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lunedì 15 ottobre 2012

Resoconto da Pordenone - parte 4

405 : commenti
(segue dalla parte 3)

Visto che oramai sono già presente su YouTube i video della conferenza di Pordenone (e ho avuto problemi a caricare quello girato da me) elenco i link dei video messi on line:

E riporto la trascrizione dell'ultima domanda dell'Ing. Scolari e della risposta dell'Ing. Rossi che ha concluso la conferenza e in cui ha spiegato molto bene come e con quanta determinazione vuole perseguire i suoi obiettivi.

Scolari
In apertura ho detto che il mio compito è provocare il dibattito e sono contento perché abbiamo dibattuto in maniera assolutamente veloce... ci son passate tre ore... vuol dire che - divertiti, interessati o altro - ci siamo un po' arricchiti e ci ricorderemo leggendo qualcosa... "ah, pensa, avevo fatto quella domanda lì"... ci ricorderemo di questo incontro. Ma, per vederla più spesso io Le offro di insidiarsi al Polo Tecnologico. Chi è insediato qua sa che sono un rompiscatole bestiale perché - l'ho detto prima - io voglio "liquidare" la conoscenza, farla rendere e quindi, dal mio punto di vista, il suo modello di business non va bene, ma non va bene per nulla! Non perché una cosa così preziosa debba essere data gratis - non ci penso nemmeno, sono un venale terribile - ma perché una roba di questo tipo va accelerata per produrre soldi, ma a una accelerazione che non è quella - mi scusi - che io sto percependo... cioè deve avere nove fabbriche... ha diecimila richieste: li soddisfi tutti, tutti! E perché non ci ha voglia di fare così? 

Rossi
Il suo discorso ha senso, ha una logica... allora, prima di tutto l'insediamento nel Polo Tecnologico lo prenderemo in esame; sicuramente questa è una zona d'Italia che io amo perché...

Scolari
...le metto a disposizione l'ira di Dio, purché faccia soldi in fretta!

Rossi
Dunque, sì il suo discorso è logico, il problema è complesso, perché prima di tutto noi possiamo fare i passi in base a quelle che sono le nostre gambe per cui gli investimenti che noi possiamo fare sono gli investimenti che noi possiamo fare con i nostri soldi. Io ho rifiutato partecipazioni fino ad oggi perché... perché forse tutti avete visto il film su Mattei, quello con Volonté, è uscito quando io avevo venti anni... e la frase famosa di Mattei è "quando un cagnolino si allea con dei mastini, lui finisce per essere messo da parte e alla fine la zuppiera rimane solo in mano ai mastini". Quindi - come vede - può essere che la nostra strategia di business non sia così naif come può sembrare, perché noi dobbiamo tenere presente che il nostro sviluppo finanziario deve essere tale da non renderci dipendenti da entità che potrebbero, non solo metterci da parte, ma addirittura mettere da parte la tecnologia stessa, perché le problematiche in questo settore sono molto più complesse di quanto non sembri. Io ho detto prima, quando mi è stata fatta la domanda sulla possibilità di applicare questa tecnologia a grandi centrali eccetera, io ho detto quello che mi è stato detto, non ho detto quello che penso... [applauso dei presenti].
Quando poi dico che abbiamo ricevuto diecimila richieste, ma intanto cominciamo a fornirne solo qualche centinaio è perché non sappiamo chi sono gli altri... intanto per cominciare noi coi nostri mezzi facciamo questo. Le proiezioni del business plan che abbiamo fatto sono tali per cui gli utili derivanti dalla vendita dei primi impianti dovrebbero avere uno sviluppo esponenziale tale da far sì che possano essere tranquillamente riassorbite le altre richieste. Se noi in questo momento andassimo a cercare i finanziamenti per i fondi necessari per metterci subito a fare diecimila impianti, noi ci troveremmo inevitabilmente ad avere un indebitamento tale da essere tossico. Sa, i finanziamenti sono come il whisky: un bicchierino fa bene, due litri spaccano il fegato. Quindi io voglio avere finanziamenti solo se sono ben sicuro che poi quei soldi gli posso restituire in qualsiasi momento mi possano legalmente essere richiesti, perché altrimenti poi questo potrebbe causare le conseguenze che abbiamo detto prima. Quindi il modello di business che noi abbiamo assunto è un modello estremamente aggressivo entro i limiti della sicurezza di rimanere in controllo della tecnologia. Questo fatto noi lo stiamo mantenendo in tutto il mondo dove stiamo operando... negli Stati Uniti abbiamo fatto un accordo estremamente importante... ma questa filosofia noi la dobbiamo mantenere non solo nel nostro interesse, credo, ma anche nell'interesse della tecnologia, perché - guardi - al punto in cui siamo, le dico con assoluta sincerità che io ho proposte tali per cui io potrei dire "ok, vi vendo tutto, prendo i soldi e coi soldi che prendo metto a posto me, i miei figli, i figli dei miei figli e i figli dei figli dei miei figli... e poi gli altri si arrangeranno insomma! [risate] Abbiamo scelto invece di curare lo sviluppo di questa creatura [indica l'Hot-cat] in modo di essere ben sicuri che diventi grande e si laurei. [applauso dei presenti]

Resoconto da Pordenone - parte 3

128 : commenti
(segue dalla parte 2)

33 cm, 5 kg, 20 g di carica per 6 mesi, temperatura 1000°C, COP 11...
l'HOT-CAT: una nuova promessa per il futuro in attesa di validazione.






(vai a parte 4)

sabato 13 ottobre 2012

Resoconto da Pordenone - parte 2

148 : commenti

(segue dalla parte 1)

Come promesso, appena YouTube avrà finito di caricarlo, potrete vedere e ascoltare il lungo intervento di Rossi 24 ore fa al Polo Tecnologico di Pordenone. Si tratta di un video di quasi 50 minuti fatto con l'iPhone, l'audio in alcuni punti non è eccezionale, ma è comprensibile.

Anticipo alcune punti, annotati al volo con la destra mentre con la sinistra giravo il video. 

E-Cat (impianto da 1 MW)

Nella fase di avvio della produzione industriale le fabbriche sono due, una in Italia (a Ferrara) e una seconda negli USA.
Rossi ha ribadito che gli iter per l'ottenimento delle certificazioni (quelle che interessano i clienti finali) dell'impianto da 1 MW sono a buon punto.

