22 PASSI D'AMORE e dintorni

BLOG PER APPASSIONATI D'AMORE, ONESTÀ, SPIRITUALITÀ, ARTE, POESIA, POLITICA, DEMOCRAZIA, SOSTENIBILITÀ, TECNOLOGIA, ENERGIE PULITE, COLD FUSION E LENR, MEDICINA ALTERNATIVA, RIVOLUZIONI SCIENTIFICHE, CRIPTOARCHEOLOGIA E "TANTE COSE INFINITE, ANCOR NON NOMINATE"

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B A C H E C A D E L B L O G

Dal 25 Aprile 2015 (Festa della Liberazione) la possibilità di lasciare commenti nel blog è stata disattivata, eccetto per gli 85 utenti autorizzati e autori ad oggi iscritti. Chi desiderasse fare parte di questa piccola community (Google consente ancora 15 iscrizioni) può mandare due righe di presentazione a 22 passi chiocciola gmail punto com.

giovedì 28 aprile 2016

A volte... molte volte... RITORNANO!

135 : commenti

Post di Daniele Passerini (22passi) - rigorosamente per addicted alla saga E-Cat!

Un anno e mezzo fa scrissi un post che si intitolava:


Rileggetelo bene, era un'analisi dettagliata di habitat e abitudini del fantomatico CimPy, un esempio perfetto di quelle assurde creature dette troll - molto più reali che mitiche - che infestano il web. Un post tornato di tutta attualità alla luce di quello è accaduto in questi giorni nel blog di Mats Lewan "An Impossible Invention".

Persino Giuseppe Levi - da sempre encomiabilmente restio ad abbassarsi al livello di certi diffamatori seriali - ieri notte è sceso direttamente in campo:
Un'autentica escalation insomma! Oggi il buon Mats Lewan, resosi conto che il suo blog era divenuto un facile terreno di battaglia per un'orda di troll affamati, ha giustamente chiuso i commenti:
Hi everyone.
This discussion has started to get too much out of the original scope, to search for and expose facts in a complex situation, and the amount of comments is also becoming larger than I can handle for a fair moderating, so I will close down the discussion, at least for now.
Meanwhile, my advice to all readers who have not participated in the discussion, is to be careful to trust any claim that has been published in comments here, since the stakes are potentially high and it’s difficult to know the motives behind each individual, or pseudonym.
However, some things have been learnt, both on what has happened, and also on the positions on some of those involved, and their identities. The continued story is going to be interesting.

Consiglio a Mats di adottare anche per il suo blog il "modello 22passi": 
  • accesso, solo su iscrizione, alle persone vere; 
  • filo spinato e cavalli di Frisia per i troll.

martedì 26 aprile 2016

Vuoi vivere di più e in buona salute? Medita!

39 : commenti
I dati 2015 della Sanità mostrano che per la prima volta (credo dal dopo guerra) in Italia ha smesso di crescere la speranza di vita alla nascita, era da un po' di anni che me lo aspettavo e non sarò per nulla sorpreso se, nel giro di qualche decennio, retrocedesse parecchio rispetto all'apice raggiunto nel 2014 e tornasse a valori ben più "antichi": 
C'era da aspettarselo perché l'andamento di un altro importante indicatore, quello della aspettativa di vita sana, cui chiaramente è correlato quello della speranza di vita, già da vari anni dava indicazioni sconfortanti:
C'era da aspettarselo perché  l'ambiente che ci circonda è troppo degradato, gli inquinanti sono ovunque, come esseri umani siamo esposti a troppi fattori di rischio, come cittadini a troppi fattori di stress e, in definitiva, la Scienza medica ha ancora idee molto confuse su cosa sia veramente utile per stare in buona salute. Se a tutto questo si aggiungono anche i tagli alla Sanità, la situazione si fa drammatica.

Ma se la Scienza medica - più concentrata su come riparare i guasti del corpo-macchina che su come mantenere/ristabilire il benessere dell'organismo-sistema - avesse le idee più chiare, avrebbe già promosso, per esempio, l'introduzione a scuola dell'ora di meditazione, che per la salute psicofisica sarebbe decisamente più utile di altre ore. Ecco, fosse per me, abolirei subito l'anacronistica ora di religione cattolica e introdurrei quella di Tecniche di Meditazione e Principii universali della spiritualità: ne deriverebbe un intervento capillare di promozione della salute sin dall'età scolare, nessuna spesa aggiuntiva nell'immediato e anzi enormi risparmi pubblici nel futuro. Su quali siano i benefici della meditazione c'è l'imbarazzo della scelta:
Non avete mai meditato e pensate sia complicato e difficile imparare? Fate un passo alla volta è cominciate così (poi l'appetito vien... camminando!):

lunedì 25 aprile 2016

Viva la libertà di essere liberi !

23 : commenti

Ieri sono andato a visitare un forum dove non tornavo da parecchio e, leggendo gli interventi dei suoi utenti, mi sono ricordato perché non avevo più sentito voglia di visitarlo: sembra un gioco di ruolo collettivo (anzi un autentico psicodramma!) dove - a parte quelli in gamba che salgono sul palco (e pure in cattedra) e un po' di pubblico educato che interagisce civilmente coi primi - si può tranquillamente affermare che il 50% e più dei commentatori interviene solo per coprire di lazzi e schiamazzi le discussioni altrui.

È passato esattamente un anno da quando - per non veder ridotto nello stesso modo 22 passi - decisi di lasciare solo ai lettori realmente interessati la possibilità di scrivere commenti, relegando fuori dalla porta quel manipolo "affezionato" di multiformi e multipli nick, che il blog si trascinava dietro come lo scafo di una barca le brume e le cozze.
Fu un ottimo modo per festeggiare la Festa della Liberazione.

E solo l'altro ieri mi sono reso conto - quasi con spavento - che erano già passati 12 mesi... altro che tempus fugit! Non so a voi, a me i giorni volano via come fossero risucchiati da un black hole... troppe cose di cui occuparsi, troppe persone a cui pensare, e in un istante ti trovi a sostituire il calendario vecchio col nuovo. Di sicuro sono passati molti anni, alcune decine, da quando ho cancellato la parola "noia" dal mio vocabolario: noia e indolenza sono lussi di chi può starsene con le mani in mano. Beh, un pizzico di invidia per chi riesce ancora ad annoiarsi a volte la provo... è un privilegio raro!

Chiusa la parentesi tempo, se c'è una cosa che mi lascia indifferente - l'età in questo rende saggi - sono i commenti di chi non ama questo blog; a me piace proprio così com'è: imperfetto, autentico e sincero. Qui gli iscritti possono discutere anche animatamente tra loro, ma sempre entro buoni limiti di educazione, senza le cadute di gusto e stile a cui s'assiste altrove.

Ma cos'è che irrita tanto coloro che sono disturbati da 22 passi? Che assomiglia a me, probabilmente. A me che non devo rendere grazie a nessuno - per esempio - del lavoro che svolgo e di quello che ho. Che non mi sono mai fatto raccomandare da nessuno in alcuna occasione e non devo rendere favori (di quelli sottobanco e pelosi) a nessuno. Che, nei limiti dei miei obblighi e doveri, sono perfettamente libero di fare quel che mi pare, libero di essere libero, libero di seguire l'obiettivo di essere soddisfatto di quel che faccio.

