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sabato 2 novembre 2013

Dal flop della ricerca scientifica "nobile" alla speranza negli outsider derisi

136 : commenti
Nel XX secolo sembravamo esserci liberati della fede assoluta positivista nella scienza, non è stato così: il positivismo e il delirio di una razionalità onnipotente oggi è più vivo e vegeto che mai. Un articolo uscito qualche giorno fa su Il Messaggero riassume bene - e in modo equilibrato - la pericolosa situazione che vede oggi una buona fetta della Comunità scientifica recitare contro la Scienza una parte inquisitoria simile a quella svolta un tempo dalla religione. Infatti venegono bloccate ed etichettate troppo spesso e troppo facilmente come pseudoscienza le ricerca o teorie "scomode" (vuoi perché potrebbero mettere in crisi interessi economici molto forti o idee trionfalmente consolidate, vuoi per semplice inerzia mentale), mentre si proietta fuori di sé il "marcio" che non si vuole vedere (tipico meccanismo psicoanalitico di negazione) piuttosto che combattere sul serio il vero cancro che sta divorando la Scienza dall'interno.

Attenzione, è un discorso di proporzioni e ordini di grandezza: tutto ciò che la Comunità scientifica espelle e bolla come pseudoscienza (che a sua volta va - si noti bene - distinto in pseudoscienza ritenuta giustamente tale e in vera scienza ritenuta ingiustamente pseudoscienza) è davvero una piccola zanzara rispetto ai "pachidermi" a cui la stessa comunità scientifica (comprese le sue autorevoli riviste) danno patente di scientificità con leggerezza: insomma, una pseudoscienza autorizzata e col bollino di "vera scienza garantita" che si è diffusa indisturbata, poiché evidentemente NON minaccia interessi ed equilibri di potere del sistema dominante.

Il flop della ricerca scientifica in assenza di merito e rigore
di Giorgio Israel (pubblicato su Il Messaggero il 30/10/2013)

L’ultimo numero dell’Economist denuncia con un dossier (“How the science goes wrong”) il preoccupante declino della qualità della ricerca scientifica. Un numero sempre maggiore di articoli si rivelano privi di fondamento, basati su dati o statistiche sbagliati o taroccati, su analisi approssimative; il rigore nella selezione delle pubblicazioni è in caduta libera. La scienza – osserva la rivista – dal Settecento ha cambiato il mondo e ancora ha diritto a un enorme rispetto. Ma il suo status privilegiato si basa sulla capacità di fornire risultati quanto più possibile esatti e, soprattutto, di correggere i propri errori. Poiché questo accade sempre meno, ora è la scienza a dover cambiare.

Negli stessi giorni la rivista New Scientist batte sullo stesso tasto, mettendo sotto accusa, in particolare, le neuroscienze, ritenendo «ormai chiaro che la maggioranza dei risultati» ottenuti in questo campo «sono spuri come le onde cerebrali di un pesce morto». L’allusione è a una celebre esperienza di alcuni anni fa, in cui si sottopose a risonanza magnetica un salmone morto rilevando un’attività cerebrale quando il cadavere del pesce “vedeva” delle persone. Un approccio serio avrebbe dovuto suscitare un approfondimento delle correlazioni tra quelle tecniche e l’attività cerebrale, ma si è fatto finta di niente.
Le ragioni di questo andazzo preoccupante sono almeno tre. In primo luogo, il numero crescente di ricercatori che sgomitano per farsi largo in un palcoscenico troppo affollato. Poi il principio del “publish or perish” che, soprattutto nel contesto statunitense, obbliga il ricercatore a pubblicare secondo precisi obbiettivi quantitativi, altrimenti è spazzato via. Se un ricercatore, per essere confermato, deve pubblicare in quattro anni due libri e sei articoli, baderà poco alla sostanza e s’ingegnerà a inventare qualsiasi cosa pur di sfangarla. Ma la produzione di risultati davvero originali richiede talvolta lunghi periodi in cui si studia, si riflette o si sperimenta, senza pubblicare. Il terzo aspetto è dato dalla degenerazione dei sistemi di valutazione dei lavori. Si è ritenuto che l’introduzione dell’anonimato di chi dà un parere su un lavoro presentato a una rivista sia garanzia di autonomia, e invece esso si è rivelato un sistema perverso che consente al recensore di scrivere nel giudizio qualsiasi cosa senza metterci la firma e la faccia, e di compiere impunemente operazioni mafiose, come favorire gli amici e penalizzare i nemici o i concorrenti. A ciò si aggiunga l’idea “geniale” di valutare la qualità di un ricercatore o di una rivista senza leggere la loro produzione, mediante sistemi bibliometrici basati sul calcolo del numero di citazioni. In questi anni si sono moltiplicate le denunce degli effetti perversi di questo sistema, ma esso è sostenuto dai potenti interessi delle ditte che fanno i conteggi bibliometrici e la macchina infernale sembra inarrestabile.
Si aggiunga un aspetto che è forse il più grave di tutti. La qualità della ricerca è compromessa soprattutto in alcuni settori delle scienze biologiche, in particolare della genetica e delle neuroscienze. In questo ambito dominano due postulati: che tutto sia nei nostri geni e che i nostri pensieri siano rivelabili con tecniche di risonanza magnetica funzionale. Il carattere ideologico di questi postulati è confermato dal fatto che essi resistono a qualsiasi confutazione, anche ai salmoni morti: gli studiosi più avvertiti ripetono che il primo postulato è manifestamente falso, soprattutto nella pretesa di individuare mediante i geni, in modo meccanico, le nostre capacità intellettuali; e che la risonanza magnetica funzionale rileva processi macroscopici che individuano correlazioni troppo vaghe con l’attività mentale. Ma ogni avvertimento è vano perché è facile far ricerca su questi presupposti, “scoprendo” un giorno il gene della gelosia e l’altro il gene della generosità, o analizzando i flussi sanguigni cerebrali di una persona mentre fa una versione in prosa o legge una poesia; e su questa base scrivere articoli di valore nullo ma che servono a far carriera.
Fin qui il danno sarebbe serio ma resterebbe interno alla ricerca. Tuttavia, le cose si fanno gravi per tutti se dilagano di personaggi di dubbia competenza che vanno in giro a far seminari (magari nelle scuole) per spiegare che i bambini che hanno difficoltà con la matematica hanno difetti neuronali, senza essere ovviamente in grado di proporre altro che chiacchiere nebbiose. Ma di gran lunga più gravi sono i tentativi di mettere in piedi interventi massicci e promossi dallo Stato. Di recente, lo psicologo americano Robert Plomin, professore al King’s College di Londra, ha proposto di sottoporre i bambini a dei test genetici di massa per individuare la scelta scolastica migliore perché, secondo lui, dai geni si può dedurre in quale disciplina risulteranno migliori. Inutile dire che si tratta di affermazioni prive di qualsiasi base scientifica seria. Se è già problematico stimare quanto sia consigliabile fare certi interventi chirurgici per prevenire una malattia sulla base di un test genetico, la correlazione tra geni e disposizioni mentali e intellettuali è un territorio inesplorato. Difatti, è fin troppo evidente (e viene ripetuto invano dagli studiosi seri) che in questo ambito giocano tanti di quei fattori epigenetici, sociali, culturali, da rendere marginale il fattore genetico. Eppure c’è chi prende sul serio queste proposte. Non ci si rende conto di riproporre l’immagine del Brave New World di Huxley: una società totalitaria in cui la persona non ha scelta, perché nasce predeterminata a fare questo o quel mestiere, e a vivere in un certo modo. Già un secolo fa l’eugenetica, diffondendo miti analoghi, ha fornito basi pseudoscientifiche per i razzismi che hanno devastato il Novecento. Ora vediamo risorgere lo stesso spettro che, con la stessa inconsistente pretesa di scientificità, promette nuovi disastri sociali.

