22 PASSI D'AMORE e dintorni

IL BLOG DI QUEI 2+2 GATTI APPASSIONATI D'AMORE, POESIA, SPIRITUALITÀ, LIBRI, MUSICA, POLITICA, DEMOCRAZIA, TECNO-ECO-SOSTENIBILITA', ENERGIE PULITE, COLD FUSION, LENR "E TANTE COSE INFINITE, ANCOR NON NOMINATE" (E PURE L'E-CAT COMMUNITY MENO 'MODERATA' CHE CI SIA!)

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mercoledì 23 aprile 2014

System and method for supplying hydrogen and deuterium to lenr and e-cat based energy generating systems

41 : commenti
Ieri sul forum di Cobraf, il fisico Melchior ha portato all'attenzione di tutti un brevetto USA (United States Patent Application 20140099252) disvelato il 10 aprile 2014:


Abstract. An approach for supplying hydrogen and/or deuterium to LENR and E-Cat based energy generating systems includes receiving a source material that is rich in hydrogen and/or deuterium. A gaseous form of at least one of those elements is extracted from the source material via electrochemical dissociation, hydrocarbon recovery, or a suitable mechanical process. The gaseous form of the element is preferably filtered to remove water vapor and other impurities before being pressurized and supplied to the energy generating system. Advantages of the approach include enhanced safety and system portability due to elimination of a need for pressurized gas storage tanks.

Dal link sopra riportato potete aprire il relativo pdf:
http://www.freepatentsonline.com/20140099252.pdf

A me (che sono ricco di immaginazione!) questo "sistema e metodo per fornire idrogeno e deuterio a sistemi per produrre energia basati su LENR ed E-Cat" fa venire in mente quella volta al Polo tecnologico di Pordenone - era il 12 ottobre 2012 - quando Andrea Rossi, rispondendo a una domanda che era stata rivolta, rivelò di utilizzare un materiale (per la precisione una molecola) capace di accumulare idrogeno e poi rilasciarlo lentamente all'interno dei suoi E-Cat. Ecco esattamente quello che riportai: 
"Un imprenditore che produce e vende Idrogeno ha chiesto in che modo esso intervenga nella reazione e con quali rischi. Rossi ha spiegato che viene usato H atomico e non gassoso e che la quantità è veramente minima (1g per ogni carica che pesa in totale 20g), pertanto non esistono rischi di esplosioni. Tra l'altro, poiché il certificatore ha preteso che non ci fossero bombole di idrogeno nell'impianto, Rossi ha trovato il modo di utilizzare nelle cariche dell'E-Cat una molecola capace di accumulare H atomico: sopra una data temperatura, la molecola rilascia l'H, quando la temperatura si abbassa lo ricattura. L'imprenditore si è detto naturalmente molto interessato a potere utilizzare una tale molecola. Rossi lo ha invitato a contattarlo in privato per passargli volentieri tale informazione." (fonte: 22passi.blogspot.it/2012/10/resoconto-da-pordenone...)
Fatto sta che la richiesta di brevetto in questione è stata presentata il 9 ottobre 2012, cioè tre giorni prima che Andrea Rossi si lasciasse sfuggire queste poche parole. Ed è diventata pubblica 18 mesi dopo, come da normative vigenti.

Ulteriori stimoli per i più curiosi: il brevetto è stato presentato da Marc Kenneth Chason, Daniel Roman Gamota (University of Michigan), Rick Latella, tutti impegnati con DMRI, una società che opera nel settore dei nuovi materiali per la sostenibilità ambientale.

Buon lavoro a chi viene pagato per "dimostrare" col pugnale tra i denti che Rossi non ha in mano quel che dice e... buon divertimento a tutti gli altri!

sabato 19 aprile 2014

Il sabato della sciarada - 6
(tris festivo)

57 : commenti
Auguri di buona Pasqua a tutti! 
Dal mio mare magno di sciarade ne ho ripescato un paio, semplici semplici, per invitarvi a non eccedere a tavola e una che ha per protagonista Gesù, anche se non riferita a questi giorni di passione e resurrezione, ma a quelli delle tentazioni nel deserto.

6. DIETA FERREA
Meglio assaggiar xxx il yyyy
che mangiar troppo xxxyyyy!

6bis. CUCINA PESANTE
Troppe pietanze a base xx yyyyyyy
e a fine pranzo ti alzi xxyyyyyyy!

6ter. LA QUARANTENA NEL DESERTO
Venne tentato Gesù da un xxyyyyxxx
che ogni notte se ne usciva dalla yyyy
per mutare in una donna nuda un xxxxx!

sabato 12 aprile 2014

Il sabato della sciarada - 5

177 : commenti

4. MALCREANZA A TAVOLA

Coi tuoi xxxxxxyyyyyy non c'incanti!
Yyyyyy il coltello tagliando il xxxxxx,
sei un grande cafone, non ci son santi!

domenica 6 aprile 2014

Letture quantistiche della domenica

277 : commenti
"Il nostro intuito alimenta da sempre un principio fondamentale: per muovere un sasso (o qualunque altro oggetto) dobbiamo toccarlo. O toccare un bastone che tocca il sasso. 
O dare un ordine che attraversa l’aria sotto forma di vibrazioni che raggiungono l’orecchio di una persona che ha un ramo con cui può toccare il sasso. E così via. Più in generale, intuiamo che le cose possono esercitare un effetto solo su altre cose che siano accanto a loro. Se A ha un effetto su B ma senza essere vicino a B, allora l’effetto deve essere indiretto, cioè deve essere qualcosa che viene trasmesso grazie a una catena di eventi in cui ciascun evento porta direttamente al successivo, in modo da coprire la distanza tra A e B. Ogni volta che ci sembra di aver trovato un’eccezione all’intuizione, per esempio interruttori che accendono i lampioni della città (ma poi ci rendiamo conto che il processo avviene grazie a cavi elettrici) o le trasmissioni radiofoniche (ma poi ci rendiamo conto che si propagano grazie alle onde radio), ci accorgiamo che pensandoci meglio non si tratta affatto di un’eccezione. Ovvero, non troviamo un’eccezione nell’esperienza quotidiana del mondo. 
Indichiamo questa intuizione come «principio di località». 
La meccanica quantistica ha ribaltato molte intuizioni, ma nessuna tanto radicata quanto la località. E questo ribaltamento porta con sé una minaccia, ancora irrisolta, alla relatività speciale di Einstein, un fondamento della fisica moderna." (David Z. Albert e Rivka Galchen)

