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lunedì 16 marzo 2015

USPTO vs Andrea Rossi: è davvero finita?

(Post di gio)
"Spesso anche, mettendo due critiche alle mani tra loro, le facevam battere l'una dall'altra; o, esaminandole ben a fondo, riscontrandole attentamente, riuscivamo a scoprire e a mostrare che, così opposte in apparenza, eran però d'uno stesso genere, nascevan tutt'e due dal non badare ai fatti e ai principi su cui il giudizio doveva esser fondato; e, messele, con loro gran sorpresa, insieme, le mandavamo insieme a spasso.” (Alessandro Manzoni — dall'Introduzione ai Promessi Sposi)
Provo ad aggiungere alcune considerazioni, a quello che è stato uno scambio di battute con Mahler e Silvio [tra i commenti del post precedente], sui motivi di rigetto del brevetto di Andrea Rossi da parte dell’USPTO.
Quanto ho scritto, ad una prima e affrettata lettura, essere una palese contraddizione nei motivi di rigetto del brevetto di Rossi, ha trovato conferma nella lettura delle linee guida dell’USPTO per l’esame delle Applications rivolte al suo personale (Guidelines for Examination of Applications for Compliance with the Utility Requirement).
Leggendo le motivazioni dell’Examiner Sean Burke sono due i motivi di rigetto del brevetto di Rossi.

1) Il primo è quello legato alla totale mancanza dei requisiti di utilità dell’invenzione di Rossi e nelle note guida dell’USPTO sono due [le fattispecie di questo tipo]:
  • The first is where it is not apparent why the invention is “useful; 
  • The second type of deficiency arises in the rare instance where an assertion of specific and substantial utility for the invention made by an applicant is not credible.
I motivi di rigetto di Rossi appartengono alla seconda casistica dell’USPTO, infatti Sean Burke scrive “The specification is objected as inoperabile” e infatti nelle linee guida troviamo il paragrafo II. Wholly Inoperative Inventions; “Incredible Utility. In questo paragrafo possiamo leggere che an invention that is “inoperative” (i.e., it does not operate to produce the results claimed by the patent applicant) is not a “useful” invention in the meaning of the patent law e ancora situations where an invention is found to be “inoperative” and therefore lacking in utility are rare, and rejections maintained solely on this ground by a Federal court even rarer. Infatti nei casi citati ad hoc per questo tipo di casistica di motivi di rigetto, abbiamo il caso che viene citato come similare da Sean Burke: A “cold fusion” process for producing energy (In re Swartz, 232 F.3d 862, 56 USPQ2d 1703 (Fed. Cir. 2000)."
Tornando dal generale al nostro caso specifico, i motivi di rigetto inerenti sono quelli che vanno dal n. 22 al n. 25 della Final Rejection di Sean Burke e infatti viene evidenziato che non vengono raggiunti i requisiti di utilità descritti e previste dalle norme 35 U.S.C. 101 , 35 U.S.C. 112(a) e pre-AIA 35 U.S.C. 112.
Fino qua le motivazioni di Sean Burke sono perfettamente conformi e aderenti all’orientamento generale suggerito dall’USPTO nelle sue linee guida, che ha pieno conforto nella giurisprudenza costante della corte federale. (In re Swartz, 232 F.3d 862, 56 USPQ2d 1703 (Fed. Cir. 2000)) e sono inoltre conformi alla scienza main-stream, in quanto la fusione fredda non esiste\esisterebbe e quindi la motivazioni di rigetto del brevetto di Rossi possono, in questo momento, essere perfettamente identiche ai motivi di rigetto di Swartz.
Il lavoro di Sean Burke potrebbe benissimo concludersi qui... e invece no. 

