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venerdì 19 giugno 2009

Lo scontro tra due rappresentazioni della realtà

4 : commenti
Diciamolo una volta per tutte. La credibilità di Silvio Berlusconi come capo di governo non è più questione di politica ma di psicologia. Infatti, senza addentrarci in questioni filosofiche e scomodare i noumeni di Platone e Kant, è un dato assodato delle scienze attuali che quella che si ritiene realtà oggettiva è solo una rappresentazione sociale condivisa. TUTTI gli Italiani sono chiamati a scegliere non da che parte stare ma a quale rappresentazione della realtà credere... i posteri giudicheranno chi oggi è più lungimirante.
Questa antitesi può essere bene esemplificata dal confronto tra lo spericolato paragone storico Berlusconi-Catilina, proposto davvero "coraggiosamente" da Deborah Bergamini sul Corriere della Sera di ieri (qui), e la replica di Adriano Prosperi su La Repubblica di oggi. CATILINA, MARX E IL CAVALIERE, di Adriano Prosperi "QUOUSQUE tandem"... Fino a quando abuserai della nostra pazienza? La celebre frase di Cicerone ha garantito l'immortalità scolastica di Catilina offrendo una veste classica a ogni nostra impazienza. Ma che c'entra Catilina con la pazienza degli italiani? Moltissimo, almeno secondo quello che scrive l'onorevole Deborah Bergamini in una appassionata lettera al direttore del "Corriere della sera". L'onorevole, rimuginando una sua impazienza politica, ha avuto un'idea luminosa: Catilina come Berlusconi. Catilina era, secondo lei, un uomo "coraggioso e di parola", dotato di "profondo senso della "Patria" anche se un po' anticonformista. Fu, lei scrive, calunniato e demonizzato dai poteri forti" che gli scatenarono contro il più grande avvocato dell'epoca, Cicerone, e lo fecero a pezzi con calunnie, lettere anonime, brogli elettorali. Una tragedia. Proprio quella che rivive oggi in Italia: qui c'è un "uomo che sta trasformando l'ltalia", un nuovo Catilina. I suoi nemici, "potentati senza patria, politici mediocri e polverosi intellettuali" chiusi a riccio in procure politicizzate e redazioni di giornali, ostacolano il grande uomo. Proprio come accadde a Catilina. Ora, ognuno ha il diritto di usare la storia per dirci che cosa pensa e che cosa vuole. Purché sia chiaro che cosa vuol dire non staremo a scuotere per lui quella polvere dai libri . Ma il modello ha da essere somigliante. Catilina era sì un "uomo vizioso portatore del nuovo", secondo la descrizione che ne fornì Sallustio, uno storico non privo di simpatia per il personaggio. E fin qui ci siamo. Ma era anche un aristocratico spiantato, carico di debiti, che si era "messo a capo di una massa di diseredati" , come si legge nella recente solida opera storica di uno specialista (Emanuele Narducci, Cicerone. La parola e la politica, ed. Laterza). Proiettare il profilo sociale dello spiantato Catilina su quello del Cavalier Berlusconi sembra quanto meno di malaugurio per un uomo che figura molto in alto nella statistica dei maggiori patrimoni del mondo. Catilina fu più volte battuto alle elezioni: e anche questo non corrisponde del tutto. Il due volte battuto Berlusconi (da Prodi) non sembra in crisi di voti e regge saldamente in pugno una maggioranza di quelle che una volta si definivano bulgare. Non come quel Catilina carico di debiti che tentò la via della sollevazione violenta mettendo insieme gente di ogni risma, veri e propri briganti insieme a un mondo popolare - plebe urbana, soldati e contadini poveri attirati dalla sua promessa di cancellazione dei debiti e di distribuzione delle terre - quelle dello Stato. Il gioco può finire qui. Giudicherà il ministro Gelmini se l'onorevole ammiratrice di Catilina ha bisogno di esami di riparazione. Anche perché in una incauta esibizione di cultura l'onorevole azzera tutto il suo patetico e drammatico disegno: scrive che il tragico della storia "fugge davanti