Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

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giovedì 20 agosto 2009

Requiem

2 : commenti
Esistono diverse orfanezze. Ci sono lettori orfani dei propri scrittori preferiti, o dei traduttori di questi ultimi... penso alla scomparsa l'altro ieri di Fernanda Pivano. Uno non sa se sentirsi più triste per la perdita di questa grande donna o più riconoscente per tutto ciò che è stata capace di donarci. Senza lei i versi di Spoon River non sarebbero stati quelli che abbiamo amato.
Ci sono figli che restano orfani dei propri genitori. È normale che questo accada se i genitori sono anziani, ma quanto più il lutto è prematuro tanto più semina dolore. Mio padre ad esempio ha perso la madre quando aveva solo tre anni: lei morì di parto mettendo al mondo la terzogenita, lui per tutta la vita è stato (e soprattutto si è sentito) un orfano, il bambino a cui era stato sottratto il suo bene più grande: l'amore materno. Ci sono genitori orfani della loro progenie. Ci ostiniamo a voler credere un'aberrazione della vita che siano i genitori a seppellire i figli, ma è una tragica eventualità contemplata dalle sue regole, spesso crudeli. Resta che questo è inequivocabilmente il lutto più doloroso che esista. Ieri alle ore 14, una mia collega ha perso l'unico figlio per un incidente stradale in cui lui non ha avuto alcuna responsabilità: tornava tranquillo a casa in moto, rispettando limiti e segnaletica, e di colpo un automobilista sconsideratamente distratto gli ha tagliato la strada, e lo ha ucciso. Giulio Moriconi aveva compiuto 18 anni lo scorso 22 luglio; avrebbe festeggiato questo traguardo in occasione del Palio di S. Rufino, tradizionale appuntamento per la cittadinanza di Assisi, quest'anno rinviato in segno di lutto. Era un "ragazzo modello", studioso, responsabile, sportivo, impegnato nella parrocchia, mai un pensiero dato ai suoi genitori, solo soddisfazioni, se possibile rasentava la perfezione. Vedere la salma, pietosamente ricomposta alla camera ardente dell'ospedale di Assisi e il dolore della madre disperata e del padre sotto shock, ha attivato in me tutto il ventaglio di angosce che un genitore può provare circa i pericoli che un figlio incontra nel vivere. Per questo oggi in ufficio in tanti eravamo tristi e tramortiti, pensando ai nostri figli e a come potremmo sentirci nel malauguratissimo caso che... Pure la consapevolezza, per chi ha fede, che l'anima sopravvive alla morte, non cancella il dolore della perdita: chi torna in Cielo riabbraccia Dio, chi resta qui deve lottare affinché il cuore gonfio di ricordi non scoppi. L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Basta parole. Solo un breve brano del Requiem di Mozart...

martedì 18 agosto 2009

Mani, mente e cuore... cercasi paternità!

4 : commenti
Chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e con la mente è un artigiano, chi lavora con le mani, con la mente e con il cuore è un artista.
Sono sicuro di avere già sentito questa frase. Mi ci sono imbattuto di nuovo proprio stanotte in cui, svegliatomi alle due, non sono riuscito a riprendere sonno a causa del caldo. Si potrebbe disquisire in difesa degli operai che mettono l'anima nel loro lavoro, ma complice l'insonnia ho in mente altro. L'attribuzione a S. Francesco che ho trovato mi è suonata poco verosimile. La ricerca su google mi ha restituito soltanto quattro blog italiani e di contenuto molto simile (questo, questo, questo e questo) che suffragherebbero la paternità del Santo di Assisi... un po' poco direi. Su un sito di gastronomia (questo) la frase viene invece messa in bocca a Michelangelo, il che sarebbe forse appena appena più verosimile... giusto a naso eh! In realtà il nostro aforisma è citatissimo in internet - soprattutto da artigiani che mettono il cuore nel loro lavoro - ma quasi sempre senza citarne la fonte. Sempre meglio non attribuire che farlo erratamente o, peggio, tagliuzzare l'aforisma così: “L’operaio lavora con le mani, l’artigiano con la mente e l’artista con il cuore” (qui e qui). Se cerchiamo la frase in inglese (ad es. qui) rispunta San Francesco e - sorpresa - persino una variante attribuita a San Tommaso!
  • He who works with his hands is a laborer. He who works with his hands and his head is a craftsman. He who works with his hands and his head and his heart is an artist. (St. Francis of Assisi)
  • A man who works with his hands is a laborer; a man who works with his hands and his mind is a craftsman; but a man who works with his hands and his brain and his heart is an artist. (St. Thomas Aquinas)
La cosa curiosa è che mentre la frase in italiano è attribuita solo da una manciata di siti al Poverello, nel mondo anglofono sono tantissimi a farlo. Viene quindi da pensare che il "bollino francescano" le sia stata appiccicato all'estero e solo successivamente sia approdato in Italia. A complicare ancora di più le cose, come autore della seconda variante in lingua inglese oltre e forse più che S. Tommaso viene citato (ad es. qui, qui, qui e qui) un famoso avvocato anglo-americano, di origine ebraica, nato a Londra nel 1902 e scomparso a New York nel 1994, Louis Nizer. E pure il sito italiano di una compagna teatrale (questo) attribuisce la traduzione a lui. Ricapitoliamo S. Francesco d'Assisi (XII sec.), S. Tommaso d'Aquino (XIII sec.), Michelangelo Buonarroti (XVI sec.) o Louis Nizer da Londra (XX sec.)? Non mi stupirei che l'autore fosse proprio quest'ultimo, quello che uno non si aspetta, come di solito succede con le bufale diffuse viralmente nella rete, ad esempio l'Ode alla vita di Martha Medeiros attribuita a Neruda oppure le Desiderata di Max Ehrmann, scritte nel '900, attribuite a fonte anonima del XVII sec. A questo punto, però ho il dubbio che potrebbe trattarsi di un semplice proverbio, la cui fonte è la saggezza universale dei popoli e nessun autore in particolare! Ma se questo blog fosse Voyager e io Roberto Giacobbo, ora sconvolgerei tutti dicendo che l'autore è in realtà... William Shakespeare! La morale? Ipse dixit, nemo dixit: quel che si crede vero lo costruiscono i grandi numeri, mentre la verità appartiene al regno dell'opinabile. (testé inventata dal sottoscritto... oppure la disse Francis Bacon... o forse Giulio Andreotti... o Silvio Berlusconi... chissà...)