2) Sean Burke introduce un secondo motivo di rigetto: Claim rejections 35 USC 103 (vedi dal n. 26 al n.27. della Final Rejection di Sean Burke)
In base a questo 35USC 103 a patent for a claimed invention may not be obtained, notwithstanding that the claimed invention is not identically disclosed as set forth in section 102, if the differences between the claimed invention and the prior art are such that the claimed invention as a whole would have been obvious before the effective filing date of the claimed invention to a person having ordinary skill in the art to which the claimed invention pertains. Patentability shall not be negated by the manner in which the invention was made.
È evidente a questo punto la contraddizione di questa motivazione di rigetto con la precedente; se la prima infatti riguarda casi che sono incredibili e basta dare un occhio ai precedenti citati (oltre a quello di Swartz) nelle linee guida dell’Uspto:
  • a “cold fusion” process for producing energy (In re Swartz, 232 F.3d 862, 56 USPQ2d 1703 (Fed. Cir. 2000))
  • an invention asserted to change the taste of food using a magnetic field (Fregeauv.Mossinghoff, 776 F.2d 1034, 227 USPQ 848 (Fed. Cir. 1985));
  • a perpetual motion machine (Newmanv.Quigg, 877 F.2d 1575, 11 USPQ2d 1340 (Fed. Cir. 1989));
  • a flying machine operating on “flapping or flutter function” (In re Houghton, 433 F.2d 820, 167 USPQ 687 (CCPA 1970));
  • a method for increasing the energy output of fossil fuels upon combustion through exposure to a magnetic field (In re Ruskin, 354 F.2d 395, 148 USPQ 221 (CCPA 1966));
  • uncharacterized compositions for curing a wide array of cancers (In re Citron, 325 F.2d 248, 139 USPQ 516 (CCPA 1963));
  • a method of controlling the aging process (In re Eltgroth, 419 F.2d 918, 164 USPQ 221 (CCPA 1970)).
Questo secondo motivo di rigetto che infrangerebbe il 35 USC 103, invece riguarda casi operativi, fattuali ed esistenti come il caso citato a sostegno da Sean Burke: Graham v. John Deere Co., 383 U.S. 1, 148 USPQ 459 (1966).
Nel caso Graham v. John Deere, Graham cita John Deere per la violazione dei suoi brevetti, che vengono annullati dalla Suprema Corte degli Stati Uniti; il caso in questione è una pietra miliare nel definire i principi di “nonobviousness" di un’invenzione.
Ma questo che c’entra, con una cosa che non esiste?
Con la prima motivazione Sean Burke rigetta il brevetto perche contiene affermazioni non credibili; con la seconda lo respinge perché sarebbe “ovvio” al momento della richiesta di brevetto e sempre in questo senso, per rafforzare la sua idea, Sean Burke prosegue nei suoi motivi di rigetto che violano l’art. 35USC 103 citando il lavoro di Butler.

Per concludere, si arriva così al paradosso di un brevetto rigettato perché il suo oggetto è totalmente inoperativo e basato su affermazioni assolutamente non credibili, ma al tempo stesso l’esaminatore ritiene lo stesso brevetto degno di rigetto perché non è innovativo e il suo oggetto sarebbe già noto nell’arte e nella tecnica, in una sola parola “obvious”.

Ai posteri...

Gio

40 : commenti:

Mahler ha detto...

@gio

Te l'ho già detto: a essere “obvious” è la reazione nucleare allegata, *non* il modo di ottenerla (che è piuttosto definito “inoperative”).

F.C. ha detto...

@Mahler
Ma è un po' come bocciare una apparecchiatura per volare con l'uso della mente, già fotografata da alcuni, dicendo che le foto sono taroccate e contemporaneamente affermando che comunque è un oggetto ovvio perché esistono già mongolfiere, elicotteri, aerei ad elica e a reazione etc...

domenico canino ha detto...

@F.C.
quoto
@gio
Ottimo report, per la nostra vicenda è però ininfluente. Per me il fatto che il gatto funzioni o meno è totalmente indipendente dall'ufficio brevetti americano. Non è che sen on danno il brevetto il coso non scalda. Se scalda, va anche senza brevetto. Dunque non accetto nessuna argomentazione del tipo, hanno bocciato il brevetto, dunque non va. Per me non c'entra affatto, il busillis sta nell'enorme giro di affari che stra dietro. A questo punto però si sente il silenzio assordante di Darden e soci, che non fiatano.non è che hanno dato i soldi a Rossi solo per portarlo su una strada che non porta alla meta, per ritardare l'ingresso del gatto sul mercato? Se non è così allora che faccia sentire la sua voce in maniera forte, se hai messo un gettone minimo di 25 milioni di dollari, qualche cosa dovrai pur dire agli azionisti del fondo o no?

