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mercoledì 10 maggio 2017

Umbria: dal PD querele come katiuscia contro il M5S.

21 : commenti
 Post di Daniele Passerini
La Presidente Marini in queste ore, con profondo stupore, ha appreso del contenuto di uno scritto diramato ad alcuni media dal Consigliere regionale Andrea Liberati, Capogruppo del ‘Movimento 5 Stelle’ nel Consiglio regionale dell’Umbria. La predetta nota dal titolo ‘Con gli applausi di ieri l’autolesionismo del Pd non ha confini’ si ritiene gravemente denigratoria della reputazione politica e civile della Presidente Catiuscia Marini nonché della sua immagine di pubblico amministratore, vieppiù in considerazione dell’incarico istituzionale che ella riveste.
Infatti, sin da subito va osservata l’assoluta incongruità delle affermazioni in essa contenute con riferimento alla partecipazione della Presidente Catiuscia Marini all’evento svoltosi a Terni durante la giornata del 5 maggio 2017 a cui hanno, tra l’altro, presenziato la Vice Presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, il Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Gian Piero Bocci, i parlamentari umbri Giampiero Giulietti, Gianluca Rossi e Walter Verini, il Vice Presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, il Consigliere regionale Eros Brega ed, infine, numerosi Sindaci del territorio nonché tanti esponenti delle Istituzioni locali.
Con riferimento alla predetta nota si rappresenta che la Presidente Catiuscia Marini mi ha già conferito mandato al fine di tutelare nelle sedi competenti l’immagine e la reputazione anche della Carica Istituzionale che ella riveste.

Avvocato Nicola Pepe (fonte)
Catiuscia Marini
Ohibò! Cosa mai avrà scritto il Consigliere regionale Andrea Liberati (MoVimento 5 Stelle) per suscitare cotanto stupore e risentimento da parte della Presidente della Regione Umbra Catiuscia Marini (Partito Democratico)?

Andrea Liberati
Per chi non segue le vicende politiche del piccolo cuore verde d'Italia - e non può conoscere l'oggetto del contendere - è doveroso precisare che all'inizio della scorsa settimana la giunta PD del Comune di Terni è stata pressoché decapitata dalla Magistratura, con gli arresti domiciliari imposti al Sindaco Leopoldo Di Girolamo e all'assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari:

Appalti a Terni: sindaco e assessore agli arresti domiciliari

Bene, andiamo a vedere cosa ha scritto Liberati per meritarsi una (minaccia di) querela da parte del presidente della Regione Umbria.
ARRESTI TERNI: “CON GLI APPLAUSI DI IERI L'AUTOLESIONISMO DEL PD NON HA CONFINI” – NOTA DI LIBERATI (M5S) 

(Acs) Perugia, 6 maggio 2017 – “In una vicenda drammatica quale quella in corso a Terni, con riflessi politici regionali e nazionali, mancavano solo i reiterati applausi da capo ultrà di Catiuscia Marini”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati.
“Ieri, in un albergo della Città dell'Acciaio, – continua Liberati in una nota firmata anche dal senatore Stefano Lucidi - Catiuscia Marini, dismettendo more solito gli scomodi abiti di presidente di tutti, e indossando quelli a lei più consoni di esponente di punta della Curva Nord, non ha mancato di manifestare platealmente il proprio appoggio al Sindaco, pur essendo questi ancora in una posizione delicatissima, ristretto com'è in casa sua. Ecco: se esiste un modo per peggiorare la situazione, intervenendo a gamba tesa nel pieno dell'azione della Magistratura, occorre riconoscere che Catiuscia Marini e il Pd lo stanno tenacemente perseguendo. Questo è autolesionismo senza confini. La comunità, pur abituata alla deriva della casta partitocratica, è allibita per tanta hybris. Non bastano – conclude Liberati - svariati decenni di impunità per assumere oggi uno stile finalmente rispettoso delle Istituzioni tutte, a partire dall'adempiere con disciplina e onore i propri incarichi politici, le proprie funzioni pubbliche?”. 

Sabato, 6 Maggio, 2017 - 13:00 (fonte)
Cosa avrebbe mai fatto di così grave Andrea Liberati? Come suo diritto, ha semplicemente commentato un fatto: il gotha del PD umbro, pochi giorni dopo gli arresti di Sindaco e Assessore, si è riunito a Terni per fare quadrato attorno a loro, dimostrando ben poca fiducia nell'attività investigativa della Magistratura:


Comprensibilissimi a questo punto sia il comunicato del 6 maggio di Liberati, sia la replica dello stesso Liberati, l'8 maggio, alla minaccia di querela da parte della Marini:
POLITICA: NELLA SESSIONE QUESTION TIME LIBERATI (M5S) IMPIEGA IL TEMPO DI ILLUSTRAZIONE DELL'INTERROGAZIONE PER PARLARE DELLE VICENDE GIUDIZIARIE DEL COMUNE DI TERNI (VIDEO)

(Acs) Perugia, 8 maggio 2017 – Nella seduta odierna dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, nella sessione dedicata ai Question time, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati ha deciso di impiegare il tempo previsto per l'illustrazione del suo atto ispettivo all'ordine del giorno, concernente la superstrada E45 e le sue “condizioni di grave degrado”, per parlare invece delle ultime vicende giudiziare che stanno interessando il Sindaco e l'amministrazione comunale di Terni.
Liberati ha puntato il dito sulla maggioranza che governa la Regione per l'“assenza di una qualsiasi capacità di analisi ed approfondimento e di approccio serio a problemi che restano sulla carta, perché la pianificazione in Umbria è ferma. La E45 è soltanto uno degli elementi di gravissima criticità. Chi amministra la Regione ha voltato le spalle ai problemi, ma siete molto attenti, nel momento in cui stanno tenendo agli arresti uno dei vostri rappresentanti, a ciò che diciamo noi, ci querelate. Apprendo dalla stampa che questo è l’elemento fondamentale, per cui si va a denunciare un consigliere regionale che unitamente al Gruppo fa quello che deve”.
Dopo alcuni richiami ad attenersi all'oggetto dell'interrogazione, la presidente Porzi ha interrotto il tempo dedicato all'atto ispettivo del M5S, invitando al contempo Carbonari e Liberati a ritirare alcuni cartelli di protesta da loro esposti nel frattempo.
Lunedì, 8 Maggio, 2017 - 14:00 (fonte)
Proprio in una Regione come l'Umbria, Catiuscia (nomen omen!) Marini dovrebbe avere ben altre priorità che esplodere come katiuscia in querele che dovrebbero difendere la "reputazione" della sua carica istituzionale. Alcuni esempi di vere priorità: 
Però, in questo contesto, il vertice della Giunta regionale trova più importante preoccuparsi di arginare la crisi politica e di fiducia che sta fagocitando il PD umbro e querelare chi punta il dito contro tutto ciò, intimidire opposizione e mass media affinché non venga data troppa visibilità allo scandalo che ha colpito il Comune di Terni.

