Il tema del BLOG ACTION DAY 2008 è la povertà. Intesa nel senso di condizioni di vita miserevoli, la povertà è un evento che può sempre accadere nelle nostre esistenze. Anzi, costituisce l'altra faccia della ricchezza: nella storia si è sempre verificato - e oggi più che mai - che l'abbondanza in mano a pochi sia la causa e l'effetto della miseria di molti, proprio in virtù di quella rete di interconnessioni (spirituali e materiali) che lega tutti i nostri destini tra loro.
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mercoledì 15 ottobre 2008
Blog Action Day 2008: Povertà...? Provate!
Il tema del BLOG ACTION DAY 2008 è la povertà. Intesa nel senso di condizioni di vita miserevoli, la povertà è un evento che può sempre accadere nelle nostre esistenze. Anzi, costituisce l'altra faccia della ricchezza: nella storia si è sempre verificato - e oggi più che mai - che l'abbondanza in mano a pochi sia la causa e l'effetto della miseria di molti, proprio in virtù di quella rete di interconnessioni (spirituali e materiali) che lega tutti i nostri destini tra loro.
lunedì 13 ottobre 2008
Alziamo la testa!
domenica 12 ottobre 2008
Se non sai amare te stesso non sai amare nessun altro
Mi chiedete cosa significhi questa frase, che fa parte dei punti di forza di qualche post fa. Vi scrivo le prime cose che mi vengono in mente, non per atteggiamento di sufficienza, ma per umiltà: è un tema troppo grande e la mia parte inconscia se la caverà senz'altro meglio di quella razionale.
È facile smettere di fumare (I)
Non sono un fumatore, non lo sono mai stato. Ma sono tollerante con chi ha il vizio: a casa ho un posacenere per chi vuol fumare e lascio farlo a chi sale sulla mia auto, se lo chiede. Considero i divieti di fumo, estesi ormai ovunque, in prima analisi un segno d'isteria collettiva. Dovrebbe bastare buon senso ed educazione a regolare la convivenza tra fumatori e non fumatori, salvo concludere che la maggioranza dei fumatori non possiede né buon senso né buona educazione, al punto da preferire sottostare a un divieto che controllare le proprie azioni... non mi pare verosimile.Oggi ho accompagnato in libreria due mie amiche fumatrici, Chiara ed Eva. Entrambe hanno comprato un libro davvero particolare di cui, non avendo il vizio delle sigarette, ignoravo del tutto l'esistenza, e di cui - constato adesso - molti ex fumatori dicono meraviglie, dicono che funziona! S'intitola È facile smettere di fumare ed è stato scritto dal britannico Carr Allen (1934-2006). Anche le mie amiche si aspettano, con qualche dubbio e molte speranze, che basti leggere questo libro per essere in grado, voltata l'ultima pagina, di smettere di fumare. Se funzionerà con Chiara, che da vent'anni fa fuori minimo due pacchetti al giorno, non avrò alcun dubbio che È facile smettere di fumare non è una bufala. Be', vediamo cosa succederà. Comunque, chiacchierando con Chiara ed Eva dei motivi per cui si fuma e si può decidere di smettere, mi sono sorte alcune riflessioni, che qui condivido.
Ho cercato nel web dati sulla percentuale di fumatori sul totale della popolazione italiana, per verificare se le mie ipotesi fossero suffragate o meno. La prima cosa che mi ha colpito è che si trovano molte meno informazioni di quanto immaginassi. Uno studio ISTAT di gennaio 2006 (scaricabile qui) sembra attestare l'effetto positivo dell'applicazione dell'art. 51 della Legge 3/2003 ("divieto di fumo nei locali al chiuso accessibili ad utenti o al pubblico, compresi i luoghi di lavoro e i locali ricreativi, ad eccezione degli spazi riservati ai fumatori, purché dotati di impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria regolarmente funzionanti"). Peccato che l'analisi si basi solo sul semplice confronto di un campione tra dicembre 2004 (poco prima dell'entrata in vigore della norma) e marzo 2005: in questi 3 mesi i fumatori di più di 14 anni (popolazione che viene presa in considerazione in tutte le indagini di seguito menzionate) sono calati dal 22,9% al 21,8%, mentre quelli che hanno tentato di smettere sono passati dal 20,9% al 23,0%. Per un quadro della situazione antecedente, il medesimo studio ISTAT mostra tramite una tabella come la percentuale di fumatori dal 1995 al 2003 si sia mantenuta pressoché costante (tra il 24 e il 25%); nonostante - aggiungo - le tante campagne di comunicazione pubblica (costate certamente l'iradiddio) succedutesi nel frattempo per