martedì 14 luglio 2009
domenica 5 luglio 2009
Perugia, 06/07/09 - Musiche dal Mondo
Domani, lunedì 6 luglio ore 21.30, a Perugia, presso la chiesa del complesso monumentale di Santa Giuliana, tra gli appuntamenti della manifestazione Musiche dal Mondo 2009, si esibiranno:- Larnaca Progressive Movement Choir di Cipro;
- Coro dell'Università di Perugia (in cui milito tra i tenori).
musica sacratraditional spirituals
- Ave Rex Gloriae di G. Caccini
- Panis Angelicus di Comi, Silivestro
- Deep River
- Go Down, Moses
- Swing Low
- I'm Gonna Sing
- Give Me That Old Religion
LINK:
- Sito ufficiale del Larnaca Progressive Movement Choir
- Sito ufficiale del Coro dell'Università di Perugia
- Calendario di Musica dal Mondo 2009
Jethro Tull: un mito in concerto a Todi
LINK:
Nudo Fiore
Da: “La posada di doña Carmen”
Tu, nudo fiore, doni il tuo profumo
a ognuno. Accogli il sole,
le nubi da cui piove. A nuove aurore
ti apri e non ti chiedi
se incontrerai dolore o avrai carezze.
Preziosi pollini a lievi brezze
affidi. E poi sorridi al cielo, al tutto,
e all’affilata sorte che ti addita:
la tua morte è un frutto per la vita.
sabato 4 luglio 2009
Un uomo dall'egocentrismo smisurato
(articolo di Stefano Corradino da www.articolo21.info)Berlusconi e il disturbo vincente.
Intervista allo psichiatra Luigi Cancrini
“La democrazia - affermava Winston Churchill - funziona quando a decidere sono in due e uno è malato". Il problema è che in Italia chi governa è malato ma decide da solo... L’esistenza di una vera e propria patologia la rileva ad Articolo21 Luigi Cancrini, celebre psichiatra e fondatore negli anni Settanta di una fra le più importanti scuole di psicoterapia del nostro Paese parla del nostro premier anche all’indomani delle sue dichiarazioni sulla tragedia di Viareggio. Per Cancrini “Silvio Berlusconi è un personaggio dall’egocentrismo smisurato. Finché ciò lo ha riguardato come imprenditore è andata bene. Il problema nasce con l'acquisizione del potere politico. E quando un normale narcisismo viene fortemente alimentato e si coniuga con il troppo potere il risultato è una patologia, un vero e proprio disturbo della personalità. Conosco questo tipo di patologie, ho dedicato un capitolo di un mio libro a Hitler e Stalin...”
"Adesso vado a Viareggio e prendo in mano io la situazione". Questo ha detto Berlusconi commentando la tragedia del treno esploso. Sempre lui. "Io" al centro di tutto...
Lui ha un’immagine di sé grandiosa, direi inutilmente e dannosamente grandiosa come succede spesso a chi, intorno, ha persone che gli dicono solo "sì"...
Intende dire che il consenso popolare amplifica l'autostima?
Non solo. E' un meccanismo interessante da studiare e che hanno vissuto i dittatori storici. Una studiosa americana ha scritto una biografia interessante su Beria (capo della polizia segreta sotto Stalin, ndr) in cui lei dimostrava bene come lui avesse acquisito un potere straordinario su Stalin proprio perché alimentava continuamente la sua paranoia.
Intorno ad una persona che si crede sempre più grande ed importante di quello che è, c'è sempre qualcuno che lo alimenta
È così che la persona perde il contatto con la realtà. Un contatto che normalmente è assicurato dal fatto che riceviamo un flusso di informazioni positive o negative su di noi e, continuamente, correggiamo il tiro. Nel caso di Berlusconi piuttosto che modificare il proprio percorso lui si vuole circondare solo di persone che lo esaltano e ogni critica viene da lui trasformata in attacco o complotto.
Lei è uno psichiatria di fama. C'è un modo per definire questo comportamento da un punto di vista "clinico"?
Sì, è disturbo della personalità. Silvio Berlusconi è un uomo dall'egocentrismo smisurato. Finché ciò lo ha riguardato come imprenditore è andata bene. Il problema nasce con l'acquisizione del potere politico. E qui, il troppo potere e un narcisismo normale fortemente alimentato si trasformano in un fattore patologico, un vero e proprio disturbo narcisistico della personalità".