Mahler ha detto...

@F.C.

È come bocciare in quanto inoperative un'apparecchiatura per volare con l'uso della mente e poi chiudere dicendo: “noi dell'ufficio brevetti non stiamo dicendo che il volo in sé non è possibile, siamo infatti consapevoli che esistono gli aeroplani: stiamo dicendo che il tuo modo di volare non può funzionare” («Notwithstanding the inoperability of the claimed device, the reaction itself is obvious over Butler»).

È una conclusione messa lì per mettere in una botte di ferro l'ufficio brevetti da obiezioni tipo: «Io, Andrea Rossi, non sto facendo altro che fare quello che ha già fatto Butler, ovvero fondere roba». Serve per ribadire che è il metodo che viene considerato farlocco, non il fine, che è perfettamente noto all'ufficio brevetti.

Se poi l'avvocato di Rossi vorrà cavalcare la strategia suicida di dire: “il lavoro di Butler dimostra che l'E-Cat funziona” (che è tipo “l'aeroplano dimostra che è possibile volare con la mente”), non vedo l'ora di assistere allo show.

Ciao

Mahler ha detto...

@domenico

> Se non è così allora che faccia sentire la sua voce in maniera forte, se hai messo un gettone minimo di 25 milioni di dollari, qualche cosa dovrai pur dire agli azionisti del fondo o no?

«'Spetta ddhocu ch'ora vegnu»

Daniele Passerini ha detto...

@gio
Comunque questo Sean Burke ha un CV impressionante!
Riporto dalla sua scheda Linkedin:
RIEPILOGO "I am an attorney and nuclear engineer, currently employed at the USPTO. I am admitted to practice in New York State and have experience in American patents. Prior to my time in law, I worked as a researcher on projects for MIT, NASA, and the Albert Einstein College of Medicine.
FORMAZIONE:
1997-2002. State University of New York College at Geneseo -
Chemistry and Physics (dual major)
2002-2005. University of Wisconsin-Madison - Nuclear Engineering
2008-2011. Hofstra University School of Law

Lureato in Chimica&Fisica, Ingegneria, Legge: un connubio pressoché perfetto per lavorare all'UPSTO!
Vale la pena di leggere tutta la scheda di Linkedin:
https://www.linkedin.com/pub/sean-burke/85/94a/815
Al momento è pure Editor in Chief del Journal of the Patent & Trademark Office Society.
Tra l'altro non mi stupirei se avesse lavorato insieme ad Hagelstein visto che è stato Research Assistant al Plasma Science and Fusion Center del MIT tra il 2001 e il 2002.
E Hegelstein alla "apparecchiatura per volare con l'uso della mente" - per usare un'espressione cara a Mahler - ci crede assai, vedasi il Nanor che è un progetto in competizione proprio con l'E-Cat di Rossi... mmmh... chissà... ;)

Mahler ha detto...

@daniele

> Tra l'altro non mi stupirei se avesse lavorato insieme ad Hagelstein visto che è stato Research Assistant al Plasma Science and Fusion Center del MIT tra il 2001 e il 2002.

Mammasantissima! Non sai manco se si conoscono e sei già arrivato al complotto!!
Magari si conoscono e si stanno sul culo…!! te che ne sai? :)

Tutto ciò che produce energia sarebbe in competizione con Rossi (in teoria). E qualunque fosse stato il fisico nucleare che avesse analizzato il brevetto, avremmo potuto obiettare che la sua stessa laurea l'avrebbe messo in competizione con Rossi.

P.S. A me però sinceramente convince di più l'idea del complotto ateoislamico…

gio ha detto...