lunedì 17 agosto 2009

La festa della trebbiatura

2 : commenti
Grrr, ma perché mi dimentico la macchina fotografica a casa così spesso?? Ho ancora negli occhi le foto che questa domenica non ho scattato a Monteluiano di Gubbio (PG), alla festa della trebbiatura più simpatica che abbia mai visto: ambientata in una piccola valle perfetta, ben organizzata eppure sospesa in una dimensione folk e familiare, con tantissime attrattive per i più piccoli. La classica mototrebbiatrice rossa degli anni '40 non era il centro dell'evento, ma solo uno dei tanti ingredienti di una ricetta molto ricca. Dulcis in fundo, ho riportato a casa il pane cotto lì davanti ai miei occhi: buo-nis-si-mo! Gli amici che abitano lì stanno per traslocare, ma spero l'anno prossimo di ricordarmi di tornare comunque alla festa della trebbiatura di Monteluiano. Questo è il link ufficiale.

domenica 16 agosto 2009

Saper dare serenità

11 : commenti
Questo Ferragosto ho preso coscienza d'un bisogno che finora - pare - non avevo ascoltato. Dei cari amici mi hanno presentato alcuni loro amici, tutti artisti, tra cui una coppia con due bimbe dolcissime. Mi ha colpito la comunicazione tacita che scorreva tra lui e lei. A un certo punto lei stava potando un roseto e ho preso a osservarla: nei suoi movimenti c'era qualcosa che trasmetteva serenità, un quid legato all'interiorità ed essenza di quella persona. Insight! Ho capito che saper dare serenità è una dote che non ho mai considerato né cercato in una donna, incredibile: mi sono sempre innamorato di chi, pur amandoti, ti tiene un po' sulla corda, in bilico tra cielo e terra, paradiso e purgatorio. Non voglio dire che non ci fosse serenità in queste relazioni, ma che davo attenzione solo a quel livello di serenità, gioia, pienezza ecc. che consegue all'amore tra due persone. Mi sfuggiva il livello a monte, proprio della persona in quanto tale e che l'unione di coppia amplifica piuttosto che generare. Proprio poco fa ho letto (qui) questo proverbio: "Le abitudini all’inizio sono fili di seta, poi diventano funi.
" Spero allora che la mia abitudine a innamorarmi di "belle stronze" (ops!), forse compiacendomi di essere entrato in un cuore-fortezza, sia un filo di seta spezzato e che la prossima donna che amerò abbia un cuore-casa. E se sperarlo non basta, lo voglio! Non una donna per soddisfare un bisogno, bensì una donna che cerca per la propria anima lo stesso nutrimento che cerco per la mia.

sabato 15 agosto 2009

BUON FERRAGOSTO!

2 : commenti
Nella foto il Ponte di Tiberio, Rimini
"Il Ferragosto è una festività tipicamente italiana, assente negli altri paesi europei, (...) il termine deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Consualia, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L'antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di autopromozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane allo scopo di fornire una adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti."

