Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

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domenica 3 luglio 2011

L'intuizione usa i versi...

8 : commenti
Perché amo la poesia. 

Per la sua sintesi. Perché come la logica usa le operazioni matematiche per quantificare ciò che è quantificabile, così l'intuizione usa i versi per distillare significato da ciò che è percepito come sensazione ed emozione.

Per la sua capacità di condensare opposti e fotografare vissuti, momenti, ricordi. 

Ho sfogliato a caso Sospensioni di gravità e mi si è aperta la pagina con questa poesia... sì mi sembra un esempio adeguato a quello che stavo dicendo.


Alterno fare

Ad un tratto ti eclissi
dissimulato il volto

.
Poi candida ritorni

Luce di bianco acciaio
mi cadi sopra il petto


All'ombra dei tuoi dubbi
arrugginisci e vieni


Così ti tengo stretta
rido e gioco:
...............il bimbo
salta a colpir la luna.


Scusate la parentesi, nella vita non si sono solo gatti (tanto più che le gatte da pelare non mancano mai!) e a furia di dedicarmi all'E-Cat sto trascurando troppo la poesia. 

Buona domenica e a domani

P.S. Avevo già portato Alterno fare nel blog in occasione dell'eclissi parziale di Luna del 21/02/08. La stessa donna descritta nei suoi versi mi ispirò anche un'altra composizione, di ben diverso genere: Se dubito non amo.

martedì 1 febbraio 2011

Sospensioni di gravità

5 : commenti
Dopo la recensione a Ventidue passi d'amore (qui) ecco sempre da Moloch981 quella al mio secondo libro...

***

Anche questo secondo libro di Daniele Passerini presenta una cornice sapientemente costruita: come Ventidue passi d'amore era incentrato sulla numerologia e sulla Cabala, così qui le poesie si dispongono secondo i cicli lunari e lo scorrere delle stagioni. E in più, ciascuna poesia riceve l'"influsso" di un particolare pianeta, come è indicato dal simbolo che la precede, il cui significato viene spiegato nella sezione "7 orbite di lettura" all'inizio del libro. Mi piace questa ricerca di corrispondenze "sotterranee" che regala ulteriori messaggi ai versi. L'autore stavolta rimane maggiormente sullo sfondo, o meglio, l'ispirazione è sempre tratta dalle proprie vicende personali, ma queste vengono narrate con minori particolari, così che l'opera ne guadagna quanto a dimensione "universale". È una poesia, quindi, che si sforza assai per fornire al lettore tutte le chiavi di interpretazione di cui ha bisogno: sembra quasi che Daniele cerchi di farci seguire passo passo tutte le sue riflessioni... Alla stringatezza delle poesie si contrappongono gli estesi passi in prosa ad apertura e chiusura del libro: è bene anzi che sia così visto che qui, a differenza che in Ventidue passi d'amore, il racconto autobiografico, come detto, è solo accennato, meno evidente, e allora il gioco dei rimandi rischiava di risultare eccessivamente intellettuale e cervellotico.

Si nota una maggiore disinvoltura di Daniele nel padroneggiare la tecnica: molto più che nell'opera precedente, l'autore "gioca" con le parole ("2/3. Giochi di regina", "2/4. Anagramàta", "7/4. Adpunto esoterico") o con la stessa struttura dei versi ("5/4. In bilico"), dando luogo a risultati divertenti e divertiti.

Uno dei temi centrali del libro è l'incontro con l'altro, da affrontare senza paura ma anzi con la consapevolezza che saprà insegnarci molto su noi stessi: in questo senso una delle mie poesie preferite è "5.1. Il coraggio della vela", che secondo me è abbastanza paradigmatica del messaggio che vuol dare l'autore:
Stella che dai la rotta, ingannami,
ch'io possa ritrovar la vera casa.
Vento che mi riempi, portami,
ovunque sia, purché con te.
Io la interpreto così: intanto, è necessario avere "coraggio" nella navigazione; "ingannami", cioè fammi seguire una rotta diversa dalla solita, da quella che mi aspetto, inesplorata, che però, alla fine, è proprio quella che mi porta alla "vera" casa, che è "con te". Analogamente, su questo tema dell'andare oltre le proprie certezze, dell'apertura improvvisa di un mondo ignoto e ricco che è tipica dell'esperienza amorosa, anche "1/1. La falena" e "7/1. Mi ami", altre due mie preferite.
In conclusione, e per giustificare il "voto" più basso rispetto all'opera precedente, una lettura che mi ha meno "toccato" personalmente ed emotivamente rispetto a Ventidue passi d'amore, ma più raffinata ed elaborata.

