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giovedì 14 aprile 2011

In usenet gli anti E-Cat...

31 : commenti
Calunnia - di Sandro Botticelli (1445-1510)
Riporto il testo di una e-mail che mi è arrivata oggi - me ne arrivano spesso di segnalazioni simili - perché esemplifica molto bene il livello medio delle argomentazioni a cui si aggrappa il fronte "anti-e-cattolico"!

In usenet gli anti E-Cat (in generale atei/scientisti) si attaccano a tutto pur di screditare chi spera in esso. Screditano pure il suo blog per errori minimi tipo "elenco by Europian Nuclear Society": European invece di Europian andrebbe scritto.
Saluti

(email firmata)

Ho risposto all'autore ringraziandolo (per la segnalazione del refuso) e decisamente indifferente - o meglio un po' divertito - a osservare l'umana piccineria di codesti anti-e-cattolici di cui ho scoperto l'esistenza. Certo che l'invidia è proprio una brutta bestia, e torno a chiedermi: io mi faccio in quattro per scrivere tutto ciò che mi risulta vero sull'E-Cat, in primis per l'amicizia che mi lega al mio amico che lavora all'UniBO, loro perché s'infervorano così tanto? Scrivo sul blog più di notte che di giorno, rubando ore al sonno... e sono il primo ad ammettere che ogni tanto mi scappa più di una svista. E allora? L'ho espressamente dichiarato nella side-bar, sotto il banner NoKappa - io scrivo in italiano: "...e amo il congiuntivo e perfino gli accenti tonici. Per favore segnalami i refusi che a volte mi scappano nel blog: sono soltanto un pochettino distratto"!

Un pochettino distratto, sì, e pure molto stanco.

Tanto bene, proprio stamattina ho prestato giuramento presso il Tribunale di Sorveglianza di Perugia quale "esperto di sorveglianza", ovvero la figura di professionista che partecipa alle udienze e coadiuva il Presidente e il Magistrato di sorveglianza nel decidere, per esempio, sulle istanze di ammissione alle misure alternative alla pena. Siamo nove in tutta la Provincia di Perugia a ricoprire tale ruolo. A dire il vero dovremmo essere in dieci ma ancora il Tribunale non è riuscito a trovare l'ultimo esperto, non perché non siano pervenute abbastanza domande - al contrario ne sono pervenute tantissime - ma perché poche erano corredate da curriculum vitae, titoli ed esperienze professionali adeguati.

E secondo voi me ne dovrebbe fregare qualcosa delle cattiverie di serie B che vermificano nella rete contro questo blog? Ma mi facciano il piacere! :-)

P.S. Ogni riferimento a fedi, confessioni, religioni e relative correlazioni con scienza e scientismo è soltanto un gioco di parole.

mercoledì 13 aprile 2011

Semplicemente felice

11 : commenti
Stamane Assisi sembrava dentro a un film, immortalata dal buon Dio in un'insolito copione.

Durante la notte ha nevicato e a metà mattina il Monte Subasio era bianco bianco e il Sole era caldo caldo e l'aria era fredda fredda... bellissimo!

Calore e gelo, entrambi sulla pelle, nel medesimo istante...

Avrei voluto accanto a me tutti quelli che si ostinano a separare gli opposti, a volere il mondo bianco o nero, a sopravvivere nella logica dell'uno contro l'altro. Un giorno inverno-estate così - un'atmosfera molto zen, molto “illuminante” - forse avrebbe aperto i loro occhi, forse li avrebbe connessi all'Uno.

Poi la neve s'è sciolta tra le braccia del Sole, come nascono i sorrisi sulle labbra, per ritornare acqua sorgente a scorrere.

Oggi sono stato semplicemente felice.

lunedì 11 aprile 2011

Estrazione di Nickel nel mondo

59 : commenti
Molto interessante la cartina (dati 2005) scovata da Tizzie relativa alla presenza di miniere di Nickel nel mondo. Va molto molto molto bene alla Russia; un ordine di grandezza sotto va bene ad Australia, Indonesia, Nuova Caledonia, USA, Canada, Cuba, Colombia, Cina, Brasile, Botswana, Sudafrica; un altro ordine di grandezza sotto non si possono lamentare Filippine, Grecia, Venezuela, Zimbabwe, Spagna e Finlandia. Russia a parte, che è su un altro pianeta, in Europa la parta da leone la fa proprio la Grecia, dove si sta costruendo la fabbrica di reattori Ni-H Rossi-Focardi.

Facendo paragoni con le attuali fonti d'energia, divertitevi a fare tutte le considerazioni che vi vengono in mente...

P.S. Alla voce Nichel Wikipedia recita "Il nome deriva dal nome svedese Nickel, diminutivo di Nicolaus, anticamente associato a persona da poco, folletto o ragazzo irrequieto, troppo pieno di vitalità"... una definizione perfetta per un elemento che promette di rivoluzionare il sistema energetico mondiale e le teorie della fisica nucleare. Tra l'altro la Svezia continua a far capolino nella vicenda dell'E-Cat: davvero un ottimo auspicio! ;-)

Levi e Rossi intervistati da Moebius su Radio 24

31 : commenti

Col permesso del giornalista Federico Pedrocchi (nella foto) e di Radio 24, nonché grazie a un visitatore anonimo che mi ha inviato la trascrizione, pubblico a seguire il testo dell'intervista a Levi e Rossi, andata in onda nel corso della trasmissione settimanale Moebius, sabato scorso. A parte l'eccezione di Radio Città del Capo, comunque una emittente locale, finora  i grandi media avevano pressochè ignorato la notizia dell'Energy Catalyzer, mostrando come minimo di averla colpevolmente sottovalutata. La radio del Sole 24 ore, grazie in primis a Maurizio Melis e alla sua rubrica Mr Kilowatt, è stata la prima testata di rilievo nazionale a infrangere un imbarazzante silenzio.

Come blogger dovrei essere quasi felice della lunga latitanza dei mass media: senza volerlo negli ultimi mesi sono diventato - anche in virtù dei collegamenti col gruppo di ricerca bolognese - un punto di riferimento internazionale per chi cerca informazioni attendibili sull'E-Cat Rossi-Focardi. A riprova di ciò il nuovo record di accessi giornalieri (2808) registrato lo scorso 6 aprile - in occasione della pubblicazione della versione italiana dell'articolo di Ny Teknik dedicato all'ultimo test dell'E-Cat - e una media di accessi nell'ultima settimana superiore a 2000 al giorno. Ma sono ben lieto di lasciare spazio a chi ha competenze e mezzi ben più grandi dei miei.

Colgo l'occasione per annunciare che Federico Pedrocchi mi ha scritto che continuerà a occuparsi dell'argomento anche nella prossima puntata di Moebius, sabato 16 Aprile. E noi lo ascolteremo con attenzione e molto volentieri.

