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mercoledì 23 agosto 2017

Ischia: il terremoto e l'abusivismo dei polli.

45 : commenti
Post di Franco Sarbia

Si dice: «a Ischia 28.000 richieste di condono, una ogni due abitanti». Ma questa è la media dei polli! C'è chi si abbuffa, mentre l'affamato va a raccogliere nei cassonetti dei rifiuti le ossa da ripulire. Le seconde case non sono degli Ischitani. Quante di queste di proprietà dei notabili provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo sono in tutto o in parte abusive? Negli anni scorsi chi aveva tanti soldi s'è dato da fare a costruire o acquistare per pochi Euro interi edifici "da reddito", abusivi o no, per poi chiedere il condono. Scommettiamo che i redditieri sono titolari di più di metà delle richieste di condono? Certo anche la povera gente deve aver provato a costruirsi la camera in più per arrotondare il salario nei mesi estivi, magari ha pure edificato al risparmio la superfetazione di un piano su un edificio storico per alloggiare la figlia che mette su famiglia. E la struttura inadeguata non ha retto le scosse pur lievi. Questa gente ha seguito il cattivo esempio dei grandi proprietari di case, locali commerciali e alberghi e nel 2010 è scesa in piazza per difendere i loro interessi prevalenti, oltre i propri miseri. Però non diciamo che si tratta di abusivi di necessità, per favore. Se gli amministratori hanno chiuso tutt'e due gli occhi e lasciato costruire ovunque non è stato per difendere gli interessi della povera gente che ha trovato spianata la strada dell'abusivismo - perché «'cca nisciuno è fesso» - ma per favorire quelli, ben ricompensati, degli speculatori. E allora chi ha permesso che lo scempio avvenisse, e lo ha incoraggiato, sta ben più in alto dei sindaci dei comuni di Ischia.

Franco Sarbia

lunedì 10 luglio 2017

Ricomincio da tre...

9 : commenti
Cari amici di 22 passi,

avrete sicuramente notato che il tempo che dedico al blog è andato progressivamente diminuendo, ma presto sarà anche peggio. A 52 anni appena compiuti, sto infatti per iscrivermi nuovamente all'università, con l'obiettivo di avere entro 3 anni la mia terza laurea.

E lo faccio insieme ad alcuni colleghi di lavoro, in modo da poterci spronare, motivare ed aiutarci a vicenda. Diciamo che, già ben oltre il "mezzo del cammin", abbiamo in progetto un reset a livello lavorativo e questa laurea (e forse anche un successivo Master) ne sono la base. Ovviamente il fatto di lavorare a tempo pieno ci ha portato ad esplorare l'offerta formativa delle università telematiche e alla fine abbiamo optato per Uninettuno. Nel mio caso, la Laurea Magistrale scelta è questa:



In virtù delle lauree pregresse, mi iscriverò direttamente alla magistrale con un debito formativo di 72 CFU che assolverò sostenendo 8 esami della triennale in Psicologia (Psicologia Cognitiva, Psicologia della personalità, Psicobiologia del comportamento umano, Psicometria e analisi dei dati, Teoria e strumenti di valutazione psico-sociale, Psicologia dello sviluppo, Psicologia di comunità, Psicologia dinamica). 

Ho soppesato tutti i pro e contro: non sarà una passeggiata, ma so che ce la posso fare e ce la metterò tutta.

Un abbraccio a tutti.

lunedì 3 luglio 2017

Fisica del 4° livello

86 : commenti
Post di Camillo Urbani

Durante il congresso tenutosi il 30 giugno 2017 a Roma, vista l'enorme mole di trasmutazioni della materia presentate, certificate e ripetibili, mi sono fatto le seguenti considerazioni. Provo a esporle di seguito, mi rendo conto che abbisognano di menti molto aperte.

La Fisica in evoluzione

L'uomo è da sempre interessato a capire come è fatto l'universo, in parte spinto dalla necessità, in parte per acquisire vantaggi dalla conoscenza, in parte per pura curiosità.
La conoscenza viene rivelata attraverso livelli successivi, ognuno comprendente il precedente.
Possiamo vedere la cosa come strati i una cipolla, oppure come l'avanzamento della comprensione di una funzione matematica scomponibile in termini successivi.
Detta F(t) la funzione “conoscenza della fisica” nella variabile t = tempo, possiamo pensarla come scomponibile in termini di approssimazione successiva.
F(x)= f1+f2+f3+f4....
f1 rappresenta il primo termine che corrisponde alla conoscenza della fisica Newtoniana
f2 rappresenta il passo successivo dato dalla relatività ristretta e generale
f3 rappresenta la meccanica ondulatoria e la meccanica quantistica, che è l'attuale frontiera
f4 rappresenta, in base alla mia esperienza, il livello in cui si amplia il concetto che compare sporadicamente già al 3° livello, in quantistica, l'osservato e l'osservatore sono un tutt'uno, con il corollario che lo stato mentale, emozionale... dell'osservatore influenza ciò che osserva. Nel quarto livello questo concetto viene ampliato di molto.