È evidente a tutti che l'annunciata querela non mira a difendere gli interessi degli Umbri ma quelli del PD. Già è stato inopportuno per i vertici del PD umbro riunirsi in difesa di un loro sindaco e un loro assessore agli arresti domiciliari, senza aspettare che la Giustizia faccia il suo corso, ma ancora più inopportuna è stata la presenza della presidente regionale.

Se la querela verrà fatta sul serio, mi auguro che la Marini paghi l'avvocato Pepe di tasca propria, sarebbe paradossale che attingesse alle spese legali a bilancio regionale per mettere una pezza a un'azione improvvida e inopportuna. Se la querela verrà fatta sul serio, in ogni caso, ci sono tutti gli elementi perché diventi un ulteriore epic fall.

sabato 6 maggio 2017

Che impressione ha suscitato Di Maio a Harvard? Non lo saprete leggendo La Stampa, La Repubblica, L'Unità...

11 : commenti
Mi è talmente piaciuto l'articolo pubblicato su La Voce di New York (link originale), segnalatoci oggi da Alessandro Pepe, che ho deciso di riportarlo nel blog integralmente. Buona lettura.
Daniele
***

Cosa penso dopo aver visto Di Maio parlare ad Harvard

Perchè a me, italiano negli USA, Luigi Di Maio è parso maturo, equilibrato, aperto

di Francesco Erspamer


È con parecchi pregiudizi che mercoledì sono andato alla Kennedy School (la scuola di scienze politiche di Harvard) ad ascoltare Luigi Di Maio, di cui peraltro sapevo pochissimo. Innanzi tutto non sono di quelli che credono che chi è giovane abbia automaticamente ragione, neppure nelle mode e nei consumi figuriamoci in politica. E poi sono ostile alla democrazia diretta, che era lo specifico tema dell’incontro organizzato dall’Ash Center for Democratic Governance and Innovation; è uno dei due o tre punti che finora mi hanno impedito di simpatizzare apertamente per il M5S, pur rendendomi conto che per l’Italia il pericolo di gran lunga più grave sia oggi rappresentato dal PD e che qualunque alternativa sia tatticamente preferibile a un protrarsi e consolidarsi del regime renziano. A indispettirmi ulteriormente, appena entrato nella sala dove di teneva l’incontro, la presenza di troppi italiani, parecchi dei quali palesemente senza alcun legame con Harvard o con gli Stati Uniti: giornalisti di quotidiani italiani e anche, pensavo, militanti del M5S. È una deplorevole usanza nazionale quella di andare all’estero solo per far notizia in patria e di portarsi dietro la claque.
Mi sbagliavo. Di grillini non ce n’erano, o almeno non si sono fatti notare; ben più numerosi i piddini, presenti non per capire o dialogare ma per attaccare il M5S. E Di Maio mi è parso maturo, equilibrato, aperto. Una sola occasione non basta per esprimere un giudizio definitivo; però sono restato positivamente sorpreso e non vedo perché non ammetterlo. Del resto potete farvi la vostra opinione ascoltando la registrazione integrale dell’evento sulla pagina facebook dell’Ash Center; io mi limiterò a poche considerazioni, volte in particolare a smentire i resoconti faziosi con cui i giornali filo-renziani (con in testa La Stampa e prevedibilmente La Repubblica e L’Unità) hanno cercato di trasformare in una débâcle il convincente discorso di Di Maio e le sue lucide risposte alle domande che gli sono state poste.
Significativa la conclusione di Archon Fung, professore di scienze politiche, direttore accademico della Kennedy School e moderatore della serata: “Ciò che avete ascoltato stasera è probabilmente uno dei più interessanti e sensati [la parola inglese che ha usato era mature] tentativi di rinnovare la politica in questa contingenza storica. Credo che nel prossimo futuro vedremo sempre di più emergere nuovi politici e nuovi candidati [e qui ha indicato Di Maio] capaci di inventare nuovi metodi di azione politica per cercare di riprendere contatto con la gente e darle una voce”. È un vero complimento, da parte di uno studioso che nella sua presentazione iniziale era stato cauto e aveva qualificato Di Maio come un rappresentante del “populismo di destra” (presumo che Di Maio avrebbe risposto subito se quell’introduzione fosse stata tradotta in italiano dall’interprete): chi davvero ama la democrazia, ha in sostanza detto Fung, non può snobbare gli sforzi per comprendere e trasmettere le esigenze del popolo – in altri tempi si sarebbe parlato di intellettuali organici.
Per motivi simili Di Maio ha positivamente sorpreso me. Del suo discorso non ho apprezzato l’accenno alla meritocrazia come valore (io penso che il merito non debba portare a una kratía, ossia al dominio, e che la supremazia dei migliori, ammesso e non concesso che sia possibile stabilirla oggettivamente, sarebbe altrettanto pericolosa di una supremazia fondata sulla razza o, mettiamo, sul QI o la prestanza fisica). Altrettanto poco mi è piaciuto il suo vantarsi del rifiuto di finanziamenti pubblici, come se il problema fosse lo Stato e non fossero i privati e le multinazionali. Se potessi dargli consigli, gli suggerirei infine di evitare di parlare di post-ideologia come se ancora vivessimo negli anni sessanta o settanta, quando sarebbe stata una posizione provocatoria (simile a quella del grandissimo Montale della Lettera a Malvolio contro la religione pasoliniana dell’impegno); oggi puzza di deriva liberista, di consumismo delle idee.
Anche perché poi, in realtà, erano anni che non sentivo un discorso così ideologico. Dopo vent’anni di narcisisti preoccupati solo di sembrare di successo (e, peggio, convinti che il successo sia l’unico valore), questo di Di Maio mi è finalmente sembrato un discorso politico, in cui si fanno proposte, si annunciano programmi, si ammettono le difficoltà che si incontreranno e lo stesso ci si sforza di andare avanti; il tutto esposto con competenza e una pacatezza ormai inconsueta in Italia.
Nette alcune precisazioni sul M5S, a smentire le troppe fake news: ha per esempio negato la loro opposizione alle vaccinazioni dei bambini; e ha spiegato che non intendono uscire dalla NATO a patto che la NATO si rinnovi e trovi nuovi equilibri, anche rispetto ai paesi a essa esterni; però ritirerebbero i soldati italiani dall’Afghanistan e non aumenterebbero i contributi finanziari, come invece chiesto da Trump a Gentiloni. Mi è piaciuta anche la sua difesa di un’Europa unita a livello di popoli e di cittadini, non di banche e corporation; “l’euro è diventato più importante dell’Europa” ha detto. Sull’immigrazione ha fatto una distinzione fra profughi e migranti economici; so che non piace a certa sinistra (che però retoricamente parla sempre e solo di scampati a guerre e fame) ma per me è ragionevole e realistica.
Ho sempre pensato che esista una differenza fondamentale fra un consenso ideologico e un consenso tattico; di questo secondo tipo è per esempio la mia convinzione che in assenza e in attesa di una vera sinistra nell’Italia attuale sia utile sostenere il M5S contro il PD, per impedire un totalitarismo liberista ma anche per prevenire l’affermazione di una destra sociale alla Le Pen. Ascoltando Di Maio mi sono però reso conto che esiste un altro tipo di consenso, che in mancanza di termini migliori chiamerei procedurale; in sostanza penso che, almeno per il modo in cui è stato descritto mercoledì sera, il M5S possa contribuire alla ricostruzione di uno spazio politico alternativo rispetto al gossip mediatico promosso da Berlusconi e Renzi. Uno spazio indispensabile per la rinascita della vera sinistra di cui sopra.