 Intervista a Giuseppe Levi e Andrea Rossi - 9 aprile 2011
dalla trasmissione Moebius di Radio 24, a cura di Federico Pedrocchi
ospite in studio Maurizio Melis, conduttore di Mr Kilowatt


Abbiamo qui con noi questa sera uno dei ricercatori che ha fatto appunto uno di questi test, è Giuseppe Levi, ricercatore dell'Università di Bologna. Levi, io vorrei chiederle questo: allora, qui abbiamo questo tubo dentro il quale succede qualcosa che, insomma, sembra abbastanza interessante. Però per spiegare bene ai nostri ascoltatori come stanno le cose nella ricerca scientifica e nel rapporto fra la teoria e la pratica, cioè la teoria che descrive dei fenomeni e un fenomeno che appare in natura, io le chiedo questo... cioè c'è dietro tutta una procedura di brevettazione, quindi è ovvio, è chiaro, c'è una segretezza. Però se lei aprisse quel tubo, non è vero – mi dica se sbagliamo – non è vero che allora voi tutti direste "ah be', finalmente abbiamo capito perfettamente come stanno le cose!". Perché? Perché potrebbero benissimo esserci qualcosa che vi dà più elementi, ma la teoria non c'è, il fenomeno potrebbe restare altrettanto misterioso quanto è adesso.

Ma – vede – in scienza le cose proprio interessanti da andare a studiare sono quelle ignote, quelle che non sono ovvie. E questo è una di quelle. Adesso la prima cosa da fare sarà acquisire dati sperimentali. Però le devo dire sinceramente, da buon sperimentatore (io spero di essere buono) ma insomma da sperimentale... in questo momento, per non essere influenzato, non sto guardando le teorie. La mia preoccupazione principale in questo momento è di stendere un buon programma sperimentale e di acquisire dati sperimentali in modo corretto, dopodiché questi dati sperimentali saranno la cornice dentro cui le teorie potranno svilupparsi.

Senta, Levi, lei e i suoi colleghi vi siete chiesti se sareste stati in grado di replicare un oggetto come quello che avevate davanti?

Sì, allora... all'inizio abbiamo addirittura pensato “se dovessimo organizzare – facciamo per dire – un imbroglio, una bella truffa, come fare?” e la risposta è stata che non saremmo stati capaci di farlo. Ovviamente idee ce ne sono, ma le dirò, in questo momento, anche per proteggere Rossi, per il rispetto che ho verso Rossi, io per ora non intendo replicarlo, intendo lavorare con lui e continuare a studiare questo oggetto.

Senta, per curiosità, le posso chiedere una delle ipotesi che avete fatto?

Ma insomma... allora abbiamo... uno può cominciare a ipotizzare batterie, può cominciare a ipotizzare reazioni chimiche, no? Se uno volesse organizzare – tra virgolette – un imbroglio:
una di queste reazioni era la produzione di idruro di nickel, be' lei ha visto dal report degli svedesi.
che l'energia che sarebbe stata prodotta era risibile in confronto a quella che effettivamente è stata osservata. Quindi di ipotesi ne abbiamo fatte diverse, ne abbiamo esplorate diverse, escludendole però alla fine tutte per la macroscopicità del fenomeno. Noi non ci troviamo di fronte a pochi watt con un oggetto di un grande volume e un grande peso...

...certo è lì la differenza!

...ci troviamo di fronte a dei kilowatt .

Grazie Levi

Prego.

E adesso raggiungiamo negli Stati Uniti, Andrea Rossi che è l'inventore del tutto. Buona sera Rossi!

Buonasera a voi.

Sono qua con Maurizio Melis, abbiamo già detto tante cose su questo esperimento, sul suo marchingegno. Adesso abbiamo delle cose da chiedere esattamente a lei. Levi poco fa ci diceva questo, su una nostra domanda, cioè: se noi apriamo lo “scatolotto” – che ovviamente non si può fare adesso perché è protetto da una brevettazione in corso…

Esatto.

...non è che ci appare la teoria, ci appare qualcosa e adesso magari lei forse ci potrà dire, qualcosa di più, ma comunque non avremmo immediatamente chiaro come avviene il processo in corso. La spiegazione del fenomeno: non è che basta aprire probabilmente questo tubo e capiamo il tutto... Questo però vale anche per lei, no Rossi? Non è che lei ha una teoria.

Ma... no questo non è esattamente così. Allora, io sono partito dall'idea che si potesse arrivare a un risultato valido sulla base di una teoria che, prima degli esperimenti, era giusto una teoria. Il punto di partenza, il punto di applicazione della ricerca, è stato ovviamente il lavoro che era stato presentato nel '89 da Fleischmann e Pons. Io avevo provato a ripetere quell'esperimento, non c'ero riuscito, lì è scattata... diciamo che è scattata la pulsione di andare avanti per cercare di trovare il sistema di fare, di ottenere delle reazioni nucleari a temperature basse. Il punto a cui siamo arrivati adesso è che personalmente ho delle idee abbastanza chiare su quella che è la teoria che sta alla base delle reazioni che stiamo ottenendo. Questa teoria verrà presentata assieme all'impianto da 1 megawatt, questo avverrà in Grecia e, con l'occasione della presentazione dell'impianto, daremo anche... pubblicheremo anche la teoria che sta alla base di questo.

Be' questa cosa che lei ci dice, Rossi, è abbastanza importante perché invece prima con Levi si ragionava sul fatto che molte altre volte nella scienza, anche grandissime scoperte sono partite da fenomeni che si vedevano dare grandi risultati, ma la teoria non c'era. Quindi non sarebbe sorprendente l'assenza di una teoria... mentre invece lei ce l'ha. Allora perché appunto non farla vedere subito? È molto connessa la teoria con la realizzazione industriale?

È chiaro che noi adesso... da una parte nel brevetto – come lei sa – in base alla legge sui brevetti bisogna dare sufficienti informazioni perché un esperto del settore sia in grado di riprodurre l'effetto. E questo noi l'abbiamo fatto. Però è ovvio che c'è un gap tra quella che può essere la riproduzione dell'effetto con quella che è una macchina che funziona su scala industriale. Lì subentrano informazioni che parzialmente sono anche contenute nella teoria...

Mi sembra di poter concludere allora, Rossi, che voi avete una teoria abbastanza avanzata che però probabilmente ha bisogno di essere aggiustata ancora. Però è una teoria che spiega sufficientemente bene quello che c'è dentro il cilindro, una cosa così...

Sì la sua sintesi è corretta.

Allora grazie Rossi...

Grazie a lei.

...e naturalmente noi la seguiamo da vicino per capire come vanno le cose.

Grazie infinite, è chiaro che ci si vedrà in ottobre all'inaugurazione dell'impianto.

Non mancheremo.

L'autore che ha inviato la presente trascrizione è anonimo.
L'editing è stato curato dal blog 22passi.blogspot.com (Daniele Passerini).
Si ringrazia Radio 24 per avere permesso pubblicazione e diffusione dell'intervista
pubblicata su http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/Fusione_fredda_bologna.shtml 
(l'audio originale è disponibile qui)

sabato 9 aprile 2011

Il professor Focardi spiega
la "fusione fredda" Ni-H

57 : commenti
Grazie a Radio Città del Capo, l'intervista che è stata loro concessa dal Professor Sergio Focardi pochi giorni fa (qui) è on line da ieri anche su YouTube.




Ecco la trascrizione, autorizzato da Radio Città del Capo, con il testo dell'intervista, a cura di Tizzie, Zippo, Stefano, Claudio, Bruno, e giusto poco poco ottimizzato dal sottoscritto. La traduzione in inglese fatta da Alberto, Vanesio e Alex la trovate qui.