Fisica del quarto termine: detta anche fisica dell'attenzione o del “mentalismo”.
Sotto la spinta evolutiva incessante la materia finisce con il produrre strutture organiche con capacità crescenti di consapevolezza, attenzione, analisi, volontà, creatività.
Col termine “CONSAPEVOLEZZA” riassumiamo tutte le suddette proprietà e molte altre.
Da una semplice analisi storica si costata come tutto l'universo tenda a creare, ampliare e conservare la “CONSAPEVOLEZZA”.
In tutta questo sviluppo interviene un fattore fondamentale detto “energia”, l'energia se vista nei primi tre livelli ha un aspetto meccanicistico ben definito essa è uguale ad una forza per uno spostamento lungo la direzione della forza.
Al quarto livello le cose cambiano l'energia va vista in una nuova visione, sembra che una definizione di prima approssimazione possa essere questa:
L'energia corrisponde ad un accumulo di attenzione.
Preciso che nel quarto livello è la cosapevolezza che assume il punto di riferimento, in questo livello non si parla più di forza essa viene sostituita dall'attenzione.
L'energia viene vista come attenzione moltiplicata per tempo (implica volontà, determinazione, costanza)

Per comprendere un po' questo livello della fisica, occorre rendersi conto che la realtà che, se vista dai tre precedenti livelli di fisica, appariva solida e stabile, quando si passa al quarto livello la realtà è un'immagine su di uno schermo tridimensionale, cioè un ologramma. Semplificando immaginiamo la realtà come immagini su di un monitor gestite da un computer.
Se noi operiamo sul monitor, per quanto ci sforziamo non riusciremmo mai a cambiare la realtà proposta dal monitor, ma se dopo aver sviluppato un sufficiente grado di consapevolezza riusciamo a capire che dietro alle immagini c'è un programma che le gestisce, allora cominciamo a renderci consapevoli che se riuscissimo ad entrare nel computer e modificare il programma le immagini cambierebbero in modo incredibilmente più semplice di quanto lo lasciavano supporre le conoscenze raggiunte nei primi tre livelli (fisica newtoniana, relativistica, quantistica).
Ora la mia esperienza pratica mi ha portato a questo livello già all'età di 27 anni ancora fresco di laurea in Fisica.
Le verifiche che ho fatto le racconto qui:

Una volta accettata l'esistenza del 4° livello della Fisica occorre comprendere come utilizzare pragmaticamente questa nuova informazione.
In questo processo si arriva a conoscere strane strade alternative quali lo sciamanesimo, si riscopre la vecchia cara “alchimia”, quest'ultima grande scienza fu gettata dalla finestra dall'illuminismo e dalla “santa inquisizione”, ora rientra dalla porta, ma sotto una nuova visione.

A questo punto la visione alchemica è collocata nel livello che le spetta. L'alchimia è una scienza profonda, ma poco utile in quanto non ripetibile dai più, entrare in questa conoscenza prima di aver sviluppato un saggio equilibrio e una retto comportamento è deleterio per l'individuo, questi potrebbe fare il passo più lungo della gamba, non maturando le necessarie riflessioni e non comprendendo che la realtà dei primi tre livelli è una necessità evolutiva che genera consapevolezze creative che evolvono principalmente sfruttando l'interscambio culturale.
È la comunicazione ben accordata tra emittente e ricevente che accelera l'acquisizione di nuovi concetti, nuovi schemi di pensiero, l'individuo NON è costretto a fare tutte le esperienze, ma può avanzare a piccoli passi usufruendo e accettando l'esperienza altrui. C'è in sostanza una crescita di gruppo, che nel caso dell'umanità si estende a tutto il mondo, in attesa di estendersi a tanti mondi, a tanti universi.

La comunicazione per essere efficace deve essere accordata, i simbolismi di base devono essere un patrimonio in comune. Questo implica la necessità di un universo percepito in modo stabile, con punti fermi quasi immutabili, ciò vien fatto agganciando la struttura dei corpi fisici alla memoria dei genitori e degli avi in genere. Il DNA è una specie di “hard disk” che permette di dare a tutti una stessa base percettiva, ma nello stesso tempo introduce piccole variazioni individuali per favorire anche l'aspetto creativo, immagazzinando quindi i nuovi cambiamenti in un continuo miglioramento del DNA. La creatività implica la necessità di avere sviluppato una percezione simile, ma non uguale.
Risulta poi evidente che la percezione sensoriale viene organizzata attraverso l'educazione che si riceve nella prima parte della vita, essa introduce un nuovo parametro nel gioco evolutivo.
Il linguaggio diventa il miglior metodo di comunicazione, esso evolve verso la precisione, aumentando i vocaboli man mano che si entra in una analisi più fine della realtà.

Potrebbe essere arrivato il tempo in cui una grossa fetta dell'umanità possa comprendere il 4° livello della fisica senza che la sua evoluzione ne sia frenata; siamo in un'epoca in cui molto di ciò che prima era nascosto nel linguaggio alchemico, possa essere tranquillamente rivelato. La grande massa di informazioni presenti in Internet fa sì che l'individuo venga bombardato da mille informazioni in cui c'è tutto e il contrario di tutto. Pertanto alla fin fine spetterà a lui stesso la scelta di abbracciare una teoria piuttosto che un'altra, in altre parole è libero, quindi può evolvere.
Viene così scavalcato il pericolo che assillava gli antichi alchimisti, “non dare le perle ai porci”, cioè “non dare la bomba atomica in mano ai bambini!

sabato 3 giugno 2017

12th International Workshop on Anomalies in Hydrogen Loaded Metals

57 : commenti
Passano mode e stagioni, ma il tema della fusione fredda resta sempre caldo.

Si svolgerà in Italia, ad Asti, dal 5 al 9 giugno 2017, il "12th International Workshop on Anomalies in Hydrogen Loaded Metals", consueto appuntamento scientifico organizzato dal ISCMNS.

Sono previsti oltre 75 partecipanti, tra cui Peter Hagelstein (MIT), Michael McKubre (SRI International) e i nostri Francesco Celani (INFN), Vittorio Violante (ENEA), Ubaldo Mastromatteo (STMicroelectronics)...

