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sabato 21 aprile 2007

Una sbirciatina attraverso le trame della vita

Avete mai osservato come le persone che raccontano bugie d'abitudine non se ne sentano in colpa, ma anzi, colte in fragrante, si sdegnino e si arrampichino sempre più sugli specchi tentando di negare persino l'evidenza? Resto sempre sbalordito di fronte ad atteggiamenti siffatti. Non è soltanto un eccesso di ingenuità mia, è che dietro questo stupore soggiace il medesimo meccanismo. Si tende infatti a credere che gli altri pensino e sentano alla nostra maniera, nonostante l'esperienza insegni che non sempre è così. Fatto sta che chi racconta bugie - fino a recitare pezzi di vita non vera - in fondo pensa che gli altri facciano altrettanto e che dunque debba essere ancora più scaltro di loro. Chi tende a simulare, a dire qualcosa per dirne un'altra, non può fare a meno di arzigogolare "dietrologie" sul comportamento degli altri. L'altra faccia della medaglia è che le persone sincere - quelle che si sentono in colpa anche a raccontare una bugia piccola piccola! - faticano a immaginare che altre persone possano non farsene alcuno scrupolo! In realtà sto parlando - molto alla buona e tangenzialmente - del meccanismo (psicoanalitico) della proiezione e si potrebbero fare molti altri esempi. Chi tende a giudicare gli altri si picca immediatamente se qualcuno gli fa semplicemente da specchio: "Ah, vedi, tu mi giudichi!". Chi ha un carattere aggressivo si sente aggredito quando qualcuno esprime un'opinione diversa dalla sua. E così via. Più che stupirsi tocca accettare che è così. La realtà oggettiva è per principio una costruzione soggettiva elaborata dalle nostre funzioni cognitive (o se volete dal quid della nostra anima): ogni persona ha una propria personale visione del mondo e della vita che - a livello di convenzioni e interazioni sociali - si sovrappone alla meno peggio a quella degli altri. Più i rapporti tra gli individui si fanno profondi e più emergono le sfumature differenti, e persino i colori, con cui dipingiamo la realtà. Questo non è un male, anzi, è un arricchimento. Ogni persona porta sulle proprie spalle un pezzetto della verità del mondo, per questo ogni incontro, ogni scambio, ma anche ogni scontro e ogni diverbio, può essere fonte di crescita e di ampliamento di orizzonte... 


P.S. L'inserimento di questo post nella categoria "sotto il velo di Maya" suona un po' pretenzioso: diciamo che questa è solo una sbirciatina attraverso le trame del vita. A veder quel che c'è dall'altra parte del velo ce ne corre!

2 : commenti:

beatrice ha detto...

..in questo post parli di qualcosa che ti è accaduto veramente, di una persona bugiarda che hai incontrato, oppure dissertavi semplicemente in merito all'onestà?
bacio..

Daniele ha detto...

Ciao Beatrice, felice di risentirti e ti rispondo subito.

Per come sono fatto riesco difficilmente a dissertare in astratto: parto sempre da circostanze che mi sono accadute veramente (magari più volte e in forme diverse) e rifletto su quello che mi sembra - con tutte le prudenze del caso - "generalizzabile".
Così nel post ho condensato insieme alcuni episodi che mi sono capitati, riferiti a diverse persone.

Ti va di dire qualcosa sulla questione (nel post ho espresso soltanto la mia opinione) e portare la tua esperienza?

Ciao

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