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domenica 6 giugno 2010

Appunti di etologia urbana (I)

...mi sembra l'arca di Noé,
 però ci si sta
stringendoci un po'.
"Lo prendi papà?"
"Ma si lo prendo dai."
"Sei forte papà!"


Due settimane e mezza fa raccontavo di come una coppia di piccioni avesse scelto il davanzale della camera di mia figlia per attrezzarlo a mo' di nido. In quel post potete vedere anche la serie di foto scattate prima di queste.

Dopo 20 giorni esatti dalla loro deposizione, quindi a distanza di un giorno il secondo dal primo, le due uova si sono schiuse e a colpi di becco i piccioncini sono venuti al mondo.

È interessante ed emozionante questo contatto così diretto con un volatile, il piccione, generalmente più bistrattato che amato dalla gente, per via dei problemi dati dalla sua fin troppo ben riuscita colonizzazione dello spazio urbano.

Naturalmente mi è venuta voglia di documentarmi un po'. Così scoperto che si tratta di una sorta di "formica dei cieli". Infatti, come il piccolo insetto è l'essere più forte del pianeta in rapporto alle sue dimensioni, così il piccione è l'uccello con la muscolatura alare più potente. Questo perché in origine si era adattato a viveva sulle scogliere, dove è necessario potere manovrare in spazi molto ristretti. Dote che poi gli è tornata utilissima nel contesto cittadino.


Mi piace poi che mamma e papà siano del tutto alla pari nell'occuparsi della prole, sia alternandosi a covare (la notte il maschio, il dì la femmina), sia nell'alimentare i pulcini con una specie di latte proveniente dal gozzo (nei primi 5 giorni), poi, poco alla volta, pure coi semi che trovano in giro. Un comportamento più che naturale: solo gli effetti di millenni di cultura patriarcale, non lo fanno considerare tale - in genere - tra gli esseri umani!


Tra l'altro, non riesco proprio a distinguere il maschio dalla femmina. So solo che uno dei due piccioni è molto più coraggioso dell'altro. Posso avvicinarmi a ridosso della zanzariera che ci separa senza che si scomponga più di tanto, mentre l'altro preferisce volar via. Sarà la madre quella più restia a lasciare le uova (e i pulcini ora)... in fondo la mamma è sempre la mamma!

Mi colpisce infine che, nonostante il via vai mio e di mia figlia, le nostre voci, la musica, le luci e altri trambusti, la coppia abbia scelto proprio la nostra casa per metter su famiglia. Se tanto mi dà tanto, mi sento quasi autorizzato a mettere sulla porta d'ingresso un bollino "ambiente amorevole e positivo".

Questo regalo di Madre Natura è arrivato proprio quando mia figlia era sempre più triste perché la coppia di criceti che ospitiamo a casa non ha esaudito un suo desiderio: a dispetto di tutti i luoghi comuni su questi piccoli roditori, i nostri non ne vogliono proprio sapere di prolificare, pure se son vispi, curiosi e affettuosi.

Tornando ai piccioncini che sono nati, ieri il primo e oggi il secondo, i genitori adesso li stanno imboccando col loro "latte". Ancora non sono riuscito a scattare una foto di questa operazione, perché se mi avvicino troppo il piccione si mette sul chi va là e aspetta che mi allontano prima di ricominciare.

L'involo è previsto tra 30 giorni, nel frattempo vi do appuntamento alle prossime puntate

3 : commenti:

Annarita ha detto...

:) che dolci

Caterpillar 1 ha detto...

qualche hanno fa dei passerotti decisero di nidificare dentro il nostro condizionatore. Luogo che li poneva al riparo dal freddo e dalla pioggia.
Non potevamo vederli, ma giorno dopo giorno, riuscivamo ad udire la vita che si faceva largo.
Aveva un effetto positivo su tutti noi. Ci infondeva tranquillità.
Poi abbiamo assistito ai loro timidi tentativi di volo. Sino a quando i tre passerotti hanno spiccato definitivamente il volo. Spesso, oggi, quando mi capita di sorprendere dei passeri sullo stesso condizionatore, mi piace pensare che siano gli stessi. Mi piace pensare che, di tanto in tanto, tornino a casa per farci un saluto.

Daniele ha detto...

:-)

Ormai stanno svolacchiando... presto farò il secondo post, non appena abbandoneranno il nido.

P.S. è impressionante quanto siano cresciuti in solo 30 giorni... non immaginavo!!!

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