Chiaro il concetto? Se pseudoscienza è sinonimo di "errata descrizione e interpretazione della realtà" cominciamo a interrogarci seriamente sulle motivazione degli scienziati "senza peccato" che scagliano le pietre. Perché tanto accanimento per esempio contro "zanzare" come Valenzi, Celani, Scalia, mentre tanti altri "pachidermi" pseudoscientifici sono liberi di correre dentro a Università, Enti di ricerca, CERN ecc.? Seguite il denaro e troverete le risposte.

Per concludere, vi lascio il comunicato stampa di Vincenzo Valenzi relativo all'ultima conferenza sulla fusione fredda svoltasi pochi giorni fa a Roma e, in calce, le relazioni di Celani, Mastromattia e Scalia da scaricare e leggere sui vostri PC e dispositivi mobili. Sbaglierò, ma credo proprio che la cura al cancro che sta divorando la scienza arriverà dagli outsiders piuttosto che dalla comunità scientifica "ortodossa". Buon Weekend.

venerdì 1 novembre 2013

Protium Srl: al via l'azionariato per la fusione fredda di Piantelli

57 : commenti
Il "fronte" della ricerca LENR che fa capo al professor Francesco Piantelli è tornato a dare notizie di sé dopo parecchi mesi di silenzio. Lo ha fatto due giorni fa, tramite una mailing list del noto forum EnergeticAmbiente a cui si era iscritto chiunque fosse interessato a ricevere notizie sull’azionariato legato ai reattori LERN di Piantelli. Due giorni fa alla suddetta mailing list è stato inviato un Documento informativo (con allegato un approfondimento tecnico) in cui si ripercorre la storia e si fa il punto dei risultati raggiunti ad oggi dalle ricerche di Piantelli e - illustrata l'impostazione societaria del gruppo formatosi per finanziarne il proseguimento - si annuncia la possibilità per tutti di diventare soci investitori. Riassumo qui brevemente il contenuto del documento informativo. 

L'avventura della fusione fredda senese inizia nel 1990, con l'ormai famoso eccesso di calore scoperto casualmente da Piantelli in una coltura biologica posta su un supporto di nickel. Per spiegare tale fenomeno fu avviata una campagna sperimentale a cui collaborarono i professori Sergio Focardi (Università di Bologna) e Roberto Habel (Università di Cagliari) a seguito della quale:
Dopodiché, in mancanza di finanziamenti, per circa 10 anni non ci furono significativi avanzamenti finché a metà 2010 - dopo i primi annunci da parte di Rossi e Focardi e grazie all'ingresso in scena di alcuni investitori privati - l'attività di laboratorio poté ricominciare e il 16/01/2013 si arrivò alla registrazione di un nuovo brevetto (WO2013008219).

A differenza dagli altri concorrenti nella corsa alle LENR (Andrea Rossi in primis), il gruppo Piantelli ha scelto di lavorare in silenzio e con discrezione; attualmente la sperimentazione prosegue su due fronti principali:
  • studio e lavorazione di metalli di transizione (i “combustibili” per alimentare le celle LENR);
  • studio e analisi di più celle a confronto in contemporanea (alimentate da diversi tipi di “combustibile” e pilotate con diverse procedure). 
Viene riferito che l'incremento del numero di prove effettuate e dei relativi risultati ottenuti hanno portato a un aumento esponenziale nella comprensione del fenomeno, nel suo controllo e nello sviluppo dei reattori.

