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domenica 7 novembre 2010

Perché l'amore

2 : commenti
Porque el amor, mientras la vida nos acosa,
es simplemente una ola alta sobra las olas.

Pablo Neruda

Perché l'amore, mentre la vita ci incalza,
è semplicemente un'onda alta tra le onde.

Ah immensità di pini, rumore d'onde che s'infrangono

2 : commenti





















Ah vastedad de pinos, rumor de olas quebrándose,
lento juego de luces, campana solitaria,
crepúsculo cayendo en tus ojos, muñeca,
caracola terrestre, en ti la tierra canta!

En ti los ríos cantan y mi alma en ellos huye
como tú lo desees y hacia donde tú quieras.
Márcame mi camino en tu arco de esperanza
y soltaré en delirio mi bandada de flechas.

En torno a mí estoy viendo tu cintura de nieb1a
y tu silencio acosa mis horas perseguidas,
y eres tú con tus brazos de piedra transparente
donde mis besos anelan y mi húmeda ansia anida.

Ah tu voz misteriosa que el amor tiñe y dobla
en el atardecer resonante y muriendo!
Así en horas profundas sobre los campos he visto
doblarse las espigas en la boca del viento.

Pablo Neruda

Ah immensità di pini, rumore d'onde che s'infrangono,
gioco lento di luci, campana solitaria,
crepuscolo che cala sui tuoi occhi, bambolina,
conchiglia terrestre, in te la terra canta!

Cantano in te i fiumi e la mia anima li insegue
come tu vuoi e laddove a te piace.
Indicami la strada sul tuo arco di speranza
e libererò delirante il mio stormo di frecce.

Sto vedendo intorno a me la tua cintura di nebbia
e il tuo silenzio incalza le mie ore braccate,
ed è in te, nelle tue braccia di pietra trasparente,
che ancorano i miei baci e la mia umida ansia si annida.

Ah la tua voce misteriosa che l'amore colora e piega
nel tramonto che risuona e muore!
Così nelle ore profonde sui campi ho visto
piegarsi le spighe nella bocca del vento.

giovedì 28 ottobre 2010

Il suo aroma

2 : commenti
Suave mía, a qué hueles,
a qué fruto
a qué estrella, a qué hoja?
Ho approfittato delle ore passate in questi giorni in treno e metropolitana per leggere e rileggere un po' di libri, tra cui una sorta di "the best" di poesie di Paolo Neruda, una selezione da varie sue raccolte pubblicata da Guanda e intitolata Poesie d'amore e di vita. Ce ne sono davvero tante che mi piacciono, oggi ho scelto questa.
L'ode al suo aroma
Mia dolce, di che profumi, di quale frutto,
di quale stella, di quale foglia?
Vicino alla tua piccola orecchia
o sulla tua fronte mi chino, inchiodo il naso tra i capelli e il sorriso
cercando, conoscendo
l'origine del tuo aroma: è dolce, ma non è fiore, non è la pugnalata del garofano penetrante o impetuoso aroma di violenti gelsomini, è qualcosa, è terra, è aria, legna o mele,
odore della luce sulla pelle, aroma della foglia dell’albero della vita con polvere di strada
e freschezza di ombra mattutina nelle radici, odore di pietra e fiume, ma più simile a una pesca, al tiepido
pulsare segreto del sangue, odore
di casa pulita e di cascata, fragranza di colomba e chioma, aroma della mia mano che ha percorso la luna del tuo corpo, le stelle della tua pelle stellata, l’oro, il grano, il pane del tuo contatto, e lì, nella longitudine della tua luce folle, nella tua circonferenza di giara, nella coppa, negli occhi dei tuoi seni, tra le tue grandi palpebre e la tua bocca di schiuma, in tutto lasciò, lasciò la mia mano odore d’inchiostro e selva, sangue e frutti perduti, fragranza di pianeti dimenticati, di pure carte vegetali, lì il mio stesso corpo immerso nella freschezza del tuo amore, amata, come in una sorgente o nel suono di un campanile lassù tra l’odore del cielo e il volo degli ultimi uccelli, amore, odore, parola della tua pelle, della lingua
della notte nella tua notte, del giorno nel tuo sguardo.
Dal tuo cuore sale il tuo aroma come dalla terra la luce fino alla cima del ciliegio: nella tua pelle io trattengo il tuo battito e aspiro l’onda di luce che sale, la frutta immersa nella sua fragranza, la notte che respiri, il sangue che percorre la tua bellezza fino ad arrivare al bacio che mi aspetta sulla tua bocca.
(Pablo Neruda)

