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sabato 17 ottobre 2015

Se Tesla fosse nato un secolo dopo
oggi la scienza sarebbe un secolo avanti

38 : commenti
Condivido con tutti il consiglio di un nostro lettore che il 9 settembre scorso (eh sì, ero rimasto un po' in arretrato con le email!), ispirato dai commenti su auto elettriche e trasmissione di energia wireless fioccati in quei giorni sul primo post di Guido Gardini sull'App Psimeter, mi segnalò un articolo dell'ingegner Diego Barone che tratta della trasmissione di energia wireless secondo i brevetti di Nikola Tesla (1856-1946).

***
Il sistema Wireless di Tesla 

Prima di tutto ... cos'è il "Sistema Wireless di Tesla"?
È un metodo per trasmettere energia a distanza in grande quantità e con rendimenti elevati. Probabilmente l'idea di base prevedeva la possibilità, per chiunque, di prendere un ricevitore adeguato, collocarlo in qualsiasi posto del mondo ed avere pronta l'energia elettrica di cui aveva bisogno. Detto così sembra una cosa fantascientifica (un po' come la pubblicità dell'Enel dove un tizio fa tre buchi nella sabbia  e attacca la spina...), in realtà con questa pagina dimostrerò che è realmente realizzabile.
ATTENZIONE: che sia realizzabile non vuol dire che si presti ad essere utilizzata correntemente e senza rischi!
Per dimostrare che non sto dicendo bischerate e che non sto semplicemente riproponendo le solite storie lette e rilette in giro per internet, pubblico una foto...


Ci sono tre bobine:
  • La bobina di mezzo è il trasmettitore
  • Le due bobine ai lati sono due ricevitori distinti. Ogni bobina alimenta una lampada a incandescenza da 75W (che poi sono quei "globi" luminosi che saturano la fotocamera...)
In questo esperimento, il TX è alimentato con 170W e sulle lampade dei ricevitori ho complessivamente 150W. Il rendimento complessivo (inteso come potenza ricavata ai ricevitori rapportata alla potenza assorbita dalla rete) sfiora un 88,2%, e questo senza alcuna regolazione né di sintonia dei ricevitori né di adattamento del carico...
Basta, cominciamo con le spiegazioni.

I brevetti di Tesla Tutti i brevetti di Tesla sono liberamente consultabili direttamente dal sito dell'ufficio brevetti degli Stati Uniti (www.uspto.gov) oppure anche tramite wikipedia. Ce ne sono parecchie decine, che spaziano dai generatori (e sistemi di regolazioni più o meno curiosi), ai motori, alle lampade (ad arco, a fluorescenza...), ai trasformatori (risonanti e non), ai sistemi di trasporto dell'energia elettrica. In questa sede ci interessano soprattutto i tre brevetti seguenti:
C'è poi un documento estremamente interessante che si trova in giro con google e che riassume un po' tutto l'argomento. Non so quanto sia ufficiale, anche se dal sottotitolo sembra che sia scritto dallo stesso Tesla, ad ogni modo lo riporto poiché è davvero molto utile:
"The True Wireless" è scritto con una marcata vena polemica nei confronti della teoria della propagazione di Hertz (che, con un po' troppo impeto, viene in qualche modo definita come una aberrazione della mente umana), e sinceramente è molto divertente leggerlo...
***
E io consiglio ingeneri, fisici, elettrotecnici e appassionati di cliccare il seguente link per continuare a leggere tutto l'articolo
e di mettere tra i bookmark tutto il sito di Diego Baroni che (oltre a trattare di Tesla in diversi altri post) si occupa di parecchia altra roba da amatori di elettronica, audio professionale ecc. (vedi indice in home page)

Tornando a Tesla, concludo con una battuta: se fosse nato un secolo dopo, oggi la scienza sarebbe un secolo avanti. 
Di certo non viviamo nel miglior universo parallelo possibile! ;-)

venerdì 16 ottobre 2015

Scienza e LENR:
per gli scienziati svedesi siamo a una svolta!

95 : commenti
Versione italiana, autorizzata dal giornalista scientifico Mats Lewan, di Swedish scientists claim LENR explanation break-through, pubblicato il 15/10/2015 sul blog An Impossible Invention. Traduzione di Daniele Passerini.
***

Scienza e LENR:
per gli scienziati svedesi siamo a una svolta!