Se è un disturbo andrebbe curato
Non si farà mai curare
Non sono un esperto di psichiatria ma mi domando: un disturbo patologico come quello da lei tracciato, oltre al rischio di essere autolesivo può produrre anche danni anche alla collettività?
Tempo fa ho scritto un libro "Oceano borderline" nel quale studiavo molti disturbi della personalità. E ho dedicato un capitolo ai "disturbi vincenti" la cui patologia si esprime in un successo spropositato. Ho studiato le biografie di Hitler e Stalin che hanno curiosamente in comune un'infanzia con un padre alcoolista, violenze e maltrattamenti e che poi si riscattano in un grande delirio. Disturbi vincenti sono anche quelli dei capi mafia, persone molto intelligenti che ritengono di stare svolgendo un compito importante. Il Padrino ad esempio. Forse Berlusconi, per fortuna, non ha ancora questi tratti così "grandiosi" ma il rischio della progressiva perdita del contatto con la realtà può essere fortemente dannoso per gli altri.
Pericoloso anche per se stesso immagino…
Non necessariamente. Se pensiamo alla questione delle feste e delle squillo lui è rimasto assolutamente imperturbabile alle critiche. Proprio perché lui è convinto di poter fare qualsiasi cosa in modo indisturbato e le persone che ha intorno lo assecondano.
Questa patologia del premier a suo avviso si può aggravare?
Sicuramente. E la condizione indispensabile perché un disturbo della personalità non si espanda è legata inevitabilmente alla presenza dei contrappesi rappresentati dalla magistratura (la legalità) e dalla informazione (libertà di stampa). Studiando Hitler ad esempio è facile ricordare che la sua prima azione fu contro i magistrati. La stessa cosa vale per Mussolini. L'equilibrio dei poteri è in questo contesto indispensabile. Se una democrazia è sufficientemente forte questo disegno non riesce e a un certo punto la persona cade. Se invece cadono i contrappesi si va verso un disastro. La dittatura. Con le folle a seguire il personaggio carismatico di turno. Quindi la difesa della normalità di Berlusconi sta nella tenuta della democrazia.
In questo contesto che ruolo ha la tv? Il possesso di un impero televisivo amplifica il potere e il rischio di condizionamento dell'opinione pubblica
Ovviamente sì, ma la tv essendo un mezzo così diffuso e capillare contiene in qualche modo, al suo interno, anche gli "antivirus".
Lei lo sa, che dopo questa intervista, oltre ai magistrati e ai giornalisti anche gli psichiatri potrebbero essere apostrofati come comunisti?
Confermerebbe le mie tesi, e darebbe più credibilità alla categoria.
venerdì 3 luglio 2009
"Una pagina di pubblicità su Repubblica"
Il 25 giugno scorso G.E. ha avuto la brillantissima idea di aprire un gruppo su facebook con questa semplice proposta:"Silvio Berlusconi dice di non dare pubblicità a La Repubblica. Diamo quindi una risposta forte e veloce a questo indegno attacco alla libertà di stampa: compriamo una pagina di pubblicità su Repubblica. Un euro a testa per pubblicare la PRIMA PUBBLICITA' SOCIAL mai realizzata. Compriamo tutti assieme una pagina per pubblicare una lettere aperta a Silvio Berlusconi firmata da tutti coloro che si iscriveranno al gruppo e che doneranno un euro per partecipare all'acquisto."Il testo (ancora passibile di modifiche) che verra inserito (in più lingue) nella pagina è il seguente:
LA STAMPA NON PUÒ ESSERE SOGGETTA
AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE
Art. 21 Costituzione Italiana, 1948
BISOGNEREBBE NON AVERE OGNI GIORNO SINISTRA E MEDIA CHE CANTANO LA CANZONE DEL DISFATTISMO E DEL CATASTROFISMO. ANCHE VOI DOVRESTE OPERARE, ANZI DOVRESTE FARE DI PIÙ: NON DATE PUBBLICITÀ A CHI SI COMPORTA COSÌ
Silvio Berlusconi ai giovani industriali italiani, 13 giugno 2009
Con questa sua dichiarazione rilasciata di fronte ai giovani imprenditori italiani, Silvio Berlusconi ha espresso l’invito a boicottare quelle testate che lo attaccano politicamente e personalmente sul piano della gestione della cosa pubblica e dei comportamenti etici personali invitandoli a sospendere gli investimenti in pubblicità perché non allineati col pensiero del Capo del Governo.
