Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

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22passi è un blog non una rivista on line, pertanto la responsabilità di quanto scritto in post e commenti dovrebbe appartenere solo ai rispettivi autori. In ogni caso (cfr. Sentenza Corte di Cassazione n. 54946 del 27 dicembre 2016), le persone fisiche o giuridiche che si reputassero diffamate da determinati contenuti, possono chiederne la rimozione contattando via email l'amministratore del blog (vd. sezione "Contatti") e indicandone le "coordinate" (per es. link, autore, data e ora della messa on line).

mercoledì 28 marzo 2007

A proposito del tempo...

2 : commenti
Perfeziono il discorso sul tempo, trattato nel precedente post, riportando l'inizio della Postilla Maya di Ventidue passi d'amore e inserendo a lato la scansione dell'ultima pagina del libro, con la tavola dei numeri maya da 1 a 22.

*** 
L’uomo occidentale computa il tempo in modo quantitativo e lineare: si preoccupa soprattutto di collocare lungo la freccia temporale quel che accade, è accaduto, presume accadrà. Lo fa anno per anno, ricorrendo ad un farraginoso calendario gregoriano di 12 mesi, ciascuno formato da un numero di giorni variabile tra 28 e 31 (da ciò l’uso della nota filastrocca per rammentarli) sì da ricondurlo, con l’espediente dell’anno bisestile, al periodo che la Terra impiega a compiere una rivoluzione solare. Lo fa giorno per giorno, ricorrendo ad una sequenza di 24 ore di 60 minuti ciascuna. Lo fa per ragioni pratiche, ché la società moderna assume di fondarsi sulla certezza del tempo quanto su quella del diritto. Si tratta di un sistema basato sul numero 12 e suoi multipli. All’opposto gli antichi Maya erano interessati agli aspetti qualitativi e radiali del tempo: non a quanto prima o dopo un dato riferimento accade un evento, ma alla qualità intrinseca del giorno in cui accade(4). Tali qualità, che “colorano” con la propria sfumatura l’evento stesso, sono differenti manifestazioni nel mondo dello Spirito Creatore. Scaturiscono da 20 strutture energetiche archetipiche combinate con 13 modalità d’espressione (toni) a formare una matrice di 260 giorni-combinazioni chiamata tzolkin. Di più, queste differenti qualità ricorrono nel tempo secondo onde e ritmi che si dilatano all’infinito evocando un gioco di scatole cinesi, la geometria frattale, la peculiarità dell’ologramma di contenere in ogni sua parte, anche la più minuscola, il tutto. È in tale prospettiva che i Maya hanno costruito, con una precisione che lascia tutt’oggi a bocca aperta, il loro sistema calendrico. Non per imbrigliare il tempo e asservirlo agli scopi umani, ma per navigarci dentro, assecondando e interpretandone onde e qualità. In altri termini per sincronizzare le coscienze individuali e le azioni terrene ai cicli cosmici(5). Questo sistema è basato sui numeri 13 e 20.
(4) C’è analogia tra visione temporale Maya e quella del Taoismo cinese: come la prima enfatizza la qualità del giorno, la seconda enfatizza la qualità dell’attimo. Su quest’ultima si fonda l’I King, il libro divinatorio per antonomasia dell’antica Cina (di datazione incerta, forse anteriore al 3000 a.C.), costruito su un sorprendente sistema di 64 esagrammi, composti da linee intere ‘maschili’ (yang) o linee spezzate ‘femminili’ (yin), stabili o mutevoli nel loro opposto. Carl Gustav Jung scoprì racchiusa nell’I King una vera e propria cosmologia basata sul principio di sincronicità.
(5) Per questo sarebbe più corretto parlare di sincronario piuttosto che di calendario maya.

Salinas e il tempo

4 : commenti
Che incrocio nel tuo polso  
del tempo contro il tempo!  
Orologio, freddo, avvinto,
vigile, attende  
che scorra il tuo sangue
nel battito. Ti opprimono  
ordini, da fuori:
tic tac, tic tac,  
la voce, lì, nella macchina.
Alla tua vita infinita,
senza termine, gettano  
lacci puerili i secondi.  
Ma il tuo cuore  
là in fondo afferma
- sangue che va e viene  
in te, con il tuo amore -
il suo essere, il suo ritmo, diverso.  
No. I giorni, il tempo,  
non ti saranno mai contati  
in una sfera bianca,  
tre, quattro, cinque, sei.  
Le tue indolenze, i tuoi impulsi,  
il grande ardore senza calcolo,
non si possono dire in cifre.  
Sentili tu, spogliata
di orologio, nel polso:
battito contro numero.
Amore? Vivere? Ascolta
il sommesso tic tac  
che ormai sono vent'anni  
vibrò la prima volta
in una carne vergine  
del tatto della luce,  
per offrire al mondo  
un conteggio diverso,  
unico, nuovo: tu.
(da La voce a te dovuta, di Pedro Salinas)
 
Quando qualche anno fa incontrai questa poesia di Salinas ne fui folgorato. Anche perché nello stesso periodo m'interessavo a come era stato concettualizzato diversamente il tempo dalle culture succedutesi sulla Terra. C'è il tempo lineare, quantitativo, automatico e meccanico, a cui veniamo educati nella società in cui viviamo, e quello circolare, qualitativo, armonico, connesso ai ritmi naturali del cosmo, che concepivano per esempio i Maya e gli indiani americani, così come i Taoisti cinesi. Questa poesia di Salinas esprime perfettamente tale iato, che qui esplode nello scontro tra il tempo scandito dall'orologio al polso di una giovane donna e il suo ritmo cardiaco, tra le regole e il mistero della vita che pulsa in lei. 