@ daniele

effettivamente ha un cv impressionante ....però la contraddizione vista da lontano e da dilettante nella final rejection c'è!

non è per fare il tifo per Rossi , come scrive Mahler , o dare suggerimenti ai suoi avvocati che non ne hanno bisogno, ma è solo per capire e ampliare i confini della discussione!

è inutile aggiungere che sono molto curioso dei risvolti che avrà la questione e di leggere come si comporteranno Rossi & Avvocati.. .......come sono assolutamente certo della serietà di Sean Burke, perchè è il sistema stesso che gliela impone e sotto questo punto di vista , vista da qui , provo, al confronto, un pò di vergogna per il nostro sistema e il nostro modo di amministrate il diritto in generale.

F.C. ha detto...

@Mahler

Forse mi manca un pezzo, ma questo Butler chi lo ha messo in mezzo per primo?

Mahler ha detto...

@F.C.

Butler è stato messo per primo in mezzo dall'esaminatore. Perché proprio Butler e non mio cugino? Semplicemente perché è uno dei primi ad aver ottenuto in laboratorio le reazioni allegate (era il 1957) e se devo dire che l'aeroplano è già stato inventato non cito come esempio un ingegnere dell'Alitalia ma cito piuttosto i fratelli Wright…

Ciao!

Daniele Passerini ha detto...

@Mahler
Mammasantissima! Non sai manco se si conoscono e sei già arrivato al complotto!!
Esagerato!
E che ho scritto mai???
"Non mi stupirei se..."; e tu mi reagisci come se avessi scritto "Ho il sospetto che"? Mi appello all'Accademia della Crusca per interpretazione esagitata di frase moderata! :)
Oh, se te ne fossi dimenticato, siamo dentro un blog, mica all'ANSA.
In un blog non si può giocare a guardare un CV e far volare la fantasia IN UN COMMENTO? E me lo vieni a dire proprio tu che coi commenti giochi come pochi? ;)
Ehm, da quanto tempo non assumi camomilla? :D

F.C. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
F.C. ha detto...

@Mahler
"Butler è stato messo per primo in mezzo dall'esaminatore"

Allora proprio non capisco.
Cioè l'esaminatore avrebbe detto una cosa di questo tipo:
"Tu affermi di avere una macchina che vola con la forza del pensiero, io non ti concedo il brevetto perché non non mi fido di te e dei professori che l'hanno vista.
Comunque se anche ti credessi e la macchina esistesse, non concederei lo stesso il brevetto perché esiste già qualcosa che mi fa volare, e cita giustamente Jacques-Étienne Montgolfier, quindi il volo è una cosa ovvia.

Mah.

F.C. ha detto...

A me sembra quasi una presa in giro.
Rossi sta cercando di brevettare qualcosa di assolutamente non ovvio, tanto non ovvio che non è addirittura contemplato dalla scienza mainstream.
E gli viene bocciata con una motivazione di non innovatività dello stato dell'arte...Aribah

Mahler ha detto...

@F.C.

Leggi tu stesso la risposta dell'ufficio brevetti: ti renderai conto che, al contrario, il lavoro di Burke verte completamente sulla la produzione anomala di calore (assente) ed è quindi aperto a tutte le nuove ipotesi “non mainstream” di questo mondo. Solamente alla fine, al ventisettesimo punto, dopo che gli sono già cascate le braccia per il livello dilettantesco di quello che ha di fronte si chiede: “magari sei solamente scemo, anche se non sai farlo funzionare vorresti brevettare quello che ha fatto Butler… ma anche lì caschi male”. È che proprio non sa dove sbattere la testa…
Ripeto, rileggitelo tu stesso: è molto meglio che fartelo raccontare da me…!

@Daniele

Alla prima lettura del tuo commento mi si è stampato davanti Burke che fa fusione fredda. Ho dovuto rileggere per capire che lui e Hagelstein hanno semplicemente condiviso lo stesso luogo di lavoro in cui si fa fusione calda; che non si sa manco se si conoscono; se, in caso si conoscano, non si stiano sul culo e se il Nanor, con cui Burke non ha niente a che fare, non sia un'altra supercazzola complottista.
Solo a quel punto mi sono chiesto: cosa avrebbe risposto Burke ad Hagelstein se avesse esaminato il brevetto del suo Nanor?
…Probabilmente quello che ha risposto a Rossi: «non sai neppure fare le misure calorimetriche».
E allora poi mi sono detto: Ma guarda te, siamo al livello in cui l'E-Cat non può non funzionare; e se non funziona allora ci dev'essere un complotto dietro anche se non c'è. Altrimenti perché un accostamento così azzardato tra Burke e Hagelstein, che sono tipo il diavolo e l'acqua santa?