È inaccettabile che questa infame forma di ricatto venga dal Premier. Questo comportamento richiama quelle forme di governo da lui stesso definite liberticide e staliniste. Complimenti!
Questo appello non è rivolto a quei cittadini preoccupati per Repubblica, esplicito oggetto di tale attacco, anche perché siamo convinti che la maggioranza degli imprenditori non aderirà all'invito avendo loro un senso dello stato e della democrazia molto più radicato e profondo rispetto a quello del Capo del Governo. Noi intendiamo rivolgerci a coloro che credono che questa forma di ricatto sia indegna, illiberale, antidemocratica , fascista e stalinista. Non contestiamo il Governo, le sue scelte o la sua politica, contestiamo la forma e la sostanza di chi lo presiede quando esprime queste modalità aberranti dell'esercizio del potere.
Egregi Presidenti:
Taro Aso, Gordon Brown, Stephen Harper, Dmitry Medvedev, Angela Merkel, Barack Obama e Nicolas Sarkozy
FATELO SAPERE, NON LASCIATECI SOLI !
Questa pagina è stata acquistata da un gruppo di liberi cittadini di diversi orientamenti politici che hanno deciso di autotassarsi perché fortemente imbarazzati, preoccupati per la progressiva perdita della libertà di stampa e per il ruolo di guardiano attento della democrazia che essa ricopre.
Seguiranno i nomi di tutti coloro che con le loro donazioni - a partire da un solo euro in su (io ne ho inviati trenta) - avranno permesso l'acquisto di questa pagina. L'idea è pubblicarla su La Repubblica l'8 luglio in occasione del G8 in modo che ne arrivi necessariamente notizia ai leader riuniti all'Aquila.
La donazione può essere effettuata in tre diversi modi: PayPal, PostePay, bonifico. Invito i lettori di questo blog a entrare a fare parte di questa iniziativa, ottimo esempio di partecipazione diretta dei cittadini al dibattito politico nazionale nonché nuova forma di protesta in mano al popolo.
Potete trovare tutti i particolari nel gruppo su facebook (in questo momento sta per superare i 2.000 iscritti) o - se non fate parte di quel social-network - in PAGINA SU REPUBBLICA, blog aperto oggi sulla stessa piattaforma che ospita Ventidue passi d'amore e dintorni. Muovetevì però che il tempo stringe!
giovedì 2 luglio 2009
IO MI CHIAMO CLANDESTINO
Il Vaticano oggi è sceso in campo per stigmatizzare il pacchetto sicurezza appena approvato a colpi di fiducia dal Governo... bravo, ma non poteva farlo prima!!
Io mi chiamo clandestino, perché voglio vivere,
niente ombre, niente nascondigli,
perché dal mio sudore c'è la libertà,
libertà di stare con la mia famiglia,
e non soffrire o aver paura di vedermi strappato un figlio che nasce,
o che non possa andare a scuola.
Mi chiamo Clandestino, perché ho voglia di integrarmi
e rifarmi un altra vita
fuori dagli orrori delle guerre.
Mi chiamo Clandestino,
perché lo è il mio cuore e la mia anima,
mi chiamo Clandestino
per un domani di abbracci e pace universale di tutte le razze.
