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sabato 29 dicembre 2007

Liz Greene: Astrologia e Amore (2)

Dopo il capitolo 1 ecco il capitolo 2 di Astrologia e Amore di Liz Greene (Editrice Astrolabio - Ubaldini).
2 Ciò che un oroscopo può o non può dire
Prima di tutto, per favore, mettete da parte la rubrica degli oroscopi sul giornale. Sì, lo so che pensavate che l'astrologia fosse tutta lì, ma è come supporre che l'intero mondo della musica, da Beethoven fino alla musica delle sfere di Pitagora, possa essere racchiuso in un motivetto pubblicitario di dieci note. Per capire l'astrologia, dobbiamo prima imparare qualcosa sulle sue origini e il suo significato. Il simbolismo astrologico è un tentativo di ritrarre, con immagini piuttosto che concetti, le energie fondamentali che stanno alla base della vita e degli esseri umani. L'astrologia è molto antica, così antica che non se ne conoscono le origini. Sappiamo che gli antichi egizi, i babilonesi, i sumeri, i caldei, gli indiani e i cinesi la usarono. Inoltre, una dotta ricerca ha rivelato che vi sono somiglianze nello 'studio delle stelle' di ogni civiltà antica, anche quando non vi è stato nessun contatto plausibile fra queste diverse culture. E noi sappiamo che questa rappresentazione incredibilmente antica delle forze della vita è oggi ancora viva e affascinante come cinquemila anni fa. Perché un linguaggio figurativo? Domanda interessante, poiché viviamo in un' era scientifica e ci viene insegnato che ci dev'essere una risposta razionale e concettuale a ciascun quesito della vita. Ma in realtà la scienza è male equipaggiata per spiegare molti dei misteri della vita, dato che tali misteri sono di natura non razionale. Possono essere compresi, sentiti, intuiti, immaginati, percepiti attraverso il linguaggio dell'immagine, della metafora, della parabola, del simbolo, del mito, ma cercare di definirli con semplici frasi come in un questionario sul quoziente d'intelligenza è decisamente ridicolo. Dopo tutte le spiegazioni dei processi biologici relativi al concepimento e alla nascita, sappiamo qualcosa in più sull'origine della vita? Possiamo comprendere il mistero della morte? E che dire dell'elettricità che tutti noi usiamo, e che è stata imbrigliata per la nostra comodità e convenienza? Cos'è? Ancora non lo sappiamo. Di fatto non sappiamo veramente cosa sia la 'materia'. Nella fisica quantistica, una delle discipline più sofisticate del ventesimo secolo, si è iniziato a osservare che in ogni esperimento scientifico con particelle subatomiche, lo sperimentatore e l'esperimento si influenzano a vicenda. Ciò vuol dire, cosa veramente sorprendente, che la cosiddetta materia 'oggettiva' non è più oggettiva, dato che è intimamente legata alla psiche dell'osservatore. La materia, alla fin fine, è misteriosa quanto lo spirito. Forse è un'idea ragionevole imparare un po' di umiltà in questa era arrogante, e riconoscere che conosciamo ben poco dell'universo in cui viviamo. La natura è gelosa dei suoi misteri. Proprio quando crediamo di averla spiegata, essa produce qualcosa che sconcerta l'intelletto più sofisticato. Come l'astrologia. L'astrologia è sconcertante perché funziona. Dunque cos'è, in realtà, un oroscopo? Un oroscopo non è un modo per predire il destino o per appurare se quello straniero alto e bruno si farà vivo la settimana prossima. Occorrono prima di tutto definizioni. Un oroscopo natale è una mappa del cielo (del sistema solare, per essere precisi) nell'esatto momento, giorno e anno di nascita. È una mappa pura e semplice che mostra, con un'esattezza che non può essere confutata dagli astronomi, le posizioni degli otto pianeti conosciuti, del sole e della luna all'orizzonte e al meridiano della terra. Lo zodiaco è un cerchio o una fascia che equivale in realtà al cammino apparente del sole intorno alla terra. Sì, sappiamo perfettamente che il sole non gira intorno alla terra, ma sembra che sia così, e il suo cammino è detto l'eclittica. L'astrologia divide questo cerchio dell'eclittica in dodici spicchi uguali. L'anno astrologico comincia intorno al venti di marzo, l'equinozio di primavera che dà inizio al segno zodiacale di Ariete. Il vostro segno natale o segno solare è la parte dello zodiaco in cui il sole sta passando durante i trenta giorni del vostro segno. Qui è dove terminano le rubriche degli oroscopi. Se siete nati il 18 aprile siete dell'Ariete. Se siete nati il 4 settembre siete della Vergine. Ma questo è solo l'inizio. Dimentichiamo la luna e gli otto pianeti. Anch'essi sono importanti e parte dell'oroscopo. Così l'astrologo traccia il punto in cui cade ciascuno di questi corpi celesti rispetto alla fascia zodiacale. Infine, egli deve sapere l'ora di nascita per calcolare quale segno dello zodiaco sorge a oriente al momento della nascita. Ecco un oroscopo! Cosa può dirci? Molto. Per dirla in modo breve e conciso, l'oroscopo è una mappa della psiche dell'individuo. È una sorta di progetto, un seme, un modello delle energie e delle pulsioni che formano ogni persona. Dal momento che è calcolato precisamente sul momento e il luogo di nascita, è unico, a differenza di quelli che si leggono sui giornali. Persino i gemelli monozigotici nascono almeno con quattro minuti di differenza, e in quattro minuti la disposizione dei pianeti è cambiata. Purtroppo, poche persone in Inghilterra conoscono il momento esatto della loro nascita perché non viene registrato. Molto spesso l'astrologo che chiede al cliente l'ora di nascita ottiene una risposta del tipo: "Beh, era circa l'ora