Daniele Passerini, Sospensioni di gravità, A&B Editrice, Roma-Acireale (2005) | voto = 3/5

giovedì 1 luglio 2010

Donne di Vrindavan ad Arezzo dal 6 al 26 luglio

0 : commenti
Ho saputo pochi giorni fa da Tamara Farnetani, la brava fotografa della mostra Donne di Vrindavan, che tra pochi giorni quest'ultima verrà nuovamente allestita nel centro di Arezzo.
Si tratta dell'allestimento già utilizzato nel 2008, in occasione delle prime esposizioni fatte a Perugia, Assisi, Spoleto, Trento, Vaiano (PR), arricchito da nuovi approfondimenti di Angela Rossi e Angelo Fanelli, sempre con le liriche che scrissi allora ad accompagnare le intense e suggestive foto di Tamara. Non annoierò i frequentatori più assidui di questo blog raccontando per l'ennesima volta la storia che Donne di Vrindavan racconta e contribuisce a diffondere - quella delle vedove indiane - né la storia della mostra medesima, dalla prima idea di Tamara alla realizzazione cui partecipai. Chi vuole saperne di più può consultare il blog della mostra (donnedivrindavan.blogspot.com), per un resoconto più giornalistico, e i post a essa dedicati in Ventidue passi d'amore e dintorni (con etichetta argomento: "Donne di Vrindavan" 2008) per un resoconto meno formale. In conclusione, chi è curioso di immergersi per la prima volta in Donne di Vrindavan, o desidera rivederla, potrà visitarla ad Arezzo dal 6 al 26 luglio 2010, in orario 21.30-24.00, presso il Circolo Aurora (ARCI) in Piazza S. Agostino. Se non volete perdervi il vernissage, appuntamento a martedì 6 luglio, ore 22.

lunedì 8 marzo 2010

Buon 8 marzo

7 : commenti
 

Le loro piante incedono
sulle grige vie del mondo
incorrotte le radici  
consumata la corteccia;  
intingono i rami al cielo  
a recarci giù l'aurora
e donano vita all'uomo  
quanto le foglie all'albero.  

Daniele Passerini, dal catalogo della mostra fotografica Donne di Vrindavan (2008)

martedì 4 agosto 2009

Acqua e Terra

0 : commenti
L'onda bacia la sua sponda e la sabbia gode il mare, così si ama per vivere si vive per amare. Siamo giunte come valve, anime, in acqua e terra. Gemelle dall'origine a ritornare perla.
Daniele Passerini
A&B Editrice (2006)

venerdì 31 luglio 2009

A volte ritornano...

1 : commenti
Una piccola sorpresa! COMUNICATO STAMPA Torna in Umbria dopo il successo ottenuto nel 2008 a Perugia, Assisi e Spoleto, la mostra fotografica itinerante "Donne di Vrindavan", con foto di Tamara Fametani e poesie di Daniele Passerini. In India Vrindavan è meta di pellegrinaggio dei devoti a Krishna ed è nota come la "città delle vedove". L'esposizione racconta la difficile condizione delle vedove indiane attraverso una quarantina di straordinarie fotografie accompagnate da altrettante liriche. "Le donne che ho ritratto - spiega la Farnetani - sono nella maggior parte dei casi vedove che, dopo la morte del loro sposo, dedicano la loro vita a Krishna. Si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo per pregare e raggiungere la Moksh (la liberazione dalla ruota continua delle rinascite). Lo fanno a volte volontariamente ma più spesso costrette, infatti nella società indù tradizionale una donna rimasta senza marito non ha più nessun ruolo sociale". La mostra è visitabile a Corciano (PG), in occasione del Corciano Festival, dal 2 al 9 agosto presso lo spazio Agosto Cinema di Gabriele Anastasio. Per informazioni: 393 8130260.

giovedì 26 marzo 2009

Per ogni donna...

1 : commenti
“Ora più che mai, la causa delle donne deve essere la causa dell’umanità intera”
 
(B. Boutros Ghali.)


 






Riporto i testi di una presentazione powerpoint che mi è molto piaciuta... molto ubuntu, molto "ionoi-iovoi"




Per ogni donna stanca 
di fingere debolezza 
esiste un uomo stanco 
di dover dimostrare la sua forza. 

Per ogni donna stanca 
di fingersi ‘stupida’  
esiste un uomo stanco 
di dover sempre agire da ‘modello’ per gli altri. 

Per ogni donna stanca 
di essere tenuta a piangere 
per dimostrare d’essere donna 
esiste un uomo 
che non può esprimere i propri sentimenti
per dimostrare di essere uomo.

Per ogni donna sportiva 
la cui femminilità viene messa in discussione 
esiste un uomo costretto a competere 
per dimostrare la propria virilità.

Per ogni donna stanca 
di essere considerata solo per il suo corpo  
esiste un uomo preoccupato 
di essere giudicato solo per le sue prestazioni sessuali. 