sabato 23 ottobre 2010

Due amanti felici

0 : commenti
Sono in piena fase di sublimazione poetica... o forse sarebbe più sincera consapevolezza chiamarla crisi di mezza età (cfr. qui)! :-)

da Cento sonetti d'amore
di Pablo Neruda

XLVIII sonetto

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
È la felicità una torre trasparente.

L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.

domenica 3 ottobre 2010

Sempre

5 : commenti
La soddisfazione di riprendere la bici dopo un annetto e, appena svegliato, dimenticato perfino di bere e portarmi la borraccia, salire su a Perugia da Montevile fino a Piazza Monteluce, proseguire per Porta Pesa, Via XIV Settembre e Via Ripa di Meana, e ridiscendere da Via S. Girolamo con meritatissima colazione al bar sotto casa all'arrivo. Tutto in un'oretta, 11 chilometri e 400 metri di dislivello scarsi, completamente fuori allenamento (a parte un minimo di yoga), ciononostante senza mai affogarmi sui pedali... be' posso dirmelo: 45 anni portati niente male

E ora al lavoro: oggi voglio finire di pitturare la cucina. Ma prima lascio cadere una poesia a caso... in cui mi sono imbattuto a caso... perché nulla è mai per caso...

Sempre
(Pablo Neruda)

Prima di me
non sono geloso.
Vieni con un uomo
alla schiena,
vieni con cento uomini nella tua chioma,
vieni con mille uomini tra il tuo petto e i tuoi piedi,
vieni come un fiume
pieno d'affogati
che trova il mare furioso,
la spuma eterna, il tempo!
Portali tutti
dove io t'attendo:
sempre saremo soli,
sempre saremo tu ed io
soli sopra la terra
per iniziare la vita!

domenica 5 settembre 2010

Giochi ogni giorno (di Pablo Neruda)

2 : commenti
Navigando con Google in cerca di qualche poesia ricca di nutrimento, stamattina ne ho trovato una molto famosa di Neruda, in un blog che è praticamente un'autorità in materia, quello di Digitale Purpurea. Avevo già letto questi versi, ma come accade con tutte le belle poesie che hanno una marcia in più, ogni volta ci scopro nuovi significati e pezzetti della mia stessa vita.
A sinistra "Rosa de Granada"  
di George Apperley (1884-1960)

Giochi ogni giorno  

Giochi ogni giorno con la luce dell'universo. 
Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell'acqua. 
Sei più di questa bianca testina che stringo 
come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.

 A nessuno rassomigli da che ti amo. 
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle. 
Chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud? 
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi. 

Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi. 
Qui vengono a finire i venti, tutti. 
La pioggia si denuda. 

Passano fuggendo gli uccelli. 
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini. 
Il temporale solleva in turbine foglie oscure 
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo. 

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ultimo grido.  
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura. 
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi. 

Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli, 
ed hai persino i seni profumati. 
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle 
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina. 

Quanto ti sarà costato abituarti a me, 
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano. 
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi 
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti. 

Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti. 
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata. 
Ti credo persino padrona dell'universo. 
Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues, 
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci. 
Voglio fare con te 
ciò che la primavera fa con i ciliegi.  

venerdì 16 maggio 2008

Le scie azzurre dell'amore

0 : commenti
Il ritratto di Guglielmina
 
Quando mia sorella l'invitò  
E andai ad aprirle la porta  
Entrò il sole,
Entrarono le stelle.  
Entrarono due trecce di grano
E due occhi interminabili...  
Allora entrò Guglielmina  
Con due bagliori azzurri. 