del tè", oppure: "Beh, il lattaio aveva appena portato il latte". In questi casi ci si deve accontentare di un tempo approssimativo. Gli scozzesi sono molto più intelligenti e, come i francesi e gli americani, prendono nota del momento esatto di nascita. Forse un giorno lo faranno anche gli ospedali inglesi, quando la gente si renderà conto che l'astrologia può essere uno strumento molto importante per vivere. L'oroscopo traccia il modello potenziale dell'individuo. Qui la parola chiave è 'potenziale'. È potenziale nella stessa misura in cui un seme di mela produrrà potenzialmente un melo. Il seme contiene l'intero ciclo: seme, virgulto, albero, fiore, frutto, seme. Ma se lo teniamo in mano è ancora solo un seme, e a un seme possono accadere molte cose. Se viene coltivato con cura, concimato, annaffiato ed esposto alla luce, si trasformerà in uno splendido albero. Se è trascurato, non manifesterà pienamente il suo potenziale, o magari non lo manifesterà affatto. Qui è dove entra in gioco il libero arbitrio. Noi tutti siamo forniti di certi potenziali: cosa ne facciamo è affare nostro. Abbiamo la facoltà di sbocciare in piena fioritura, oppure di trasformarci in un albero striminzito che non dà alcun frutto. E il giardiniere non è altri che noi stessi. Molte persone hanno paura dell'astrologia perché credono che essa si attribuisca la capacità di predire il destino. E una volta, durante il medioevo e il rinascimento, lo pretendeva davvero, ma da allora si è evoluta, proprio come la medicina. Gli occidentali, a differenza degli indiani, non amano pensare che ci sia un qualche fattore che modella la nostra vita eccetto noi stessi e... l'esattore delle tasse! Le scienze sociali ammettono la leggera pressione dell'ambiente, la psicologia l'attribuisce invece all'infanzia. Ma per lo più vogliamo credere che siamo liberi di fare scelte autonome e prendere decisioni indipendenti. Ogni violazione della nostra libertà personale è accettabile soltanto se viene in forma riconoscibile, come il cattivo tempo o le cause di forza maggiore. Questi li chiamiamo incidenti, e quando accade qualcosa che non possiamo controllare, protestiamo e ci lamentiamo. Particolarmente se è un'altra persona che non possiamo controllare: il bambino che cresce in modo diverso dal nostro progetto originario, il marito che se ne va, la moglie che decide di non essere più dedita e sottomessa, la madre che s'intromette, il direttore che non apprezza il nostro lavoro. Non vediamo queste spiacevoli intrusioni come parte del destino, ma come seccature ovviamente dovute alla stupidità altrui, e facciamo del nostro meglio per sradicarne la causa, da imputarsi naturalmente all'altro. Ma è davvero colpa dell'altro? E quanto siamo liberi? L'astrologia offre un umile suggerimento. Numerosi poeti, filosofi e psicologi hanno offerto il medesimo suggerimento in lingue diverse nel corso dei secoli. Ecco le parole di Rainer Maria Rilke:
Ciò che è dentro ci circonda.
Ricordate questa citazione. È cruciale per la comprensione non solo dell'astrologia, ma anche delle relazioni. Tutto ciò che costituisce l'intimo di una persona (emozioni, pulsioni, desideri, fantasie, sogni, conflitti, amori, odi, attitudini) è come un diapason o come una calamita. Il diapason fa risuonare all'esterno la propria nota, la calamita attrae a sé dall'esterno le sostanze che le sono affini. CarI Jung afferma così lo stesso concetto:
La vita di un uomo è caratteristica di lui stesso.
Così ciò che vi accade (intendo nella vita personale, dato che non stiamo considerando gli eventi che interessano grandi gruppi sociali come razze e nazioni) è in qualche modo un riflesso, un ritratto simbolico, di qualcosa che è in voi stessi. Ora sapete perché i greci incisero sul tempio di Delfi le parole 'Conosci te stesso'. Molti trovano questo compito assai sgradevole, perché significa che dobbiamo assumerci la responsabilità di ciò che ci accade e partecipare in giusta misura alla creazione del nostro mondo. Ed è tanto più semplice, tanto più facile rimproverare qualcun altro per le cose negative e lodare noi stessi per le positive. Soltanto un bambino si aspetta che la vita sia così facile. Una persona saggia accetta ciò che le viene dato, e si aspetta che il resto scaturisca da ciò che essa stessa crea dal dono iniziale. L'oroscopo descrive la natura intima di una persona. La sua vita scorrerà secondo questo processo magico di attrazione reciproca (non abbiate paura della parola, la legge di attrazione è uno dei principi basilari anche della magia, e tutta la vita è magica). Più una persona è inconsapevole della sua natura intima, più è pilotata dal 'destino' del suo sé interiore. Che lo voglia riconoscere o no, continuerà ad attirare nella propria vita cose buone o cattive. Più è consapevole (o potremmo dire conscia), più scelte ha. Forse non riuscirà a cambiare la propria sostanza basilare, proprio come un seme di mela non può decidere di diventare una pianta di lenticchie. Ma si possono fare tantissime variazioni su un melo. Questo è il significato di destino in astrologia. Non un Vecchio sulle nuvole che punisce i peccatori e ricompensa i giusti. Non oscuri dèi nascosti nell'ombra in attesa di fissare, come nell'antica mitologia greca, la lunghezza del filo della vita. Solo noi stessi, il nostro Sé, il nostro essere più profondo e intimo, detta il nostro Destino. Ma quanto del nostro Sé conosciamo veramente, e quanto rimane sconosciuto, nascosto, inconscio? Vai al terzo capitolo.

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