giovedì 4 giugno 2015

Regionali 2015: breve analisi del voto umbro.

73 : commenti
di certo rende simili quelli che ce l'hanno...

In alto Catiuscia Marini (PD) nel 2015; in basso Giulio andreotti (DC) nel 1976!

A prima vista il voto espresso dagli Umbri alle Regionali 2015 non sembrerebbe avere riservato grandi sorprese: al primo posto si è confermata la favorita Catiuscia Marini (PD) leader del centrosinistra (PD, Socialisti Riformisti, SEL e una lista civica), al secondo posto lo sfidante Claudio Ricci a capo del centrodestra (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia - AN e altre tre liste civiche tra cui Ricci Presidente), al terzo posto Andrea Liberati per il Movimento 5 Stelle:
  1. Marini: 159.869 preferenze (42,78%)
  2. Ricci: 146.752 preferenze (39,27)
  3. Liberati: 53.458 preferenze (14,30%)
Se primo partito del cuore verde d'Italia si conferma ancora una volta il PD (125.700 voti, pari al 35,76%), le sorprese arrivano dalle inedite posizioni di rincalzo: secondo partito diventa il M5S (51.203 voti, pari al 14,55%), terzo partito è la Lega Nord (49.203 voti, pari al 13,99%).

Andando a rivedere i risultati di 5 anni fa le sorprese del nuovo voto umbro balzano subito agli occhi.
Allora il podio, tutto in rosa, della corsa alla presidenza regionale era stato il seguente:
  1. Catiuscia Marini (PD): 257.458 preferenze (57,24%)
  2. Fiammetta Modena (PdL): 169.568 preferenze (37,70%)
  3. Paola Binetti (UdC): 22.756 preferenze (5,06%)
Nel 2010 la Marini incassava quasi 100.000 voti più di domenica scorsa e la forbice percentuale tra centrosinistra e centrodestra era di ben 20 punti contro i tre e mezzo di oggi.
Anche se il PD umbro ha perso in 5 anni quasi 24.000 voti (divorati dal buco nero dell'astensione), i 149.212 voti (36,17%) incassati nel 2010 quasi equivalgono in percentuale ai 125.700 voti (35,76%) di domenica scorsa. Il resto del centrosinistra non può dire altrettanto:
  • SEL scende dai 13.980 voti (3,39%) conquistati nel 2010 ai 9.010 (2,56%) del 2015;
  • i Socialisti Riformisti scendono dai 17.167 voti (4,34%) del 2010 ai 12.200 (3,46%) del 2015;
  • dei 34.393 voti (8,34%) dell'IdV e dei 28.331 (6,87%) di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea - Comunisti Italiani al centrosinistra restano oggi solo 5.172 (1,47%) della lista Civica e Popolare.
Idem dicasi per le liste del centrosinistra che nel 2015 non appoggiavano la Marini e correvano da sole: non hanno conquistato alcun seggio in Consiglio e rischiano di scomparire dalla scena politica umbra.

Ha tanto da esultare oggi la Marini di cotanta vittoria?

In base a questi numeri no. Ma in base a quelli degli eletti che entrano in Consiglio Regionale sì, perché grazie alla nuova Legge Elettorale regionale (su cui pende un ricorso al TAR) fatta perfettamente su misura a febbraio di quest'anno, la vittoria di stretta misura del 2015 frutterà una maggioranza in consiglio più ampia di quella guadagnata nel 2010, quando la vittoria era stata netta.

Di fatto il PD umbro 5 anni fa stravinceva mentre Berlusconi era capo del governo, vince di strettissima misura oggi mentre Renzi è al governo. Una sorta di "effetto traino" al contrario insomma.

E al centrodestra cosa è successo?