Per ogni donna a cui 
non è concesso un salario dignitoso  
esiste un uomo costretto a lavorare di più 
per poterla sfamare.

Per ogni donna che non sa cambiare una ruota  
esiste un uomo che non riesce a cucinare nemmeno un uovo.

Per ogni donna che cammina verso la sua libertà  
esiste un uomo che ne riscopre il vero significato.

L’umanità è un uccello con due ali, 
una è femminile, l’altra maschile.  

Fino a che le due ali non potranno spiegarsi in maniera uguale, 
l’umanità non sarà mai in grado di volare.

martedì 24 marzo 2009

Io ci provo...

0 : commenti
Gentile EdiCart, mi chiamo Daniele Passerini, sono un funzionario del Comune di Assisi assegnato all'Ufficio Piano di Zona Sociale dell'Ambito Territoriale 3 dell'Umbria (Assisi, Bastia, Umbra, Bettona, Cannara, Valfabbrica); lavoro nel campo dei Servizi e delle Politiche Sociali da quasi vent'anni. Dal 2005 ho cominciato a dedicarmi nel tempo libero ad alcune iniziative artistiche. Ho pubblicato due libri di poesia e prosa: http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_daniele_passerini.php Ho organizzato una mostra fotografica itinerante: http://donnedivrindavan.blogspot.com/ All'inizio del 2009 ho invece registrato il marchio ionoi-iovoi con l'intento di renderlo utilizzabile in campagne di pubblicità sociale e promuovere iniziative di sviluppo sostenibile impedendone al contempo un impiego meramente commerciale, come meglio spiegato nella bozza di brochure allegata alla presente Un paio di settimane fa, una persona venuta a conoscenza del mio progetto mi ha mostrato il Vostro bellissimo libro IONOI - VOCI DI AMORE E UMANITA' e ho scoperto in esso i medesimi principi di base che mi hanno spinto a registrare il marchio ionoi-iovoi, collegati alla filosofia "Ubuntu" che non conoscevo. Ho pubblicato una piccola recensione del Vostro libro sul mio blog (ben posizionato su Google) invitando i visitatori ad acquistarlo: http://22passi.blogspot.com/2009/03/ubuntu-ionoi.html Considerato che il progetto ionoi-iovoi di cui alla brochure non ha fini di lucro, ma anzi si pone nello stessa "visione" promossa dal Vostro libro, Vi chiedo l'autorizzazione a potere utilizzare gratuitamente un'immagine tratta da quest'ultimo. 

 Mi sono già permesso di pubblicare a titolo di prova la foto in questione sul sito di ionoi-iovoi (ho allegato il "banner") con il seguente testo:  

LA FOTO ACCOSTATA AL MARCHIO - La fotografia di Joe Raddle/Getty Images accostata a ionoi-iovoi ® - utilizzata soltanto per esemplificare la mission etica del marchio e senza alcun fine commerciale - è tratta da "ioNoi, voci di amore e umanità, Introduzione di Desmond Tutu, a cura di Geoff Blackwell. "Un grande progetto fotografico (...): immagini d'amore, bontà, tolleranza, speranza e compassione, catturate dai migliori fotografi del pianeta" (EdiCart, Legnano (MI), 2007, libro fotografico - 200 pp. - 25x29x2,5cm - 39,00€) che s'invita ad acquistare, non solo perché si tratta di un'opera eccezionale, ma anche perché i diritti d'autore derivanti dalla vendita, sono devoluti alle istituzioni caritatevoli indicate dall'Arcivescovo Desmond Tutu. 

Al momento la menzione si conclude con: La foto sarà immediatamente rimossa qualora richiesto da chi ne detiene lo sfruttamento. Naturalmente questo testo è solo una mia proposta: potete modificarlo come ritenete più opportuno. Il link di ionoi-iovoi è: http://ionoi-iovoi.blogspot.com/ A titolo di ringraziamento per la concessione dell'autorizzazione richiesta, inserirei molto volentieri, non solo su questo ma su tutti i siti su cui pubblico, menzione alla Vostra disponibilità, banner pubblicitari, link, testi e quant'altro mi indichiate. Confidando nella Vostra sensibilità, resto in attesa di una cortese risposta. 