Per supportare la ricerca di Piantelli si sono dunque formate due società:
  1. la Nichenergy S.r.l. (composta esclusivamente dal prof. Piantelli e dai primi soci finanziatori che hanno consentito la ripresa dei lavori) che detiene la proprietà di tecnologia, brevetti e laboratorio, ed ha siglato un accordo con una multinazionale che contribuisce significativamente allo sviluppo della ricerca e che dividerà al 50% con Nichenergy S.r.l. gli eventuali introiti che ne deriveranno.
  2. la Protium S.r.l. di cui possono entrare a fare parte (tramite l'acquisto di quote societarie) tutti coloro (privati, aziende, società) che vogliono contribuire alla realizzazione del progetto investendo capitali o altre risorse e che riceverà il 20% di tutti gli introiti che Nichenergy S.r.l. ricaverà sul territorio della Comunità Europea.
Chi è interessato a ricevere il documento informativo (6 pagine) e l'approfondimento tecnico (33 pagine), può inviare una mail a fusionefredda@energeticambiente.it come è spiegato appunto su EnergeticAmbiente.

22passi.blogspot.com: post n. 2205 (-17) 

giovedì 31 ottobre 2013

Informazione utile a tutti gli sperimentatori LENR

21 : commenti
La settimana scorsa l'ingegner Ugo Abundo, a nome di tutto il gruppo di ricerca di cui fa parte, mi ha informato dell'avvenuta realizzazione di "uno schermo antiradiazioni composito per il reattore Hydrobetatron, al fine di intercettare non solo raggi alfa, beta, x e gamma, ma anche eventuali flussi neutronici, grazie ad uno strato contenente boro, atto a convertire questi ultimi in radiazioni secondarie bloccabili dalla lastra cilindrica di piombo. Tale armatura, costruita in doppia valva, risulta quindi facilmente apribile e maneggiabile, e costituisce un improvement alle condizioni di sicurezza d'esercizio, miglioria assolutamente necessaria in vista delle prove pulsate."


Anche a nome dei lettori del blog, auguro buon lavoro agli sviluppatori e sperimentatori dell'Hydrobetatron e anche degli altri reattori LENR in circolazione... che cominciano a essere davvero tanti, in tutto il mondo e in Italia in particolare!

22passi.blogspot.com: post n. 2204 (-18) 

martedì 29 ottobre 2013

Le cause meccaniche della cosiddetta fusione fredda: Infragilimento da idrogeno, microfessurazione e reazioni di fissione piezonucleare agli elettrodi

39 : commenti
Alberto Carpinteri
Mi è pervenuta via email, poche ore fa, l'ultima versione di un articolo scientifico firmato dal gruppo di ricerca del PoliTO guidato dal Prof. Carpinteri, derivato dal lavoro presentato in Inglese all'ICCF-18 - pubblicato col titolo Mechanical Conjectures Explaining Cold Nuclear Fusion - ora tradotto e disponibile gratuitamente per tutti i lettori di lingua italiana

Sottolineo che trattasi di un lavoro di grande importanza, che merita ampia diffusione in quella parte sana e galileiana di comunità scientifica che non chiude gli occhi di fronte a nuove ipotesi, nuovi modelli, nuove teorie e nuove applicazioni tecnologiche, quando hanno il supporto di sempre più numerose evidenze sperimentali.


Le cause meccaniche della cosiddetta fusione fredda:
Infragilimento da idrogeno, microfessurazione e reazioni di 
fissione piezonucleare agli elettrodi

A. Carpinteri1, O. Borla1, A. Goi,
A. Manuello1, D. Veneziano1

1Politecnico di Torino, Department of Structural, Geotechnical and Building Engineering, Corso Duca degli Abruzzi 24 – 10129 Torino, Italy

ABSTRACT  Recentemente sono state osservate numerose evidenze di reazioni nucleari anomale durante esperimenti di frattura fragile nei solidi e cavitazione nei liquidi. In questo lavoro le reazioni piezonucleri di fissione vengono considerate al fine di fornire una spiegazione dei fenomeni riconducibili alla cosiddetta fusione nucleare fredda. Nonostante la grande quantità di risultati sperimentali provenienti dalla ricerca sulla fusione nucleare fredda sulle reazioni nucleari a bassa energia (Low Energy Nuclear Reactions)la comprensione di questi fenomeni risulta ancora oggi incompletaD'altra partecome riportato nella maggior parte degli articoli dedicati alla fusione nucleare freddala comparsa di microfratture sulla superficie degli elettrodi utilizzati negli esperimenti è una delle osservazioni più ricorrentiNel presente lavoro viene proposta una spiegazione di tipo meccanico che prende in considerazione un nuovo tipo di reazioni nuclearile fissioni piezonucleari, causate in sostanza dall’infragilimento da idrogeno che avviene agli elettrodiNel corso della campagna di sperimentazione che verrà descritta, sono stati riprodotti fenomeni elettrolitici mediante l’uso di due elettrodi: un anodo realizzato in Ni-Fe ed un catodo in Co-Crimmersi in una soluzione di acqua e carbonato di potassio. Durante tali esperimenti, sono state rivelate emissioni di neutroni e di particelle alfaInoltre, la composizione degli elettrodi è stata analizzata prima e dopo gli esperimenticonsentendo di individuare effetti riconducibili a fissioni piezonucleari avvenute negli elettrodi. Il fenomeno primario appare essere quello di fissione simmetrica del Ni  in due atomi di Si ovvero in due atomi di Mg. Ulteriori frammenti sono poi costituiti da particelle alfa.