contrastare il tabagismo. Un calo significativo (quasi due punti percentuali) si registra solo nel 2004: i ricercatori dell'ISTAT lo valutano effetto dell'aspettativa dell'entrata in vigore della Legge 3/2003 (renderebbe pertanto più significativo il calo di un punto percentuale tra dicembre 2004 e marzo 2005, che sarebbe stato "assorbito" dal calo registrato in tutto il 2004). Su un altro sito trovo riportato che in Italia (dati ISTAT e DOXA anno 2002) fuma il 26,60% della popolazione con più di 14 anni. Un valore decisamente più alto di quello che lo studio ISTAT del 2006 riportava relativamente al 2002 (24,5%). Secondo quanto pubblicato dal sito del Ministero della Salute i fumatori erano il 25,6% nel 2005 e il 24,3% nel 2006. Ma come! Ciò contraddirebbe il 21,8% (marzo 2005) dichiarato dall'ISTAT a gennaio 2006. Infine sul sito della Legatumori è ospitata una recentissima indagine DOXA-ISS: I dati del 2008 confermano quanto osservato dall’analisi del trend storico degli anni precedenti, secondo cui negli ultimi 50 anni si assiste ad una costante diminuzione dei fumatori. Nel 2008 si è avuta una riduzione complessiva di 1,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente nella prevalenza passata dal 23,5% al 22,0%. N.B. Anche per il 2007 si conteggia una percentuale (23,5%) maggiore di quel 21,8% successivo all'entrata in vigore della Legge 3/2003.
Insomma, qualcosa non quadra. Sembrerebbe ad esempio che passato il primo effetto dell'applicazione della Legge 3/2003, nel giro di pochi anni la popolazione di fumatori si sia persino accresciuta per poi lentamente tornare a calare. Il fatto è che tutte le comparazioni che ho trovato prendono in considerazione archi temporali troppo limitati (da un minimo di 3 a un massimo di 12 mesi) per distinguere una vera e propria tendenza da una semplice fluttuazione. Non per niente l'unico confronto (ISTAT) che ho trovato su un margine di tempo maggiore (tra il 1995 e il 2003) mostra un'incidenza costante del tabagismo. Certo, studi diversi possono utilizzare diversi metodi di selezione del campione e analisi dei dati, ma resta la contraddittorietà dei dati finali di dominio pubblico.
Per lavoro mi occupo anche di dipendenze, in particolare nella fascia di età adolescenziale. È un dato acquisito nella letteratura scientifica che informare dall'alto sui pericoli delle droghe, nonché centrare le campagne di comunicazione sulla "paura", non produce alcun effetto dissuasivo rispetto alla curiosità di provare le sostanze, anzi, favorisce ancora di più il classico appeal di ciò che è proibito. Un tipo di informazione contro le droghe che ha invece qualche possibilità di arrivare al target a rischio è quella dal basso, quella che nasce e circola nel gruppo dei pari (stimolata ad esempio dalla metodologia della peer education), trasversale alle varie tematiche di vita delle persone e non puntata tout court contro il comportamento a rischio da contrastare, centrata sulla promozione di comportamenti positivi piuttosto che sulla stigmatizzazione di quelli negativi. Eppure le campagne contro il fumo sembrano andare esattamente in direzione opposta. Non può essere certo una disattenzione!
Mettendo insieme tutto ciò arrivo a una conclusione paradossale: che il divieto di fumo nei luoghi pubblici, così come le scritte "terroristiche" che capeggiano a caratteri cubitali sui pacchetti di sigarette, non siano finalizzati a ridurre il fenomeno del tabagismo, come a prima vista pare ovvio che sia. Troppi interessi economici dietro - temo - per preoccuparsi realmente della salute dei fumatori. Ipotizzo che in realtà questi divieti "servano" a mantenere il consumo di tabacco sui livelli attorno ai quali s'è attestato, livelli che consentono all'industria del tabacco di perpetuarsi con buoni margini di profitto.
Sospetto che servano in particolare a diffondere la sigaretta specialmente tra le nuove generazioni. Che impatto ha, per un bambino prima e un adolescente poi, osservare un adulto consumare una sostanza su cui è scritto letteralmente che uccide! Se gli adulti mostrano di fregarsene perché lui dovrebbe "essere da meno"? E in cosa consisterebbe il potere dissuasivo del divieto di fumo in un locale, tanto enfatizzato al momento dell'entrata in vigore della Legge 3/2003? Ormai andare "a fumare fuori" è diventata un rito collettivo, persino socializzante, più ostentato con orgoglio che vissuto con disagio.