Un blog è solo un blog, certo… ma un blog potrebbe essere anche addirittura un blog! ;P

P.S. Sono calmissimo e calmo era quello che ho scritto (rileggi)! :)

Ciao!

Daniele Passerini ha detto...

@Mahler
Sono calmissimo e calmo era quello che ho scritto (rileggi)! :)
Ok rileggo: "Mammasantissima! Non sai manco se si conoscono e sei già arrivato al complotto!! Magari si conoscono e si stanno sul culo…!! te che ne sai? :)"
D'accordo, mi annoto che quando invochi la mamma e i santi e c'infiocchetti qualche parte anatomica bassa, significa che sei calmissimo... basta saperlo! :)

Mahler ha detto...

@Daniele

> D'accordo, mi annoto che quando invochi la mamma e i santi e c'infiocchetti qualche parte anatomica bassa, significa che sei calmissimo... basta saperlo! :)

Esatto! :)

F.C. ha detto...

@Mahler
"Ripeto, rileggitelo tu stesso: è molto meglio che fartelo raccontare da me…"

Se trovo il tempo lo faccio, anche se non penso che sia poi così importante. Non ho mai creduto che dalla concessione, o mancata concessione, di un brevetto si possano tirare conclusioni sulla realtà o meno della FF o dell'e-cat.

Però è davvero strano che uno brillante come te non vede la contraddizione in questa affermazione:
"Solamente alla fine, al ventisettesimo punto, dopo che gli sono già cascate le braccia per il livello dilettantesco di quello che ha di fronte si chiede: “magari sei solamente scemo, anche se non sai farlo funzionare vorresti brevettare quello che ha fatto Butler… ma anche lì caschi male”. È che proprio non sa dove sbattere la testa…
Ripeto, rileggitelo tu stesso: è molto meglio che fartelo raccontare da me…!"

Cioè, dopo aver fatto secondo te un lavoro egregio, lo conclude dimostrando di non averci capito nulla equiparando una fusione nucleare classica con la reazione completamente diversa che vorrebbe brevettare Rossi e che lui stesso ha dichiarato non appartenere alla scienza GA.

Hai ragione, forse è meglio leggere direttamente le motivazioni, così non hanno proprio senso. Oppure il Nostro è riuscito a ipnotizzare a distanza anche l'esaminatore.

Mahler ha detto...

@F.C.

Non so più come spiegarmi. Elimina i primi ventisette punti, fa' finta che l'E-Cat funzioni e che Burke gli abbia concesso il brevetto. Ci sei? Bene. Avrebbe comunque concluso con:

28. Claims 1 and 7 are rejected under pre-AIA 35 U.S.C. 103(a) as being unpatentable over Butler et al., "Radiative Proton Capture by Ni⁵⁸, Ni⁶⁰, and Co⁵⁹."

Ovvero: --> ti concedo il brevetto sulla macchina ma non posso concederti il brevetto sulla reazione, che resterà sempre e comunque di pubblico dominio.

È chiaro ora?

Daniele Passerini ha detto...

@Mahler
Ovvero: --> ti concedo il brevetto sulla macchina ma non posso concederti il brevetto sulla reazione, che resterà sempre e comunque di pubblico dominio.
È chiaro ora?

Francamente no, se quella reazione - dimmi se ho capito - male, per la scienza mainstream può avvenire solo dentro un accelleratore ad alte energie, giammai dentro un E-Qualsivoglia tubo LENR!

Mahler ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mahler ha detto...