Rickard Lundin, photo: Torbjörn Lövgren, IRF.
In poche parole sarebbe non una nuova fisica, ma un poco noto effetto fisico che descrive l'interazione della materia con campi elettromagnetici — forze ponderomotrici di Miller — la chiave per spiegare il rilascio di energia e i cambiamenti isotopici che avvengono nelle LENR. Questo è ciò che Rickard Lundin e Hans Lidgren, due scienziati svedesi di alto profilo, affermano illustrando la loro teoria in un articolo intitolato Spallazione nucleare e cattura neutronica indotta da onde di forza ponderomotrici (qui l'articolo integrale) che verrà presentato Venerdì 16 ottobre in Francia, all'11° Workshop internazionale sulle anomalie nei metalli caricati con idrogeno, ospitato da Airbus a Tolosa.

L'idea di base
è che le forze ponderomotrici a frequenze di risonanza strappino dei neutroni a elementi come il deuterio e il litio, e che questi neutroni vengono poi catturati, per esempio, dal nichel, con conseguente rilascio di energia, come previsto dalle leggi fisiche già note.

Lundin e Lidgren hanno condotto con successo un breve esperimento e hanno verificato che i loro calcoli sono compatibili ai risultati ricavati da esperimenti LENR ben noti, come il Lugano report sull'E-Cat di Andrea Rossi. All'inizio del 2015 hanno anche depositato una domanda di brevetto che descrive il processo.

"Abbiamo fatto un esperimento per conto nostro, ma ci siamo fermati lì. Ci siamo resi conto di essere seduti su una sorgente di neutroni e questo non è qualcosa si dovrebbe fare in cantina," mi ha detto Rickard Lundin, professore di Fisica dello Spazio presso l'Istituto Svedese di Fisica dello Spazio (IRF) e membro della Reale Accademia Svedese delle Scienze (KVA)*.

Gli scienziati si stanno ora preparando per un esperimento ben pianificato con tutte le necessarie misure di sicurezza, preferibilmente con un reattore dal corpo trasparente in quanto l'effetto, secondo gli scienziati, rilascerebbe parecchia luce.

Le forze ponderomotrici derivano dalla parte elettrica dei campi elettromagnetici oscillanti, e agiscono su tutte le particelle, corpuscolari o plasmatiche. Sono tutte caratterizzate da un trasferimento di energia elettromagnetica e momento angolare a particelle cariche o non cariche. Una di loro, la forza di gradiente, funziona indipendentemente dal segno delle cariche.

All'inizio il fenomeno era stato pensato per descrivere la "pesantezza" della luce — la capacità della luce di avere una forza di "spinta" sulla materia. Ciò che Lundin e Lidgren hanno studiato e pubblicato nel 2010 è che il fenomeno ha una frequenza di risonanza, specifica per ogni particella o cluster di particelle, e che la forza aumenta vicino alla frequenza di risonanza, essendo repulsiva dal lato della bassa frequenza, ma attrattiva dall'altro.

"Tali forze non sono intuitivamente prevedibili, sono proprio un po' strane: fanno sì, per esempio, che corpi caldi attraggano materia," dice Lundin.

Hans Lidgren
Lidgren, Magister Scientiae in Ingegneria Fisica, e cofondatore della società di esplorazione petrolifera Rex International Holding, ha iniziato a indagare il fenomeno dopo avere scoperto strane caratteristiche nelle orbite dei satelliti, analizzando le rilevazioni dei satelliti altimetrici finalizzate a rilevare potenziali giacimenti di idrocarburi.

Sarebbe giusto aspettarsi che la luce del sole eserciti una forza di spinta sui satelliti, ma Lidgren scoprì il contrario. Dopo un esperimento con il pendolo nel vuoto, che mostrava lo stesso effetto, Lidgren e Lundin hanno pubblicato il loro documento "Sull'attrazione della materia per opera della forza ponderomotrice di Miller".

Lundin era un collega all'Accademia delle Scienze (KVA)* del compianto Prof. Sven Kullander, precedente capo del Comitato Energia della KVA. Il Prof. Kullander fu strettamente coinvolto nelle indagini svolte dai ricercatori svedesi sui dispositivi di Andrea Rossi. L'interesse di Lundin è iniziato con la pubblicazione del Lugano report.


"Quando ho visto il Lugano report e gli shift isotopici tutto è diventato così evidente," ha detto Lundin.

Ha spiegato che l'estrazione di neutroni dai nuclei di deuterio e/o litio richiede energia, e che il trucco è farlo nel modo più efficiente.

"Il nostro metodo è più accurato, poiché usa la minore quantità possibile di energia [attraverso la risonanza] per liberare neutroni. Altri, come Rossi stanno creando turbolenze attraverso onde quadre [nella corrente elettrica che alimenta le resistenze per il controllo della reazione — onde quadre contenenti un gran numero di armoniche e quindi molte frequenze differenti], e ottengono uno spettro d'onda turbolento col rischio che alcune frequenze diventino po' troppo alte," ha spigato Lundin.