alla farsa in cui si trasforma" . Questo è puro Karl Marx, proprio lui, il comunista. Comunque sulla farsa siamo calorosamente d'accordo: farsa oscena, degna della comicità plautina, quella che siamo costretti a vivere. E ci sia consentita un'ultima osservazione polverosamente professorale: la definizione di Catilina - e di Berlusconi - come "rivoluzionario conservatore" è una citazione rivelatrice, più di quell'involontario Marx. Ci riporta a quel quel movimento tedesco di violenza critica della tradizione liberal-democratica che si definì della "Rivoluzione conservatrice" e confluì in gran parte nel nazismo. Naturalmente il sistema democratico e liberale consente anche all'onorevole deputata, come a tutti i fascisti di ritorno, la libertà di opinione. Senza garanzie di reciprocità. Come disse una volte Vittorio Foa all'on. Pisanò in un dibattito televisivo: "Se vinceva lei io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, lei è senatore della Repubblica e parla qui con me". Ancora, il grado di frattura sociale del popolo italiano emerge benissimo da questa lettera di un lettore a Corrado Augias, che ho trovato su La Repubblica di oggi. SAREI UN PERFETTO BERLUSCONIANO Egr. Dr Augias, ho un problema esistenziale, forse potrà aiutarmi. Sono un imprenditore di Varese di 43 anni, quindi non ho fatto il famoso '68. Anni fa ho avuto dei guai fiscali e grazie alle leggi berlusconiane in pratica non mi è successo niente; infine vivo nella zona più leghista d'Italia. Insomma dovrei essere un tipico elettore della Lega oppure un berlusconiano «interessato». Invece sto male perché non riesco a capire come nel XXI secolo, in una democrazia solida, si possano votare persone con una cultura e una statura politica di livello così mediocre. Se mi sforzo riesco a trovare una motivazione in quel mix tra folclore e ignoranza nelle valli lombardo-venete, oppure l'opportunismo di alcuni e la paura del diverso di altri. Ma nemmeno questo spiega i milioni di voti a Berlusconi. Milioni, capisce? Come li giustifica? Ignoranza? Opportunismo? Paura? Scarse informazioni sul passato del nostro tycoon? Ho il curriculum del perfetto berlusconiano, perché non riesco a votarlo mentre milioni di miei concittadini lo fanno?
Franco Frattini
In realtà alla domanda del signor Frattini si è tentato più volte di rispondere. Si sono provati nell'esercizio sociologi, psicologi di massa, interpreti dei flussi d'opinione, scrittori. Posso provare a riassumere i vari argomenti scalettandoli secondo la mia opinione. Al primo posto metterei le insufficienti informazioni. I nostri connazionali che conoscono, hanno cioè letto o udito, le cose cui il signor Frattini accenna, sono pochissimi. Pochi i giornali che le hanno scritte, pochissimi o nessuno i Telegiornali che ne hanno parlato. Intere categorie di italiani (anziani, istruzione medio-bassa, residenti in provincia) non hanno mai sentito parlare della Banca Rasini né sanno, per venire all'oggi, su quali prove l'avvocato inglese Milis è stato condannato. Secondo: da molto tempo il paese è sottoposto ad un lavaggio del cervello televisivo, ore al giorno per anni e anni, le cui conseguenze non sono state ancora pienamente valutate. Questo fattore, sommato al precedente e alle scarse letture, dà già buona parte del risultato totale. Terzo: l'indiscutibile abilità dell'uomo, la sua furbizia istintiva che gli consente di intercettare i flussi profondi del sentimento nazionale. Non a caso qualcuno lo ha definito 'l'Arcitaliano'. Quarto: la sua capacità di far risaltare le promesse nascondendo la povertà dei risultati, rinviando sempre ad un imprecisato futuro la vera soluzione dei problemi. Morale: se il paese avesse un'informazione più libera, il gioco sarebbe molto più difficile. Concludo linkando la "discesa in campo", finalmente senza se e senza ma di Avvenire, il giornale dei vescovi, a firma di Gianfranco Marcelli.