Questa parole sono la giusta protesta contro le vessazioni di cui la nuova legge renderà oggetto gli immigrati in Italia:
- diventa reato l' ”ingresso e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato” (non verrà punito con il carcere, ma con una multa da 5 mila a 10 mila euro e l’espulsione);
- si prolunga da due a sei mesi il tempo massimo di permanenza nei centri d’espulsione. Le proroghe saranno autorizzate dal giudice di pace quando il cittadino straniero non collabora o no arrivano i documenti necessari all’espulsione dal Paese d’origine;
- si confermano tre anni di reclusione e l’eventuale confisca dell’immobile per chi dà alloggio a pagamento, “per trarne ingiusto profitto”, a immigrati irregolari. Ma solo se questi sono senza permesso al momento della stipula o del rinnovo del contratto d’affitto;
- i cittadini stranieri che vogliono sposarsi in Italia sono obbligati a esibire il permesso di soggiorno (i clandestini, quindi, non potrebbero sposarsi);
- si alza da sei mesi a due anni (tre per i residenti all’estero) il termine dopo il quale chi ha sposato un italiano può chiedere la cittadinanza. I tempi di dimezzano se ci sono figli nati o adottati dalla coppia;
- è previsto un contributo di 200 euro sulle richieste di cittadinanza. Metà del contributo servirà a finanziare la Cooperazione, l’altra metà andrà al Dipartimento immigrazione del Viminale;
- viene subordinata l’iscrizione dei cittadini stranieri all’anagrafe alla verifica da parte del Comune dell’idoneità dell’immobile in cui abitano;
- si obbligano gli sportelli di money transfer a fotocopiare il permesso di soggiorno dei loro clienti e a segnalare alla polizia quelli che non lo hanno. Chi non lo fa, perde la licenza;
- è prevista l’esibizione del permesso di soggiorno per accedere ai servizi pubblici e per gli atti stato civile (escluse le prestazioni sanitarie o le iscrizioni alle scuole dell’obbligo);
- i cittadini stranieri sono obbligati a sottoscrivere un ”accordo di integrazione” con un punteggio che crescerà o diminuirà in base al loro comportamento. Chi esaurisce i punti, perderà il permesso e sarà espulso;
- è introdotto un contributo sulla domanda di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno che andrà da un minimo di 80 a un massimo di 200 euro;
- è previsto il superamento di un test di italiano per chi chiede la carta di soggiorno.
Somewhere in the rainbow (il cuore)
Era lì. Lo vedevo toccare il campo mentre alle spalle dei suoi sette raggi colorati, in trasparenza, le fronde verdi degli alberi venivano agitate dalla pioggia battente. Era tra me e quei rami. A una decina di metri o poco più. Volevo fotografarlo, scendere dall'automobile, attraversare la strada e correrci sotto, immergermi nella sua luce come un pennello nell'acquerello. Sarebbe svanito? A quale nuova prospettiva avrebbe ubbidito l'irriverente segmento di circonferenza? Sfidava a colpi d'iride le leggi dell'ottica, almeno quelle che presupponevo. Ero stupito di scoprire che un arcobaleno potesse essere così piccolo e vicino, circoscritto al mio breve sguardo, a portata di mano. Ma non feci in tempo a fare nulla: dietro di me il sole fu di nuovo coperto e come uno zampillo d'acqua che viene chiuso, l'arcobaleno si ritirò dal cielo. Ne fui un po' deluso, ma non troppo, era più grande la gioia di avere ancora sugli occhi il tocco dei suoi colori. Ora sapevo perché qualcuno, migliaia d'anni prima, aveva potuto immaginare che alla fine dell'arcobaleno fosse sepolto un tesoro. Il fatto è che proprio quella mattina avevo deciso di mettermi alla ricerca del mio tesoro, quello nascosto dentro al cuore. E in fondo, in fondo, il primo indizio l'avevo appena trovato.mercoledì 1 luglio 2009
Somewhere in the rainbow (la testa)
Non tutti i mali vengono per nuocere. Nel pomeriggio sono andato a Magione per una commissione di mia madre, ma il negozio era chiuso. Allora ho fatto una puntata al Lago Trasimeno e mi sono fermato a San Feliciano a prendere un gelato (oggi ancora non avevo mangiato niente), scoprendo una curiosità locale che ignoravo.Tornando a Perugia il cielo andava abbuiandosi, finché all'altezza di Corciano s'è scatenato un "muro" di pioggia e grandine. Uscito dalla superstrada, sulla statale all'altezza di S. Mariano, alla mia destra è spuntato un po' di sole, alla sinistra s'è acceso in cielo quest'arco di luce. Purtroppo la foto non è di buona qualità: scattata com'è al volo dall'auto, col videofonino, sotto la pioggia, restituisce in minima parte la spettacolarità di questo arcobaleno. Peccato pure che l'immagine sia tagliata a destra, dov'era il montante del parabrezza. I sette colori infatti erano completamente disegnati, da un capo all'altro dell'arco, che era non basso, di più, era bassissimo, e non all'orizzonte ma proprio nel campo dinnanzi a me. Notate bene che l'arcobaleno sembra nascere proprio dalle spighe di grano e soprattutto che gli alberi sono dietro di lui!