Ed ecco alcune note sull'autore trovate su un sito che mi piace!
Pedro Salinas nasce a Madrid, il 27 novembre 1891 e vi trascorre la prima giovinezza. Dopo due anni di studi in Legge, si iscrive alla facoltà di Lettere, e consegue la laurea di letteratura spagnola.Già nel 1911 pubblica i suoi primi versi, poi rinnegati come "raccapriccianti". Nel 1914 inizia a viaggiare, tenendo lezioni presso le principali istituzioni universitarie europee. Nel 1915 si sposa. Rimane tre anni a Parigi come lettore di spagnolo alla Sorbona; al rientro in patria vince un concorso per la cattedra di lingua e letteratura spagnola e opta per la sede di Siviglia dove insegnerà per nove anni. Tra il '22 e il '23 è a Cambridge per otto mesi come visiting professor, e sempre nel '23 esce la sua traduzione di Proust, "En busca del tiempo perdido". Nel '28 si trasferisce a Madrid, presso il Centro di Studi Storici. Nel '36 parte per gli Stati Uniti per un temporaneo incarico, ma non tornerà più in patria. Massachusetts, Vermont, Baltimora California, Puerto Rico, sono alcuni dei luoghi in cui si reca per insegnare e per tenere conferenze sulla poesia e la realtà nella letteratura spagnola. Morirà a Boston, il 4 novembre 1951. I suoi resti riposano nell'antico cimitero di Santa Maddalena, a San Juan de Puerto Rico, accanto al mare che cantò nel poema El Contemplado. Collaboratore delle principali riviste letterarie spagnole ("España", "Prometeo", "Revista de Occidente") è stato amico di tutti i grandi scrittori, poeti e intellettuali della sua epoca, da Unamuno a Valle Inclán, da Machado a Ortega y Gasset, García Lorca, Rafael Alberti, Juan Ramón Jiménez.

A proposito del vecchio sito (II)

4 : commenti
Ormai sono più di dieci giorni che non riesco più a modificare il mio vecchio sito localizzato su Alice (Telecom). Risparmio a chi legge la cronaca della mia odissea nel dedalo dei call-center del 187 dove ogni operatore dà una risposta forse competente ma sempre differente. Resta che tuttora non si viene a capo della "anomalia" che ha congelato al 16 marzo il sito in questione. Sorprendente è che proprio il giorno prima, il 15 marzo, mi erano arrivate delle giuste critiche rivolte al sito (vedi il primo post "A proposito del vecchio sito") e si era materializzato dal nulla chi si offriva per realizzarmene uno nuovo. Beh, davvero niente male la sincronicità! Verrebbe da parafrasare quell'adagio che vuole che quando l'allievo è pronto il Maestro appare... in questo caso è apparso il webmaster! Era da un anno che desideravo separarmi dal cavo ombelicale di Telecom, ma non potevo perché avevo costruito e continuavo ad aggiornare il sito tramite il suo editor HTML incluso in Alice. Bene bene, carissima (nel senso del costo) Telecom, presto potrò dirti addio! Sono impegnato alla stesura dei contenuti per il nuovo sito e questo mi lascia meno tempo per scrivere sul blog. E pare che Betty, Giulia e Angela abbiano ancor meno tempo di me per lasciare loro stesse qualche post da queste parti. Mi piacerebbe scrivere qualcosa sulle due presentazioni dei libri fatte a marzo, prima a Perugia e poi a Roma... offrono parecchi spunti, soprattutto la seconda! Appena mi trovo un'oretta libera lo faccio.

venerdì 16 marzo 2007

La "redazione" s'allarga

0 : commenti
Non per par condicio ma per il piacere di accogliere un'altra persona in gamba nella nascente "redazione" di questo blog, dopo una lettrice di Venezia e una di Roma ho invitato a partecipare alla creazione dei post anche una lettrice di Taranto... in un ideale abbraccio di tutta l'Italia! Ora non mi resta che aspettare i primi post non miei... così potrò dedicare più tempo al terzo e quarto libro che ho in cantiere! :-) Marzo mi sta portando fortuna quanto i raggi di questo sole fuori stagione portano calore: Betty è un vero vulcano e indirizza sulle rive di questo blog (e di www.22passi.it) navigatori coi fiocchi e contro fiocchi, che stanno dando contributi importanti alla crescita di entrambi i siti. C'è però uno sfondo bianco e nero a tutto ciò: dedico molti momenti delle mie giornate all'amica Antonella da poco scomparsa e - che sia immaginazione o realtà - la sento spesso vicina, piena di serenità ed energia... alla prossima vita Anto! P.S. Se qualcuno desidera pubblicare post su questo blog (se trovasse limitante poter solo commentare quelli esistenti)... parliamone! La mia mail è 22passi@gmail.com

POST SCRIPTUM DEL 2010. Se da una parte le visite al blog in questi anni sono decollate, dall'altra è fallito il progetto di costruirlo a più mani, anche probabilmente per i mutamenti di rotta che ho dato: blog pubblico sì, ma con un'impronta spesso decisamente intimista e personale.

Lettore di pensiero virtuale!

