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martedì 11 marzo 2008

Canzoni d'Italia

Mi è toccato sentire un paio di volte alla radio la canzone che ha vinto Sanremo. Ora se appena annuso le sue note cambio immediatamente frequenza. Poco da commentare: banale nella musica, nell'arrangiamento e nelle parole, inascoltabile e tranquillamente dimenticabile! Decisamente carina invece Il solito sesso dell'ormai mitico Max Gazzè: E' da una settimana almeno che mi ronza in testa: è praticamente impossibile resistere alla tentazione di canticchiarla. Bravo Max, pezzo centrato in pieno. Sai farti perdonare anche la voce non proprio da virtuoso delle corde vocali. E non posso tacere sui Tiromancino... o sarebbe dire il gruppo di Federico Zampaglione. Sono almeno da 8 anni un loro fan. Ho adorato, quasi dalla prima all'ultima traccia, La descrizione di un attimo (2000) e In continuo movimento (2002). Ma già in Illusioni parallele (2004) ho trovato solo due canzoni (Imparare dal vento e La Terra vista dalla Luna) all'altezza dei due precedenti CD, a gusto mio naturalmente. Poi, per quello che ne ho ascoltato alla radio, non m'è venuta voglia per nulla di procurarmi L'Alba di domani (2007): ho avuto la precisa sensazione di un Federico in crisi creativa, sia nelle musiche che nei testi. Il rubacuori, la canzone presentata a Sanremo, di primo acchito m'è parsa francamente orribile... poi a successivi ascolti migliora un po' e si coglie qualche raffinatezze nell'arrangiamento registrato in studio. Quello che mi sconcerta di questa canzone e come stia in bilico tra il decollare e il precipitare... spesso una caratteristica di molti pezzi dei Tiromancino che però un tempo si risolveva in un salto deciso verso il cielo, complice anche l'originalità dei giri musicali e delle atmosfere sonore che erano un loro marchio di fabbrica. Forse è proprio quell'originalità e quel colpo di reni creativo che rimpiango... per questo dico che al momento i Tiromancino mi sembrano in fase di caduta libera.

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