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mercoledì 4 gennaio 2012

IL LUSTRO DI 22 PASSI - episodio n. 0/366

[-1559 post]

Amo le sfide paradossali. Così per il 2012 mi sono ripromesso di conciliare il minore tempo che potrò dedicare al blog con l'impegno di pubblicare almeno un post al giorno.

Infatti, per festeggiare i primi cinque anni di vita di 22 passi d'amore e dintorni, aperto il 5 gennaio 2007, da domani il blog avrà una rubrica quotidiana intitolata  

IL LUSTRO DI 22 PASSI 

in cui inviterò a rileggere i post scritti lo stesso giorno di uno, due, tre, quattro, cinque anni prima. 

Ciò consentirà a me di...
  • riorganizzare ex novo tutto il sistema di archiviazione per categorie, ormai del tutto inadeguato alle dimensioni del blog;
  • rimpaginare i post (purtroppo vari cambi di layout succedutesi in 5 anni hanno compromesso gran parte delle formattazioni), correggere eventuali refusi (senza ovviamente modificare i contenuti, al limite aggiungerò dei post scriptum), link non più funzionanti eccetera;
  • rileggere i commenti dei lettori (ma non tutti i 36.000 e passa presenti!) ed eventualmente intervenire o rilanciarne alcuni;
  • crearmi un vero e proprio data-base del blog e cominciare a mettere da parte materiale per i prossimi libri che scriverò (qualche ideuzza ce l'ho);
  • confrontare le affermazioni/previsioni che ho fatto in passato con quanto emerso successivamente (e sarete voi giudici della mia oggettività in tale operazione);

e consentirà a molti di voi di...

  • verificare che questo è sempre stato (e vuole continuare a essere) un blog generalista, non un sito dedicato a E-Cat, fusione fredda ecc.;
  • scoprire tanti altri argomenti che sono stati tema di discussione qui dentro e che ho decisamente trascurato nel corso del 2011;
  • conoscermi meglio e probabilmente rivedere (magari in peggio!) molti preconcetti e giudizi che vi siete fatti di me;
  • condividere insieme a me una sorta di piccolo Amarcord!
Così facendo, tra un anno esatto, il 4 gennaio 2013 avrò riletto e riordinato tutti i 1559 post (compreso questo) scritti tra il 5 gennaio 2007 e il 5 gennaio 2012.

Naturalmente, oltre all'appuntamento quotidiano con IL LUSTRO DI 22 PASSI, continuerò a scrivere nuovi post ogni qualvolta avrò notizie, e soprattutto il tempo di farlo.

Ma a proposito di sfide paradossali, mi piace ancora di più quella di rendere il mio appartamento di 63 mq (i 63 mq meglio sfruttati dell'universo!) adeguato a ospitare stabilmente e comodamente 2 adulti, una adolescente e un bambino. Per farlo mi è bastata giusta giusta la tredicesima (poco più di 1300 euro), utilizzata per:
  • attrezzare con un sistema di mensole un piccolo sottoscala ad uso ripostiglio;
  • ordinare quanto serve per attrezzare una piccola parete del soggiorno (140 cm utili in larghezza) con un mobile a ponte (con cassetti, qualche contenitore chiuso e aperto, qualche mensola), un fantastico divano singolo (questo) che si apre in un attimo e diventa un vero letto a una piazza con doghe e con materasso in lattice 80x200.
A metà febbraio (giusto verso San Valentino) è previsto l'arrivo dei mobili ordinati e sarà un bel festeggiare! Tutto ciò in attesa di avere la possibilità di trasferirmi in una casa più grande entro un paio d'anni. Sono queste le cose che ho in testa, perciò scusate se non mi appassiono più di tanto a certe interminabili discussioni che ciclicamente si accendono tra i commenti!

Il mio 2011 è stato fantastico, ma il 2012 lo sarà ancora di più. E confido lo sarà per tantissime altre persone: quelle che credono ancora che un mondo migliore sia possibile.

67 : commenti:

mario massa ha detto...

L'amore mette le aaali!!

Auguroni di cuore per la riuscita dei tuoi progetti.

Tizzie ha detto...

Un blogpost al giorno dagli "archivi" + altri eventuali su argomenti contemporanei? Sara` dura seguirli tutti (ed iscriversi per i commenti)!

Valeria ha detto...

L'Amore non entra in 65 mq...non entra nemmeno in 650 o 6.500 mq

Che ti frega?
L'Amore non ha bisogno di spazio: è lo Spazio!

Bello, parole che riscaldano l'Anima...

Paul ha detto...

Allora, ho scoperto un link MOOOLTO interessante, che mostra una notevole invenzione frutto ancora di un italiano.

Si tratta di un motore elettrico per la cui costruzione è usata una geometria differente da quella di un classico motore asincrono.

Il risultato è che la potenza disponibile sull'albero è MOLTO più alta rispetto al motore asincrono (a parità di assorbimento elettrico), di un fattore da 200% a 300% secondo il carico.
Nel sito c'è un video molto chiaro e completo di un test di confronto tra i due motori, con tutte le misure relative.

Ah, ecco il link:
http://newmagneticengine.blogspot.com/

Vettore ha detto...

@Daniele
Potresti unificare le sfide: nel 2012 scrivi uno o più libri e con il ricavato potresti anche permetterti una nuova casa! (Sul serio, a conti fatti i numeri ci sarebbero!) ;-)

@Paul
Quel motore è un misto tra un brushless ed un passo-passo: secondo me non ha alcun vantaggio sostanziale (i rendimenti dei motori sono già molto alti!), o se ce l'ha è compensato dal costo maggiore.

gio ha detto...

...sarò banale..bel divano letto...bella scelta...controlla il meccanismo ...se è questo :http://www.lampolet.it/

hai una garanzia di durata!:):)

Paul ha detto...

@ Vettore:

In questo video c'è il test di confronto tra i due sistemi:
dalle misure rilevate il rendimento del nuovo motore è da 2 a tre volte superiore rispetto al motore asincrono classico.
Prova a guardarlo, dura circa 11 minuti. Ci sono gli strumenti e le tabelle comparative dei risultati.

http://newmagneticengine.blogspot.com/2011/01/test-comparativo-tra-motore-asincrono-e.html

Anto ha detto...

Daniele, secondo me la gestione dei commenti ti verrebbe più semplice se tu li collocassi in un forum. Potresti aprire un forumfree o un forumcommunity e mettere il link alla discussione a fine post nel blog, per i post riguardanti e-cat e LENR. Siccome nel forum puoi anche decidere che solo tu puoi aprire discussioni, sarebbe comunque tutta gestione tua.

Red5goahead ha detto...

@Anto

Daniele ha già detto in passato che il forum darebbe troppa schematicità al blog che perderebbe la sua natura per certi versi caotica. E' una sua opinione rispettabilissima. Rimango dell'idea che il sistema di commenti di blogger sia a dire poco barbaro e passare a DisqUs o Intense Debate aiuterebbe almeno a scrivere, editare ecc.

Daniele 22passi ha detto...

@mario massa
Grazie, troppo simpatico! :))
Un abbraccio forte

@tizzie
Pace! :))
Leggerai solo quel che hai tempo e voglia di leggere. A me serve in primis a dare una riordinata al blog.

@Valeria
Belle parole che scaldano l'anima anche le tue!
Grazie :)

@Paul
Dacci oggi il nostro OT quotidiano! :))
Scherzo, va bene così... con moderazione.

@Vettore
La mia idea infatti è mettere in cantiere un paio di progetti editoriali proprio partendo dal materiale accumulato nei 1600 post del blog: l'obiettivo è pubblicare nel 2013.
Ma guarda che con le percentuali che aspettano autori (10-15% del prezzo di copertina) siamo su ordini di grandezza molto molto inferiori a quelli dell'acquisto di una casa. Grazie comunque dell'incoraggiamento e della tua consueta positività.