Cordiali saluti 
Daniele Passerini
(E-mail spedita a info@edicart.it il 24 marzo 2009 alle 21:23:32)

lunedì 23 marzo 2009

La brutta bestia dell'integralismo

0 : commenti
Poco fa ho ascoltato per caso un'intervista (credo al TG1) in cui Gianfranco Fini stigmatizzava gli scontri di civiltà che nascono quando un popolo o un credo religioso si ritengono superiori a quelli confinanti. Fini ha correttamente definito integralista chiunque ritenga la propria civiltà/cultura/religione superiore a quelle altrui, e proprio tale integralismo semina odio e violenza nel mondo.
Bravo Fini, pur non avendo mai votato a destra in vita mia, apprezzo il buon senso qualsiasi vento lo porti. Tutto ciò è molto ubuntu e ionoi. A questo punto non mi sento più estremista a pensare che i catechisti che insegnano a mia figlia che la religione cattolica (il cristianesimo vero è ben altra cosa!) è superiore alle altre siano integralisti con la A maiuscola. Del resto lo spettacolo offerto da quei cattolici scesi in piazza in occasione del martirio mediatico di Eluana e della sua famiglia è stato più talebano che italiano.

Per leggere meglio la striscia dei Peanuts ingranditela cliccandoci sopra

sabato 14 marzo 2009

Omaggio a una persona speciale

13 : commenti
Ieri pomeriggio, a un tavolino di uno dei pochi bar "storici" rimasti a Perugia, ho avuto occasione di parlare vis a vis per una trentina di minuti con una persona speciale (nella foto insieme a mia figlia). Speciale perché i commenti che firma sono sempre pieni di intelligenza, umanità e buon senso; perché è molto "ubuntu"; perché posso testimoniare che è uno di quei personaggi che resta accessibile e disponibile anche dopo la notorietà; altri, molto meno famosi, si sono comportati diversamente con me, e non vado oltre l'eufemismo! Ho già avuto modo di ringraziarlo su questo blog per la promozione fatta nel 2008 alla mostra Donne di Vrindavan quando fu esposta a Spoleto, nonché per gli apprezzamenti tributatomi per gli scritti che gli ho dato da leggere. Ne ometto volutamente il nome per evitare che google indirizzi su questa pagina chi cerca notizie su di lui (Ventidue passi d'amore e dintorni sì è ormai guadagnato un ottimo livello di indicizzazione): ho scritto questo post solo per sottolineare che anche di persona è la bella anima che appare in televisione.

ionoi = ubuntu !

6 : commenti
Quando ieri sera la mia nuova amica Elisa mi ha mostrato questo libro e il suo titolo così familiare, beh è stato un bel colpo! Ne ignoravo l'esistenza, tanto più ignoravo l'esistenza del termine ubuntu che distingue la collana in cui è stato pubblicato: un fantastico concetto di origine africana che pure io avevo riassunto in ionoi, ma come frutto di una riflessione del tutto personale. Una piccola ferita narcisistica, superata subito dall'orgoglio e dalla consapevolezza di avere attinto, inconsciamente, a una immensa antica sorgente.
ionoi
Voci di amore e umanità
Introduzione di Desmond Tutu  
A cura di Geoff Blackwell
EdiCart, Legnano (MI), 2007 libro fotografico - 200 pp. - 25x29x2,5cm - 39,00€  

"Un grande progetto fotografico che fornisce un contributo eccezionale alla collana Ubuntu, mostrando immagini d'amore, bontà, tolleranza, speranza e compassione, catturate dai migliori fotografi del pianeta."