Si sa, i Romani erano grandi costruttori, di città, strade, acquedotti... beh, hanno inventato pure il "ponte"! P.S. A tutti i cattollici, Buona Assunzione della Beata Vergine Maria.

mercoledì 12 agosto 2009

La storia siamo noi

1 : commenti
Dalla Costituzione della Repubblica: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro (Art. 1, 1° comma).
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese (Art. 3, 2° comma). La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (Art. 4, 1° comma). La Carta Costituzionale sancisce valori e principi guida, ma sta alle persone e alla società renderli reali e vigenti. Se lo Stato non sa garantire ai cittadini il diritto fondamentale al lavoro, se il Governo non sa far molto più che invitare paternalisticamente all'ottimismo, è sacrosanto che siamo i lavoratori a rimboccarsi le maniche e scendere in trincia (ergo salire sulle gru o picchettare cancelli) per opporsi agli speculatori che comprano e vendono aziende come giocatori di Monopoli, senza farsi tanti scrupoli degli operai che le mandano avanti. I lavoratori asserragliati da una settimana alla INNSE di Milano, quelli che contemporaneamente presidiano la Manuli ad Ascoli e la LASME a Melfi non sono "anomalie" o "anacronismi". Tutt'altro, sono la parte viva di questa nostra Nazione, quella ancora capace di lottare per il proprio futuro, non assuefatta e asservita all'ostentazione mediatica dell'edonismo al potere. È questa l'Italia in cui riesco ancora a identificarmi, l'Italia che mi fa essere razionalmente e non fideisticamente ottimista. Questi lavoratori onesti, che chiedono giustizia, uguaglianza e rispetto dei diritti, sappiano che sono ancora tanti gli Italiani pronti a scendere in piazza accanto a loro. Togliamoci dalla testa l'idea che la politica la facciano ancora i partiti: ormai tocca farla a noi gente comune, o prima o poi non potrà più farla nessuno. P.S. NELLA NOTTE C'È STATO IL LIETO FINE PER LA INNSE. UN ESEMPIO PER TUTTI!

martedì 11 agosto 2009

Non si scherza con la statistica...

2 : commenti
"Le statistiche sono come i bikini. Ciò che rivelano è suggestivo, ma ciò che nascondono è più importante. ”
(Aaron Levenstein)
Un gruppo di ricercatori, di fronte a dati "anomali" ottenuti dalla somministrazione di un test, in primis dovrebbe chiedersi se non abbia concepito male il test stesso e/o la metodologia di somministrazione e/o se è in grado o meno di far si che venga attuato il protocollo sperimentale. Dovrebbe, ma spesso non lo fa. Il fatto. Le ultime prove INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del sistema educativo di Istruzione e di formazione) avevano rivelato in prima battuta che in Italia (per lo meno nelle materie di Italiano e Matematica) gli studenti di terza media del Meridione battevano quelli del Nord, a metà strada - manco a dirlo - si collocavano quelli del Centro. Per cominciare, la considerazione che le differenze fossero comunque minime avrebbe dovuto portare i ricercatori a chiedersi: ho elaborato delle prove adatte a misurare le variabili che volevo studiare? Nossignore, l'INVALSI ha fatto leva sulla presenza di dati "anomali", spiegabili - a suo dire - esclusivamente con la frode, e ha attribuito pesi correttivi ai risultati in modo da normalizzarli a quello che secondo il senso comune (o forse le aspettative della committenza politica) dovrebbe succedere: gli studenti migliori sono quelli Settentrionali, seguiti da quelli del centro, ultimi quelli del Sud! Ovviamente un corretto approccio scientifico avrebbe dovuto portare a formulare diverse ipotesi capaci di spiegare i dati ottenuti, a verificarla una ad una e quindi suggerire la migliore, ma forse è chiedere troppo a chi magari si era impegnato a tirare fuori dei risultati prima di andare in ferie. Dimenticavo (cito dal sito istituzionale): "l'INVALSI è soggetto alla vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione che individua le priorità strategiche delle quali l'Istituto tiene conto per programmare la propria attività. La valutazione delle priorità tecnico-scientifiche è riservata all'Istituto." In parole povere, l'INVALSI è soggetto al controllo del Governo, salvo rivestire di "scientificità" i dati che produce come meglio crede. APPROFONDIMENTI

lunedì 10 agosto 2009

Paganica chiama, Selvazzano Dentro risponde

0 : commenti
Al Campo Base 2 (Umbria) di Paganica non passava inosservato il "carro armato" AIB (Anti Incendio Boschivo) con serbatoio e pompa ad alta pressione ospitati nel modulo posteriore. Così come ha lasciato il segno la simpatia di chi lo conduceva per i monti dell'Aquilano, i mitici Gianni e Luciano (a sinistra e destra nella foto rispettivamente) della Protezione Civile di Selvazzano D. (PD). Dal 1 all'8 agosto han donato tanto del loro impegno agli Abruzzesi, e pure tanto bel conviviale a tutti a conclusione delle giornate. Grazie di cuore!
ALTRI LINK: QUALCOSA DI PIÙ SUL MEZZO: L'Iveco VM90 "Torpedo" nella foto è stato acquistato dalla Protezione Civile di Selvazzano D. a un'asta militare. Il motore 4 cilindri da 100 CV gli permette di raggiungere una velocità massima di 105 km/h, la trazione 4x4, grazie ai rapporti corti e al blocco totale anteriore e posteriore, di disimpegnarsi molto bene in condizioni fuoristrada (Gianni riferisce che è molto divertente da guidare anche se entra in testa coda facilmente quando è scarico). È stato attrezzato con un modulo (scarrabile) con un serbatoio da 1000 l, pompa da alta pressione da 40 bar e 40 l/min, aspo da 1/2" lungo 130 m + 60 m di manichette da Ø 25 mm. In alternativa, tolto il modulo anti-incendio, il veicolo può essere utilizzato per trasportare merci o persone.