Vi anticipo alcune relazioni orali che si terranno nel corso del simposio "fusionista":
  1. Yuri Bazhutov (Russia) Erzion Interpretation of Rossi "Lugano" Experiments with "Hot E-cat" Cell & Our Plasma Electrolysis Experimental Results.
  2. David French Patents in the Land of LENR.
  3. George Egely Forgotten effects and inventions of LENR.
  4. I. Goriachev “Road Map" for Developing Engineering Applications of LENR Technologies.
  5. Jacques Ruer (France) Re-analysis of an Explosion.
  6. Takehiko Itoh Recent Progress on Transmutation Experiments induced by D2 gas permeation.
  7. Akira Kitamura (Division of Environmental Energy Science; Kobe, Japan) Effect of Supporter Material on Heat Evolution from Ni-based Nano-Composite Samples under Exposure to Hydrogen Isotope Gas.
  8. Jaques Dufour (France) An Improved Differential Calorimeter to study the Synthesis of an Iron Pico-Hydride. Characterization of the Iron Pico-Hydride.
  9. Kirill Alabin (A.M. Prokhorov General Physics Institute; Moscow, Russia) Isotopic and Elemental Composition of Substance in Nickel-Hydrogen Heat Generators.
  10. Kiril Alabin (A.M. Prokhorov General Physics Institute; Moscow, Russia) Verification of the results of G. L. Wendt and C. E. Irion experiment on electric explosion of tungsten.
  11. Anatoly Klimov (Institute of High Temperature RAS; Moscow, Russia) Interaction of Erosive Metal Clusters with Hydrogen Atoms in Heterogeneous Plasmoid.
  12. Vladimir Dubinko Peculiarities of hydrogen interaction with Ni powders and melt spun Nd90Fe10 alloy.
  13. Vladimir Dubinko Chemical and nuclear catalysis mediated by the energy localization in crystals and quasicrystals.
  14. Yashuiro Iwamura Anomalous Excess Heat Generation by the Interaction between Nano-structured Pd/Ni surface and D2/H2 gas.
  15. Yashuiro Iwamura Anomalous Heat Generation Experiments Using Metal Nanocomposites and Hydrogen Isotope Gas.
  16. A. Gerasimova Demonstration of Large Excess Heat in Ecological Plasma Electrolysis.
  17. Mykhaylo Vysotskii (Kiev National Shevchenko Univ., Radiophysical Dept.; Kiev, Ukraine) The reasons and mechanism of giant LENR optimization at pulse formation of coherent correlated states of interacting particles.
  18. Mykhaylo Vysotskii (Kiev National Shevchenko Univ., Radiophysical Dept.; Kiev, Ukraine) Transmutation of heavy stable and radioactive isotopes in growing biological systems.
  19. Mykhaylo Vysotskii (Kiev National Shevchenko Univ., Radiophysical Dept.; Kiev, Ukraine) “Generation of undamped high frequency temperature waves and nuclear transmutation of isotopes under the action to target of shock waves generated at cavitation of water jet”
  20. Francesco Celani (INFN – LNF; Frascati, Italy) Observation of Zener-like behavior in air, of Constantan sub-micrometric wires after D2-Xe loading-deloading and related AHE.
  21. David Nagel (The George Washington University; Washington DC, USA) Simulations & Measurements of the Thermal Behaviour of an Electrochemical Cell.
  22. David Nagel (The George Washington University; Washington DC, USA) Theory Panel Discussion.
  23. William Collis (ISCMNS; Asti, Italy) “Can we avoid penetrating radiation?”
  24. Michael McKubre LENR - What we must do to complete Martin Fleischmann’s undertaking.
  25. J-François Geneste (Airbus Group; Blagnac Cedex, France) A LENR view after SSICCF20 and ICCF20.
  26. J-François Geneste (Airbus Group; Blagnac Cedex, France) News about symmetries in physics.
  27. Jean-Luc Paillet (France) Deepening Questions about Electron Deep Orbits of the Hydrogen Atom.
  28. Philippe Hatt Cold Nuclear Transmutation Study of Various Atomic Nuclei Structures.
  29. Philippe Hatt Structure of the Neutron and Proton.
  30. Akito Takahashi (Osaka University; Osaka, Japan) Model Mechanism for AHE by Nano-Metal and H(D)-Gas
  31. Tuomo Toimela On the Heat Transfer in LENR Experiments.
  32. Dan Szumski Design and Initial Testing of the Least Action Nuclear Process [LANP]. Computer Model of the Cold Fusion Process.
  33. Dimiter Alexandrov Synthesis of helium as result of interaction of deuterium with palladium.
  34. Alexei Rusetski X-ray, neutron, and charged particle emission by X-ray irradiation of deuterated structures.
  35. Bob Greenyer (Martin Fleischmann Memorial Project) Can the use of rare isotopes help establish a working LENR theory?
Se pensavate che la fusione fredda si fosse congelata nel lontano 1989, rinfrescatevi la memoria con la presentazione che Vittorio Violante fece al Parlamento Europeo esattamente 4 anni fa, il 3 giugno 2013:

    CHI FECE DAVVERO NASCERE LA REPUBBLICA

    2 : commenti

     
     