N.B. I diritti d'autore derivanti dalla vendita di questo straordinario libro fotografico, sono devoluti alle istituzioni caritatevoli indicate dall'Arcivescovo Desmond Tutu, che è autore della seguente introduzione all'opera:
Secondo la cultura e le tradizioni della mia terra, la lode più grande che si possa fare a qualcuno è "Yu, u nobuntu", che significa riconoscere che quella persona possiede davvero questa meravigliosa qualità: ubuntu. Essa fa riferimento alle sue azioni nei confronti degli altri esseri umani, ha a che fare con il modo in cui quella persona considera gli altri e come vede se stessa all'interno delle sue relazioni più intime, le relazioni familiari, e all'interno della comunità nel senso più allargato. Ubuntu rimanda a un principio fondamentale della filosofia africana: l'essenza di cosa significhi essere "umani". La definizione di questo concetto consta di due parti. La prima significa che la persona è gentile, ospitale, generosa, affettuosa, premurosa e compassionevole. In altri termini, qualcuno che userà le proprie energie in favore degli altri - i deboli, i poveri e gli infermi - e che non s'approfitterà di nessuno. Questa persona tratta gli altri così come vorrebbe essere trattata e, proprio per questo, esprime anche la seconda parte del concetto, che riguarda la sua apertura, la sua magnanimità. Condivide il suo valore e, comportandosi in questo modo, riconosce la mia umanità, che diventa indissolubilmente legata alla sua. Le persone con ubuntu sono affabili e disponibili, il loro atteggiamento è amichevole e bendisposto, non si sentono minacciate dalla bontà degli altri, perché la loro autostima e il loro valore derivano dalla consapevolezza di appartenere a un insieme più grande di loro. Riformulando l'espressione cartesiana "Penso dunque sono", ubuntu direbbe: "Sono umano perché ne faccio parte". In altre parole: "Una persona è una persona grazie ad altre persone". Nessuno viene al mondo già completamente formato. Non sapremmo come fare a pensare o a camminare, a parlare o a comportarci, se non lo imparassimo da altri esseri umani. Abbiamo bisogno di altri esseri umani per essere umani. Un essere umano solitario e isolato è una contraddizione in termini . Poiché abbiamo bisogno l'uno dell'altro, è nostra inclinazione naturale essere collaborativi e aiutarci. Se non fosse cosi, la nostra specie si sarebbe estinta già da molto tempo, divorata dalla nostra stessa violenza e ostilità. Ma non è successo. Siamo andati avanti, nonostante il male e le guerre, che hanno seminato così tanta sofferenza e miseria nel corso dei secoli. Siamo andati avanti, perché ci sforziamo di raggiungere l'armonia e la comunione, e una comunione non solo tra i vivi, ma che onori anche i nostri antenati. Questo legame con il passato ci dà una sensazione di continuità: la sensazione d'aver creato, e di continuare a creare, società destinate al bene più grande, e di cercare sempre di superare qualsiasi cosa sovverta i nostri propositi. Le nostre guerre finiscono, e noi cerchiamo sempre di guarire. E, tuttavia, rabbia, risentimento, desiderio di vendetta, avidità e persino l'aggressiva competitività che governa così tanta del nostro mondo contemporaneo, intaccano e mettono a repentaglio la nostra armonia. Ubuntu fa capire che coloro che cercano di distruggere e disumanizzare, sono loro stessi delle vittime. Vittime, di solito, di un costume dilagante, che si tratti di un'ideologia politica, di un sistema economico, o di una convinzione religiosa distorta. E, di conseguenza, sono disumanizzati esattamente quanto coloro che essi stessi calpestano. Mai questo fu più evidente che durante gli anni dell'apartheid in Sudafrica. Tutta l'umanità è interconnessa. Dunque, l'umanità di coloro che hanno perpetrato i crimini dell'apartheid era inesorabilmente legata a quella delle loro vittime. Ogni qualvolta hanno disumanizzato un altro, infliggendogli dolore e sofferenza, essi hanno disumanizzato se stessi. E, in effetti, all'epoca dissi che gli oppressori erano disumanizzati tanto quanto, se non ancor di più, gli oppressi. In che altro modo potreste interpretare le parole del Ministro della Pubblica Sicurezza, Jimmy Kruger, quando venne a sapere della morte del leader di Coscienza nera, Steve Biko, in prigione. Di quell'assassinio, esito delle torture inflitte al prigioniero, Kruger disse: "Mi lascia del tutto indifferente". Non potrete non chiedervi che cosa sia successo all'umanità - l'ubuntu - di qualcuno che abbia potuto esprimersi in modo tanto insensibile sulla sofferenza e la morte di un altro essere umano. E fu altrettanto chiaro che guarire da questa situazione avrebbe richiesto magnanimità da parte delle vittime, se doveva esserci un futuro. Sapevo che la fine dell'apartheid avrebbe messo ubuntu alla prova. E, tuttavia, non ho mai dubitato del suo potere riconciliatorio. In effetti, ho spesso richiamato le parole di un uomo di nome Malusi Mpumlwana, uno dei compagni di Biko, che, persino mentre la polizia lo stava torturando, guardò i suoi aguzzini e comprese che anche loro erano degli esseri umani, e che avevano bisogno di lui "per aiutarli a recuperare l'umanità che [stavano] perdendo". È questa l'essenza di ubuntu, ed è apparsa chiaramente durante le audizioni della Commissione per la Verità e la Riconciliazione in Sudafrica, a metà degli anni '90 del secolo scorso. Le vittime hanno perdonato i loro aguzzini e hanno perdonato anche tutti coloro che, non facendo nulla, hanno sostenuto l'apartheid. Alcuni di coloro che avevano perpetrato quei crimini hanno confessato e chiesto perdono, e sono stati amnistiati. Questo perdono non è stato dettato dall'altruismo. È stato necessario per riguadagnare la propria dignità ed umanità, e concedere entrambe anche a coloro che avevano agito da oppressori. Ouest'espressione di ubuntu ha dimostrato che l'unico modo in cui possiamo essere umani è assieme: l'unico modo in cui possiamo essere liberi è assieme.
Emerito Arcivescovo Anglicano di Città del Capo

Vi invito infine a rileggere l'articolo di Jacopo Fo sui tribunali del perdono sudafricani che due anni fai ospitai su queste pagine web: alla luce delle parole di Tutu acquista ulteriore profondità.

