cui s'allude. Prima ancora di capire bene come spenderla! Il 9 gennaio la domanda di registrazione è stata presentata all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e da allora ne decorrono gli effetti. Prometto che tra pochissimo ne parlerò sul blog. E passerò il weekend a creare un nuovo spazio web ad hoc.
Intanto ditemi, avete mai provato a giocare coi pronomi personali al posto dei mattoncini lego? :-)venerdì 23 gennaio 2009
AAA CERCANSI FOTO... grazie Chiara!
Grazie Chiara, i tuoi suggerimenti mi hanno ispirato questa coppia di comportamenti opposti. Ho tenuto la celeberrima testata di Zidane a Materazzi agli ultimi Mondiali, ma ho sostituito le strette di mano tra i giocatori della Fiorentina con quella fantastica tra Stoner e Rossi al termine del MotoGP di Germania dello scorso anno. Un bel contrappunto nevvero? A dire il vero per illustrare quello che ho in mente funzionerebbero meglio immagini con parecchie persone: in questo senso la contrapposizione dei giocatori di due squadre che si comportano con fair play oppure vengono alla mani è davvero un'ottima idea, brava Chiara. Ma non sono ancora riuscito a trovare foto (di qualità sufficiente) in cui tali atteggiamenti siano inequivocabili. Allora, chi altro partecipa a questo gioco? ;o)
N.B. L'idea misteriosa è tutta nelle "parole" omesse e sostituite dai puntini... e l'uso ideale che immagino riguarda più sequenze video che foto statiche. Qui gli altri esempi di abbinamenti di immagini già pubblicati. Qui la spiegazione del senso di tutto ciò.
giovedì 22 gennaio 2009
AAA CERCANSI FOTO... ESEMPI CONCRETI!
Martedì scorso ho spiegato il tipo di foto che sto cercando, per realizzare un "book", per presentare in modo convincente l'idea alla quale sto lavorando. Per essere un po' più chiaro ho scaricato sei foto da internet e le ho montate insieme due a due.
La seconda coppia vuol richiamare invece una lezione fatta "in cerchio" / una lezione "frontale" ed "ex cathedra".La terza infine missioni di pace / occupazioni militari. Sono gli scatti più decenti che ho trovato, ma si può di certo sperare in qualcosa di decisamente migliore, sia dal punto di vista qualitativo che per l'attinenza a quanto voglio rappresentare. Rinnovo l'invito a segnalarmi foto simili (anche spaiate naturalmente) .
Sta collaborando con me un esperto di marketing etico; stiamo costruendo una strategia che muova su due fronti: provare a sperimentare in piccola scala l'idea qui in Umbria e parallelamente bussare a qualche "porta" (a Roma o Milano) per proporne l'utilizzo a livello nazionale. Qualche bella foto ci aiuterebbe parecchio.
N.B. I puntini tra virgolette simboleggiano l'idea che dà un senso al tutto, ma che per ora tengo segreta... suspense! ;o)