P.S. Il forum a cui mi riferivo all'inizio è il thread Blackout di Cobraf. Per far sì che quel thread torni ad essere leggibile (accedervi "in chiaro" è più da coprofagi che da "cobrafili"), basta oscurare Lo_Spinoso, Onan il Barbaro, Radagast, Raman, Schnibble, Sergente, Shine: strani internauti con un nick diverso in ogni porto che, ovunque possono, danno sfogo alle proprie compulsioni... su 22 passi non possono più e perciò non gli resta che parlarne male! :-)

***

Piccola divagazione su un tema che ha più a che fare con il mio lavoro che con i temi di casa nel blog.

Qualche giorno fa ho letto un interessante articolo sul mutamento di rotta della comunità scientifica internazionale (in ambito sanitario e sociale) circa il modo migliore di combattere la diffusione e l'uso delle sostanze psicotrope: "Droga, il proibizionismo globale verso il capolinea?"
Dopo anni e anni di "tolleranza zero" e di criminalizzazione del consumatore (in Italia un terzo della popolazione carceraria è tossicodipendente) si sta finalmente per cambiare rotta, come gli esperti suggeriscono da molto tempo: la priorità diventa la riduzione del danno nel consumatore, strategia che - nelle nazioni in cui è stata sperimentata - si è dimostrata capace sia di diminuire il numero dei morti per droga più delle campagne di repressione, sia d'essere una base più solida su cui poggiare i percorsi di cura nei servizi residenziali (comunità di recupero) o territoriali (Ser.T.).

Ci sono naturalmente pro e contro, come in qualsiasi scelta, ma va sottolineato che non si tratta tout court di legalizzare il consumo delle droghe (tanto meno di quelle cosiddette "pesanti") quanto di non criminalizzarlo. Per chiarire il concetto, oggi è scontato che un malato di mente vada curato, ma fino a pochi secoli fa i "folli" venivano rinchiusi dove capitava, persino in carcere insieme ai delinquenti comuni (cfr. "Storia della follia" di Michel Foucault, uno dei testi di riferimento culturale della Riforma Basaglia); la società vedeva la malattia mentale come un problema essenzialmente di ordine pubblico e gettava sul malato mentale lo stigma e la colpa di essere tale. Oggi una simile costruzione sociale della colpevolezza la vediamo operata sui tossicodipendenti: considerarli più come affetti da un male che come afflitti da una colpa può sembrare banale, in realtà è un cambio di direzione di 180° rispetto a come il problema droga è stato affrontato in Italia.

mercoledì 20 aprile 2016

Casa dolce casa... vuoi la sciarpa o il cappotto?

28 : commenti

Post di Emilio Molinari

Di soluzioni per risolvere il problema energetico ne esistono diverse. Parlo di “problema” perché sono evidenti le implicazioni economiche, sociali e ambientali legate all’energia. È sicuramente importantissimo che le energie rinnovabili, che per ora sono di frontiera, si sviluppino perché una cosa certa è che le fonti da idrocarburi sono di quantità finita mentre quelle rinnovabili sono ipoteticamente infinite. 
È più corretto, però, affrontare la questione energetica dando priorità al risparmio energetico prima ancora che alla produzione di energia. Ed è di questo che voglio parlare: mi occupo di riqualificazione energetica su edilizia esistente, è un capitolo molto importante perché il consumo civile di energia termica copre un buon 30% del fabbisogno nazionale e anche perché, una volta ridotti i consumi delle nostre case, basta poco per renderle, se non autosufficienti, quantomeno a basso impatto ambientale. 
Riqualificare un edificio è anche il miglior sistema per sviluppare fonti energetiche rinnovabili, che sono discontinue, proprio perché gli edifici che accumulano calore, fanno da volano energetico, mantenendo l’energia nel tempo. Ma se si decide di coibentare un edificio sicuramente si affronta una spesa significativa se il sistema che si vuole adottare è quello dell’isolamento esterno denominato comunemente ”a cappotto”: è pur sempre un ottimo investimento, ma scoraggia la maggioranza delle famiglie che non ha redditi elevati. È in ogni caso una soluzione indicata a chi deve ristrutturare la propria casa, quindi non a tutti. 
Ci sono soluzioni molto, molto più economiche e veloci, anzi velocissime, per coibentare gliedifici, sia condomini che case indipendenti. Mi riferisco ai materiali sfusi insufflabili nei sottotetti e nelle intercapedini dei muri perimetrali di una casa, compresi i controsoffitti. Servono soltanto due operai per isolare un sottotetto in mezza giornata e tre persone per i muri di un appartamento, anche abitato, in un solo giorno. È importante sapere che il 70% del patrimonio edilizio nazionale si può isolare così, restano escluse ovviamente le case con i muri in pietra. 
Scrivo questo post con il cuore in mano perché, pur trattandosi di un settore in espansione, siamo troppo poco incisivi, viste le poche imprese che effettuano questi lavori. Queste tecniche esistono dagli anni settanta e, se anche sono stati effettuati una decina di migliaia di interventi, il mercato è ancora intonso, vergine. Praticamente tutte le abitazioni costruite in Italia dagli anni '50 agli anni '80 hanno le intercapedini: quando vedete un palazzo con la struttura in cemento armato, lo stesso ha anche i muri esterni con le intercapedini. 
Due esempi esplicativi. Il primo è la casa dove abito: è stata costruita nel 1969, ho isolato il contro-soffitto e i muri nel 2006, in un giorno solo, abitandoci (non era cioè un appartamento in ristrutturazione). Il mio appartamento ora disperde circa 2 gradi in 10 ore. Tecnicamente ha 25 cm di fibra di cellulosa nel controsoffitto e 13 cm nelle pareti. Secondo esempio: ho isolato (in sole tre ore) il sottotetto della casa dei miei genitori (costruita nel 1958) con 60 cm dello stesso materiale, divertendomi a farla diventare probabilmente la casa con il tetto più isolato del mondo, con una trasmittanza termica di soli 0,065 W/m2K

Tutti devono capire, quanto prima, che le soluzioni al problema energetico esistono, perché non c’è più tempo: i ghiacciai si sciolgono, le tensioni internazionali aumentano, le economie si bloccano. Vi raccomando di incrociare sempre le informazioni e di essere critici (a queste tecniche per esempio si imputa il mancato isolamento dei ponti termici e per darvi già una risposta vi invito a casa mia), ma anche di avere una mentalità aperta. Proprio perché le soluzioni molte volte sono pronte e possono essere anche semplici - come quelle di cui ho parlato - ma non è detto che se ne colga la reale portata, restando magari in attesa di qualcosa di sensazionale, nuovo, spettacolare. 
Se desiderate che le cose cambino non fate sempre le stesse cose. La rivoluzione, se volete, potete iniziarla voi stessi: informandovi.

sabato 16 aprile 2016

SURSUM QUORUM !

439 : commenti
ore 7:03 - screenshot de Il Fatto Quotidiano
Post di Daniele Passerini (22passi)


Come cambiano i tempi... Il Fatto Quotidiano diventa sempre più moderato e trasversale, La Repubblica sempre più populista e di parte! :)

Non ci credete? Stamattina, appena sveglio, sono andato col telefonino sulle home on line delle due testate.