1 : commenti
Ringrazio l'amico Mitridate di avermi segnalato il LETTORE DI PENSIERO VIRTUALE con la seguente sfida:
"SE QUALCUNO RIESCE A SPIEGARMI COME FUNZIONA, ME LO FACCIA SAPERE. PER ME C'E' UN PO' DELL'INCREDIBILE!! CLICCATE QUI SOTTO E POI PROVATE." 
http://ennius.altervista.org/Lettore%20di%20Pensiero.htm
Non mi sono mai reputato particolarmente intelligente ma stavolta la spiegazione l'ho trovata al primo colpo... diciamo che il mio interesse per la numerologia mi ha aiutato. Buon divertimento!
P.S. a chi si dovesse arrendere la soluzione la darò in privato.

La voce dell'Anima

4 : commenti
La prima delle 7 Orbite di lettura di Sospensioni di gravità:

LA VOCE DELL'ANIMA
Intorno alla Galassia, il Sole
1 Come sopra una tavoletta di cera, tutte le persone che incontriamo ci lasciano una traccia. Appena percettibile, lieve, marcata, profonda: dipende pure da chi reputiamo d'essere, poiché ogni io sono comporta qualche io posso e tanti io non posso che giorno dopo giorno ci induriscono. Sa cambiare chi ammorbidisce la propria 'cera' ai raggi del Sole sì da lasciarsi imprimere, chi posa a terra il mantello delle sicurezze, la lama della mente, lo scudo delle paure. Magari temi che ad aprirti senza difese quelle tracce diverranno ferite dolorose, perfino mortali. E' vero, a volte succede. Il mondo fa specchio ai nostri pensieri e loro creano santi e mostri: puoi pensare e fare il bene però imbatterti nel male rimuginato e compiuto da chi è meno consapevole. La mente non trova soluzione. Il cuore sa affidarsi alla corrente. I bambini si aprono con naturalezza e fiducia a parole e segni in arrivo, non hanno ancora una personalità che li rivesta né un bagaglio di cultura che li indirizzi. L'universo irrompe nelle loro vite, sante vele cucite e gonfiate da Dio, a spingerle verso una missione forse lunga forse breve. Potenzialmente sono tutto ciò che sognano, e lo saranno: finché ascoltano la voce antica della loro anima.

A proposito del vecchio sito (I)

4 : commenti
Da ieri il "vecchio" sito www.22passi.it mi sta dando problemi: non riesco più ad editarlo in alcun modo. L'assistenza di Alice mi ha confermato che non si tratta di un problema di linea ma proprio del mio spazio web su Alice e che entro 48h dovrebbe essere risolto. Qui su Blogger invece tutto sembra funzionare bene e colgo l'occasione per ringraziare Betty di avere già risposto all'invito di entrare a far parte della "redazione" di VENTIDUE PASSI D'AMORE e dintorni... (22passi.blogspot.com) completando la procedura di iscrizione che permette anche a lei di pubblicare nuovi post sul blog. Insomma Betty, aspetto di leggerti con trepidazione. E aspetto che completi la propria iscrizione anche la mia amica di Roma... che non so se preferisce apparire col suo nome o con un nick. Torniamo al vecchio sito www.22passi.it, vecchio rispetto a questo blog naturalmente (16 mesi contro 2): appena Alice lo "sbloccherà", aggiornerò al volo la home, ho infatti ricevuto alcune critiche che mi trovano assolutamente d'accordo; in attesa dei provvidi aiuti di qualche buon Samaritano (!) inserirò almeno questo AVVISO AI NAVIGANTI:
"La grafica di www.22passi.it (layout e colori, stili e formati dei testi, impaginazione ecc.) stride con la cura dedicata a gran parte dei contenuti testuali, vincolata com'è alle possibilità concesse dall'editor di www.alice.it con cui il sito è stato interamente costruito passo a passo. Questo non è un "sito professionale" fatto male bensì un "sito amatoriale" fatto nel miglior modo possibile per essere presente nella rete senza nozioni tecniche, senza costi, secondo le mie attuali capacità. Avrei preferito scelte cromatiche più discrete, piene di luce, più consone alla leggerezza ed essenzialità che distinguono i due libri a cui queste pagine web sono dedicate. Avrei voluto sfruttare vere funzioni ipertestuali. Se visiterai anche il blog "VENTIDUE PASSI D'AMORE e dintorni..." constaterai che l'editor di www.blogger.com ha consentito un risultato decisamente migliore. In attesa di potere realizzare un www.22passi.it ex novo, mi scuso degli attuali limiti di gradevolezza e fruibilità e chiedo un pizzico di indulgenza. Per non soffermarsi al dito. Per guardare alla luna."

mercoledì 14 marzo 2007

Il blog si apre!