Ecco il paradosso: ci dicono che vogliono ridurre il consumo di tabacco, mentre in realtà stanno scientemente facendo di tutto per mantenerlo in vita. Perseguono esattamente l'obiettivo opposto a quello che dichiarano e mostrano di fare.
Insomma, il punto è che qualunque esperto di comunicazione sa che riportare sui pacchetti di sigarette una frase come "nuoce gravemente alle tue finanze" avrebbe molto più presa delle usuali "scritte" terroristiche stile minaccia di morte. Tanto più inutile stampare sui pacchetti immagini di polmoni tumefatti dai tumori o peggio (come stanno per fare in Gran Bretagna); funzionerebbe invece - che so - la foto di un bambino sorridente che corre e gioca su un prato verde e la scritta "una boccata d'aria pura è meglio".
sabato 11 ottobre 2008
E puntualmente sta arrivando il Blog Action Day
venerdì 10 ottobre 2008
Il girasole, la coccinella e l'ape
Da quest'estate ho iniziato a dare in mano a mia figlia la Nikon D80, (tra le migliori reflex digitali pre-professionali in circolazione da un paio d'anni) lasciandogliela per ora impostata solo in automatico. Per scuola doveva fare qualche foto del paesaggio autunnale. A un certo punto ecco un campo colorato da un'ultima retrovia di girasoli e Ari ha fatto molti scatti, direi con buon gusto dell'inquadratura. Notare la coccinella e l'ape, ospiti della corolla.
1000€ di macchina fotografica in mano a una bambina di 10 anni: perché no?
Buonanotte...
giovedì 9 ottobre 2008
Disgustibus!
Vista oggi.
Presa.
Portata a casa .
Scannerizzata.
mercoledì 8 ottobre 2008
Essere responsabili della propria vita
Il coraggio del buon umore
martedì 7 ottobre 2008
Punti di forza
Mi ritrovo in casa da un po' di anni questo piccolo decalogo (in 9 punti), regalo di una persona che mi voleva bene. Ne ignoro l'autore. Mi sembra una rara sintesi di eterne verità.
- Quello che emaniamo ci torna indietro, sempre.
- Ogni nostra convinzione su noi stessi, sugli altri e sulla vita, diventa la nostra realtà.
- Ognuno è l'unico responsabile delle proprie esperienze.
- Smettiamo di criticare noi stessi. Le chiavi per ogni cambiamento positivo sono la completa approvazione e accettazione di sé.
- Se non sai amare te stesso non sai amare nessun altro.
- Ogni malattia deriva da uno stato di non perdono.
- Ognuno deve fare i conti con gli stessi schemi mentali negativi. Ma sono solo pensieri e i pensieri si possono cambiare.
- È necessario che ci stacchiamo dal passato e che perdoniamo tutti, specialmente noi stessi.
- Il punto di forza è sempre nel momento presente.
lunedì 6 ottobre 2008
Itaca

Quando partirai, diretto a Itaca, che il tuo viaggio sia lungo ricco di avventure e di conoscenza.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi né il furioso Poseidone; durante il cammino non li incontrerai se il pensiero sarà elevato, se l’emozione non abbandonerà mai il tuo corpo e il tuo spirito. I Lestrigoni e i Ciclopi e il furioso Poseidone Non saranno sul tuo cammino Se li porterai con te nell’anima, se la tua anima non li porrà davanti ai tuoi passi.
Spero che la tua strada sia lunga. Che siano molte le mattine d’estate, che il piacere di vedere i primi porri ti arrechi una gioia mai provata. Cerca di visitare gli empori della Francia E raccogli ciò che v’è di meglio. Vai alle città dell’Egitto, apprendi da un popolo che ha tanto da insegnare.
Non perdere di vista Itaca, poiché giungervi è il tuo destino. Ma non affrettare i tuoi passi; è meglio che il viaggio duri molti anni e la tua nave getti l’ancora sull’isola quando ti sarai arricchito di ciò che hai conosciuto nel cammino. Non aspettarti che Itaca ti dia altre ricchezze. Itaca ti ha già dato un bel viaggio; senza Itaca tu non saresti mai partito. Essa ti ha già dato tutto, e null’altro può darti.
Konstandinos Kavafis
P.S. Una cosa però di questo versi mi sorprende: nemmeno una parola su Penelope... anche se ciò è perfettamente in linea col senso della poesia.
domenica 5 ottobre 2008
In attesa di leggere le Lettere a Milena
"Cara, dolce, Milena, se la mia parte più oscura ti mandasse una schiera di baci, educati, pronti a disporsi, con giri viziosi, su tutto il tuo corpo, allora il mio io "ragionevole" aprirebbe le mani mostrando che vuol solo distendersi sulla tua anima."