Nel 2010 il secondo partito umbro era il PdL (133.531 voti, pari al 32,36%). Scioltosi il Popolo della Libertà oggi tutta la coalizione di Claudio Ricci porta a casa 135.594 (38,55%), ma di questi oltre un terzo sono della lega Nord, che in 5 anni è passata da 17.787 voti (4,34%) a 49.203 voti (13,99%), tre volte tanto.

Nel 2010 il centrodestra umbro composto semplicemente da PdL e Lega Nord incassava 151.418 voti (36,70%), oggi ne incassa 135.594 che gli valgano un 38,55%. Quasi due punti in più, ma a che prezzo: 5 anni fa i voti erano raccolti quasi unicamente dal PdL, mentre la Lega aggiungeva un modesto contributo, oggi il centrodestra è composto da 6 differenti liste, in cui il partito di Matteo Salvini diventa la forza predominante, seguita con buon distacco da Forza Italia, ridimensionata a quarto partito umbro.

Avrà molto da lavorare Ricci per arrestare la radicalizzazione del centrodestra, trend inevitabile se il motore ne diventa la Lega Nord. Probabilmente proprio l'alleanza con Salvini - come avevo scritto in vari altri post (per esempio qui) - ha tolto credibilità al ruolo di moderato che avrebbe potuto portare Ricci alla vittoria. Molti Umbri hanno preferito astenersi o rivotare la Marini - anche "stringendosi" il naso - piuttosto che dare fiducia a un centrodestra che da una parte si professa moderato e centrista, dall'altra sposa la Lega di Salvini.

Per concludere queste brevi riflessioni post elettorali, tra i Golia della destra e della sinistra, il Davide M5S, con 53.458 preferenze (14,30%) ottenute da Andrea Liberati (e due consiglieri entrati in Regione) può essere comunque soddisfatto del risultato ottenuto e continuare a lavorare con pazienza per guadagnarsi la fiducia di maggiori fasce di elettorato, monitorando con attenzione come lavorerà la giunta Marini bis di qui al 2020, forte anche del peso simbolico di essere diventato la seconda forza politica regionale. E lo stesso faranno i consiglieri M5S di tutte le Regioni in cui sono stati eletti.

sabato 30 maggio 2015

La tornata elettorale più folle dal '48 ad oggi!

16 : commenti
Tutti pronti al voto? In Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania, Puglia e 512 comuni, domenica 31 maggio è election day dalle ore 7 alle 23. Non so altrove, ma in Umbria è di certo la tornata elettorale più folle dal 1948 ad oggi!

Nelle proposte di "rappresentanza politica" sono stati raggiunti nuovi e arditi traguardi:


Poteva osare di più: un manganello nella mano destra e una bottiglia di olio di ricino nella sinistra sarebbero stati coerenti con lo slogan!

Molti elettori hanno le idee talmente confuse che gli gira la testa, ma poco male, quest'anno sono capovolti anche molti manifesti:


La Presidente della Regione, Catiuscia Marini, punta a una riconferma (fino a ieri) sicura. Ha basato la propria campagna elettorale rigorosamente sulla forza delle "idee" che rappresenta:


Non so perché, ma guardando questo manifesto la prima cosa che mi è venuta in mente è il "Ceci n'est pas une pipe" di Magritte! Per una Bersaniana ieri, Renziana di ferro oggi, un buono spot vale più di programmi e contenuti.

Prova a spodestare per la prima volta dal trono dell'Umbria la sinistra (anzi, con questo PD tocca parlare di centro-sinistra) lo sfidante Claudio Ricci, Sindaco di Assisi, che ha raccolto attorno a sé un'ampia coalizione-crociata del centro-destra. Alla "modernità" della Marini si contrappone così:
 

Più che futuro, è autentico traditional post-cyberpunk francescano!

Fino a pochi mesi fa pensavo proprio a Ricci per lasciare nell'urna un ponderato e ragionato voto di protesta, finché non si è alleato con Salvini! Mi si annada la stamaca all'idea di vatare una campagine appaggiata dalla Lega di Salvini !


Ma magari il problema fosse la buracrazia!!! Il problema di Salvini non è una vocale, ma il suo populismo, la sua demagogia, il suo fomentare razzismo, intolleranza e xenofobia.

In questi brevi flash, vi ho sintetizzato perché quest'anno voto l'unica vera forza di sinistra che resta in Italia: il Movimento 5 Stelle. Il candidato pentastellato per l'Umbria è Andrea Liberati. Non mi fido né del PD fluo della Marini né dello sguardo indietro verso il futuro del centro-destra di Ricci, credo che l'unica forza in grado di portare politica onesta, aria nuova e idee fresche in Umbria sia il M5S rappresentato da Liberati... forza Andrea!



Ahimè, realisticamente vincerà lo status quo della Marini o al più il futuro - che sa (forse un po' troppo) di antico - di Ricci, comunque sia più grillini ci saranno in Consiglio Regionale più sarò soddisfatto.

Gli scenari sarebbero potuti essere diversi se in Umbria avessimo avuto possibilità di andare al balloggio, ma la legge elettorale regionale approvata pochi mesi è stata fatta su misura (anche troppo, tant'è che c'è un ricorso al TAR pendente) per favorire la rielezione della Marini. Storie ordinarie di potere, poltrone e favori, storie dell'Italia di oggi, in cui sinistra e destra si contendono la palma del peggiore!

Ceci n'est pas une pipe!

sabato 9 maggio 2015

Un Movimento con una marcia in più!

85 : commenti
La marcia per il reddito della cittadinanza da Perugia ad Assisi - di cui ho parlato ieri - è stata un successo. Un successo fatto di persone, semplici, vere, composte. Con un unico semplice slogan che in modo composto ogni tanto si innalzava - "O-ne-stà! O-ne-stà! O-ne-stà!" - la virtù di cui la nostra sconquassata Italia ha più bisogno, alternato qualche volta da "Fuori - la mafia - dal-lo Stato!".
Nient'altro. Niente insulti ad personam o ad partitum rivolti agli avversari politici, cosa che ho visto - ahimè manifestarsi spesso persino alla Marcia della Pace che ogni due anni percorre lo stesso percorso. Solo una composta e civile protesta contro un sistema che nega ai suoi cittadini gli stessi diritti sanciti dalla Costituzione.