Hot-Cat (prototipo sperimentale)

Rossi ha riferito che è stata raggiunta la stabilizzazione a 1000-1050° C della temperatura "a parete", quella con cui viene in contatto il fluido che può lambire l'unità hot-cat.
Il report pubblicato da e-catworld.com è solo un piccolo riepilogo di quello molto più dettagliato (un pdf da 4 MB) che dovrebbe essere messo on line quanto prima sul sito del Polo Tecnologico di Pordenone. 
Il test in questione è partito il 25 settembre e si è concluso il 9 ottobre scorso per un totale di 336 ore. Il report presentato ieri è firmato solo da Rossi, ma al test erano presenti anche terze parti che stanno preparando un loro rapporto.
Tolte le 4 ore della procedura di accensione e le 4 ore di quella di spegnimento, le ore di operatività dell'hot-cat sono state 328. 
L'energia media in ingresso è stata 2,4 kW.
I picchi massimi di potenza in ingresso hanno raggiunto i 5 kW.
Per il 50% del tempo il reattore ha lavorato in regime di self-sustaining.
Il COP conseguente risulta 11,7.
La densità di potenza (sottostimata perché le cariche si consumano in 6 mesi non in 328 ore) è pari a 163,4 MW/g, vari ordini di grandezza (vedi diagramma di Ragone) al di là di energie di origine chimica.

In generale Rossi ha dichiarato di avere un'dea chiara sul tipo di reazione che avviene nei suoi reattori, ma al momento non può rendere pubblica la sua teoria perché, di fatto, darebbe una informazione importante ai suoi competitors. Ritiene comunque che la fusione tra Ni e H sia solo un side-effect (vedi oltre).

Veniamo ora alla fase di domande-risposte in cui Rossi ha realmente dato il meglio di sé. 

Il Prof. Franco Battaglia ha rivolto numerose domande a Rossi: che tipo di reazione pensa possa avvenire nel reattore (tanto più se la supposta fusione tra Ni e H fosse solo un side-effect); se il Ni utilizzato è in proporzione isotopica naturale; se il rame che si produrrebbe è radioattivo; se infine è stato fatto un esame isotopico delle polveri esauste.
Rossi ha confermato che la polvere di Ni presente nelle cariche subisce un processo di arricchimento (isotopi Ni62 e Ni64) e che il Cu prodotto è Cu63 e Cu65. All'obiezione di Battaglia che, se così fosse, le polveri sarebbero comunque radioattive, sia pure per poche ore, Rossi ha precisato che la procedura di spegnimento del reattore dura 4 ore proprio perché dopo tale lasso di tempo la radioattività del Cu prodotto è totalmente decaduta.
Ha quindi spiegato che, quando dice che per lui la fusione tra NI-H è un side-effect, intende che si tratta di un fenomeno residuale rispetto a quello principalmente all'origine dell'eccesso di energia, infatti la trasformazione di Ni in Cu riguarda solo picogrammi di materia. Ha chiesto aiuto (ha citato l'Università di Padova) per sottoporre ad analisi isotopica le polveri esauste, ma le quantità di elementi trasmutati sono troppo piccole.

Qualcuno ha chiesto se avesse rilevato emissioni di He4 (segno di fusione H + H). Rossi ha risposto che questo non si verifica.

Un imprenditore che produce e vende Idrogeno ha chiesto in che modo esso intervenga nella reazione e con quali rischi. Rossi ha spiegato che viene usato H atomico e non gassoso e che la quantità è veramente minima (1g per ogni carica che pesa in totale 20g), pertanto non esistono rischi di esplosioni. Tra l'altro, poiché il certificatore ha preteso che non ci fossero bombole di idrogeno nell'impianto, Rossi ha trovato il modo di utilizzare nelle cariche dell'E-Cat una molecola capace di accumulare H atomico: sopra una data temperatura, la molecola rilascia l'H, quando la temperatura si abbassa lo ricattura.
L'imprenditore si è detto naturalmente molto interessato a potere utilizzare una tale molecola. Rossi lo ha invitato a contattarlo in privato per passargli volentieri tale informazione.

Qualcuno ha chiesto come può essere modulata la potenza dell'E-Cat per le applicazioni domestiche. Se ho capito bene Rossi ha risposto che l'impianto da 1 MW può essere modulato (praticamente di 100 step, ognuno per ciascuno dei 100 moduli acceso o spento) grazie al sistema di controllo messo a punto dall'Ing. Fabiani. Implicitamente (deduzione mia) questo sembrerebbe escludere che al momento possa essere modulato l'output della singola unità.

Un fisico (il Camillo di EnergeticAmbiente) ha chiesto se anche Rossi, come lui, crede che la reazione possa essere né chimica né nucleare (zero point energy?).
Rossi ha eluso la risposta. In campo teorico tutto è possibile, poi in pratica... comunque sia l'equivalenza massa = energia non si tocca, o per lo meno non sarà certo lui a mettere in discussione Einstein.

Uno studente di fisica ha chiesto se la reazione avviene anche senza il catalizzatore segreto. Rossi ha confermato che senza catalizzatore l'effetto è piccolissimo.

Il Dott. Giovanni Petris della Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna della Regione Friuli Venezia Giulia (nella foto accanto) ha chiesto quali rifiuti si hanno a fine vita operativa. Rossi ha garantito che non ci sono emissioni, radiazioni, rifiuti. Le cariche vengono rigenerate o riciclate. A fine vite non resta che normale metallo da riciclare e fondere.

A chi gli ha ricordato che la famiglia reale inglese, o le poche persone al mondo che conoscono la formula segreta della Coca Cola, non salgono mai sullo stesso aereo, Rossi ha risposto - dopo avere toccato ferro! - che in caso dovesse succedergli qualcosa uno studio notarile ha disposizioni su come non fare morire il segreto industriale. 

E per ora mi fermo qui.

(vai alla parte 3)

Resoconto da Pordenone - parte 1

123 : commenti
(segue dalla parte 0)

Non ho contato i presenti all'incontro di ieri. I 60 posti a sedere nella saletta convegni del Polo Tecnologico Andrea Galvani di Pordenone erano tutti pieni, ma c'erano un'altra ventina di persone in piedi e credo un altra ottantina nella sala vicina allestita col maxischermo. Premetto che mi sono soffermato, soprattutto a fine conferenza, a chiacchierare e ascoltare i commenti di scettici e fiduciosi e per questo posso darvi la mia parola che si è trattato di un bel colpo messo a segno dall'Ing. Andrea Rossi, per la sua immagine e la "validazione" della concretezza del suo operato. Non a caso l'Ing. Franco Scolari, Direttore Generale del Polo Teconologico, a fine incontro, ha invitato l'azienda di Rossi a entrarne a farne parte.

