Molti di voi sanno già che quest'anno a Francesco Celani, primo ricercatore ai laboratori INFN di Frascati, oltre alla soddisfazione di vedere i propri esperimenti citati e replicati in tutto il mondo, sono piombati addosso due macigni.
Primo macigno. Gli sono stati negati finanziamenti per il proseguo dell'attività sperimentale in ambito LENR. Doloroso, ma alla fin fine abbastanza prevedibile se è vero che l'INFN valuta le LENR un campo di ricerca che non merita ulteriore indagini... saranno i posteri a dire quanto tale scelta sia lungimirante!
Secondo macigno. Il direttore dei Laboratori Nazionali INFN di Frascati, Umberto Dosselli, ha deciso di togliere a Celani il laboratorio #25 in cui lavora da decenni. Doloroso e incomprensibile.
Soffermiamoci sul secondo macigno e su alcune domande serie che esso solleva:
1) La decisione di negare a un ricercatore la possibilità di fare ricerca - non garantendogli, neppure in forma minimale, gli strumenti e gli spazi per farla (!) - può essere presa da una figura che ha un ruolo essenzialmente amministrativo?
È vero che Dosselli, come ogni direttore di laboratorio o sezione, è un fisico, ma il compito di un direttore è essenzialmente di natura amministrativo (più "politico" che "scientifico"): gestione del budget, allocazione delle risorse ecc. Se passa il principio che un direttore può togliere sic et simpliciter un laboratorio a un ricercatore, si apre un pericoloso precedente.
2) È stata applicata la giusta "astrazione" al caso di Celani? Il provvedimento scaturisce cioè da una analisi accurata, presa da chi sia ragionevolmente deputato a valutare la condotta scientifica di un collega?
Secondo i suoi accusatori, la colpa di Celani sarebbe una presunta condotta scientificamente non etica. C'è da restare basiti! L'INFN è coinvolto in tante ricerche che possono essere considerate eticamente deprecabili, sia sul piano della correttezza scientifica (per esempio è difficile credere che l'errore sui neutrini superluminari dell'esperimento OPERA sia dovuto soltanto a un'anomalia strumentale) sia sul piano dell'etica morale (per esempio la collaborazione dell'ente con la Fabbrica d'Armi Pietro Beretta S.p.A.). Insomma, pare proprio che dentro l'INFN si tenda a utilizzare due pesi e due misure.
Sinceramente penso che, anche a prescindere dal caso singolo, ogni ricercatore di un ente di ricerca dovrebbe:
- affermare con forza che la libertà di ricerca non va limitata;
- affermare con forza che la dignità professionale e umana non va mai calpestata.
- adoperarsi per limitare la burocratizzazione del processo di produzione scientifica.
In poche parole: SI all'indipendenza della ricerca, NO al mobbing, NO allo strapotere dei burocrati all'interno della scienza!
Pare poi che nell'INFN manchi totalmente un organismo (né gerarchico né amministrativo) - per esempio un comitato etico-scientifico di pari - che possa essere chiamato a valutare l'operato dei propri colleghi ricercatori. Un'anomalia tutta italiana, visto che all'estero, all'interno della comunità scientifica comitati siffatti esistono.
Pare poi che nell'INFN manchi totalmente un organismo (né gerarchico né amministrativo) - per esempio un comitato etico-scientifico di pari - che possa essere chiamato a valutare l'operato dei propri colleghi ricercatori. Un'anomalia tutta italiana, visto che all'estero, all'interno della comunità scientifica comitati siffatti esistono.
Dunque, per quel che vedo, con la richiesta formale di dismissione del laboratorio #25, Francesco Celani è stato censurato al di là dell'accettabile, e forse pure del lecito.
Su internet, in alcuni siti, si sta già parlando parecchio di questa pagina oscura dell'INFN, ma visto che a farlo è spesso gente che ama condire - ahimè - il 10% delle cose serie che dice con un 90% di forbite idiozie e becere maldicenze, ho voluto contribuire a portare un po' di corretta informazione bipartisan sulla questione.
In conclusione, solo in una nazione allo sbando come la nostra può accadere che si vada a togliere il laboratorio a un ricercatore che ha sulle spalle oltre trent'anni di attività il cui valore è riconosciuto in tutto il mondo. Mi auguro che chi ha preso questa incredibile decisione possa tornare sui propri passi... altrimenti ci sarà molto da aggiungere, raccontare e spiegare.
22passi.blogspot.com: post n. 2185 (-37)






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