lunedì 9 marzo 2009

Waiting for Eternity di Tamara Farnetani

0 : commenti
Quanto prima - è una promessa - voglio dedicare un post ad Alejandro Jodorowsky, che ho avuto la fortuna di ascoltare lo scorso weekend a Firenze. Ma prima devo chiudere un capitolo lasciato in sospeso da troppo tempo.
L'8 marzo di un anno fa veniva inaugurata a Perugia la mostra Donne di Vrindavan, connubio tra le bellissime foto scattate dalla fotografa italo-tedesca Tamara Farnetani e le liriche che avevo composto per l'occasione a partire da metà 2007. Da settembre 2007 praticamente tutto il mio tempo libero era stato assorbito per organizzare il ciclo di esposizioni in Umbria - dal 8 al 16 marzo a Perugia alla Chiesa S. Maria della Misericordia, dal 5 al 13 aprile ad Assisi alla Sala Pinacoteca, a Spoleto dal 19 al 27 aprile al Chiostro di S. Nicolò - nonché a curare la redazione del catalogo fotografico di 48 pagine. Last but non least avevo contribuito a mettere una pezza dove non erano arrivati gli sponsor. Conclusa anche l'esposizione a Trento al Festival dell'Economia dal 27 al 31 maggio, ho maturato la decisione, sofferta ma necessaria, di abbandonare quest'avventura; i motivi sono ben noti ai miei amici più vicini e questo basti. Dopo la tappa a Vaiano dal 27 settembre al 9 ottobre, la mostra nella sua veste italiana si è dunque conclusa. Continua, tradotta in inglese e tedesco, in una nuova veste internazionale, Waiting for Eternity, in cui le immagini sono accompagnate da approfondimenti antropologici invece che da liriche: è esposta adesso, dal 6 al 29 marzo, all'aeroporto di Monaco di Baviera, Terminal 2, Livello 4. In bocca al lupo a Tamara Farnetani per il proseguimento della sua avventura.  

Memoria della mostra portata in giro per l'Italia, commenti dei visitatori, foto ecc. restano nel presente blog (basta cliccare sul sottostante argomento per accedere a tutti i post relativi) e sul blog specifico di Donne di Vrindavan.

giovedì 5 marzo 2009

Il mio "secondo lavoro" non retribuito...

2 : commenti
Ci sono molte novità rispetto alla filosofia alla base e alle utilizzazioni future del marchio ionoi-iovoi ®. Invito chi ha pazienza a leggersi con calma la relativa pagina web (ne ho appena aggiornato tutti i testi). Inserisco qui un breve estratto.

All'alba del terzo millennio l'umanità affronta sfide inedite e vitali. Come insegna la storia medioevale, le fase di crisi sono anche preziose opportunità di potare rami secchi, raccogliere quanto va conservato, seminare e coltivare nuove idee e paradigmi. Per rendere possibile un nuovo “Rinascimento”, bisogna partire dal connettere insieme le tante eccellenze che fioriscono oggi in ogni parte del pianeta. Siamo tutti chiamati in causa. I cittadini, per riaffermare nella comunità il valore del dialogo e della cooperazione. Lavoratori e imprenditori, per rinnovare un patto sociale che oltre a chiedere sacrifici offra auto-realizzazione e premi, per riformare un capitalismo centrato sul profitto in un capitalismo centrato sulla responsabilità sociale d'impresa. Amministratori e politici, per mediare con equità divisioni e tensioni, per ricostruire coesione, per creare le condizioni dello sviluppo sostenibile. Chiunque serva lo Stato, per essere leale e fiero custode della Res Publica. Scienziati e ricercatori, per un modello di progresso in cui la tecnologia diventi soluzione non causa dell'emergenza ambientale. Gli esploratori della psiche e dell'anima, per una nuova sintesi umanistica, scientifica e spirituale del sapere, non mortificata bensì arricchita dalla globalizzazione. Gli artisti, per continuare a emozionare mettendo in luce la bellezza racchiusa nel Creato. E così via.

martedì 3 febbraio 2009

La più straordinaria invenzione
di ingegneria sociale

0 : commenti
Domani mercoledì 4 febbraio, dalle ore 16 alle 19, presso la sala partecipazione del Consiglio regionale, piazza Italia, Perugia, presentazione del libro di Laura Pennacchi "La moralità del welfare". Sarà presente l'autrice. Titolo dell'incontro: Il Welfare, la più straordinaria invenzione di ingegneria sociale degli ultimi 150 anni. Grazie a ionoi-iovoi ® sto tornando a interessarmi di sociale per passione oltre che per lavoro, come ai bei tempi. A questa presentazione ci vado. ;-)
SOMMARIO DEL LIBRO