Dopo questa intuizione, Lundin ha continuato a mantenere un basso profilo in quanto l'argomento è decisamente scottante, anche a causa di una situazione conflittuale creatasi all'interno dell'Accademia delle Scienze a partire da quando Kullander dichiarò apertamente il suo interesse per la tecnologia LENR e Rossi.

"Penso che chi è critico lo sia per paura, dovuta a quanto questa ricerca è stata molto stigmatizzata in passato. Se c'è qualcosa che gli scienziati temono è diventare dei paria. Ci vuole un sacco di coraggio per andare contro le interpretazioni più accreditate, ma penso di appartenere a quel genere di persone che hanno imparato a incassare le critiche," ha detto Lundin.

Lundin e Lidgren hanno presentato il loro articolo sia al sito web di prestampa "open" Arxiv.org sia alla rivista peer-reviewed "Plasma Physics and Controlled Fusion" (PPCF), ma entrambi hanno rifiutato persino che i loro revisori gli dessero uno sguardo, PPCF sostenendo "che il contenuto di l'articolo non rientra tra gli scopi della rivista ". Arxiv.org ha pure impedito a Lundin di presentare ulteriori articoli nei mesi di luglio e agosto.

"Ho dei precedenti abbastanza buoni molte pubblicazioni e questa è la prima volta che mi capita qualcosa del genere. È scortese non offrire una semplice revisione. Per me è importante ricevere commenti e critiche dai colleghi ricercatori che possono dire "questo non può essere corretto" al fine di migliorare l'articolo," ha detto Lundin.

Per quanto riguarda la giustificazione addotta da PPCF, Lundin ha commentato:

"La parola plasma è usata almeno 50 volte nel testo, ed è fondamentale per il processo di spallazione così come lo descriviamo. Tuttavia non si tratta della "fusione controllata" nel senso classico — fusione di due elementi/isotopi tramutati in un nuovo elemento (per esempio, deuterio + trizio --> elio + 1 neutrone). Ma di certo si può ancora descriverla come una fusione. Cattura neutrononica significa che un neutrone libero è fuso con un nucleo/elemento che viene così a essere trasmutato in un isotopo più pesante dello stesso elemento (per esempio 58Ni + 2n --> 60Ni + energia). Il problema è probabilmente il terrore che si è sviluppato nel corso degli anni nel maneggiare il termine fusione fredda (e LENR)."

È stata Elisabeth Rachlew, professore emerito e ricercatore della fusione calda e del plasma presso lo Swedish Royal Institute of Technology, e anche membro della KVA* e successore del Prof. Kullander a capo del Comitato Energia della KVA, che ha consigliato a Lundin e Lidgren a presentare l'articolo a PPCF. La Rachlew ha fatto anche una revisione dell'articolo.

"Pensavo che l'articolo fosse molto interessante, e sono rimasta stupita di vedere che non era nemmeno stato inviato ai revisori. PPCF avrebbe dovuto inviatre la sua risposta immediatamente, invece ci sono voluti mesi. Immagino che fossero angosciati," ha detto la Rachlew.

Il vantaggio della teoria
di Lundin e Lidgren, a parte il fatto che quadra con i dati sperimentali e le osservazioni, è che non c'è bisogno di superare la barriera di Coulomb — la forza repulsiva tra i nuclei di carica positiva nel concetto tradizionale di fusione, che è uno dei motivi per cui molti scienziati ritengono che la fusione fredda sia impossibile.

"Ho anche pensato così — non si può superare la barriera di Coulomb [a basse temperature]. E quindi fondere nuclei e protoni non funziona. Si può forse avviare un processo molto debole, ma non raggiungere un livello in cui si abbia un significativo rilascio di energia," ha detto Lundin.

I neutroni, che non hanno carica, possono essere facilmente catturati da un nucleo atomico senza questo problema. C'è anche qualche altra teorie LENR basata sui neutroni, ma ciò che questo modello aggiunge è una solida spiegazione della loro provenienza, che spesso manca in altri modelli.

"Il nostro modello descrive un processo piuttosto naturale. Costituisce probabilmente uno dei principali contributi al mantenimento di una temperatura elevata all'interno della Terra, dato che c'è alta pressione, alta temperatura e buona disponibilità di neutroni per produrre elementi [attraverso questo processo] con risorse fondamentalmente illimitate di deuterio," ha detto Lundin.

Nelle conclusioni del report, gli autori scrivono:

"Questo report dimostra, teoricamente e sperimentalmente, che la produzione di energia nucleare può essere alloggiata in reattori piuttosto piccoli, che operano a temperature modeste (≈900-2000° C), e produrre potenza sostenibile nell'ordine di 1-10 kW – con un minimo consumo di combustibile (pochi grammi all'anno). (...) La magnitudine della potenza in uscita, erogata da una minuscola quantità di combustibile, dimostra che si tratta di un processo nucleare con grandi potenzialità. Correttamente utilizzato il processo potrebbe diventare una fonte di energia illimitata e sostenibile, producendo essenzialmente rifiuti con radioattività di breve durata."