Ma più di tante parole lascio parlare le fotografie, scattate prima che la batteria del mio telefonino si scaricasse del tutto; non avrei sbagliato a portare la reflex digitale, ma stamattina io e mia moglie ci siamo fatti una pre-marcia salendo a piedi dalla piana del Tevere fino all'acropoli perugina e ho evitato pesi superflui!

Foto 1. Manca circa mezz'ora all'inizio della marcia. La gente ai Giardini del Frontone è già tanta e continua ad arrivare senza sosta, l'atmosfera è quella di una festa popolare, gioiosa e fiera.

venerdì 8 maggio 2015

Sabato 9 maggio 2015: da Perugia ad Assisi
per il reddito di cittadinanza.

17 : commenti
"Il Consiglio delle Comunità Europee raccomanda agli stati membri di di riconoscere, nell'ambito d'un dispositivo globale e coerente di lotta all'emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e di adeguare di conseguenza, se e per quanto occorra, i propri sistemi di protezione sociale ai principi e agli orientamenti esposti in appresso". (dalla Raccomandazione 92/441/CEE del 24 giugno 1992, in cui si definiscono i criteri comuni in materia di risorse e prestazioni sufficienti nei sistemi di protezione sociale)


Era il 1983 e avevo 18 anni quando andai per la prima volta in Grecia. Al di là dell'emozione e dell'ammirazione provate a cospetto delle vestigia di quella cultura greca tanto a lungo studiata, non potei non sentirmi fortunato ad essere nato in Italia. Eh sì, provai un senso di orgoglio e superiorità per il tenore di vita e i servizi pubblici della mia nazione rispetto a quelli della Grecia.

Osservando l'Italia d'oggi - dove non mi sento rappresentato dalle politiche di un PD molto più in continuità con quelle della DC che della sinistra che ho votato per 30 anni - non riesco proprio a fermarmi alla prima impressione data da tante auto di lusso in circolazione, dalle vetrine con prezzi improponibili per la maggior parte di noi, dagli iPhone e Galaxy diventati comuni come una penna Bic, dalla proliferazione di belle unghie smaltate, ricostruite e luccicanti. 
Vedo piuttosto mendicanti ovunque, costellazioni di buche schianta-sospensioni nelle strade, la vegetazione impossessarsi dei bordi delle carreggiate, gli intonaci rovinati diffondersi sulle facciate degli edifici, negozi e negozi chiusi, le stesse cose che 30 e più anni fa rendevano ai miei occhi la Grecia arretrata rispetto all'Italia. 

Anche per queste "sensazioni" sono entrato nell'orbita della galassia 5 Stelle e condivido molto i loro allarmi sociali e morali, mentre mi sono stancato dai teatrini di Renzi, Boschi e Madia, più rappresentativi della minoranza di italiani che ha troppo che della maggioranza che ha troppo poco.

E condivido la grande battaglia di civiltà, portata avanti dal Movimento 5 Stelle, per estendere anche ai cittadini della Repubblica italiana un diritto di cui godono tutti i cittadini europei a parte quelli di Italia, Grecia e Ungheria: il reddito di cittadinanza.

Per questo invito tutti quelli che possono a partecipare dopodomani sabato 9 maggio alla MARCIA PERUGIA-ASSISI PER IL REDDITO DI CITTADINANZA che partirà alle ore 12 dai Giardini del Frontone di Perugia e si concluderà dopo 19 km (circa 6 ore di camminata) presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.


Una marcia che per i cittadini umbri ha un ulteriore forte significato, in vista delle prossime elezioni regionali di fine mese. Infatti gli umbri semplicemente onesti, fuori dai maneggi dei palazzi del potere e non legati al voto di scambio (dunque sulla carta una minoranza!) sperano che tra i due litiganti il terzo goda! Sperano che tra il PD di Catiuscia Marini - capace a pochi mesi dalle elezioni di cambiare a proprio uso e consumo la Legge Regionale Elettorale - e la destra di Claudio Ricci - che ha scelto di allearsi con la Lega xenofoba, razzista e becera di Salvini - il terzo incomodo Andrea Liberati del M5S raccolga consensi tali da sovvertire tutti i pronostici. Se oggi ad Assisi vivesse ancora San Francesco, il 30 maggio in cabina elettorale non potrebbe che mettere il suo segno sul Movimento 5 Stelle!

PER APPROFONDIRE IL REDDITO DI CITTADINANZA:
PER APPROFONDIRE IL PASTICCIACCIO DELLA LEGGE ELETTORALE UMBRA:
P.S. E se vi tratterrete ad Assisi, fate un salto a visitare PostcARTs 3! :-)

lunedì 27 aprile 2015

Rivoluzione M5S:
torna di moda l'onesta e lo sdegno!

120 : commenti
Non c'è niente da fare, più ascolto i cinquestelle, più mi rispecchio e riconosco...

Memorabile questo intervento dell'ingegner Girgis Giorgio Sorial, che auspica il passaggio dall'ormai anacronistico PIL (che contabilizza anche i proventi di attività illecite) alla "economia della felicità". Occhio al momento (verso il quinto minuto) in cui strappa il discorso che si era preparato e inizia a parlare a braccio: di transizione, di biodiversità e ogm, di produzione basata sulla comunità locale, di cambiamento dal basso, di reddito di cittadinanza... tutta roba pressoché incomprensibile alle teste di legno che ci governano.


E non perdetevi l'ineguagliabile Alessandro di Battista dire in faccia a Renzi quello che ogni cittadino italiano consapevole e onesto dovrebbe dire. Ho partecipato a un suo comizio pochi giorni fa e dal vivo è ancora meglio... questi sono gli amministratori della res publica che vorrei vedere guidare Comuni, Regioni e Italia.