Fatte le mie riflessioni-brioche mattutine e lette queste ultime illuminanti parole di Kafka al gusto di caffè un po' amaro, auguro buona domenica a tutti; e poiché la trascorro con mia figlia - che in questo momento sta pappandosi il budino preparato iersera - arrivederci a domani!
La grande visione di Alce Nero
"Allora, io ero la, sulla più alta delle montagne, e tutto intorno a me c'era l'intero cerchio del mondo. E mentre ero la, vidi più di ciò che posso dire e capii più di quanto vidi; perché stavo guardando in maniera sacra la forma spirituale di ogni cosa, e la forma di tutte le cose che, tutte insieme, sono un solo essere. E io dico che il sacro cerchio del mio popolo era uno dei tanti che formarono un unico grande cerchio, largo come la luce del giorno e delle stelle, e nel centro crebbe un albero fiorito a riparo di tutti i figli di un'unica madre ed in un unico padre. E io vidi che era sacro... E il centro del mondo è dovunque."
sabato 4 ottobre 2008
Auto mia, quanto mi costi...

Niente da fare ormai mantenere una macchina "vecchia" costa poco meno che cambiarla ogni 2, 3 anni... e tanto non ho scelta: ormai con quel che ho speso in officina nell'ultimo anno (rettificato il motore, sostituiti frizione, molle e ammortizzatori anteriori e posteriori, i braccetti delle sospensioni davanti e ora pure tutti i freni) quest'auto devo tenermela stretta finché dura. A questo punto fino al 2012, spero, e chissà: magari il mio prossima mezzo sarà a trazione ibrida o interamente elettrica!
E poi voglio circolare a metano anche per l'ambiente. Soprattutto per questo. Al di là della soddisfazione al momento di pagare il pieno, alla lunga non è tanto vero che col gas si risparmi pure: rispetto ai motori di una volta, quelli moderni alimentati a gas sono performanti, ma sono più fragili e durano, ahimè, molto meno.
Da Ventidue passi a Die Verwanlung!
Bello imbattersi "per caso" in un blog appena nato: Die Verwanlung (La Metamorfosi).
venerdì 3 ottobre 2008
Pseudodefinizione di...
giovedì 2 ottobre 2008
Nosocomi kafkiani dei nostri tempi
Oggi ho effettuato la visita specialistica (insomma!) alla colonna, prenotata da quasi un mese. Parto alle 16 da casa, destinazione il nuovo polo unico ospedaliero di Perugia, il S. Maria della Misericordia (ex Silvestrini). Un bell'esempio dei nosocomi kafkiani dei nostri tempi: chilometri di corridoi da podista, anziani smarriti che arrancano da un info-point all'altro, riscaldamento a tutto vapore manco fuori nevicasse e di conseguenza finestre aperte...
Il CUP dove pagare il ticket è stato trasferito rispetto all'ultima volta, e ti pareva! In compenso vedo disseminati in ridondanza decine e decine di cartelli per guidare fino alla nuova sede del CUP: un'autentica caccia al tesoro attraverso corsie e reparti. Solo alla fine scoprirò che avrei fatto molto prima a uscire da capo fuori dall'ospedale ed entrare dal nuovo ingresso poco distante: peccato che nessuna indicazione lo segnalasse!
Va be', la nuova struttura è in fase di rodaggio, logistica zero ma public relation 10: innumerevoli info-point e molta cortesia (e comprensione) da parte degli addetti alle informazioni. I corridoi che collegano le "stecche" tra loro, date le dimensioni e le lunghe prospettive alla "deserto dei Tartari", sono stati battezzati con nomi di Vie e Viali e contraddistinti da diversi colori, così dovrebbe essere meno facile perdersi in questa profusione di metri-quadri. Se si tralasciasse il fatto di essere al chiuso, la sensazione sarebbe quella di passeggiare a La Defense di Parigi!