Ma partiamo dall'inizio. L'Ing. Franco Scolari ha fatto gli onori di casa presentando il Polo Tecnologico da lui diretto e il centinaio di aziende insediate (51 aziende nella struttura stessa e altre 50 convenzionate), dopodiché ha dato la parola all'Arch. Gianvico Pirazzini e all'Ing. Fulvio Fabiani della Leonardo Corporation che hanno parlato dell'impianto da 1 MW a bassa temperatura.

L'Arch. Gianvico Pirazzini ha ricordato di collaborare con Rossi da circa due anni; prima, in prospettiva, per la versione domestica dell'E-Cat (che potrà diventare realtà tra qualche anno), poi per la versione industriale ora in vendita. Concettualmente l'E-Cat (parliamo dei moduli E-Cat a bassa temperatura che compongono l'impianto da 1 MW) è grande come un scatola di scarpe, fornisce una densità di potenza paragonabile solo alle fonti nucleari e ha un ciclo di vita a emissioni zero e senza rifiuti dannosi di alcun genere (Rossi in seguito ha specificato tutto ciò con maggior dettaglio nel corso del suo intervento).
L'impianto da 1 MW a livello di pre-serie ha un COP minimo garantito pari a 6 (tenuto volutamente "basso" per garantire ai primi clienti la massima sicurezza possibile); ma si prevede che già nel giro di un paio di anni possa arrivare, per step successivi, a COP 10.
L'azienda che utilizzerà l'impianto da un 1 MW verrà dotata di una sorta di doppio attacco a cui possono essere collegati contemporaneamente due impianti in parallelo. Infatti, per evitare che le operazioni di sostituzione delle cariche vengano fatte in sede e una ad una per ognuna delle 100 unità da 10kW (e garantire così al cliente l'assenza di tempi morti durante la fase di ricarica), ogni 6 mesi la Leonardo Corporation, al momento di ritirare il container utilizzato, ne accenderà un altro. Non solo, il nuovo container sarà upgradato di volta in volta agli sviluppi della tecnologia E-Cat, sicché il cliente avrà sempre un modello con prestazioni migliori di quello sostituito, con tutto ciò che questo comporta nell'accorciamento dei tempi di rientro dell'investimento.

L'Ing. Fulvio Fabiani si è occupato per la Leonardo Corporation della progettazione del sistema di verifica e controllo continuo di ciascuno dei 100 moduli E-Cat che compongono l'impianto da un 1 MW a bassa temperatura (90-120° C e pressioni di 1-2 bar). Tale sistema (vedi slide che ho pubblicato ieri sul blog), oltre a garantire il funzionamento in sicurezza dell'impianto, mira ad accumulare una "letteratura" imponente di dati di funzionamento che torneranno utili il giorno che toccherà affrontare la sfida (ingegneristica, certificativa, legislativa) dei modelli E-Cat di piccola taglia destinati a usi domestici. Non ho preso appunti circa i dettagli tecnici: ho capito che si tratta di una rete che utilizza chip AMR tipo quelli utilizzati dai telefoni cellulari, collegata a sensori e valvole di sicurezza (tutta componentistica affidabile e dai costi contenuti).
Su 100 moduli dieci sono tenuti dormienti. Qualora il sistema di controllo verifichi che un E-Cat dia segni di avaria, provvede a spegnerlo e ad accendere una unità dormiente. In questo modo le prestazioni dell'impianto possono essere mantenute costanti anche in caso di anomalie di funzionamento delle singole unità. A fine conferenza Rossi, rispondendo a una domanda, ha precisato che il sistema messo a punto da Fabiani permette anche la modularità della potenza espressa dall'impianto.
Il certificatore ha richiesto varie modifiche alle singole unità all'impianto da 1 MW, ma anche un sistema di controllo dei livelli del serbatoio di acqua distillata a monte dei 100 E-Cat. Ciascun E-Cat contiene 20 litri di acqua, quantità che ne consente il raffreddamento al momento dello spegnimento.
In questa fase di pre-produzione industriale la tempistica di costruzione di un impianto da 1 MW al momento è di 2-3 mesi.
Leonardo Corporation è fiduciosa sulla concessione del brevetto internazionale, ma sta già entrando nel mercato in modo tale da garantirsi il segreto industriale (vedasi per esempio l'idea del doppio attacco di cui sopra). Fabiani ha precisato che tutte le risorse della Leonardo Corporation sono destinate in questa fase ad arrivare quanto prima a una produzione industriale vera e propria e che Rossi si è infine convinto (glielo chiedevano in tanti) a lasciare il core business dell'azienda in Italia (al suo turno di parola, Rossi ha poi chiarito la strategia complessiva che sta seguendo).

A costo di essere noioso, ribadisco - perché molti giocano ad equivocare - che tutto quanto sopra esposto si riferisce all'impianto da 1 MW - in vendita - a bassa temperatura e non all'hot-cat - sperimentale - ad alta temperatura.

Mi resta da pubblicare:
  • il video dell'intervento di Rossi (ci vorranno ancora un po' di ore per caricarlo su YouTube) in cui ha parlato anche dell'hot-cat;
  • il resto degli appunti che ho preso, relativi al lungo spazio domande-risposte che ha concluso la conferenza;
  • altre foto del pomeriggio.
P.S. Intanto incrociate le informazioni che ho dato (e darò) con quelle di un fisico presente all'incontro, il Camillo che scrive su EnergeticAmbiente, di tutt'altra apertura mentale del Camillo che scrive su fusionefredda.wordpress.com! :-)

(vai alla parte 2)

venerdì 12 ottobre 2012

Resoconto da Pordenone - parte 0

78 : commenti
Pordenone riscatta Zurigo

Aggiornamenti in arrivo a breve su questo post. Per adesso vi dico solo che torno a casa soddisfatto di quello che ho visto ascoltato. A presto.

***

L'incontro al Polo Tecnologico di Pordenone tra Leonardo Corp. e Confindustria che si è svolto questo pomeriggio è stato un buon punto messo a segno da Rossi. Potranno confermarvelo gli altri lettori del blog Hermano Tobia, Marco da Rallo, Spaxio, il mitico Paolo promotore dell'ecatering di un anno fa in Via dell'Elettricista (erano presenti anche il Prof. Stremmenos e il fisico Camillo che scrive su EnergeticAmbiente).

In attesa di pubblicare nei prossimi giorni un sostanzioso resoconto della conferenza, densa di informazioni anche inedite, vi lascio le slide presentate dall'Ing. Fuvio Fabiani, relativa al sistema di sicurezza della pre-serie dell'impianto da 1 MW a bassa temperatura (90-110° C). Via libera ai commenti...


(vai alla parte 1)

giovedì 11 ottobre 2012

Per fare un albero ci vuole il seme...