(Pablo Neruda)

Ho appena riletto sul blog di Digitale Purpurea questa straordinaria poesia di Pablo Neruda, come se fosse un veloce spezzone di un film che non si può dimenticare. È stato subito deja-vu. Così dico riletta, ché sicuramente, anche se non ricordo dove e quando, è già successo: circa 25 anni fa divoravo con avidità tutto quello che riuscivo a trovare di Neruda e altri poeti moderni. E l'inconscio deve avere conservato quei "due bagliori azzurri", covandoli come la cenere la brace, in me, fino a farli riemergere 4 anni fa nella forma di "due fiamme azzurre". 

La somiglianza tra Il ritratto di Guglielmina di Neruda con Il dubbio che ho pubblicato su Ventidue passi d'amore è inequivocabile: raccontano due storie diverse attingendo alla stessa Fonte universale. Ma lo scopro solo adesso! 

Il dubbio
 
Splendente
d'arcobaleno il viso  
colpisci cuori  
con frecce di cielo.  
Ed io, come tanti  
al petto ferito,  
fra tanti astri miro  
la scia di una meteora.  
E due fiamme azzurre,  
incuranti e sbadate.

giovedì 27 marzo 2008

A tutte le donne...

0 : commenti
...ché Dio donò loro il guizzo del fuoco, la fertilità del bosco, la pazienza del vento, la forza delle maree. Neruda e Modigliani, ciascuno con la sua arte, hanno trovato nel proprio cuore indizi preziosi dell'essenza di ciò che è femminilità. Gli uomini che non temono la donna mai le rivolgeranno violenza, piuttosto un profondo e inestinguibile senso di gratitudine e amore.

Nuda sei semplice


Nuda sei semplice come una delle tue mani,

liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, cammini di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l'estate in una chiesa d'oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t'addentri nel sotterraneo del mondo
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.

(Pablo Neruda)

Dopo questa sacrosanta dedica a metà del mondo,
bonnenuit e a domani...

venerdì 25 gennaio 2008

Ancora sull'Ode alla vita

2 : commenti
Il 29 maggio 2007 avevo scritto:
"Custodisco nel cuore una bellissima lettera d'amore che ho ricevuto. Riporta - anzi è un tutt'uno con essa - la poesia Ode alla vita da molti attribuita a Neruda... ma che sia di Neruda o di uno pseudo-Neruda che cambia? È facile incontrarla in internet, persino incorniciata in qualche ufficio o studio: è una poesia indimenticabile, tanto più per me visto che la sento indissolubilmente legata a quella lettera preziosa."

Avevo cercato nella rete ma, oltre ai dubbi circa l'attribuzione, non ero riuscito a trovare riferimenti a nessun autore alternativo a Neruda. Da allora non mi ero più interessato della paternità dell'Ode. Be', ci voleva il clamore mediatico di ieri per chiarire a me e a tanti altri la questione. Stamattina infatti m'è caduto l'occhio su un trafiletto del Corriere della Sera che attribuisce con certezza la poesia declamata da Mastella alla giornalista e scrittrice brasiliana Martha Medeiros. Così come riporta anche il sito de La Repubblica. 

Bene: Neruda non si rivolterà nella tomba; Martha Medeiros non potrà che essere felice e divertita di tanta pubblicità. Onore a lei di avere scritto un testo così bello da essere ritenuto da tanti opera del grande poeta cileno. Mi scuso di avere contribuito a diffondere tale leggenda metropolitana, ma soltanto in un blog. L'avessi fatto in Senato sarebbe stato certo molto più grave! In altre parole, chi scrive i discorsi a Mastella dovrebbe documentarsi un po' meglio sulle fonti! :-) .

giovedì 24 gennaio 2008

Non mi toccate Neruda!

2 : commenti
Pablo Neruda è uno dei miei poeti preferiti, e francamente mi stupisco a scoprire di aver trascritto su questo blog solo tre sue poesie in un anno: Ode al giorno felice, Per salire al cielo e Ode alla vita (*). Sentire poche ore fa, per radio, l'inclemente Mastella preludere la sua dichiarazione di sfiducia a Palazzo Madama proprio con l'Ode alla vita, mi ha fatto attorcigliare le budella! Persino a Neruda, sui prati del paradiso, gli sarà andata di traverso qualche rima. E no! Non sporchiamo la poesia tra le ceneri del politichese di "dicciniana" memoria! Non infanghiamola di maleodorante ipocrisia! Non straziamola tra i denti come una gomma da masticare rendendola insapore! Si scherzi pure coi fanti (e col popolo italiano), ma si lasci stare le sante parole della poesia!
Invito a onorare questa Ode alla vita, cancellando dalla memoria l'accostamento alle motivazioni contingenti di un discorso politico. Leggiamo e rileggiamo questi versi. Ripuliamoli. Mondiamoli dal bieco uso strumentale che ne è stato fatto oggi. Ridiamo loro la vera luce del cuore.