@gio
Ho guardato il sito. Non so, al limite potrebbe essere la struttura della Serie BL3, ma non sono sicuro: quella del Dadà a vederla dal vero sembrava più robusta. L'ho scelto proprio perchè una volta aperto ha le caratteristiche di un vero letto non di quello d'emergenza per l'ospite (come di solito accade con i divani letto... e con quello che infatti ho già). È comodissimo, a dormirci sembra un letto vero, si apre in un attimo, il rivestimento è anche una coperta per la mezza stagione e in definitiva non costa nemmeno tanto per quello che offre.

P.S. Se la Campeggi srl me lo regalasse per la pubblicità palese che le sto facendo gratis non mi offenderei! :))

nemo ha detto...

@Daniele
credo che sia un ottima idea...
Potrai riscoprire tante belle cose che forse non ricodavi più.

E per noi lettori sarà l'occasione per conoscerti meglio..

mario massa ha detto...

@Paul
Approfitto di questo tuo link per dare un po’ di metodo scientifico, tanto osteggiato ultimamente da alcune persone.

Prima di tutto la risposta di Vettore, estremamente sintetica, mi vede assolutamente concorde.

Però se ci troviamo qui a scambiarci commenti, mi pare giusto che ogni occasione di imparare l’uno dall’altro non vada persa. Imparare il metodo è la cosa principale. Oggi sono in vacanza e posso perdere un’oretta a scrivere: non sei obbligato a leggere (magari sei un ingegnere anche tu, in tal caso perdonami, ma forse queste righe a qualcuno potranno servire).

1 – Hai trovato una cosa che ti ha colpito: ritieni che meriti approfondimento: CORRETTO: la curiosità è fondamentale.

2 – Non ritieni di avere le conoscenze sufficienti ad analizzare la cosa, chiedi una valutazione a persone di cui ti fidi esperte del ramo: CORRETTO: ritenere di essere tuttologi è un errore molto grave.

3 – A questo punto l’esaminatore (ti devi accontentare di me) verifica se ci sono i requisiti minimi per prendere in considerazione la cosa. Questo è probabilmente il punto su cui è più forte il dibattito tra gli “schieramenti”: io, che faccio riferimento all’ordinaria disciplina pur essendo interessato a tutte le novità, mi accontento che non vengano violati i capisaldi della fisica: conservazione dell’energia, della quantità di moto, ecc). Per questo davanti a una cosa tipo queste:

http://www.youtube.com/watch?v=1F_sutO8sIE&NR=1

www.youtube.com/watch?v=mVArz-RSXBE

ti direi “lascia perdere, è una truffa”. C’è chi invece li prende in considerazione: è una scelta, non c’è bisogno di accoltellarsi: non vieto certamente a nessuno di indagare su quello che vuole (io sto indagando su Kerwran, figurati).
(continua)

mario massa ha detto...

@Paul
Qui il primo punto è superato: non c’è alcuna violazione di principi sacri.

4 – A questo punto cerco di rendermi conto se l’inventore è serio o meno. Questo è un giudizio tutt’altro che scientifico, ma siamo uomini e anche se questo secondo giudizio non deve precludere nulla, una evidente mancanza di serietà deve mettere in guardia.

In questo caso la presentazione del test, il modo di condurla, il modo di parlare della persona mi fanno propendere decisamente per l’esclusione della truffa: l’inventore crede veramente di avere inventato un motore innovativo e ha buone conoscenze scientifiche.

5 – A questo punto esamino se ciò che è dichiarato può essere reale. In particolare qui si dichiara che il nuovo motore avrebbe un rendimento pari al doppio di un motore asincrono a pieno carico, il triplo a carico parziale.

Prima di tutto occorre chiarirsi su cosa sia un motore asincrono. Il motore asincrono è il più utilizzato in assoluto nell’industria perché semplice, economico e a giri quasi costanti al variare del carico. Se ne costruiscono di tutte le potenze, da 55 W a 630kW (oltre fuori standard). Funziona sul principio del campo magnetico rotante.

A seconda di come è avvolto (2,4,6,8,12 poli) si può avere una diversa velocità di rotazione che, con la nostra alimentazione a 50Hz è pari (circa) a 6000/Npoli giri al minuto (3000 rpm per il 2 poli).
Il motore asincrono nasce per essere alimentato da una corrente elettrica trifase (che è lo standard nell’industria): tra ogni coppia di fili la tensione varia sinusoidalmente e le tre sinusoidi sono sfasate di 120°.

Ora occorre verificare che rendimento ha un reale motore asincrono. Come in tutti gli apparecchi il rendimento aumenta all’aumentare della dimensione. In Europa, per questo tipo di motore sono state designate delle classi di efficienza (sono un po’ anzianotto, quindi può darsi che non sia aggiornato, ma qui non mi pare fondamentale): EFF1, EFF2, EFF3, la prima è la più alta. Non so dirti la metodologia di misura, ma credo che la misura sia effettuata a piena potenza.
In ogni caso sui cataloghi dei costruttori (seri) di motori trovi l’efficienza misurata ad almeno due livelli: piena potenza e ¾.
(continua)

mario massa ha detto...

@Paul
Prendendo per esempio un catalogo ABB si legge che un motore a 4 poli (i più diffusi) da 1.5 kW (cioè della taglia di quello utilizzato nel test) ha un rendimento del 85.6% a piena potenza, del 85.5% a ¾. Tale valore è al confine tra FF1 e FF2: ciò significa che è un buon motore, ma in commercio si trova di meglio.
Per darti una idea dell’aumento di rendimento con la potenza ti posso dire che un motore ABB da 250kW
ha un rendimento a ¾ del carico del 96.4%

Da qui si capisce che il claim è certamente falso: non si può raddoppiare o triplicare un rendimento del 85%!

6 – A questo punto si analizza il test per scoprire l’errore (o la truffa, che però in questo caso già a prima vista sembrava non esserci).

La strumentazione sembra corretta: un Wattmetro con indicazione della potenza apparente (si misura in VA), di quella attiva (quella vera che ci interessa) e quella reattiva (una potenza immaginaria dovuta allo sfasamento tra corrente e tensione, che porta ad aumento della corrente nei fili a parità di potenza, ma non dissipa nulla. Può essere eliminata mediante “rifasamento”).

L’impostazione del test è corretta: si eroga la stessa potenza su delle lampade utilizzando alternativamente i due motori per trascinare un alternatore. La misura della tensione sulle lampade garantisce che su di esse si stia erogando la stessa potenza.

Durante il test però al momento di cambiare motore si vede che il motore asincrono è alimentato mediante una normale spina tipo domestico. Ciò significa che il motore è di tipo MONOFASE.

Cosa significa questo? Come abbiamo detto il motore asincrono funziona grazie al principio del campo rotante. Per generare un campo magnetico rotante ci sono vari modi. Quello utilizzato nell’industria (ma anche ovunque si utilizzano motori: condizionamento di centri commerciali, tunnnel lavaggio auto, celle frigorifere al supermercato, betoniera di un cantiere edile, ecc) è quello che abbiamo visto: 3 sinusoidi sfasate di 120° ed è il metodo inventato da Tesla alla fine dell’800.
(continua)

mario massa ha detto...

@Paul
Quando non è disponibile una linea elettrica trifase (come nelle nostre case), lo sfasamento necessario a generare il campo rotante può essere ottenuto sfruttando il fatto che la corrente che attraversa un condensatore è sfasata di 90° (in anticipo) rispetto alla tensione applicata (se non erro Galileo Ferraris, l’inventore del campo rotante, usò questo metodo).

Se alimentiamo un comune motore asincrono con una linea monofase e colleghiamo un condensatore di opportuno valore tra una delle fasi e il terzo filo del motore esso si metterà a ruotare: chiaramente il fatto che lo sfasamento sia asimmetrico (90° e 150° anziché 120° e 120°C) porta a una drastica riduzione del rendimento. A questo si ovvia in parte avvolgendo il motore in modo non simmetrico.

Abbiamo quindi spiegato il motivo dei risultati ottenuti (non è il nuovo motore ad avere un rendimento eccezionale, è il motore preso come riferimento che ha un rendimento scarsissimo perché non è un “vero” motore asincrono).