Parole chiave: Fusione nucleare freddafissioni piezonucleariinfragilimento da idrogenoelettrolisi.

- nuova revisione -

22passi.blogspot.com: post n. 2203 (-19) 

A chi serve il brevetto nel cassetto

5 : commenti
Segnalo un articolo su quei brevetti "strategici" e "dormienti" che restano anni e anni nei cassetti, pubblicato il 21 ottobre 2013 sul sito della Bocconi da Alfonso Gambardella, ordinario di economia e gestione delle imprese presso la Scuola di PhD della suddetta Università. Ahimè, anche i brevetti in ambito LENR sembrano rientrare molto bene nelle situazioni descritte: il grande Olimpo delle energie non ha interesse a introdurre tecnologie nuove che possano ridurre i suoi margini di profitto. Speriamo che la tecnologia E-Cat di Andrea Rossi possa comunque uscire presto da questo "limbo" o che qualche novello "Prometeo" dell'Open Science osi rubare il new fire della cold fusion per portarlo  a tutta  l'umanità.

***
A chi serve il brevetto nel cassetto

Quasi metà delle invenzioni registrate non vedono la luce. Per legare le mani ai rivali o per far contenti gli scienziati

Negli ultimi anni è aumentato il numero di brevetti. Se, da un lato, ciò segnala un aumento delle innovazioni, dall’altro lato, sono aumentati i brevetti non utilizzati. Uno Staff working document (Swd) della Commissione europea (Towards enhanced patent valorisation for growth and jobs, Swd 458, 21.12.12) stima che la percentuale di brevetti non utilizzati vari dal 10% al 40-50%. Alcuni di questi brevetti svolgono una funzione strategica: le imprese brevettano per impedire ad altri di usare l’invenzione e di entrare in concorrenza con i propri prodotti. Altri sono invece brevetti “dormienti”, ovvero non utilizzati né per ragioni commerciali, né strategiche. Sono idee o invenzioni che l’impresa brevetta per motivare i propri inventori; o perché ritengono di poterle utilizzare in futuro; o perché hanno una divisione interna preposta alla brevettazione che si preoccupa di brevettare le idee prima di capire se verranno utilizzate; o infine sono brevetti che l’impresa non usa perché ha altre invenzioni che servono meglio il mercato. I brevetti “strategici” sono un fenomeno socialmente indesiderabile perché limitano la concorrenza. I brevetti “dormienti” sono un serbatoio di invenzioni non utilizzate.

Una nostra ricerca presso il Crios Bocconi (Center for research on innovation, organization and strategy), basata su una survey di alcune migliaia di inventori europei (InnoSt), mostra che le imprese con oltre 250 o 500 addetti non usano quasi la metà dei loro brevetti, mentre per le imprese con meno di 250 addetti questa percentuale scende al 30% circa. Inoltre, la nostra ricerca trova che metà dei brevetti inutilizzati sono strategici e l’altra metà sono dormienti. Le grandi imprese, che hanno volumi maggiori di brevetti delle piccole-medie imprese, sono perciò la fonte più importante di brevetti non utilizzati e potenzialmente utilizzabili. 

Il mancato uso dei brevetti è un fenomeno fisiologico. Innovare significa sperimentare, e perciò alcune invenzioni possono dimostrarsi di scarso interesse commerciale. Un tasso di utilizzo dei brevetti del 100% sarebbe velleitario e probabilmente deleterio perché vuol dire che non si sperimenta abbastanza.

Inoltre, ci sono altri aspetti fisiologici. Le grandi imprese hanno diversi prodotti ed è più probabile che un’innovazione cannibalizzi altri prodotti dell’impresa. Dunque, una pmi che produce un’innovazione ha maggiori incentivi a metterla sul mercato. Inoltre, le grandi imprese hanno quote maggiori di mercato e dunque rischiano di più a licenziare le proprie tecnologie, anche quelle inutilizzate, perché hanno più da temere dal fatto di creare concorrenti potenziali nel mercato dei prodotti.

Il documento della Commissione europea suggerisce che una soluzione per aumentare il tasso di utilizzo dei brevetti è di promuovere mercati della tecnologia dove i brevetti possano essere comprati e venduti. Questi mercati oggi esistono e in effetti gli scambi di tecnologia sono aumentati. Tuttavia, l’offerta di tecnologie viene soprattutto da imprese di piccola e media dimensione. Le grandi imprese sono organizzazioni ancora molto incentrate sulla produzione e la vendita dei prodotti. Alcune di queste aziende hanno capito il potenziale di ritorni economici legati alla vendita delle tecnologie. Finché però questi nuovi modelli strategici non cominciano a permeare un numero maggiore di grandi imprese, i mercati della tecnologia rimarranno di nicchia e il tasso d’uso dei brevetti rimarrà limitato. Anche così rinunciamo probabilmente a un pezzo di crescita.

Alfonso Gambardella

Fonte: http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=12739

22passi.blogspot.com: post n. 2202 (-20) 

mercoledì 16 ottobre 2013

Un tuffo dentro Coherence 2013/3

69 : commenti
Si è tenuta oggi a Roma, presso il CIRPS della Sapienza, la terza conferenza Coherence del 2013.

Non posso raccontarvela in prima persona, perché impegni professionali e familiari mi hanno impedito di allontanarmi da Perugia. Ma grazie al resoconto (vedi parti virgolettate nel testo che segue) e ai materiali inviati da Vincenzo Valenzi, infaticabile organizzatore di queste giornate dedicate alla scienza di frontiera, posso fornire un riepilogo degli interventi della giornata e soprattutto rendere disponibili a tutti le slide di molti dei relatori presenti. 