0 : commenti
Cambiamenti di forma e sostanza al blog oggi. Partiamo dalle rifiniture allo sfondo. Ho aggiunto alla colonna sinistra della home: 1) un elenco delle etichette dei post, come ulteriore modalità per accedere direttamente a tutti i post di argomento simile; 2) le mie librerie on-line preferite (nelle prime due sono in vendita sia Sospensioni di gravità che Ventidue passi d'amore, nelle altre almeno uno dei due).
Ho leggermente modificato la posizione dei "comandi" in fondo ai post, ora meno ammassati. E veniamo alla novità vera: il blog si apre ad altre persone! Ho invitato Betty (l'autrice del primo commento su questo blog) e un'altra amica a pubblicare post sul blog insieme a me, a diventarne in pratica co-amministratrici. Anche se non si conoscono tra loro queste due donne hanno un po' di cose in comune:
  • hanno letto i miei libri (e li hanno molto apprezzati);
  • mi hanno contattato proprio grazie a Ventidue passi d'amore;
  • sono appassionate di letteratura e poesia (una di loro sta perfino aprendo una libreria!), per la precisione ne sanno molto più di me;
  • si sono offerte di aiutarmi ad organizzare una presentazione dei due libri nelle loro città;
  • sono simpaticissime!
Se accetteranno l'invito (come spero!) questo sarà il primo passo concreto per rendere VENTIDUE PASSI D'AMORE e dintorni... non tanto il mio blog quanto quello dei lettori dei miei libri e che anche questo diventi in fondo occasione per parlare di ben altri libri e autori, del resto già ora si sono affacciati Borges, Sant'Agostino, Hikmet, Hillesum, Pessoa e... Cristicchi: da Sant'Agostino a Sanremo insomma! Ben vengano allora altri autori come Gibran, Saint-Exupery, Neruda ecc. ecc. ecc. Spero insomma che in futuro possano aggiungersi ancora altri co-amministratori e che, in accordo alla mission di questo blog, si finisca con lo scriverci a 360° di tutti i temi condensati nelle etichette e caso mai aggiungerne altre. 


POST SCRIPTUM DEL 2010. Se da una parte le visite al blog in questi anni sono decollate (e molti miei lettori hanno lasciato tracce delle loro visite), dall'altra è fallito il progetto di costruirlo a più mani, anche probabilmente perché è diventato più "mio" di quanto all'inizio potessi immaginare.

domenica 11 marzo 2007

Come inserire/leggere i commenti ai post

0 : commenti
Post scriputm di 5 anni dopo: il contenuto del presente post è totalmente superato dagli sviluppi che ho apportato successivamente al blog, in particolare alla funzione commenti.

Oggi Betty mi ha scritto via mail confermandomi che l'inserimento di un commento legato ad un post è un'operazione tutt'altro che intuitiva. Ricapitoliamo. A piè di ogni post appaiono una serie di scritte simili a queste:
PUBBLICATO DA DANIELE ALLE 08:32 0 COMMENTI
ETICHETTE: POESIE INDIMENTICABILI
Per inserire un commento nuovo (o leggere un commento vecchio) occorre semplicemente cliccare sulla parola COMMENTI: si aprirà una finestra in cui è possibile scrivere un commento (o leggere quelli che sono già stati lasciati). Per pubblicare il commento bisogna copiare in un apposito form una sequenza alfanumerica (serve ad evitare l'inserimento di messaggi automatici da parte di softwares invece che persone) e infine specificare la propria identità secondo tre possibili opzioni:
  1. se si possiede un account Google si può inserire quello;
  2. oppure si può selezionare "altro" e inserire il proprio nome ed eventualmente l'indirizzo della propria pagina web;
  3. oppure si può scegliere di inserire un commento anonimo.
A questo punto si può pubblicare il commento (o anche vederlo in anteprima). N.B. Oltre ad inserire i commenti si possono fare altre operazione
  • Cliccando sul logo della busta si può inviare via e-mail il contenuto del post in questione a chi si vuole.
  • Cliccando sull'etichetta (nel nostro esempio POESIE INDIMENTICABILI) si selezioneranno invece tutti i post contraddistinti dalla stessa etichetta.

Il poeta è un fingitore...

8 : commenti
Ringrazio Betty per avermi mandato questa citazione, che avevo già orecchiato, ma non avrei saputo ricondurre al suo autore.


Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente 
che arriva a fingere che è dolore 
il dolore che davvero sente.
Fernando Pessoa,
da "Autopsicografia" (1931)
 

Ritmi e gesti

3 : commenti
Continua la serie delle filastrocche (in rima sbaciucchiata!) che creo insieme a mia figlia soprattutto durante gli spostamenti in automobile. Questa è di ieri mattina dunque fresca fresca, quasi come il pane a cui accenna...
 
Ritmi e gesti

Sale nel cielo il Sole
a maturare il grano
scende dal palmo il sale
a dar sapore al pane.
I gesti della gente
i ritmi del pianeta
all'anima che sente
ricordano la meta.

Onore a "Ti regalerò una rosa" (II)

4 : commenti
In realtà il titolo giusto per questo post dovrebbe essere: onore a Simone Cristicchi. Che ha inserito nella sua canzone un archetipo tanto evocativo.
Suggerisco di leggere/ascoltare il testo di Ti regalerò una rosa tenendo a mente l'immagine del primo dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi: Il Matto. Questa carta - che può essere collocata all'inizio (come numero zero) o alla fine del mazzo (come numero 22) - mi piace per tanti motivi. Il folle rappresenta l'inizio del viaggio verso la consapevolezza (i Ventidue passi d'amore del libro che ho scritto hanno anche questo significato), la libertà da convenzioni, regole, false certezze e sicurezze, la libertà di aderire al caos della vita e sposarne le contraddizioni. La rosa bianca tenuta in mano simboleggia la purezza di cuore. Quella di chi, non avendo nulla da perdere, si abbandona a seguire la strada che la vita porge ai suoi passi. Una buona didascalia dell'arcano n. 0/22 potrebbe tranquillamente essere la dedica con cui si apre Sospensioni di gravità:


Alle anime che intingono il cibo della vita 
nel miele salato delle contraddizioni.