venerdì 7 agosto 2009

Prime impressioni sul campo di Paganica

5 : commenti
Sono venuto, come volontario della Protezione Civile, a lavorare nel Campo Umbria di Paganica (AQ) per aiutare concretamente la popolazione terremotata di L'Aquila, la città dove sono nato, e anche per vedere coi miei occhi come stanno le cose, dopo avere letto al riguardo tutto e il contrario di tutto. Sette giorni è un piccolo periodo, ne so quindi ancora poco, però decisamente più di prima.
Ho fatto un po' di domande, ho soprattutto ascoltato e osservato: i racconti dei cittadini senza casa che avevano voglia di parlare, quelli del capocampo e degli altri volontari che erano già stati qui e potevano confrontare le loro diverse esperienze; ho partecipato anche all'incontro che il Sindaco Cialente ha fatto con gli abitanti di Paganica presso il campo di rugby qualche giorno fa. Ho captato sia tensioni che speranze, sia malumore che gratitudine, sia disponibilità che remissività ecc. Mi ha colpito ad esempio scoprire che chi sta in tenda chiami chi ha preferito trovare rifugio negli alberghi costieri "quelli che stanno al mare", con una certa sfumatura di spregio. Ho fatto un bagno d'umanità, dunque di contraddizioni.
E tutto sommato ho ricavato conferme alle idee che mi ero fatto. Purtroppo il terremoto abruzzese è diventato anche un terreno di coltura per contrapposizioni politiche, campanilismi e divisioni sociali. Forse sbaglio, ma la mia (prima) impressione e che di fatto sia stata messa in messo in moto una macchina (misure d'emergenza della Protezione Civile e strategie più vaste del governo), efficiente quanto si voglia, tale però da comprimere tra i suoi ingranaggi ulteriormente il tessuto sociale locale già abbondantemente provato dalle conseguenze del sisma (perdita della casa e/o del lavoro in primis): tra i terremotati è diffusa la sensazione che tra loro ci siano quelli di serie A, quelli di serie B ecc. ben più di quanto sarebbe naturale aspettarsi.
I media e le persone di parte partecipano a questo gioco al massacro: chi vuole lustrare il governo mette in luce solo i lati positivi della gestione dell'emergenza abruzzese, chi vuole coglierlo in castagna enfatizza solo le ombre e le disfunzioni del dopo-sisma.
Potrei sintetizzare la mia posizione così: si poteva fare di meglio? certo. Ma si poteva fare anche di peggio? senz'altro. Lasciamo dunque cadere le partigianerie e auguriamoci che si lavori veramente col cuore e tutti insieme, l'Italia per l'Abruzzo e gli abruzzesi per loro stessi.
Domani a quest'ora sarò in partenza per Perugia. A presto.
P.S. Nella foto il "quartiere" Piazza del Capo Accoglienza Umbria di Paganica, scattata al tramonto dalla mensa.

mercoledì 5 agosto 2009

Col rosso le donne ne fan di tutti i colori!

4 : commenti
Mai come d'estate, per riempire le loro colonne, i giornali pubblicano pseudo-ricerche scientifiche che resta solo d'augurarsi non siano state finanziate con fondi pubblici! Questa di cui mi occupo oggi magari l'avrà commissionata il Consorzio del Chianti DOC!
Il bello è che gli stessi autori della ricerca "invitano alla prudenza" (sic!) causa l'inconsistenza del campione (798 donne). Fosse solo questo! Primo, le donne "studiate" appartengono tutte alla zona dove si produce il Chianti, quindi socializzate al consumo di vino in maniera direi non tanto bene generalizzabile. Secondo, il solito errore epistemologico di tutte le ricerche siffatte è osservare una covariazione tra due variabili stabilendo arbitrariamente un verso di causa-effetto: una donna che beve un buon rosso ne ricava maggior desiderio ed eccitabilità sessuale? E come si fa ad escludere che avvenga esattamente il contrario? Che una donna sessualmente più attiva tenda cioè a consumare più vino? Terzo, ma c'era bisogno di una ricerca per scoprire perché un uomo offre volentieri del vino a una donna!?
Beh, leggete l'articolo proposto da Corriere.it e fatevi quattro risate.
NON È UNA QUESTIONE DI ALCOL, MA DI SOSTANZE CHIMICHE Il vino rosso stimola
l'erotismo femminile
La scoperta di scienziati dell'Università di Firenze:
«Il vino migliora la risposta agli stimoli sessuali e il piacere»