5 aprile 2011 - RCdCweb TV presenta:

Sergio Focardi:
parla il padre della
"fusione fredda (Ni-H)"


(il testo di questa intervista è proprietà intellettuale di Città del Capo - Radio Metropolitana ed è stato riprodotto su

22passi.blogspot.com previa loro espressa autorizzazione. Pregasi contattare RCDC per autorizzazioni ad altri usi)

La storia

Fleischmann recentemente ha raccontato di nuovo l'episodio di allora (su una rivista, un mese o due fa). La sera era andato a casa dal laboratorio dove stava facendo un esperimento di elettrolisi, un esperimento abbastanza comune in chimica. Al mattino è tornato e non ha trovato più il suo apparato sperimentale. Si è guardato in giro e ha visto un buco nel soffitto: era volato al piano di sopra.

A questo punto dice: "ho capito che doveva essere stato un fenomeno nucleare". Su questo ho delle critiche da fare: come se gli esperimenti di chimica non esplodessero mai... e lui era un chimico!

Comunque, pensò di aver trovato una reazione nucleare e siccome tra gli ingredienti usava il palladio - come metallo - e dei composti in cui al posto dell'idrogeno aveva messo il deuterio (un idrogeno "pesante", cioè un idrogeno di massa doppia) allora pensò che il fenomeno fosse palladio-deuterio e annunciò questa cosa in una conferenza stampa.

Fu imitato da molti gruppi - anche in Italia - che per vent'anni hanno continuato a ripetere esperimenti in elettrolisi di questo tipo: non hanno mai ottenuto nessun risultato, solo piccoli effetti che sono fluttuazioni. All'ultimo laureando che ho avuto prima di andare in pensione, ho fatto fare una tesi cercando i risultati in questo campo e ho potuto verificare che è così: nessuno ha mai ottenuto risultati se non piccoli effetti che sono fluttuazioni.

Questa diciamo è la linea portante dei seguaci di Fleischmann.

@daniele?!?

60 : commenti
Stamattina vorrei fare insieme a voi alcune riflessioni che mi girano in testa da qualche giorno.

Tra i commenti agli ultimi post dedicati all'E-Cat da Query on line - la panzer-division del CICAP,  i soliti personaggi che continuano a sparare a zero su Rossi, Focardi e Levi, mettono ora in discussione pure l'attendibilità degli svedesi Kullander e Essén. Non dubito che nel momento in cui saltasse fuori un report positivo sull'E-Cat firmato da qualche premio Nobel per la fisica (un'ipotesi che non considero tanto peregrina) sparerebbero ugualmente a zero. 

Ma chi cavolo si credono di essere questi padreterni della domenica pieni di sé e di boria che sanno solamente criticare? Non si capisce davvero se sono più faziosi o invidiosi. E quello che più mi dà fastidio è che seminano falsità come fossero verità. Del resto, ahimè, in questo la nostra Italia è messa davvero male, ché il popolo copia sempre i comportamenti peggiori proprio di chi lo governa. 

Camillo Franchini ha disseminato il suo blog di @Daniele, sperando evidentemente che io corressi a rispondere: spiacente, non ho intenzione alcuna di "accreditare" il suo impropriamente detto "blog". Non a caso non ne metto nemmeno il link qui, se proprio ci tenete trovatevelo con google.

Il 6 aprile, alle 4:42 - poche ore prima che uscisse su Ny Teknik e su 22passi l'articolo che presentava il report di Essén e Kullander - Franchini ha scritto sul suo blog:
@ Daniele

Il sito di Franco Foresta Martin del Corriere delle Sera pubblica un mio messaggio che Lei invece ha censurato.http://forum.corriere.it/ambiente_e_clima/04-04-2011/fusione-fredda-1757732.html
In un blog di natura scientifica la censura è inconcepibile.
Evidentemente la forma mentale di chi non ha mai concretamente svolto attività scientifica non è adatta per gestire un blog di contenuto scientifico. Intervengono la passione, il coinvolgimento personale, la partigianeria, come se si trattasse di un confronto politico o di un salotto letterario.
Noto che attualmente il Suo blog sulla ff si è ridotto ai commenti di persone che non praticano la scienza, ma che vorrebbero tanto esserne capaci. Rumorosi osservatori esterni di riti che non capiscono.
Buona giornata
Tutto il commento di Franchini è costruito su una totale menzogna: "un mio messaggio che Lei invece ha censurato". Ma quando? Ma dove? Lui non ha mai provato a lasciare qui un tale commento. Può strombazzare le sue mendaci accuse di censura ai quattro venti, ma non può dimostrarle. Non può dimostrarle perché non sono vere.

"Rumoroso osservatore esterno di riti che non capisce", mi pare una definizione più adatta a Franchini stesso che a me. I "riti" della scienza a cui si riferisce li conosco bene, e non si può che chiamarli riti ormai. Franchini ci si aggrappa senza riuscire a capire che i veri scienziati sanno anche farsi beffe dei riti, perché badano ai fatti e ai risultati più che alle lobbies e alle poltrone. Il progresso procede, di generazione in generazione, a dispetto di chi, come Franchini, vuole credersi sempre sulla cresta dell'onda dello scibile. Ho sempre detto che questo non è un blog scientifico quindi non capisco di che cosa ci rimprovera. Ma se fosse lui a rappresentare la scientificità - così non è - sarei orgoglioso che questo blog non sia scientifico.

I blog assomigliano sempre a chi li crea, 4 anni di visitazioni della blogosfera me lo confermano. Il cosiddetto blog di Franchini è costituito da un unico post vuoto, pieno di commenti quasi mono-maniacali scambiati con Tia, rivolti in gran parte al qui presente convitato di pietra. Un blog che assomiglia alla rappresentazione di un cervello chiuso in se stesso con un unico pensiero fisso: DEVO DISCREDITARE ROSSI E CHIUNQUE NE PARLI CON FAVORE.

Cui prodest? 

Camillo Franchini - se ho capito bene - al di là del suo passato di esperto chimico nucleare (che comunque non mi pare abbia lasciato dietro di sé molte pubblicazioni), è un pensionato con parecchio tempo a disposizione. Potrebbe essere pagato, certo, ma potrebbe anche semplicemente avere tempo di inseguire le sue personali crociate, magari sentendosi realmente utile e importante.

Che faccia lo stesso Tia, 24 anni, neolaureato in ingegneria, mi lascia più perplesso. Perché lo fa? Davvero ritiene di dovere salvare il mondo dalla truffa del secolo? O tanta insistenza può essere spiegata solo da un tornaconto personale...?
Questo ovviamente non significa necessariamente che sia pagato, anzi. Basterebbe che però qualcuno gli avesse promesso un favore. Per esempio - e dico veramente per esempio (ogni riferimento a fatti, persone, luoghi è di pura fantasia) - facciamo finta che il "re dei topi" sia qualche capoccione dell'INFN - magari nemico della fusione fredda - che gli ha promesso un contratto da ricercatore in cambio di tutto questo impegno nel contrastare l'avanzata delle armate e-cattoliche!

A cosa si appiglia Tia soprattutto quando è a corto di argomenti? Al fatto che il Dipartimento di Fisica di Bologna tace. L'ossessione con cui questo particolare punto viene ribadito dimostra - a mio personalissimo parere - che il re dei topi è comunque informato molto bene, troppo bene.