Quella linea di alberi, lontana in quel punto cento, centrocinquanta metri dalla strada, non era parallela a questa, bensì vi si avvicinava mano a mano che l'auto avanzava. Naturalmente la rifrazione dei colori dava l'impressione che l'arcobaleno si spostasse nella stessa direzione in cui viaggiavo, così il fascio di luce colorata ha continuato a trovarsi tra me e gli alberi anche quando essi distavano solo dieci, venti metri da me.
Ahimè, m'è mancato il tempo di fare una nuova fotografia, ché una nuvola ha nuovamente coperto il sole. È la prima volta in vita mia che vivo un incontro così ravvicinato con un arcobaleno! A occhio e croce, persino la sommità dell'arco non distava più di quaranta cinquanta metri da me... altro che somewhere over the rainbow: somewhere in the rainbow!
Sono momenti come questi che illuminano e colorano la vita, oggi mi ci voleva proprio! :-)
domenica 28 giugno 2009
Barabba o Nostradamus?
giochino con strutture che si avvicinano all'archetipo.
Anzi è forse questo il segreto dei tormentoni?
Sono l'assoluto, ben mascherato nella quotidiana banalità
di un motivetto da fischiettare."
Fabrizio Moro giura di avere scritto questa canzone cinque anni fa, a prova di ciò anche il fatto di averla cantata in concerto l'anno scorso.
Se è così, oltre alla carriera di cantante, che già fa bene, potrebbe intraprendere pure quella di profeta! Fate attenzione al testo...
"Risale a cinque anni fa. Era rimasto nel cassetto insieme ad altri quindici pezzi. È andato in stampa in tempi non sospetti, più di un mese fa. Anzi, la storia di Noemi mi ha penalizzato. Barabba doveva essere il singolo che anticipava l’album poi dopo tutto questo clamore ho dovuto rinunciare".
"Il mio riferimento non è a Berlusconi ma al presidente del consiglio in quanto simbolo del potere, quindi anche a quello che lo ha preceduto e a quello che verrà dopo. E poi Silvio non si incazza mai, sono io che mi devo arrabbiare con lui. Pagherei per passare una serata con lui: io con la chitarra come Apicella e intonare Barabba insieme. Sono sicuro che si divertirebbe".
BarabbaLINK:
da il Segno di ogni cosa (2009)
di Fabrizio Moro
Non si può
andare in giro in volo
e mai con il metrò
avere un bel conto in banca
per rilassarsi un po'
comprare dieci case sparse
in tutto il mondo no, no
non si può
non si può
mandare a quel paese
chi non è cortese
e andare a cena fuori
più di una volta al mese
e non badare a spese
non si può, no
a meno che tu non sia
il presidente del consiglio
o sua figlia o suo figlio
il ministro degli interni
o sua moglie e tutti i suoi fratelli
l'allenatore della nazionale
o meglio ancora il cardinale
Barabba...
Non si può
avere le foto scandalistiche
sui giornali
le tette di tua moglie al vento
proprio non si può
portarsi a letto le ventenni
quando hai settant'anni
e fare i danni
non si può
fare colazione
in camera ogni mattina
e per curarsi bene
avere una sola medicina
di marca colombiana
non si può, no
a meno che tu non sia
il presidente del consiglio
o sua figlia o suo figlio
il ministro degli interni
o sua moglie e tutti i suoi fratelli
l'allenatore della nazionale
o meglio ancora il cardinale
Barabba...
- scheda di Fabrizio Moro su Wikipedia
- Il sito ufficiale del cantante
- recensione di Gino Castaldo a "Tormentoni" di Peter Szendy, ISBN Edizioni, Milano (2009)
Quanto vale la vita di un uomo?