Dopo l'apertura dei lavori affidata a Massimo Scalia, "alle 10 in punto si è entrati nel vivo con l'intervento di Cristos Stremmenos che ha raccontato gli ultimi venti anni di Fusione Fredda bolognese sotto la guida del vecchio preside della Facoltà di Scienze Sergio Focardi, fino alla transizione dai Watt ai Kilowatt realizzata dal duo Rossi-Focardi in Via dell'Elettricista... transizione anche dalla libertà scientifica a quella degli NDA e dei segreti, che indubbiamente sta rallentando la corsa alla maturità scientifica e tecnologica di questa filiera della Fusione Fredda/LENR".
Ma non disperiamo, perché nello stesso tempo "inediti e formidabili contributi vengono da settori vicini, come quello del Gruppo torinese del Politecnico di Alberto Carpinteri che ha chiarito in modo inequivocabile la fondatezza dei suoi lavori sul Piezonucleare nella letteratura, nel laboratorio e nella teoria":
L'interesse per le teorie di Carpinteri è stato ribadito da Yogendra Srivastava in un'altra illuminante relazione che ha messo in crisi i pregiudizi dei mille che, dopo aver firmato quasi un anno la petizione contro il piezonucleare, oggi si devono confrontare "con articoli ben pubblicati ed esperimenti ben fatti e "magari cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa al Politecnico di Torino impunemente trascinato nella polvere della cosiddetta pseudoscienza".

Ubaldo Mastromatteo, fisico titolare di una cinquantina di brevetti con STMicroelectronics, tra cui uno recentissimo nel campo della Fusione Fredda/LENR ha ricordato i lavori di Don Borghi, condotti in Italia e Brasile più di cinquant'anni fa, lavori che possono essere considerati pionieristici per la Fusione Fredda. Mastromatteo ha esposto le repliche degli esperimenti di Don Borghi che lui stesso ha realizzato negli ultimi anni a Milano, con i risultati ottenuti e le ipotesi teoriche che ne derivano. Molto interessante:

Dopo la pausa pranzo il convegno è ripreso alle 15.00 con Francesco Celani che "ha raccontato come provando e riprovando, tra una errore e l'altro", sia riuscito a consolidare i risultati sperimentali ottenuti con la costantana, risultati replicati dal MFMP in pieno spirito Open Source, quello spirito che auspica "l'avanzamento rapido delle applicazioni nell'interesse del mondo intero e non solo di qualche futuro miliardario alla Bill Gates".
Restando nel filone LENR Open Source, il Gruppo dell'IIS Pirelli di Roma guidato da Ugo Abundo ha quindi presentato lo stato dell'arte della sua nuova campagna sperimentale sulle LENR:
La seconda sessione, iniziata alle 16.00, si è aperta ricordando l'opera dell'Ing. Mauro Botarelli, pioniere italiano della moderna diagnostica e della terapia elettroquantistica. 

Emilia Costa ha ripercorso il filo che, da Mesmer a Freud e da Jung a Reich, ci ha portato ai nostri giorni a nuove e "moderne tecnologie che andranno validate in ampi studi controllati per integrarsi nel patrimonio diagnostico e terapeutico moderno":

Il fisico Odoardo Maria Calamai ha presentato lo stato dell'arte tecnologico a cui aveva lavorato l'ingegnere recentemente scomparso:
Massimo Sperini e Massimo Scalia hanno presentato il loro lavoro sulla "comprensione del sistema elettrico corporeo che viaggia sui meridiani e pare ben collegato con le funzioni interne come ci ha insegnato oltre 50 anni fa il grande medico ed elettronico tedesco Reinhold Voll con la sua macchina EAV":
Francesca Pulcini e Massimo Scalia hanno presentato un rapido excursus sulle meteoropatie e sulla ionizzazione dell'aria:
Gualtiero Valeri "ha fatto il punto sugli stati dell'acqua scoperti da Piccardi, Benveniste e dai Russi che oggi sono all'attenzione anche del CNR bolognese che ha confermato i due stati fondamentali dell'acqua, uno ordinato e uno disordinato, scoperti nel secolo scorso da Piccardi":
Sono inoltre intervenuti:
  • Giorgio Fabbretti, giornalista e filosofo, su problemi di filosofia della scienza e ruolo del tempo
  • Alessandro Ciammaichella sul rapporto tra variazioni climatiche e eventi vascolari acuti (infarti e ictus).
  • Luciano Davini, presidente dell'Istituto Universitario di Ricerca Santa Rita, su nuove opzioni terapeutiche in via di forte sviluppo (ipertermia nel trattamento dei tumori)
  • Franco Dario Labate, internista e cardiologo che lavora da anni all'uso intensivo di nuovi protocolli terapeutici per patologie difficili (aritmie, placche aterosclerotiche, retinite pigmentosa ecc.)
  • e molti altri ancora!
I lavori si sono chiusi alle 19.30.

Su Villaggio Globale potrete trovare il resoconto integrale scritto da Vincenzo Valenzi che qui ho sintetizzato: Venti nuovi sulla scienza di frontiera.