    Ogni anno, anche quest’anno, il 2 giugno, com’è giusto che sia, si celebra la festa della Repubblica con parate militari e civili. Oggi, come sempre, la parata è stata trasmessa in tv ed è stato un bel momento. I giornali si occupano di altro. Ma non si ricordano mai i protagonisti grazie ai quali oggi l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.
    Alla vigilia del 2 giugno 1946, quando si svolse il referendum per decidere tra monarchia e repubblica, nulla era scontato. Le forze reazionarie e conservatrici fecero blocco attorno alla monarchia soprattutto nelle città del Mezzogiorno. Alla vigilia del voto a Palermo, nella grande piazza dove c’era il palazzo reale, oggi sede del parlamento regionale, il Re di maggio, Umberto II, si affacciò da un grande balcone insieme a generali, aristocratici e vecchi parlamentari per annunciare al popolo che la monarchia avrebbe vinto. Anche il cardinale benedisse la folla e nei quartieri popolari si distribuì pasta e pane. Eppure la Repubblica vinse, grazie ad un eccezionale lavoro politico ed organizzativo delle forze democratiche repubblicane.
    Ecco perché bisogna ricordare Pietro Nenni e il PSI ancora unito, che fu anche il primo partito della sinistra. E bisogna ricordare Palmiro Togliatti e il PCI: grazie alla “svolta di Salerno” e la costituzione di governi unitari fu possibile, in una situazione confusa e difficile, assicurare lo sbocco politico con l’elezione referendaria e la nascita della Costituente. I due partiti – PSI e PCI uniti nel patto di unità d’azione erano presenti e attivi in tutti i Comuni, piccoli e grandi, dove c’erano un campanile ed un prete e, spesso, un maresciallo dei carabinieri che organizzavano il popolo per sostenere la monarchia. Bisogna anche ricordare Ferruccio Parri e il Partito d’Azione, Randolfo Pacciardi e il piccolo Partito Repubblicano, il partito Democrazia del Lavoro di Bonomi, Ruini e Molè e un pezzo, ma solo un pezzo, della DC di Alcide De Gasperi.
    Ho colto questa occasione nel ricordare fatti e persone e protagonisti della Repubblica anche perché la pubblicistica politica e alcuni storici dànno solo alla DC e a De Gasperi (il quale presiedette i governi anche dopo la nascita della Repubblica fatta da altri) la rinascita dell’Italia. Eh, no, cari signori, i partiti repubblicani, la sinistra e i loro dirigenti, prima e dopo la nascita della Repubblica, sono stati i grandi protagonisti della rinascita italiana. È bene ricordarlo, proprio oggi, nel giorno della Festa.

    2 giugno 2017

    venerdì 26 maggio 2017

    Dieci centesimi di burocrazia...

    6 : commenti
    Post di Daniele Passerini

    Ahinoi, la nota che segue è autentica. 

    Dieci centesimi di euro sono probabilmente costati al popolo italiano, tra ore di lavoro del sottoscritto e del Ministero referente, almeno un migliaio di euro. E già questo è kafkiano. Ma ancora più avvilente è che sia in gioco un finanziamento indispensabile a permettere ai nostri uffici di dare gambe e contenuti a una pubblicizzatissima misura nazionale, avviata dal Governo come si potrebbe varare una nave con parti di scafo ancora incompiute sotto la linea d'immersione! A distanza di 5 mesi dalla presentazione, il nostro progetto è ancora in commissione a causa di ben 4 richieste di integrazione documentale... sulla cui "vitale importanza" giudicherà il lettore.

    Mal comune mezzo gaudio. Oggi, la collega di un altro Ente capofila, che il 23 dicembre scorso inviò il progetto al Ministero contemporaneamente a me, mi ha spiegato che il loro progetto - non avendo ricevuto richieste d'integrazione - è stato approvato "soltanto" 80 giorni dopo, il 12 marzo... poi sono trascorsi altri 38 giorni (20 aprile) prima che il Ministero inviasse un centinaio di pagine di convenzione dove inserire i dati del Sindaco firmatario. Il 24 aprile la collega ha rinviato al mittente (si parla sempre di pec, non di raccomandate) la convenzione completa e, adesso, sta ancora aspettando (nel frattempo son passati altri 30 giorni!) di sapere dal Ministero quando si potrà firmare la convenzione e avere certezza del finanziamento. E son volati via 5 mesi...

    Nel caso del mio Comune, spero che il tempo perso per le "gravi problematiche" segnalateci 4 volte dal Ministero, possa almeno essere recuperato nella fase di convenzionamento. In realtà, ho la precisa e spiacevole sensazione che il Governo abbia lanciato questa misura (a voi indovinare quale), senza essersi reso conto di non avere strutture e personale sufficienti alla gestione, né a livello centrale (Roma), né a livello locale.

    Per cogliere tutti i passaggi, serve molta attenzione e... il finale è a sorpresa!

    ***

    Xxxxx, 23 maggio 2017
    Prot. assegnato via pec

                                                                     MINISTERO XXX XXXXXX

                                                                     X XXXXX XXXXXXXXX XXXXXXX
                                                                     Direzione Generale
                                                                     xxx x’xxxxxxxxxx x xx xxxxxxxxx xxxxxxx

                                                                     xxxxxxxxxxxx.xxxx@pec.xxxxxx.gov.it



    OGGETTO: Avviso pubblico x. x/xxxx XXX Xxxxxxxxxx
                           – XXX_xx – riscontro Vs. pec del 22/05/2017



    Gentile Segreteria XXX Xxxxxxxxxx,

    ieri ci avete segnalato via pec la presenza
    di “un'incongruenza tra l'importo […] indicato nella Scheda 1 […] Euro 423.519,70 e l'importo totale ricavato dalla somma delle tre Schede 2 […] Euro 423.519,90” e che “i due totali devono corrispondere, anche in termini di centesimi ed essere identici alla cifra da Voi richiesta nel Modello A (Euro 423.519,90)”.
    Prima di risponderVi, ci si consenta, per completezza documentale, un doveroso riepilogo delle integrazioni relative alla nostra domanda di ammissione all'Avviso x/xxxx (inviata via pec il 23/12/2016).

    1. Il 24/02/2017 ci avete comunicato che il Modello A indicava “un importo che non corrisponde [Euro 423.520,00], seppur di pochi centesimi, al totale degli importi indicati” nelle 3 Schede 2 [Euro 423.519,90]”.
    En passant, l'incongruenza di 0,10€ da Voi rilevata era dovuta all'impossibilità di ottenere – utilizzando, come unità di calcolo, ore e giorni interi e costi orari al centesimo – una somma esattamente pari “al centesimo” a quella concessa: 423.519,90€ era la spesa complessiva ottenibile più vicina agli 423.520,00€ concessi.
    Il giorno stesso Vi abbiamo inviato via pec un nuovo Modello A in cui correggevamo in 423.519,90€ l'importo totale precedentemente richiesto, in modo che, sottratti 0,10€, corrispondesse perfettamente a quello indicato nella Scheda 1 e alla somma degli importi totali delle tre Schede 2.