mercoledì 10 giugno 2009

Ci risentiamo tra 8 giorni

2 : commenti
Domattina parto. Vado una settimana in Francia con mia figlia per una vacanza da tempo desiderata.
Parto un po' amareggiato da quello che sta succedendo in Italia, né più ne meno che in gran parte d'Europa e del mondo: la progressiva compressione dei diritti conquistati nel XX secolo dai popoli liberi. La generazione dei nostri nonni ha combattuto per la libertà, a costo della vita... cosa resterà di questo ai nostri figli?

lunedì 8 giugno 2009

PDL = Papi Deve Lasciare!

10 : commenti
Clamoroso! Scoperto il vero motivo del risultato inferiore alle aspettative del partito del nostro premier nelle Europee 2009: molte schede con voto al PdL sono state annullate in quanto le elettrici più ferventi avevano scritto "papi" accanto al simbolo.

P.S. Ma il Cavaliere si consoli, potrebbe sempre fondare un nuovo partito... il PdV, il Partito delle Veline ovviamente. :-)

Prima Comunione

14 : commenti
In un momento in cui avrei molta voglia di scrivere dei primi riscontri elettorali... mi dedico invece in primis un po' al privato. E come non potrei: ieri mia figlia ha fatto la sua Prima Comunione, insieme ad altri 52 bambini della sua età e della parrocchia di Ponte San Giovanni.
Non mi considero più cattolico da molti anni, ma credo comunque che sia stata una giornata importante per Arianna, come lo fu a suo tempo per me, perché ogni sacramento, o rito di passaggio o iniziazione che dir si voglia, ribadisce il legame tra noi, la comunità è l'umanità intera. Che Arianna diventi una fervente cattolica, una "cristiana-zen-ecumenica" sui generis come me, o tutto quel che vorrà, dipende comunque da quello che sceglierà lei crescendo. Spero solo che conservi nel suo cuore quello che tutti i bambini sanno istintivamente cioè, per dirla come il piccolo principe, che "l'essenziale è invisibile agli occhi".
E ci tengo in particolare a ringraziare - anche qui sul blog - gli amici che ieri sono stati vicini a me e Arianna. Nella foto accanto, a sinistra Fernanda, 22 anni di sempreverde amicizia; al centro Marcella, entrata stabilmente nella top ten dei miei amici; a seguire Francesca (l'amichetta del cuore di mia figlia) e la mamma Maria Grazia, da qualche anno a questa parte grande confidente del sottoscritto. Foto fatta dalla mia figliuola: inquadratura perfetta!
E non dimentico Chiara, che anche se non è potuta venire ha trovato il modo di essere presente.
E grazie naturalmente a parenti, affini e padrini presenti, che mi perdoneranno se non metto pure le foto con loro! :-)
P.S. Per festeggiare abbiamo pranzato benissimo al ristorante (che consiglio vivamente) dell'Isola Polvese, specializzato in menù di pesce del Lago Trasimeno. A tutto il gentilissimo e bravo staff del ristorante, i miei complimenti.

sabato 6 giugno 2009

Modello nazional-leghista-berlusconiano

4 : commenti
Questa (e)lezione potrebbe essere severa se il v(u)oto si disperde a (destra e) sinistra...