E nei ringraziamenti:

"(...) Siamo particolarmente grati al Prof. Sven Kullander, che ha promosso l'idea che avvenisse un processo nucleare nel cosiddetto "esperimento Rossi", fino al momento amaro della sua morte (2014). Il diligente lavoro svolto dal Prof. Kullander dentro la Commissione per l'Energia presso l'Accademia Reale delle Scienze, e il suo apporto all' "esperimento Rossi", è stato determinate per questo lavoro."

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Post scriptum. La persona che per prima
mi ha parlato di questa ricerca è stato un altro membro dell'Accademia delle Scienze*, membro dell'Accademia Reale Svedese delle Scienze Ingegneristiche (IVA) ed ex vicepresidente della ricerca e sviluppo per la multinazionale svedese-svizzera ABB, società che si occupa di energia, robotica e automazione, il Prof. Harry Frank — giusto per dare un'idea del livello l'interesse raggiunto dalle LENR in Svezia, mentre gli editori scientifici della radio nazionale svedese, SR, e alcuni scienziati insistono brutalmente a sostenere che è tutto un imbroglio, o almeno che nulla è mai accaduto in questo campo, e che nulla probabilmente mai accadrà. SR è stato anche premiato per questo.

 
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* I Comitati dell'Accademia delle Scienze, KVA, agiscono come Consigli di selezione per i Premi Nobel per la Fisica e Chimica.

lunedì 5 ottobre 2015

L'App PsiMeter fra pseudo-casualità e decadimento radioattivo

32 : commenti
(post di Guido Gardini)



Lo PsiMeter, App Android per misurare le facoltà Psi, è uscito dalla fase di beta-test e ora è presente, gratuitamente e senza pubblicità, sulla vetrina virtuale di Google Play. Finora gli esperimenti con carte Zener virtuali venivano condotti principalmente in due modi puri e un modo ibrido:
  1. in laboratorio, con un generatore true-random impiegante una sorgente radioattiva o un diodo Zener,  potenzialmente con una platea di pochi soggetti che effettuano prove;
  2. su internet o nelle App per smartphone con l'uso di generatori pseudo-random, con ben noti algoritmi deterministici e utilizzati da una grande quantità di persone;
  3. con un compromesso che sfida a volte logica e buonsenso, usando autentici numeri true-random, ma già memorizzati, per condurre ad esempio esperimenti di precognizione oppure di micro-pk.
Partendo da queste considerazioni, maturate nel tempo (anch'io in passato avevo realizzato una pagina web con un approccio di tipo 2), mi sono reso conto che si poteva realizzare un generatore true-random funzionante in tempo reale utilizzando uno smartphone.
La realizzazione di un tale generatore, seguendo le varie discussioni presenti in rete, è del tutto sconsigliata, poiché, nella maggioranza dei casi, presenta molti svantaggi rispetto al più affidabile generatore pseudo-random.
Per l'impiego specifico era però assolutamente necessario e così, dopo mesi di tentativi, ho completato il generatore e il cammino verso l'App è diventato tutto in discesa.
Ora potenzialmente non sono disponibili solo pochi generatori true-random da laboratorio, ma oltre un miliardo di smartphone con cui condurre esperimenti.

Poiché mi sono basato su di un'esperienza precedente anche se datata, per non ripetermi troppo ho anche cercato di innovare il test: oltre alle carte Zener, necessarie anche come confronto con tutte le prove in letteratura, ho voluto introdurre carte rappresentanti sport e utensili e, nella versione attuale, anche cerchi colorati.
In particolare inserendo anche carte con attività sportive e strumenti di lavoro ho voluto ricordare gli esperimenti di Piero Cassoli che, tanti anni fa, aveva ottenuto buoni risultati rappresentando scene di vita vissuta.
Chi proverà l'App mi farà qualcosa di molto gradito se manifesterà le sue obiezioni o correggerà eventuali errori nella versione inglese o spagnola (basta cambiare lingua dalle impostazioni per vederle).