7 – A questo punto si esamina se, comunque l’invenzione ha un suo valore.
Si potrebbe pensare che l’invenzione abbia comunque un suo campo di applicazione ove non è disponibile una linea trifase.

Purtroppo, anche se il motore funziona, come ha già anticipato Vettore il gioco non vale la candela. Infatti nelle applicazioni in cui si utilizza un motore asincrono monofase non è pensabile, per motivi di costo e di complessità, utilizzare un motore del genere ( tra l’altro richiede l’utilizzo di un encoder per leggere la posizione dell’albero!).

In ogni caso la soluzione ovvia quando sia richiesto il controllo di un motore avendo a disposizione solo una linea monofase, è quella di utilizzare un comunissimo inverter monofase. Esso infatti raddrizza al suo interno la corrente elettrica monofase e mediante 6 IGBT la trasforma in una trifase con il corretto sfasamento di 120° con un rendimento tipico del 95%. Il costo di un inverter per un motore da 1.5kW oggi è dell’ordine di 200 euro.

mario massa ha detto...

@Paul
Approfitto di questo tuo link per dare un po’ di metodo scientifico, tanto osteggiato ultimamente da alcune persone.

Prima di tutto la risposta di Vettore, estremamente sintetica, mi vede assolutamente concorde.

Però se ci troviamo qui a scambiarci commenti, mi pare giusto che ogni occasione di imparare l’uno dall’altro non vada persa. Imparare il metodo è la cosa principale. Oggi sono in vacanza e posso perdere un’oretta a scrivere: non sei obbligato a leggere (magari sei un ingegnere anche tu, in tal caso perdonami, ma forse queste righe a qualcuno potranno servire).

1 – Hai trovato una cosa che ti ha colpito: ritieni che meriti approfondimento: CORRETTO: la curiosità è fondamentale.

2 – Non ritieni di avere le conoscenze sufficienti ad analizzare la cosa, chiedi una valutazione a persone di cui ti fidi esperte del ramo: CORRETTO: ritenere di essere tuttologi è un errore molto grave.

3 – A questo punto l’esaminatore (ti devi accontentare di me) verifica se ci sono i requisiti minimi per prendere in considerazione la cosa. Questo è probabilmente il punto su cui è più forte il dibattito tra gli “schieramenti”: io, che faccio riferimento all’ordinaria disciplina pur essendo interessato a tutte le novità, mi accontento che non vengano violati i capisaldi della fisica: conservazione dell’energia, della quantità di moto, ecc). Per questo davanti a una cosa tipo queste: http://www.youtube.com/watch?v=1F_sutO8sIE&NR=1
www.youtube.com/watch?v=mVArz-RSXBE
ti direi “lascia perdere, è una truffa”. C’è chi invece li prende in considerazione: è una scelta, non c’è bisogno di accoltellarsi: non vieto certamente a nessuno di indagare su quello che vuole (io sto indagando su Kerwran, figurati).
(continua)

mario massa ha detto...

@Paul
Scusa, l'inizio non era stato pubblicato e l'ho messo alla fine.

gio ha detto...

@daniele

dovresti trovare sul meccanismo il marchio del produttore....se è lampolet il produttore del meccanismo.. .. ..sei sicuro della qualità del prodotto....i meccanismi dei divani letto sono molto copiati e la differenza la fà il produttore

Daniele 22passi ha detto...

@gio
Ho già ordinato il divano, l'ho visto, toccato, aperto, provato... e mi ha convinto. Quando mi arriverà controllerò, ma penso che potresti averci azzeccato: ho fatto una rapida ricerca su internet e ho scoperto che la sede della Campeggi srl e quella del Gruppo Lampolet distano 20 km! :-)

sandro75k ha detto...

@Mario Massa
Davvero complimenti!!!! :)

gio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
gio ha detto...

@ daniele

ci ho azzeccato...(tia però potrebbe sempre da dire la sua anche qui)...non per motivi ultrascientifici, ma perchè vivendo e lavorando nella brianza velenosa patria del mobile e deel'imbottito...diciamo che un'pò conosco...non molto ma un'pò;).....ti lascio per curiosità i siti di due aziende molto simili a campeggi per target di dimensionali e prodotti....:

http://www.milanobedding.it/no_ie.php

http://www.pol74.it/

p.s.potresti chidere a campeggi di farti montare il meccanismo "made by lampolet" per essere sicuro della qualità

Shine ha detto...

@mario massa
"Approfitto di questo tuo link per dare un po’ di metodo scientifico, tanto osteggiato ultimamente da alcune persone."

Complimenti per la chiarezza e la completezza dei tuoi 7 punti, ti ho letto con interesse; è un piacere osservare applicazioni concrete del metodo scientifico eseguite rigorosamente e con competenza.

Merlian ha detto...

@mario massa

Concordo pienamente con shine, non sono un tecnico e il tuo contributo mi ha fatto apprendere qualcosa di cui non ero a conoscenza in modo chiaro; molto interessante sarebbe conoscere l'opinione dei due ricercatori, magari ti/ci sfugge qualcosa oppure lo scopo di tale ricerca è da ricercare altrove?

Paul ha detto...

@ Mario Massa:
ti ringrazio per le chiarissime spiegazioni. Ecco a cosa servono gli esperti!
Riassumo la sostanza: non è il nuovo motore ad essere straordinario... è invece il motore asincrono monofase (di confronto in questo test) ad avere un rendimento basso.
Thank you again:-)

mwatt ha detto...

ciao Paul,
il nocciolo è che per qualsiasi motore elettrico il rendimento è sul 90/95%.

Comunque tu vada ad alimentare il motore, potrebbe avere meno coppia a pari numero di giri, esprimere una potenza molto inferiore, ma a quanto mi ricordo, in fin dei conti il rendimento non cambia poi tanto, e dubito che possa scendere sotto il 90%.

Detto questo, il rendimento è 90% e non si può triplicare.
mW

Miglietto ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mahler ha detto...

Scusate se scrivo questo commento qui invece che nel post relativo all'approccio scientifico moderno, ma essendo abbastanza articolato credo sia questo il posto giusto.
La scienza è una strana bestia. L'epoca moderna, da Galileo in poi, ha vivaddio avvicinato questo termine sempre di più al concetto di "conoscenza", intendendo con conoscenza ciò che possediamo e che quindi padroneggiamo e "sappiamo riprodurre". La scienza quindi, da Galileo in poi, è diventata un qualcosa di molto più "umano" che prima, quando era appannaggio solo di pochi "iniziati" al "mistero". A Daniele che ama citare l'epistemologia tengo a ricordare che secondo alcune posizioni epistemologiche moderne abbastanza radicali è sufficiente che la comunità scientifica sostenga la falsità di un fenomeno perché esso sia considerato falso (ovviamente è più complicato di così ma, stringi stringi, tale approccio si può ridurre a questo). Dico tutto ciò per ribadire l'umanità della scienza moderna. I miracoli, la telepatia, l'omeopatia, etc. etc. non sono – attualmente!scienza perché non siamo in grado di riprodurli. E una cosa che non sappiamo riprodurre non è emendabile, quindi è perfettamente inutile ai fini della conoscenza. Di solito saper riprodurre qualcosa significa intuire la regolarità che sottende a un determinato fenomeno (quella che in fisica si chiama legge) ed è uno dei requisiti necessari per considerare scientifico un fenomeno. Un fatto non è scientifico o meno, semplicemente la scienza non prende in considerazione i singoli "fatti" (anche se si serve di essi).
Se scopro realmente qualcosa e non lo spiego agli altri quel fenomeno per la scienza semplicemente non esiste!
Ecco perché è così importante ribadire che la scienza è un metodo, non un settore disciplinare. La religione non si può ricondurre alla scienza perché non ne applica il metodo. La storia, la filosofia, l'epistemologia, la psicologia, etc. etc. sono scienze nel momento in cui lo applicano. La religione non è l'unica cosa non scientifica. La musica ad esempio non ha nulla a che fare con la scienza (se non nelle leggi che riguardano l'acustica), perché siamo noi a crearne/disfarne le leggi e i disegni. Eppure io non potrei vivere senza una cosa non scientifica come la musica!
E qui arrivo al punto sul perché scrivo qui questo post.
Tempo fa, guidato dalla mia curiosità, mi imbattei per caso nelle ricerche del prof. Emidio Laureti, fondatore dell'ASPS (Associazione Sviluppo Propulsione Spaziale), il quale da quasi trent'anni sostiene di aver scoperto la possibilità di riprodurre una propulsione senza espulsione di massa (propellentless propulsion o, in italiano, propulsione non newtoniana) – il sogno di molti appassionati di astronautica ma, ahimé, vietato dalla fisica classica da Newton in poi (qui un breve articolo scritto di suo pugno: http://www.volta.alessandria.it/episteme/ep6/ep6-asps.htm).
Il prof. Emidio Laureti è un personaggio un po' strano. Alquanto scontroso e un po' insopportabile nei forum e nelle discussioni sul web (per anni è stato etichettato come "lo zimbello di internet") è insegnante di fisica in una scuola media superiore di Roma. Probabilmente vi sarà sfuggito, ma è capitato che lasciasse qualche commento anche su questo blog (firmato Laureti o Emidio Laureti, non ricordo) o sul JONP, augurando ogni bene a Rossi.
Sebbene fortemente sospettoso sulla veridicità dei suoi claims, non riesco a fare a meno di controllare saltuariamente se ci sono novità sull'accrocchio inventato da Laureti, sperando in fondo che funzioni (un po' come con la FF).
[CONTINUA NEL PROSSIMO COMMENTO]

