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venerdì 31 dicembre 2010

Chiudiamo 'sto 2010 da pazzi e buon 2011 a tutti!

Beh, poiché vivo da tempo oltre il comune senso del ridicolo, posso permettermi di augurare a tutti buon anno con questo video! A ottobre scrissi che mi esercitavo a fare il giocoliere con le tre palline ed ecco qui la prova che non bluffavo. Certo, ho da lavorarci ancora parecchio, le parabole delle palline sono imprecise, le mani tendono a stare troppo in alto, per ora esco allo scoperto solo col gioco base, l'unica variante che riesco a governare è l'altezza dei lanci. Ma, per essere un esordio alla non più freschissima età di 45 anni, non è malaccio su!

La voce fuori campo, ovviamente, appartiene a quella chiacchierona di mia figlia! :-)

L'augurio che voglio fare attraverso questo video è che chiunque abbia un desiderio trovi la determinazione per realizzarlo nel 2011, con le unghie e con i denti se necessario. Perché il confine tra quello che non sappiamo fare e quello che sappiamo fare lo tracciamo noi: se ci crediamo e se ci impegniamo abbastanza possiamo imparare e padroneggiare qualunque cosa. Alla fine l'unica variabile in gioco è la nostra volontà. Sembrerà pure banale, però è verissimo.

Un bell'aiuto ce lo possiamo dare l'un l'altro. Ad esempio è bastato che una persona di cui mi fido mi dicesse "hai capito come si fa, basta che ti eserciti...", per convincermi che potevo imparare a giocare con le tre palline.

Altro discorso è ottenere quello che vogliamo in amore, come fare innamorare di noi chi amiamo ma non ci ricambia: sono in gioco molte più variabili e, soprattutto, vanno moltiplicate per due persone. 

Di tutti gli anni che hanno seguito il 2002, il grande spartiacque della mia vita, il 2010 è quello che trovo più difficile capire. Bilancio positivo o negativo? Non lo so proprio. È stato un anno sovrabbondante di amore, questo sì, però mai a lieto fine. Ho cominciato col dover rifiutare, per correttezza seppure a malincuore, una donna che mi copriva di un amore avvolgente e commovente, ma che non riuscivo a ricambiare. Poi ho deciso di dire un no definitivo - ed è stato ancor più doloroso - a un'altra donna che per diversi anni aveva trovato in me molto più che un semplice amante, ahimè non veniva incontro al mio desiderio di ricrearmi una famiglia, così che alla fine mi sono reso conto di non amarla più. Infine, quando non cercavo proprio nulla, sono inciampato in una donna 20 anni più giovane di me e prima che mi rendessi conto di quel che succedeva me ne sono innamorato con una intensità e una oblatività che non avevo mai toccato prima. Crisi di mezza età da manuale? Può darsi, so che ho semplicemente sentito, col cuore, che era la donna giusta per me, anche se la testa a dire il vero mi ha dato dell'illuso sin dal primo momento. Lei ha oscillato: per 2, 3 settimane c'era, praticamente un battito di ciglia, poi ha cominciato a scivolare via, sempre di più. A volte la donna che è giusta per te non ti riconosce come l'uomo giusto per lei, purtroppo capita. Se poi ti dice pure che "venti anni di differenza sono troppi" ti senti di colpo molto meno giovane!

In conclusione, per il 2011 vorrei ritrovare la felicità che ho perso, ma sono consapevole che dovrò farlo senza una donna, come cantava Zucchero. Perché dopo essermi innamorato così profondamente, sento troppo bene che non posso più accontentarmi di niente di meno. Meglio solo.

10 : commenti:

the daffodils ha detto...

Caro Daniele, quando meno te lo aspetterai incontrerai la tua donna e ti innamorerai di un nuovo amore che prima non conoscevi. Ogni volta è diverso, per intensità e per modalità. Ma ne vale sempre la pena.
Ti abbraccio forte forte e ti auguro un Buon Anno.

Daniele ha detto...

Cara Daffo, ok non saprei dirmi di meglio... ma...
È tutta la vita che mi dico e dico che ne vale sempre la pena... ora non riesco davvero più a crederci ed è soprattutto la sensazione che dentro si sia spezzato qualcosa a essere ben diversa e ben più netta di ogni altra volta che vissi situazioni simili. E poi cominciano a essere un po' troppe le persone che vedo "arrendendersi", persone assai diverse da me, salvo un'unica cosa in comune: gli anni che sono passati. Perché l'esperienza insegna, ma a volte bene e a volte male.
Si è spento il sole è una canzone di Celentano che non mi è mai piaciuta molto, la sento troppo "costruita" sia musicalmente che liricamente, però devo riconoscere che il suo testo in questo momento è perfetto per descrivere il mio stato d'animo.
È qui sta il perché stia passando sempre meno e sempre più impersonalmente sul mio blog, perché 4 anni fa l'ho aperto come te all'insegna del vivere con il cuore dentro e ora a scriverci mi sembra di tradire tutti i buoni propositi che avevo. Se devo trasmettere negatività me ne sto zitto (infatti mi sto forzando a scrivere adesso): di persone negative che parlano ce sono fin troppe. In questo momento non sento positivitità nella mia vita e dunque non posso trasmetterla. Ed è anche il motivo per cui ho messo dentro il cassetto i progetti di nuove pubblicazioni di libri veri e propri.
E forse comincio a pensare che mettere la propria faccia su un blog, come ho fatto, alla lunga non paghi. E sto chiudendo tante porte e tante finestre pure nella vita reale.
Che io ricordi questo è il mio Capodanno più triste... cerco di darmi un tono con mia figlia, doverosamente, ma anche lei vede bene che dentro mi sono spento. E questa è la cosa più spiacevole di tutte, perché a lei vorrei trasmettere solo fiducia e ottimismo.
Ecco, Daffo, così stan le cose.
Vorrei ricambiare il tuo abbraccio con calore, ma la verità è che mi sento scivolare nel 2011 su un freddo binario di solitudine e silenzio.