MILANO - Un moderato consumo di vino rosso stimola l'erotismo femminile, ma l'alcol non c'entra. Lo hanno scoperto ricercatori italiani dell'Università di Firenze, che hanno pubblicato la loro ricerca nel Journal of Sexual Medicine. Sarebbero infatti sostanze chimiche, responsabili dell'aumento dell'afflusso di sangue ad aumentare il desiderio. «Uno o più bicchieri al giorno di vino rosso sono associati a una maggiore salute e a un maggiore piacere sessuale», ha detto Nicola Mondaini, professore a capo dello studio e che pubblicherà il mese prossimo anche un libro sull'argomento dal titolo Vino ed Eros.

ANALISI - «Questa scoperta ci permette di avere un'immagine più chiara del ciclo di risposta sessuale femminile». I ricercatori hanno analizzato 798 donne della zona toscana del Chianti, controllando il consumo di vino rosso e sottoponendole a questionari che misuravano la salute e il piacere sessuale. «Ne è risultato che il vino ha un impatto sulle funzioni sessuali femminili, migliorandone la risposta e il piacere», ha concluso Mondaini.

RISULTATI - Le donne che hanno partecipato alla ricerca sono state suddivise in tre gruppi: quelle che bevevano 1-2 bicchieri di vino rosso al giorno; più di due bicchieri e altri tipi di alcolici; astemie. Le donne del primo gruppo hanno detto di avere più desiderio sessuale e lubrificazione vaginale, mentre non ci sono state differenze nei gruppi per quanto riguarda orgasmo, soddisfazione, dolore ed eccitazione sessuale. Gli stessi ricercatori, però, invitano ad analizzare i dati con prudenza visto il ristretto gruppo sul quale è stato effettuato lo studio e la mancanza di esami di laboratorio.

04 agosto 2009

P.S. Mi sa tanto che i ricercatori fiorentini in questione sono dei toscanacci buontemponi che volevano farci sorridere un po'! Anzi li ringrazio proprio per avermi distratto un attimo e fatto ridere di gusto. Comunque, se è tutto vero quello che l'articolo riferisce, il Premio Ignobel quest'anno il Prof. Mondaini e collaboratori se lo sono già aggiudicato!

E bravo Sakiro Suzuky! :-)

2 : commenti
Questa barzelletta circola nella rete: humor ineccepibile... Primo giorno di scuola in una scuola americana. La maestra presenta alla classe un nuovo compagno arrivato in USA da pochi giorni: Sakiro Suzuki (figlio di un alto dirigente della Sony). Inizia la lezione e la maestra dice alla classe: «Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo se conoscete bene la storia americana. Chi disse: "Datemi la liberta o datemi la morte"»? La classe tace, ma Suzuki alza la mano. «Davvero lo sai, Suzuki? Allora dillo tu ai tuoi compagni!» «Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia!» «Molto bene, bravo Suzuki!» «E chi disse: "Il governo è il popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla?"» Di nuovo Suzuki in piedi: «Abraham Lincoln nel 1863 a Washington!» La maestra stupita allora si rivolge alla classe: «Ragazzi, vergognatevi, Suzuki è giapponese, è appena arrivato nel nostro paese e conosce meglio la nostra storia di voi che ci siete nati!» Si sente una voce bassa bassa: «Vaffanculo a 'sti bastardi giapponesi» «Chi l’ha detto?» chiede indispettita la maestra. Suzuki alza la mano e senza attendere risponde: «Il generale Mac Arthur nel 1942 presso il Canale di Panama e Lee Iacocca nel 1982 alla riunione del Consiglio di Amministrazione della General Motors a Detroit.» La classe ammutolisce, ma si sente una voce dal fondo dire: «Mi viene da vomitare!» «Voglio sapere chi è stato a dire questo!» urla la maestra. Suzuki risponde al volo: «George Bush Senior rivolgendosi al Primo ministro Giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza imperiale a Tokyo nel 1991.» Uno dei ragazzi allora si alza ed esclama scazzato: «Succhiamelo!» «Adesso basta! Chi è stato a dire questo?» urla inviperita la maestra. Suzuki risponde imperterrito: «Bill Clinton a Monica Lewinsky nel 1997, a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca.» Un altro ragazzo si alza e urla: «Suzuki del cazzo!» «Valentino Rossi rivolgendosi a Ryo al Gran Premio del Sudafrica nel Febbraio 2005.» La classe esplode in urla di isteria, la maestra sviene. Si spalanca la porta ed entra il preside: «Cazzo, non ho mai visto un casino simile!» «Silvio Berlusconi, luglio 2008, nella sua villa Certosa in Sardegna.»