"Per quelli che hanno una educazione tecnica in fisica sembra che l'interpretazione Everett-Wheeler-Graham dell'indeterminazione quantistica una volta fatte poche aggiunte si possa dimostrare corretta. Per quelli che questa educazione non ce l'hanno occorre una piccola spiegazione.
La fisica, da qualche anno a questa parte ha avuto un problema centrale: che c'è di sbagliato nella meccanica quantistica? La meccanica quantistica è un metodo per calcolare i valori a livello atomico e sub-atomico, un po' come la meccanica newtoniana si può usare per calcolare valori su scala più ampia. Le formule newtoniane possono predire dove cadrà un sasso se qualcuno lo butta per aria, le formule quantistiche cercano di fare la stessa cosa per gli atomi.
Ma non ha mai funzionato in modo giusto. La fisica newtoniana, la fisica del mondo reale, esce fuori sempre con una specifica risposta... potrebbe non essere la risposta giusta, diciamo, se si è dimenticato qualche fattore o si è letto male qualche misura, ma è pur sempre una risposta unica. La fisica quantistica, invece, produce sempre più di una risposta e TUTTE sono tecnicamente e matematicamente corrette. Viene chiamata "indeterminatezza". Newton dice che il sasso cadrà QUI, la meccanica quantistica dice che il sasso cadrà QUI e QUI e QUI.
Questo, naturalmente è impossibile.
Nel mondo reale non puoi avere più di una risposta. Non è una questione di gettare un sasso e stare a vedere dove cadrà. Le formule già forniscono una risposta, e solo una. Fine." (Greg Knauss)

Buona domenica, oggi vi propongo la lettura di un articolo sulle implicazioni profonde della "rivoluzione quantistica", da cui ho tratto il primo incipit

(pubblicato su Le Scienze nel 2009)
di David Z. Albert e Rivka Galchen

e ancora un altro articolo, meno scientifico e corposo, ma certamente molto paradossale e provocatorio, da cui ho tratto il secondo incipit

di Greg Knauss

In conclusione, una provocazione mia: nella vostra esperienza quotidiana non vi  è mai capitato di imbattervi in qualche eccezione al "principio di località"? Sono certo che molti di voi potrebbero testimoniarne tante di eccezioni, ma il pensiero scientifico moderno è riuscito a farne un tale tabù che pochi si azzardano a metterlo in discussione, quasi fosse dichiararsi d'essere superstizioso, irrazionale, fuori di senno. Coraggio, siete sicuri al 100% che non esistano persone in grado di passare attraverso a un muro?
  • David Z. Albert è docente di filosofia alla Columbia University di New York. Ha conseguito la laurea in fisica presso il Columbia College e il dottorato in fisica teorica presso l'Università Rockefeller.
  • Rivka Galchen, scrittrice, è stata professore associato nella sezione di scrittura della School of Arts della Columbia University. 
  • Greg Knauss è un umorista/blogger statunitense e programmatore. 

sabato 5 aprile 2014

Il sabato della sciarada - 4

21 : commenti


Continua la rubrica settimanale della sciarada! Come la scorsa settimana eccone ancora una mia e una dell'amico CLaudio, stavolta abbastanza ben abbinate! 
Buone soluzioni. ;-)


4. NEL SITO DI 22 PASSI
Xxx xxxxx che arrivan a tutte le xxx
a quel blog servirebbe un xxxxxxxxxxx!
Non quello dei yyzzzyyyy, ma da guardia,
che zzz ayyyyyy commenti butti via!

4bis. NEL SITO DEI TARTUFI
(sciarada proposta da CLaudio Rossi)

C'è del lezzo xx dentro, di stantio;
chi yyy più non sfiatar zzzz si wwww
torna a 22 Passi che da sempre
ha uzz zzxx sua legge: x'xyyywwww!

mercoledì 2 aprile 2014

Mai dire impossibile! A dimensione nanometrica il 2° principio della termodinamica può essere violato: lo conferma autorevolmente Nature!

193 : commenti
impossibile [im-pos-sì-bi-le] agg., s.  • agg. Inattuabile, irrealizzabile: speranza i. || non è i., c'è qualche possibilità: non è i. che si riesca a vincere la causa  2 estens. Insopportabile, intollerabile: carattere i.• s.m. (solo sing.) Ciò che si pone fuori dalle possibilità umane: pretendere l'i. || fare, provare, tentare il possibile e l'i., fare ogni sforzo, ogni tentativo per riuscire in qlco. 
Impossibile: se la Storia e l'esperienza insegnassero davvero, allora questo termine, più di tutti, dovrebbe essere bandito, una volta per tutte, dal vocabolario dell'umanità. L'impossibilità di un fatto non deve essere mai considerata un dogma, poiché soggiace sempre a determinate condizioni o risorse, controllabili o disponibili da parte dell'essere umano.

Da secoli nelle Università si insegna per esempio che è impossibile violare il secondo principio della termodinamica:
  • È impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato sia quello di trasferire calore da un corpo più freddo a uno più caldo senza l'apporto di lavoro esterno (formulazione di Clausius).
  • È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea (formulazione di Kelvin-Planck).
  • È impossibile realizzare una macchina termica il cui rendimento sia pari al 100%.
  • In un sistema isolato l'entropia è una funzione non decrescente nel tempo: dS/dT >= 0
Un giorno si insegnerà - con più sapienza e più umiltà - che il secondo principio della termodinamica è inviolabile solo entro certe condizioni (macro e micrometriche), mentre in altre condizioni (nanometriche) non vale più, è cioè violabile. 

Non ci credete? Documentatevi, per esempio con questo articolo fresco fresco di pubblicazione su Nature, e scusate se è poco!
Jan Gieseler (1)Romain Quidant (1,2)Christoph Dellago (3)Lukas Novotny (4)
  1. ICFO–Institut de Ciencies Fotoniques, Mediterranean Technology Park, 08860 Castelldefels (Barcelona), Spain 
  2. ICREA–Institució Catalana de Recerca i Estudis Avançats, 08010 Barcelona, Spain
  3. University of Vienna, Faculty of Physics, Boltzmanngasse 5, 1090 Wien, Austria 
  4. ETH Zürich, Photonics Laboratory, 8093 Zürich, Switzerland
Abstract. Fluctuation theorems are a generalization of thermodynamics on small scales and provvide the tools to characterize the fluctuations of thermodynamic quantities in non-equilibrium nanoscale systems. They are particularly important for understanding irreversibility and the second law in fundamental chemical and biological processes that are actively driven, thus operating far from thermal equilibrium. Here, we apply the framework of fluctuation theorems to investigate the important case of a system relaxing from a non-equilibrium state towards equilibrium. Using a vacuum-trapped nanoparticle, we demonstrate experimentally the validity of a fluctuation theorem for the relative entropy change occurring during relaxation from a non-equilibrium steady state. The platform established here allows non-equilibrium fluctuation theorems to be studied experimentally for arbitrary steady states and can be extended to investigate quantum fluctuation theorems as well as systems that do not obey detailed balance.
Tombola! Come mi ha scritto oggi Francesco Celani "in altre parole, ipersemplificando, nel NOSTRO regime di dimensionalità inferiore a 100nm [ndr. quello considerato negli esperimenti LENR] il secondo principio della termodinamica può essere aggirato!". La pubblicazione su Nature conferma esattamente quanto scritto nel lavoro che il gruppo di ricerca guidato da Celani ha presentato all'ICCF18 (Luglio 2013) [vedi qui] - e ribadito nel lavoro recentemente presentato al MIT (Marzo 2014) [vedi qui] - riguardo il cosidetto Idrogeno "adsorbito" (a dimensionalità inferiore a 100nm) sulla superficie delle fibre di vetro, in tale caso Celani ha "inventato" il termine Hydrogen-Single Wall Nano Tube (H-SWNT).