Un accenno alla vicenda di Youssef Maged Al Molky, 47 anni. Il palestinese ritenuto tra i principali responsabili del sequestro della nave da crociera Achille Lauro, avvenuto nel 1985, e ieri sera espulso e rimpatriato a sorpresa con destinazione Siria, dove sarà passibile di pena di morte per quei reati (sequestro e uccisione del passeggero statunitense di origine ebraica, Leon Klinghofer) per i quali in Italia ha scontato interamente la pena di reclusione: 30 anni ridotti a 23 e 8 mesi per buona condotta. Inutili le opposizioni dei suoi avvocati. Caduti nel vuoto anche gli appelli della moglie italiana.Ne parlava ieri sera il blog Haramlik ("Un’Italia sempre più immorale. E assassina.") e stamattina La Repubblica (qui in voce e qui con un articolo).
A questa notizia deve essere dato giusto rilievo perché 1) è immorale che uno Stato che aborrisce la pena di morte estrada una persona in una nazione dove potrà essere giustiziato; 2) si tratta dell'ennesima assurda conseguenza della pessima legislazione e gestione dell'immigrazione che l'Italia si ritrova oggi ad avere.
Uno Stato civile e di diritto come il nostro dovrebbe far sì che nessuno tocchi Caino.
Carissimo Pinocchio
Caro Presidente del consiglio,
oppure essendo una giovane donna dovrei dire “Caro Papi”?
Meglio in fondo iniziare con caro Silvio.
Mi rivolgo a te come individuo, non come rappresentante pubblico né come seduttore ultra settantenne che, cosciente di ciò che è, recita un ruolo di potere un po’ perverso, dove non si capisce dove finisce l’atteggiamento paternale ed inizia qualcos’altro.
È in fondo quello che succede nelle famiglie quando un adulto abusa di un minore no? Si inizia per dimostrare affetto e si finisce con una mano sul culo…
Bene, tornando a noi caro Silvio vorrei dirti che sono una donna, che cerca di esserlo al meglio, manifestando nel suo privato e nella sua quotidianità le tante risorse che una donna ha. La creatività, la compassione, la forza, la bellezza, l’armonia, la sensitività… a volte non è facile essere donna sai? In questo mondo si lotta per manifestare ciò che si è, si lotta per una pari opportunità, si lotta per uno stipendio uguale a quello di un uomo, si lotta anche per non essere oggetti: per non consentire a ogni uomo che incontri di marchiarti come fanno i gatti con il loro territorio né di essere considerati cose da UTILIZZARE.
Eh già, lo dica al suo avvocato, che sono le cose che si utilizzano, le persone caso mai si vivono…
È un continuo slalom tra coraggio, battute a sfondo sessuale, sforzi, sguardi e a volte capita ancora che qualcuno si senta autorizzato a darti una pacca sul sedere in metropolitana solo perché ce l’hai rotondo.
Io come donna, lo sto cercando di cambiare questo mondo, rispetto gli altri e cerco di insegnare a mia figlia a farlo.
Il potere di una persona sull’altra deve fermarsi davanti a questo rispetto. E lei Signor Presidente di potere ne ha davvero tanto. E di rispetto? Soldi, sesso, forza e predominio la sua vicenda PRIVATA ma che è diventata molto PUBBLICA per il RUOLO di cui Lei è investito e per i LUOGHI dove si è consumata è la solita storia del misero potere umano. Quello per intenderci che comanda da millenni e guardiamo un po’ dove ha condotto il mondo.
Ma è possibile che non ci siamo evoluti neanche un po’? Siamo ancora all’arcaico IUS PRIMAE NOCTIS ? Chi ha il potere ne abusi?
Insomma Signor Silvio lei è davvero felice di questa involuzione? La donna velina è il risultato odierno di EVA?
Vogliamo crescere o rimane nell’era del pisello e di tutti gli annessi e connessi che ci fanno sentire uomini?
Io da donna le dico che non mi sento rappresentata da Lei... Ma una parte di me si chiede se l’immagine di sé che sta dando è davvero quella che vuole rimanga registrata negli annali del tempo... Ma non possiamo sognare un sogno più grande che uno stuolo di signorine pronte a compiacerci? Il compiacimento di se stesso non riesce con i suoi ultra settant’anni e i suoi successi a provarlo da sé?
Chissà cosa direbbe la sua mamma…
Con un sorriso,
Cristina
Egregio Presidente Silvio Berlusconi
c/o Palazzo Grazioli
Via del Plebiscito, 102
00186 ROMA
sabato 27 giugno 2009
Accerchiamento
I have a dream rispetto all'onnipotente Berlusconi:
quella che chiuderà il cerchio
della sua carriera politica.