martedì 4 agosto 2009

Acqua e Terra

0 : commenti
L'onda bacia la sua sponda e la sabbia gode il mare, così si ama per vivere si vive per amare. Siamo giunte come valve, anime, in acqua e terra. Gemelle dall'origine a ritornare perla.
Daniele Passerini
A&B Editrice (2006)

sabato 1 agosto 2009

La musica è un linguaggio universale

2 : commenti
Il 12 giugno 2009 al World Science Festival, l'intramontabile Bobby McFerrin dimostra, coinvolgendo il pubblico senza alcuna preparazione, la forza della scala pentatonica. Fantastico! Allora il senso musicale è proprio innato in noi. P.S. Non credo che da Paganica avrò modo o tempo di aggiornare il blog. Ci risentiamo probabilmente il prossimo weekend. Un abbraccio a tutti.

venerdì 31 luglio 2009

A volte ritornano...

1 : commenti
Una piccola sorpresa! COMUNICATO STAMPA Torna in Umbria dopo il successo ottenuto nel 2008 a Perugia, Assisi e Spoleto, la mostra fotografica itinerante "Donne di Vrindavan", con foto di Tamara Fametani e poesie di Daniele Passerini. In India Vrindavan è meta di pellegrinaggio dei devoti a Krishna ed è nota come la "città delle vedove". L'esposizione racconta la difficile condizione delle vedove indiane attraverso una quarantina di straordinarie fotografie accompagnate da altrettante liriche. "Le donne che ho ritratto - spiega la Farnetani - sono nella maggior parte dei casi vedove che, dopo la morte del loro sposo, dedicano la loro vita a Krishna. Si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo per pregare e raggiungere la Moksh (la liberazione dalla ruota continua delle rinascite). Lo fanno a volte volontariamente ma più spesso costrette, infatti nella società indù tradizionale una donna rimasta senza marito non ha più nessun ruolo sociale". La mostra è visitabile a Corciano (PG), in occasione del Corciano Festival, dal 2 al 9 agosto presso lo spazio Agosto Cinema di Gabriele Anastasio. Per informazioni: 393 8130260.

giovedì 30 luglio 2009

Cuciture

5 : commenti
Un sarto ebreo ricevette da un nobile della sua città l'incarico di cucire un raro capo di vestiario con un tessuto prezioso acquistato a Parigi. il nobile raccomandò al sarto di realizzare un capolavoro. Il sarto sorrise e rispose che non c'era bisogno di incitamenti perché lui era il migliore della regione. Terminata l'opera portò il vestito dall'illustre cliente, ma ne ricevette in cambio solo ingiurie e accuse di aver rovinato il tessuto. Il sarto frastornato e avvilito andò a chiedere consiglio da reb Yeralimiel che gli disse pressappoco così: "Disfa tutte le cuciture del vestito e poi ricucile esattamente negli stessi punti di prima. Poi riportaglielo". Il sarto seguì lo strano consiglio e riportò il vestito al nobile. Con sua sorpresa il signore fu entusiasta del lavoro e aggiunse anche un premio al salario.
Reb Yeralimiel gli spiegò poi: "La prima volta tu avevi cucito con arroganza e l'arroganza non ha grazia. Perciò sei stato respinto. La seconda volta hai cucito con umiltà e il vestito ha acquistato valore". È decisiva l'intenzione, più della perizia, l'ispirazione più della maestria, anche negli umili lavori. [...] La sola abilità tecnica è sterile, vana. Per chi è abituato a considerare solo il prodotto finito e non il modo con cui lo si lavora, per chi giudica l'opera e non l'intenzione, questo racconto è invano.

mercoledì 29 luglio 2009

Dal 1 all'8 agosto a Paganica

9 : commenti
Non ci speravo più che mi chiamassero e invece...
dal 1 all'8 agosto opererò come volontario della Protezione Civile nella tendopoli di Paganica a L'Aquila: parto sabato prossimo col 18° contingente che la Regione Umbria ha inviato in Abruzzo a partire da quel tragico 6 aprile. Sono contento di potere finalmente dare una mano agli Abruzzesi: collaborare alla gestione della tendopoli e aiutare le persone che vi sono tuttora ospitate. E poi ho davvero voglia di confrontare quello che vedranno i miei occhi con le più disparate versioni che ho letto in questi mesi su come è stato e viene gestito questo dopo-sisma. Il 10 luglio 1965 sono nato quasi per caso a L'Aquila, 44 anni dopo ci torno: mai come stavolta per scelta. Comincio a preparare lo zaino e a rimboccarmi le maniche .