Un dipartimento di fisica non è un monolite, è un insieme di persone e gruppi. Il silenzio in effetti c'è, assordante, ma le ragioni che lo alimentano non sono certe quelle propagandate da Tia e Franchini. Ma su questo non mi scaldo tanto:  se tutto va bene, verranno clamorosamente sbugiardati presto.
 
Per concludere, i vari scettici e faziosi che hanno già candidato Rossi, Focardi, Levi al premio IgNobel sono avvisati: sono loro a trovarsi già fino alla cintola nelle sabbie mobili del ridicolo. Ma se vorranno continuare a occuparsi di pompe, sonde, refusi, a trincerarsi dietro la sacra inviolabilità delle leggi fisiche a loro note, e a non voler vedere al di la dei libri che tengono sotto il naso, e soprattutto se useranno l'estrema ratio del "muoia Sansone con tutti i Filistei" per privare l'Italia di un ruolo importante nella ricerca sui fenomeni nucleari che avvengono dentro l'E-Cat, allora sprofonderanno giù del tutto, non solo nel ridicolo.

venerdì 8 aprile 2011

Hamillo-franchin-thia-machia

8 : commenti
La Batracomiomachia è una celebre commediola greca di dubbia attribuzione e incerta datazione (dal V al I sec. a.C.), costruita a mo' di parodia dell'epica Iliade di Omero. Letteralmente significa: La guerra dei topi e delle rane.

Circola da qualche giorno tra i blog la notizia di una nuova importante scoperta archeologica. Durante una campagna di scavi effettuata nel nord-est della Grecia, nei pressi della cittadina di Xhanti, in un sito identificato come tempio dedicato a Deucalione (I o II sec. a.C.,)  è stata rinvenuta una stele in discrete condizioni di conservazione riportante il riassunto di un'opera letteraria, probabilmente una parodia della parodia in questione. Il titolo al momento appare difficilmente interpretabile: traslitterato dal greco antico ai suoni dell'alfabeto latino suonerebbe più o meno come Hamillo-franchin-thia-machia.

La storia raccontata nell'iscrizione è questa, tra parentesi quadre le parti in cui il testo è danneggiato e i linguisti stentano ancora a trovare un accordo...
Il re delle rane Camillo Gonfiagote persuade il timoroso Tia Rubabriciole, figlio del re dei topi [nome in corso di attribuzione, ndr](1), a montare sulle sue spalle per visitare il lago, assicurandolo che non correrà pericoli. [testo illeggibile, ndr] appare all’improvviso un [gatto?] e Camillo Gonfiagote, per sfuggirgli, si immerge, facendo così annegare il povero Tia Rubabriciole. La guerra scoppia immediatamente [testo illeggibile, ndr] proprio quando la vittoria sembra ormai dei topi, [il rubicondo e ingegnoso Zeus?](2)  scaglia il suo fulmine, e allo stesso tempo i [ventidue navigatori?] giunti sul campo di battaglia annientano alcuni topi facendoli a pezzi, altri fuggono in preda al panico. La battaglia si svolge nell’arco di un anno [contro i dieci anni della guerra di Troia, ndr].
(1)  Il Re dei topi è personaggio centrale della vicenda e gli studiosi sembrano prossimi a identificarlo.

(2) Una traduzione alternativa a "il rubicondo e ingegnoso Zeus" potrebbe essere "l'ingegnoso uomo rosso".

Vi terrò aggiornati sugli sviluppi di questa importante testimonianza storica.

giovedì 7 aprile 2011

AAA cercansi 6 volontari

73 : commenti
Allora, a grande richiesta diamo il via a una nuova operazione di "sbobinamento": c'è da trascrivere l'ultima intervista che il fantastico professor Sergio Focardi ha rilasciato a Radio Città del Capo.

A questo link trovate l'intervista divisa in tre file mp3: il primo dura poco più di 12 minuti, il secondo poco meno di 5 minuti, il terzo poco meno di 9 minuti. Servono 6 volontari [ho aggiornato il testo con i nominativi dei volontari che si sono gentilmente offerti].

mp3 n. 1 [0-5[ dall'inizio fino al 5 minuto escluso
volontario 1: Stefano Vernacotola - Luxembourg

mp3 n. 1 [5-9[ dallo scoccare del 5 minuto fino al 9 minuto escluso
volontario 2: Claudio - Viareggio

 
mp3 n. 1 [9-12] dallo scoccare del 9 minuto fino alla fine
volontario 3: Zippo - Bologna

mp3 n. 2 [0-5] dall'inizio alla fine
volontario 4: Bruno - Trento

mp3 n. 3 [0-5[ dall'inizio fino al 5 minuto escluso
volontario 5: Tizzie - ?

mp3 n. 3 [5-9] dall'inizio alla fine
volontario 6: Tizzie - ?

Il primo volontario scriverà un commento indicando VOLONTARIO 1 e così via il VOLONTARIO 2, 3 eccetera fino all'ultimo VOLONTARIO 6. Questo sistema dovrebbe essere a prova di errore e evitare, come è successo l'altra volta (in occasione dello sbobinamento del video dell'intervista a Sertorio) che lo stesso pezzo vengo trascritto da due persone.

Nel commento indicate anche i credits che volete siano inseriti in calce alla trascrizione:
  1. nome e cognome o solo il nome oppure un nick (come preferite)
  2. città
Se volete al posto della città potete inserire un vostro indirizzo web, ma in questo caso non mettete nome e cognome ma solo il nome o un nick.

Occhio a fino a dove arrivare a sbobinare e naturalmente, non interrompete la trascrizione allo scoccare del minuto ma arrivate al termine della frase.

Scusate la pedanteria ma ho fatto tesoro dell'altra esperienza... :-)

La mail a cui inviare il file con la trascrizione (un qualunque formato editabile .doc, .odt, .docx, .txt) é:

sbobinami.il.fisico@impi.it
(N.B. l'email era temporanea ed è già stata disattivata)

Grazie 1000 a tutti! 
IL TESTO LO TROVATE QUI
...E LA TRADUZIONE IN INGLESE QUI
Post scriptum. Anche questa è fatta e appena in una manciata di ore! È veramente fantastico tutto questo, come ha detto Alberto quanto sarebbe meglio se tutto il mondo funzionasse così. Per concludere elenco le condizioni principali che Radio Città del Capo ha chiesto in cambio dell'utilizzo dell'intervista:

1) le sbobinature delle interviste originali di RCDC possono essere pubblicate esclusivamente su questo blog e dovranno contenere sia i riferimenti a RCDC (marchio compreso), che il link al post originale, specificando che la pubblicazione integrale è avvenuta su autorizzazione di RCDC. Siti o quotidiani on line stranieri che tradurranno il testo saranno invitati a citare e linkare la fonte originale.

2) Copia della sbobinatura potrà essere liberamente utilizzata da RCDC a compendio dei post già pubblicati, citando il presente blog come fonte.

mercoledì 6 aprile 2011

E-Cat: prove generali di mass media?

73 : commenti
Ringrazio Tizzie per avere messo a disposizione di tutti il file mp3 con lo spezzone del notiziario delle 13 di Radio 24 (Sole 24 Ore) che oggi si è occupato dell'E-Cat dell'ingegner Rossi. Potete ascoltarlo cliccando qui.
 