Per installare l'App si può usare il link https://play.google.com/store/apps/details?id=it.guido.android.pr01.psimeter, mentre, per seguire l'evoluzione di questa realizzazione, oltre alla pagina Facebook https://www.facebook.com/psimeter, c'è il blog http://www.psimeter.it.

sabato 3 ottobre 2015

Cercansi in Umbria 20 giovani diplomati da formare come tecnici superiori per la ricerca e lo sviluppo di prodotti e processi a base biotecnologica

6 : commenti
Approfitto di questo weekend per aprire nel blog un piccolo spazio rivolto ai giovani umbri con diploma di maturità che stanno cercando idee per il proprio futuro.
Innanzi tutto un mea culpa del sottoscritto! ;-)

Negli ultimi anni il mondo della scuola ha vissute molte trasformazioni, tra cui la quella dei cicli di istruzione della scuola superiore che rilasciano i diplomi. È scomparsa per esempio la sigla ITIS (Istituto Tecnico Industriale Statale), sostituita dalla sigla IIS (Istituto di Istruzione Superiore) che comprende sia i precedenti istituti tecnici, sia i precedenti istituti professionali.
Ruolo dell'ITS all'interno del sistema di istruzione italiano.
E confesso che fino a pochi giorni fa - ammetto l'ignoranza - confondevo ITIS e ITS! Invece gli attuali ITS, a dispetto dell'assonanza, non hanno proprio nulla a che vedere con i vecchi ITIS.
Gli ITS (Istituto Tecnico Superiore) sono scuole di specializzazione post diploma finanziate da MIUR, Regioni e imprese private, al fine di formare giovani “super tecnici” con profili realmente spendibili nel mondo del lavoro. 
I giovani che escono dalla scuola secondaria di secondo grado possono dunque iscriversi, in alternativa all'Università, a un ITS, dove trovano un po' meno didattica teorica e un po' più didattica pratica e applicativa, con stage presso imprese e professionisti (coinvolti anche nella definizione dell'offerta formativa e nello svolgimento delle docenze).
Gli ITS rilasciano il “Diploma Ministeriale di Tecnico Superiore” – certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche – EQF  riconosciuto in tutta l’Unione Europea.
  1. Automazione e Sistemi Meccatronici
  2. Innovazione e Qualità delle Abitazioni
  3. Responsabile delle produzioni e delle trasformazioni agrarie, agroalimentari e agro-industriali
  4. Ricerca e sviluppo di prodotti e processi a base biotecnologica
  5. Marketing e Internazionalizzazione delle Imprese
Un corso che mi sembra particolarmente interessante è il n. 4, quello a indirizzo biotecnologico. 
La figura professionale che ne viene formata (Tecnico superiore per la ricerca e lo sviluppo di prodotti e processi a base biotecnologica) è in grado di:
  • operare nei comparti chimico, chimico-farmaceutico, ambientale e dei biomateriali sia in attività di ricerca e sviluppo sia in attività di pianificazione, realizzazione, gestione e controllo di progetti, processi, attività e impianti;
  • contribuire alla corretta applicazione delle procedure di produzione, nel rispetto di standard-qualità, normative internazionali, comunitarie e nazionali che disciplinano i comparti;
  • interviene nella valutazione dell'impatto ambientale degli impianti e delle emissioni per garantire l'eco-sostenibilità dei processi e dei prodotti.
Per finire qualche numero: i posti disponibili sono 20, le ore formative sono 1800 (distribuite in 4 semestri) di cui 1000 in aula/laboratorio e 800 in azienda. Il costo è zero: la partecipazione ai corsi è gratuita.

Nella scheda informativa trovate ulteriori spiegazioni, aree didattiche e unità formative, recapiti per contattare l'ITS Umbria.

martedì 29 settembre 2015

Aggiornamenti sull'attività di ricerca LENR del gruppo di lavoro di Francesco CELANI all'INFN (Live Open Science)

560 : commenti
(Post di Francesco Santandrea a.k.a. SPAXIO)


Dopo la partecipazione all’ICCF19 nell’Aprile di quest’anno Francesco Celani, ricercatore dell’INFN presso i Laboratori Nazionali di Frascati, ha recentemente pubblicato il suo contributo per gli atti della conferenza tenutasi a Padova.


Le sperimentazioni LENR condotte sono in continuo sviluppo, il reattore è arrivato alla terza generazione e si è ottenuto un consistente aumento della resa termica.


Ricordiamo inoltre che nel reattore c'è una generazione di corrente elettrica macroscopica non spiegabile con l'Effetto Seebeck.


Rendering del reattore di 3a generazione

L’articolo, “Observation of macroscopic current and thermal anomalies, at high temperature, by hetero-structures on thin and long Constantan wires under H2 gas” ha avuto una genesi complessa per il desiderio di includere anche gli sviluppi sperimentali iniziati pochi giorni prima della Conferenza.

In breve è dal Febbraio 2015 che è stato introdotto un nuovo tipo di configurazione sperimentale chiamato di terza generazione.

Dapprima è stata fatta una serie di piccoli nodi lungo i fili stessi, successivamente, è stata sviluppata una procedura per depositare ferro di dimensioni nanometriche sulla superficie dei fili di costantana nanostrutturati utilizzati all’interno del reattore.