martedì 28 luglio 2009

Meglio porgere un fiore che l'altra guancia

3 : commenti
Premessa: di fronte a un conflitto che mi oppone a un'altra persona, mi è capitato di aver sposato tranquillamente la tesi altrui piuttosto che quella mia iniziale. Vale a dire che se sbaglio lo riconosco sempre. Non mi piace e non so fingere.
Quando invece sono convinto di essere nel giusto e di stare subendo un torto, ho scoperto che passo sempre per queste 7 fasi.
  1. Non mi capacito di quello che sta succedendo!
  2. Provo in tutti i modi a cercare di spiegare le mie ragioni e convincere l'altro della loro fondatezza.
  3. Cerco comunque di avere un chiarimento, di ascoltare meglio i ragionamenti dell'altro e cercare una mediazione.
  4. Se trovo un muro, perdo rapidamente interesse alla questione, salvo non si possa proprio lasciar correre (ad esempio in caso estremo intraprendere azioni legali per far valere un diritto riconosciuto dalla Legge).
  5. Siccome credo in Dio e nella legge del karma (quel che si semina si raccoglie), ci tengo a potermi presentare di fronte a qualsiasi Tribunale Celeste (o terrestre) con la coscienza pulita e a testa alta. Mi preoccupo semmai di chi un giorno dovrà raccogliere le conseguenze del torto che mi ha arrecato. Così dopo qualche mese riprovo con lui la fase 2.
  6. Se ancora insiste nella sua posizione, gli auguro tutto il bene del mondo e lo cancello dai miei pensieri. Della sua vita è responsabile solo lui.
  7. Chiaramente se un giorno tornasse sui suoi passi gli riaprirei la porta. Non sono vendicativo.

lunedì 27 luglio 2009

Ghiannis Ritsos: zero, uno e due volte nove...

6 : commenti
Anche le parole vene sono dentro di esse sangue scorre quando le parole si uniscono la pelle della carta s’accende di rosso come nell’ora dell’amore la pelle dell’uomo e della donna.
Ghiannis Ritsos
Ho scoperto grazie a Erri De Luca - ne parla nel suo Alzaia edito da Feltrinelli - il poeta greco del '900 Ghiannis Ritsos (1909-1990). La lirica che ho scelto, una delle tante che costellano il web del ricordo di questo poeta, getta un ponte felicissimo tra amare la poesia e amare l'altro sesso: per alcuni di noi queste due ricerche rispondono pari pari allo stesso imperativo. Pare che a Ritsos piacesse molto comporre mini-componimenti d'una sola riga, a metà tra la poesia e l'aforisma; quelli che ho qui selezionato sono in sintonia con la precedente poesia.
Com’è arduo per la parola passare dal sangue alla poesia. A volte, per avventura, le parole trovano l’altro loro significato. La sera tardi posai la cazzuola del muratore sulle mie carte. Vocali, consonanti, gridano, s’accordano, tacciono in profonda imparzialità.
Erri de Luca cita due di queste piccole liriche:

Hanno ammainato le bandiere. Sono rientrati in casa. Contano i soldi.

Ti si è rotto l'aquilone? Lo spago tienilo.

La prima descrive benissimo tutti quelli che hanno abdicato ai loro ideali di gioventù... quelli che magari hanno fatto il '68 tirando molotov contro i "celerini" e oggi sono dentro il Popolo delle Libertà.
La seconda è un'immagine azzeccatissima per dire che mai nulla è perduto e qualcosa in mano ci resta sempre.
N.B. Le cifre dell'anno della nascita e della morte di Ghiannis Ritsos (1909-1990) sono le stesse... numeri speciali nella vita di persone fuori dall'ordinario.
Notizie sull’autore:
Ghiannis Ritsos nacque a Monemvasià nel 1909. Dopo un’infanzia segnata da gravi lutti familiari, nel 1926, colpito da tisi, fu ricoverato in sanatorio, dove rimase per tre anni. In seguito esercitò la professione di attore-ballerino e di copista in una banca. Nel 1933 entrò nelle file della sinistra, avviando un impegno politico che segnerà, spesso dolorosamente, la sua esistenza. Durante la guerra civile, il successivo governo di destra e la dittatura dei Colonnelli (1967-1974) fu ripetutamente incarcerato e deportato nei “campi di rieducazione nazionale”, ma restò sempre fedele ai suoi ideali di libertà e di giustizia sociale. L’impegno politico ebbe un’importanza centrale anche nella sua poesia, ma in Ritsos risuonano tutte le note, dolenti e gioiose, della grecità.Ottenne numerosi riconoscimenti internazionali di grande prestigio, e fu candidato per anni al Premio Nobel per la Letteratura. Le sue poesie e molti suoi lavori teatrali sono stati tradotti in tutte le lingue europee. Dotato di un’incredibile facilità di versificazione, Ritsos è autore di oltre cento raccolte, tra le quali segnaliamo Trattore (1934); Piramidi (1935); Epitaffio (1936); Sinfonia di primaveraLa marcia dell’oceano (1940); L’uomo con il garofano (1952); Veglia (1954: contiene Grecità e La Signora delle Vigne); I quartieri del mondo (1957); Quando arriva lo stranieroL’architettura degli alberi (1958); Le vecchie e il mare (1959); Sotto l’ombra del monteDodici poesie per Kavafis (1963); Testimonianze I (1963); Filottete (1965); Testimonianze II (1966); Gesti (1969-70); Pietre Ripetizioni Sbarre (1972); Elena (1972); Crisòtemi (1972); Quarta dimensione (1972); Diciotto canzonette per la patria amara (1973); Graganda (1973); La distruzione di Melos (1974); Inno e lamento per Cipro (1974); La pignatta affumicata (1974); Il muro nello specchio (1974); Diario d’esilio (1975); L’ultimo secolo prima dell’uomo (1975); Attualità (1975); Divenire (1977); La Porta (1978); Il corpo e il sangue (1978); Una lucciola illumina la notte (1978); Trittico italiano (1976-81, contiene: Trasfusione, Il mondo è uno, La statua sotto la pioggia); Erotica (1980-81).Ha inoltre tradotto Tolstoj, Hikmet, Ehrenburg, Jozef, Majakovskij, un’antologia di poeti rumeni e una di poeti cecoslovacchi. È morto nel 1990. È stato tradotto nelle principali lingue del mondo. (1938); (1958); (1962); Numerose le traduzioni in italiano, la maggior parte delle quali dovute a N. Crocetti: La Signora delle Vigne, Parma 1986 (con importanti riferimenti bibliografici); Erotica (1981); Il Funambolo e la Luna (1984, in questa collana, Lèkythos 4); Quarta dimensione (1993, in questa collana, Lèkythos 18), e a F.M. Pontani: Poesie (Scheiwiller 1969); Prima dell’uomo (Mondadori 1972); Diciotto canzonette per la patria amara (Verona 1974); La distruzione di Melos (Bologna 1975); Elena (Verona 1985); Pietre Ripetizioni Sbarre (2004, in questa collana, Lèkythos 35).