Sempre l'impagabile Tizzie segnala una nuova e lunga intervista al Professor Sergio Focardi su Radio Città del Capo (qui l'audio, qui il testo e il video, qui la traduzione in inglese), emittente bolognese che già in passato ho segnalato per queste sue lodevoli iniziative.

Ed ecco in anteprima podcast il servizio che verrà trasmessa stasera alle 21 da Mr Kilowatt, rubrica di Radio 24 curata da Maurizio Melis, con intervista a Giuseppe Levi (qui l'audio). La seconda parte con intervista a Sergio Focardi domani alla stessa ora .

Riporto infine dalla pagina web di Mr Kilowatt:

Radio 24 proseguirà per tutta la settimana ad approfondire la controversa vicenda dell'Energy Catalizer, il reattore a "Fusione Fredda" realizzato dall'Ing. Andrea Rossi a partire dagli studi del fisico e professore emerito dell'università di Bologna Sergio Focardi. 

Domani [giovedì 7 aprile, ore 21] Mr Kilowatt ospita lo stesso Prof. Sergio Focardi (qui l'audio) e venerdì Vittorio Violante, ricercatore dell'ENEA che ha lavorato per anni sul tema della fusione fredda (qui l'audio). 

Sabato alle 20 Moebius, condotto da Federico Pedrocchi, dedicherà un lungo speciale alla vicenda bolognese, con l'intervento dell'inventore, l'Ing. Rossi, e ancora con il fisico Giuseppe Levi (qui l'audio e qui il testo). 

I fisici svedesi sull'E-Cat:
"È una reazione nucleare".

150 : commenti
Bologna, 29/03/11 - da destra l'ing. Rossi, i professori Kullander e Essén
Cresce nel mondo - nemo propheta in patria - la consapevolezza di quanto sia rivoluzionario  l'Energy Catalyzer (E-Cat) dell'ingegner Andrea Rossi. In attesa che l'Università di Bologna perfezioni e ufficializzi il contratto di ricerca (finanziato dall'inventore),  lo scorso 29 marzo gli scienziati Sven Kullander e Hanno Essén hanno partecipato al test di un E-Cat, nella versione (più piccola di quella vista in precedenza) che verrà utilizzata per allestire le unità da 1 MW, che saranno immesse sul mercato entro l'anno. Col nullaosta di Ny Teknik ho tradotto in anteprima assoluta per l'Italia due  articoli usciti stamattina (alle 7.30) sul sito di Ny Teknik e stampati sul settimanale tradizionale. L'articolo contiene il link per scaricare il report scientifico dettagliato della prova, compilato dai due accademici svedesi, che si conclude così: Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from the content of whatever in a 50 cm3 container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the energy production.

Ny Teknik ("Nuova Technologia") è un settimanale svedese che ospita notizie, dibattiti, annunci su tecnologia e ingegneria. Fondato nel 1967, è distribuito a ogni membro dell'Associazione Svedese dei laureati in ingegneria (fonte Wikipedia). Con 156.000 copie diffuse (fonte TS), 290.000 lettori (fonte Orvesto), 131.363 visitatori unici settimanali dichiarati dal sito http://www.nyteknik.se/, è la più importante rivista scandinava specializzata in tecnologia.

Mats Lewan, vive e lavora a Stoccolma. Giornalista scientifico, laureato in Fisica Ingegneristica presso lo Swedish Royal Institute of Technology, fa parte della redazione di Ny Teknik dal 2002 ed è reporter freelance di CNET Networks. Parla e scrive in svedese, inglese, italiano fluentemente (e in spagnolo e francese discretamente). È felicemente sposato con un'italiana.

Sven Kullander è professore emerito dell'Università di Uppsala nonché presidente del Comitato dell'Energia presso l'Accademia Nazionale delle Scienze. Hanno Essén è professore associato di fisica teorica e docente presso il Royal Institute of Technology svedese, nonché presidente membro del consiglio [presidente fino al 02/04/11, ndr] della Skeptics Society svedese, in altre parole l'equivalente del CICAP in Italia.

I fisici svedesi sull'E-Cat:
"È una reazione nucleare"

traduzione di Daniele Passerini dell'articolo di Mats Lewan 
Swedish physicists on the E-cat: “It’s a nuclear reaction”
pubblicato in inglese (qui) e svedese (qui) oggi su Ny Teknik
(foto di Giuseppe Levi)

In un report dettagliato, due fisici svedesi escludono che reazioni chimiche possano essere la fonte di energia dell'Energy Catalyzer italiano. I due fisici hanno partecipato di recente a un nuovo test del dispositivo effettuato a Bologna.

Bologna, 29/03/11 - tre E-Cat "small" nudi accanto a quello utilizzato nel test
"In qualche modo un nuovo tipo di fisica sta succedendo. È un enigma, ma probabilmente non sono coinvolte nuove leggi della natura. Noi crediamo che sia possibile spiegare il processo con le leggi della natura che sono note," ha detto Hanno Essén, professore associato di fisica teorica e docente presso il Royal Institute of Technology svedese e presidente membro del consiglio [presidente fino al 02/04/11, ndr]della Skeptics Society svedese.

Essén e Sven Kullander, professore emerito presso l'Università di Uppsala nonché presidente della Commissione Energia dell'Accademia Reale Svedese, il 29 marzo hanno partecipato a Bologna, come osservatori, a una nuova prova del cosiddetto Energy Catalyzer, che potrebbe basarsi su un fenomeno di fusione fredda o di LENR (Low Energy Nuclear Reaction), cioè reazione nucleare a bassa energia.

martedì 5 aprile 2011

Conto alla rovescia...

27 : commenti
Domani sarà una grande giornata.

Vi ricordo innanzitutto di tenere ben d'occhio questo blog, che si muoverà all'unisono e di comune accordo con la rivista svedese Ny Teknik.

Vi invito inoltre a sintonizzarvi sulle frequenze di Radio 24 (l'emittente radiofonica del Sole 24 ore): alle 12 13 per le notizie del Gr e alle 21 per la trasmissione Mr Kilowatt di Maurizio Melis. I file audio in questione e altri ancora li trovate qui.

Ma sarà solo l'inizio. Dopo aver giocato in difesa ora si va all'attacco e si vedrà chi è che ha ragione e chi è che dice balle!

Faziosi e troll sono avvertiti.

Ah, voci di corridoio mi dicono che uno dei più fieri denigratori dell'E-Cat, il mitico chimico nucleare Camillo Franchini, alla fine sia stato "scaricato" - meglio tardi che mai -  da chi si avvaleva dei suoi strali di parte,  CICAP e Query on line. Voci da confermare ovviamente, ma le ritengo attendibili. Un po' mi dispiace per Franchini... sì un po'... ha molti più anni ed esperienza di me perciò comunque lo rispetto. La foto qui sopra infatti non è dedicata a lui bensì a qualcun altro e chi mi segue con assiduità ha senz'altro capito a chi mi riferisco. ;-)

domenica 3 aprile 2011

Serve moderazione!