Per quanto riguarda l’eccesso di potenza, il miglior risultato è stato di 15 W contro una potenza in ingresso di 100 W in atmosfera di Xe/H2.
L’introduzione dei nanostrati di ferro e dei nodi ha anche aumentato e stabilizzato la tensione e la corrente spontanee misurate ai capi del filo non alimentato, fenomeno che era stato fortuitamente scoperto il 26 Giugno 2014.
Nell’articolo vengono elencati un certo numero di fenomeni candidati alla giustificazione degli eccessi termici negli esperimenti realizzati, inclusi quelli correlati alle reazioni di dissociazione/ricombinazione dell’Idrogeno.

Accanto alle già note proprietà catalitiche della Costantana, si aggiungerebbero l’adsorbimento dell’idrogeno atomico da parte della superficie delle guaine di vetro che rivestono i fili e il nucleo del reattore e il fenomeno di localizzazione dell’energia alle nanoscale osservato in molti altri esperimenti.
Infine, vengono messe in evidenza le somiglianze tra il lavoro di Celani e quello del Prof. Leif Holmlid (Università di Gothenburg - Svezia) per quanto concerne la materia di Rydberg e il suo reattore basato sulla Fusione a Confinamento Inerziale.
In questi giorni sono iniziate indagini sistematiche sull'eventuale emissione di raggi gamma utilizzando un spettrometro gamma Berthold LB125 (sensibile ai raggi gamma nel range di energia 25-2000 keV). Lo spettrometro è stato collegato ad un software di acquisizione dati su PC.

Screenshot del software di acquisizione 

Ricordiamo che la prima evidenza sperimentale di una debole emissione gamma utilizzando come gas “attivo” il Deuterio (invece dell’Idrogeno) è avvenuta nel Luglio 2012, come brevemente riportato nell’articolo.

Per chi fosse interessato, è possibile scaricare il paper in formato pdf al link che segue.

Paper accepted  for Publication, on Journal, 
as Conference Proceedings of ICCF19:



Francesco Santandrea  

P.S. di Daniele Passerini 

Colgo l'occasione del post di SPAXIO, dedicato all'ultimo articolo del gruppo di ricerca di Celani, per ricordare che si terrà a Terni tra pochi giorni, sabato 3 ottobre 2015, il convegno LENR e le altre rinnovabili con relatori quali Celani, Abundo, Mastromatteo et cetera. Trovate programma ed eventi collaterali del convegno sul sito dell'organizzatore, il giornalista e blogger Claudio Pace. 

Un appuntamento da non perdere sia per addetti ai lavori sia per appassionati del mondo LENR... ahimè non potrò esserci, ma ospiterò volentieri su 22passi i contributi di chi parteciperà e vorrà farci un resoconto.

sabato 26 settembre 2015

Sigilli o UFO? Rami e ornamenti floreali o cavi e terminali? Alberi o stazioni di ricarica? Borse o batterie? A voi la scelta!

64 : commenti
(post di Domenico Canino)

1. Stampo del Sigillo AO22347 (Louvre)
La storia si fa con i reperti, non con le favole. 

E dalla ricerca archeologica vengono spesso fuori reperti che sembrano voler sfidare e cambiare la Storia raccontata sui libri di scuola. Mai gli studiosi fedeli alla tradizione, abituati come sono ad incasellare gli oggetti nelle loro griglie di universo conosciuto, non si scompongono di fronte a qualcosa che cozza con le loro ricostruzioni del passato: deve trattarsi immancabilmente di una pareidolia!

2. Navicella con passeggeri?
Esempio: ho visto numerosi (oltre 50) sigilli di epoca sumero-accadica sui quali sono rappresentati oggetti volanti (con uomini a bordo) che vengono abitualmente interpretati e descritti da archeologi e storici come “dischi solari” simbolici rappresentanti divinità. E se invece gli oggetti volanti (volanti perché sempre in alto e sospesi) fossero semplicemente quel che appaiono, cioè velivoli con a bordo passeggeri e piloti? No - risponderebbe la maggioranza degli studiosi - questo è impossibile perché ai tempi delle civiltà mesopotamiche “non potevano esistere” siffatte macchine volanti!