P.S. Sabato scorso sono riuscito a fare un salto a Terni per il convegno ivi organizzato dal fisico e blogger Claudio Pace. Mastromatteo aveva appena concluso la sua relazione, ma ho fatto in tempo ad ascoltare almeno quelle di Celani e Srivastava (tutte e tre replicate oggi a Roma e le cui slides sono allegate a questo post). A Terni ho colto una sensazione molto netta e rincuorante, che immagino circolasse anche al convegno di oggi a Roma: gli stessi scienziati che fino a un paio di anni fa si sentivano emarginati e stigmatizzati per il solo fatto di occuparsi di Cold Fusion (destino toccato persino a un premio Nobel del calibro di Julian Schwinger) oggi cominciano finalmente a rialzare la testa forti della replicabilità crescente della fenomenologia da loro studiata, tanto sfuggente fino a ieri quanto foriera di epocali rivoluzioni ormai alle porte. Avanti così.

22passi.blogspot.com: post n. 2198 (-24) 

lunedì 14 ottobre 2013

Zichichi e World Lab: cosa è successo?

33 : commenti
Mentre i negazionisti delle LENR continuano a ritrovarsi nei loro blog trastullandosi a inventare scandali inesistenti, lasciamo che a occuparsi di scandali veri ci pensi chi il giornalismo d'inchiesta sa farlo sul serio.

Non perdetevi dunque la puntata di Report di stasera, alle ore 21:05 (in TV su RAI 3 o in web streaming qui) durante la quale "si parlerà anche di Antonino Zichichi, noto fisico e divulgatore scientifico. È meno noto che Zichichi fosse anche presidente di una organizzazione scientifica con sede in Svizzera [World Laboratory] e che, dal 1986 al 1994, ha beneficiato di un notevole contributo per progetti nei paesi in via di sviluppo. Un "cold case" che ha svelato uno spreco e un'alleanza tra Zichichi, il suo sponsor politico Andreotti e i funzionari del ministero". (fonte: ilsussidiario.net)

Che roba! E dire che nel frattempo all'INFN ci si preoccupa di chiudere il laboratorio di Francesco Celani...

22passi.blogspot.com: post n. 2197 (-25)

martedì 8 ottobre 2013

Dall'Enciclica Lumen Fidei” di Papa Francesco, un'armoniosa visione "filosofale" coincidente con quella di noi “believers FF” riguardo Scienza e Ricerca.

183 : commenti
di Salvatore Boi

Enciclica “LUMEN FIDEI” (scritta a quattro mani dal Papa Francesco e dal Papa Benemerito Benedetto XVI) pubblicata il 29-6-2013 - Capitolo Secondo (di quattro) intitolato “Se non crederete, non comprenderete”, punto 34.
“34. La luce dell'amore, propria della fede, può illuminare gli interrogativi del nostro tempo sulla verità. La verità oggi è ridotta spesso ad autenticità soggettiva del singolo, valida solo per la vita individuale. Una verità comune ci fa paura, perché la identifichiamo con l'imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell'amore, se è la verità che si schiude nell'incontro personale con l'altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura del singolo e può fare parte del bene comune. Essendo la verità di un amore, non è verità che s'imponga con la violenza, non è verità che schiaccia il singolo. Nascendo dall'amore può arrivare al cuore, al centro personale di ogni uomo. Risulta chiaro così che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l'altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall'irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti. 
D'altra parte, la luce della fede, in quanto unita alla verità dell'amore, non è aliena al mondo materiale, perché l'amore si vive sempre in corpo e anima; la luce della fede è luce incarnata, che procede dalla vita luminosa di Gesù. Essa illumina anche la materia, confida nel suo ordine, conosce che in essa si apre un cammino di armonia e di comprensione sempre più ampio. Lo sguardo della scienza riceve così un beneficio dalla fede: questa invita lo scienziato a rimanere aperto alla realtà, in tutta la sua ricchezza inesauribile. La fede risveglia il senso critico, in quanto impedisce alla ricerca di essere soddisfatta nelle sue formule e la aiuta a capire che la natura è sempre più grande. Invitando alla meraviglia davanti al mistero del creato, la fede allarga gli orizzonti della ragione per illuminare meglio il mondo che si schiude agli studi della scienza.
Post dedicato a Francesco Celani, Emilio del Giudice, Ugo Abundo, Andrea Rossi, Daniele Passerini e a tutti gli altri che si prodigano per far emergere la verità: al tempo di Galielo Galilei la scienza veniva ostacolata dalla chiesa dell'epoca, oggi la situazione sembra essere del tutto ribaltata.

Salvatore Boi

venerdì 4 ottobre 2013

Al Parlamento si perora la causa di Celani

113 : commenti
SENATO - Legislatura 17 - Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00406

Pubblicato il 3 ottobre 2013, nella seduta n. 118

GIROTTO, SERRA, BOCCHINO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

da circa 25 anni si conducono esperimenti con la cella elettrolitica di Fleischmann e Pons o con reattori basati su metalli di transizione (ad esempio in Italia il reattore al titanio-deuterio di Scaramuzzi, il reattore al nichel-idrogeno di Piantelli-Focardi; il reattore al costantana, lega nichel-rame, di Celani) nei quali è stata rilevata una produzione di eccesso di calore con densità di potenza elevatissime, superiori per ordini di grandezza a quelle delle ordinarie reazioni chimiche, esplosive incluse, quindi di grande potenzialità per le applicazioni energetiche;

l'elevata densità di potenza faceva annunciare, ai primi scopritori, di aver identificato ciò che avveniva nella cella: reazioni di fusione a temperatura ambiente, la "fusione fredda" (FF). Si tratta di un'affermazione in totale contrasto con le conoscenze acquisite e condivise nel mondo scientifico: l'American Physical Society (nel suo congresso di Baltimora del 1° maggio 1989), dopo solo venti giorni dalla pubblicazione dell'articolo di Fleischmann, Pons e Hawkins sul Journal of electroanalytical chemistry, dichiarava la scoperta di Fleischman e Pons una mera pretesa e, nel giro di due anni, la "fusione fredda" veniva bollata come "scienza patologica" dal mondo accademico;