Su FQ ho trovato un buon ed equilibrato invito a votare...
e - più avanti - due altri articoli:

ore 6:55 - screenshot de La Repubblica
Mentre su Repubblica troviamo accorpati in home, uno dopo l'altro, prima questo "articolo principale"...
e a seguire questi tre "corollari":
  1. Referendum trivelle, l'attesa sulla piattaforma: "Quanta amarezza, non siamo inquinatori"
  2. Trivelle, viaggio tra gli operai sulla piattaforma: "Non siamo inquinatori"
  3. Referendum trivelle, l'amarezza degli operai sulla piattaforma

Già la difesa d'ufficio dell'invito di un capo di governo all'astensione (come un prete che invitasse il suo gregge a non andare a messa!) non mi pare degna del quotidiano fondato nel 1976 da Eugenio Scalfari, ma La Repubblica - si sa - sotto De Benedetti è diventata ben altra cosa dal riferimento della Sinistra italiana che fu per tanti anni. Poi repetita iuvant, devono pensare i giornalisti di Repubblica:
  1. Referendum trivelle, l'attesa sulla piattaforma: "Quanta amarezza, non siamo inquinatori"
  2. Trivelle, viaggio tra gli operai sulla piattaforma: "Non siamo inquinatori"
  3. Referendum trivelle, l'amarezza degli operai sulla piattaforma
Poverini, li capisco, in questo momento sono stati schierati in campo, come bravi soldatini, per essere di parte e propinare propaganda filogovernativa... con i pochi argomenti che hanno, cos'altro possono fare se non moltiplicare lo stesso spot?

Esiste un censimento dei giornalisti che sono transitati da Repubblica al Fatto Quotidiano dal 2009 ad oggi? Immagino che non siano pochi!

La Repubblica di stamattina è un bell'esempio di quanto il fronte "si-triv" del NO (no quorum soprattutto) si stia attaccando a tutto (o meglio, a quel poco che trova) pur di dipingere il fronte "no-triv" del SI come non è.

Il principio dello sfruttamento sostenibile delle risorse non rinnovabili è concetto ben più complesso del tema generico e generale dell'inquinamento. Dire che il movimento "no-triv" (voto SI) sia motivato tout court dalla paura dell'inquinamento è becero travisamento, bieca banalizzazione, mera disinformazione. Basta semplicemente informarsi (per esempio qui).

Chi ha pagato le concessioni per le estrazioni, decenni fa, ha già ben guadagnato abbastanza: non si capisce proprio perché debba ricevere ulteriori sconti, vantaggi e leggine ad hoc, perché debba essergli procrastinato sine die (o meglio, sino al giorno del prosciugamento dei pozzi) lo sfruttamento dei giacimenti. O meglio, si capisce benissimo, se riflettiamo su come le lobby stiano influenzando le azioni del governo Renzi non meno di quanto già facessero con i governi Berlusconi.

Capisco ovviamente la preoccupazione di qualche migliaio di lavoratori del comparto e delle loro famiglie, ma di chi è già in cassa integrazione in altri settori e con ben alte cifre non diciamo nulla? (*)
Dobbiamo infliggere all'ambiente l'ennesimo prosciugamento delle sue risorse, per difendere - confrontando le cifre in gioco - pochi posti di lavoro? 
C'è molto più da preoccuparsi per i milioni di posti di lavoro a rischio per la dilagante automatizzazione e robotizzazione dei processi produttivi, fenomeno che in tutta Europa (tranne poche eccezioni come l'Italia) ha già giustificato l'introduzione del reddito minimo garantito, destinato inevitabilmente a diventare più la norma che l'eccezione.

(*) A marzo 2016 l'INPS ha registrato, tra cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, ben oltre 52 milioni di ore autorizzate a operai e impiegati (fonte).

P.S. Perché mai le posizioni contrapposte a questo referendum sono state apoditticamente "etichettate" in no-triv e si-triv? In effetti le trivelle non c'entrano un tubo con questo referendum: sarebbe stato più corretto distinguere al limite in no-poz e si-poz, visto che si parla di sfruttamento di pozzi già esistenti. Probabilmente la sintesi giornalistica ha trovato facile gancio con l'assonanza al noto movimento no-tav, da lì a no-triv e quindi a si-triv il passo è breve. Non sono riuscito a capire chi, quando e dove abbia coniato il termine no-triv, mentre si-triv sembrerebbe apparire per la prima volta il 14/09/2015 su e-gazzette.it.

venerdì 15 aprile 2016

Plantalampara, energia dalle piante e dalla terra

21 : commenti
Post di Andrea Rampado

Sono molto emozionato nel riportare questa notizia che da qualche mese gira in rete, ma a quanto pare non abbastanza da essere riportata in modo capillare dalle ONG.
Di necessità virtù, ma soprattutto ingegno, l'ingegno di un gruppo di studenti peruviani dell'UTEC (Università di Ingegneria e Tecnologia) che hanno progettato e poi realizzato un semplice sistema in grado di catturare gli elettroni prodotti nei normali processi biochimici delle piante, nello specifico dai microrganismi simbionti che collaborano con le piante per produrre i nutrienti di cui necessitano. Lo scopo era di trovare una soluzione semplice ed economica per risolvere il problema della scarsa distribuzione di energia nelle zone rurali del paese (circa il 40% della popolazione vive senza corrente elettrica).
Plantalampara
Il sistema è semplice e geniale allo stesso tempo: in pratica succede che in alcune tipologie di vegetali (non tutte le specie sono idonee), mentre assorbono la luce diurna per i normali processi fotosintetici, i microrganismi simbiotici presenti sul terreno in prossimità delle radici rilasciano elettroni; la terra a contatto con degli elettrodi permette il trasferimento degli elettroni a una batteria che si carica di energia. L'energia così immagazzinata viene poi utilizzata per accendere una lampada da 50 watt  nelle ore notturne.
Studenti: Isabel Mora, Vladimir Carrera, Milton Bozzo, Juan Carlos Barbaran,
Lauren Wong, Jose Avalos, Marcello Barbieri, Angello Vindrola.
Professori : Victor Freundt, Elmer Ramirez, Renzo Giudice, 
Julien Noel, Luis Peña, Víctor Murray, Ricardo López
Una soluzione solo per le zone rurali della Terra o l'inizio di un nuovo sviluppo tecnologico ed ecosostenibile? Forse è presto per dirlo, ma viste le premesse la fantasia spazia fin dove l'emozione stringe il cuore con l'immagine di un futuro più sano, naturale e in armonia con la natura. Bravi!!!

Links:
https://www.utec.edu.pe/ingenio-en-accion/plantalamparas-plantas-que-dan-luz
http://www.eniscuola.net/2016/04/12/piante-batteri-ridanno-luce-alle-comunita-off-grid https://www.youtube.com/watch?v=_5mDAGxOw1Q
http://www.bbc.com/mundo/noticias/2015/11/151109_tecnologia_plantalamparas_energia_electrica_selva_indigenas_luz_peru_amazonas_utec_lb

martedì 12 aprile 2016

Referendum sulle trivelle: BOICOTTIAMO CHI VUOLE BOICOTTARE IL QUORUM !

174 : commenti

Assisi (PG), 6 giorni al voto e plance praticamente vuote!
Post di Daniele Passerini (22passi)

In una surreale sordina mass-mediatica (accanto una foto emblematica), si avvicina il giorno del cosiddetto referendum sulle trivelle.

Un referendum platealmente boicottato dal nostro "simpatico" governo, che punta a sabotarlo per fare un regalo alle "munifiche" lobby dei petrolieri: che senso ha infatti fissare il referendum il 17 aprile, senza accorparlo alle  prossime elezioni amministrative del 5 giugno (al voto 1371 Comuni su 8000), se non quello di voler boicottare il raggiungimento del quorum?
Tanto per cambiare, l'Italia si ritrova con l'ennesimo governo di bucciotti, pupazzi e burattini, con le lobby a tirarne i fili... e l'ambiente continua ad essere una delle vittime sacrificali più gettonate. 