    2. Il 06/04/2017 ci avete fatto presente “la necessità di maggiori chiarimenti in merito all'Azione C.2.a alla quale è destinata una consistente voce di budget, pari a Euro 56.953,50 per la creazione di partnership, non sufficientemente descritta né motivata”, chiedendoci di “fornire chiarimenti e valutare la corretta attribuzione delle risorse alla voce C.2 […] destinate alla contrattualizzazione di una figura con compiti propri di coordinamento e rafforzamento dei servizi”.
    En passant, il Modello A descriveva i compiti di tale figura al punto 3 “Progettazione interventi”, dove – nello spazio di “2000 caratteri, spazi inclusi” – andavano indicati tutti gli interventi da finanziare con l'Avviso x/xxxx. Comprensibilmente, l'esiguo spazio consentito non permise descrizioni dettagliate in fase di redazione e presentazione del progetto; ciò non ci aveva preoccupato, poiché confidavamo che il membro della Regione Xxxxxx, presente in Commissione, Vi avrebbe agevolmente illustrato l'ultra-decennale esperienza nella nostra Regione della figura del “Xxxxxxxxx Xxxxxxx”, sulla quale avevamo modellato l'Azione C.2.a.
    Il 14/04/2017, preso atto – dopo una telefonata con un Vostro funzionario – che avevamo confidato male, Vi abbiamo inviato una “rimodulazione della proposta di intervento con rafforzamento dell'Azione A [introducendo la figura di un educatore professionale] e l'eliminazione dell'Azione C”, pur garantendo la realizzazione dell'Azione C al di fuori del XXX Xxxxxxxxxx con risorse proprie dei Comuni. Ciò ha comportato la presentazione di:
    • un nuovo Modello B;
    • una nuova Scheda 1(*);
    • tre nuove Schede 2.
    3. Il 26/04/2017 abbiamo trovato in segreteria telefonica un messaggio della Dott.ssa Xxxxxxxx Xxxxxxxx che chiedeva la correzione di un refuso trovato nella Scheda 1(*).
    Dopo avere parlato al telefono con la Dott.ssa Xxxxxxxx, il giorno stesso Vi abbiamo inviato via pec un'ulteriore Scheda 1(**) dove veniva corretto in 63.340,20€ (+0,20€) l'importo errato precedentemente inserito (63.320,00€).

    4. Veniamo infine alla vostra ultima richiesta di integrazione. Stamattina, un controllo al telefono con la Dott.ssa Xxxxxxxx ha permesso di appurare che la Vostra segnalazione di incongruenza di ieri NON riguarda la corretta Scheda 1(**) inviata il 26/04/2016, bensì l'errata Scheda 1(*) inviata il 06/04/2017.

    In conclusione, con la presente si dà atto che la richiesta d'integrazione del 22/04/2017 decade, in quanto la Scheda 1(**) con il “costo totale dell'azione” pari a 423.519,90€ (vd. cella H13) è già ai Vostri atti.

    Si riallega la nostra pec del 26/04/2017.

    Cordiali saluti.
    PER L'UFFICIO XX XXXXX X.X.X
    Dr. Xxxxxxx Xxxxxxxxx

    VISTO
    IL RESPONSABILE DELL'UFFICIO
    Dr.ssa Xxxxxx Xxxxx

    giovedì 25 maggio 2017

    Torino non vuole uno zoo

    10 : commenti


    Post di Rosalba Nattero


    COMUNICATO STAMPA

    NO A UN NUOVO ZOO A TORINO

    Le associazioni animaliste e ambientaliste ENPA, LAC, LAV, LEAL, LEGAMBIENTE, LIDA, OIPA, PRO NATURA TORINO, SOS GAIA hanno organizzato per sabato 27 maggio una Manifestazione Nazionale per protestare contro la riapertura dello zoo di Torino.

    30 anni fa chiudeva lo zoo di Torino dopo le migliaia di proteste dei cittadini che assistevano allo spettacolo indegno e quotidiano di animali in gabbia, stressati e depressi, proprio nel cuore della città e quindi in mezzo al traffico cittadino.
    Ora, trent’anni dopo, se il progetto andrà avanti, la città farà un salto involutivo di decenni perdendo quella caratteristica di città sensibile agli animali che aveva acquisito in questi ultimi anni.

    Il piano del Comune prevede la svendita del parco a Zoom per un periodo di ben trent’anni (rinnovabili poi per ulteriori venti).
    Il sito prescelto è ancora quello del Parco Michelotti, un’area di grande pregio naturalistico situata sulle sponde del Po nel pieno centro della città, che da trent’anni attende di essere riaperta ai cittadini, e che rischia invece di essere privatizzata. Il parco è affiancato da un corso cittadino a grande scorrimento il cui traffico aumenterebbe notevolmente con gravi disagi per i residenti. Le strutture del nuovo zoo, sottrarrebbero per sempre un bene pubblico ai cittadini.

    Le amministrazioni comunali sono cambiate, ma la situazione non muta: l’amministrazione attuale, nonostante nel suo programma si mostri sensibile al benessere degli animali, su questo caso sembra rappresentrare una continuità con quella precedente, non facendo nulla per evitare un nuovo lager per gli animali.