Detto in soldoni da un semplice blogger come me, anche questo caso insegna che esisteranno sempre condizioni entro cui l'impossibile può diventare possibile, senza eccezione alcuna. Dunque l'impossibilità è un'illusione che dipende dal campo di applicazione di una legge scientifica, quando viene invece usata aprioristicamente per negare la possibilità del verificarsi di un qualsivoglia fenomeno, assomiglia molto più a un pregiudizio che ad una argomentazione scientifica.
pregiudizio [pre-giu-dì-zio] s.m. (pl. -zi) 1 Giudizio basato su opinioni precostituite e su stati d'animo irrazionali, anziché sull'esperienza e sulla conoscenza diretta  SIN  preconcetto, prevenzionep. morali, religiosi; avere, nutrire dei p. nei confronti di qlcu., su qlco. Credenza errata, superstizione: p. popolari estens. Danno, detrimento: recare p. a qlcu.
Sì, nell'argomentare di molti "scettici" l'impossibilità è un pregiudizio che reca pregiudizio proprio a quei ricercatori che, cercando di spingere la conoscenza oltre il già noto, per contrappeso si vedono tolti i finanziamenti e ricevono persino minaccia della chiusura dei loro laboratori! Il trattamento riservato a Francesco Celani docet!

Per questo dire tout court sic et simpliciter che la barriera di Coulomb è inviolabile non è segno di saggezza, ma di monotona "vecchiaia intellettuale". Un giorno insegneranno quali sono le condizioni (nella materia condensata) in cui anche il principio di Coulomb è violabilissimo, con buona pace di chi oggi si straccia le vesti in sua difesa (pur di attaccare qualcuno/qualcosa) e scambia la realtà finita accumulata nelle banche dati con la realtà infinita dell'universo. Come dice il saggio Zen, se vuoi riempire una tazza prima devi svuotarla, altrimenti ciò che sai può impedirti di scoprire ciò che non sai.

Persino la fissione nucleare è stata a lungo considerata impossibile dalla comunità scientifica. Se volete approfondire vi rimando a questo vecchio articolo di Scientific AmericanLise Meitner and the Discovery of Nuclear Fission.

E per concludere, a proposito di cose impossibili fino a ieri e che diventano possibili domani, vi segnalo anche AN IMPOSSIBLE INVENTION – The true story of the energy source that could change the world, il nuovo libro di Mats Lewan che - ripercorrendo gli ultimi 3 anni dell'E-Cat inventato dal geniale Andrea Rossi - rilegge anche la storia delle Low Energy Nuclear Reactions e Cold Fusion dal 1989 ad oggi:
Auguro buone riflessioni ai miei lettori più fedeli e... buoni pentimenti a quelli più critici!

P.S. Qualcuno a questo punto potrebbe obiettare che la termodinamica ha valore solo in campo macroscopico, perché quando ci si avvicina alle dimensioni delle particelle è come studiare il moto di una pallina da ping pong in mezzo a miliardi di altre mentre vengono fatte cascare dal tetto del quinto piano. Se qualcuno obiettasse questo non avrebbe capito nulla di quello di cui qui si parla! Che TUTTE le leggi scientifiche sono probabilistiche lo sanno anche i gatti! Un sasso non ha mai probabilità zero di saltare prima o poi verso l'alto, piuttosto che piegarsi pedissequamente per l'eternità alla legge di Newton! Ma qua parliamo di altro. Della possibilità, utilizzando le nanotecnologie, di sfruttare proprio le eccezioni invece che le regole; della possibilità di rendere ripetibile a livello nano proprio il determinato evento che ha bassa probabilità, bassa a tal punto da far dire (a livello macro) che è IMPOSSIBILE.
Benvenuti nel futuro. Un futuro fatto di vetri e vestiti e utensili in cui lo sporco letteralmente scivola via senza attaccarsi (esistono già vernici che donano a qualunque oggetto tali "magiche" proprietà) o dove si può estrarre energia a livello macro, grazie a tecnologie che lavorano a livello nano, violando solo apparentemente le leggi del livello macro... e qua forse ci starebbe bene un link all'E-Cat!

Si ringraziano:
  • Angelo Ovidi che ieri per primo, ha trovato e segnalato l'articolo sulla violazione del secondo principio pubblicato il 30 marzo su Nature;
  • Francesco Celani, per avermi reso partecipe;
  • Robbins, per avermi segnalato altre ricerche degli autori dell'articolo pubblicato su Nature che condividerò con tutti nei prossimi giorni;
  • Marco Da Rallo, per la segnalazione dell'articolo di Scientific American (1998);
  • Mats Lewan, per la tempestiva informazione del suo libro.

sabato 29 marzo 2014

Il sabato della sciarada - 3

53 : commenti

3. IMPRENDITORIA MAFIOSA

Se xxxxx il patto di riservatezza

riguardo y yyxxxxx che produciamo
con la ricetta a base di monnezza
te la vedrai con l'yyy del... Padrino!