90 : commenti

Disponete 10 alberi in un terreno,
formando 5 file diritte
e mettendo 4 alberi per ogni fila.

@ @@ @@@ @@@@


Uno degli affezionati lettori del blog (Silvio Caggia) ci propone di mettere alla prova il nostro problem solving con questo simpaticissimo test "da agrimensori"! ;)

Prendetevi tutto il tempo necessario per risolverlo: c'è chi ci riesce all'istante e chi s'arrende (e allora può cercare la soluzione su Google). Di certo questo gioco - del tutto logico e razionale - la dice lunga su come funziona il nostro cervello.

Ovviamente chi indovina la soluzione, o la conosce già, deve tenersela per sé e riferirci solo quanto tempo ci ha messo per arrivarci.

A me che non lo conoscevo sono serviti una quindicina di minuti per l'insight. Ehm, diciamo che ho afferrato la soluzione appena ho... smesso di pensarci! :-)

Riassumere in qualche riga...

50 : commenti
Sento il bisogno di riassumere in qualche riga le emozioni che ho provato negli ultimi giorni leggendo, a pizzichi e bocconi, nelle pause di lavoro e nei momenti liberi della giornata, tanti commenti che sono stati lasciati sul blog. 

Forse è stato il post sullo sciamanesimo, in particolare, a riportare su queste pagine discorsi, valori, idealità, auspici, che erano spesso finiti soffocati in mezzo a  eccessi di tecnicismo, discorsi circolari e contrapposizioni...

Sono felice che il blog cammini sempre più per conto suo, come un figlio che si emancipa dal padre e, ancora più, come un'opera collettiva di scrittura e sedimentazione di esperienze. Sono felice che permetta a tutti di lasciare il proprio "segno", di esprimere e condividere il proprio Sé, con tutti i rischi che a volte questo comporta, ma anche con tutte le infinite possibilità di bene e positività che apre.

Al di là di quello che potevo minimamente immaginare, il blog è diventato un punto d'incontro tra modi d'intendere universo, vita, scienza, fede ecc. diversi e storicamente antagonisti. E questo è fantastico e fecondo, perché il dibattito che ne consegue è sì spesso acceso e accanito, ma mai inutile.

Quasi 2.000 post, quasi 70.000 commenti: una galassia di migliaia e migliaia di idee e persone, una "rete neurale" talmente intricata da essere ormai impossibile da "leggere", su cui si può solo navigare trasportati dalla corrente.

Facendo un torto a tantissimi altri commenti che avrebbero meritato ciascuno un post a sè, ne scelgo una sequenza - letta poco fa a calce dell'ultimo post firmato U. Abundo e F. Santandrea, anch'esso catalizzatore di un dialogo appassionante che ha spaziato da una parte all'altra dello scibile umano - che mi è rimasta particolarmente impressa e ha dato il La al presente post. 

Questa è la vera "anima" di 22 passi d'amore e dintorni.

Buona giornata a tutti e grazie.

***

Giuseppe B ha detto... 10 ottobre 2012 23:07

@piero41

Se ti dai la possibilità di prendere in mano la tua vita, e non affidarla al caso, o considerarti alla stregua di una macchina, è probabile che scoprirai con certezza scientifica che la vita è impregnata di significato.

Facciamo un'esempio visto che a molti sembra di stare a parlare del sesso degli angeli.

L'espansione e il conseguimento dei nostri interessi, senza riguardo verso niente e nessuno, caratterizza la nostra epoca.
La vita economica, politica e religiosa è continuamente volta al conseguimento dei fini senza un limite.
Ogni uomo onesto con se stesso, dovrebbe rendersi conto di questa filosofia che sta alla base del pensiero di gran parte dell'umanità.
Potremmo dire in altre parole, che l'uomo nella sua sete di espansione e nel conseguimento senza fine dei suoi interessi, non si sta accorgendo che si sta auto-distruggendo.
Da pochi decenni sono nati e aumentati i problemi ambientali, i problemi di risorse, e sembriamo quasi sorpresi, quasi fosse un problema indipendente da noi, e non invece conseguente della nostra filosofia di vita negli scorsi secoli, e in particolare nell'ultimo.

Bene, adesso vediamo cos'è la malattia più diffusa del nostro tempo: il cancro.
La cellula cancerogena ha lo stesso identico comportamento verso il nostro corpo, come noi ce l'abbiamo nei confronti della terra.
Cos'è il cancro infatti, se non la cellula che smette di svolgere il suo ruolo per la "comunità", e ribellandosi comincia a coltivare interessi personali moltiplicandosi, e sfruttando irriguardosa tutto lo spazio che ha a disposizione.
Non si sta accorgendo però che la morte del corpo, e la sua stessa morte.

Come facciamo poi a stupirci e ad imputare al caso che il cancro sia la malattia più diffusa tra gli uomini?

Come facciamo a non accorgerci che la vera cura al cancro è l'Amore. L'Amore totale verso la vita e non teme la morte (come il cancro), che si espande su tutto e non si ferma davanti a niente (come il cancro).

Come facciamo ad imputare al caso che è proprio il cuore, da sempre considerato centro dell'Amore, l'unico organo a non poter esser aggredito dal cancro.

Ma ben presto i medici daranno una spiegazione anche a questo, chiamando in gioco qualche proteine particolare, e allora l'uomo starà veramente meglio.

Mi chiedo però quale delle due sia veramente scienza.

martedì 9 ottobre 2012

TED x Bologna il 13 ottobre

33 : commenti
Ricordo che anche quest'anno TED (Technology, Entertainment, Design), l'organizzazione no-profit che si occupa della diffusione di idee innovative e creative in tutto il mondo, tornerà in Italia, il 13 Ottobre a Bologna, con un evento intitolato "Passione e Creatività"

G-Com, sponsor dell'evento bolognese, ha prodotto per l'occasione questo video trailer informativo:


L’evento si svolgerà in uno spazio di 1.200 metri quadri all’interno dell’antica sede di produzione di piastrelle decorate a mano di Bologna, dove nomi del calibro di Alberto Cottica, autore di Wikicrazia, Cecilia Strada, presidente di Emergency, Francesco Baschieri, fondatore di radio web Spreaker, si alterneranno per creare realtà capaci di proiettare l’italianità verso prospettive future.

I posti disponibili per partecipare all’evento sono 100; il costo del biglietto è di 50 euro o di 25 euro + 25 Scec. Questo video vi spiega il concetto di Scec come banconota emessa gratuitamente e spendibile in tutta Italia. Iscrivendosi al sito per partecipare all’evento, si riceveranno in omaggio 100 Scec.