    Osserviamo con rammarico come la nuova amministrazione comunale si sia schierata a favore del nuovo zoo, sotto la minaccia di fantomatiche multe plurimilionarie, che appaiono del tutto inverosimili da un punto di vista legale.
    Pertanto non possiamo fare a meno di notare l’assenza della reale volontà politica di contrastare il progetto figlio dell’amministrazione precedente, in netto contrasto con il programma elettorale.

    Le associazioni animaliste e ambientaliste, insieme a tutti coloro che amano e rispettano gli animali, non si fermeranno nel protestare contro il progetto.
    A questo proposito, il 27 maggio a Torino avrà luogo una grande manifestazione nazionale contro la riapertura dello zoo, organizzata dalle maggiori sigle dell’animalismo nazionale.
    Ritrovo ore 14 a Porta Susa (Piazza XVIII Dicembre), corteo ore 15 da Porta Susa a Parco Michelotti.

    Per:
    ENPA, LAC, LAV, LEAL, LEGAMBIENTE, LIDA, OIPA, PRO NATURA TORINO, SOS GAIA

    Rosalba Nattero
    Tel: 338 7196 000
    nattero@inrete.it


    Comitato promotore: c/o SOS Gaia - Piazza Statuto, 15 - Torino - Telefono 011 530846
    Facebook: NO AGLI ZOO - www.nozootorino.org e-mail: manifestazione@nozootorino.org 


    ***

    AGGIORNAMENTO (VITTORIOSO!) DEL 15/12/2017

    mercoledì 10 maggio 2017

    Umbria: dal PD querele come katiuscia contro il M5S.

    21 : commenti
     Post di Daniele Passerini
    La Presidente Marini in queste ore, con profondo stupore, ha appreso del contenuto di uno scritto diramato ad alcuni media dal Consigliere regionale Andrea Liberati, Capogruppo del ‘Movimento 5 Stelle’ nel Consiglio regionale dell’Umbria. La predetta nota dal titolo ‘Con gli applausi di ieri l’autolesionismo del Pd non ha confini’ si ritiene gravemente denigratoria della reputazione politica e civile della Presidente Catiuscia Marini nonché della sua immagine di pubblico amministratore, vieppiù in considerazione dell’incarico istituzionale che ella riveste.
    Infatti, sin da subito va osservata l’assoluta incongruità delle affermazioni in essa contenute con riferimento alla partecipazione della Presidente Catiuscia Marini all’evento svoltosi a Terni durante la giornata del 5 maggio 2017 a cui hanno, tra l’altro, presenziato la Vice Presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, il Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Gian Piero Bocci, i parlamentari umbri Giampiero Giulietti, Gianluca Rossi e Walter Verini, il Vice Presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, il Consigliere regionale Eros Brega ed, infine, numerosi Sindaci del territorio nonché tanti esponenti delle Istituzioni locali.
    Con riferimento alla predetta nota si rappresenta che la Presidente Catiuscia Marini mi ha già conferito mandato al fine di tutelare nelle sedi competenti l’immagine e la reputazione anche della Carica Istituzionale che ella riveste.

    Avvocato Nicola Pepe (fonte)
    Catiuscia Marini
    Ohibò! Cosa mai avrà scritto il Consigliere regionale Andrea Liberati (MoVimento 5 Stelle) per suscitare cotanto stupore e risentimento da parte della Presidente della Regione Umbra Catiuscia Marini (Partito Democratico)?

    Andrea Liberati
    Per chi non segue le vicende politiche del piccolo cuore verde d'Italia - e non può conoscere l'oggetto del contendere - è doveroso precisare che all'inizio della scorsa settimana la giunta PD del Comune di Terni è stata pressoché decapitata dalla Magistratura, con gli arresti domiciliari imposti al Sindaco Leopoldo Di Girolamo e all'assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari:

    Appalti a Terni: sindaco e assessore agli arresti domiciliari

    Bene, andiamo a vedere cosa ha scritto Liberati per meritarsi una (minaccia di) querela da parte del presidente della Regione Umbria.
    ARRESTI TERNI: “CON GLI APPLAUSI DI IERI L'AUTOLESIONISMO DEL PD NON HA CONFINI” – NOTA DI LIBERATI (M5S) 

    (Acs) Perugia, 6 maggio 2017 – “In una vicenda drammatica quale quella in corso a Terni, con riflessi politici regionali e nazionali, mancavano solo i reiterati applausi da capo ultrà di Catiuscia Marini”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati.
    “Ieri, in un albergo della Città dell'Acciaio, – continua Liberati in una nota firmata anche dal senatore Stefano Lucidi - Catiuscia Marini, dismettendo more solito gli scomodi abiti di presidente di tutti, e indossando quelli a lei più consoni di esponente di punta della Curva Nord, non ha mancato di manifestare platealmente il proprio appoggio al Sindaco, pur essendo questi ancora in una posizione delicatissima, ristretto com'è in casa sua. Ecco: se esiste un modo per peggiorare la situazione, intervenendo a gamba tesa nel pieno dell'azione della Magistratura, occorre riconoscere che Catiuscia Marini e il Pd lo stanno tenacemente perseguendo. Questo è autolesionismo senza confini. La comunità, pur abituata alla deriva della casta partitocratica, è allibita per tanta hybris. Non bastano – conclude Liberati - svariati decenni di impunità per assumere oggi uno stile finalmente rispettoso delle Istituzioni tutte, a partire dall'adempiere con disciplina e onore i propri incarichi politici, le proprie funzioni pubbliche?”. 