Metto insieme qualche segnale di ciò:
- l'ennesimo attacco di Berlusconi agli organismi internazionali: "Gelo di Bruxelles sul premier"
- l'ormai famoso appello di donne alle first ladies perché boicottino il vertice (*)
- in inghilterra danno già per certa la caduta di Berlusconi dal "trono"
- l'editoriale di Ezio Mauro di oggi: "Minacce di disperazione"
- il redazionale su Libero.it di oggi: "Voci di Palazzo..."
- e sorvolo sulle tante prese di distanza cattoliche
Insomma, un po' di indizi non fanno una prova... ma una speranza sì!(*) Sono particolarmente orgoglioso che la proposta sia partita anche dalla mia città, tra le proponenti c'è infatti la Prof. Angelica Mucchi Faina dell'Università di Perugia (con cui detti molti anni fa l'esame di Psicologia Sociale).
P.S. Ho scelto la vignetta a lato per accompagnare il post perché mi sembra ben esemplificativa di come all'estero vedano guidata l'Italia.
venerdì 26 giugno 2009
Tornerà l'ora di scrivere poesie
Ultimamente ho parlato poco di poesia.
Ho avuto meno voglia di scherzare.
Ho riportato poche notizie e storie positive raccolte in rete, quelle che quanto più dan motivo di sperare in un futuro migliore (per tutto il pianeta), tanto più mi rendono felice.
Insomma, ho messo da parte i temi che in due anni e mezzo hanno contraddistinto queste pagine.
E ho parlato poco di me stesso.
E non ho più fatto visita alle amiche e agli amici della blogosfera assiduamente come prima .
C'è un motivo.
Per quella che è la mia sensibilità e - se me lo concedete - intelligenza, percepisco come tanti un "momento" di pre/emergenza democratica per l'Italia, e sento il dovere di contribuire per quel che posso a difendere i valori di libertà in cui credo.
Non ho mai fatto mistero di quali siano le mie inclinazioni politiche: sono di sinistra perché, per infinite ragioni, amo la solidarietà e la tolleranza e ho in avversione il neoliberismo e il capitalismo selvaggio.
Credo assolutamente nel valore del dialogo e nell'alternanza democratica tra forze politiche diverse, purché siano rappresentate da leader rispettosi delle regole della società civile, leader che non mirino a trarre vantaggio o profitto dalla loro posizione per se stessi, leader che sappiano rinsaldare l'unità nazionale piuttosto che spaccarla.
Fin troppe analisi sono state scritte, da persone ben più esperte di me, sui motivi per cui una fetta consistente dei nostri concittadini non si avveda della deriva liberticida a cui ci sta portando l'eccesso di potere (politico ed economico) nelle mani d'un unico tele-pervasivo "personaggio". Sta succedendo. In maniera non dissimile da come cominciò a succedere una novantina d'anni fa, se non che oggi i mezzi per il controllo di massa delle coscienze sono estremamente più raffinati e potenti.
So bene che di fronte a questi discorsi molti elettori di Berlusconi e della Lega, si sentono offesi. Scusatemi, lo riconosco, i Napoleoni, grandi o piccoli che siano, non mi sono mai piaciuti e mai mi piaceranno. E da questo non mi sposto.
Chi in coscienza avverte nella società che lo circonda un pericolo di autoritarismo e totalitarismo deve impegnarsi - nei limiti della non violenza e del confronto civile ovviamente - per difendere i valori costituzionali della repubblica in cui è nato e cresciuto. Si tratta di un imperativo morale a cui è impossibile sottrarsi.
Ed è proprio quello che sto facendo, in questo blog e soprattutto su facebook. Non ne vado pazzo, ma riconosco che facebook ha grandi potenzialità nel "fare rete", così vi ho fondato da qualche settimana il gruppo "Solidarietà a La Repubblica e alla stampa italiana" (ne parlavo qui) che comincia ad assorbire una buona percentuale del tempo che dedico al web: qui il link alla sede "viva" su facebook; qui il link alla vetrina "statica" su blogspot (accessibile anche a chi non fa parte di quel socialnetwork).