34 : commenti
Oggi ho attivato, per la prima volta da 4 anni, la funzione "moderazione". I motivi sono spiegati negli ultimi commenti che ho scritto poco fa a questo post.
Sarà contento l'egocentrico megalomane che mi ha spinto a ciò, così facendo gli ho infatti dato fin troppa importanza, visto che delle centinaia di lettori che mi hanno lasciato commenti in questi anni nessuno aveva raggiunto i suoi livelli di arroganza, saccenteria, scortesia. Ultimamente ne ha fatte troppe, una dietro l'altra... alla fine la misura era colma.
Spero che gli altri visitatori del blog comprendano le ragioni di questa estrema ratio, che considero solo temporanea. Però veramente, non ho tempo di perder tempo a rispondere alle insulsaggini di chi, evidentemente, ha parecchio tempo da perdere.

Lavori in corso e troppe cose di corsa

2 : commenti
La casa è in pieno caos. La roba di mia figlia, è ammucchiata in soggiorno in attesa dei mobili nuovi. I mobili "vecchi" sono smontati un po' ovunque, in attesa che domani vengono a portarsela via: chi li ha comprati ha fatto un vero affare (alla fine li ho venduti a un terzo del loro valore).

Da ieri lavoro a preparare le pareti, ho anche spostato due prese della corrente, il più è fatto.

Troppe cose da fare. Ricapitoliamo. 

Domenica scorsa sono stato a Firenze alla conferenza di Emilio Del Giudice e Angelo Baracca: avrei tanto materiale (registrazioni, appunti, foto) per ricavarne un paio di post... ma quando?! A Firenze ho conosciuto 5 lettori del blog, belle persone.

Giovedì 31 marzo e venerdì 1 aprile ho preso due giorni di ferie... con grosse apprensioni perché il lavoro che mi si è così accumulato sulla scrivania me lo ritroverò lunedì, aggiunto a tutto il marasma di scadenze che ho in ufficio in queste settimane: bandi, avvisi, progetti, convocazioni ecc.

Ma avevo proprio bisogno di questi due giorni di ferie.

Giovedì sono stato a pranzo a Cesena a trovare un caro amico. Tra l'altro mentre ero l' mi ha telefonato il Tribunale di Sorveglianza di Perugia per dirmi che era stata accettata la mia nomina di "esperto" e che a metà mese avrei la mia prima udienza. Devo valutare bene se accettare o rifiutare, devo valutare bene se posso stare dietro a un tale impegno. Francamente, passati 8 mesi dalla domanda che avevo presentato, non credevo che mi avrebbero più chiamato.

Venerdì sono ripartito da Perugia alla volta di Viareggio, anche in questo caso per pranzare assieme a una coppia di amici appassionati di nuova scienza, piacevolissima compagna.

Poi ho proseguito verso Milano per ascoltare dalla voce di Roy Virgilio le novità da un altro fronte di ricerca LENR. Ci siamo trattenuti in parecchi a cena e anche in questo caso ho conosciuto un altro paio di lettori del blog, ancora belle persone. Anche questa serata meriterebbe un post.

Poi sono ripartito per Perugia, dove sono arrivato alle 4 del mattino: sabato e domenica dovevo per forza dedicarle ai lavori in casa.

Questo non mi ha impedito di ieri sera a fare quattro chiacchiere... è un periodo che le mie amiche insistono a invitarmi a conoscere loro amiche, sembra che pensano che ormai è troppo tempo che sto da solo!

Infine la novità di oggi è che ho dovuto mettere la moderazione al blog. Perché ve lo spiego in un altro post, tra poco.

giovedì 31 marzo 2011

Finalmente davvero di nuovo FORZA ITALIA!

15 : commenti
Sì, questa è l'Italia che mi piace!

Riprendiamoci lo Stato a colpi di monetine addosso a questi esseri indegni di rappresentarci e governarci. E chi li ha votati si metta una mano sulla coscienza e ci pensi bene la prossima volta che si reca al seggio.

mercoledì 30 marzo 2011

Una domanda fredda fredda ad Assange

15 : commenti
Oggi il settimanale l'Espresso ha dato la possibilità  ai lettori di rivolgere via internet domande a Julian Assange, ed io ho ho chiesto se tra i documenti confidenziali intercettati da WikiLeaks ci fosse qualcosa che dimostrasse l'insabbiamento della fusione fredda da parte di governi, industria o militari.

Dear Julian,
I really admire everything you have done for us all. Thank you very much.
My question is: between the confidential documents that you’ve caught is there something that proves the coverup of cold fusion by governments, industry or military?
Thanks

Posted by daniele passerini @ marzo 30, 2011 13:26

A dire il vero sono arrivate ad Assange talmente tante domande che io non riuscivo più a trovare la mia, fortuna che ci a pensato Mattia a trovarmela, grazie... devo dormire più di quello che sto facendo ultimamente. Chiedo umilmente scusa alla redazione de l'Espresso di avere quasi pensato male.

Questo è il link alla chat con Assange su l'Espresso: 

martedì 29 marzo 2011

Accarezzami il volto, amore

6 : commenti
Scuola di Hakab, olio di Annamaria Germani
Accarezzami il volto, amore

e guardami.

Io non ho seduzione

nei miei occhi

e nemmeno quel mare di dinieghi

che mi hai fatto attraversare

per incontrarti.

Nei miei capelli,

non trovi lenzuola di teorie,

non trovi sorrisi leggiadri

sul mio viso

ma una promessa di paradiso

che vuole farti vedere la vita.


Alda Merini (1931-2010)

Di fronte alla bellezza nuda di una poesia, si resta muti. 
E pieni d'amore.

AAA cercasi Bugs... Banner!

10 : commenti
Visto le tante perle di lettori che capitano spesso su queste pagine, cerco tra loro un/a grafico/a o un/a appassionato/a che abbia tempo e voglia di regalarmi un banner di buon livello per il blog. In cambio posso offrire promozione alla sua azienda o attività con un post, uno spazio banner ecc.

Non avrei mai osato chiedere un favore del genere se il lavoro collettivo di sbobinamento del video di Luigi Sertorio non avesse avuto il successo che ha avuto. A proposito, ho quasi finito d'aggregare e rendere omogenei per stile e forma tutti i contributi arrivati; entro la settimana manderò il testo finale dell'intervista alla giornalista Monia Benini che lo inoltrerà allo stesso Sertorio qualora voglia lui stesso correggere qualche punto. Avremo così un documento autorizzato da far circolare il più possibile prima del referendum.

Tornando al bunner,  lo sfondo che ho utilizzato in cima alla home (dietro il titolo Ventidue passi d'amore e dintorni) è scaricabile (la risoluzione è buona) da questo vecchio post: leggendo capirete perché mi piacerebbe conservarlo come portafortuna. Ma se avete idee migliori proponetele pure.

Grazie fin d'ora a chi saprà darmi questo importante aiuto.

Post scriptum del giorno dopo: ok, comincio a provare io, ditemi almeno se sono sulla buona strada: questa è una prima bozza fatta in mezz'oretta, ma ho ancora da lavorarci... anche una gif animata mi stuzzica...

lunedì 28 marzo 2011

Semplicemente vergognoso

4 : commenti
Alla trasmissione Forum (Rete 4 Mediaset) di Rita Dalla Chiesa (il padre si rivolterà nella tomba) una partecipante racconta di essere una terremotata abruzzese che ha vissuto  quel dramma e constatato di persona l'efficienza della ricostruzione, tutto merito - Deo gratias - di Berlusconi. No, tutto falso: dopo si scopre che è una persona che non avuto nulla a che fare col terremoto, è solo stata pagata per imparare e ripetere un copione.