3bis. E-CAT
(sciarada proposta da CLaudio Rossi)

La verità di certo non xxxxxxx
finché la strana cosa non sia yyyyyy
se sia xxx trucco x si debba
gridare y gran xxxyyyyy!!

venerdì 28 marzo 2014

Schizoscientificità acuta

40 : commenti
Quando uno scienziato anziano e stimato 
dice che una certa cosa è possibile, 
con quasi assoluta certezza ha ragione; 
quando dice che è impossibile, 
il più delle volte si sbaglia.  (Arthur C. Clarke)

C'era una volta - e chissà fino a quando ci sarà - una roccaforte acerrima e irriducibile di scettici a priori e ad libidum, che, quanto qui ci appassioniamo a mostrare come e perché le LENR e varie altre realtà possano esistere, altrettanto là si appassionano a dimostrare il contrario. In quel blog, agli antipodi di 22 passi, sembrerebbe che la scienza rinneghi i presupposti stessi del suo divenire, neghi cioè l'utilità di esplorare ed espandere la frontiera che separa dinamicamente il possibile dall'impossibile, disconosca in altre parole il daimon che caratterizza ogni vero scienziato e tante volte ha permesso di trasformare l'impossibile di ieri nel possibile di oggi. Tale "schizofrenia" acuta è solo apparente, perché quel blog non rappresenta la Scienza, bensì persone che ritengono di rappresentarla, talune in buona e altre in mala fede, chi più esperte e chi meno. Ovviamente non è la stessa cosa.

Così è da prima di Natale che non mi affaccio più su quello strano blog "antagonista" e di leggerne i commenti (non ne ho proprio il tempo), però leggo sempre i post (mi arrivano per notifica via email) che l'arzillo e instancanbile blogger, il chimico nucleare Camillo Franchini, continua a pubblicare con immutato vigore. Ed è istruttivo, proprio prendendo a metro di riferimento i suoi pamphlet e i suoi chiodi fissi, valutare la distanza che separa la parte di mondo accademico che - in laboratorio - constata l'esistenza dei fenomeni LENR, dalla parte che - seduta a tavolino e banche dati alla mano - quei fenomeni li nega per principio etichettandoli come "pseudioscienza".

Ognuno è libero di scegliere se la scienza è meglio rappresenta dai ricercatori che la settimana scorsa erano riuniti al MIT a discutere dei progressi esponenziali che si stanno ottenendo in ambito LERN:
oppure se è meglio rappresentata dal piccolo plotone di siti, ben esemplificato dal blog di Franchini, schierato a mo' di "linea Maginot" in difesa dell'impossibilità delle LERN:
Intanto a tutti gli scetticoni impenitenti, e in particolare al caro Franchini a cui voglio comunque un mondo di bene, dedico con vero amore, oltre all'incipit del post, qualche altra citazione ad hoc...
  • Chi dice che una cosa è impossibile, non dovrebbe disturbare chi la sta facendo. (Anonimo)
  • Cercando l'impossibile, l'uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile, e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile non sono mai avanzati di un sol passo. (Michail Bakunin)
  • Uno dei difetti più evidente di molte persone è la frequenza con cui usano la parola "impossibile". (Napoleon Hill)
  • È impossibile portare la fiaccola della verità in mezzo alla folla senza bruciare qua e là una barba o una parrucca. (Georg Lichtenberg)
  • La gente spesso definisce impossibili cose che semplicemente non ha mai visto. (Robin Williams in What Dreams May Come)
  • Ci sono verità così evidenti che è impossibile farle penetrare nei cervelli. (Henri Maret)
  • Sembra sempre impossibile finché non viene realizzato. (Nelson Mandela)
  • Alcune delle più grandi imprese del mondo sono state realizzate da persone che non erano intelligenti abbastanza da sapere che erano impossibili. (Doug Larson)
  • L'unico modo di scoprire i limiti del possibile e di oltrepassarli e finire nell'impossibile.(Arthur C. Clarke)
  • Il progresso nel campo della fisica si ottiene negando l'ovvio e accettando l'impossibile. (Robert A. Heinlein)
  • L'opinione mia è che nissuna cosa sia contro natura, salvo l'impossibile, il quale, poi, non è mai. (Galileo Galilei)
  • Tutte le cose che sono veramente grandi, a prima vista sembrano impossibili. (Friedrich W. Nietzsche)

martedì 25 marzo 2014

Il MIT applaude la fusione fredda

26 : commenti
Francesco Celani illustra le sue slides al MIT (photo by world.std.com)
Mentre scrivo questo post Francesco Celani (INFN) è ancora negli USA, ripartirà alla volta di Roma solo domani sera. Si è trattenuto qualche giorno, per proficui scambi di informazioni coi suoi colleghi d’oltreoceano, dopo essere stato tra i protagonisti del 2014 CF/LANR Colloquium svoltosi dal 21 al 23 marzo presso il Massachutes Institute of Thecnology, con Peter Hagelstein e Mitchell Swartz tra gli organizzatori. 

In una email indirizzata ieri ai suoi contatti, il nostro Celani ha definito questo Colloquium sulla fusione fredda al MIT "a big success". Basti pensare che quest'anno i partecipanti sono stati oltre 100 (e da più parti del mondo), mentre le precedenti edizioni di solito vedevano intervenire una quindicina di ricercatori (per lo più statunitensi) per uno o massimo due giorni. Il programma dei lavori è stato serratissimo, dalle 9:00 alle 19:00 per 3 giorni interi. Persino il lunch è stato allestito nel corridoio vicino alla sala della conferenza, pur di togliere meno tempo possibile alle relazioni.

Celani - che oggi ho avuto modo di sentire anche al telefono - ha riferito di essere stato molto colpito dalla presentazione di Yasuhiro Iwamura (Mitsubishi Heavy Industries, Yokohama, Giappone) che riguardava una procedura per trasmutare alcuni elementi specifici (nel caso in questione, il Cesio in Praseodimio). Un risultato notevole, sia dal punto di vista scientifico (la natura nucleare del fenomeno è comprovata dalla presenza di trasmutazioni e raggi gamma) sia dal punto di vista tecnologico-applicativo, infatti in pochi mesi il gruppo di ricerca guidato da Iwamura è riuscito a rendere operativo un sistema elettrolitico a flusso continuo e cella chiusa. Tra l'altro, rispetto al report presentato a luglio 2013 al ICCF18 (University of Missouri, Columbia, USA), il rendimento complessivo della cella è ulteriormente aumentato. Potete scaricare il lavoro di Iwamura da qui (file pdf, 38 pagine, 3507KB):

Y. Iwamura, S. Tsuruga and T. Itoh
Advanced Technology Research Center
Mitsubishi Heavy Industries, ltd., Japan

Tornando al Colloquium al MIT, progressi nella generazione di eccessi di calore, sono arrivati - per citarne un paio - dal Prof. George Miley (University of Illinois, USA) e dal Prof. Tadaiko Mizuno (Hokkaido University, Giappone).

Erano presenti anche ricercatori coinvolti in programmi di Fusione Calda, che hanno commentato positivamente gli ultimi rapidi progressi ottenuti nel campo delle anomalie termiche e nucleari indotte dalla "combinazione" di idrogeno/deuterio con alcuni elementi specifici, a dimensioni nanometriche e temperature abbastanza elevate.