A dispetto di chi vuole affondarlo, questo referendum merita grande attenzione, la stessa attenzione che merita la salute del nostro pianeta e il futuro dei nostri figli. E se il quorum venisse raggiunto vincerebbe il SI. 

Ma questo referendum è particolarmente paradossale... prendiamo il caso di Ravenna. A seguito delle estrazioni selvagge vicino alle proprie coste, la città sta lentamente scivolando nell'abbraccio del Mar Adriatico, con le spiagge in procinto di trasformarsi in paludi. Eppure proprio a Ravenna  (vedasi questo link) potrebbero prevalere i NO sui SI, o forse no, perché il miglior modo di far vincere il NO è puntare al non raggiungimento del quorum. 
Ma tutti gli Italiani sono informati su questo referendum quanto i cittadini di Ravenna? Non credo.

Per questo è importante che chi non conosce bene quale sia la posta in gioco domenica prossima, si informi quanto prima... e vada a votare.

Per questo è fondamentale che tutti quanti sono convinti che le concessioni petrolifere entro le 12 miglia non debbano essere prorogate oltre le scadenze, vadano a votare in massa il loro SI.

Per approfondire perché votare NO e perché votare SI vi lascio alcuni link:
In conclusione, che vi sentiate più PRO o più CONTRO, domenica prossima esercitate il vostro sacrosanto diritto elettorale e ANDATE A VOTARE. Io voterò SI.

venerdì 8 aprile 2016

Lettera aperta a Rolando Pelizza

52 : commenti

Post di Andrea Rampado

Gentile Rolando Pelizza, 
il 12 Marzo 2016 il giornalista Rino di Stefano pubblica nel proprio sito (qui) i piani di costruzione della "Macchina di Dio" ex "Raggio della Vita" ex "Raggio della Morte".
Rino di Stefano riporta quanto segue:
In un certo senso potrebbe essere definito il testamento spirituale di Rolando Pelizza. Oppure, se volete, l’ultimo tentativo di Pelizza, personaggio controverso e circondato da un alone di mistero, per condividere con il resto del mondo (e soprattutto la comunità scientifica) il segreto della macchina che, a suo dire, sarebbe in grado di annichilire la materia, generando grandi quantità di energia pulita. Alla soglia degli ottant’anni, dopo una vita a dir poco avventurosa all’ombra di una scoperta che ancora oggi sembra del tutto incredibile, l’uomo comincia a pensare a ciò che sarà quando il Padreterno lo chiamerà al suo cospetto.
Comunque sia, quelli che state per leggere sono i piani di costruzione della famosa macchina. Me li ha dati Pelizza in persona, pregandomi di pubblicarli nel mio sito. Ovviamente, non ho la competenza per poter giudicare questo materiale. Non sono né un tecnico, né uno scienziato, ma soltanto un giornalista che cerca di rendere il più comprensibile possibile uno dei casi più strani ed enigmatici del secolo scorso. È dunque con spirito di servizio, per arricchire la conoscenza di chi mi legge, che ho acconsentito a questa pubblicazione.

Ammesso e non concesso che qualcuno raccolga davvero il testimone di Pelizza, ci sarà poi il problema di usare la formulazione giusta per far funzionare la macchina. A questo riguardo, Pelizza specifica che alla sua morte un notaio riceverà il mandato per consegnare la documentazione solo a colui, o coloro, che si impegneranno a soddisfare un preciso protocollo di richieste etico comportamentali da lui volute. A buon senso, non mi pare che le pubbliche autorità dovrebbero consentire che un privato entri in possesso di un tale macchinario, sempre che lo stesso abbia le caratteristiche di cui si parla. Ma il disinteresse mostrato fino ad oggi dal governo italiano è molto eloquente per spiegare questa eventualità. E poi questa è la volontà di Pelizza. Chi vuol farsi un’idea più precisa, deve solo continuare questa lettura.
Nei due documenti allegati, "disegni della macchina CAD/CAM" e "una nuova fisica per il mondo", Lei caro Pelizza scrive:

Le domande, forse migliaia, non posso formularle tutte in questa lettera aperta, mi limiterò per il momento a ciò che ritengo più importante e degno di approfondimento.
Lei scrive che delle persone (poteri forti) l'hanno sottomessa costringendola per decine di anni a lavorare per loro e per i loro interessi. In pratica Lei sta confessando che per decine di anni ha collaborato con i "poteri forti", mettendo a disposizione la macchina che ha realizzato con Ettore Majorana, e che quest'ultimi oggi hanno a disposizione questa macchina; questa è solo una mia interpretazione o le cose stanno effettivamente in questo modo? Se così fosse non mi spiegherei come mai Lei, oggi, mette a disposizione i documenti e i dettagli tecnici costruttivi con la condizione che vengano utilizzati per scopi civili e pacifici e per questo ha disposto un protocollo che dovrà essere sottoscritto come impegno per poter ricevere le informazioni mancanti, indispensabili per il funzionamento della macchina.
Penso che Lei stesso capisce la contraddizione in essere, può rispondere nel merito e spiegarci che cosa ha fatto nelle decine d'anni in cui è stato costretto, suo malgrado, a una collaborazione che è in antitesi con quanto da Lei stesso richiesto e, a quanto pare, in antitesi con le stesse volontà di Ettore Majorana?
Chiedo scusa, ma, sempre nel merito, non abbiamo ancora visto nessun protocollo etico e altri dettagli  promessi da Rino di Stefano, dettagli che secondo Rino di Stefano sarebbero stati pubblicati entro una decina di giorni dal rilascio dei primi documenti; ne sono passati più di venti.
Ha intenzione quanto prima di rilasciare questi ulteriori documenti?
Mi chiedo, quale protocollo e in che forma riuscirà ad impedire che la macchina, una volta realizzata  e ottenuti i dettagli finali per il suo funzionamento, possa essere utilizzata per scopi non pacifici.
Non solo, mi chiedo come Lei possa non aver immaginato che, in ogni caso, chi ha disponibilità economiche e tecniche riuscirebbe, una volta realizzata la macchina, a farla funzionare anche senza le sue ultime indicazioni tecniche. È solo questione di tempo e di denaro investito e la macchina potrà essere messa in funzione comunque; si rende conto che questa eventualità non può essere esclusa al 100%?
Può fornirci cortesemente delle risposte a questi quesiti?
Cordialmente
Andrea Rampado

Addendum per i lettori di 22Passi
Il video che segue è il documentario girato dal regista Victor Tognola  per la televisione Svizzera "La macchina venuta dal futuro", ritirato dalla rete l'anno scorso; si vocifera che i diritti sono stati acquistati da un produttore di Hollywood.
Grazie ad un certo Biri Chino è possibile vederlo ancora, vi consiglio di farne copia prima che sparisca nuovamente dalla rete.. ;-)

mercoledì 6 aprile 2016

Leonardo Corporation Press Release...
and Industrial Heat Statement.

308 : commenti
Post di Daniele Passerini (22passi)

COLD FUSION (LENR) VERIFIED – INVENTOR SUES INDUSTRIAL HEAT, LLC.

Leonardo Corporation announced today that on March 29, 2016, Leonardo Corporation received independent third party validation of the overwhelmingly positive results of a nearly yearlong test of Leonardo’s 1MW Energy Catalyzer (“E-Cat”).