A proposito, come già sapete, in Umbria la sfida al vertice della Regione è tra la presidente uscente Catiuscia Marini (PD) e lo sfidante Cludio Ricci (centro-destra), Sindaco della Città di Assisi. E nei corridoi del municipio di Assisi - dove lavoro - capita ovviamente spesso di incrociare supporter e promotori che fanno campagna per Ricci. Stamattina, alla macchinetta del caffè, sentendone uno dare Ricci per vincente non ho potuto fare a meno di dirgli:

"Guarda, pur di non rivotare la Marini, stavolta sarei stato dalla parte di Ricci anche io, ma alleandosi con Salvini è diventato veramente invotabile e ha regalato la vittoria alla Marini."

"Ne sei sicuro? - mi ha risposto - Tu lavori ai Servizi Sociali, no? Dovresti dare ragione a Salvini allora..."

"Non credo proprio!"

"Ma non li senti i discorsi della gente? È proprio alleandosi con Salvini che Ricci si è messo in tasca la vittoria."

"Tu dici? Per me è il contrario: per 10 voti che gli porta gliene toglie 20.

"Va be', vedremo chi ha ragione."

"Si, vedremo!" ho preso il mio caffè e ho salutato.

Tutto condito da sorrisi ovviamente. :-)

Sì, vedremo. Se il popolo Umbro fosse sul serio in maggioranza per Salvini, allora sarebbe la cartina di tornasole che l'intera Italia è diventata una nazione razzista. Non vedo differenze sostanziali tra l'uso politico che Hitler fece dell'odio contro gli Ebrei e quello che Salvini fa con gli immigrati.

Vi ho già detto che sogno che al ballottaggio con la Marini non ci vada Claudio Ricci ma Andrea Liberati, seguito da tanti cinquestelle in Consiglio Regionale. L'Umbria di S. Francesco e S. Chiara d'Assisi, S.  Rita da Cascia e S. Benedetto da Norcia, del verde e della biodiversità (cicerchia, lenticchie di Castelluccio, fagiolina del Trasimeno, tartufo di Norcia e Spoleto, patata di Colfiorito, cipolla di Cannara ecc.), delle acque minerali svendute al mercato (la Rocchetta per esempio), necessariamente prima o poi seguirà la sua vocazione mistica, idealistica, naturalistica e sarà governata dal Movimento 5 Stelle, se non sarà quest'anno sarà nel 2020.

domenica 26 aprile 2015

Bando per l'assegnazione di contributi finalizzati a sostenere l'affitto a favore di nuclei familiari in condizioni di debolezza socio-economica

26 : commenti

È aperto fino al  4 maggio il bando della Regione Umbria che vedete nel titolo. Ve ne voglio parlare perché è un bando veramente curioso, per ora mi fermo agli eufemismi. Dopo averlo letto con attenzione - osservando che è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria (1) il 1 aprile scorso - verrebbe da credere che si tratti di uno scherzo... invece è tutto vero.

Potete leggerlo integralmente sul BUR o sulla delibera di giunta regionale che l'ha approvato il 16 marzo scorso (2), io ve ne riassumerò i punti salienti.

Sono destinatari dei contributi i nuclei familiari che hanno avuto una diminuzione del reddito complessivo 2013 rispetto a quello 2012 uguale o superiore al 40% (il bando specifica quali cause sono ammesse come origine della riduzione di reddito).

Tra i requisiti soggettivi per l'accesso, è fondamentale la non titolarità di casa di proprietà. Inoltre il nucleo familiare deve avere un reddito complessivo 2013 non superiore a € 30.000.

Notiamo subito che il bando puzza parecchio di illegittimo, poiché prende in esame il reddito del cittadino a dispetto della normativa vigente che prevede la presentazione dell'ISEE ogniqualvolta si "richiedano prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche". Facciamo finta di non essercene accorti e andiamo avanti.

Dunque, se un nucleo con reddito complessivo 2013 pari a € 30.000 avesse avuto un reddito complessivo 2012 pari a € 40.000, non potrebbe accedere al sostegno in questione, infatti la riduzione di reddito dal 2012 al 2013 sarebbe pari solo al 25%. Per partecipare al bando quel nucleo avrebbe dovuto avere nel 2012 un reddito complessivo di almeno € 50.000, infatti una riduzione del reddito da € 50.000 a € 30.000 corrisponde al 40% di riduzione minima prevista dal bando. E siccome la riduzione deve essere uguale o superiore al 40%, quel nucleo nel 2012 avrebbe potuto avere un reddito complessivo di € 100.000, ma anche di € 200.000, € 300.000 e così via, e potere partecipare comunque al bando...

Ehm, va be', può partecipare al bando una famiglia che nel 2012 aveva un reddito di € 300.000 e nel 2013 se lo ritrova ridotto di un ordine di grandezza: pensiamo per esempio a un manager di una grande industria licenziato in tronco... un evidente caso di "debolezza socio-economica", ci sta no? Ok, ma partecipare al bando per ottenere cosa? Qua cominciamo a divertirci sul serio: per ottenere un contributo integrativo del canone di affitto relativo a un alloggio locato o da locare, che sia ubicato in Umbria, che faccia parte di un fabbricato costituito da almeno due alloggi (ville e castelli no, grazie a Dio, ma una bella bifamiliare con giardino sì!), che abbia una superficie utile fino a 95 mq, o 120 mq per nuclei composti da almeno 5 persone.

Il bando prevede la formazione di una graduatoria e i punti vengono attributi così:
  • punti 6 se il nucleo risiede in un alloggio oggetto di sfratto esecutivo
  • punti 5 se l'alloggio locato o da locare è ubicato in un centro storico
  • punti 3 se almeno un componente del nucleo è titolare di un contratto di lavoro precario
  • punti 3 se il reddito complessivo 2013 non è superiore a € 12.000
  • punti 2 se il reddito complessivo 2013 non è superiore a € 18.000
  • punti 1 se il nucleo è in graduatoria per l'assegnazione di una casa popolare

Riuscite a vedere un filo di buon senso in tutto ciò?

An passant. Il bando prevede che "a parità di punteggio le domande sono collocate in graduatoria in ordine crescente di reddito complessivo"... Qualche dubbio su come vada interpretata questa fase, visto il bando nel suo complesso, ce l'ho. Voglio sperare che significhi che, a parità di punteggio, prende il contributo chi sta economicamente peggio e non chi sta meglio.