Con un po' di orgoglio d'essere Italiano, riferisco infine che la presentatione del gruppo guidato dal nostro Francesco Celani è stata accolta con molto interesse e ha stimolato numerose domande. Potete scaricarla da qui (file pdf, 30 pagine, 1415KB):

Francesco Celani (1,2), G. Vassallo (2,3), L. Del Sorbo( 2,4), E. Purchi (2),
A. Spallone (2), M. Nakamura (2), B. Ortenzi (1), S. Pella (1), A. Ovidi (2,5),
A. Nuvoli (2), L. Notargiacomo (2,6), S. Bartalucci (1), E. Righi(2)
G. Trenta (2), P. Boccanera (2), S. Cupellini (2).
(1) INFN-LNF, Via E. Fermi 40, 00044 Frascati (Rome), Italy (2) ISCMNS, Latium#1 Group, Via Cavour 26, 03013 Ferentino (FR), Italy. (3) Dep. Chemical Eng. Univ. Palermo, Viale delle Scienze, 90128 Palermo, Italy (4) Dep. Chemical Eng. Univ. Roma 1 “La Sapienza”, Via Eudossiana 18, 00184 Roma-Italy (5) Kresenn Ltd, 5a Frascati Way, SL6 4UY Maidenhead (Berkshire), U.K. (6) Dep. Chem. Univ. Roma 1 “La Sapienza”, Piazzale A. Moro 5, 00185 Rome-Italy Scientific collaboration and economical support by a NE Italy metallurgical Company. Scientific collaboration with Francesco Santandrea (2) and Pierluigi Cirilli (2).
Resoconti più dettagliati, immagini e file audio del Colloquium sulla Cold Fusion al MIT sono disponibili sui siti specializzati USA, come per esempio:

sabato 22 marzo 2014

Il sabato della sciarada - 2

42 : commenti

2. ROBOT A LUCI ROSSE

Disse il robot, esalando l'ultimo dato:
"Xxx un yyyyyy così bene congeniato
da poter simulare, in yyyyyyzzzz,
persino un comportamento xxxzzzz!"

giovedì 20 marzo 2014

Tutti (o quasi) gli anagrammi di Matteo Renzi

18 : commenti
Sono sempre stato affascinato dai "multiversi" che si aprono attraverso le lettere di un nome...
  1. Temo Zar in te...
  2. e mentito Zar.
  3. È Zen, ma trito.
  4. Ami retto Zen
  5. meritato Zen
  6. arte-mito-Zen
  7. rate, moti, Zen
  8. età, ritmo, Zen.
  9. Te, marito Zen.
  10. To', è mitra Zen.
  11. Eri “matto-Zen”
  12. metri Tao-Zen
  13. tremito a Zen
  14. rottami e Zen!
  15. A Zen rimetto?
  16. Me, Zar inetto
  17. tremante zio 
  18. metà terzino
  19. mite tra zone
  20. mite orzante.
  21. Metto zarine
  22. matite n. zero
  23. manzi e torte
  24. tre manzi o te.
  25. Mozart è in te:
  26. emetta ronzî
  27. in terzo tema.
  28. Tormenta zie
  29. rotte manzie,
  30. zattere, nomi.
  31. Metter zaino
  32. e menar zitto
  33. mentre t'ozia.
  34. Temano terzi:
  35. te... te... romanzi
  36. e romanzetti!
  37. Morente zita
  38. mente tra ozi.
...è solo un gioco, o forse no?

lunedì 17 marzo 2014

Per chi ama interrogarsi sui misteri, c'è senz'altro quello del volo MH370

45 : commenti
È emblematico come i mass media abbiano trattato la scomparsa del Boeing 777 della Malaysia Airlines, avvenuta lo scorso 8 marzo tra Malesia e Vietnam. Da allora strabuzzo gli occhi di fronte a tante imprecisioni lette, riportate con disinvolta mancanza di competenza e approssimazione da tanti giornalisti patentati. Adesso finalmente le versioni ufficiali hanno finito per convergere su ciò che per circa una settimana è stato tenuto in sordina:
  • un aereo di linea - spegnendo il radar secondario - può scomparire dai radar civili, ma sicuramente non dai radar militari, che hanno coperture ben più estese dei primi;
  • l'aereo potrebbe avere adottato deliberatamente una serie di manovre e piani di volo per fuggire alla tracciatura radar; 
  • una siffatta scomparsa e fuga evocherebbe anche il supporto di sofisticate misure di "guerra elettronica" (per esempio ad opera di aerei militari AWACS ) e dunque l'intervento di una superpotenza. 
Dunque incidente o... complotto?

Sin da subito è stato riportato (poi stranamente la notizia non è stata più né smentita né confermata, ma semplicemente obliata) che molti telefoni dei passeggeri e dell'equipaggio, chiamati da parenti e amici, sqillavano dopo che il veicolo era stato dato per disperso. È stato poi rivelato che i satelliti avevano continuato a ricevere i segnali automatici (ping) trasmessi dai due motori del jet fino a 7 ore dopo la scomparsa. Dunque dopo ben 7 ore, l'aereo potrebbe essere precipitato o atterrato, non si sa esattamente dove (le tracce si perdono su due possibili corridoi aerei, uno verso il Pakistan e l'Afghanistan, l'altro verso l'Oceano indiano), comunque sia molto fuori dalla rotta originaria per Pechino. 

Ora i mass media puntano il dito sul pilota Zagarie Ahmad Shah:
  • con molte ore di volo alle spalle, quindi esperto e in grado di architettare un piano di volo per fare sparire un aereo dai cieli (con qualche aiuto "dall'alto" stile AWACS magari) 
  • con un "simulatore di volo a casa" (ma a meno che non si tratti di un simulatore particolare, simile a quelli usati dai militari, sarebbe un fatto abbastanza normale);
  • sconvolto (così si riporta) da una sentenza che ha condannato a molti anni di carcere il leader dell'opposizione malese per cui lui parteggiava; per la precisione Zagarie Ahmad Shah avrebbe preso la cloche del volo MH370 subito dopo avere assistito in tribunale alla pronuncia della sentenza (altri giornali scrivono che forse avrebbe assistito).
Si sta costruendo un capro espiatorio? 

C'è poi da restare basiti su come è stata tradotta in Italia la frase "pilots never asked to fly together": certi giornali hanno scritto - correttamente - che pilota e copilota non avevano chiesto di volare insieme (il che escluderebbero fossero d'accordo per dirottare l'aereo), altri hanno scritto - sbagliando - che avevano chiesto di non volare insieme... forse chi ha tradotto così sospetta che siano venuti alle mani in volo!