Daniele 22passi ha detto...

@Mario Massa
Complimenti anche da parte mia: esposizione molto chiara e completa.

@gio
Mi tenti... appena ho un attimo gli scrivo una mail! ;)

Mahler ha detto...

[CONTINUA DAL COMMENTO PRECEDENTE]
Ma Laureti è reticente a svelare ogni informazione, è scontroso, non cita dati e calcoli con la motivazione della segretezza, è campanilista fino al midollo, per cui allo stato attuale il suo lavoro non ha nulla di scientifico. Non è vero o falso, è non-scientifico.
Tutto ciò lo dico perché vorrei chiedere a Daniele e ai lettori di 22passi di cercare di fare un po' il punto sulla "propulsione non newtoniana" di Laureti, già ampiamente bollata come pseudoscienza da quasi tutto l'universo conosciuto della blogsfera…
La mia opinione è che Laureti sia un po' matto, ma la mia speranza è che l'opinione che mi sono fatto sia errata. Male che vada avremo fatto chiarezza su un argomento alquanto controverso! ;-)
Se cercate "Emidio Laureti" su google vi renderete conto voi stessi del suo attivismo nei forum e nelle discussioni sul web.
Scusate la lunghezza :-)

Saluti.

Miglietto ha detto...

@malher
Ma il prof. Laureti non è quello dell'ASPS? Che ci fa ancora qui sulla Tarra a riempire blogs, forum e newsgroup, oltre che ad essere nel libro paga del ministero dell'istruzione, invece di essre al comando della sua astronave interstellare di balsa ad esplorare i pianeti abitabili della nostra galassia ? Pensavo fosse partito già da un pezzo lasciandoci alle nostre misere preoccupazioni sulle fonti energetiche del futuro ... ghe capissi più gnent ...

bertoldo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
bertoldo ha detto...

"@ Mario Massa:
ti ringrazio per le chiarissime spiegazioni. Ecco a cosa servono gli esperti!
Riassumo la sostanza: non è il nuovo motore ad essere straordinario... è invece il motore asincrono monofase (di confronto in questo test) ad avere un rendimento basso.
Thank you again:-)"


Dal tutto si capisce che quel motore a parità di risultato consuma molto di meno di quello asincrono e questo è un fatto .Dà notare quello che vi è sfuggito di quel tipo di motore è un nuovo concetto che stà alla base e vale a dire la deviazione del flusso magnetico .Lo reputo ottimo per una macchina elettrica alimentata a batterie , visto che basta cambiare il voltaggio per ottenere un numero di giri corrispondente , è perfetto per accellerare senza bisogno di un cambio meccanico , il che riduce ancora i costi di una nuova eventuale auto elettrica con questo tipo di propulsione o di un retrofit (cercate cinquino elettrico su google).
Mario Massa è un bel furbino ...
Avete notato le dimensioni del nuovo motore e quelle del vecchio ?
Sgranate un'attimo gli occhi e sopratutto la leggerezza rispetto ad un ammasso di ferraglia come un asincrono .
P.s. se l'asincrono ha un tale rendimento è una ciofeca , se è colpa di quel motore se ne può trovare uno migliore e confrontarlo nelle stesse condizioni , se tutti i motori asincroni sono a quel livello ... mi sembrano per lo meno imbarazzanti al confronto .

bertoldo ha detto...

gli esperti ,di solito, servono per depistare ...

nemo ha detto...

@Mahelr
credo che sia molto ma molto più matto del sottoscritto... cosa perltro difficilissima.. :-)))

nemo ha detto...

By the way non sono mica tanto d'accordo con l’affermazione che la Scienza è un metodo...

alex ha detto...

salve, sono uno degli inventori dell?mk12, mi hanno segnalato la vostra disamina e sono qui per chiarirvi alcuni aspetti.

come bertoldo ha fatto notare, mk12 si muove per un principio fisico completamente diverso dall asincrono.

se ad un asincrono si applica un carico molto inferiore alla sua potenza max(ben sotto i 3/4) il suo rendimento cala drasticamente, siamo intorno al 30% man mano che ci avviciniamo al carico massimo arriviamo ai descritti 85%

mk12 fin dai bassi regimi è già oltre 85% e mantiene questo rendimento elevato fino alla sua max potenza.

è un motore in cui le correnti di spunto sono minori o uguali alla corrente nominale di funzionamento,un motore asincrono ha delle correnti di spunto doppie o triple a quella nominale.

mk12,è come se avesse un "cambio interno" che lo fa adeguare perfettamente ai vari carichi applicati, a questo punto se dovessimo usarlo a regimi e carichi costanti non avremmo un reale vantaggio come nel caso in cui invece avessimo dei regimi di funzionamento continuamente variabili,( autotrazione-pompe per gruppi di pressione-ascensori) dove abbiamo molti stop and go, mk12 risulta imbattibile, e con la caratteristica di avere le correnti di spunto 3 volte meno di un asincrono di pari potenza possiamo non sovradimensionare l'impianto dove è allacciato..

i costi di produzione sono ridotti al minimo perchè gli avvolgimenti non sono in cava,ma praticamente si avvolge come un trasformatore, i costi dipendono sempre dalla capacità in volume della catena produttiva, gli asincroni costano poco perchè sono i più diffusi..

grazie per l'attenzione

alessandro
(mac)

nemo ha detto...

Alex, una domanda...
Ho capito male se dico che spostate.. (concentrate) il campo magnetico nella posizione in cui serve per imprimere sempre il massimo momento ?

nemo ha detto...

Che metodo ha usato Einstein per immaginarsi e scrivere la relatività?

Studiando questo metodo possiamo allora diventare tutti dei geni?

mario massa ha detto...

@Merlian
Avevo appena finito di scrivere e prima di pubblicare ho visto l’intervento di Bertoldo e di Alex. Pubblico ugualmente per rispondere a Merlian, poi risponderò a Bertoldo e a Alex (con cui mi complimento innanzitutto per la realizzazione).

“magari ti/ci sfugge qualcosa oppure lo scopo di tale ricerca è da ricercare altrove?”