Penso di non avere mai votato così mestamente come oggi... di non essere mai stato così in dubbio su quale "sinistra" oggi corrisponda meglio ai valori in cui credo. L'unico certezza che ho è che essi siano inconciliabili con quelli proposti dal modello nazional-leghista-berlusconiano e mi spaventa che in questi ultimi si riconosca metà dei miei connazionali (ma per fortuna meno della metà dei miei concittadini, per ora). Che dire... spero vinca il voto del buon senso e non il vuoto dell'arroganza del potere. Lo spero davvero. Ora aspettiamo.

martedì 2 giugno 2009

Le Donne si difendono

4 : commenti
Pubblico un comunicato uscito oggi in concomitanza della festa della Repubblica. C'è chi pensa di fare un favore alle donne usandole come soprammobili, veline, ornamenti; chi pensa - come me - che se ce ne fossero molte più in politica, allora i governi saprebbero gestire meglio problemi e tensioni sociali. Ma parlo di Donne con la D maiuscola, salite ai vertici per loro merito, non di quelle che poi devono continuare a rendere il favore al loro "capo".

Roma, 2 giugno - (Adnkronos) - "Con il loro voto il 2 giugno del 1946 le donne hanno contribuito a porre le basi della Repubblica italiana e della democrazia in questo Paese. Le 21 donne dell'Assemblea Costituente hanno posto le fondamenta dei principi e dei diritti che sono alla base della nostra convivenza civile e della costruzione di un'Europa pacifica e unita. Oggi, a cinque giorni dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, il primo che rappresenta direttamente oltre 500 milioni di cittadini che in maggioranza sono donne, in Italia proprio le donne sono totalmente oscurate e tradite da un'immagine degradata o mercificata" Lo ha dichiarato oggi Silvia Costa, Grande Ufficiale della Repubblica e candidata al Parlamento europeo per il Partito democratico, prima firmataria dell'Appello "2 giugno - Per una Repubblica che rispetti le donne", presentato oggi a Roma.

Si tratta di un documento sottoscritto da donne insignite delle più alte onorificenze della Repubblica Italiana, insieme alle donne candidate al Parlamento Europeo, alle parlamentari del Pd e a donne rappresentative della società civile, delle professioni e delle istituzioni. ''La crisi - ha proseguito Costa - la pagano soprattutto le donne e i giovani. Aumenta il precariato, si riduce la nuova occupazione femminile, aumenta il divario Nord-Sud. È sempre più difficile conciliare lavoro e maternità, si impoveriscono le famiglie, soprattutto quelle giovani con più figli e quelle più anziane, mentre aumentano i 'lavoratori poveri' tra i giovani e le donne".

"È per questo - ha aggiunto Costa - che ho sentito il dovere morale, prima che politico, di lanciare questo appello, cui finora hanno aderito, tra le altre, Maria Luisa Spaziani, poetessa, Bianca Tedeschini Lalli, la prima donna Rettore in Italia, Rosa Valentino, fondatrice dell'Associazione donne giuriste italiane, Susanna Diku, prima donna immigrata nominata Ufficiale della Repubblica, Suor Eugenia Bonetti, impegnata nella lotta alla tratta di esseri umani, Anna Maria Fecchio Comito, dell'Associazione Famiglie con disabili, e le candidate al Parlamento europeo Patrizia Toia, Maria Grazia Pagano, Natalia Maramotti e Rita Borsellino."

(N.B. da una fonte di cui raramente m'avvalgo)

LINK:

Stan facendo la festa alla Repubblica?

6 : commenti
ATTENZIONE: QUESTO BLOG DIFENDE IL SACROSANTO DIRITTO DI SATIRA CHE DISTINGUE LE NAZIONI LIBERE DA QUELLE NON LIBERE, IN PARTICOLARE SE RIVOLTA CONTRO CHI È SIA CAPO DI GOVERNO SIA UOMO STRARICCO E POTENTE. QUALORA RITIENI CHE IL DENARO GIUSTIFICHI E COMPRI TUTTO, NON LEGGERE OLTRE!!!

Pare che la Repubblica italiana si stia trasformando, come in una metamorfosi kafkiana. Si tratta di un particolare tipo di evoluzione della specie. Eccone alcuni esempi:

dalla Res Publica al Rex Biblico

dalla Res Publica al Rex Pubico

dalla Res Publica al Rex Multiplex

dalla Res Publica al Tyrannosaurus Rex

lunedì 1 giugno 2009

Tre francescani, tre clarisse e tre...