Allora facciamo ordine. Dopo essersi limitato ad analizzare la documentazione scientifica di Rossi con tutta l'apertura mentale di questo mondo, Burke entra nell'avvocatese e ci fa sapere al punto 27.: «la legge mi impone di cercare eventuali condizioni di “obviousness”» (probabilmente a lui non frega manco una ceppa dell'obviousness). Stabilito che tale ricerca corrisponde a quanto segue:

«1. Determining the scope and contents of the prior art.
2. Ascertaining the differences between the prior art and the claims at issue.
3. Resolving the level of ordinary skill in the pertinent art.
4. Considering objective evidence present in the application indicating obviousness or nonobviousness.»

…Agisce di conseguenza e stabilisce cos'è “unpatentable” in quanto “obvious” (tipo una reazione nucleare)…

Daniele Passerini ha detto...

@Mahler
Sarebbe "obvious" che la reazione nucleare identificata da Butler possa avvenire, invece che in un acceleratore ad alte energie, pure in un "tubo" di cui uno chiede il brevetto?
La novità del brevetto non puó certo essere la reazione di cui parla Butler (ovviamente imbrevettabile) ma le modalità/condizioni ambientali in cui avverrebe. Intendevo questo.

Mahler ha detto...

@Daniele

> La novità del brevetto non puó certo essere la reazione di cui parla Butler (ovviamente imbrevettabile) ma le modalità/condizioni ambientali in cui avverrebe. Intendevo questo.

Esatto e lo stesso dice Burke: la legge gli impone di cercare l'obvious e lui lo fa. Anche qualora avesse concesso il brevetto a Rossi sulla macchina la legge gli avrebbe imposto lo stesso dovere di cercare l'obvious in ciò che è conosciuto e di stabilirlo a chiare lettere (= la reazione descritta da Rossi stesso).

Mauro elia ha detto...

@ Daniele Passerini
Leggevo proprio adesso su e cat World che stanotte/mattina metti un nuovo post..

Daniele Passerini ha detto...

@Mauro Elia
Già, peccato che Frank Acland abbia frainteso il senso della mia email (che seguiva una serie di email scambiate in privato con lui negli ultimi giorni) e l'ha pubblicata senza che io me l'aspettassi. Se avessi voluto far annunciare il post glielo avrei scritto. Il mio intento era solo fargli capire - a lui! - come era nato il post e come esso rispondesse alle domande lasciate aperte - e di cui mi aveva chiesto ragguagli - dal post (Hot replications...) che avevo pubblicato il 12 marzo... pace.

F.C. ha detto...

@Mahler

Da quello che scrivi sembrerebbe che tra i claims di Rossi c'è anche quello di brevettare la reazione di Butler. Se fosse così capirei il motivo delle obiezioni di Burke ma suggerirei a Rossi di cambiare studio legale.

Mahler ha detto...

@F.C.

La legge impone a Burke di porre dei limiti alla proprietà intellettuale – in generale – esplicitando cos'è di pubblico dominio e lui lo fa, indipendentemente dalla concessione del brevetto o meno, perché è suo dovere – anche se l'avvocatese non sembra la parte che lo entusiasma di più. Questo è quello che io vedo nelle sue parole (abbastanza esplicite per me).
Ma facciamo che te lo leggi e poi ne parliamo?

Ciao!

gio ha detto...

rispondere i tecnici è: quanto assomiglia la reazione del lavoro di butler con quella descritta da Levi &c. che per sean burk sono grossomodo la stessa cosa

gio ha detto...

che frana col cell....:) sopra manca: la domnda a cui potrebbero provare a rispondere etc....:)

gio ha detto...

Aggiungo una cosa :che tutta la prior art sia racchiusa nel lavoro di butler mi sembra debole come prospettazio.....ma forse una rondine fa primavera

F.C. ha detto...

@Mahle
"Ma facciamo che te lo leggi e poi ne parliamo?"

Facciamo che se trovo il tempo me lo leggo, ma non è che mi interessi molto. Ma è inutile che ne parliamo, tanto già so come va a finire.