According to the inventor, Andrea Rossi, the E-Cat generates a low energy nuclear reaction (“LENR”) which produces excess heat energy at a cost substantially below more traditional energy sources. According to the independent third party report, over the 352 day test period, the E-Cat consistently generated energy at a rate in excess of six (6) times the amount of energy consumed by the plant, often generating energy exceeding fifty (50) times the amount of energy consumed during the same period. According to Andrea Rossi, Leonardo Corporation considers the results of the third party test to be “an overwhelming success” and that “the world is one step closer to the realization of a commercially available new, clean and efficient energy source.”

The independent third party validation test was performed by Dr. Ing. Fabio Penon, a Ph.D. in Nuclear Engineering, at the behest of Leonardo Corporation and one of its licensees, Industrial Heat, LLC. as both desired independent third party verification of the sustainability of the energy production of the E-Cat over a prolonged period. “The results of Dr. Penon’s test was consistent with the measurements taken by the representatives of Leonardo Corporation and Industrial Heat respectively during the course of the test” said inventor Andrea Rossi.

“Leonardo Corporation is working diligently with its licensees, corporate partners and material suppliers to implement a production and distribution plan consistent with the expected demand for the E-Cat units when they are made commercially available” stated Rossi.

Notwithstanding, Licensee Industrial Heat continued involvement in the development and manufacturing of the E-Cat is uncertain at this time. As stated in a lawsuit filed by Leonardo Corporation on April 5, 2016, Leonardo Corporation believes that Industrial Heat breached the terms of its license agreement and misappropriated Leonardo Corporation’s intellectual property relating to the E-Cat. Additional information is available regarding the E-Cat at www.ecat.com. The lawsuit can be viewed at www.pacer.gov, Case No. 16-CV-21199-JLK, U.S. District Court, Southern District of Florida. Leonardo Corporation does not anticipate that there will be any delay in the commercial release of the E-Cat technology as a result of the lawsuit.

Contact: Leonardo’s attorney John Annesser, Esq. JWA@silverlawgroup.com

SOURCE: Leonardo Corporation




***

INDUSTRIAL HEAT STATEMENT ON MERITLESS LITIGATION
FROM LEONARDO CORPORATION AND ANDREA ROSSI

RESEARCH TRIANGLE, N.C., April 7, 2016 /PRNewswire/ -- We are aware of the lawsuit filed by Andrea Rossi and Leonardo Corporation against Industrial Heat. Industrial Heat rejects the claims in the suit. They are without merit and we are prepared to vigorously defend ourselves against this action. Industrial Heat has worked for over three years to substantiate the results claimed by Mr. Rossi from the E-Cat technology – all without success. Leonardo Corporation and Mr. Rossi also have repeatedly breached their agreements. At the conclusion of these proceedings we are confident that the claims of Mr. Rossi and Leonardo Corporation will be rejected.

Industrial Heat continues to be focused on a scientifically rigorous approach that includes thorough, robust and accurate testing of promising LENR technologies. Our goal remains to deliver clean, safe and affordable energy.

SOURCE: Industrial Heat, LLC

***

Questa storia non smette di stupire, meriterebbe un canale del digitale terrestre dedicato: un E-Cat Channel!
Scherzi a parte, che la vicenda sia approdata in Tribunale, alla fin fine, può essere solo un fatto positivo: i giocatori saranno costretti a mostrare le loro carte e ad esibire prove del funzionamento o meno dell'E-Cat finalmente. E credo che la giustizia americana abbia tempi molto più "civili" di quella italiana, giusto?
A detta degli unbe' (ndr. unbeliavers) accaniti, sarebbe possibile montare tutto un universo di roba come la vicenda E-Cat, dal 2009 a questa parte (se non erro è dal 2009 che Rossi e Focardi uscirono allo scoperto), sul nulla, sul magheggio, sul VUOTO ASSOLUTO. Io continuo a ritenere decisamente più probabile che - se l'E-Cat fosse stato il bidone che loro credono - tutta la storia si sarebbe naturalmente sgonfiata da un bel pezzo.
Mi auguro che l'innalzamento del livello del gioco, ora approdato all'attenzione della giustizia USA, non possa che essere un segnale dell'avvicinarsi del finale.
Segnalo il post di Mats Lewan a proposito di questo nuovo avvincente capitolo della saga E-Cat e ne riporto i link finali:

Files regarding the lawsuit:

Generatore di energia allo stato solido:
resoconto dall'Expo Ferroviaria 2016.

28 : commenti
1. A sx Ernesto Ermanno Franceschini, inventore; a dx Silvio Caggia, inviato speciale del blog 22passi.
Post di Silvio Caggia

Grazie al post di Andrea Rampado, sul "generatore di energia allo stato solido", ho scoperto che dietro casa mia ci sarebbe stata una mostra ferroviaria cui avrebbero partecipato i suoi amici inventori del "generatore". Ho approfittato quindi dell'occasione per andare a curiosare ieri mattina tra gli stand della Expo Ferroviaria 2016 presso il Lingotto Fiere di Torino.
La mostra è molto specialistica e poco apprezzabile per chi non è del settore, mi sono quindi subito diretto presso lo stand 754, padiglione 1, dove gli inventori sono ospiti presso lo stand della RIMEF. 
2. Il trenino alimentato dal generatore di energia
Qui ho potuto ammirare (foto 2) un plastico ferroviario circolare con un trenino elettrico che girava in tondo per un quarto d'ora e stava poi in pausa per un altro quarto d'ora, ciclicamente, tutto il tempo. La gioia di ogni bambino del passato, si potrebbe pensare, solo che qui nella mostra i bambini non sono proprio ammessi per regolamento. Questo trenino non è qui per far divertire i bambini infatti ma per mostrare una nuova fonte di energia non convenzionale.
Come in tutti i plastici ferroviari tradizionali, il trenino è alimentato da una batteria da 12 Volt cui è semplicemente aggiunto un timer per farlo funzionare un quarto d'ora sì ed un quarto d'ora no, niente di strano fino qui, la novità sta nel fatto che la batteria è a sua volta ricaricata dal "generatore di energia allo stato solido" da 15 Volt.
Ma come è fatto questo "generatore"? Il "generatore" consiste di un pacco di 10 moduli da 1,5 Volt collegati in serie tra loro.
3. La misura della differenza di potenziale
E come sono fatti questi moduli? Ciascun modulo ha dimensioni poco più grandi di un biglietto da visita, se ne vedeva uno dimostrativo collegato tutto il tempo ad un voltmetro digitale (foto 3) indicante una differenza di potenziale intorno ai 1444 milliVolt.
L'aspetto del modulo è quello di due sottili fogli di metallo con qualcosa in mezzo, che non si vede, il tutto protetto da una foderina di plastica trasparente sigillata, tipo quella per proteggere i documenti, da cui escono solo i due terminali elettrici positivo e negativo. Uno dei due fogli metallici è di alluminio, come il terminale stesso (il negativo mi pare), l'altro non si capisce di cosa sia fatto, ma il terminale che vi è collegato è di rame.
Ho fatto alcune domande ad Ernesto Ermanno Franceschini, uno degli inventori presenti ieri mattina in mostra; ne riporto a memoria il senso e le risposte che ricordo, purtroppo non ho preso appunti precisi:
Quanta corrente genera ogni modulo?
1,5 - 2 milliAmpere, è variabile, di notte per esempio è maggiore.
Quindi il pacco di 10 moduli che vediamo genera 15 Volt per 1,5 milliAmpere?
Contrariamente a quanto ci si può aspettare, mettendo in serie più moduli la corrente aumenta.