2 : commenti
Tre francescani, tre clarisse e tre... non sono ferratissimo in gerarchie monastiche! Si tratta di uno degli scatti fatti a Santa Maria degli Angeli l'altro ieri, virato doverosamente in bianco e nero.

Potessimo cambiare colore ai nostri ricordi come alle fotografie, quanto sarebbe tutto più facile...

Il nuovo volto del potere

0 : commenti
Ahimè, condivido quanto scrive Giuseppe d'avanzo.
Che chi è ricco possa credere di potere comprare tutto e tutti è normale, che un siffatto uomo sia a capo di un governo è un'anomalia e un pericolo per la democrazia. Il re è nudo, allora attacca a tutto tondo e senza sporcarsi le mani, tramite i suoi servitori. È sempre più in crisi, tanto da essere guardato certamente con sospetto anche da quei suoi generali che ancora sanno ragionare con la propria testa.

domenica 31 maggio 2009

Metafora esistenziale

1 : commenti
Per molti vivere è correre lungo una via.
Per qualcuno ha quattro corsie, 
per altri è uno stretto sentiero. 
Sia come sia, ciò ch'è percorso 
resta segnato alle spalle, 
ciò che viene si scorge innanzi. 


Per altri vivere è come andare per mare. 
A poppa la scia si cancella
diluita dalle correnti. 
Nemmeno a prora si vede 
una strada da percorrere: 
la rotta e in cuore a chi la traccia.

(vedi anche qui)

"Live" in Santa Maria degli Angeli - PHOTOBOOK

0 : commenti
In attesa che mi decido a comprare un flash per la mia Nikon D80, et voilà una selezione veloce degli scatti fatti stanotte - diaframma spalancato e tempi di posa più alti che potevo - al concerto in Piazza Garibaldi.

I gruppi che appaiono nelle foto sono nell'ordine: Delta Quarti, Iron Bonghi, Pissings, Nomorehate, In Fabula. Tutti di ottimo livello, ma se dovessi sceglierne uno dico Nomorehate: un muro di suono e una presenza sul palco da professionisti navigati.




















sabato 30 maggio 2009

"Live" in Santa Maria degli Angeli - SOUNDCHECK

2 : commenti
Torno ora da Santa Maria degli Angeli di Assisi, dal sound check in vista del concerto che si terrà stasera in Piazza Garibaldi con la collaborazione di Newsic Lab, SPS Audio, Servizio InfoJò dell'Ambito Territoriale 3 (Comuni di Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Valfabbrica), Cooperative sociali ASAD e La Goccia.

Si esibiranno 5 band locali:
  • Iron Bonghi
  • Delta Quarti
  • Nomorehate
  • Pissings
  • In Fabula
Non si potrà cominciare a suonare prima delle 10.40, per rispettare lo svolgimento della processione religiosa nei pressi della basilica... anche fare il sound check è stato molto problematico causa vespri!
In attesa di ritornare in loco per vedere le cinque band esibirsi, pubblico alcune foto che ho scattato poco fa.
P.S. del giorno dopo: qualche foto del concerto.

The Police - Bring on the nignt

0 : commenti
Bring on the night è una delle mie canzoni preferite di sempre, ha già una trentina di annetti ma se li porta bene... ovviamente degli indimenticabili Police.





Ed ecco una mia traduzione del testo, molto "libera" ma aderente alla metrica originale. 