POST COLLEGATI:  

lunedì 5 marzo 2007

Ti voglio bene Anto

0 : commenti
Non c'è stato un motivo vero e proprio dietro l'aver inserito, una decina di giorni fa, il tema "per non temere la morte" in questo blog. Avevo trovato su internet una serie di cose che mi piacevano e alla fine questo titolo mi è sembrata l'etichetta più appropriata. Ieri mattina, sotto il segno di una eclissi di luna appena trascorsa, è scomparsa Antonella, una cara amica che conoscevo da 28 anni, da quando eravamo compagni di classe al liceo. La nostra amicizia si era consolidata soprattutto quando frequentavamo l'università e uscivamo spesso insieme nello stesso giro di persone. Quanti libri ci siamo regalati, scambiati e prestati in quegli anni! Con lei e altri amici comuni nel 1989 sono stato per la prima volta a Parigi in occasione del bicentenario della Rivoluzione francese. Sì, lei è viva in tanti bei ricordi.
Quando nel 1994 mi sono sposato lei era naturalmente al matrimonio e ai festeggiamenti, poi come spesso succede quando i contesti di vita diventano diversi, abbiamo cominciato a frequentarci con minore assiduità. Ci sentivamo in occasione di compleanni e feste per farci gli auguri, e capitava qualche volta d’incontrarci in giro, ché Perugia è piccola. Abbiamo continuato a raccontarci a distanza – pur vivendo nella stessa città - gli episodi salienti che ci capitavano. Ricordo bene la prima volta che mi parlò dell’uomo della sua vita – quello vero finalmente - e quando li ho incontrati per caso all’IperCoop... chiudo gli occhi e li rivedo: una bella coppia, felice e allegra. E ricordo quando mi raccontò dell’appartamento che lui aveva acquistato, che poi hanno ristrutturato ed arredato insieme. Poi il caos...
Nel 2002 io sono stato investito dalla bufera della separazione da mia moglie, un anno dopo Antonella dall’intervento di mastectomia: me lo disse quando già stava facendo i cicli di chemioterapia. Ebbi riprova della sua forza interiore: seppure più atea che credente provava e in parte riusciva a dare un significato e un valore alla sua malattia. Ne parlò con pochissimi amici e coi parenti più stretti. Sono stato ospite di lei e del compagno un paio di volte nell’autunno del 2004, quando tutto sembrava essersi risolto positivamente, pensava nuovamente al futuro. Poi alla fine del 2004 i controlli di routine: metastasi, e di nuovo il calvario della chemio. Abbiamo continuato a sentirci per telefono ed e-mail fino a circa un anno e mezzo fa, quando mi disse che preferiva che non ci sentissimo né vedessimo più. Ci sono rimasto male, ho provato un momento a farle cambiare idea poi ho rispettato la sua richiesta e non l'ho più cercata, solo qualche e-mail all’anno a cui non ha mai risposto, non so nemmeno se le ha lette. Conosco due sue amiche del cuore e ogni tanto chiedevo loro di lei. Le ultime notizie, uno o due mesi fa, davano le sue condizioni stazionarie, poi di colpo ieri ho saputo che nel giro di pochi giorni era spirata. Avevo sempre immaginato che ci saremmo incontrati di nuovo in questa vita... ho sbattuto la faccia contro una realtà diversa. Sabato pomeriggio, mentre non sapevo che Antonella si stava spegnendo, stavo lavorando a questo blog: rileggendo l'elenco dei miei libri "preferiti" mi sono reso conto che ne avevo scordato uno molto importante: il Diario 1941-1943 di Etty Hillesum e lo ho aggiunto immediatamente. Me ne ero scordato perché non è tra i libri che ho in casa, e non l'ho mai posseduto perché è uno di quelli che una ventina d'anni fa mi prestò Antonella, e da allora mi è rimasto dentro, indelebilmente. Una delle frasi portanti di Ventidue passi d'amore - nessuno ha il potere di renderci felici o infelici: siamo noi stessi i soli responsabili della nostra felicità - è frutto della storia della mia vita, ma se dovessi collegarla a riferimenti esterni citerei quel passo de Il Profeta di Gibran che recita "l'assassinato è responsabile del proprio assassinio" oppure nominerei proprio il Diario di questa donna che i sopravvissuti di Auschwitz ricordano come una presenza luminosa accanto a loro. Etty Hillesum trovò la fede e la gioia di vivere in un campo di concentramento - l'ultimo posto al mondo che avrebbe dovuto favorire un tale processo - e ne ha lasciato testimonianza nel suo Diario: non importa cosa ci fanno, cosa ci succede, in quanto dolore possiamo venire immersi, la scelta di essere felici o infelici è più profonda, è nostra, niente e nessuno possono privarcene. Non credo sia una mera coincidenza che il pensiero a Hetty Hillusum sia sorto proprio mentre Antonella stava lasciandoci, anzi lo interpreto come un messaggio che ha voluto mandare per dirmi - rispondendo ad un mio punto interrogativo - che ha superato questa prova dolorosa e raggiunto la serenità dell'animo. Oggi, al funerale, mi hanno raccontato che in effetti è stato così. Cito alcuni brevi brani, trovati su internet del Diario 1941-1943 che mi sembrano appropriati per la circostanza. Ti voglio bene Anto.
Ieri, per un momento, ho pensato che non avrei potuto continuare a vivere, che avevo bisogno di aiuto. La vita e il dolore avevano perso il loro significato, avevo la sensazione di "sfasciarmi" sotto un peso enorme, ma anche questa volta ho combattuto una battaglia che poi all'improvviso mi ha permesso di andare avanti con maggiore forza. Ho provato a guardare in faccia il "dolore dell'umanità". Ho affrontato questo dolore, molti interrogativi hanno trovato risposta, l'assurdità ha ceduto il posto ad un po' più di ordine e di coerenza: ora posso andare avanti di nuovo. E' stata un'altra breve ma violenta battaglia, ne sono uscita con un pezzetto di maturità in più. Mi sento come un piccolo campo di battaglia su cui si combattono i problemi o alcuni problemi del nostro tempo. L'unica cosa che si può fare è offrirsi umilmente come campo di battaglia. Quei problemi devono pur trovare ospitalità in qualche parte, in cui possono combattere e placarsi e noi dobbiamo aprire loro il nostro spazio interiore senza sfuggire. Il marciume che c'è negli altri c'è anche in noi, continuavo a predicare; non vedo nessun'altra soluzione, veramente non ne vedo nessun altra, che quella di raccoglierci in noi stessi e di strappare via il nostro marciume. Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi. È l'unica soluzione di questa guerra: dobbiamo cercare in noi stessi, non altrove. 
(Etty Hillesum) 

