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martedì 25 marzo 2008

Il samurai curioso

Nell'infinito gioco di specchi del web le fonti di un'informazione spesso svaniscono e si moltiplicano le sue varianti. Come nel caso di questa storia sulla "differenza" tra paradiso e inferno. E devo dire che tra la versione con il contadino e le posate e quella con il samurai e i bastoncini trovo più elegante la seconda che ho appena scoperto, giusto ventiquattro ore dopo la prima.


La differenza

Dopo una lunga ed eroica vita, un valoroso samurai giunse nell'aldilà e fu destinato al paradiso. Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un'occhiata anche all'inferno. Un angelo lo accontentò e lo condusse all'inferno. Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi e pietanze succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i commensali, che sedevano tutt'intorno, erano smunti, pallidi e scheletriti da far pietà. "Com'è possibile?", chiese il samurai alla sua guida. "Con tutto quel ben di Dio davanti!".
"Vedi: quando arrivano qui, ricevono tutti due bastoncini, quelli che si usano come posate per mangiare, solo che sono lunghi più di un metro e devono essere rigorosamente impugnati all'estremità. Solo così possono portarsi il cibo alla bocca".
Il samurai rabbrividì. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppure una briciola sotto i denti. Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso.
Qui lo attendeva una sorpresa. Il paradiso era un salone assolutamente identico all'inferno! Dentro l'immenso salone c'era l'infinita tavolata di gente; un'identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi più di un metro, da impugnare all'estremità per portarsi il cibo alla bocca. C'era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia. "Ma com'è possibile?", chiese il samurai.
L'angelo sorrise. "All'inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché si sono sempre comportati così nella vita. Qui al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino".
Paradiso ed inferno sono nelle tue mani. Oggi.

(Storia zen)


Post scriptum del 22/01/2010
la stessa storia esiste anche nella versione del sant'uomo coi cucchiai.

2 : commenti:

Anonimo ha detto...

è una storia un pò scontata ma rende molto l'idea del paradiso i n terra è della difficoltà delle persone di vedere ad un palmo dal proprio naso, grazie

Daniele Passerini ha detto...

Grazie a te. E' proprio come dici... la "morale" c'è e l'immagine è efficace. Spesso proprio nelle cose scontate luccica per un istante quella saggezza antica (dei contadini e dei guerrieri) diventata merce rara. E farla riecheggiare e moltiplicare sul virtualissimo internet è un confortante paradosso, di quelli che mi rende ottimista per il futuro dell'umanità, comunque sia. Poi ci sarà sempre chi dirà che storielle come questa sono banalità fritte e rifritte e chi - COME NOI DUE - dopo averle lette sentirà il proprio cuore aprirsi e sul volto un grande sorriso. :)

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