P.S. probabilmente queste sono le parole più sconsolate che ho mai postato sul blog, e non voglio farlo mai più.

the daffodils ha detto...

Caro Daniele, non devi cercare nell'altra l'Amore che possa compensare/colmare il vuoto che hai dentro. Anzitutto devi amarti, coltivarti, darti da fare per renderti felice a prescindere da tutto e tutti. Poi, e solo poi, potrai trovare un'altra persona da amare e l'amore che proverai sarà il vero Amore senza condizioni, senza quel bisogno impellente che ti fa dire che non puoi vivere senza di lei. Tu devi vivere per TE, e non per l'altra.

Questo credo sia il momento buono per tirare fuori i tuoi progetti e lavorare sodo per portarli a termine. Altro che riporli nel cassetto.
Esci a svagarti, tieni impegnata la mente, inizia un nuovo sport. Altrimenti nella tua situazione i troppi pensieri non fanno che rabbuiarti.
Non crogiolarti. Fai fai fai fai fai, inventati nuove pazzie. Sperimenta. Frequenta cerchie nuove. Ora ti sembra che tutto sia senza significato, ti capisco. Datti tempo, e tutto si aggiusta. L'importante è non perdersi d'animo. Un abbraccio

Daniele ha detto...

Cara Daffo, ho molti difetti, ma non ho mai cercato una donna per riempire un vuoto (quel vuoto di cui parli può essere riempito solo dal contatto con la dimensione divina... di cui un'altra persona può pure essere un tramite, a volte, ma solo un tramite). Se avessi voluto semplicemente colmare un vuoto oggi non sarei solo, questo è sicuro.

Un nuovo sport? Sto facendo anche di meglio: imparo giocoleria, ho ricominciato a studiare chitarra e, se la volontà non mi molla ora, pure a imparare lo spagnolo. Sono cose che faccio perché mi piace farle, altrimenti non avrebbe senso.

Il vuoto lo vedo parecchio nell'Italia attorno a me, piuttosto. Dentro di me c'è tristezza, non vuoto, non la tristezza superficiale di chi è vuoto, quella tristezza che passa subito sostituendo l'oggetto del desiderio con un altro, in me c'è tristezza vera, quella che va elaborata e digerita... e ci vuole moltissimo tempo.

E non è un tristezza della mente, è molto più profonda.

Un abbraccio

Fay ha detto...

Mi sembra proprio questo il momento buono per augurarti buon anno.
Tristezza e solitudine non sono negative in senso assoluto, né sterili, né eterne.
Non siamo mai uguali a noi stessi, e sentimenti e sensazioni non sono blocchi di granito (si sgretolano anche loro, tra l'altro, e impercettibilmente diventano altro).
Vivi gli innumerevoli istanti del tempo con l'attenzione che ognuno di essi richiede. Aspetta quanto occorre aspettare.
Sta a ognuno di noi trasformare il piombo in oro: è nostra prerogativa e nostro dovere.
In te c'è tutto ciò che serve.

Fay ha detto...

Solo un esempio di ciò che possono creare l'inverno, la tristezza... e un quid di ironia. ;)

the daffodils ha detto...

Caro Daniele, troverai la tua alchimia. E, dimenticavo: complimenti sei un bravo giocoliere.

Carlotta ha detto...

Ciao Daniele, tantissimi auguri!! Ps. ha ragione Daffo, sei proprio bravo!!

Daniele ha detto...

@Fay
È verissimo, il capodanno è un'ottima occasione per decidere di lasciare andare il passato e accogliere il futuro. E mi piace tantissimo l'immagine che suggerisci: tristezza-piombo da trasformare in felicità-oro, l'alchimia cui accenna anche Daffo. Grazie a entrambe.

@Daffo e Carlotta
Grazie dell'incoraggiamento, ma non avete mai visto un vero giocoliere allora. Ho ancora moltissimo da imparare e tantissimi errori da correggere.
Mi sto appena affacciando a questo mondo, ora che l'esercizio base comincia a riuscirmi un po', posso iniziare a introdurre nuovi trick... se poi il prossimo capodanno riuscirò a fare il gioco a 4 palle, sentirò di meritare i complimenti che mi fate ora.
Dovete sapere che per me la sfida è davvero grande, perché vi assicuro che io sono lento di riflessi: sto veramente dimostrando a me stesso (e spero anche a mia figlia) che ogni nostro limite è, entro ragionevoli limiti, decisamente soggettivo e abbattibile.

E ancora auguri di buon anno a tutte e tre e grazie 1000 per i vostri.

P.S. Prima o poi posterò un video con un po' di chitarra flamenco, diciamo verso primavera... spero per allora di non fare troppo brutta figura. ;)

la_chia ha detto...

Complimenti! E' anche la prova che a 45 anni su può fare ancora tutto! Ti auguro un anno alla cui fine potrai dire " Sì il bilancio è positivo " , e potrai, anzi non avrai il diritto di esser indeciso! Viva la felicità, anche se a volta è difficile scovarla, ma a quanto pare quei geni della "Dichiarazione D'Indipendenza Americana" avevano già capito 300 anni fa che tutti hanno il diritto di ricercarla.

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