Il pomeriggio piano piano 
se ne va 
la sera spiega la sua vela 
nel cielo 
ancora un altro giorno 
divide dal domani 
Dio ci dice già 
"Goodbye" 


Notte sei qua 
non ho più voglia di restare al sole 
Notte sei qua 
mi sveglio adesso che tramonta il sole

Soltanto domande 
nel futuro
salgono dal buio 
dentro me
sono state accecate
non vedono più
Dio ci dice già 
"Goodbye"

Notte sei qua 
non ho più voglia di restare al sole 
Notte sei qua 
mi sveglio adesso che tramonta il sole


The afternoon has gently 
passed me by 
The evening spreads its sail against 
the sky 
Waiting for tomorrow 
Just another day 
God bid yesterday 
Goodbye 


Bring on the night 
I couldn't spend another hour of daylight 
Bring on the night 
I couldn't stand another hour of daylight 


The future is but a 
Question mark 
Hangs above my head there 
In the dark 
Can't see for the brightness 
Is staring me blind 
God bid yesterday 
Goodbye 


Bring on the night 
I couldn't spend another hour of daylight 
Bring on the night 
I couldn't stand another hour of daylight

venerdì 29 maggio 2009

Le veline di Mussolini

8 : commenti
"Come tutti i regimi totalitari, anche quello fascista si fondava e affermava grazie al controllo dei flussi di informazione rivolti alla popolazione. La radio divenne il suo megafono, mentre i giornali vennero messi sotto il giogo delle "veline": suggerimenti, se non piuttosto imposizioni su cosa dovevano scrivere e non scrivere."
(Giancarlo Ottaviani)

Oggi si parla di velinismo a proposito degli ideali superficiali proposti dai nostri mass media come inevitabili conseguenze della modernità. Come ci ricorda Giancarlo Ottaviani nel suo Le veline di Mussolini, ai tempi dal fascismo le "veline" non erano le ballerine di Striscia la notizia ma i fogli su cui il Miniculpop (Ministero della Cultura Popolare, già Ministero per la Stampa e la Propaganda) passava ai giornali le indicazioni su ciò che si poteva e ciò che non si poteva dire .
In tal senso l'immagine utilizzata l'altro ieri dal Finacial Time - "Berlusconi non è evidentemente Mussolini: ha squadroni di veline al seguito, non di camicie nere" - offre corrispondenze e chiavi d'analisi tutt'altro che improvvide e campate per aria. Non voglio addentrarmi in questo post nei motivi per cui mezza Italia sia diventata favorevole a Berlusconi. Mi limito a parlare da una prospettiva del tutto personale. Al liceo i miei amici mi davano spesso dell'idealista... e mi sento tutt'ora tale: un idealista non può identificarsi nella linea di pensiero oggi personificata da Berlusconi. Mi spiego. Checché egli ne dica, nessuno più di lui, in questa fase storica della nostra nazione, rappresenta un voto ideologico. Quando gli ideali non trovano più terreno fertile per crescere e trovano piuttosto una lacuna da riempire, degenerano in ideologie. La sinistra stessa era da tempo degenerata in ideologia. Berlusconi un po' come la falce saturnina o l'arcano senza nome (La Morte), ha fatto piazza pulita di tutte le fronde secche, però a sua volta non ha proposto ideali, bensì una vuota ideologia, di quelle capaci di far presa in una società confusa e smarrita. Una nazione ha bisogno di leader capaci di unirla, Silvio Berlusconi, ha invece ampiamente dimostrato di essere capace soprattutto di dividerla, alimentando la polarizzazione e l'estremizzazione del conflitto destra-sinistra. Sono convinto che se la destra fosse guidata da un leader come Gianfranco Fini - il cui buon senso super partes è oggigiorno riconosciuto da ambo i fronti politici - sarebbe veramente possibile una nuova epoca di grandi riforme, concordate tra maggioranza e opposizione, e un bipolarismo sano, basato sull'alternanza costruttiva di schieramenti che una volta al governo non disfino tutto quel che trovano. In altre parole, se vedessi Berlusconi guidare l'Italia verso progresso e coesione sociale, non sarei contrario alla sua presenza nella scena politica. Purtroppo vedo avvenire esattamente il contrario. Ecco perché, pur essendo idealista, la mia è un'opposizione pragmatica non ideologica.


ALTRI LINK
la scheda dell'interessante libro di Giancarlo Ottaviani
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