Per maggiori informazioni, in allegato il Comunicato Stampa e qualche imagine di supporto per un eventuale post nel tuo sito.

Ringrazio Vincenzo Castrogiovanni di Never Say Media per avermi gentilmente fornito le informazioni di cui al presente post.

Francesco Celani risponde agli scettici

38 : commenti
Col consenso dell'interessato, pubblico la traduzione in italiano (opera di un lettore del blog) della comunicazione che domenica scorsa Francesco Celani ha girato a una mailing list molto nota tra i ricercatori delle LENR. È particolarmente interessante perché risponde a una serie di dubbi che nelle settimane scorse sono state rivolte a Celani da chi è scettico circa la validità delle misure di eccesso di calore effettuate sul suo reattore.

***

Cari Colleghi,

Alcune persone, dentro e fuori le nostre Comunità, mostrano FORTI CRITICHE verso il report che ho mostrato ad ICCF17 e le 2 DEMO tenute ad Austin (National Instruments Week, 6-10 Agosto 2012) e Daejeon (ICCF17, 13-17 Agosto 2012).

* Il punto chiave delle critiche è che la possibilità che il lento calo di pressione dell'Idrogeno e le fluttuazioni di temperatura dell'ambiente di sperimentazione possano influenzare significativamente le (alte, circa 150°C) temperature misurate sulle pareti ESTERNE del nostro reattore in vetro, al punto da annullare l'eccesso di calore dichiarato.
Ritengono che l'alta, come previsto, temperatura in aumento all'INTERNO del reattore (a causa della variazione dei moti convettivi) possa avere effetti rilevanti verso la temperatura ESTERNA del reattore, da me assunta comportarsi come un corpo nero.
In altre parole, ritengono che le spesse pareti (3mm) del tubo di vetro borosilicato (Schott-Duran) non possano comportarsi come un corpo nero nella gamma di temperature di nostro interesse (100-170°C fuori, 160-240°C dentro).

* In particolare:

a) Hanno mostrato seri dubbi verso i diagrammi mostrati a pg. 33 e 38 del mio report (allegato) presentato durante ICCF17.

b) Hanno considerato di nessun significato i (buoni) risultati mostrati a pg 29, 31.

c) Inoltre, hanno considerato come pura coincidenza l'apparente effetto di eccesso di potenza in aumento con l'ampia diminuzione (fino al 30%!!!) del rapporto R/Ro della Constantana submicrometrica. Altri esempi sono stati mostrati a pg. 38.

* Per fare chiarezza su questi possibili dubbi, durante la scorsa settimana ho deciso (anche dietro il "forte" suggerimento / raccomandazione / controllo di uno dei nostri Collaboratori esterni) di scaricare, il quanto più possibile, il filo speciale di Constantana dall'Idrogeno.
Si trattava esattamente dello stesso filo in operazione sin dal 10 Luglio 2012.
Da tale data il reattore non è MAI stato aperto.
La procedura di scaricamento è stata piuttosto complessa ed ha richiesto diversi giorni. Riteniamo, in base alle misurazioni di R/Ro, che qualche traccia residua (ossia a concentrazione molto bassa) di Idrogeno possa essere presente nel reticolo cristallino della Constantana.

* Le misurazioni effettuate sono state le seguenti:

a) Il reattore è stato mantenuto senza isolamento termico esterno, nelle condizioni più simili possibili alla DEMO tenuta negli USA ed in Korea (e precedentemente a INFN-LNF, Italia).

b) La potenza applicata è stata, circa, di 48W, come da solito in queste demo.

c) La potenza è stata applicata al filo "attivo" (ossia quello di Constantana).

d) L'unica differenza è stata il gas: He (supposto inerte) invece di Idrogeno (supposto attivo).
Ricordiamo che le conducibilità termiche di tali gas sono molto simili fra loro.

e) Abbiamo simulato, nella maniera più vicina possibile agli esperimenti precedenti reali sotto H2, il comportamento della diminuzione "spontanea" di pressione del gas (a causa di alcune perdite di gas del nostro reattore, dal volume interno di soli, circa, 250cc).
Calo di pressione da 6.3 a 4.3 bar, tempo circa 60000s.
Test svolto in notturna, nessuna forte variazione causata dalla variazione della componente convettiva verso la dispersione di calore poiché NESSUNO si trovava nel Laboratorio. Esperimento #1.

f) Abbiamo mantenuto la pressione costante a 6.6 bar: studi delle variazioni spontanee della temperatura ambiente, 1 giorno completo di test (ossia ciclo giorno-notte). Esperimento #2.

g) Abbiamo studiato l'effetto della lenta variazione di pressione fino a regioni di bassa pressione: 4.4-->2.8 bar. Nuovamente, test in notturna, dalle 19:30 (Sabato) alle 11AM (Domenica). Esperimento #3.

Risultati.

e1) Esperimento#1.

* Variazione temperatura ambiente: 23.2-->21.8;
* Variazione di pressione: 6.3-->4.3 bar;
* Potenza in Input: 48.05W
* Variazione temperatura interna: 220-->233°C
* Variazione temperatura esterna: 154+-0.5°C==> Nessuna variazione rilevabile.

f1) Esperimento#2.

* Variazione temperatura ambiente: 23-->21.6-->22.6. Giorno-Notte-Giorno;
* Variazione di pressione: 6.5 bar, quasi COSTANTE
* Potenza in Input: 47.9W
* Variazione temperatura interna: 220+-1°C ==> Stabile
* Variazione temperatura esterna: 152+-0.5°C =Nessuna variazione rilevabile. Differenza di temperatura, rispetto ad Esperimento#1, a causa di una lieve riduzione della potenza in input.

g1) Esperimento#3
* Variazione temperatura ambiente: 22.9-->21.7-->22.5°C
* Variazione di pressione: 4.5-->2.8bar
* Potenza in Input: 47.95W+-0.05W
* Variazione temperatura interna: 235-->240°C
* Variazione temperatura esterna: 154°C+-0.5°C


COMMENTI e Conclusioni.

Poiché le variazioni della temperatura esterna nei precedenti esperimenti con Idrogeno sono state nell'ordine dei 10°C, gli effetti causati delle ampie variazioni di pressione, indipendentemente misurati con gas Elio, sono quasi ininfluenti verso i risultati ottenuti dal nostro reattore e la specifica Constantana sub-micrometrica a partire dal 6 Giugno 2012.

* Se ci sono errori nelle misurazioni, cosa sempre possibile, da qualche parte, non sono correlati alle variazioni di pressione.

* Solo test indipendenti, adottando un "reattore" MOLTO DIVERSO dal nostro, possono porre un giudizio / decisione finale su questi risultati intriganti, assai interessanti sotto diversi aspetti.