Con questa domanda hai aggiunto il punto 8 all’analisi:
8 – Ho davvero considerato tutto o un evidente errore ha mascherato una validità? A volte (è raro però) l’aver scoperto la ragione di una misura anomala non permette di vedere una verità nascosta. Questa considerazione spinge a volte ad analizzare ulteriormente un claim anche se si è dimostrato essere falso. Questo insistere nell’analisi è in genere tanto più forte quanto più importante è il claim. Mi pare normale e giusto che sia così, ma occorre stare attenti a non cadere nel “patologico”. Il caso della fusione fredda è illuminante: il claim era di importanza enorme e nel ’89 tutti hanno sobbalzato sulla sedia. A parte chi ha sentenziato che era impossibile e si è coperto gli occhi (gli “imbecilli” veri esistono sempre), la maggior parte della comunità scientifica si è messa ad indagare. I risultati non sono però stati incoraggianti (chi avanza tesi di boicottaggio secondo me parla a vanvera): il fenomeno, non avendo una spiegazione teorica era difficile da replicare anche da parte degli stessi scopritori. Inoltre, data la apparente semplicità moltissimi si sono messi a provare. Quando chi prova non è esperto (magari è un fisico espertissimo in altri campi, ma non in quello) è facile che saltino fuori risultati falsi: se provi e non funziona non fai proclami, se provi e hai un risultato positivo lo gridi (e in genere meno sei esperto e più lo gridi), ma spesso sei tu che hai commesso un errore (di misura o di valutazione, come nel caso del motore che abbiamo esaminato). Fatto sta che se arrivano continui proclami e continue scoperte di errori e smentite la maggior parte della comunità scientifica fa un passo indietro e normalmente non osteggia, ma si tiene da parte secondo il motto “se son rose fioriranno”. Così rimangono pochi a coltivare la rosa. Tra questi pochi sono pochissimi quelli seri, gli altri maniaci improvvisati, spesso sostenitori di boicottaggi e intrighi internazionali.

Scusa la divagazione, torno al motore.

Spesso la motivazione di una ricerca non va cercata chissà dove. Tra noi tecnici moltissimi abbiamo un innato spirito di inventiva, un po’ come la necessità irrefrenabile di dipingere dei pittori: non ce lo fa fare nessuno, è una passione come altre. Moltissime delle piccole aziende italiane in passato sono nate su una idea innovativa o a volte addirittura geniale di una persona, spesso avuta al di fuori del suo normale ambiente di lavoro: oggi è molto più difficile, ma il caso del nostro Mistero mi pare un esempio.
(continua)

mario massa ha detto...

La motivazione per cui questi ragazzi si sono messi a sviluppare questo motore quindi è probabilmente solo lo spirito di inventiva: forse la loro giovane età non ha loro permesso di indagare in modo adeguato su cosa esisteva già e la mancanza di esperienza li ha traditi sul settaggio del test ma se ciò che mostrano è scaturito dalla loro testa vanno incoraggiati: magari un giorno ci stupiranno con qualcosa di veramente innovativo.

Ci sfugge qualcosa ti chiedi: no, mi pare di no. Vorrei farti solo notare che se guardi i numeri del test scopri che nel caso del nuovo motore c’è un assorbimento di 560W, mentre sulle lampade vanno solo 160W. Il rendimento di un alternatore è in genere intorno all’80% per cui resterebbe un rendimento del motore del 40%. Il motore asincrono avrebbe addirittura un rendimento del 20%: un motore asincrono monofase ha un rendimento più basso di uno trifase, ma non a questo livello! Forse è bene dare risposta a questa stranezza per assicurarci, come dici tu, che non ci sfugga qualcosa.

Il motore asincrono utilizzato è da 1.5 kW. La potenza che viene richiesta però è di circa 160/0.8 = 200W: cioè il 13% del carico nominale: in queste condizioni è normale che il rendimento del motore crolli e in più gli attriti della trasmissione a cinghia diventano importanti.
Si potrebbe pensare che anche il nuovo motore lavora nelle stesse condizioni , per cui il confronto è alla pari, ma non è così.

Il motore nuovo è infatti un motore che come ha detto Vettore è molto simile a un Brushless (secondo me lo è): se vuoi entriamo nei particolari, ma a me basta dirti che tale tipo di motore mantiene un rendimento elevatissimo anche a carichi ridotti proprio per come è fatto, cioè concettualmente simile a un motore in corrente continua a magneti permanenti.
Al contrario il motore asincrono ha un rendimento che crolla al diminuire del carico. Ciò è dovuto al fatto che concettualmente esso è simile a un trasformatore. In maniera simile al trasformatore le dissipazioni, causa della riduzione del rendimento, sono in parte negli avvolgimenti in rame e parte nei lamierini magnetici dello statore. Mentre la dissipazione nel rame diminuisce (quasi quadraticamente) al diminuire del carico, la dissipazione nel ferro è praticamente costante, dipendendo solo dal valore della densità di flusso magnetico, a sua volta dipendente solo dalla tensione di alimentazione. La potenza dissipata nel ferro e quella nel rame a piena potenza sono in genere paragonabili. Se il motore ha a piena potenza il rendimento del 60%, al 13% di carico, considerando ormai nulle le perdite nel rame, avrà un rendimento dell’ordine di : (13 x 0.6)/ (40/2 + 13) = 23%.

mario massa ha detto...

@Alex
Rispondo prima ad Alex, che vorrei mi confermasse la sua giovane età: come avevo già scritto, se sei giovane mi complimento e ti auguro grandi successi futuri.

Purtroppo sul tuo motore sono poco ottimista: non vedo differenze rispetto a un normale brushless: se non sbaglio hai sostituito il resolver con un encoder assoluto: mi pare un passo indietro in termini di costo e affidabilità. Le caratteristiche che dici le hanno tutti i motori”a corrente continua”, brushless o meno. In ogni caso non vedo differenze tra il tuo motore e un brushless tali da farne supporre un costo inferiore, per cui il confronto forse doveva essere fatto con un brushless, non con un motore asincrono (tra l’altro monofase), o , in alternativa, con un asincrono azionato da inverter.

Se lo scopo era di realizzare un motore con rendimento elevato ai bassi carichi, perché nel filmato non lo hai detto? Perché non hai misurato il rendimento reale del tuo motore oltre a metterlo a confronto con quel povero asincrono?

Con tutta la mia sincera simpatia, non ti pare di avere un po’ “barato”?
L'analisi spietata delle proprie idee è fondamentale per evitare delusioni, ma devi farla tu stesso: se il tuo motore la supererà, allora vai avanti e ti faccio i miei migliori auguri!

matteo ha detto...

Mario Massa sei un grande!
Argomenti bene e sei educato. Una rarità

nemo ha detto...

@matteo
ti quoto al 100%

mario massa ha detto...

@Bertoldo
Grazie del “furbino” detto da te lo prendo per un complimento!

“Dal tutto si capisce che quel motore a parità di risultato consuma molto di meno di quello asincrono e questo è un fatto “

Il problema è che stiamo confrontando due cose completamente diverse: non puoi confrontare un semplicissimo ed economicissimo motore asincrono con un motore molto più complesso azionato da elettronica: la pubblicità direbbe “ti piace vincere facile!”.

“Lo reputo ottimo per una macchina elettrica”

E’ vero. Se Alex riuscirà a dimostrare a qualche costruttore di vetture elettriche (ma forse anche di carrelli elevatori, filoguidati, ecc) che il suo motore oltre a funzionare costa meno dei motori-azionamenti attualmente utilizzati e ha caratteristiche almeno pari, mi pare una tipica applicazione.

“Sgranate un'attimo gli occhi e sopratutto la leggerezza rispetto ad un ammasso di ferraglia come un asincrono”

Il tuo entusiasmo per il “nuovo” è fantastico! Però i buon vecchi asincroni coprono (a occhio) più del 98% delle applicazioni e quando è necessario si usano i motori in continua (io ne ho usati da 300kW) o per potenze più ridotte i brushless:
http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.hellopro.it/images/produit-2/4/1/2/azionamenti-e-motori-brushless-214.jpg&imgrefurl=http://www.hellopro.it/RTA-295-noprofil-2003708-214-0-1-1-fr-societe.html&h=551&w=800&sz=60&tbnid=pyBTpGdpACmSxM:&tbnh=90&tbnw=131&prev=/search%3Fq%3Dmotori%2Bbrushless%26tbm%3Disch%26tbo%3Du&zoom=1&q=motori+brushless&docid=LcMCgRlA9ZLCkM&hl=it&sa=X&ei=ZY8ET5-CKcPc4QTM_rnEDA&sqi=2&ved=0CHgQ9QEwBQ&dur=14297

(scusa il link un po’ lungo ma è la prima foto che ho trovato)
Un motore paragonabile è il terzo da destra, il suo azionamento quello più piccolo: non mi pare grosso e brutto!

bertoldo ha detto...