Potrebbe essere che all'interno avvenga una reazione chimica dovuta ai due metalli diversi e "l'elettrolita" che li separa?
No, abbiamo costruito anche dei moduli con entrambi i fogli fatti di alluminio e funzionavo lo stesso.
La potenza prodotta è proporzionale alla superficie dei moduli? Con moduli più grandi si avrebbero potenze maggiori?
No, la potenza è più legata agli "strati" dei materiali tra i due fogli, vorremmo infatti cercare di migliorare i risultati sfruttando tecnologie di deposizione tipo quelle per fare i circuiti stampati.
Avete pensato alla deposizione di materiali con qualcosa tipo una stampante 3D?
Sì, anche quella è una delle idee.
Avete una teoria che spieghi da dove viene l'energia prodotta dai moduli?
No, ci servirebbe infatti un partner che finanziasse la ricerca di una spiegazione teorica del fenomeno coinvolgendo esperti nelle varie scienze toccate dal fenomeno.
Come è nata questa idea?
In modo abbastanza strano... avevo costruito una grande piramide tetraedrica di legno per meditarci dentro e da lì è nata l'intuizione...
Al di là delle attuali e future versioni, sempre più raffinate, che richiedono ovviamente delle tecnologie di costruzione adeguate, i primi prototipi di questo generatore sono stati invece fatti con materiali abbastanza semplici ed alla portata di tutti?
Sì, nei primi modelli avevamo macinato dei cristalli di quarzo che si trovano nelle nostre valli...
Cosa vi ha spinto a condividere pubblicamente le informazioni del vostro brevetto su 22 passi?
Siamo stati informati da un amico che il nostro brevetto aveva cominciato a girare sottobanco in certi ambienti, abbiamo allora preferito dare la possibilità a tutti di conoscerlo.
La prima impressione che si ha a guardare questo "generatore" è: se è così semplice, come mai nessuno ci ha pensato prima? In effetti forse anche altri ci hanno pensato... la struttura di questo apparecchio mi ricorda molto quella dell'electret , e ovviamente anche il sistema Orbo di Steorn.

I lettori di qualche anno fa ricorderanno forse la discussione che ebbi con Mario Massa e Franco Morici riguardo l'electret ed alcuni esperimenti di free energy con dei condensatori elettrolitici che potete ritrovare (tramite Search22) a questa pagina.
Personalmente auguro ad Ermanno di poter incontrare presto i partner giusti per poter verificare, sviluppare, ingegnerizzare e commercializzare la sua idea, magari aiutato in questo da chi vorrà replicare il suo brevetto e magari avanzare una teoria scientifica solida sul funzionamento di questo "generatore" che a me sa tanto di futuro quanto di "antico"...

venerdì 1 aprile 2016

Quei bontemponi di Cobraf...

130 : commenti

Post di Daniele Passerini (22passi)

In giornata di 1 aprile qualcuno, armato di Photoshop, s'è preso la briga e di certo il gusto d'incollare un po' di volti (tre - evidenziati in verde - riferiti al qui presente blog, gli altri - evidenziati in celeste - all'affaire E-Cat in generale) su «Il ciarlatano» della scuola di Hieronymus Bosch o forse di Pieter Brueghel il Vecchio... aspetto lumi.

Un modo colto e un po' snob degli unbe' di Cobraf per dare ai be' di 22passi del credulone, semplicione, ingenuotto, allocco, gonzo, sprovveduto ecc. ecc. ecc.
Aiutatemi a scoprire tutte le identità che sono state messe in gioco; mi mancano la 1, la 5 e la 6! :-)
  1. Graziano Gentili
  2. Andrea Rossi
  3. Fulvio Fabiani
  4. Giuseppe Levi
  5. Sven Kullander (R.I.P.)
  6. Alex Schibli
  7. Domenico Fioravanti
  8. Sergio Focardi (R.I.P.)
  9. Vessela Nikolova
  10. Silvio Caggia
  11. Andrea Rampado
  12. Daniele Passerini
P.S. Cosa diavolo c'entra Alex Schibli, proprietario di Rat Island, con gli argomenti dibattuti su Cobraf? Ah be', chiedetelo agli unbe' di Cobraf: quelli col Q.I. alto sono loro! :-)

P.P.S. E cosa diavolo c'entra con tutta questa storia Graziano Gentili, professore ordinario di geometria  presso il Dipartimento di Matematica e Informatica dell'Università di Firenze?

giovedì 31 marzo 2016

Generatore di energia allo stato solido
e un po di storia...

61 : commenti
"Il mondo dei sensi è una molecola di polvere in un torrente di acque invisibili."
Nicolàs Gòmez Dàvila
Post di Andrea Rampado
 
Nella storia dell'umanità le scoperte scientifiche da sempre hanno segnato l'evoluzione dell'uomo.
Dall'era del bronzo a quella del ferro fino alla prima rivoluzione scientifica, dalla seconda metà del Cinquecento all'epoca moderna, in piena era nucleare, l'umanità ha visto e vissuto dei salti evolutivi chiari e ben definiti. Questi passaggi sono attribuiti a persone, inventori a volte scienziati e ricercatori; persone che dotate di genialità e spirito d'inventiva - a volte contro dogmi scientifici o religiosi - hanno osato andare oltre “fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima”.
In questa nostra epoca, l'epoca moderna, l'ultimo passaggio o salto evolutivo (nella sua accezione più negativa purtroppo) è stato segnato tragicamente dallo scoppio della prima bomba atomica a Hiroshima il 6 Agosto del 1945, solo tre anni dopo la prima reazione a catena nucleare controllata della prima pila atomica ad opera di Enrico Fermi e sette anni dopo la scoperta della fissione nucleare ad opera di Otto Hahn nel 1938.
Viviamo nell'era atomica, un'era che nel futuro sarà ricordata probabilmente come la più grande follia dell'uomo. In meno di 90 anni abbiamo costruito più di 440 centrali nucleari e ufficialmente oltre 17.000 bombe termonucleari. Quella che inizialmente doveva essere la più grande scoperta scientifica di tutti i tempi - energia a basso costo, a disposizione di chiunque, utilizzata per la nostra evoluzione a beneficio di tutta l'umanità - è tragicamente diventata la scoperta più abominevole di tutti i tempi. Questo periodo storico probabilmente verrà ricordato come il periodo più buio delle nostre ere, un passaggio durante il quale l'uomo ha toccato la profondità più oscura del suo ego.