    Sabato, 6 Maggio, 2017 - 13:00 (fonte)
    Cosa avrebbe mai fatto di così grave Andrea Liberati? Come suo diritto, ha semplicemente commentato un fatto: il gotha del PD umbro, pochi giorni dopo gli arresti di Sindaco e Assessore, si è riunito a Terni per fare quadrato attorno a loro, dimostrando ben poca fiducia nell'attività investigativa della Magistratura:


    Comprensibilissimi a questo punto sia il comunicato del 6 maggio di Liberati, sia la replica dello stesso Liberati, l'8 maggio, alla minaccia di querela da parte della Marini:
    POLITICA: NELLA SESSIONE QUESTION TIME LIBERATI (M5S) IMPIEGA IL TEMPO DI ILLUSTRAZIONE DELL'INTERROGAZIONE PER PARLARE DELLE VICENDE GIUDIZIARIE DEL COMUNE DI TERNI (VIDEO)

    (Acs) Perugia, 8 maggio 2017 – Nella seduta odierna dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, nella sessione dedicata ai Question time, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati ha deciso di impiegare il tempo previsto per l'illustrazione del suo atto ispettivo all'ordine del giorno, concernente la superstrada E45 e le sue “condizioni di grave degrado”, per parlare invece delle ultime vicende giudiziare che stanno interessando il Sindaco e l'amministrazione comunale di Terni.
    Liberati ha puntato il dito sulla maggioranza che governa la Regione per l'“assenza di una qualsiasi capacità di analisi ed approfondimento e di approccio serio a problemi che restano sulla carta, perché la pianificazione in Umbria è ferma. La E45 è soltanto uno degli elementi di gravissima criticità. Chi amministra la Regione ha voltato le spalle ai problemi, ma siete molto attenti, nel momento in cui stanno tenendo agli arresti uno dei vostri rappresentanti, a ciò che diciamo noi, ci querelate. Apprendo dalla stampa che questo è l’elemento fondamentale, per cui si va a denunciare un consigliere regionale che unitamente al Gruppo fa quello che deve”.
    Dopo alcuni richiami ad attenersi all'oggetto dell'interrogazione, la presidente Porzi ha interrotto il tempo dedicato all'atto ispettivo del M5S, invitando al contempo Carbonari e Liberati a ritirare alcuni cartelli di protesta da loro esposti nel frattempo.
    Lunedì, 8 Maggio, 2017 - 14:00 (fonte)
    Proprio in una Regione come l'Umbria, Catiuscia (nomen omen!) Marini dovrebbe avere ben altre priorità che esplodere come katiuscia in querele che dovrebbero difendere la "reputazione" della sua carica istituzionale. Alcuni esempi di vere priorità: 
    Però, in questo contesto, il vertice della Giunta regionale trova più importante preoccuparsi di arginare la crisi politica e di fiducia che sta fagocitando il PD umbro e querelare chi punta il dito contro tutto ciò, intimidire opposizione e mass media affinché non venga data troppa visibilità allo scandalo che ha colpito il Comune di Terni.

    È evidente a tutti che l'annunciata querela non mira a difendere gli interessi degli Umbri ma quelli del PD. Già è stato inopportuno per i vertici del PD umbro riunirsi in difesa di un loro sindaco e un loro assessore agli arresti domiciliari, senza aspettare che la Giustizia faccia il suo corso, ma ancora più inopportuna è stata la presenza della presidente regionale.

    Se la querela verrà fatta sul serio, mi auguro che la Marini paghi l'avvocato Pepe di tasca propria, sarebbe paradossale che attingesse alle spese legali a bilancio regionale per mettere una pezza a un'azione improvvida e inopportuna. Se la querela verrà fatta sul serio, in ogni caso, ci sono tutti gli elementi perché diventi un ulteriore epic fall.

    martedì 9 maggio 2017

    ILLEGALITY DISTRICT

    4 : commenti
    Post di Daniele Passerini

    Un vigile urbano che ruba i soldi delle contravvenzioni è più che un semplice ladro, infatti deruba due volte i suoi concittadini: direttamente dalle loro tasche di automobilisti, indirettamente poiché è dipendente di una pubblica amministrazione che ogni fine mese, a nome della collettività, gli paga uno stipendio.

    Ecco la notizia a cui mi riferisco (leggete il link):

    «Intascava soldi delle multe»: Assisi, arrestato vigile urbano

    Il fatto che poi lavori per la stessa amministrazione per cui lavoro io stesso, pure se in settore diversi e anche a qualche chilometro di distanza come sede, mi fa doppiamente adombrare, perché so benissimo come funziona l'opinione pubblica: tende sempre a fare di tutta l'erba un fascio. 

    Ma questo "genio" di un vigile, veramente merita di passare alla storia per l'intelligenza... andate a vedere nel suo profilo facebook la foto che aveva scelto per la home... magari tra qualche ora la cambierà, ma per ora è sempre là.
    Leggete bene la scritta sulla maglietta... oh my God! Senza parole...


    sabato 6 maggio 2017

    Che impressione ha suscitato Di Maio a Harvard? Non lo saprete leggendo La Stampa, La Repubblica, L'Unità...

    11 : commenti
    Mi è talmente piaciuto l'articolo pubblicato su La Voce di New York (link originale), segnalatoci oggi da Alessandro Pepe, che ho deciso di riportarlo nel blog integralmente. Buona lettura.
    Daniele
    ***

