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giovedì 27 dicembre 2007

Liz Greene: Astrologia e Amore (1)

Sono appassionato di astrologia. Ma di astrologia vera, non di quella falsa propagandata dagli oroscopi giornalieri. Tra i tanti libri di astrologia che ho letto negli ultimi quindici anni ve ne uno pubblicato dall'Astrolabio davvero imperdibile per chi - anche scettico - voglia accostarsi con spirito critico all'astrologia della personalità e comprenderne i fondamenti. Dal titolo potrebbe essere scambiato per uno dei tanti manuali senza pretese dell'astrologo da cassetta di turno, in realtà questo libro mostra meglio di tanti altri testi, magari più blasonati, come l'astrologia sia in primis un potente metodo di analisi dei meccanismi che regolano le relazioni interpersonali, soffermandosi in particolare sulle relazioni tra uomo e donna e dunque sull'amore.
Sto parlando di Astrologia e Amore, scritto negli anni '80 da Liz Greene, psicoanalista jungiana nonché astrologa. E' stato Jung - convinto assertore della validità del metodo astrologico costituisse come strumento introspettivo o supporto al terapeuta per decodificare le dinamiche della personalità - a contribuire, forse più di chiunque altro nel XX secolo, a sdoganare l'astrologia dal generale pregiudizio di ciarlataneria a cui
la gran parte del mondo accademico s'arrestava. Oggi è significativa la percentuale di psicologi (soprattutto se di formazione jungiana e umanista) che hanno verificato la corrispondenza (sincronicità) tra movimenti degli astri e della psiche, io stesso personalmente ne conosco diversi che stimano assai il libro di cui sto parlando.
Per suggerire dunque a cosa possa assomigliare la vera astrologia
a chi ne è profano, ho deciso di introdurre nel blog i primi 4 capitoletti che compongono la parte prima (introduttiva) del testo di Liz Greene.
Da Astrologia e Amore di Liz Green (Astrolabio-Ubaldini)