Non solo, al di là delle 36 ore di lavoro settimanali, sento il bisogno di impegnarmi su questi temi fuori da internet e dentro la vita reale, in qualsivoglia modo possa mettere a frutto quel paio di talenti che ho.
Tornerà l'ora di scrivere poesie.
Ora son giorni da pamphlet. :-)
P.S. Da qualche giorno il gruppo di facebook ha un regolare trend di crescita di +25% di iscritti ogni 24 ore... se le visite sui blog aumentassero con ritmi simili simili sarebbe una pacchia per i blogger!
Indovina indovinello... come eravamo!
Nel '68, col nomignolo di Straccio, faceva parte del gruppo degli "Uccelli", allegri bontemponi che, durante gli scontri di Valle Giulia attraversavano gli schieramenti di polizia travestiti da pastori e con pecore al seguito. Poi è stato militante di Lotta Continua a Garbatella (Roma).Oggi è un notissimo volto del giornalismo televisivo.
Chi sarà mai?
;-)
giovedì 25 giugno 2009
Hai due mucche...
Questa si che è didattica! Questo manualetto di sociologia politica circola nel web da un po': imperdibile! :-)Hai 2 mucche.
P.S. La mente che ha concepito questo saggio "manualetto" è semplicemente geniale, cosa darei per conoscerla!
mercoledì 24 giugno 2009
Questo è un uomo!
W Don Antonio Sciortino, che su Famiglia Cristiana scrive quello che i "servi" non hanno il coraggio di dire del loro "re": Berlusconi è ormai indifendibile.Desideriamo un presidente di consiglio di cui poter essere fieri, di fronte alle nostre coscienze, ai nostri figli e all'opinione pubblica delle nazioni estere.
Santa Famiglia Cristiana! :-)
Se questo è (sempre) un uomo...
1994 "Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. [...] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla RAI nasceva dai salotti di GBR, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.visto che è così bravo a cambiare idea, ci faccia un piacere, adesso cambi lavoro. Grazie.
martedì 23 giugno 2009
La pesante eredità di Milton Friedman
Ringrazio l'amica Rosella per avermi inviato alcuni estratti dell'ultima opera di Naomi Klein, -Shock Economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri, Rizzoli, Milano 2007 (ed. originale: The Shock Doctrine, 2007).Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra. Allora Dio disse a Noé: "È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco io li distruggerò insieme con la terra". (Genesi 6, 11)
Niente di giovane dietro una droga
Troppo carina questa canzone! È del 2005 ma l'ho scoperto solo poco fa grazie all'amica Caterpillar di Sviaggi. Il suo autore si chiama Gionata e vive a Lugano.
Ragazzi dategli retta: l'unica droga che vale è la felicità che si distilla dalla vita, non quella che si brucia con le sostanze.
Ecco il testo della canzone "Niente di giovane dietro una droga", dall'album Si può essere un'alba (2005).
Non c'è niente di giovane, dietro una droga.
Proprio niente di giovane, dietro una droga.
Presìdi medici e chimici, dietro una droga.
Uomini a corto di scrupoli, dietro una droga.
Consigli d'amministrazione, dietro una droga.
Ma proprio niente di giovane, niente di giovane.
Divento d'oppio dal ridere, quando canticchi di legalizzare
e non lo vedi che di fatto è già tutto legale,
non lo vedi che di fatto è già tutto legale.
Non c'è niente di giovane, dietro una droga.
Ci sono imperi e nazioni, dietro una droga.
Nessuna libertà, dietro una droga.
Il problemino è che la tua gioventù non la stai bruciando tu.
Divento d'oppio dal ridere, quando t'illudi di trasgredire
e non t'accorgi che di fatto è già tutto normale.
Non t'accorgi che di fatto è già tutto normale.
Non t'accorgi che di fatto è già tutto normale.
Non t'accorgi che di fatto è già tutto normale.
Sono il bacchettone.
Gonfiami di fischi.
Vengo a darti ragione.
La droga è distribuita molto meglio dei dischi.
Si può scopare alla grande, anche senza una droga.
Si può suonare da Dio, anche senza una droga.
E si può fare la pace, anche senza una droga.
E si può essere un'alba, anche senza una droga.
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- Questa canzone sta alla dipendenza da droga come MedioBevo sta a quella da alcool
- Gionata su Myspace


