Le fonti di informazioni ufficiali hanno cominciato a parlare di dirottamento orchestrato dai Talebani, come se un Boeing 777 potesse essere fatto atterrare di nascosto in una delle zone (Pakistan e Afghanistan) con più "occhi elettronici" all'erta del mondo! Difficile immaginare un Boeing 777 che vola a bassa quota per fuggire ai radar, migliaia e migliaia di chilometri, senza che nessuno lo noti. E se davvero il pilota ai comandi fosse riuscito ad atterrare di nascosto, a maggior ragione sarebbero servite misure di guerra elettronica non alla portata di gruppi terroristici. E se davvero fosse stato dirottato per essere usato in un'azione simile a quella dell'11 settembre, più che essere scomparso l'ereo potrebbe allora essere stato abbattuto... reazione quasi inevitabile se un aereo viola uno spazio aereo (il destino del volo KAL007 nel 1983 docet). Ma se l'aereo ricomparisse tra qualche giorno, decollato dal suo eventuale rifugio segreto per schiantarsi contro qualche obiettivo sensibile, sarebbe più lecito pensare che dietro ci siano i servizi segreti USA piuttosto che i Talebani.

E qquando ancora si cercava l'aereo nei fondali tra la Malesia e il Vietnam, non mi pare che sia stato sottolineato che il Boeing 777 è considerato uno degli aerei più sicuri del mondo.

Allo stesso modo non mi pare che nessun giornale abbia riportato che un jet identico a quello scomparso, un Boeing 777-200ER (Extended Range) e pure del medesimo vettore, la Malesya Airlines detenga tra gli aerei civili il primato della maggiore distanza coperta senza scalo:
Dopo il modello iniziale la Boeing sviluppò la versione 777-200ER, caratterizzata da un peso massimo al decollo incrementato e da un aumento della capacità di carico. La versione 200ER volò per la prima volta il 7 ottobre 1996, ricevette le certificazioni FAA e JAA il 17 gennaio 1997 e entrò in servizio con la British Airways il 9 febbraio 1997. Garantendo migliori performance sul lungo raggio, questa variante nel corso dei primi anni duemila divenne la versione del Boeing 777 che ricevette gli ordini più consistenti. Il 2 aprile 1997 un 200ER della Malaysia Airlines (chiamato "Super Ranger") infranse il record della maggiore distanza percorsa senza scalo da un aeroplano di linea volando in direzione est dall'Aeroporto Internazionale della Contea di King, vicino a Seattle, fino all'Aeroporto Internazionale di Kuala Lumpur, in Malesia, coprendo una distanza di 20 044 chilometri (10 823 miglia nautiche) in 21 ore e 23 minuti. (fonte wikipedia)
Veramente una curiosa coincidenza che l'aereo scomparso sia dello stesso modello di quello che detiene un tale record. Se il pilota avesse voluto deliberatamente far perdere le tracce dell'aereo (per conto di chi e a quale fine?) avrebbe potuto fare rifornire al massimo i serbatoi nonostante il piano di volo ufficiale previsto fino a Pechino? In questo caso l'aereo potrebbe essere quasi ovunque adesso, con i sfortunati passeggeri. Qualunque cosa sia successa, mi aggrappo alla speranza che le 239 persone che erano a bordo possano essere ancora vive.

sabato 15 marzo 2014

Il sabato della sciarada - 1

61 : commenti
Da oggi, ogni sabato, 22 passi ospiterà una sciarada originale, offerta a chi si diletta di enigmistica e dintorni... tutti gli altri sopportino con pazienza questi miei innocui giochetti! ;)

Naufragio (1759) di Soseph Vernet

1. CONSIGLI AL NAVIGANTE

Ad accostar troppo agli scogli
si corre il rischio di xxx yyyyy.
La tua vela più al largo sciogli,
veleggia via come xxxyyyyy.

venerdì 14 marzo 2014

Ripartiamo da 2222! :-)

22 : commenti
Bene, rieccomi qui, a mettere di nuovo in moto il blog con questo 2222° post!

Ricordate la proposta di Nobel per la Pace 2014 del MFMP? Il Nobel Istitute norvegese ne ha accettate 277 di candidature analoghe, provenienti da tutto il mondo. Chissà, magari accanto a Putin (surreale!), Snowden e Papa Francesco, anche il MFMP potrebbe giocarsi alla pari la possibilità di ricevere un Nobel per la pace. Be' sì, io ci scommetterei... e voi? ;-)

Un po' di sostegno "indiretto" a questa candidatura arriva anche dal Parlamento europeo, dove ci si comincia a interrogare in merito alla Live Open Science e al suo futuro nel vecchio continente.
26 febbraio 2014 | E-002250-14
Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Roberta Angelilli (PPE)

Oggetto: Richiesta di parere sul progetto di ricerca e sperimentazione Live Open Science
La Live Open Science è un progetto/metodologia basato su un nuovo approccio nel condurre la ricerca scientifica.
Attualmente è portato avanti da un team di ricercatori internazionali denominato «Martin Fleischmann Memorial Project» (MFPM) che ha iniziato la sua attività operativa a partire dal settembre 2012, grazie alla possibilità di condividere risultati scientifici, incluso il know-how tecnologico, ottenuti in una serie di esperimenti condotti dal ricercatore italiano Francesco Celani a partire dal 2010.
La condivisione di idee, proposte e risultati sperimentali per mezzo delle nuove tecnologie della comunicazione è alla base di tale nuovo rivoluzionario paradigma della ricerca tecnologica e scientifica. L'approccio in oggetto permette di creare una rete di collaborazione internazionale tra studenti, professori, ricercatori con diverse competenze professionali, favorendo un humus culturale interdisciplinare focalizzato sia sulla ricerca scientifica di per sé sia alla ricaduta applicativa a vantaggio dell'umanità.
Tale progetto mira quindi alla creazione di un sistema di ricerca che consente, ad un indefinito numero di attori, di condividere rapidamente informazioni e partecipare attivamente ai processi decisionali: maggiore dinamicità rispetto al processo tradizionale di ricerca, maggiore efficienza operativa, costi ridotti.
La Live Open Science potrebbe quindi condurre ad una migliore allocazione delle risorse destinate al finanziamento della ricerca, determinando un risparmio di fondi e di tempo e aprendo il mondo della ricerca a un contesto globale e innovativo.
Ricordiamo che un approccio basato sugli stessi concetti di base è seguito con successo da molti anni nel mondo dell'informatica e dello sviluppo di software con i progetti «open source».
Tutto ciò premesso, può la Commissione riferire:
  1. qual è il suo parere riguardo a un tale approccio alla ricerca scientifica;
  2. se sono previsti finanziamenti a favore di progetti di ricerca di tale natura;
  3. se sono previste strategie di sostegno per l'innovazione del processo di ricerca scientifica nella programmazione 2014-2020?
Se son rose...