* Nei prossimi giorni effettuerò elaborazioni grafiche degli ultimi 3 esperimenti, che spedirò a tutti Voi.

* Vi ringrazio per il vostro tempo e la vostra pazienza nel leggere questa email così lunga.

Francesco CELANI

lunedì 8 ottobre 2012

Una proposta coraggiosa
da Ugo Abundo e Francesco Santandrea:
Il tentativo di volare alto non è più rimandabile.

204 : commenti
Ricevo, da Ugo Abundo e Francesco Santandrea, audace quanto umile proposta metodologica-epistemologica di indagine open source delle leggi fondamentali della natura. I due ricercatori partono dall'osservazione che oggi la maggioranza degli scienziati, piuttosto che decifrare il Libro della Natura, "tenta, con gli aristotelici (non con Aristotele, che cercava la conoscenza), di trovare nuove leggi solo rileggendo con più attenzione 'il Libro' definitivamente già scritto" dalla scienza stessa. "E indubbiamente - seguitano Abundo e Santandrea - tante leggi nuove si trovano effettivamente, osservando sperimentalmente nuovi comportamenti e inquadrandoli in nuove regole che si possono dedurre quasi come teoremi da quelle già esistenti, rendendo la fisica sempre più vasta e complicata."
Quindi, incuriositi da una corrispondenza analogica tra leggi della Relatività Generale e leggi dell'Intelligenza Artificiale, Abundo e Santandrea si chiedono - e invitano noi tutti a fare altrettanto - se la grande complessità che emerge da tale approccio, portato avanti dalla scienza da Newton fino a oggi, corrisponda effettivamente alla realtà dell'Universo che cerchiamo di svelare o sia piuttosto un riflesso dei limiti intrinseci della mente e della logica umana. Mutatis mutandis, non potrebbe essere che gli scienziati d'oggi siano finiti in un vicolo cieco simile a quello degli astronomi tolemaici? Essi avevano messo a punto un complicato insieme di leggi in grado di spiegare il moto degli astri fondandolo su un presupposto erroneo; e il loro sistema funzionava perfettamente, salvo "trascurabili anomalie", come quelle che oggi la scienza mainstream ritiene essere le evidenze sperimentali delle LENR.

Ecco allora che l'ipotesi di Abundo e Santandrea acquista il sapore di una rivoluzione "copernicana" della fisica: invitano i colleghi che studiano l'universo seguendo vie già battute a vedere se per caso, facendo un passo indietro, non si possa farne uno molto più grande avanti. È una proposta coraggiosa, senza dubbio, ma umile nella misura in cui non chiede altro che di essere messa alla prova, in modo totalmente trasparente.

Entrare nel merito scientifico di quanto prospettato dai due ricercatori è ben al di là delle mie competenze e conoscenze. Passo dunque la palla a chi è in grado di tirarla in rete: potete scaricare il documento pdf da questo link e/o leggerlo qui sul blog con un click su "leggi il resto / read more".

venerdì 5 ottobre 2012

Domenico Cirillo porta le sue ricerche in USA

154 : commenti
Mentre in Italia ancora si discute dell'esistenza o meno delle reazioni nucleari a bassa energia, in USA il 14 novembre prossimo, nel corso del 2012 Winter Meeting & Nuclear Technology Expo dell'American Nuclear Society, che si terrà a San Diego dall'11 al 15 novembre, il nostro Domenico Cirillo presenterà le sue ricerche sulla generazione di neutroni a bassa energia a partire dal plasma acceso nelle celle elettrolitiche.

***

DISCUSSION OF LOW-ENERGY NUCLEAR REACTIONS–PAPERS/PANEL, sponsored by MSTD Session Organizer: Steven Krivit (New Energy Times) 

PAPERS
  • The Big Picture of Low-Energy Nuclear Reaction Research, Steven B. Krivit (New Energy Times)
  • Electroweak Neutron Production via e + p n + ν and Capture During Lightning Discharges, Lewis G. Larsen (Lattice Energy LLC)
  • Slow Neutron Generation by Plasma Excitation in Electrolytic Cell, Domenico Cirillo (Cirillo_lab)
  • Transmutation Reactions Induced by Deuterium Permeation
  • Through Nano-Structured Pd Multilayer Thin Film, Yasuhiro Iwamura, Takehiko Itoh (Mitsubishi Heavy Industries, Ltd.), Yasuko Terada (Japan Synchrotron Radiation Research Institute), Tetsuya Ishikawa (Coherent X-ray Optics Laboratory, SPring-8/RIKEN)
PANEL DISCUSSION
This session will explore the surprising possibility that highly energetic nuclear reactions and elemental transmutations result from low-energy nuclear reactions (LENRs). Although the term was not used a century ago, examples of LENRs go back that far. LENRs are weak interactions and neutron-capture processes that occur in nanometer-to-micron scale regions on surfaces in condensed matter at room temperature. Although nuclear, LENRs are not based on fission or any kind of fusion, both of which primarily involve the strong interaction. 
***



Sciamanesimo e guarigione dell’Anima

204 : commenti
La vita riserva infinite sorprese e capita perfino di avere per amico uno sciamano. 

Conosco Nevio Crivellaro da quasi 10 anni e lo considero una delle persone più buone e oneste che abbia mai incontrato.  Certo, quel che fa e il linguaggio che usa per spiegarlo non sono comprensibile a tutti: chi possiede una visione esclusivamente materialista dell'esistenza non può capire nemmeno di cosa parli, visto che la scienza non è in grado d'interessarsi a dimensioni non contemplate dalle sue teorie. Ma ci dimentichiamo troppo spesso che lo sguardo della scienza ha messo a fuoco solo il 4% percento  dell'universo e che il restante 96% viene chiamato materia oscura ed energia oscura (vedi immagine). La scienza attuale deduce dall'osservazione della materia ed energia note che esistono necessariamente quelle oscure, non può dirci altro.

Vi lascio alle parole di Rainbow Wolf - Nityananda (Nevio Crivellaro)... se non lo capite con la testa, provate a seguirlo col cuore.

Ho aggiunto qualche link (quasi tutti da Wikipedia) per aiutare i lettori che si troveranno più smarriti.

***

Tamburo con cosmogonia sciamanica
Qualche giorno fa, un amico mi chiese di produrre uno scritto che raccontasse il “mio sciamanesimo” e soprattutto parlasse dei trattamenti di guarigione sciamanica, che assieme ad Antonella, la mia compagna, da molti anni ormai, proponiamo alla persone, soprattutto a coloro che seguono un cammino evolutivo spirituale. Essi sono spesso interessati, non solo ad un aiuto nell’affrontare le proprie difficoltà fisiche o psicologiche, ma pure a rimuovere tutti i blocchi e le impurità che rallentano il normale flusso dell’energia vitale nei corpi sottili.