Semplicemente vergognoso... ma ancora più che l'atto in sé, lo è il fatto che chi lo pianifica, lo permette o collabora a permetterlo, consideri ciò un fare normale, come dire: "Un imbroglio questo? Ma no, che male c'è, tanto ormai in Italia imbrogliano tutti."

sabato 26 marzo 2011

"Per me conta solo ed esclusivamente
il risultato del lavoro"

63 : commenti
Rinnovo l'invito a tutti i lettori del blog a non smettere di inviarmi segnalazioni e stimoli a cui dare risalto. Ieri ad esempio Tiz ha segnalato il link a una nuova intervista rilasciata pochi giorni fa dall'ingegner Andrea Rossi a Radio Città del Capo, un'emittente bolognese che, sin dalla presentazione del 14 gennaio 2011 ha dato  un buona copertura mediatica all'Energy Catalyzer. Eccone qui la trascrizione del clip audio disponibile (qui) sul sito di Radio Città del Capo.



(l'audio si apre subito con le parole dell'ingegner Rossi)

Dopo il test di Bologna - che è stato l'ultimo test su un modulo da laboratorio - abbiamo iniziato la produzione dell'impianto industriale, che è un impianto da 1 megawatt termico di produzione di energia, che verrà inaugurato ad Atene verso fine ottobre del 2011, quindi adesso siamo completamente focalizzati su questo. Pertanto il nostro prossimo passo sarà la presentazione di un impianto industriale da 1 MW funzionante presso un cliente.

Il prototipo che avete presentato qui a Bologna sembrava poter essere - come dire - adibito anche a usi privati. Come mai avete deciso invece di partire con un impianto di più grandi dimensioni?

Bene, è un problema autorizzativo. Per servire una clientela di tipo industriale il modulo presentato a Bologna è troppo piccolo, cioè ha una produzione di energia troppo piccola, però siccome l'impianto da 1 MW non è altro che un insieme di tanti moduli da 10 [kW, ndr] è abbastanza semplice il fatto di passare a un consumo di tipo industriale. Ora, avere le autorizzazioni per istallare e far funzionare un impianto di tipo industriale è molto più semplice che non avere le autorizzazioni per la produzione di un impianto di tipo domestico, perché in un'industria un impianto viene gestito e controllato da professionisti - quindi le normative prevedono che ci sia una persona capace ed esperta come responsabile di impianto, questo vale per qualsiasi impianto di tipo industriale - mentre a livello domestico il processo autorizzativo/di certificazione è molto più lungo e complesso, perché quando si vende un impianto di tipo domestico si vende un impianto a persone non esperte, che pertanto non sono assolutamente tenute a conoscere tutta una serie di istruzioni tecniche eccetera, ecco il motivo.

Molto chiaro. Tra l'altro abbiamo letto in un'intervista che lei ha rilasciato recentemente a una rivista svedese - un'intervista in chat [prima parte e seconda parte, ndr] - che lei è disponibile anche a collaborare con la Svezia, con imprenditori svedesi eventualmente.

Si

Ecco, ci chiedevamo come mai non in Italia. Perché non a Bologna magari, la città dove avete peraltro presentato la vostra invenzione.

Si guardi - tra l'altro con l'Università di Bologna abbiamo anche fatto un contratto di ricerca e sviluppo - in Italia noi non abbiamo assolutamente nessuna preclusione di nessun genere - io sono italiano tra l'altro - però è evidente che io devo andare dove c'è dell'interesse specifico.

Ecco, proprio a questo proposito, vista la natura oggettivamente rivoluzionaria del prototipo che avete presentato, ci venivano in mente due cose. Da un lato se ne parla molto poco nonostante lo abbiate presentato pubblicamente, cioè se ne parla abbastanza - un po' on line - ma non più di tanto, in termini giornalistici diciamo che il dibattito attualmente è relegato a un ambito piuttosto specialistico...

Vero.

...lei che idea s'è fatto di questo? Non le credono? Pensano che lei - metto fra virgolette la parola - sia un "ciarlatano"? È questa la ragione per cui se ne parla così poco?

No, non credo. L'opinione che mi sono fatto io è che questa è una tecnologia estremamente nuova e quindi una volta fatta una presentazione di tipo strettamente sperimentale in ambito universitario, quando ci si trova di fronte a una tecnologia che è estremamente innovativa, è necessaria una applicazione industriale prima che effettivamente possano nascere interessi di tipo specifico a livello più diffuso. Quindi ecco perché noi adesso siamo esclusivamente focalizzati sulla realizzazione del nostro primo impianto industriale.

Lei ha detto praticamente che la strada vostra è quella dell'impianto perché si può avere un controllo maggiore. I rischi legati alla vostra tecnologia? L'attualità ci parla dei rischi dovuti alle centrali [nucleari a fissione, ndr] classiche, dal Giappone arrivano notizie allarmanti, idem in Germania (la Merkel ha detto "stop" a due impianti)... insomma, oltre all'uscita dal petrolio si inizia a parlare anche di uscita dal nucleare "vecchio stile". La sua tecnologia che problemi potrebbe presentare?

La cosa fondamentale è che noi non utilizziamo materiali radioattivi e non abbiamo come risultato della nostra operazione residui radioattivi in uscita dal reattore. Non ci sono emissioni di nessun genere e quindi da un punto di vista ambientale questa tecnologia non crea assolutamente problemi.

Ingegnere, lei si sente un po' il Marconi del XXI secolo in questo momento?

No, guardi, in questo momento io mi sento solo uno che sta lavorando come un matto - 16 ore al giorno - per arrivare in tempo alla consegna a ottobre dell'impianto ad Atene e questa è l'unica cosa che io mi sento. Per me conta solo ed esclusivamente il risultato del lavoro, il resto sono solo...

Quali possono essere in uno sviluppo futuro - che lei vede magari tra diversi anni con lo sviluppo di queste tecnologie - i cambiamenti epocali nella produzione dell'energia?

È una domanda a cui è molto difficile rispondere, perché se il nostro impianto a ottobre funziona bene le possibilità di espansione sono di tipo esponenziale. È chiaro che se stiamo lavorando con l'impegno - allo spasimo - con cui ci stiamo lavorando è perché ci rendiamo conto che è qualcosa che potrebbe anche essere molto utile.

giovedì 24 marzo 2011

Scienza descrittiva
versus scienza concettualizzatrice

15 : commenti
Giuliano Preparata, in primo piano, con il suo amico e collega Emilio del Giudice.
Di consuetudine inserisco nel blog brani che ritengo utile segnalare a tutti. La prefazione che segue, scritta da Emilio del Giudice, apre l'ultimo libro di Giuliano Preparata (1942-2000), uscito postumo nel 2001 per i tipi di Bibliopolis: ARCHITETTURA DELL'UNIVERSO - lezioni popolari di fine secolo su ciò che la scienza è riuscita a capire sulla struttura dell'Universo. Libro che richiede un minimo di cultura scientifica di base e che dedico a chi sa che per scoprire qualcosa di nuovo è necessario mettere continuamente in discussione ciò che si sa già. Ma lo dedico ancora di più a chi finge di non saperlo.