Come abbiamo visto, in Italia la candidatura del MFMP e della Open Science al Nobel per la Pace è stata lanciata lo scorso autunno da Claudio Pace, blogger conterraneo (lui scrive da Terni, io da Perugia) della verde Umbria.

A proposito, sabato prossimo 15 marzo, si terrà a Terni il convegno "Progettare l’energia pulita e sicura. Etica, innovazione e sviluppo in Umbria" organizzato e promosso proprio dall'attivissimo Claudio Pace. Orari e programma al link sopra riportato.

E restando nel cuore d'Italia e sempre in tema, sette giorni dopo, sabato 22 marzo, nell'ambito del Perugia Green Days - una tre giorni sulle energie pulite ricca di appuntamenti - alle ore 10, nel centro storico del capoluogo umbro, nella magnifica Sala dei Notari del Palazzo dei Priori, interverrà un vecchio amico di 22 passi, Maurizio Melis, conduttore della trasmissione Smart City - la città intelligente (Radio 24). Potete scaricare il programma completo della manifestazione da questo link.

Tante occasioni insomma per fare un salto in Umbria e visitare pure qualcuna delle sue tante bellezze artistiche e paesaggistiche, in aria già di Primavera.

An passant, proprio stasera Servizio Pubblico, in collegamento dal Mercato Coperto di Perugia, ha dato voce ai quei giovani agricoltori umbri che dimostrano come si possa creare reddito e benessere dall'economia "chiusa" a km zero, sana, ecologica e a prezzi contenuti. Un tema che, indirettamente, ma perfettamente, ben si collega a Stiamo diventando tutti poveri?, il post scritto da CLaudio Rossi e pubblicato ieri e soprattutto alla discussione che si è aperta tra i suoi commenti.

Bene, rotto il ghiaccio dopo la mia lunga assenza (causa forze maggiori) e in attesa di un (per ora rimandato) trasferimento del blog su altra piattaforma, un caro saluto a tutti i lettori di 22 passi e a presto. Sono tornato.

Daniele

P.S. Per chi si aspettava che, come annunciato da più di un anno, chiudessi il blog in occasione del fatidico 2222° post, per trasferirlo in altri lidi, riporto il commento che ho lasciato qualche giorno fa sul post Ricordiamo Emilio Del Giudice"Renzi aveva detto che mai sarebbe andato al governo se non col voto popolare, che Letta poteva fidarsi di lui ecc... io avevo detto che il blog si sarebbe chiuso col 2222esimo post, pace: se si chiuderà col 2257esimo o col 2305 fa lo stesso." 

Il trasloco del blog aspetterà ancora un pochino.

martedì 11 marzo 2014

Stiamo diventando tutti poveri?

82 : commenti

post di CLaudio Rossi

La questione è stata posta più volte e non è facilmente eludibile: “Perché mai, malgrado il decuplicato sfruttamento delle risorse naturali e l’efficienza di tutte le nuove tecnologie, oggi si deve lavorare più dei nostri padri e dei nostri nonni anche per la semplice sopravvivenza?”

La risposta più ovvia è: “Perché manca il lavoro! E nel mercato del lavoro, pur di lavorare, si guadagna sempre meno e si rinuncia a qualsiasi tutela o garanzia.

E allora cosa ha prodotto la diminuzione della domanda di lavoro?

Certamente il trasferimento di grandi masse umane da attività autosostentative e non rilevate (agricoltura in proprio, pastorizia, economie di sopravvivenza) al “mercato” dell’economia emersa. Ma anche l’automazione, che ha moltiplicato esponenzialmente, anche per le attività tradizionali, l’efficienza lavorativa rispetto all’unità di prodotto. Finché questa efficienza è stata ridistribuita dai lavoratori del comparto industriale a quelli del terziario, si è mantenuto un certo equilibrio e si sono parallelamente alimentati nuovi mestieri e nuovi consumi, ma ormai anche l’efficienza nel campo dei servizi viene ricercata soltanto con la contrazione del lavoro umano.
 
Tutte queste trasformazioni hanno trasferito valore aggiunto dal lavoro (manuale e intellettuale) al capitale, con ciò ingigantendo la massa finanziaria non spesa alla continua ricerca di nuove remunerazioni e sempre più concentrate.
 
Lo sviluppo dei consumi, prima conseguenza della globalizzazione nei paesi emergenti e poi pompato a dismisura nel mondo benestante dalle mode, dalla pubblicità e dalla disponibilità di beni sempre più sofisticati (pur con gli effetti nefasti a livello ambientale e redistributivo) assorbe ancora efficienza e ricchezza, ma a ritmi fortemente decrescenti perché frenato da due forze contrarie:
  • nei paesi ricchi dalla “sazietà” dei consumatori e dalla diminuzione della capacità di spesa individuale;
  • nei paesi poveri dalla crescente offerta di manodopera, causa di contrazione della remunerazione oraria e quindi del potere di acquisto, in cambio della (illusoria?) sicurezza del lavoro remunerato rispetto all’imprevedibilità dell’economia agricola.
La globalizzazione ha giocato, oltretutto, un altro ruolo fondamentale nella riduzione della domanda di lavoro. Fino alla seconda metà del secolo scorso i paesi industrializzati erano attrezzati su quasi tutta la catena del valore aggiunto per i consumi interni (ad esempio in Italia, per l’industria automobilistica, si produceva tutto: dall’engineering totale a tutte le singole parti delle auto, con grande ricaduta occupazionale sia manuale che intellettuale, idem in Francia, Germania ecc.). Oggi lo scambio di tecnologie, dalla ricerca a quelle progettuali, produttive e distributive, si estende a tutto il mondo, con ulteriore concentrazione di risorse e aumento dell’efficienza. È del resto inutile reinventare tutto: si può produrre su licenza e si risparmiano progettisti e costi di ricerca, sempre a spese del numero degli occupati. Oppure si acquistano e si concentrano direttamente le aziende che hanno know-how o prodotti e servizi utili, con una progressiva concentrazione delle produzioni e della ricchezza. Ed è di tutta evidenza che ogni concentrazione rende superflue molte funzioni industriali e quindi molto lavoro.

Si aggiunga poi la disintermediazione commerciale: basti pensare alla grande distribuzione che ha già distrutto oltre la metà dei posti di lavoro nel commercio al dettaglio e al web-commerce che si appresta, in questo senso, a dispiegare i suoi effetti deflagranti. È ovvio che dell’efficienza complessiva ottenuta da queste forme di commercio solo una parte minima è restituita all’utente in forma di prezzi più convenienti, mentre la gran parte remunera soltanto capitale e finanza.