domenica 4 marzo 2007

Onore a "Ti regalerò una rosa" (I)

0 : commenti

Non sono un appassionato dei festival di Sanremo... ma la canzone di Simone Cristicchi, che si è aggiudicata questa edizione, mi piace e non posso fare a meno d'inserirla in questo blog. 
Ho lavorato come operatore psichiatrico dal 1992 al 1995 in una struttura semi-residenziale per psicotici della ASL del perugino che si chiama Kaos, col "k", come l'iniziale della psichiatra di origine polacca che la coordinava. 
Feci tirocinio anche nei padiglioni del cosiddetto ex-manicomio di Perugia, "ex" solo perché la Legge Basaglia ne aveva decretato il superamento e la chiusura; di fatto sempre un manicomio era e ospitava tutti coloro che non avevano trovato una collocazione "adeguata" in famiglie, comunità, strutture intermedie, gruppi-famiglia ecc. È un ricordo indelebile. 
Trovo che Simone Cristicchi abbia colto con estrema sensibilità, acutezza e profondità, l'atmosfera alienata dei passi perduti lungo i corridoi, dei volti rivolti contro un muro, degli sguardi che ora fuggono e ora cercano un contatto... riuscendo a fare fiorire in tale contesto una indimenticabile e struggente storia d'amore, a dare testimonianza di vite assurdamente negate, ignote ai più.
Non conosco bene la discografia di Simone Cristicchi (la canzone in questione fa parte di questo CD); che fosse un imbattibile creatore di tormentoni l'avevo già capito ("Vorrei cantare come Biagio"!), con questa canzone lo scopro ora anche come grande paroliere... e quando un autore sa abbinare un buon testo a un buon motivo musicale (orecchiabile ma non banale) crea ottime canzoni, come in questo caso.


TI REGALERÒ UNA ROSA

Ti regalerò una rosa 
una rosa rossa per dipingere ogni cosa 
una rosa per ogni tua lacrima da consolare
e una rosa per poterti amare. 
Ti regalerò una rosa una rosa 
bianca come fossi la mia sposa 
una rosa bianca che ti serva per dimenticare 
ogni piccolo dolore.

Mi chiamo Antonio e sono matto 
sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino 
credevo di parlare col demonio 
così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio.
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare 
perdona la calligrafia da prima elementare 
e mi stupisco se provo ancora un’emozione 
ma la colpa è della mano che non smette di tremare.

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto 
l’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
e giorno e notte si assomigliano 
nella poca luce che trafigge i vetri opachi. 
Me la faccio ancora sotto perché ho paura 
per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura 
puzza di piscio e segatura 
questa è malattia mentale e non esiste cura.

Ti regalerò una rosa 
una rosa rossa per dipingere ogni cosa 
una rosa per ogni tua lacrima da consolare 
e una rosa per poterti amare. 
Ti regalerò una rosa 
una rosa bianca come fossi la mia sposa
una rosa bianca che ti serva per dimenticare 
ogni piccolo dolore.

I matti sono punti di domanda senza frase 
migliaia di astronavi che non tornano alla base 
sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole 
i matti sono apostoli di un Dio che non li vuole. 
Mi fabbrico la neve col polistirolo 
la mia patologia è che son rimasto solo 
ora prendete un telescopio… misurate le distanze 
e guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto 
ritagliando un angolo che fosse solo il nostro 
ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi 
non come le cartelle cliniche stipate negli archivi. 
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare 
eri come un angelo legato ad un termosifone 
nonostante tutto io ti aspetto ancora 
e se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora.

Ti regalerò una rosa 
una rosa rossa per dipingere ogni cosa 
una rosa per ogni tua lacrima da consolare 
e una rosa per poterti amare. 
Ti regalerò una rosa 
una rosa bianca come fossi la mia sposa 
una rosa bianca che ti serva per dimenticare 
ogni piccolo dolore.

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto 
cara Margherita son vent’anni che ti aspetto 
i matti siamo noi quando nessuno ci capisce 
quando pure il tuo migliore amico ti tradisce. 
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare 
perdona la calligrafia da prima elementare 
e ti stupisci che io provi ancora un’emozione? 
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.