"La motivazione per cui questi ragazzi si sono messi a sviluppare questo motore quindi è probabilmente solo lo spirito di inventiva: forse la loro giovane età non ha loro permesso di indagare in modo adeguato su cosa esisteva già e la mancanza di esperienza li ha traditi sul settaggio del test ma se ciò che mostrano è scaturito dalla loro testa vanno incoraggiati: magari un giorno ci stupiranno con qualcosa di veramente innovativo."

Ma questo tipo di motore non esiste e lo stadio di sviluppo che hanno raggiunto è solo l'inizio .Se non è innovativo fare un motore a deviazione magnetica cosa diavolo si devono inventare ?

"Il motore asincrono utilizzato è da 1.5 kW. La potenza che viene richiesta però è di circa 160/0.8 = 200W: cioè il 13% del carico nominale: in queste condizioni è normale che il rendimento del motore crolli e in più gli attriti della trasmissione a cinghia diventano importanti.
Si potrebbe pensare che anche il nuovo motore lavora nelle stesse condizioni , per cui il confronto è alla pari, ma non è così."

Cosa consigli per metterli alla pari ? E comunque in quelle condizioni il paralell path và alla grande mentre il l'asincrono disperde calore ...
Altra cosa non notata (forse il video non lo mette in evidenza) è che il motore mantiene ha sempre una temperatura bassa e non si scalda minimamente neanche quando gira a pieno carico , è praticamente freddo in tutte le condizioni di lavoro .

bertoldo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
bertoldo ha detto...

"Grazie del “furbino” detto da te lo prendo per un complimento!"

Infatti lo è , trovo sempre molto interessante avere a che fare con persone come te ,che a prescindere e senza aver minimamente guardato alle prospettive , forniscono giudizi su oggetti altrui perlomeno frettolosi e liquidatori .I paragoni potrebbero essere facili facili nel modo in cui hai parlato dell'e-cat .

"Il problema è che stiamo confrontando due cose completamente diverse: non puoi confrontare un semplicissimo ed economicissimo motore asincrono con un motore molto più complesso azionato da elettronica: la pubblicità direbbe “ti piace vincere facile!”."

Ti ha risposto già l'autore su questo .Il motore è meno complesso a livello di costruzione , è modulare , in parallelo ne puoi agganciare quanti vuoi per raggiungere le potenze richieste e fino ad ora lo hanno sviluppato solo in questa versione , ma questo non toglie che le dimensioni e le potenze che potrebbe raggiungere sono al di fuori della tua "portata" , in quanto non riesci a vedere la prospettiva ...proprio come nell'e-cat .

"Il tuo entusiasmo per il “nuovo” è fantastico! Però i buon vecchi asincroni coprono (a occhio) più del 98% delle applicazioni"

Il mio entusiasmo è dovuto al fatto che riesco a vedere quasi sempre qualcosa che sfugge a quelli che guardano velocemente e sopratutto , guardo sempre in prospettiva e non mi riesce mai di pensare a quello che esiste già come un punto di arrivo insuperabile , come fai tu e quelli che ti danno ragione senza aver minimamente compreso nulla della prospettiva , che questo tipo di innovazioni introducono .
Scusate se il mio modo di esprimermi , poco pacato e poco gentile , vi irrita ...ma a me i giochi di parole per rimanere sempre fermi sullo status quo attuale , non mi piacciono e penso sempre che ci sia un interesse che limita l'interesse ...

tia ha detto...

Mi pare siano gli stessi di energeticambiente che all'inizio dicevano di aver fatto un motore overunity. Sempre su energeticambiente mi pare che Endymion abbia piu volte chiesto una prova su un banco di prova per vedere il rendimento effettivo (e non quello dichiarato dagli autori, teorico).
Per la pochissima conoscenza che ho dei motori, mi pare anche a me una rivisitazione di un brushless, per altro piu costoso visto l'ampio uso di magneti permanenti.

bertoldo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
bertoldo ha detto...

"Il motore nuovo è infatti un motore che come ha detto Vettore è molto simile a un Brushless (secondo me lo è): se vuoi entriamo nei particolari, ma a me basta dirti che tale tipo di motore mantiene un rendimento elevatissimo anche a carichi ridotti proprio per come è fatto, cioè concettualmente simile a un motore in corrente continua a magneti permanenti."

Quindi ribadisci che è una nuova concezione di motore , ma lo paragoni ad un motore in continua , mentre mi risulta che sia in alternata .
"Se il motore ha a piena potenza il rendimento del 60%, al 13% di carico, considerando ormai nulle le perdite nel rame, avrà un rendimento dell’ordine di : (13 x 0.6)/ (40/2 + 13) = 23%."

Questa contraddice quest'altra sempre nella stessa risposta :

"Il motore asincrono avrebbe addirittura un rendimento del 20%: un motore asincrono monofase ha un rendimento più basso di uno trifase, ma non a questo livello! Forse è bene dare risposta a questa stranezza per assicurarci, come dici tu, che non ci sfugga qualcosa."

Ti deve essere sfuggito qualcosa ...

Valeria ha detto...

Bertoldo per me è un outsider...lo dico da sempre!

alex ha detto...

ringrazio @mario massa, per la sua analisi "spietata", ma invece utilissima per chiarire ancora meglio dalle sue osservazioni le peculiariatà di questa teconologia..

fare una prova assoluta certificata in una power room avrebbe avuto per le nostre tasche costi improponibili, grazie a degli amici in una fabbrica di motori per azionamenti, abbiamo potuto valutare il rendimento assoluto del motore, e, a MONTE della centralina era del 90,5%, e da li ci siamo resi conto della bontà del motore, poi dalle curve di coppia potenza siamo riusciti a capire i suoi possibili campi di applicazione,

la prova comparativa è stata fatta con quello che avevamo in cantina, il generatore è un gen-cinese da 800watt un gen di cosi piccola potenza e con un traferro "molto industriale" non lo fà arrivare a più del 60-65% del rendimento,

un brushless da 1.5kw non lo avevamo, ma in quel caso come avete fatto notare, le prestazioni sarebbero state molto simili, allora che differenza c'è tra mk12 e un brushless?

1) assenza di magneti posti in rotazione, che vuol dire che a livello dinamico mk12 non ha bisogno di costosi controlli dell'equilibratura dell'asse, il rotore di MK12 è un semplice "pezzo di ferro" visto che magneti e bobine sono alloggiate nello statore..

2) come negli asincroni anche i brushlees hanno alloggiamenti in cava degli avvolgimenti, che in catena produttiva vuol dire inserimento nelle varie cave e settori manuale, cosa che invece per costruire un mk12 senza compromettere la qualità, il tutto può essere fatto a macchina.