Alcuni uomini, in molte parti di questo pianeta, uomini che io chiamo “Uomini del futuro” - e qualcun altro chiama "Eretici" - stanno provando in molti modi a dare inizio a un nuovo passaggio evolutivo, l'inizio di una nuova era. Molti sono dei millantatori che giocano sulla buona fede e sul bisogno comune di trovare delle alternative al monopolio del nucleare e del petrolio; difficile districarsi, difficile distinguere cosa è buono da ciò che non è buono. Molto è stato fatto in campo alternativo, come il solare e l'eolico, ma non basta, non è sufficiente. L'irrefrenabile crescita demografica associata alla sempre più crescente richiesta di energia e risorse primarie non è sostenibile con le energie alternative e neppure con le fonti tradizionali, senza contare che tutto questo sta inevitabilmente distruggendo il nostro unico pianeta, l'unica casa nella quale viviamo. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, da cui non è possibile tornare indietro se non a costo di sconvolgimenti planetari drammatici e forse inevitabili. In momenti come questi, difficili per chi ne ha anche solo un minimo di consapevolezza, l'uomo con la sua ragione, il suo ingegno e caparbietà, forse riuscirà ad evitare l'estinzione, a salvare se stesso salvando prima di tutto questo pianeta, la sua casa.
In tutto il mondo infatti ci sono dei barlumi di speranza, lucine che quasi contemporaneamente si sono accese, lucine che nei modi più disparati cercano di illuminarci verso un nuovo cammino, verso una nuova era. Per gli scettici ad oltranza, per i sostenitori della scienza dogmatica al pari di una religione, non esistono e non possono esistere soluzioni diverse da quelle che a oggi vengono sostenute in tutte le università e in tutti i centri di ricerca del pianeta. Per altri invece le soluzioni ci sono e si stanno battendo per farle emergere, per farle riconoscere, per farle conoscere, per farle utilizzare. Qualcuno di loro, come ad esempio Andrea Rossi dal 2011, sta cercando in tutti i modi possibili di far emergere una nuova soluzione o meglio una nuova fonte energetica. Una nuova fonte di energia che si basa di fatto su un concetto ormai noto da quasi un secolo, l'energia nucleare. Una energia prodotta non più da elementi instabili e radioattivi, come l'uranio e la sua fissione, ma da elementi naturali non radioattivi e abbondanti come l'idrogeno dall'acqua e il nikel; la fusione fredda o, come più comunemente chiamata in questi ultimi anni, LENR. Al contrario di ciò che avviene nelle stelle come il nostro sole, essa dovrebbe avvenire a temperatura ambiente e non a milioni di gradi come sperimentalmente dimostrato nella fusione calda.
Queste nuove reazioni nucleari potrebbero essere prodotte, non più in impianti impattanti come le centrali nucleari, ma in reattori grandi come un pacchetto di sigarette per alimentare una casa, grandi come un container per alimentare un'azienda o una industria. Andrea Rossi, dopo aver realizzato la sua invenzione in Italia, dopo aver coinvolto una delle più prestigiose università al mondo, la prima e la più antica, l'Alma Mater di Bologna, come nelle migliori tradizioni italiane (cervelli in fuga) è volato negli USA. Ha ottenuto finanziamenti milionari, l'interesse di multinazionali ed enti come la NASA e finanziamenti dai più importanti gruppi finanziari al mondo; ma ancora oggi nulla di quanto da lui promesso (e di promesse ne ha fatte moltissime) è stato mantenuto, nulla ad oggi è reperibile negli scaffali di un centro commerciale o negozio specializzato. Tutto questo per molti è considerata una truffa, per qualcuno un complotto, per altri una speranza. È in atto il classico gioco che molte volte solo la storia scritta nei libri ci ha fatto conoscere, il solito percorso dal quale emerge il solito problema di sempre e di questa umanità. Raggiri, intrighi internazionali, servizi segreti, bugie in mezzo a poche verità. Rossi non è l'unico che oggi presenta al mondo una soluzione energetica alternativa ed innovativa, ma, come dicevo, legata indissolubilmente a un vecchio concetto di “energia nucleare”. Ce ne sono molti altri che come lui dichiarano di ottenere energia da processi nucleari freddi, ma sono - sembrerebbe - più in ritardo nello sviluppo di sistemi commerciali. Ci sono prove e testimonianze anche dalla Russia, dal Giappone e dagli stessi USA. 
Sono passati ormai 27 anni dalle prime dichiarazioni di Fleischmann & Pons che per primi durante una conferenza stampa dichiararano al mondo intero di aver prodotto l'energia del Sole in un bicchiere. Dichiarazioni che vennero smentite nel giro di soli sei mesi così che i due scienziati vennero banditi dalla comunità scientifica internazionale. Affermazioni che furono rilasciate in un periodo molto particolare della nostra storia, soprattutto quella italiana; pochi infatti sanno che "l'idea" della fusione fredda partì proprio dall'Italia quindici anni prima del 1989. Nel 1974 venne depositato il primo brevetto al mondo che sfruttava, secondo gli inventori, delle reazioni nucleari di fusione fredda; "Produzione di energia termonucleare controllata dell'idrogeno e suoi isotopi", di Omero Speri e Pietro Zorzi.

Il Sole 24 Ore 15 Aprile 1989
Omero Speri e Pietro Zorzi, due "Eretici" che vennero presi in seria considerazione dal fisico Roberto Monti del CNR e dal chimico Renzo Boscoli i quali formularono e divulgarono dal 1984-'85 in poi delle nuove teorie "eretiche".

Cosa troveremo nella rete? Un pesce o un gatto?

169 : commenti
Post di Daniele Passerini (22passi)

...intanto, dall'altra parte dell'Atlantico, un countdown correva verso la sua destinazione. Ancora 22 ore e sapremo:
http://www.newplanetenergy.com

Curioso (veramente curioso) che, quando il countdown scadrà, in USA sarà ancora il 31 marzo e in Italia sarà invece l'ora zero del 1 aprile! Quindi, mentre da noi il countdown è già stato etichettato dai più come "pesce d'aprile", oltreoceano è preso di sicuro molto più seriamente.

Ricordo ai più distratti che l'aspetto del sito di New Planet Energy un anno fa era questo:

Insomma, molto presto sapremo quanto è stata azzardata la mia ipotesi: 

Buon divertimento! :-)

A Testa alta, buon viaggio Gianmaria!

1 : commenti

Post di Daniele Passerini (22passi)


Ha lasciato questo mondo Gianmaria Testa, ennesimo esempio di nostro compatriota molto stimato all'estero e pressoché ignorato in Italia; troppo poco personaggio per poter godere di riflettori mediatici, troppo poeta per poter conseguire un successo nazional-popolare:



In un link un ricordo indelebile di lui e delle sue canzoni, di come era un tempo questo blog, di quanto ero diverso anch'io...

sabato 19 marzo 2016

Giornate del FAI a Perugia

22 : commenti

Post di Daniele Passerini (22passi)

Cosa fate domani? 

Se volete godervi - finché dura! - l'anticipo di primavera di questi giorni e siete in cerca di una meta per una gita fuori porta, consiglio la Villa del Colle del Cardinale, aperta al pubblico questo weekend in occasione della Giornata FAI. Ci siamo andati per la prima volta oggi e siamo rimasti a bocca aperta.

Questa splendida villa cinquecentesca si trova a una decina di chilometri da Perugia, nella frazione di Colle Umberto, di fronte a Monte Tezio (961 m), meta escursionistica degli abitanti del capoluogo umbro.

La villa, restaurata dopo essere stata acquistata dallo Stato alla fine del secolo scorso, è notevole; il grande parco circostante non è da meno.

Giusto per darvi un'idea di quanto ci sia da vedere, potete cliccare e ingrandire una piccola selezione delle foto scattate oggi pomeriggio.
Raggiungere il luogo è facile. Una volta a Colle Umberto, se non avete il navigatore, basta chiedere o seguire le segnalazioni arancioni della Giornata FAI.

Buona visita!


Villa del Colle del Cardinale
Strada per Sant'Antonio
Colle Umberto - Perugia

Domenica 20 marzo

visite guidate dalle ore 10:00 alle ore 18:00


PER APPROFONDIRE:

giovedì 17 marzo 2016

INEOS New Planet BioEnergy... waiting for E-Day?