E ci avviciniamo al gran finale.

Che differenza c'è tra partecipare al bando come single o come nucleo familiare composto - facciamo un esempio a caso - da marito e mogli, tre figli e due nonni disabili? Nessuna, ai fini del punteggio è la stessa cosa, gulp!!!

Ricapitoliamo. 

Un single che nel 2012 abbia avuto un reddito complessivo di € 300.000, che poi sia stato licenziato, che abbia visto il proprio reddito complessivo crollare nel 2013 a € 30.000, che non abbia mai comprato casa, che magari abbia sempre vissuto in hotel e giri in Porsche, che ora intenda affittare un "appartamentino" di 95 mq in centro storico, ebbene quel single è un "nucleo familiare in condizione di debolezza socio-economica" buon candidato a ricevere dalla Regione Umbra un "contributo finalizzato a sostenere l'affitto".

Ma quanto sarà mai questo contributo? Il bando prevede un meccanismo per calcolarlo, commisurando il reddito 2013 all'importo del canone di locazione, comunque sia il massimo contributo possibile è pari a € 200 al mese. Ricorda un po' la montagna e il topolino, non vi pare? Va però detto che il contributo viene erogato per massimo 36 mesi! Dunque il single di cui sopra verrebbe a prendere in 3 anni fino a € 7.200... mica male di questi tempi!

Ora dico io, mentre i Comuni sono costretti a tagliare ore di assistenza domiciliare ad anziani e disabili, contributi economici ad indigenti, chiudere servizi per i cittadini, per l'ormai cronica riduzione del FNPS, ha un pur minimo senso che una Regione, per di più di sinistra, dissipi risorse preziose in un bando sui generis come quello che abbiamo appena esaminato? A mio avviso assolutamente no, oserei dire che è vergognoso.

Per questo, se alle prossime elezioni regionali umbre sicuramente non voterò la destra alleata di Salvini, tanto meno rivoterò la sinistra che nel corso degli ultimi anni ha partorito decine di altri bandi insensati e schizofrenici come quello che abbiamo appena esaminato.

Per questo - come vi ho spiegato pochi giorni fa - voterò Movimento 5 Stelle. 

Umbri, svegliamoci! La sinistra che ci governa non è più la sinistra in cui abbiamo creduto per tanti anni, ci ha tradito nei valori, nei diritti, nelle promesse. Venite ad ascoltare i comizi dei 5 Stelle: sentirete argomentazioni, percepirete un senso morale, respirerete un entusiasmo a cui non eravamo più abituati. A vedere la TV sembrerebbe che la politica è morta con Berlinguer, ma non è così. La vera anima della sinistra non appartiene più al PD berlusconizzato da Renzi, ora è rinata dentro il Movimento: nessun altro partito in Italia oggi fa politica, parla di politica, difende la politica dei diritti e dei cittadini come i cinquestelle. Ci siamo talmente assuefatti alla politica del potere e della casta che avvicinarsi al Movimento 5 Stelle è come respirare aria fresca dopo anni e anni chiusi in una scatola!

Per questo è importante mandare in Consiglio Regionale Andrea Liberati e il maggior numero di cinquestelle possibile (tra l'altro si dimezzano lo stipendio e quindi costano ai cittadini la metà): affinché controllino che certe schifezze, porcherie, maneggi - ad hoc, ad personam, ad libidum - che avvengono in questa Regione non accadano più.

Per vincere la presidenza della Regione Umbria ci vorrebbe un miracolo, è vero. Ma se non sarà quest'anno, il miracolo accadrà tra 5 anni, ormai è solo questione di tempo.

mercoledì 22 aprile 2015

Ho sognato che sull'Umbria sorgevano 5 stelle...

27 : commenti
«Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa in 53 punti» (Licio Gelli)

Vi piace l'Italia che sognava Licio Gelli, cioé l'Italia dei nostri giorni? A me per niente. È anche per questo che, in vista delle elezioni regionali 2015, ritorno a parlare di politica su 22 passi, dopo tanti post dedicati ad altri argomenti. Nel mio piccolo, come cittadino, scendo in campo a partire dalla mia Regione e mi schiero con il Movimento 5 Stelle. 


L'Umbria è una delle roccaforti della sinistra italiana. Sin da quando furono bandite le prime elezioni regionali negli anni '70 del secolo scorso, le Giunte regionali della verde Umbria sono sempre state dello stesso colore politico: rosso. Lo sarà anche la prossima? Salvo sorprese sì... ma l'Italia del PD "berlusconizzato" di Renzi ha un disperato bisogno di sorprese, vere e costruttive, e io auspico che proprio nella mia amata Umbria possa realizzarsi - a dispetto dei sondaggi che lo danno al terzo posto (17%) dietro alla destra (30%) e alla sinistra (47%) - la sorpresa del Movimento 5 Stelle alla guida di una Regione o - mal che vada (e più realisticamente) - con numeri comunque tali da potere esercitare una sana opposizione e un opportuno controllo in Consiglio regionale. 

Per inciso, penso da anni che "sinistra" e "destra" siano etichette che andrebbero dismesse una volta per tutte. È sconfortante vedere un governo di "sinistra" completare e realizzare step by step il disegno piduistico che Berlusconi - forse più per incapacità politica sua che per forza dell'opposizione - era riuscito solo a imbastire. È sconfortante vedere un governo di "sinistra" adottare i metodi dei precedenti governi di destra, sia a livello di contenuti, pensiero, azione, sia a livello di comunicazione pubblica e dialogo tra le parti sociali. È sconfortante vedere Renzi gareggiare per prendere il posto di Berlusconi in quella caricatura di persona - priva di serietà, ineducata, gigionesca e vuota di contenuti - che in Europa rappresenta ormai il capo di governo italiano.