alla condanna aveva attivamente contribuito il mondo accademico stesso e con la reiezione da parte delle riviste scientifiche degli articoli sulla FF, come lamentava già nel 1990 il premio Nobel Julian Schwinger, e al Massachussets institute of technology (MIT) con attive campagne di denigrazione e falsificazione dei dati a favore della "fusione calda", come testimoniò in un suo libro del 1991 Eugene Mallove, caporedattore scientifico al MIT;

a parere degli interroganti l'ostilità nei confronti della FF, oltre che per la sua inspiegabilità nell'ambito delle teorie condivise, è perdurata negli anni principalmente per i seguenti motivi: le difficoltà nella riproducibilità degli esperimenti; la consolidata tendenza nel mondo della fisica a voler legittimare ciò che si debba ritenere scienza, atteggiamento indubitabilmente pre-galileiano ma funzionale, e con successo, ad orientare cospicui investimenti pubblici sui canali designati (un solo esempio tra i tanti: risulta agli interroganti che ammonta ad oltre 7 miliardi di euro il costo dell'esperimento sul bosone di Higgs); una tendenza dei militari a velare gli esperimenti di FF con la segretezza per motivi connessi all'innovazione nelle armi nucleari (ad esempio, compare solo nel 2002 il rapporto della U.S. Navy sugli esperimenti condotti nei loro laboratori nel periodo 1989-2002, quasi tutti con produzione di rilevanti "anomalie" termiche e di elio);

considerato che:

Non dimenticativi la memoria dell’acqua!

16 : commenti
Mi riaffaccio giusto un attimo per rimandarvi al blog del bravo Claudio Pace (se siete curiosi di quel che sta succedendo ad Assisi) e - di palo in frasca - segnalarvi alcune duplicazioni interessanti che hanno catturato la mia attenzione...

1 Sabato prossimo, 5 ottobre 2013, si terrà a Forte di Bard in Val d'Aosta il convegno (i posti sono già esauriti) Aqua. Scienza, filosofia e poesia a confronto, organizzato da Nexus edizioni, che vedrà la partecipazione di relatori quali:
2 Il weekend seguente, sabato 12 e domenica 13 ottobre 2013, si terrà a Cerro al Volturno (IS) il workshop a numero chiuso (45 posti) Acque, Linguaggi, Henologia, organizzato all'interno del ciclo di eventi Le connessioni inattese (VII edizione) dall'Associazione Altanur, anch'esso con un interessante dispiegamento di relatori:
  • Roberto Germano, PROMETE Srl (CNR Spin off)
  • Vittorio Elia, docente di elettrochimica e ricercatore – Università Federico II di Napoli
  • Alberto Tedeschi, ricercatore
  • Antonella De Ninno, ricercatrice – ENEA Frascati
  • Carlo Melodia, medico chirurgo e biologo, omeopata
  • Emilo Del Giudice, fisico teorico – INFN Milano
  • Giuseppe Vitiello, docente di fisica teorica – Università di Salerno
  • Margherita Tosi, psicologa e terapista bioenergetica IIBA
  • Giuseppe Germano, docente di letteratura latina medievale e umanistica – Università Federico II Napoli
  • Vera Tummillo, medico chirurgo ed esperto in medicine complementari
  • Monica Zunica, scrittrice
  • Monica Fiocco, psicopedagogista, formatrice e counselor ad approccio integrato
  • Filippo D'Eliso, compositore, docente del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli
  • Maria Cristina Piras, medico-terapeuta, ricercatrice, scrittrice
Le menti olistiche e aperte, vedono tutto ciò come segno di una crescente convergenza, da parte di ricercatori indipendenti ed accademici, nel dare peso e riconoscimento a quell'insieme di conoscenze, sempre più corpose, per le quali ormai si usa un po' riduttivamente il termine passe-partout "memoria dell'acqua“, filone di studio "eretico" con protagonisti scienziati del calibro di Giuliano Preparata (1942-2000), Jacques Benveniste (1935-2004), il Nobel Luc Montagnier ecc. (wikipedia ovviamente ne ridimensiona il valore, sposando il giudizio critico dell'ortodossia accademica).

Le menti critiche e chiuse, fanno ironia su tutto ciò e lo riconducono a un business di nicchia (il convegno del 5 ottobre e il workshop del 14-15 costano rispettivamente 70€ e 200€ a posto), bollato ovviamente come frutto di "pseudoscienza" e con un target di allocchi pronti a credere a tutto... ma se gli allocchi fossero proprio quelli che non s'avvedono della rivoluzione scientifica in corso? Non a caso vengono definite tali le persone che restano basite di fronte a una situazione imprevista "così come appare l'allocco improvvisamente abbagliato da una forte luce".

Ai posteri sentenziare se fossero più allocchi gli scettici o i passerini!

P.S. In settimana scriverò Se avessi tempo scriverei un altro post al volo per informarvi di un'altra duplicazione interessante (sabato 12 ottobre a Terni e martedì 5 ottobre a Roma) riguardante un altro termine passe-partout ("fusione fredda") e molto altro ancora... ma poiché il tempo in questi giorni non lo trovo proprio, inserisco almeno i link (per i lettori più attenti e curiosi).

22passi.blogspot.com: post n. 2194 (-28)

martedì 1 ottobre 2013

Come avrete certo notato...