    Cosa penso dopo aver visto Di Maio parlare ad Harvard

    Perchè a me, italiano negli USA, Luigi Di Maio è parso maturo, equilibrato, aperto

    di Francesco Erspamer


    È con parecchi pregiudizi che mercoledì sono andato alla Kennedy School (la scuola di scienze politiche di Harvard) ad ascoltare Luigi Di Maio, di cui peraltro sapevo pochissimo. Innanzi tutto non sono di quelli che credono che chi è giovane abbia automaticamente ragione, neppure nelle mode e nei consumi figuriamoci in politica. E poi sono ostile alla democrazia diretta, che era lo specifico tema dell’incontro organizzato dall’Ash Center for Democratic Governance and Innovation; è uno dei due o tre punti che finora mi hanno impedito di simpatizzare apertamente per il M5S, pur rendendomi conto che per l’Italia il pericolo di gran lunga più grave sia oggi rappresentato dal PD e che qualunque alternativa sia tatticamente preferibile a un protrarsi e consolidarsi del regime renziano. A indispettirmi ulteriormente, appena entrato nella sala dove di teneva l’incontro, la presenza di troppi italiani, parecchi dei quali palesemente senza alcun legame con Harvard o con gli Stati Uniti: giornalisti di quotidiani italiani e anche, pensavo, militanti del M5S. È una deplorevole usanza nazionale quella di andare all’estero solo per far notizia in patria e di portarsi dietro la claque.
    Mi sbagliavo. Di grillini non ce n’erano, o almeno non si sono fatti notare; ben più numerosi i piddini, presenti non per capire o dialogare ma per attaccare il M5S. E Di Maio mi è parso maturo, equilibrato, aperto. Una sola occasione non basta per esprimere un giudizio definitivo; però sono restato positivamente sorpreso e non vedo perché non ammetterlo. Del resto potete farvi la vostra opinione ascoltando la registrazione integrale dell’evento sulla pagina facebook dell’Ash Center; io mi limiterò a poche considerazioni, volte in particolare a smentire i resoconti faziosi con cui i giornali filo-renziani (con in testa La Stampa e prevedibilmente La Repubblica e L’Unità) hanno cercato di trasformare in una débâcle il convincente discorso di Di Maio e le sue lucide risposte alle domande che gli sono state poste.
    Significativa la conclusione di Archon Fung, professore di scienze politiche, direttore accademico della Kennedy School e moderatore della serata: “Ciò che avete ascoltato stasera è probabilmente uno dei più interessanti e sensati [la parola inglese che ha usato era mature] tentativi di rinnovare la politica in questa contingenza storica. Credo che nel prossimo futuro vedremo sempre di più emergere nuovi politici e nuovi candidati [e qui ha indicato Di Maio] capaci di inventare nuovi metodi di azione politica per cercare di riprendere contatto con la gente e darle una voce”. È un vero complimento, da parte di uno studioso che nella sua presentazione iniziale era stato cauto e aveva qualificato Di Maio come un rappresentante del “populismo di destra” (presumo che Di Maio avrebbe risposto subito se quell’introduzione fosse stata tradotta in italiano dall’interprete): chi davvero ama la democrazia, ha in sostanza detto Fung, non può snobbare gli sforzi per comprendere e trasmettere le esigenze del popolo – in altri tempi si sarebbe parlato di intellettuali organici.
    Per motivi simili Di Maio ha positivamente sorpreso me. Del suo discorso non ho apprezzato l’accenno alla meritocrazia come valore (io penso che il merito non debba portare a una kratía, ossia al dominio, e che la supremazia dei migliori, ammesso e non concesso che sia possibile stabilirla oggettivamente, sarebbe altrettanto pericolosa di una supremazia fondata sulla razza o, mettiamo, sul QI o la prestanza fisica). Altrettanto poco mi è piaciuto il suo vantarsi del rifiuto di finanziamenti pubblici, come se il problema fosse lo Stato e non fossero i privati e le multinazionali. Se potessi dargli consigli, gli suggerirei infine di evitare di parlare di post-ideologia come se ancora vivessimo negli anni sessanta o settanta, quando sarebbe stata una posizione provocatoria (simile a quella del grandissimo Montale della Lettera a Malvolio contro la religione pasoliniana dell’impegno); oggi puzza di deriva liberista, di consumismo delle idee.
    Anche perché poi, in realtà, erano anni che non sentivo un discorso così ideologico. Dopo vent’anni di narcisisti preoccupati solo di sembrare di successo (e, peggio, convinti che il successo sia l’unico valore), questo di Di Maio mi è finalmente sembrato un discorso politico, in cui si fanno proposte, si annunciano programmi, si ammettono le difficoltà che si incontreranno e lo stesso ci si sforza di andare avanti; il tutto esposto con competenza e una pacatezza ormai inconsueta in Italia.
    Nette alcune precisazioni sul M5S, a smentire le troppe fake news: ha per esempio negato la loro opposizione alle vaccinazioni dei bambini; e ha spiegato che non intendono uscire dalla NATO a patto che la NATO si rinnovi e trovi nuovi equilibri, anche rispetto ai paesi a essa esterni; però ritirerebbero i soldati italiani dall’Afghanistan e non aumenterebbero i contributi finanziari, come invece chiesto da Trump a Gentiloni. Mi è piaciuta anche la sua difesa di un’Europa unita a livello di popoli e di cittadini, non di banche e corporation; “l’euro è diventato più importante dell’Europa” ha detto. Sull’immigrazione ha fatto una distinzione fra profughi e migranti economici; so che non piace a certa sinistra (che però retoricamente parla sempre e solo di scampati a guerre e fame) ma per me è ragionevole e realistica.
    Ho sempre pensato che esista una differenza fondamentale fra un consenso ideologico e un consenso tattico; di questo secondo tipo è per esempio la mia convinzione che in assenza e in attesa di una vera sinistra nell’Italia attuale sia utile sostenere il M5S contro il PD, per impedire un totalitarismo liberista ma anche per prevenire l’affermazione di una destra sociale alla Le Pen. Ascoltando Di Maio mi sono però reso conto che esiste un altro tipo di consenso, che in mancanza di termini migliori chiamerei procedurale; in sostanza penso che, almeno per il modo in cui è stato descritto mercoledì sera, il M5S possa contribuire alla ricostruzione di uno spazio politico alternativo rispetto al gossip mediatico promosso da Berlusconi e Renzi. Uno spazio indispensabile per la rinascita della vera sinistra di cui sopra.
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