3) ed ecco uno dei fattori più importanti:

non ci sono limiti dimensionali per mk12, e neanche, se non per i materiali utilizzati, della frequenza di funzionamento.

un asse di un mk12 può ruotare a qualsiasi regime senza dover incorrere nell'esplosione dei magneti, nei brushlees il limite è proprio quello, la forza centrifuga oltre certi diametri ad importanti regimi di rotazione diventa insostenibile, e questo ne fa appunto un limite dimensionale, i brushlees molto veloci non possono avere una coppia elevata allo spunto dato il loro piccolo diametro

mk12 può da 0 fino a 20mila g/min arrivarci senza nessun tipo di problema, e qui lo possiamo assimilare di più ad un motore a riluttanza variabile, ma con il vantaggio di avere una coppia ai bassi regimi paragonabile a quella di un brushlees.. quindi velocità paragonabile ad un riluttanza variabile od ad un brushlees molto piccolo ( tipo da modellismo)..

mk12 può essere molto utile nella trazione ferroviaria,dove appunto servono coppie di spunto molto elevate, ma contenendo le correnti per non surriscaldare il pantografo,(ci sono delle batterie nella locomotiva per questo motivo)

utilizzando un mk12 potremmo fare a meno delle batterie per lo spunto o di ridurne drasticamente la capacità di A

quindi alla fine abbiamo un motore "universale" perchè assimila tutte ma tutte le particolarità degli altri motori esistenti eliminandone i limiti..

dimenticavo, un mk12 può essere sovralimentato (potenza di picco) di 4 volte e oltre, significa che da un motore di 1,5kw, sovralimentandolo per alcuni minuti possiamo tirarci fuori 6kw..

ps:

il giovane è uno solo ed è l'altro mio collega che si occupa dell azionamento elettronico, io, quando ho cominciato questa ricerca avevo 37 anni e lui 18 ad oggi sono passati 4 anni e mezzo da quando abbiamo iniziato..

grazie per la vostra disamina costruttiva

alessandro

Eddy ha detto...

Non c'entra niente (almeno penso, è da un po' che non leggo i commenti), ma mi sono imbattuto in questa domanda/paradosso (per gli amanti del genere):

http://flowingdata.com/2011/10/28/best-statistics-question-ever/

Ciao

robi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
francesco G ha detto...

prima di sparlare su una cosa che non conoscete dovete sapere che quel concetto per il parallel path non è stato inventato da loro ma ripreso e migliorato(cosa non da poco) qui ci sono delle curve comparative dell'inventore con un DC a magneti permanenti "originale":http://www.qmpower.com/UserFiles/File/White_Paper_Variable_Speed_Motor_Applications.pdf

è evidente il vantaggio come rendimento medio (anche se le curve sono senza "limitatore" cambia un po ma di base è quello), inoltre si notano anche gli altri pregi esposti da alex (coppia di picco vs potenza assorbita).

nemo ha detto...

@Alex
Complimnti!
E' molto difficile innovare in un settore così maturo come quello dei motori elettrici. E da quando sono ragazzino che spero nell'auto elettrica. Speriamo...

francesco G ha detto...

per limitatore intendo mantenere la corrente sotto un limite cioè equivale avere un tratto a potenza assorbita costante (per una data tensione) fino a quanto non si interseca con la retta ideale, questo migliora il rendimento ma questa vale anche per l'altro motore...

@Alex né approfitto, è possibile costruirlo con i superconduttori??? un motore DC (alcuni in fase di sviluppo alla Nasa) teoricamente dovrebbero mantenere un il rendimento massimo fino al numero di giri massimo (resistenza trascurabile la retta dovrebbe diventare quasi parallela alla asse della coppia...ma non è sono sicuro ) oltre ad avere un densità di potenza spaventosa (tipo per 2700 giri max nominali , 28 kg e 220 hp); il dubbio è la saturazione nel ferro che pone limiti di flusso (dato che viene "concentrato" se non sbaglio)

alex ha detto...

@francesco:

i limiti sono appunto sulla scelta dei materiali, facendo un motore con questo materiale

http://cartech.ides.com/datasheet.aspx?i=101&E=199

possiamo arrivare a 2 tesla e andare su di frequenza, poi certo con i super conduttori...

ma qui andiamo sulla tecnologia sofisticata e costosa, certo per usi particolari sicuramente si può valutare la cosa, come detto prima non avendo limiti dimensionali e strutturali tutto è possibile..

grazie per i complimenti, spero che presto questa tecnologia possa vedere la luce anche qui in italia..

il mio socio sta collaborando con un azienda per la realizzazione di un prototipo applicato ad uno scooter, così avremo una prima applicazione testabile e comparabile con le altre tecnologie..

mario massa ha detto...

@bertoldo
“lo paragoni ad un motore in continua , mentre mi risulta che sia in alternata”

Se intendi che dall’azionamento esce una alternata certo, ma questo è vero in tutti i motori dal momento che solo i motori con spazzole (e gli omopolari) possono essere alimentati direttamente da una corrente continua. Il nome brushless sta proprio ad indicare motori in continua senza spazzole.

“Ti deve essere sfuggito qualcosa”

No, evidentemente mi sono spiegato male. Avevo detto che i motori asincroni trifasi hanno rendimenti molto elevati, per cui era impossibile dichiarare che il nuovo motore avesse un rendimento “doppio e addirittura triplo a basso carico”. Poi però ho fatto notare che è stato utilizzato un motore monofase che ha un rendimento notevolmente inferiore al trifase e che questo spiegava il claim.
Merlian ha poi chiesto molto opportunamente “non ci sarà sfuggito qualcosa?”. Rispondendo a questo suo quesito ho chiarito come il fatto che il test sia effettuato a potenza molto bassa può abbassare il rendimento del motore monofase da un 60% al 23% (prendi i valori con le molle!), mentre il rendimento di un motore brushless (o assimilabili) diminuisce di poco: ciò rende il test ancora meno serio.

@francesco G
“prima di sparlare su una cosa che non conoscete dovete…”

Non mi pare di avere sparlato: ho approfittato di un caso reale per indicare quello che ritengo il metodo corretto di analisi sulla base del test proposto dai costruttori. Ho criticato il test, questo sì, e confermo la critica. Se invece non condividi il mio modo di approcciare i problemi dimmi il tuo o quello che ritieni migliore e parliamone.
Mi pare che Alex abbia compreso le mie intenzioni.

Grazie del link, ho visto che alla fine c’è una analisi dei costi: lo guarderò con calma.

@Alex
Ti ringrazio per aver preso nel giusto modo la mia analisi. Faccio sempre analisi spietate. Anche sulle mie stesse realizzazioni. Il fatto che tu non sia più un ragazzo e che ci lavorate da anni è segno che è una cosa seria e ti faccio il mio in bocca al lupo perché possa darvi soddisfazioni. Solo ti consiglio di presentare test seri senza paura di mostrare qualche eventuale “inconveniente”: ho parecchi anni più di te e ho sempre usato questo metodo: serietà, serietà e ancora serietà, e non mi ha mai tradito. Sui motori elettrici hai certamente più esperienza di me (tu ne hai costruiti, io li ho solo usati), ma se pensi che possa esserti utile in un qualche modo, non esitare.

alex ha detto...

@mario massa

avessimo avuto le possibilità, avremmo fatto una prova molto più professionale, ma purtroppo la mancanza di mezzi economici ha portato a fare tutto con ciò che avevamo..

il motore viene alimentato come un bruschless quindi con una corrente continua che viene fasata dall econder e alternata dal ponte ad H della centralina..

la ringrazio per l'eventuale disponibilità per qualche consiglio , ma anche per qualche chiarimento ulteriore sul funzionamento chieda pure.un confronto con chi di motori se ne intende è sempre costruttivo..

la situazione economica che stiamo vivendo di certo non aiuta lo sviluppo del progetto, se arrivano proposte, sono quelle di quei volponi che cercano qualche progetto nuovo da farsi finanziare dalla comunità europea per poi o non finire il progetto di ricerca o tenere tutto in un cassetto in attesa che scada il brevetto..

ma cmq non ci si ferma davanti alle difficoltà..

francesco G ha detto...

piccola correzione per il limitatore(maledetta fretta) mi sono confuso volevo scrive a corrente costante(quindi coppia costante) non a potenza assorbita e la tensione (partendo da un valore minimo che corrisponde alla coppia di avviamento di solito non superiore a due volte la corrente nominale) aumenta fino alla massima nominale...scusate; mario comunque OK per la serietà però ci vuole il tempo che ci vuole(e sopratutto soldi) per avere prove "serie" quindi essere spietati fino ad un certo punto anche perché non manca dell'altro materiale per farsi un'idea(di brevetti legati al concetto c'è né sono un po)....

mario massa ha detto...

@Alex
@francesco G
Non so se è il caso di continuare questi discorsi qui, in fondo non centrano nulla con il post e contribuiscono a rendere confusionario 22passi. Se però Daniele e d’accordo e lo ritenete utile, per me va benissimo (Daniele fa un post al giorno e secondo me su questo non scriverà più nessuno).