Parlare di ciò in un articolo di giornale, non essendo io uno scrittore è per me un’impresa assai ardua che mi ha bloccato per diversi giorni. Organizzare il materiale di cui disponiamo, che avrebbe bisogno di diversi tomi per essere descritto, non essendo le sinteticità la mia maggiore virtù, è per me quanto mai difficile, ma proverò a fare del mio meglio almeno per una introduzione alla materia. Per prima cosa è necessario dire che il “trattamento sciamanico” non è sostitutivo o alternativo alle pratiche della medicina allopatica ufficiale; può sicuramente esserne sinergico e di supporto poiché agisce anche sulla riduzione del dolore, in particolare coadiuvante alle cure della medicina olistica e naturopatica. La medicina moderna tenta di curare il corpo dell’uomo con tutti gli strumenti che ben conosciamo, per averli più volte sperimentati sulla nostra pelle. Essa ignora totalmente o ancora peggio non vuole ammettere che l’essere umano è ancora un pianeta quasi totalmente inesplorato e che l’idea che egli sia un'Anima, un Essere Spirituale multidimensionale prima ancora di essere un corpo da curare, non viene neppure presa in considerazione. Pur riconoscendo che buona parte delle malattie sono di origine psicosomatica non è in grado di ammettere che molte di esse derivano da problemi inerenti l’Anima e che è su quel piano che andrebbero affrontate, piano del quale ignorano perfino l’esistenza.

giovedì 4 ottobre 2012

Il nucleo della "Teoria dello Spazio Quantizzato" (che spiegherebbe le LENR) è stato pubblicato sul Journal of Nuclear Physics
(post di F. Santandrea e U. Abundo)

91 : commenti
Informiamo i lettori di 22 Passi d'amore e dintorni che il "Journal of Nuclear Physics", di Andrea Rossi, ha pubblicato il nostro articolo: 

The Quantum Space Theory (QST) could explain the LENR

lavoro già postato in italiano su 22Passi :


Cogliamo l'occasione per ringraziare Andrea Rossi di aver preso in considerazione queste idee innovative

F. Santandrea, U. Abundo                     

"Fusione fredda", deciderà il mercato?

28 : commenti
Beh, si comincia a fare sul serio finalmente. Proprio ieri Paolo Soglia aveva portato sul Corriere della Sera il dibattito sull'E-Cat:
Il paradosso: un'invenzione che si basa su teorie scientifiche ancora sconosciute, utilizzando principi negati dalla scienza ufficiale, è però acquistabile sul mercato.

Eh sì, a certi "guastatori" certi "paradossi" non vanno proprio giù, specie quando il destino, sempre in agguato, si prepara a svelargli "soluzione"!!! ;-)

Già ai primi di settembre vi avevo anticipato un autunno caldo. Come vedete non scherzavo. Il tempo non sta passando invano per i "believers" delle LENR, mentre i "negazionisti" avranno sempre più gatte da pelare. Del resto se la son cercata.

L'E-Cat al Polo Tecnologico di Pordenone

179 : commenti
Alea iacta est! È finalmente uscito, sul sito del Polo tecnologico di Pordenone, l'annuncio della conferenza in cui tra 8 giorni Andrea Rossi presenterà ufficialmente il suo E-Cat per il mercato industriale italiano:

 E-Cat | Energia in modo sicuro ed efficiente?
Venerdì, 12 Ottobre, 2012 - 15:00 

È indubbio che il problema delle gestione delle risorse energetiche abbia sempre rivestito un’importanza fondamentale in riferimento alle potenzialità di sviluppo di una Nazione, agli equilibri economici e politici sovranazionali ma anche ad equilibri di carattere sociale ed ambientale.
Tale problema è oggi ancora più pressante e richiede di individuare nuove “vie” o tecnologie alternative che consentano di ottimizzare l’energy mix di una Nazione in relazione a tutti questi fattori.
In questo contesto, Polo Tecnologico e Prometeon vogliono richiamare l’attenzione sulla tecnologia della fusione fredda ed in particolare sul sistema E-Cat sviluppato dal prof. Andrea Rossi, sistema che sarà commercializzato a breve in Italia dall’azienda.
Tale affascinante e discussa tematica offrirà l’occasione per un dibattito ed un confronto a vari livelli anche in riferimento alla nostra capacità di accettare e perseguire lo sviluppo di tutte quelle tecnologie di “confine”, chiaramente identificabili come soluzioni ad elevato rischio/beneficio avviare un dibattito più generale in riferimento alle potenzialità della tecnologia attuale e futura.

Per alcuni interventi è prevista la videoconferenza sul web, cosa che sarà quanto mai gradita visto che la conferenza è rigorosamente ad invito (viene inviato via email) e i posti sono solo una settantina. Il programma è il seguente:

 15:00  
Ing. Franco Scolari - Direttore Generale Polo Tecnologico di Pordenone
Saluti e introduzione

 15:30
Arch. Gianvico Pirazzini - Leonardo Corporation
Introduzione al sistema E-Cat

 15:45
Ing. Fulvio Fabiani - Leonardo Corporation
Il sistema E-Cat: aspetti di installazione e sicurezza 

 16:00
Ing. Andrea Rossi - AD di Leonardo Corporation
E-Cat - Energia dalla fusione fredda del Nichel

 16:30
Tavola rotonda - interverranno:

Dott. Salvatore Majorana
Direttore Trasferimento Tecnologico di IIT

SISSA Trieste - gruppo di ricerca sul computational modeling
Dipartimento ing. Materiali e Ambiente Università di Modena e Reggio Emilia

Dott. Giovanni Petris
Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna Regione FVG

Dott. Giorgio Cecco
Coordinatore Regionale FareAmbiente FVG

 18:00
Paolo Santin
Consigliere Regionale PDL Friuli Venezia Giulia
Saluti di chiusura

Sarà un piacere raccontarvi sul blog lo svolgimento della conferenza a Pordenone. Stay tuned!