(Simone Cristicchi)

Dalla meditazione al destino

1 : commenti
Le poesie di Ventidue passi d'amore sono tutte brevi. Ho messo qui insieme la più concisa (2 ottonari) e la più lunga (metrica libera)... non è un criterio "intelligente", ma ne nasce un "gioco" di libere associazioni che ad esempio connette queste idee:
  1. lo scrittore ascolta in sé per raccogliere e portare alla luce ciò che giace dentro e attorno a tutti noi. Che giace, che già c'è.
  2. la sensazione di gioia che nasce dal "liberare" una poesia che ci risuona dentro è simile a quella provata nel sentirsi trasportati dal flusso della vita, senza opporre resistenza al destino che accade... cioè alla sensazione di amare.
Entrambe le poesie sono state scritte di getto e "buona la prima" (beh, la prima è quasi ovvio data la brevità): La meditazione, se ricordo bene, in volo sull'Atlantico, Il destino mentre guidavo l'auto, sulla E45 tra il Verghereto e Cesena, digitandola a colpi di pollice su due o tre sms per non dimenticarmela.


2. la meditazione 

Parole affidate al vento 
muovi le mani a cercare. 

10. il destino 

La liberazione di una poesia 
è un fiume d'ali che 
scrolla argilla grigia 
dalla luce delle parole. 
E mentre viaggio verso te 
non io m'avvicino 
ma secoli di solitudine 
dogane di consolazione 
appunti dell'inquieta amnesia 
che tu sei tu 
e noi eravamo diamante. 
Così rivedo nei tuoi occhi 
le sfumature di pastello 
le rime lucenti 
che ti cantavo 
che ora tornano, 
frammenti di Spirito, 
autori inconsapevoli 
del ritmo del mio cuore.


ERRATA CORRIGE: In realtà Il destino non è la poesia più lunga di Ventidue passi d'amore. Prendo atto del lapsus con buona pace della mia parte razionale... ormai rassegnata a farmi molte concessioni!

Una pasticca d'amore

0 : commenti
Accanto alle poesie "serie" mi diverte comporre al volo filastrocche per e con mia figlia, che per lo più regolarmente ci scordiamo. Questa è nata qualche mattina fa durante il tragitto casa-scuola... stavolta avevo una penna e un pezzetto di carta a portata di mano e ho fatto in tempo a scriverla prima di dimenticarla. Non amo particolarmente la rima baciata, ma se si scrive per i bambini non se ne può proprio fare a meno!

UNA PASTICCA D'AMORE

Quando la pancia fa male  
mettici sopra del sale 
ed un pezzetto di pera 
fino a che scende la sera. 
Se invece hai mal di testa 
e sei invitato a una festa 
ahi ahi ahi ahi che dolore 
qui ti ci vuole un dottore. 
Era soltanto una rima! 
Per alleviare un dolore 
meglio che la medicina 
è una pasticca d'amore.

sabato 3 marzo 2007

C'era una mucca pazza

2 : commenti
Quando mia figlia Arianna aveva circa 4 anni - se non erro - inventai per lei questa piccola filastrocca, o meglio scioglilingua, un po' sul modello di "Apelle figlio di Apollo...".
Ho evidenziato in rosso le sillabe accentate. Metricamente "torna", anche se a prima vista può sembrare il contrario. Vanno solo afferrati i punti in cui raddoppiare il tempo, come fanno i rappers: occhio alla parola "mucchio" e anche a tutto il terz'ultimo verso, in levare invece che in battere e da far precedere da una breve pausa (utile anche a riprendere fiato!). Una volta trovato il ritmo giusto (proprio come con "Apelle...") ci si prende gusto, soprattutto a dirlo velocemente. Provare per credere!

C'ERA UNA MUCCA PAZZA  
C'era una mucca pazza 
che veniva dalla mecca 
le piaceva un mucchio la pizza 
ne mangiàva un mucchio di pezzi. 
Ma alla fine sai che puzza... 
con tutti quei mucchi di pezzi di pizza 
che mangiò la mucca pazza 
che veniva dalla mecca.

Il segreto del mio pesto

0 : commenti
Tutti quelli che hanno assaggiato il mio pesto alla genovese lo hanno trovato squisito. Mia figlia in particolare, che prima non mangiava mai la pasta condita con questa salsa, adesso l'ha innalzata a rango di piatto preferito. In effetti prima le avevo sempre proposto dei pesti comprati già confezionati e quelli continua a non volermeli mangiare!
È da pochi mesi che ho preso l'abitudine di preparare il pesto. Per caso, leggendo gli ingredienti riportati sulle confezioni, mi sono accorto che nei pesti "genovesi" pronti non c'è traccia di pinoli (sic!): al loro posto ci sono gli anacardi che evidentemente devono costare molto meno all'industria alimentare. 
Quando mi metto a fare il pesto (con i pinoli!) ne faccio una ventina di porzioni per volta, secondo le dosi riportate dal mitico Talismano della felicità: 150g di pinoli, 300g di formaggio, 3 bicchieri d'olio, 3 spicchi d'aglio, basilico quanto basta e un poco di sale. Il segreto della bontà del mio pesto non sta certo nell'esperienza che ho maturato a prepararlo e nemmeno nella qualità degli ingredienti. Beh certo, l'olio è umbro e preso al frantoio locale, ma i pinoli sono acquistati al supermercato, il formaggio (1/3 di pecorino, 1/3 di parmigiano, 1/3 di grana) è quello già grattato e confezionato, anche il basilico è quello comprato. 
Il segreto è semplicemente che ci metto circa due ore a prepararlo... perché lo faccio tutto a mano! Niente frullatori, mixer, tritatutto. E paradossalmente nemmeno il mortaio... da cui - immagino - derivi il nome "pesto". Sminuzzo pinoli, aglio, basilico (ognuno a parte) con la mezzaluna. Ma alla fine è triturato meglio di come farebbe un frullatore, pur non spappolato come accadrebbe pestandolo. 
Ci dedico tempo, mi ritaglio due ore che diventano una sorta di meditazione, per offrire alle persone che amo qualcosa fatto con amore. Tempo e amore, questo è il segreto... e si sente. Se qualcuno dovesse fare la stessa operazione di malavoglia... magari lamentandosi di non avere un robot da cucina e di stare sprecando tempo a farlo a mano... sospetto che il pesto non verrebbe altrettanto buono! 