244 : commenti


Post di Silvio Caggia & C.
Tutto cominciò quando Gio il 14 marzo scorso segnalò un nuovo documento riguardante IH Holdings International Limited UK. Questo documento era relativo ad una emissione di azioni del 21 dicembre 2015, ma curiosamente veniva pubblicato solo ora, dopo ben due altri documenti che non lo menzionavano. Gio fece notare quale fosse il contenuto interessante di questo documento:
The issue of 5.000 ordinary shares of Usd 1.00 each in the capital of IHL Holdings Limited, a private limited company incorporated under the law of Jersey.
In pratica a dicembre entrò tra gli azionisti ordinari una sconosciuta IHL Holdings Limited (Jersey), e non è entrata mettendo soldi bensì mettendo come capitale 5000 sue azioni, dal valore nominale di 1 dollaro ciascuna ma dall'evidente valore commerciale di circa 5000 dollari l'una, visto che il valore commerciale dello scambio di azioni è di circa 25 milioni di dollari (assumendo corretto il valore complessivo di circa 1 miliardo di dollari per la IH Holdings International Limited UK).
Mi chiesi: chi è questa new entry?
Poco si sa di questa azienda, in pratica solo che è stata fondata pochi giorni prima: il 4 novembre 2015. Inoltre sappiamo l'indirizzo della sede legale: 44Esplanade St Helier Jersey JE4 9WG Jersey.

Notai che IHL è anche l'acronimo di un'altra azienda, la INEOS Holdings Ltd:
Ineos è un'azienda privata del Regno Unito operante nel settore chimico. Oggi dopo una serie di acquisizioni è la terza più grande azienda chimica al mondo (dopo BASF e Dow Chemical), ed è anche la più grande società privata della Gran Bretagna. La sede centrale è situata nel piccolo villaggio di Lyndhurst in Hampshire, Inghilterra.
Potrebbe essere una semplice coincidenza... però la descrizione dell'azienda mi colpì, mi ricordai del famoso "Carrier" di cui parlava Rossi, ed in effetti... http://www.ineos.com/big-boats/!
Ancora una semplice coincidenza?
Cercai allora cosa altro ci fosse all'indirizzo 44 Esplanade del Jersey e mi impressionò trovare INEOS ENTERPRISES GROUP HOLDINGS (JERSEY) LIMITED.

Qui le strade di Gio e la mia divergono.
Lui mi sembra propenso a pensare che IHL sia un contenitore per Leonardo Corporation, insomma l'acronimo IH+L, ipotesi suggestiva, avvalorata anche dal fatto che IHL stia acquistando brevetti...
Io personalmente non credo che Leonardo corporation sia dentro lo stesso cesto di IH Holdings International Limited UK, vero è che non sappiamo per quanta parte di sé IHL Holdings Limited (Jersey) sia dentro IH Holdings International Limited UK con quelle 5000 azioni, non sapendo quante azioni abbia in totale.
E forse le nostre elucubrazioni si sarebbero fermate qui, se Daniele non avesse avuto l'idea di cercare una eventuale INEOS in Florida... trovandolo:

Tra il serio e il faceto, proposi di controllare se nei paraggi c'era una cafeteria della marca del caffè bevuto nel container (vedi bicchiere di carta nella foto):


E Daniele ha identificato il marchio della catena di fast food Wendy's e ha scoperto che ci sono 3 Wendy's a pochi minuti di auto: questo per esempio a 8 minuti (anche se io avrei preferito quest'altro a 11 minuti).

Bingo?
No, perché sempre Daniele ha verificato che ci sono quasi 500 Wendy's nella sola Florida, quindi la traccia e debole.

Ha infine trovato questo link molto interessante:


È un documento da cui si capisce parecchio delle vicissitudini di quella struttura.
INEOS New Planet BioEnergy (o anche Indian River BioEnergy Center) è innanzitutto un impianto dimostrativo per la produzione di bioetanolo a partire da rifiuti agricoli ed urbani.
La parola dimostrativo mi colpisce... ci sono infatti solo 4 impianti nel 2015 nel mondo che tentano la produzione di bioetanolo partendo dai rifiuti.
L'idea è vecchia di un secolo, ma provando a svilupparla ci si è scontrati con grossi problemi tecnologici...
Il primo è dovuto alla formazione di inquinanti nel gas che uccidono i microorganismi stessi che sono la parte attiva della tecnologia, con il risultato che - mi sembra di avere capito - questo impianto fino a fine 2014 non è mai riuscito a produrre niente... solo a fine 2014 hanno installato un modulo di abbattimento dell'inquinante che dovrebbe aver risolto definitivamente il problema, quindi l'impianto dovrebbe essere partito a funzionare correttamente proprio ad inizio 2015... coincidenza?
L'altro problema è l'alto consumo di energia da parte di questi impianti, tanto che diversi esperimenti sono falliti per la non economicità, a quanto ho capito questo impianto assorbe complessivamente una potenza di 4MW!
La taglia da 1MW per il solo boiler potrebbe essere congruente? Non lo so, ma come ordine di grandezza spero potremmo esserci...
A giudicare dalle foto della brochure l'impianto sembra essere molto in stile Petroldragon, un ambiente in cui far sentire Rossi "a casa" nel pieno della sua giovinezza, diventa quindi plausibile l'idea che amasse passarci tante ore dormendo in un container come faceva da giovane... coincidenza?
Si vedono in giro dei container, ma i nostri non dovrebbero essere all'aperto, ma dentro una struttura chiusa, se vogliamo credere alle foto divulgate da Rossi (con tanto di Star and Stripes in bella mostra, aggiunta al logo dell'E-Cat!) di cui Daniele scrisse tempo fa...
Il capannone basso nel centro dell'impianto potrebbe essere quello che contiene i 2 container...


Una buona fetta del budget di questo impianto è stata pagata dal US Department of Energy, infatti la peer review del 24 marzo 2015 cui si riferisce il documento pescato in rete da Daniele è stata condotta dal DOE, e davanti allo stabilimento svetta su un pennone la bandiera americana... coincidenza?

Insomma, le prove a nostra disposizione sono solo indiziarie, non abbiamo delle certezze ovviamente, ma la visione d'insieme mi porta a scommettere su questa possibilità... che fare a questo punto?
Sarebbe interessante trovare in rete il rapporto sulla performance dello stabilimento previsto per la seconda metà del 2015, sapere quanti milioni di galloni di bioetanolo ha prodotto ci direbbe molto su come è andato questo progetto, di suo già molto a rischio... quello che finora sono riuscito a scoprire è che secondo l'EPA nel 2015 sono stati prodotti nel mondo solo 2,2 milioni di galloni di bioetanolo da rifiuti, quando ne erano "attesi" 60. Sarebbe già un miracolo se la maggior parte di questo bioetanolo lo avesse prodotto questo stabilimento (la cui capacità produttiva massima a regime vorrebbe essere 8 milioni di galloni).
Nel frattempo, come in ogni buon processo indiziario, si cerca di far confessare il teste.
Ho posto a Rossi una domanda trabocchetto, copiando intere frasi dal documento sullo stabilimento, così che magari scattasse sulla sedia:
Dear Andrea Rossi,
Could e-cat low temperature heat renewable biomass including yard, vegetative, and agricultural wastes as a feedstock to produce advanced biofuel and power?
A similar plant could:
– Reduce wastes
– produce car fuel
– produce electric power via gas turbine
– produce heat
– without pollution!
1MW thermal should be the right size…
e la sua risposta è stata stranamente secca:
Silvio Caggia
No.
Warm Regards
A.R.
Voi che ne dite?

***


Indian River
by Wallace Stevens (1879-1955)

The trade-wind jingles the rings in the nets around the racks
   by the docks on Indian River.
It is the same jingle of the water among the roots under the
   banks of the palmettoes,
It is the same jingle of the red-bird breasting the orange-trees
   out of the cedars
Yet there is no spring in Florida, neither in boskage perdu, nor
   on the nunnery beaches.
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