LINK:

(*) P.S. Alle ore 00:36 del 5 ottobre 2012 00:36 il Dott. Riccardo Sabatini ha lasciato sul blog il seguente commento:

Salve, per chiarezza di comunicazione voglio spigare la mia posizione riguardo alla locandina. Ho chiesto all'organizzazione di poter fare alcune domande sulla tecnologia presentata, sulla quale ho ENORMI dubbi e critiche, sia sulla fattibilità pratica che sulle basi scientifiche (inoltre difficilmente reperibili). Questa è la mia posizione personale, comunicata in anticipo all'organizzazione che ha erroneamente messo il mio nome fra i supporter della conferenza. Inoltre, il mio istituto non ha mai espresso nessuna posizione sull'argomento, cosa suggerita invece dalla presente locandina. Ho già parlato con gli organizzatori, che mi hanno dato tutto il supporto per modificare le cose, e domani uscirà una versione corretta della cosa.

Riccardo

Ps. con questo commento esercito il mio diritto di replica, e chiedo sia pubblicato al più presto


Anche io ho voluto chiarire quello che un comune cittadino può osservare dall'esterno:

Sono lieto di ricevere la sua precisazione, che è stata già autonomamente pubblicata nei commenti al post e, per maggiore evidenza, pubblicherò anche nel corpo del post stesso.
Di norma a una tavola rotonda su un determinato tema vengono invitate persone a rappresentare sia opinioni a favore, sia contro, sia tutte le possibili posizioni intermedie: non credo ci sia possibilità di equivoco su qualcosa di così evidente.
Cordialità

mercoledì 3 ottobre 2012

Convegno all'IIS Pirelli rimandato a fine novembre

22 : commenti
Da: Ugo Abundo
A: Daniele Passerini (22passi)
Data: 01 ottobre 2012 23:42
Oggetto:
convegno c/o Istituto Pirelli
Caro Daniele,

ci perviene oggi la richiesta di spostare la data del convegno c/o l'Istituto L. Pirelli, da parte dell'Ente organizzatore, per sopraggiunti impegni istituzionali.
Abbiamo indagato se potesse trattarsi di impedimenti dall'alto, e verificato che non è così, gli impegni sono veri e a noi noti.

Il periodo fissato slitta a fine novembre, e ne approfitteremo, almeno ce lo proponiamo, per dedicarci ad una importante azione di comunicazione di cui faremo sapere appena affidabilmente avviata.

Con preghiera di diffondere il comunicato, poiché ci hanno informati che eravamo attesi con interesse.

Molti cordiali saluti.

Ugo Abundo

Un passo indietro per andare avanti

7 : commenti
Ieri sera sono stato con la mia compagna a vedere L'economia della felicità, il film-documentario di Helena Norberg-Hodge che ruota in questi giorni nelle sale cinematografiche italiane 


Facile trovarsi d'accordo coi concetti chiave espressi dalla Norberg-Hodge. È sotto gli occhi di tutti che la globalizzazione economica abbia portato molti più danni che benefici: una crisi ambientale senza precedenti, una crisi economica epocale, una drammatica crisi dei valori umani su cui si basavano felicità, solidarietà e società.
La globalizzazione in fondo è iniziata 500 anni fa, con la diffusione della navigazione intercontinentale ad opera di alcune nazioni europee (Spagna, Portogallo, Inghilterra, Francia, Olanda ecc...) e il conseguente avvento del Colonialismo. Qualche secolo dopo la Rivoluzione Industriale ha esasperato la divisione euro-centrica tra un mondo dominatore e ricco, produttore di beni finiti, e un mondo assoggettato e povero, fonte delle materie prime. La fine del'epoca coloniale nel XX secolo è stata solo apparente, perché le nazioni diventate autonome sono saltate dalla padella del controllo militare e politico a quella del debito e sono sprofondate nel "terzo mondo".
Se oggi Stati come Cina (1.350.000.000 abitanti) e India (1.210.000.000 abitanti) si sviluppassero tout court secondo la via già seguita dai paesi occidentali, adottandone diffusamente stili di vita e di consumo, il mondo collasserebbe definitivamente nelle sue tre sfere chiave di ambiente, economia e società. Perché già ora sta esaurendo risorse strategiche come gli idrocarburi e sta consumando molte risorse ambientali rinnovabili a un ritmo maggiore del loro tasso di ricrescita (si pensi alle risorse ittiche, all'inquinamento delle falde acquifere, ai prodotti agricoli in generale ecc.).
È ridicolo parlare ancora di crescita del PIL come unica soluzione ai mali che affliggono il pianeta, perché proprio la fede cieca nella crescita infinita lo ha portato sull'orlo del baratro, se non ancora un passo oltre. 

La ricetta della Norberg-Hodge è chiara e semplice: localizzazione globale. Abbandonare un'economia schizofrenica in cui, a seguito di trattati commerciali, è conveniente far fare persino a mele e patate avanti e indietro da una parte all'altra del mondo per poi venderle sul mercato finale a prezzi minori dei prodotti locali. Questo sì che abbatterebbe drasticamente le emissioni di anidride carbonica!
Avendo portato nel blog sin da "tempi non sospetti" le transition towns e i mercati contadini e gruppi d'acquisto locale a filiera corta, mi sento perfettamente a casa con l'idea localizzazione globale, che non significa chiudere le frontiere e tornare al medioevo, ma dare il giusto rilievo al benessere della società locale come chiave di svolta per un mondo globalmente migliore.

La  critica della Norberg-Hodge a ciò che siamo abituati a considerare inevitabile solo peché ci siamo nati, cresciuti e ne siamo quotidianamente influenzati, nasce alla fine degli anni '70, quando si trovava in Tibet, a studiare come sociologa-antropologa la cultura e la rete dei rapporti sociali della popolazione Ladakh, ancora non toccata dal consumismo. Nel giro di pochissimo tempo questa società divenne un campo d'osservazione privilegiato in cui la Norberg-Hodge poté focalizzare punto per punto come e perché l'arrivo dei modelli di vita occidentali abbiano peggiorato le condizioni esistenziali e spirituale dei LadaKhi. Questa analisi calza perfettamente a tutto il terzo mondo, ma costringe anche noi occidentali a riflettere su quanto abbiamo perso in cambio di una finta ricchezza che non rende felici (i disturbi depressivi stanno diventando una vera e propria malattia epidemica mondiale). 

Vi consiglio infine di leggere la presentazione de L'economia della felicità scritta dalla stessa autrice e tradotta in italiano da Elisa Nichelli per Come Don Chisciotte:

Stasera L'Economia della felicità è ancora in programmazione nelle sale del circuito The Space, se non l'avete ancora visto cogliete al volo l'occasione. L'economia della felicità è disponibile anche in DVD.

P.S. Per me la risorsa più preziosa che esista è il tempo: visto che tendenzialmente sono un perfezionista, mi piacerebbe averne di più, per scrivere  lentamente e soppesare con calma le parole, ma - di necessità virtù - sto imparando a scrivere nel minor tempo possibile: per questo post  sono bastati 40 minuti.

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