Pagato il ticket, in 5, 10 minuti arrivo alla grande sala-aspetto di ortopedia. Conto almeno una quarantina di persone in attesa. Ogni tanto si affaccia un'infermiera e chiama per cognome le persone prenotate; sorridente, gentile, anche quando qualcuno si spazientisce e protesta per l'attesa. Alla fine va molto meglio di quel che pensassi: aspetto solo una cinquantina di minuti per sentirmi chiamare. L'infermiera cocca mi accoglie col suo fantastico sorriso e mi fa accomodare in un minuscolo ambulatorio. Arriva subito il medico specialista, simpatico e buontempone pure lui. La visita dura appena 5 minuti, stile mutua del tempo che fu: ci credo, con tutta quella fila là fuori! Mi chiede perché sono lì, mi fa stendere sul lettino e mi muove le gambe per vedere se ho ancora dolori alla schiena. Visto che al momento sto bene una lastra gli sembra superflua e all'occorrenza potrò farmela sempre prescrivere dal medico di base. Mi dà una fotocopia con alcuni semplici esercizi di stretching, ma mi rendo conto di conoscerli già: devo solo trovare la costanza di farli. Ok ho capito l'antifona: da domani metto la sveglia indietro di 15 minuti e riprendo a fare gli esercizi yoga dei Cinque Tibetani. So benissimo che quando li pratico regolarmente la schiena in pochi giorni torna completamente a posto.
Sono le 18. Riguadagno l'uscita con una domanda: ma perché erano tutti così gentili e di buon umore? Nuovi corsi di formazione new age per i lavoratori della ASL? In effetti non mi era mai successo di constatare tanta allegria in un ospedale... e non ho visto nessuno farsi spinelli, e allora? Poi ripenso ai musi lunghi dei visitatori che camminavano e camminavano tra i corridoi delle stecche... vuoi vedere che, sotto sotto, uno si sente un po' "in colpa" a lavorare in una struttura dalle dimensioni così poco umane, e che gli viene naturale essere più comprensivo, provare a sdrammatizzare, accoglierti con più calore. Comunque sia, sì, complimenti a tutto il personale che ho visto sopperire alla grande ai limiti della nuova smisurata struttura. Altro che guerra ai fannulloni: forse il Ministro Brunetta ha in mente i corridoi e le stanze di qualche Ministero della capitale, ma se scendesse al livello delle ASL e dei Comuni - dove i cittadini sono in fila e sacrosantamente pretendono di ricevere il servizio che pagano, col ticket o con le tasse - constaterebbe che lì i fannulloni hanno ben poche occasioni di concretizzarsi.
P.S. Nella cartina: in giallo la struttura del "vecchio" Ospedale Silvestrini, in rosso l'ampliamento recentemente inaugurato, in azzurro i padiglioni in fase di completamento... fa pensare ad una proliferazione tumorale!
Andiam: and I am!
Ultimamente faccio associazioni "fulminanti"... poco fa ho ritrovato sul blog dell'amica Caterpillar questa bella citazione di Charles Baudelaire:
Lo gnomo e lo struzzo
Di Allevi ho già ampiamente parlato (vedansi la manciata di post su di lui). Stefano Bollani, oltre ad essere un grande e talentoso pianista jazz, possiede vis comica e verve cabarettistica di primissimo livello. Famose sono le sue parodie di cantanti famosi, di cui crea improbabili probabili canzoni: ne imita voce, tic e atteggiamenti, replica parole chiave e testi, fotocopia in modo irresistibilmente grottesco lo stile e l'essenza. Si vede ad esempio questa canzone-filastrocca di Angelo Bra... pardon, alla Angelo Branduardi!
Lo gnomo e lo struzzo
Alla fonte della giovinezza
gnomi, elfi e folletti
si danno l 'appuntamento
grande felicità.
Danza la primavera
danzano gli anni verdi
danza la primavera
danzerà.
Lo gnomo della montagna
vide in fondo a un fosso
lo struzzo dal collo grosso
e gli si avvicinò.
Danza la primavera
danza la salamandra
danza la primavera
danzerà.
Lo struzzo prese parola
hai mica visto un uovo
si tratta del mio figliolo
voglio scoprir dov'è.
Danza la primavera
danza lo spiritello
danza la primavera
danzerà.
Non so di cosa parli
il vento si sta alzando
orbene ormai è tardi
nel bosco tornerò.
Danza la primavera
danzano i tuoi capelli
danza la primavera
danzerà.
Lo struzzo sventurato
ancor non ha capito
che quel suo caro amico
il figlio si mangiò.
Danza la primavera
danza e non ti fidar
quando viene la sera
mal te ne coglierà.
Danza la primavera
danzano gli anni verdi
lo spiritello, la salamandra
gli anni verdi e la vanità.
P.S. Vi direte. Cosa c'entra tutto ciò con l'etichetta musica che tocca il cuore qui sotto? A parte che Bollani suona principalmente musica "seria" capace di emozionare, queste parodie a me fanno sganasciare da piegarmi in due: divertirsi così di gusto fa proprio bene al cuore! :-)