Premessa I. Democraticità e moralità del welfare state
  • Democrazia, assetti normativi, modello sociale europeo
  • Ethos democratico e tessuti normativi
  • Norme e significati: la moralità ha a che fare tanto con la giustizia quanto con il diritto
  • La mobilitazione dei poteri pubblici per assicurare a tutti libertà sostanziali: basi morali, giustizia, welfare state
  • I quattro significati di «pubblico» e la mediazione istituzionale: sfera pubblica e architettura del welfare state
  • Individuazione o individualismo?
  • Il mito dell'immediatezza della società civile
  • L'allargamento normativo della nozione di «sicurezza» e la solidarietà istituzionalizzata
II. Fonti normative del neoliberismo e basi valoriali del welfare state
  • L'assolutizzazione dell' etica dello scambio e la retorica desocializzante del neo liberismo
  • Standard morali basati sul mercato e degenerazione dell'idea di libertà
  • Individuo, libertà, società
  • Riferimenti valoriali ed elementi etico-normativi della condotta umana
  • Il «vuoto istituzionale» intrinseco al neo liberismo e l'intervento pubblico in economia
  • Desocializzazione dell'individuo, libertà di scelta, consumo nel neoliberismo
  • Depotenziamento del ruolo pubblico e pluralità dei fenomeni di privatizzazione
  • Angustia degli standard morali e restrizione della nozione di mercato
III. Il neoliberismo e il deterioramento della sfera pubblica
  • La finanziarizzazione
  • La commodification
  • Il contrattualismo
  • Le implicazioni sulla sfera pubblica e sui welfare state: annebbiamento di valori di matrice universalistica e revival religioso
  • La depoliticizzazione della società
  • Privatismo e associazionismo
IV. Europa versus Usa?
  • Il neoliberismo e il modello sociale europeo
  • Cosa significa parlare di «crisi" del modello sociale Europeo?
  • La naturalizzazione dell'economia e i fattori della «crisi» del modello sociale europeo
  • I trend effettivi della crescita mondiale: economia e welfare negli anni novanta in Europa e negli Usa
  • Effetti di disincentivo, costo delle tasse, legittimità democratica della tassazione
  • La questione delle diseguaglianze
V. Crisi dei welfare state europei? «stato di maturità» e innovazione istituzionale
  • I welfare state europei: crisi o stato di maturità?
  • L'assorbimento del rischio in diversi assetti istituzionali: il caso americano di privatizzazione del rischio
  • Nuovi rischi e disegno istituzionale dei welfare state per farvi fronte
  • Mediazione politica e adattamento istituzionale nel modello sociale europeo
  • Il caso del welfare state italiano
VI. Welfare state, cittadinanza, democrazia
  • I welfare state come strutture di dialogo democratico sul bene comune
  • Cittadinanza e deproprietizzazione dei requisiti per essere considerati cittadini
  • Il futuro dei welfare state: sicurezza ed eguaglianza, efficienza e giustizia
  • Le istanze di eguaglianza: giustizia, equità, cittadinanza
  • Modelli di eguaglianza e giustizia: esclusione, povertà, «capacità»
Conclusioni. Le potenzialità del paradigma dello «sviluppo umano» Per un umanesimo radicale Note di sintesi Indice dei nomi

lunedì 2 febbraio 2009

Primi passi del progetto ionoi-iovoi ®

2 : commenti
Ieri mattina ho partecipato, tra il pubblico ahimè poco numeroso, alla parte conclusiva di un convegno molto più interessante di quanto il titolo potesse suggerire: Verso un sistema allargato e partecipato di governo: riflessioni sul Piano regionale di gestione dei rifiuti umbro, promosso da LettereRiformiste "Altiero Spinelli", Agenzia Utopie Concrete, Associazione Ecologisti Democratici Umbria, Federconsumatori Umbria, S.It.I. Umbria.

Uno degli assunti del convegno era che "è difficile separare la questione rifiuti dagli altri temi della vita sia quotidiana che istituzionale, incrociando una molteplicità di aspetti (culturali, politici, amministrativi, economici, ambientali, sanitari). Una gestione corretta del ciclo può contribuire a qualificare lo stesso sistema produttivo ed imprenditoriale, generando reddito e qualità della vita, ma altrettanto, una gestione errata può essere causa di enormi danni, non ultima l’immagine del territorio e la stessa possibilità di innovazione e di attrarre investimenti."