Il mio interesse specifico nasce dallo studio del sigillo AO22347 (foto 1) conservato al Louvre  di Parigi. È un sigillo di pietra cilindrico, che premuto e rotolato sull’argilla fresca imprime un'immagine. Questa immagine potrebbe raccontarci di una navicella sospesa sopra un dispositivo e quest'ultimo essere sia un'antenna che una stazione di ricarica energetica. Per gli studiosi è semplicemente un ”albero simbolico”, ma se fosse davvero un albero dovrebbero spiegare perché dall’oggetto volante scendono due cavi con dei terminali a forma di presa, e perché ci sono due inservienti /manovratori che maneggiano i cavi, come per collegarli.
3. Sigillo conservato in un museo tedesco: cavi di ricarica?
4. Cavi di ricarica su una stazione energetica?
Mah, si potrà dire, un solo sigillo non può essere frutto di una rappresentazione fantasiosa? Eppure ho trovato e studiato tanti altri sigilli che rappresentano sempre la stessa scena con molte varianti: spesso ci sono i cavi, spesso ci sono stazioni di ricarica (che emettono onde), spesso ci sono degli individui che si avvicinano alla stazione con delle “borse” che potrebbero essere batterie.

6. Tavola Maya che mostra un uomo con una "borsa" simile.
Una di queste “borse” è conservata in un museo iracheno. Curiosità aggiuntiva, ho trovato una stele maya (di migliaia di anni dopo) dove vediamo lo stesso tipo di  “borsa” in mano ad un uomo vicino a una macchina.

5. Borsa o batteria sumera?


7. Velivolo con pilota, esseri con borse-batteria, persone con cavi e terminali, una stazione di ricarica...?
Notevoli anche i seguenti esempi:

8. Sigillo conservato al Metropolitan Museum (New York).
9. Tavola proveniente da Nimrud (British Museum - London).
10. Sigillo assiro della Collezione Carnelian (British Museum - London).
Inoltre ci sono diverse altre scene di velivoli che sorvegliano scene di caccia, e tanto altro ancora. 

11. Sigillo assiro con scena di caccia (British Museum - London)
Ultima curiosità, si trovano sigilli sumero-accadici in cui vengono rappresentate capanne/tende nelle steppe pianeggianti, in mezzo ai pascoli di animali. Da queste capanne vengono fuori degli strani dispositivi con dei cerchi, che potrebbero essere interpretati come antenne radio.
12. Antenne su capanna?

Questo è quello che vedo io.
Ora, dopo aver osservato le immagini con attenzione, sarebbe interessante sapere cosa vedete voi!

venerdì 18 settembre 2015

Le LENR volano in Francia grazie ad Airbus

141 : commenti
Geneste
Jean-François Geneste - Airbus Group
Si avvicina il giorno del Worhshop sulle LENR organizzato, insieme all'ISCMNS (1) da Jean-François Geneste, Direttore Scientifico di Airbus Group Innovations.

La carriera di Jean-François Geneste ha percorso tutte le aree dell'aeronautica: missili, satelliti, veicoli di lancio, aerei, elicotteri. Ha lavorato anche nel campo della matematica pura e applicata, in particolare nel settore della crittografia dove ha scoperto una trentina di teoremi. Più recentemente si è occupato di Fisica e ha proposto modelli teorici alternativi fisici.. Ha lavorato con fisici francesi e russi sulla materia dei monopoli magnetici. Egli è autore di oltre una trentina di brevetti in diversi settori che vanno dai sistemi aerospaziali ai motori termici, ma riguardano anche per aerodinamica, crittografia, tessile, strutture ecc. Oltre ad alcuni aspetti industriali, la sua ricerca si concentra sulle geometrie non-archimedee applicate alla fisica. (2)

In Francia i ricercatori come Jean-François Geneste finiscono per occuparsi di LENR, in italia i ricercatori che si occupano di LENR vengono messi all'indice... Galileo Galilei oggi emigrerebbe oltralpe.

Grazie a lern-forum.com (3) possiamo già dare un'occhiata al programma in via di definizione del Workshop ISCMNS sulle LENR che si terra il 15-16 ottobre alla Airbus a Toulouse.
 
Giovedì 15 ottobre 2015


09:00 Jean-François Geneste
Welcome address | Airbus and LENR
09:30 Frederic Henry-Couannier
From dark gravity to LENR
10:05 Stephane Neuville
Quantum Electronic Atomic Rearrangement in Solids by H2 recombination energy release on DD nuclear syntheses under irradiation of deuterium
Electron Deep Orbits of the Hydrogen Atom
11:15 Pausa
11:45 Fabrice David
Hydrogen isotopes in alloys: hypotheses and experiments
12:20 X.Z. Li
Lithium 6: an important fuel in condensed matter physics
12:55 Pranzo
DD nuclear syntheses under irradiation of deuterium loaded Pd anode by auto electron beams at pulse vacuum discharge
15:00 Jean-François Geneste 
Energy creation