ODE ALLA VITA
 
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, 
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, 
chi non cambia la marca, 
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti, 
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, 
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i 
piuttosto che un insieme di emozioni, 
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, 
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, 
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, 
chi è infelice sul lavoro, 
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, 
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, 
chi non legge, chi non ascolta musica, 
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, 
chi non si lascia aiutare; 
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, 
chi non fa domande su argomenti che non conosce, 
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, 
ricordando sempre che essere vivo 
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. 

(*) P.S. del 25/01/08. L'autrice di questa lirica è la brasiliana Martha Medeiros, Neruda non c'entra niente!

martedì 29 maggio 2007

Ode alla vita

0 : commenti
Custodisco nel cuore una bellissima lettera d'amore che ho ricevuto. Riporta - anzi è un tutt'uno con essa - la poesia Ode alla vita da molti attribuita a Neruda... ma che sia di Neruda o di uno pseudo-Neruda che cambia? È facile incontrarla in internet, persino incorniciata in qualche ufficio o studio: è una poesia indimenticabile, tanto più per me visto che la sento indissolubilmente legata a quella lettera preziosa.


ODE ALLA VITA

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande su argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(Pablo Neruda?)
(*) P.S. L'autrice di questa lirica è la brasiliana Martha Medeiros. (25/01/08)

venerdì 13 aprile 2007

Ancora Pablo, a guidarci verso il cielo

0 : commenti
Ancora Pablo Neruda, con una delle poesie (l'incipit di "Stravagario") che forse più di ogni altra ha influito sul mio amore per la poesia: l'ho letta da ragazzo e ricordo di essere rimasto a bocca aperta, incantato. Le poesie di Neruda hanno la fragranza e la semplicità del pane, la freschezza e i colori dei fiori.
 
Para subìr al cielo se necesitan 
dos alas, 
un violìn, 
y cuantas cosas 
sin numerar, sin que se ayan nombrado,  
certificados de ojo largo y lento, 
inscriptiòn en las uñas del almendro, 
titulos de la hierba en la mañana.
Per salire al cielo occorrono
due ali 
un violino 
e tante cose infinite, 
ancora non nominate, 
certificati di occhio lungo e lento, 
iscrizioni sulle unghie del mandorlo,
titoli dell'erba nel mattino.

N.B. Il primo verso è stampato in modo "ascendente", così:

.................................tan
................................si...............................................no 
..............................ce...............................................ro 
...........................ne..............................................cor 
........................se..............................................oc 
.................cielo............................................cielo
..............al.................................................al
......subìr...........................................salire  
Para.............................................Per

I giorni felici di Neruda e di tutti noi

0 : commenti
Poche parole per non togliere spazio ai bei versi di Pablo Neruda che seguono. Lo stato d'animo descritto è quel "momento perfetto" che a volte accade... anche senza un motivo!

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno, 
non sono da nessuna parte, 
succede solo che sono felice 
fino all’ultimo profondo angolino del cuore. 
 
Camminando, dormendo o scrivendo, 
che posso farci, sono felice. 
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie, 
sento la pelle come un albero raggrinzito, 
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima, 
il mare come un anello intorno alla mia vita, 
fatta di pane e pietra la terra 
l’aria canta come una chitarra. 
 
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia, 
tu canti e sei canto-
Il mondo è oggi la mia anima 
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca, 
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia 
essere felice, 
essere felice perché si, 
perché respiro e perché respiri, 
essere felice perché tocco il tuo ginocchio 
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo 
e la sua freschezza. 
Oggi lasciate che sia felice, io e basta, 
con o senza tutti, essere felice con l’erba 
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra, 
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.
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