Si può dire che l’aumento dei margini (di guadagno) è oggi ricercato soltanto negli effetti dell’innovazione tecnologica (che crea però pochissimo lavoro) e nella diminuzione dell’occupazione a parità di prodotto, come dimostrano le ristrutturazioni aziendali in tutti i campi.

A livello di singole aree economiche, gli effetti di tali trasformazioni possono essere ancora oggi parziali o accentuati per l’irregolare distribuzione dell’efficienza, della manodopera e della capacità organizzativa; sussistono pertanto ancora spazi per trasferimenti, movimenti ciclici e andamenti irregolari tra i singoli paesi; ma la direzione complessiva è chiara. Il che fa ritenere che, se non ci saranno radicali mutamenti nel modello economico globale e nelle logiche monetarie e distributive attuali, non si vede dove e perché possa originarsi, complessivamente, quella “ripresa”, quella “crescita” che tutti auspicano senza sapere bene di cosa stiano parlando.

mercoledì 5 febbraio 2014

Ricordiamo Emilio Del Giudice

712 : commenti
Qualche giorno fa, la mattina del 31 gennaio, il fisico Emilio del Giudice ci ha lasciato, prematuramente e in modo del tutto inaspettato. Aveva compiuto 74 anni il 1 gennaio scorso. 

Ricordiamolo come allievo e amico di Giuliano Preparata (1942-2000) di cui aveva raccolto il testimone di brillanti intuizioni e feconde ispirazioni. 

Ricordiamolo dunque per la ricerca sperimentale e teorica sulla fusione fredda e altre frontiere "critiche" della scienza, per esempio quella sulla memoria dell'acqua, condotta insieme al Nobel Luc Montagnier e altri pionieri. Due tematiche apparentemente distanti in realtà perfettamente collegate all'interno di un nuovo paradigma scientifico che vede la materia comportarsi in maniera assai più "intelligente" di quanto gli scienziati "neopositivisti", che tutt'ora occupano la maggioranza delle poltrone accademiche, siano mai riusciti a cogliere. 

Emilio Del Giudice era anche vicepresidente della Fondazione Omeopatica Italiana, non a caso, perché proprio i domini di coerenza in cui si organizzano le molecole dell'acqua hanno fornito una prima spiegazione scientifica della tanto ingiustamente contrastata e bistrattata omeopatia: denigrata da pseudo-giornalisti scientificipseudo-scettici tronfi dei propri paraocchi mentali e culturali, apprezzata da milioni e milioni di fruitori che ne sperimentano quotidianamente l'efficacia (da un paio di secoli).

Ricordiamo Emilio del Giudice come ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ma soprattutto non dimenticheremo mai la bella persona che era. Ho avuto occasione di partecipare a una sua conferenza 3 anni fa a Firenze, soltanto una purtroppo; ascoltandolo e scambiandoci alla fine qualche parola ho toccato con mano la sua umanità, integrità, lucida semplicità. In un Italia dove fa carriera chi razzola tanto male quanto parla in modo forbito e inutilmente complicato, le persone di cultura in grado di parlare con chiarezza e genuinità come Emilio restano ahimé una esigua minoranza. Proprio queste persone sono l'eredità più preziosa del millenario genio italico, una eredità da difendere in attesa che possa rifiorire in tempi migliori. 



Ricordiamo Del Giudice come figlio fedele della scienza rinascimentale, quella scienza assetata di pura conoscenza, olistica ante litteram, da contrapporre oggi più che mai alla parcellizzazione a branche stagne della scienza moderna, tesa a soddisfare gli interessi del grande capitale ancor più che a far circolare la conoscenza per il bene comune.


Ricordiamo Emilio del Giudice autore, insieme al giornalista Maurizio Torrealta, di un coraggioso libro di denuncia, Il segreto delle tre pallottole, che ha svelato il motivo di tanto accanimento nel tenere insabbiata la ricerca sulla fusione fredda, utilizzata da anni in ambito militare per produrre minibombe nucleari che non necessitano di massa critica per l'innesco della reazione a catena.

Per ricordarlo vi invito infine a rileggere alcuni dei tanti post dove 22 passi lo aveva menzionato:

giovedì 23 gennaio 2014

L’Italia senza futuro: in Parlamento
favori a Sorgenia e sostegno al termoelettrico.

476 : commenti

Rieccomi, dopo circa un mese e mezzo di assenza giustificata, per raccontarvi un’assurda vicenda, segnalata in prima battuta dal MoVimento 5 Stelle, che vede protagonista Sorgenia all’interno della Legge di Stabilità 2014: una grande marchetta natalizia dei nostri governanti all’impresa di De Benedetti, un dono di 22 milioni di euro... sì proprio 22... manco a farlo apposta!

Tutto è spiegato in un articolo pubblicato a metà dicembre sul Fatto Quotidiano, Legge di Stabilità, sul “salva Sorgenia” volano gli stracci tra De Benedetti e Brunetta:
Scandalo ieri notte in Commissione Bilancio della Camera. L’opposizione ha dovuto abbandonare la seduta per protesta contro l’emendamento presentato al disegno di Legge di stabilità dal relatore, Maino Marchi, con parere favorevole del governo, su Sorgenia di Carlo De Benedetti”, ha detto il fedelissimo di Silvio Berlusconi che guida i deputati di Forza Italia, chiedendo al premier di riferire sull’emendamento della discordia. “Si tratta della riformulazione di una norma già contenuta nel testo della legge di Stabilità approvato al Senato, spudoratamente a favore di Sorgenia in quanto si inserisce all’interno di questioni già definite dal Tar del Lazio nel contenzioso giurisdizionale amministrativo tra la società e il comune di Turano. Contenzioso che si è concluso con la condanna di Sorgenia a pagare al comune 22 milioni di oneri di urbanizzazione, con riferimento a una centrale termoelettrica operante nel lodigiano”.
Sulle attività di lobbying in Parlamento, sia di Sorgenia sia in generale, vi invito a leggere anche questi link:
Ma proviamo a capirne insieme qualcosa di più. Vi riporterò parte dei riferimenti legislativi per rendere l’idea di quanto possa essere difficile, per un cittadino, scovare certe “porcate”.

Il 29 novembre il Senato della Repubblica trasmette alla Camera dei Deputati il testo in itinere della Legge di Stabilità 2014 che, una volta discusso e modificato, diverrà Legge dello Stato; leggiamone il comma 74...
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