32 : commenti

Come avrete certo notato, la mia presenza sul blog nelle ultime settimane è drasticamente diminuita.

Considerata poi la visita di Papa Francesco ad Assisi, che mi vede impegnato nel Centro Operativo Comunale appositamente attivato, più altre cosette che occuperanno la mia famiglia nella prossima settimana, è ragionevole prevedere che per almeno una decina di giorni avrò ancora meno tempo di occuparmi del blog. Pertanto ho appena ripristinato la pubblicazione libera dei commenti... insomma, bye bye moderazione: confido nel buon senso e nel buon gusto di tutti e invito i roditori che sentissero l'irrefrenabile bisogno di ballare a non strafare!

Visite papali straordinarie e lavoro ordinario a parte, sono tante le faccende che in questo fine 2013 assorbono la mia attenzione e la distolgono (temporaneamente) dalle LENR: da un lato la vendita dell'abitazione in cui ancora abitiamo, dall'altro il completamento della nuova (vendita e acquisto già formalizzati con preliminari registrati e caparre), i materiali da scegliere (pavimenti, rivestimenti, sanitari ecc.), gli immancabili imprevisti e ritardi di cantiere, i rispettivi mutui da accendere e atti di compravendita da stipulare dal notaio, il trasloco da organizzare (spero entro novembre), un po' di mobilia da comprare, le utenze da allacciare ecc.

C'è poi una bella novità che riguarda Elisa: a inizio settembre ha brillantemente superato l'esame di selezione per l'iscrizione al corso di laurea in Scienze Infermieristiche (erano in 2000 per 300 posti) e inizia dunque adesso un percorso che, uno o due anni prima del compimento del 40esimo compleanno, la farà diventare infermiera professionale dando un cambiamento di rotta alla sua carriera lavorativa. E visto che anch'io ho preso una laurea mentre lavoravo, e non mentre ero mantenuto agli studi dalla famiglia, so per esperienza diretta che non sarà certo una passeggiata.

An passant: la somma delle cifre del codice numerico del test di ammissione di Elisa (naturalmente diverso per ogni candidato) dava 22; la somma delle cifre del suo nuovo numero di matricola universitario dà ancora 22... ormai questo numero non è speciale solo per me, lo è anche per mia moglie!

Ricordo a chi storce il naso di fronte a simili "suggestioni", che Jung ha formulato una teoria della sincronicità (nonostante Wikipedia lo suggerisca, non ha niente a che vedere con la superstizione) proprio per rivelare un senso in quelle coincidenze - in cui l'osservatore si imbatte - che s'intrecciano oltre ogni ragionevole probabilità statistica, dunque ben poco riconducibili al caso. Sempre meglio interrogarsi e indagare, tanto intorno quanto dentro a noi.

Un abbraccio e a presto.

22passi.blogspot.com: post n. 2193 (-29)

domenica 29 settembre 2013

Chi ha visto la meteora ieri sera?

24 : commenti
Ieri sera mancavano pochi minuti alle 21, quando ho alzato lo sguardo e ho esclamato a mia moglie: "Guarda là...!".

Eravamo sulla E45, tra Perugia ed Assisi, precisamente tra Ospedalicchio e Bastia Umbra, a cinque minuti d'auto da Santa Maria degli Angeli di Assisi. Stavo guidando la mia FIAT Multipla, Elisa sedeva accanto a me, sul centrale dei tre sedili anteriori. A un certo punto con la coda dell'occhio ho notato il cielo notturno illuminarsi in modo anomalo ed ecco spuntare dall'angolo superiore sinistro del parabrezza una sfera di luce chiara di colore verde, grande come una Luna piena che - in prospettiva - è passata sopra la città di Assisi. È stato in quell'istante che ho lanciato l'esclamazione.

Ho scelto come immagine per il post, una meteora con una luce di colore simile a quella osservata ieri sera.

La meteora proveniva a occhio e croce da settentrione (alle nostre spalle) e abbiamo potuto seguirla per circa 1-2 secondi mentre la sua luce si consumava e riduceva fino a scomparire alla nostra vista poco sopra l'orizzonte, in direzione SudEst. Anche l'automobile si muoveva in direzione simile (NordOvest-SudEst). La traiettoria della meteora non è passata esattamente sopra le nostre teste, valuto fosse inclinata circa 30 gradi a Est rispetto allo Zenit. 

In pratica abbiamo potuto osservare soltanto la parte finale della traiettoria, che deve avere solcato tutto il cielo (nel quadrante delimitato dall'asse Nord-Sud e dall'asse Ovest-Est) per circa 3-4 secondi, dietro di noi e sopra il tetto dell'auto, prima di apparirci attraverso il parabrezza. Ciononostante per entrambi è stata la meteora più impressionante mai vista di persona: in piccolo mi ha ricordato i video del meteorite caduto a febbraio in Russia di cui proprio ieri è stato rinvenuto un frammento di quasi 5kg.


Su internet ci sono già vari siti che parlano dell'avvistamento di ieri sera:
Mi dissocio da quello che riporta come orario le 21.20, direi che erano le 20.58, minuto più minuto meno (mi tengo questo margine perché l'orologio sul cruscotto della mia auto non è preciso). 

Se altri che hanno avvistato la meteora passano di qui, lascino per favore un commento con orario, luogo dell'avvistamento e descrizione di quel che hanno visto.

***

Nulla di misterioso nella meteora di ieri sera. Tutt'altra cosa è stato l'avvistamento che il nostro amico MISTERO ci ha descritto qualche sera fa...
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