Scheda bio-bibliografica tratta dal sito di Crocetti Editore

domenica 26 luglio 2009

Amici ed energia pulita

2 : commenti
Giornata piena, trascorsa tutta nel vicino Comune di Valfabbrica. Prima a pranzo con Riorita e Stefano nella loro nuova casa a Monteverde, oggi quasi trasformata in un centro estivo, visto che oltre alla mia Arianna e ai loro Raffaele e Lorenzo c'erano altri tre bambini a giocare. Poi dalle 17 in poi sono andato con Ari all'inaugurazione del parco fotovoltaico "Sergio Minelli" (ne avevo parlato qualche giorno fa), già connesso alla rete ENEL dal mese scorso. Si tratta del più grande impianto solare dell'Umbria e vale la pena di darne qualche numero:
  • 26000mq di superficie occupata;
  • 205 strutture;
  • 18 moduli fotovoltaici (da 270Wp ciascuno) per struttura;
  • 3960 moduli fotovoltaici complessivi;
  • 1MWp (1220 MWh all'anno) di energia prodotta dal sole pari al fabbisogno energetico di circa 500 famiglie;
  • tempo di realizzazione dell'impianto 6 mesi (2 anni a partire dalla prima idea).
Ho scelto 5 foto:
  • una zoomata dell'impianto scattata dalla frazione di Casacastalda;
  • due foto ravvicinate delle strutture che ospitano i moduli fotovoltaici
  • un momento dell'inaugurazione.
Non potevo mancare. Il tema delle energie rinnovabili (solare, eolico, biomasse ecc.) mi sta a cuore. Soffro per la miopia del governo in materia energetica (il ritorno al nucleare è un nonsense economico e ambientale), perciò mi rincuora che nella piccola Umbria ci sia gente capace di scelte molto più sensate, lungimiranti, coraggiose. È stata una bella sorpresa incontrare alla cerimonia Nevio, Antonella e la loro Rossana, un bel po' cresciuta dall'ultima volta che c'eravamo visti. La cosa curiosa è che proprio nelle ultime settimane avevo sentito voglia di rivedere questi carissimi amici ed eccomi accontentato. Attorno a ferragosto riusciremo a ripassare un giorno insieme come non capita da un paio d'anni. Tra l'altro Arianna e Rossana hanno quasi la stessa età e vanno sempre parecchio d'accordo. La domenica s'è conclusa con un salto alla stazione dei pullman di Perugia a salutare un'altra amica, Marcella, che tornava a Rossano per qualche settimana. Gli amici veri sono come l'energia pulita: rendono la vita migliore.

sabato 25 luglio 2009

Sopra la barca la carpa...

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Sopra la barca la carpa crepa
sotto la barca la carpa campa.
Stamattina mentre gironzolavo con mia figlia, m'è venuta in mente questa variante del noto sciogli-lingua della capra e della panca. Evidentemente avevo ancora in testa le suggestioni dei discorsi di ieri. Ad Arianna è piaciuta. Ma come immaginavo ho visto ora su internet che c'erano già arrivati in tanti: si vede che non vado a pesca. Però ho la soddisfazione di esserci arrivato da solo! :-)
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