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giovedì 15 maggio 2008

Dialogo sul dimenticare

Non l'ho mai fatto. C'è sempre una prima volta: da uno dei blog che frequento riporto uno scambio di commenti degno d'assurgere a onor di post!

All'amica H - che a proposito del suo amore non più corrisposto ha scritto
Io non voglio dimenticare. Dimenticare è come morire. Io non posso dimenticare e non dimenticherò. - ho commentato:

In tutta franchezza, per me è proprio l'opposto: dimenticare è come rinascere. E soltanto "morendo" si può rinascere. Tu ti aggrappi ai tuoi ricordi e al sogno di una vita che non esiste più. Così facendo opponi resistenza a vivere la tua nuova vita, quella ancora da scrivere. E avendo un po' di esperienza più di te (non tanta ma un po' sì) ti assicuro che ho scoperto che è assolutamente così; ma naturalmente alla tua età la pensavo come te. (...)

Un altro suo amico, S, è intervenuto approvando: Quoto e co
ndivido questo commento, ché non avrei saputo trovare parole migliori. Ciao.

Poco dopo ha giustamente precisato che ripensandoci poi non si dimentica, si metabolizza e si cresce arricchiti da nuove esperienze. E i ricordi da martellanti si fanno via via più discreti, lasciando spazio ad un sorriso ormai svelato.

H allora
ha risposto: ORA CONCORDO!... "metabolizzare i ricordi": questo voglio dire! scordare è come negare le cose belle che hai vissuto, fingere che non siano mai state... e io non voglio! sono troppo belle per essere messe da parte! questo non significa che io viva nel ricordo... vivo l'oggi tenendo ben presente cosa significhi "felicità" per me, in modo da poterla riconoscere subito quando si ripresenterà ai miei occhi. (...)

Ho riflettuto su come la mia amica avesse usato il verbo scordare come sinonimo di dimenticare. Tale sovrapposizione non mi convinceva: avevo scritto "dimenticare è come rinascere" ma non avrei mai affermato che "scordare è come rinascere", anzi la seconda frase mi suonerebbe falsa. Così sono andato a cercare su un utile dizionario etimologico on line (che da oggi ho inserito trai link nella sidebar del blog) quale fosse la sfumatura che distingue dimenticare da scordare.

Tutto giusto... grazie S, ottima la precisazione del metabolizzare (o elaborare in senso psicodinamico) vissuti e ricordi...però, mia cara H, non condivido la tua paura del
dimenticare (...).
Dimenticare viene dal latino
dimentàre e significa fare uscire di mente. Scordare viene da ex corde, dunque in origine significava mettere fuori dal cuore.
Fatta questa precisazione, ho detto che dimenticare è come rinascere e lo confermo. Scordare invece è come morire, è vero... ma si rinasce sempre lo stesso! :)


Dimenticare mi suona come un'opportunità di "rinascere" perché fare pulizia nella mente per me è sempre un fatto positivo! Scordare no: cancellare le emozioni è proprio come morire... ma ancora c'è sempre la possibilità di "rinascere".

Ha così concluso H: Che belli 'sti comment
iiiiiiiii!!! grazie! è grandiosa la differenza tra "dimenticare" e "scordare"...che amici fighi che ho ;-) un bacioneeeeeeeeeeeee

La morale? Tempi duri per gli psicologi... se tutti i loro pazienti scoprissero quanto bene ci si può aprire e guardarsi dentro sui blog, individualmente o in gruppo e gratis! :-)

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