Il tema della discussione di sabato mattina era particolarmente attinente al concetto di ionoi: attraverso la comunicazione possiamo ri-costruire un clima di reciproca credibilità e fiducia tra società, scienza e politica? Ho apprezzato in particolare gli interventi di
  • Elena Battaglini (La dimensione della percezione e dell’accettabilità sociale), responsabile Area di Ricerca Ambiente e Territorio dell'IRES;
  • Alfonso Raus (La dimensione sociale e di approccio al conflitto) del Forris ricerca e formazione;
  • Maurizio Busso (La dimensione scientifica: il concetto dei limiti), docente di Astrofisica Università degli Studi di Perugia.
Purtroppo sono dovuto scappare prima della fine per andare a riprendere mia figlia da scuola, ma Mary Mancinelli, l'amica esperta di marketing che mi sta aiutando a promuovere il marchio ionoi-iovoi ®, è riuscita a parlare con alcuni conferenzieri mostrando loro la brochure provvisoria. Risultato: molto interesse, la proposta di organizzare un convegno a Perugia per lanciarlo e l'idea di portarlo a breve ad un convegno all'estero sulla pubblicità sociale... mica male per cominciare!

sabato 31 gennaio 2009

ionoi-iovoi ®

2 : commenti
una sola idea, poche sillabe
per comunicare tanto a tutti
   

mercoledì 28 gennaio 2009

Stramaledettamente buona!

8 : commenti
All'inizio dello scorso mese di novembre ebbi... una vera e propria folgorazione! Mi dissi subito - Non è possibile che nessuno abbia già avuto questa idea... - ma è proprio quello che la ricerca su internet mi dimostrò. Allora passai qualche settimana a lasciarla decantare, a immaginare scenari e utilizzi... Ne parlai - o meglio la mostrai - solo a un'amica fidata, che è solita stare coi piedi per terra: anche lei giudicò che l'idea fosse - Stramaledettamente buona! -. Così prima di Natale sono andato nello studio legale di un compagno di liceo, specializzato giusto nella registrazione di brevetti, loghi, marchi e abbiamo individuato la strategia migliore per tutelare l'opera d'ingegno a cui s'allude. Prima ancora di capire bene come spenderla! Il 9 gennaio la domanda di registrazione è stata presentata all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e da allora ne decorrono gli effetti. Prometto che tra pochissimo ne parlerò sul blog. E passerò il weekend a creare un nuovo spazio web ad hoc. Intanto ditemi, avete mai provato a giocare coi pronomi personali al posto dei mattoncini lego? :-)

venerdì 23 gennaio 2009

AAA CERCANSI FOTO... grazie Chiara!

0 : commenti
Grazie Chiara, i tuoi suggerimenti mi hanno ispirato questa coppia di comportamenti opposti. Ho tenuto la celeberrima testata di Zidane a Materazzi agli ultimi Mondiali, ma ho sostituito le strette di mano tra i giocatori della Fiorentina con quella fantastica tra Stoner e Rossi al termine del MotoGP di Germania dello scorso anno. Un bel contrappunto nevvero? 


A dire il vero per illustrare quello che ho in mente funzionerebbero meglio immagini con parecchie persone: in questo senso la contrapposizione dei giocatori di due squadre che si comportano con fair play oppure vengono alla mani è davvero un'ottima idea, brava Chiara. Ma non sono ancora riuscito a trovare foto (di qualità sufficiente) in cui tali atteggiamenti siano inequivocabili. Allora, chi altro partecipa a questo gioco? ;o) 


 N.B. L'idea misteriosa è tutta nelle "parole" omesse e sostituite dai puntini... e l'uso ideale che immagino riguarda più sequenze video che foto statiche. Qui gli altri esempi di abbinamenti di immagini già pubblicati. Qui la spiegazione del senso di tutto ciò.

giovedì 22 gennaio 2009

AAA CERCANSI FOTO... ESEMPI CONCRETI!

5 : commenti
Martedì scorso ho spiegato il tipo di foto che sto cercando, per realizzare un "book", per presentare in modo convincente l'idea alla quale sto lavorando. Per essere un po' più chiaro ho scaricato sei foto da internet e le ho montate insieme due a due.

Facendo riferimento alle antitesi che avevo proposto a titolo di esempio, la prima coppia è un tentativo di tradurre piste ciclabili piene di persone in bici / automobilisti incolonnati in mezzo ai fumi di scarico. 


La seconda coppia vuol richiamare invece una lezione fatta "in cerchio" / una lezione "frontale" ed "ex cathedra".

La terza infine missioni di pace / occupazioni militari. Sono gli scatti più decenti che ho trovato, ma si può di certo sperare in qualcosa di decisamente migliore, sia dal punto di vista qualitativo che per l'attinenza a quanto voglio rappresentare. Rinnovo l'invito a segnalarmi foto simili (anche spaiate naturalmente) .


Sta collaborando con me un esperto di marketing etico; stiamo costruendo una strategia che muova su due fronti: provare a sperimentare in piccola scala l'idea qui in Umbria e parallelamente bussare a qualche "porta" (a Roma o Milano) per proporne l'utilizzo a livello nazionale. Qualche bella foto ci aiuterebbe parecchio.


N.B. I puntini tra virgolette simboleggiano l'idea che dà un senso al tutto, ma che per ora tengo segreta... suspense! ;o)
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