Comunque vi do i miei riferimenti, nel caso vogliate contattarmi: per me, come già detto, sarà un piacere cercare di rendermi utile per pura amicizia (Alex, dammi del tu, o dovrò darti del lei anch’io).
mariomassa@excite.it
ufficio: 0522283979

Rispondo comunque agli ultimi interventi.
1 – serietà: quando intendo serietà nei test intendo che occorre seriamente mettere alla prova la propria creatura senza risparmiarla e sono i risultati di questi test che possono colpire un possibile investitore serio. Inutile fare vedere diagrammi potenza resa/assorbita a 1/7 della potenza massima confrontati con quelli di un asincrono monofase: queste cose possono colpire i non addetti ai lavori (il 99.99% degli utenti youtube) che vi acclameranno come Bertoldo: il tifo fa bene al morale, ma voi dovete mirare ad attrarre l’attenzione di quel 0.01% che può credere nella vostra creatura. Ma prima di tutto ci dovete credere voi.

2 - ci vogliono tempo e soldi per avere prove serie: tempo certamente, soldi non è detto. La necessità aguzza l’ingegno: test non tradizionali ma ben fatti, studiati perché la mancanza di soldi non permette test standard possono incuriosire un addetto.
Per esempio se non potete trovare chi vi mette a disposizione per il tempo necessario un banco dinamometrico potete costruirlo: con 500 euro (e un tot di tempo) non è difficile: è certamente il mezzo migliore per poter tracciare le curve: presentare le curve, dichiarare il momento di inerzia, il rendimento, la coppia di stallo, ecc è fondamentale per far capire che la cosa è seria e per poter migliorare il progetto.

Si può testare un motore anche in modo dinamico: è difficile estrarre curve, ma è facile fare prove di sollecitazione prolungata per verificare il dimensionamento termico. Per un motore come il vostro, 1.5kW, 3000 rpm è sufficiente un disco di lamiera tagliato al laser, spessore 4mm, diametro 400mm: costo 20 euro.
Peso 4 kg, J=0.080 kgm2, con test a coppia costante pari alla nominale (4.8Nm) si ha inversione di rotazione ogni 10.4”, la metà a coppia doppia. Il test sollecita anche l’azionamento che è chiamato continuamente a lavorare in rigenerazione (con ogni probabilità occorre aumentare gli elettrolitici, anche se dal filmato se ne vede uno bello grosso. Domanda: un PPMT ha problemi in regime rigenerativo?). L’assorbimento medio di potenza è solo quello dissipato dal motore-azionamento: il calcolo del rendimento (medio a coppia costante tra 0 e 3000 rpm) è immediato. Se il motore ha il rendimento del 90% la potenza assorbita dalla rete sarà meno di 100W: lo si può lasciare andare per giorni interi a costo 0. Un test così probabilmente dice poco all’utente medio you-tube (un disco che va avanti e indietro ogni 10 secondi, embè?), ma a uno come me avrebbe fatto drizzare le antenne.

Francesco, ho letto il documento sui PPMT, ma devo studiarlo bene e confrontare ciò che dice con le curve dei motori che uso prima di potermi esprimere.

Daniele 22passi ha detto...

@Nemo
Grazie, per me è un bell'impegno, ma amo veramente questo blog e ci tengo che racconti chi sono. La verità è sempre più forte delle bugie.

@Mahler
No, ti prego, pure occuparmi di Laureti no! Mi piacerebbe, ma ne ho già troppe per la testa e tra le mani! :))
Condivido le perplessità di nemo: dire che la scienza è il metodo scientifico mi sembra la classica confusione tra fine e mezzi.
Nel momento in cui la fisica accetta/accetterà che il confine tra materia e pensiero è molto molto meno reale di quello che si credeva, Scienza e Spirito non saranno più territori disgiunti: posso anche essere un illuso a sperarlo, ma sono convinto che il vero salto per un grande progresso dell'umanità partirà proprio da questo.

@Alex
Grazie 1000 per essere intervenuto. E complimenti anche da parte mia.

@Matteo
Condivido le parole di elogio che fai a Mario Massa: "Argomenti bene e sei educato. Una rarità".
Vorrei che Mario fosse una sorta di modello per tutti coloro che qui dentro tendono a intervenire soprattutto per mostrare la debolezza delle idee altrui. Cosa legittima, ma spesso fatta con un atteggiamento poco simpatico. E non faccio nomi! :))

@Mario Massa
@Alex
Da sempre ho grossa difficoltà a procacciarmi opportunità per me stesso, ma mi è successo spesso di essere una sorta di "catalizzatore" per mettere in contatto tra loro le persone giuste al momento giusto.
Spero che questo possa accadere anche nel vostro caso.
Un abbraccio a tutti e due e in bocca al lupo!

bertoldo ha detto...

"1 – serietà: quando intendo serietà nei test intendo che occorre seriamente mettere alla prova la propria creatura senza risparmiarla e sono i risultati di questi test che possono colpire un possibile investitore serio. Inutile fare vedere diagrammi potenza resa/assorbita a 1/7 della potenza massima confrontati con quelli di un asincrono monofase: queste cose possono colpire i non addetti ai lavori (il 99.99% degli utenti youtube) che vi acclameranno come Bertoldo: il tifo fa bene al morale, ma voi dovete mirare ad attrarre l’attenzione di quel 0.01% che può credere nella vostra creatura. Ma prima di tutto ci dovete credere voi."
Se eri serio avresti ammesso dà subito anche le prospettive , ma di queste nei tuoi post non se parla .Tanto per capirci il 99.9 non sono come me , ti ho illustrato l'invenzione per come l'ho percepita e le risposte dell'inventore sono simili alle mie , in quanto ho seguito su EA e poi sull'altro sito dove si sono trasferiti , tutti i passi che hanno portato alla realizzazione del motore .Quindi non l'ho visto su youtube e basta , magari quel 99,9 è più simile a te che l'ha visto di sfuggita e le conseguenze si sono viste .. se l'autore non replicava avresti solo disinformato senza aver approfondito .Definirti superficiale a questo punto è più di una impressione è una certezza .

bertoldo ha detto...

"Se il motore ha il rendimento del 90% la potenza assorbita dalla rete sarà meno di 100W: lo si può lasciare andare per giorni interi a costo 0. Un test così probabilmente dice poco all’utente medio you-tube (un disco che va avanti e indietro ogni 10 secondi, embè?), ma a uno come me avrebbe fatto drizzare le antenne."

Ma chi cacchio pensi di essere ? Cala da sà pianta ...

mario massa ha detto...

@Bertoldo
Scusa Bertoldo, non volevo offendere e nemmeno attirare encomi (che mi lasciano imbarazzato).
Ho scritto che il 99.99% degli utenti non è “addetto ai lavori” e ti ho citato come esempio. Questi fanno senz’altro bene al morale con il loro entusiasmo, ma poi sono costretti a fermarsi lì, nel senso che nella pratica più di tanto Alex non lo puoi aiutare. Dai tuoi interventi mi sembrava di aver capito che tu fossi un fervente sostenitore, non un esperto.

Quando scrivevo “uno come me” non intendevo “uno bravo e intelligente come me”: intendevo uno che su quell’argomento può ritenersi alquanto esperto perché fa parte del suo lavoro da decenni. Io gli ho offerto solo la mia disponibilità tecnica come amico, ma può darsi che fra quei 0.01%, se fa vedere che il suo motore ha degli effettivi vantaggi, ci sia chi gli offra di più, e glielo auguro tanto. Come ha detto anche lui però c’è pieno di “vecchi marpioni” e deve stare molto attento. Potrei essere uno di quelli: per questo non ho richiesto ulteriori informazioni tecniche che lui mi ha offerto.

In genere mi fido delle mie sensazioni, e mi pare di trovarmi di fronte a persone serie, per questo vorrei aiutarlo perché lui stesso possa verificare meglio la sua realizzazione e possa generare quella documentazione necessaria perché uno di quei 0.01% possa interessarsi a lui.

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