Comunque continuo a non trovare il senso nel bocciare il brevetto di una macchina per volare con il pensiero affermando contemporaneamente:
- che tale macchina non può esistere per la scienza nota quindi non ti credo
- che anche se esistesse non potresti brevettare il volo.

Perciò, secondo me, o Rossi & Co hanno esagerato cercando di brevettare il volo o Burke ha esagerato per far capire a Rossi che tanto il brevetto non lo otterrà mai anche dovesse fargli una tazza di tè con l'e-cat (e mi saprebbe tanto di...)

gio ha detto...

non volendo perdersi nell'avvocatese (cit.:):))


il punto di partenza di sean Burke è:

1 Lavoro di butler= prior art

2 e rossi non aggiunge niente

Mahler ha detto...

@F.C.

Il problema è che continui a ristravolgere il ragionamento per come suona a te, nonostante io ti stia dicendo che è diverso.

> - che tale macchina non può esistere per la scienza nota quindi non ti credo

Emendare in: non ce ne frega una ceppa della scienza mainstream, la documentazione che mi mandi non ha registrato calore in eccesso e quindi TI CREDO (= non scaldi secondo la tua stessa documentazione); di conseguenza la parte nonobvious non te la faccio brevettare in quanto inesistente.

> - che anche se esistesse non potresti brevettare il volo.

Emendare in: dopodiché la legge mi impone di cercare l'obvious e io lo faccio.

Stop

gio ha detto...

@ Mahler

no la parte nonobvious non te la faccio brevettare perché è la stessa di butler. .prior art e tu rossi non ci aggiungi niente....

Mahler ha detto...

@gio

> no la parte nonobvious non te la faccio brevettare perché è la stessa di butler. .prior art e tu rossi non ci aggiungi niente....

Secondo me siete pazzi da 'ste parti. La parte nonobvious è ciò di cui si discute in ventisette punti. Dopodiché negli ultimi tre punti si passa all'obvious. Fine.

gio ha detto...

@ Mahler

No Mahler !

La parte obvious\nonobvious è quella che trovi nei punti 26,27,28,29 e 30

dove sean burke deve definire la prior art per poter dire che il metodo di Rossi è obvious ; ovvero che non aggiunge niente alla prior art !

e come fa a dire Sean Burk che Rossi non aggiunge niente alla prior art???

deve definire la prior art !
la prior art per sean Burke è il lavoro di Butler e infatti scrive :"notwithstanding the inoperabiliti of the claimed device(e in questo caso, per la totale inoperabilità, i motivi di rigetto sono quelli dal n.22 al n.25), the reaction itself is obvious over Butler

Mahler ha detto...

@gio

Io mi arrendo. Fa' causa a Burke se pensi sia tanto idiota.

> dove sean burke deve definire la prior art per poter dire che il metodo di Rossi è obvious ; ovvero che non aggiunge niente alla prior art !

Dice che il metodo di Rossi è obvious?

-->   NO   <--

> e come fa a dire Sean Burk che Rossi non aggiunge niente alla prior art???

1) Vede che quello che ha interpretato come nonobvious non funziona;
2) Si ritrova in mano una reazione nucleare e dice «to' questa funziona! però è obvious»

Cia'

gio ha detto...

@ Mahler
>Io mi arrendo. Fa' causa a Burke se pensi sia tanto idiota.

ma che c'entra.....non penso che sia un idiota!

i motivi di rigetto sono quelli e così definiti dalle linee guida dell'Uspto.

per non entrare nell'avvocatese(leggasi :motivi di diritto), un tecnico( fisico, ing. chimico) che vuole partecipare in buona fede alla discussione ,ENTRANDO NEL MERITO, dovrebbe porsi nei panni di Sean Burke , fare il suo stesso ragionamento e porsi queste domande:

possiamo ritenere prior art il Lavoro di Butler rispetto a Rossi?

è sufficiente per ritenerlo prior art?

Rossi ci aggiunge qualcosa ?

Se si, che cosa?

Daniele Passerini ha detto...

@tutti
Nuovo post in arrivo a mezzanotte:
Andrea Rossi, Neutroni sì, neutroni no...
di Andrea Rampado

NON PERDETEVELO!

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