  
PREFAZIONE

Questo libro è la raccolta di sei lezioni tenute dal fisico teorico italiano Giuliano Preparata nell'inverno 1999-2000, qualche mese prima della sua morte, ad un gruppo di ascoltatori, i cui interessi culturali erano di tipo generale, con una preferenza per l'indirizzo psicologico umanistico. Come Giuliano scrive nella premessa, queste lezioni esprimono una attitudine culturale simile a quella che animò i fondatori della scienza moderna nel Rinascimento, da Nicola di Cusa a Giordano Bruno a Johannes Kepler a Galileo Galilei: coinvolgere nel processo di conoscenza scientifica il pubblico delle persone colte, i cittadini della Repubblica delle lettere.

Questo tentativo di allargare il dibattito scientifico al pubblico colto ha caratterizzato i sostenitori di ogni nuova visione generale! Nell'epoca moderna Charles Darwin, Sigmund Freud e Karl Marx, anch'essi autori nei loro rispettivi campi — lo studio dell'evoluzione delle specie, la psicodinamica del profondo, l'economia politica — di tentativi di costruzione di nuove visioni scientifiche, non si rivolsero principalmente agli «esperti», per lo più scettici verso le nuove proposte, ma si rivolsero agli esterni, non vincolati dagli «idola tribus», fecero «l'appello al popolo».

Come già accadde a Giordano Bruno e a Galileo Galilei, proprio l'aver lanciato questo appello al popolo è diventato spesso per lo scienziato rivoluzionario un capo di imputazione aggiuntivo nel processo che la società degli esperti, la «comunità scientifica», si è affrettata a intentargli. Come si permette costui — tuonano gli «esperti» — di aggirare il filtro che noi frapponiamo tra la scienza e il popolo, a cui egli chiede di ragionare e argomentare e non di credere, stupito e attonito?

Il desiderio di conoscere la natura è una delle spinte spontanee fondamentali dell'animo umano; è altrettanto fondamentale che il desiderio di amare o il desiderio di commuoversi attraverso l'arte. È la continuazione in età adulta della curiosità instancabile del bambino, non ancora reso ottuso dalla soppressione o dalla corruzione dei suoi istinti fondamentali ad opera della società contemporanea. Scoprire il segreto della formazione di un cristallo, della condensazione di una goccia di liquido, dello sviluppo di una pianta dal suo seme produce nell'essere umano emotivamente non bloccato una gioia paragonabile ad un amore corrisposto. L'essere umano scopre allora che la sua mente, ben sorretta dalla sua psiche e dal suo corpo, si muove all'unisono con il movimento della natura, può addirittura precederla, come accade quando un fenomeno naturale viene previsto prima del suo accadimento concreto.

Questa esperienza gioiosa dell'incontro risonante con il movimento della natura è però oggi una esperienza molto rara. La scienza si trova oggi in condizione diversa dall'arte e dalla musica. È vero infatti che pochi esseri umani possono comporre come Mozart, ma è anche vero che molti possono intendere la sua musica e commuoversi. Anche la scienza del passato è stata talvolta capace di parlare alla persona colta media, almeno in certi periodi. Mentre l'astronomo tolemaico poteva spiegare la sua visione del cielo solo a pochi interlocutori, ben ferrati in matematica, Galileo poteva portare i concetti della nuova fisica alla comprensione delle persone colte del suo tempo e, un secolo dopo, l'abate di Fontenelle poteva scrivere «le newtonisme pour dames».

Oggi invece lo scienziato non può più dialogare con la società colta; può soltanto presentare in forma autoritaria le sue conclusioni senza l'argomentazione che le ha prodotte, prendere o lasciare. La realtà naturale è rappresentata come troppo difficile da comprendere da un laico in modo diretto; occorre la mediazione obbligatoria del chierico, dell'esperto che può solo dettare conclusioni, che possono essere al più illustrate con metafore, ma non spiegate con un ragionamento esplicito, sostenuto da sensate esperienze, che l'essere umano razionale possa valutare. Perciò la «comunità scientifica» assume l'aspetto fenomenico di una chiesa che si rivolge ai fedeli, ovvero di un produttore che si rivolge ai consumatori, ai quali deve fornire un «Know how», ma mai un «Know why».

In effetti, nel ventesimo secolo la scienza è diventata un elemento sempre più integrato nella società economica, ma questo non ha significato che la razionalità scientifica abbia preso la direzione dei processi economici. Al contrario; l'investimento massiccio di capitali in particolari settori segnalati dall'iniziativa scientifica (il nucleare, la farmacologia, le biotecnologie, l'informatica) ha creato una poderosa rete di interessi che vincola le ulteriori scelte scientifiche a procedere non verso la scoperta di ulteriore verità, ma verso la tutela del capitale già investito e la ricerca di un profitto sempre più grande. I computer sono certamente un grande ausilio per la ricerca, ma l'acquisto da parte degli istituti di ricerca di costose attrezzature di calcolo da luogo alla nascita di un ceto di tecnocrati, il cui «vested interest» spinge i ricercatori a modificare il proprio stile di lavoro e a vedere se stessi come gli infaticabili fornitori di cibo per gli insaziabili computer, che vanno sfruttati a tempo pieno se si vuole ammortizzare il costo di questa struttura. Perciò lo scienziato è spinto sempre più a «calcolare» e sempre meno a concettualizzare, cosa che implicherebbe un taglio drastico della richiesta di calcolo.

Giuliano vide acutamente questo aspetto della scienza moderna e pubblicò sul Nuovo Saggiatore (organo della Società Italiana di Fisica) un brillante articolo: «Se Simplicio avesse avuto un Cray» (II Nuovo Saggiatore, 10 (1994), n. 1, pag. 59) in cui immaginava come sarebbe cambiato il dialogo tra l'innovatore Salviati e il tolemaico tradizionale Simplicio nella famosa opera di Galileo se al soccombente Simplicio fosse stato dato un supercomputer. Giuliano allora prevedeva che tutti i complessi calcoli richiesti dalla teoria tole­maica degli epicicli per descrivere le orbite dei pianeti sarebbero stati compiuti in un tempo brevissimo e Simplicio avrebbe potuto contrapporre «in tempo reale» alle eleganti concettualizzazioni di Salviati-Galileo impressionanti tabelle di numeri e avrebbe potuto dire che non aveva bisogno di una nuova teoria, poiché padroneggiava i moti dei pianeti così bene da poter dare la loro posizione in ogni istante. Continuando nell'ipotesi di Giuliano noi potremmo suggerire allo stregone scherzoso che aveva regalato a Simplicio il supercomputer Cray di dare all'umanità di allora anche un missile e un satellite da lanciare nello spazio extraterrestre. Allora Simplicio non avrebbe potuto rispondere alla richiesta di prevedere l'orbita assunta dal satellite in conseguenza di una data velocità iniziale del missile. Il poveretto avrebbe soltanto potuto offrirsi di osservare l'orbita assunta dal satellite, una volta raggiunte condizioni stazionarie, e di estrapolarla all'infinito; avrebbe potuto solo inseguire il fenomeno, ma non progettarlo, come possono fare, grazie alla scienza galileiana fondata su una più elevata concettualizzazione, i moderni ingegneri spaziali.

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