Venerdì 16 ottobre 2015


09:00 Jacques Dufour
Unconventional heat observation in the hydrogen/iron/sodium system
09:35 Rickard Lundin, Hans Lidgren
Power generation by resonant isotope transmutation of nuclides
Investigation of heat release during irradiation by ion beams
11:45 Pausa
Replication attempts of the Parkhomov experiment
Phenomenological model of collective Low EnergyNuclear Reactions
12:30 K.P. Budko, A.I. Korshunov
Calorimetric investigation of anomalous heat production in Ni-H systems
13:05 Jacques Ruer
Can craters and hot spots be explained by Erzions or exotic particles? | Analysis of the potential behaviour of the energy catalyzer in the patent US 9115913 B1
13:45 Pranzo
15:00 Jean-François Geneste 
LENR from experiment to theory
16:00 Pausa
16:30 Conclusioni
  1. http://www.iscmns.org/
  2. http://www.cepadues.com/auteur/geneste-jean-francois/263.html
  3. http://www.lenr-forum.com/forum/index.php/Thread/1809-11th-International-Workshop-on-Anomalies-in-%E2%80%A8Hydrogen-Loaded-Metals-in-Airbus-To/?postID=7661#post7661

lunedì 14 settembre 2015

Cercansi laureandi UniBO per tesi di laurea sulla progettazione di schede con microcontrollore per Flipper!

104 : commenti

Questo pomeriggio Giuseppe Levi ha pubblicato e condiviso questo annuncio sul proprio profilo facebook:
Avendo conosciuto l'ing. Fulvio Fabiani nel corso della mia attività professionale e condividendo con lui numerosi interessi nel campo dell'informatica e dell'elettronica decisi di accettare un incarico di consulenza presso la sua azienda nell'ambito della progettazione di schede con microcontrollore per Flipper. Tutti gli incarichi sono stati autorizzati dalla Università di Bologna e sono registrati.
In questo ambito saranno date anche TESI di Laurea. Gli interessati mi contattino.
Considerato che il Dr Levi ha conosciuto l'ing. Fabiani (Quantum Leap LLC) grazie all'E-Cat di Andrea Rossi, possiamo dire che si tratta di una ricaduta inaspettata dal mondo delle LENR a quello del pinbal... del resto proprio a Bologna si trova il Museo del flipper!

Ma non è uno scherzo. Il progetto di tesi per l'Alma Mater sui microcontrollori per flipper è estremamente serio e si cercano laureandi in gamba!
 

martedì 8 settembre 2015

PsiMeter, un'App oltre la misura dell'ESP

33 : commenti
(Post di Guido Gardini)





A qualcuno la parola parapsicologia provocherà un'immediata reazione allergica, qualcun altro la assocerà al mostro di Loch Ness, ma non ha importanza, scrivo solo per i due o tre lettori disposti a seguirmi fino alla fine... del post.
Scopo della parapsicologia è studiare le facoltà Psi, a prescindere da quale spiegazione possano avere. Un test per lo Psi ideato negli anni '30 da J. B. Rhine (1895-1980) usa le carte Zener (il nome deriva da quello di un collaboratore dello stesso Rhine).
Anni fa mi ero già cimentato nella realizzazione sul web di una pagina in cui proponevo di indovinare quali simboli Zener fossero presenti in una sequenza di carte di cui veniva mostrato il dorso. La prova era insoddisfacente per vari motivi: il feedback degli utenti, tramite email, era molto limitato e non era possibile una statistica del complesso delle prove.
Recentemente mi sono reso conto che con un'App molti dei limiti tecnici che avevo avuto all'epoca erano ormai superabili e allora mi sono dedicato per vari mesi alla costruzione di Psi Meter.
Fra le principali caratteristiche dell'App Psi meter evidenzio queste:
  • misura sia dell'ESP che della PK, quindi chiaroveggenza, telepatia, precognizione (Psi cognitivo) e anche psicocinesi (Psi cinetico);
  • immagini di discipline sportive e utensili oltre ai tradizionali simboli Zener;
  • un numero ampiamente variabile di prove per ogni misura;
  • un Misuratore di Psi che fornisce il risultato insieme alla sua trattazione statistica.
Per diventare betatester, cioè provare l'App in questo pre-rilascio, si può seguire il link
tenendo presente che oltre ad avere uno smartphone Android è necessario essere loggati con il proprio account Google.
Ho definito una fan page Facebook (https://www.facebook.com/psimeter) per chi desidera condividere l'esperienza d'uso.

Anziché annoiare, dando ora altri dettagli o rispondendo preventivamente alle possibili obiezioni, preferisco fornire ogni precisazione come risposta ai commenti, che invito ovviamente a scrivere solo dopo che avrete verificato di persona le reali funzionalità di Psi Meter.

 NEW  Post Scriptum del 05/10/2015
L'App ha terminato il beta-test, vedi il nuovo post per i dettagli.
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