1

I segni solari

Perché, si chiede Woody Allen nel film lo e Annie, ci preoccupiamo di cose tanto complicate, problematiche e tortuose come le relazioni? Perché fare lo sforzo di imparare qualcosa su altri esseri umani, prendersi cura, dare e avere, affezionarsi, lottare, amare un'altra persona? Woody Allen risponde alla sua domanda con questa battuta:
"Mio fratello è impazzito: pensa di essere un pollo".
"Perché non lo fai internare?".
"Perché ho bisogno delle uova".
Le relazioni assomigliano un po' a questo, dice Woody.
In questo periodo va di moda, a certi livelli sociali, abbandonare i valori antiquati dei genitori e dei nonni. Da una parte, è ovvio a un gran numero di persone che tali valori non hanno funzionato: i matrimoni del passato non erano migliori di quelli attuali. C'erano meno divorzi, certo, ma due persone vivevano allora l'una accanto all'altra fino alla morte, riempiendo silenziosamente la casa di ostilità e di veleno (motivo di non pochi conflitti psicologici nei figli). Anche se non si crede nella 'psicologia', è chiaramente evidente che il nucleo familiare moderno ha bisogno di un certo rinnovamento per continuare a esistere. Basta dare un'occhiata a qualche statistica sul divorzio.
Ora, insieme al problema economico, ai pericoli della distruzione nucleare, alla crisi energetica, alla sovrappopolazione e al sottosviluppo, al rischio di estinzione della vita animale (e umana) e agli altri incubi di questo genere, alla fine del ventesimo secolo e all'alba di ciò che l'astrologia chiama l'Età dell'Acquario, abbiamo anche il grosso problema delle relazioni umane. Questo problema è attribuibile a varie cause, dipendentemente dal punto di vista. La morale sta crollando e la carenza di quella sana disciplina di una volta, l'insufficiente fede in Dio e nella chiesa cattolica o anglicana, la repressione sessuale, il capitalismo, il comunismo e ogni altro capro espiatorio vi piaccia trovare dispenseranno voi, e me, dall'assumere qualsiasi responsabilità riguardo ai problemi di tutti. In un'epoca di altissima tecnologia, dove per la prima volta milioni di persone possono conquistare un po' di tempo libero, milioni di persone disperano di capire perché ogni cosa è terribilmente priva di senso e perché si sentono tanto sole. Allora si rivolgono a discipline e dottrine così antiche che è impossibile stabilirne le origini. Quelli che ora sono noti come studi esoterici stanno lentamente ma stabilmente invadendo il dominio una volta controllato dalla religione ortodossa.
Il termine 'esoterico' significa semplicemente 'interiore'. 'Esoterico' può riferirsi a una quantità di cose differenti, dalla Meditazione Maharishi e Trascendentale ai Bambini del Tempio di Dio. Gli studi esoterici possono estendersi dal ridicolo al sublime. Possono scandagliare trattati antichi ed eruditi sull'alchimia, la magia, la filosofia ermetica e la cabala; possono esplorare misteri come il triangolo delle Bermude. Il termine 'interiore', d'altro canto, riguarda i fenomeni parapsicologici, i sogni, le visioni, gli stati alterati della coscienza, la telepatia, la chiaroveggenza. Riguarda pure la psicologia del profondo e lo studio dell'anima umana, e può riferirsi anche all'astrologia.
Può dunque l'astrologia - a noi tutti familiare attraverso quella rubrica stupida ma irresistibile sui quotidiani in cui 1'astrologa di turno afferma che mercoledì sarà una giornataccia - portare un qualche contributo al nostro dilemma di vivere su un pianeta sovrappopolato dove dobbiamo essere sempre a contatto, fisico e spirituale, con tutti quegli estranei?
Ultimamente sia il mondo accademico sia la comunità scientifica in genere ha sollevato molto scalpore contro l'astrologia, perché l'astrologia fa un po' paura per la sua popolarità. (Dopo tutto, se c'è qualcosa di misterioso nella vita a cui la scienza ortodossa non può dare risposta, in che mondo viviamo?). Ma per quanto energicamente si dichiari che l'astrologia è davvero un cumulo di sciocchezze medievali e superstiziose, la fede in essa si sta diffondendo ovunque. Una volta tutti leggevano quelle rubriche sui segni astrologici con spirito ironico e canzonatorio, chiedendosi però in cuor loro se mercoledì sarebbe stata veramente una giornataccia e tirando un sospiro di sollievo se non lo era. (Irresistibile questa cosa, perché tocca da vicino il passatempo preferito degli uomini: leggere di se stessi). Eppure nessuno oserebbe ammettere, specialmente una persona razionale come voi, che ci possa essere qualcosa di vero. D'accordo, ci sono stati alcuni signori veramente rispettabili come Isaac Newton e Carl Gustav Jung che se ne sono occupati. Ma per la maggior parte, se state leggendo un libro di astrologia, lo vorreste avvolgere con una copertina marrone per non essere presi per eccentrici. Meglio essere sorpresi a leggere Playboy!
Poi arrivò un ostinato francese chiamato Michel Gauquelin che decise di smascherare una volta per tutte le ridicole asserzioni dell'astrologia. Egli diede inizio a un massiccio progetto statistico accumulando migliaia di oroscopi di persone occupate in varie professioni per dimostrare che non vi era alcuna correlazione fra quei pezzi di roccia orbitanti nello spazio e le nostre ordinarie vite umane. Ma, guarda e riguarda, Monsieur Gauquelin trovò con orrore e stupore che lungi dal provare la decisa irrilevanza dell'astrologia, egli aveva dimostrato che essa funzionava.
Dal tempo delle scoperte di Gauquelin (da lui debitamente pubblicate in numerosi e imponenti volumi), l'astrologia ha iniziato finalmente a guadagnare un po' di rispetto nei quartieri accademici. Ha cominciato anche a infiltrarsi in luoghi insospettati, come le università e gli studi degli psichiatri. È usata dai governi americani e israeliani, e forse da qualche altro stato. È usata nel mondo degli affari per prendere decisioni sugli impieghi, e dai medici per le diagnosi. Infine viene usata per il suo vero scopo: permettere a ogni individuo di imparare qualcosa su se stesso in modo da non scaricare più problemi e difficoltà sulle persone che gli stanno intorno.
Nell'atrio del tempio dell'oracolo di Delfi, gli antichi greci, che non erano affatto sciocchi, avevano inciso due massime. Una era: 'Mai troppo', l'altra: 'Conosci te stesso'.
La prima 'istruzione' è molto più sottile di quanto non sembri. Non significa soltanto frenare un comportamento smodato, ma anche essere equilibrati. E lo squilibrio, l'accentuare esageratamente un particolare unico modo di vedere la vita e le persone, è una tendenza comune a tutti noi. L'astrologia ha molto da dire sullo squilibrio. Imparando qualcosa sul nostro carattere astrologico, possiamo vedere subito come la nostra visione della realtà sia unilaterale.
La seconda istruzione è abbastanza facile da capire, ma è molto più difficile da seguire. Per qualsiasi viaggio, interiore o esteriore, abbiamo bisogno di mappe stradali. E mentre siamo ben forniti di mappe per i viaggi all'esterno, i viaggi all'interno non sono altrettanto documentati. L'astrologia è appunto una mappa interiore.
Se siete convinti che la soluzione del problema delle relazioni stia 'là fuori' nella società, pensateci su. Può darsi che stia proprio in noi stessi, nel nostro modo di trattare lo squilibrio e la mancanza di autoconoscenza. Come potete aspettarvi di andare d'accordo con qualcuno quando non sapete neanche chi siete?
Se pensate che l'astrologia sia un modo un po' astruso per comprendere il proprio comportamento e le proprie motivazioni, proseguite la lettura.

Seguiranno gli altri tre capitoli della parte prima di Astrologia e Amore:
per il 2° capitolo clicca qui.

2 : commenti:

ella ha detto...

bene,avevo già intenzione di comprare questo libro sull'astrologia quando mi sono ritrovata su questo blog e adesso me ne vado con un sacco di titoli da comprare! cmq a questo punto sorge spontanea la famigerata domanda: ma tu, di che segno sei? :O
ahahahaha ciao!

Daniele ha detto...

Ti rispondo: 10 luglio 1965, L'Aquila, ore 8 = Cancro ascendente Leone. E in generale il mio tema natale si gioca proprio nell'equilibrio tra acqua e fuoco visto che ho pure un grande trigono d'acqua e la Luna in Sagittario e Mercurio e Venere in Leone.
Ciao, spero di riaverti ospite di questo blog... e buone letture su video e su carta!

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