Ho sempre votato per la sinistra, ma non mi riconosco più nella "sinistra" al governo, né in quella che governa l'Italia, né in quella che governa l'Umbria. Fino a qualche mese fa, confidavo ai miei amici che avrei votato come Presidente della Regione (per la prima volta!) un candidato della destra, l'attuale sindaco della Città di Assisi, l'ingegner Claudio Ricci. Avrei chiuso un occhio perfino sulla sua provenienza da Forza Italia, come avevo già pensato di fare 5 anni fa, prima che venisse "silurato" come candidato alle regionali 2010 da Berlusconi stesso perché poco "telegenico" (sic!); quella "trombatura" gli ha fatto guadagnare tutta la mia simpatia. In fondo il PD è pieno di ex Democristiani come lui, quindi perché fare il purista: Ricci promette di cambiare in meglio l'Umbria e confidavo potesse farlo davvero. Sì, avrei appoggiato con convinzione Ricci, piuttosto che votare (di nuovo) la candidata del PD, Catiuscia Marini: ero assai deluso dalle politiche "di sinistra" attuate dalla Regione Umbra sin da metà degli anni 2000. Non posso certo dare un giudizio a 360° sull'operato della Marini, mi basta e avanza constatare quanto nell'ultimo quinquennio il sistema di welfare dell'Umbria sia sprofondato ancora più a fondo di quanto fosse prima - questo posso valutarlo con competenza, perché lavoro nel sociale da quasi 25 anni - per non ridare il mio voto al partito e alle persone che sono state politicamente capaci di favorire una tale involuzione e un tale scempio.
Poi questo inverno Ricci ha valutato conveniente allearsi con Salvini e, di conseguenza, ha automaticamente perso il mio voto e quello di tutti gli elettori di sinistra che lo avrebbero votato pur di dare una scossa ai palazzi del potere umbro. Ricci avrà fatto bene i suoi conti, è una persona intelligente: forse si è convinto di non avere possibilità di battere la Marini e ha preferito puntare al rafforzamento della seconda piazza, per potere guidare un'opposizione più forte. Sia quel che sia, a mio modesto avviso, l'alleanza con Salvini gli porterà meno voti di quanti, come il mio, gli verranno meno.

A questo punto, ho voluto dare un nuovo senso e una nuova direzione al mio voto e in questa prospettiva, per sondare di persona il campo e i contenuti, il 19 aprile (domenica scorsa) ho partecipato a Perugia, al Park Hotel di Ponte San Giovanni, a un incontro pubblico del Movimento 5 Stelle. Intervenivano Luigi di Maio, vicepresidente della Camera dei deputati (che avevo già apprezzato spesso come ospite di trasmissioni su La7) e tre umbri doc del Movimento: Tiziana Ciprini, deputato (che è stata mia collega giudice onoraio al Tribunale di Sorveglianza di Perugia, fino a quando è stata eletta al Parlamento), Laura Agea, deputata al Parlamento Europeo, Andrea Liberati, candidato M5S alla Presidenza della Giunta regionale. I duecento posti a sedere della sala erano tutti occupati e c'erano almeno altrettanti perugini in piedi: sinceramente era da tanto tempo che qui in Umbria non mi capitava più di ascoltare discorsi di vera politica (da un Movimento che è stato dipinto come artefice dell'anti-politica, curioso!) in presenza di un pubblico così numeroso, attento e partecipe.

Luigi Di Maio ha parlato della proposta del reddito di cittadinanza, uno dei capisaldi del programma nazionale del M5S. Una proposta che incontra totalmente il mio favore: chi obietta trattarsi di una misura che incentiverebbe la disoccupazione e non economicamente sostenibile, dimentica che è un fondamento del welfare di quasi tutte le nazioni europee (con effetti sociali positivi a medio-lungo termini ben maggiori di quelli negativi); dimostra la stessa apertura mentale di un cittadino USA che si oppone all'assistenza sanitaria per tutti i cittadini (che noi diamo per scontata). Questo è un breve video che ho girato nel corso dell'intervento di Di Maio:


Tiziana Ciprini, ha svelato alcune delle bugie che il PD di Renzi ci racconta sul Job Act e di come i lavoratori stiano tornando ai livelli di tutela delle fabbriche del modello taylorista (vedasi imposizione del microchip agli operai della Fincantieri):


Laura Agea ci ha parlato della sua esperienza di deputata a Strasburgo. Come membro della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali, ci ha anticipato alcune sollecitazioni -- per esempio in materia di minimum income (quel reddito di cittadinanza che solo in poche nazioni come Italia e Grecia non è istituito) -- che l'estate prossima verranno date dall'Europa ai governi nazionali.


Andrea Liberati, il candidato alla Presidenza della Regione Umbria che nel 2008 ha collaborato in USA all'elezione di Obama, ha descritto in sintesi il sistema di potere politico umbro...


Ahimè, per una mia svista, il video s'interrompe bruscamente poco prima della fine dell'intervento di Liberati. Peccato, perché il lungo e fragoroso applauso della platea valeva l'intero filmato. 

Nel prossimo post che dedicherò al Movimento 5 Stelle, vi parlerò della marcia per il reddito di cittadinanza che il prossimo 9 maggio seguirà il percorso della marcia della pace Perugia-Assisi.

Per concludere questo mio outing*, mi auguro con tutto il cuore che tra i due litiganti, Marini e Ricci, il terzo possa vincere. Vorrei vedere alle spalle e spazzata via la gattopardesca contrapposizione destra-sinistra che condanna l'Italia alle finte rivoluzioni e al reale immobilismo. Vorrei vedere sperimentare in una Regione piccola, ma strategica come l'Umbra, la capacità del M5S di assumersi responsabilità di governo. Vorrei... chissà... è sempre meglio tentare di realizzare un sogno che non provarci nemmeno.

* Sono un dannato idealista, non faccio mai quello che mi conviene, ma sempre quello che mi fa sentire a posto con la mia coscienza (quella vera, non quella di cui parla Gelli!). Lavoro al Comune di Assisi, sotto il sindaco Ricci; mi piacerebbe andare in mobilità in Regione, per lavorare in particolare all'implementazione del Sistema Informativo Sociale umbro (SI.So): logica e buon senso avrebbero voluto che mi schierassi comunque o con Catiuscia Marini o con Claudio Ricci... logica e buon senso, mica il cuore!
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