POST SCRIPTUM DEL 2010. Devo confessare che un annetto dopo cedetti alla comodità di un minipimer elettrico con annesso tritatutto: il pesto viene meno buono, non si discute. Ma il vantaggio di prepararlo in 10 minuti e utilizzare il tempo rimanente per altre cose è troppo grande. Anche perché altrimenti mia figlia aveva da aspettare parecchio prima che riuscissi a trovare il tempo necessario per prepararle il pesto. La dose di amore che ci metto, ho cercato però di lasciarla invariata!

La mission del blog

0 : commenti
Dopo 4 post scritti a gennaio e 16 (4x4) a febbraio la progressione vorrebbe che ne scrivessi 256 (16x16) a marzo... il buon senso dice ovviamente di no! Nei post di febbraio ho delineato i temi che mi sta a cuore sviluppare in questo blog... da una parte fare conoscere i miei libri - e anche dare qualcosa in più a tutti i lettori che mi hanno contattato - dall'altra - e potrebbe alla fine diventare la mission principale del blog - fare da ripetitore a tutti i segnali "positivi" dal mondo che intercetto nel web. Se poi io stesso riesco ad e-mettere qui qualche cosa buona ed originale ben venga. Non voglio fare lo struzzo, con la testa sotto terra a disimpegnarmi sui tanti (troppi?) segnali "negativi", dico solo che ad occuparsi di questi c'è già abbondanza di ripetitori in giro! :-)


POSTO SCRIPTUM DEL 2010. In realtà poi non sono riuscito a mantenermi "puro" come qui dichiaravo. C'è infatti un limite oltre cui, per ogni cittadino, il dovere di denuncia sociale prevale sul desiderio di serenità e tranquillità per se stessi...

martedì 27 febbraio 2007

Per orientarsi in questo blog

3 : commenti
Attendo che qualche anima benedetta (!) passi da queste parti e lasci qualche commento, nel frattempo sto cercando di dar forma e sostanza a questo blog.

Visto che sto portando avanti, in parallelo, diversi fili di pensiero nei post, oggi ho creato una serie di etichette (si trovano in fondo a ciascun post) per permettere a chi naviga su queste pagine di selezionare i post in base al loro argomento, ché scorrerli soltanto secondo l'ordine cronologico (possibilmente dal più datato al più recente e non viceversa) può dire davvero ben poco.

Le etichette (per ora) sono queste:
  1. STORIE PER L'ANIMA - storie "positive" e "nutrienti" che viaggiano in internet, per dare forza, fiducia e speranza.
  2. POESIE INDIMENTICABILI - poesie famose pescate nel web... di quelle che spalancano il cuore!
  3. POSITIVITA' DAL MONDO - belle notizie per guardare al futuro con un po' di ottimismo... e vediamo tutti quanto ce n'è bisogno!
  4. PREGHIERE - non le classiche preghiere del catechismo né di una esclusiva religione bensì figlie di una spiritualità ecumenica ed universale.
  5. PER NON TEMERE LA MORTE - la morte non deve fare paura, ci passeremo come si passa per un aeroporto: per tornare a casa dopo un lungo viaggio.
  6. FIABE - fiabe particolari, lette, trovate nel corso delle mie navigazioni o arrivate per mail.
  7. IL FILO DEL BLOG - qui parlo in generale del contenuto dei 2 libri che ho scritto finora... non per tributo all'egocentrismo: è solo che internet è una delle poche possibilità che ho per dar loro visibilità.
  8. DA VENTIDUE PASSI D'AMORE - brani del libro citati perché pertinenti ai temi generali trattati nel blog.
  9. DA SOSPENSIONI DI GRAVITA' - brani del libro citati perché pertinenti ai temi generali trattati nel blog.
  10. ISTRUZIONI PER L'USO - spiegazioni pseudo-tecnico-pratiche (!) per utilizzare il blog;
  11. OFF TOPIC - miscellanea pazza o incatalogabile.
Se trovate il contenuto di un post interessante, e volete consultare il blog oltre che in verticale (criterio cronologico) anche in orizzontale (criterio contestuale), cliccate sull'etichetta in calce e selezionerete tutti i post di contenuto simile.
N.B. Il blog si apre per default sull'ultimo post inserito. Che si consulti una selezione o tutto l'elenco dei post, per andare dai post più vecchi a quelli più recenti bisogna scendere fino alla base della pagina e poi risalire dal basso verso l'alto. Questa spiegazione potrà risultare pedante, ma ho scoperto che c'è chi trova tutt'altro che ovvio tale funzionamento (comune alla generalità dei blog).
Quanto a me... come sono, cosa penso e in cosa credo, dovrebbe emergere trasversalmente a tutti i post che scrivo e ai brani che seleziono!

POST SCRIPTUM DEL 2010: la suddetta catalogazione è stata nel frattempo notevolmente ampliata e totalmente stravolta! :-)
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