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domenica 23 gennaio 2011

L'incontro tra Margherita e il Maestro

3 : commenti
Come promesso torno a parlare di letteratura e  amore, pure se per me ora non è tempo di amare... forse non è male, perché una volta tanto sto dedicando le mie energie a me stesso più che a una donna. Fermo restando che mi porto dentro, stampata nel cuore, una tra tante frasi toccanti di Into the wild: happiness only real when shared.

Da Il Maestro e Margherita, il capolavoro di Bulgakov, riporto un passo indimenticabile, l'incontro tra Margherita e il Maestro, molto di più che un "semplice" colpo di fulmine! E sfido a scagliare la prima pietra chi non ha mai sognato di essere protagonista di un incontro così.
Sono state pubblicate innumerevoli traduzioni di questa opera, in libreria ne ho confrontate quattro o cinque e alla fine ho scelto quella di Vera Dridso edita da Einaudi

Trovate un momento silenzioso, fate un bel respiro, lasciate andare i pensieri e leggete questo brano come si accarezza un bambino...

***

- Essa aveva in mano orribili fiori gialli inquieti. Non so come si chiamino, ma sono sempre i primi ad apparire a Mosca. Questi fiori si stagliavano nettamente sul suo soprabito nero primaverile. Aveva fiori gialli! Un brutto colore. Dalla Tverskaja svoltò in un vicolo e si voltò. Conosce la Tverskaja, no? Lungo la Tverskaja camminavano migliaia di persone, ma le garantisco che essa vide me solo e mi guardò, non dico preoccupata, ma addirittura in un certo qual modo morboso. Fui colpito non tanto dalla sua bellezza, quanto dalla straordinaria, mai vista solitudine nei suoi occhi! Ubbidendo a quel richiamo giallo, anch'io svoltai nel vicolo e la seguii. Camminavamo in silenzio lungo il vicolo triste e storto, io da un lato, lei dall'altro. E si figuri che non c'era anima viva. Mi tormentavo perché mi sembrava che fosse necessario parlarle, e temevo che non sarei riuscito a pronunciare neppure una parola, e lei se ne sarebbe andata, e non l'avrei mai più rivista. E s'immagini, a un tratto fu lei a parlare:
- Le piacciono i miei fiori?
Mi ricordo chiaramente il suono della sua voce, alquanto bassa, ma con brusche variazioni di tono, e - è sciocco, lo so - parve che un'eco risuonasse nel vicolo e si ripercuotesse nel muro giallo e sporco. Passai in fretta sull'altro marciapiede e, avvicinandomi a lei, risposi:
- No.
Mi guardò sorpresa, e, di colpo, in modo del tutto inatteso, sentii che per tutta la vita avevo amato proprio quella donna! Che storia, eh? Lei dirà, naturalmente, che sono pazzo. 
- Non dico niente, - esclamò Ivan, e soggiunse: - La supplico, continui!

domenica 9 gennaio 2011

Indovinello di critica letteraria

19 : commenti
"...una massa di anime morte, non più servi della gleba ma servi di un sistema disumano, può essere suggestionata e avvinta da un gran ciarlatano che sappia recitar bene la sua parte."


Chi lo ha scritto? 

Quando? 

A cosa e/o chi si riferiva? 


No, non si parla della povera Italia di oggi, anche se sembrerebbe. Vi ho invece proposto un vero e proprio quiz alla Fahrenheit. La lampadina potrebbe accendersi a chi avesse letto con grande attenzione una specifica edizione di un certo libro (senza saltare la nota introduttiva!) e non mancasse (a me manca!) un'ottima memoria.

N.B. Nonostante il libro in questione sia assai famoso, ho iniziato a leggerlo solo oggi e già mi ritrovo io a essere nelle sue "mani" e non capire come ho potuto aspettare tanto! Che volete che vi dica, il libro arriva quando il lettore è pronto, così come il Maestro con l'allievo...

Post scriptum del giorno dopo. Visto lo scarso entusiasmo che il quiz sta raccogliendo (in effetti non è facile) s'impone un aiutino. Suggerisco la soluzione alla prima e seconda domanda: quale sarà quella giusta?

Almeno sulla terza domanda buttatevi però!

P.S. Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato al gioco. Se volete leggere un bel passo del libro a cui conduceva questo post andate qui.

mercoledì 5 gennaio 2011

Le uova fatali

3 : commenti
Bloccato a casa con un'insolita febbre, ho deciso di leggermi Le uova fatali, racconto di un centinaio di pagine, amabilmente grottesco e di genere contro-utopico, scritto nel 1924 da Michail Bulgakov (1891-1940), autore del celeberrimo Cuore di Cane (1925).  Me l'ha prestato un'amica qualche giorno fa consigliandomelo. Cito dalla quarta di copertina: 
"La terrificante ipotesi di una pianificazione genetica degli uomini, con il pericolo di un presunto progresso impossibile da controllare, trova nel grottesco racconto Le uova fatali (1942) l'esito di una brillante utopia negativa o "contro-utopia."
"Un racconto satirico e avveniristico [...] in cui l'invincibile, ottuso strapotere burocratico e poliziesco genera i mostri che sono fra noi."

Notare il refuso andato in stampa: 1924 è diventato 1942!

P.S. L'ho letto nel corso della notte. Quale disastro può nascere da uno scambio di uova! Godibilissimo e per nulla datato, direi che lo preferisco al più famoso Cuore di cane. Sarei curioso di vederne una trasposizione cinematografica che ne conservi l'atmosfera sovietica e il finale in stile guerra dei mondi di Wells.

E adesso una piccola divagazione. Addentrandomi nell'introduzione di Giovanna Spendel, nell'edizione Oscar Mondadori che ho tra le mani, c'è un punto in cui si parla di altre opere russe, coeve e di genere analogo a Uova fatali
"...l'interesse del lettore comune non si rivolgeva semplicemente a una vicina e frantumata quotidianità, ma si spingeva oltre, concentrandosi con sempre più dubbiosa insistenza sulle prospettive di un futuro possibile.
Noi, il famoso romanzo di E. Zamjatin, rappresenta nella storia della letteratura sovietica la prima angosciosa risposta ad un interrogativo del genere. Assai più moderati (e talvolta persino apologetici) appaiono i romanzi, anch'essi orientati nella prospettiva del futuro, di Il'ja Erenburg Le avventure di Julio Jurenito e Trust D.E., di Aleksej Tolstoj Aelita, di Valentin Kataev L'isola Erendorf e di Boris Larënov La distruzione della repubblica di Itl', tutti pubblicati fra il 1922 e il 1925."
Per chi come me è abituato a procedere per libere associazioni, l'idea che 80/90 anni fa qualcuno avesse fantasticato della distruzione di una tal repubblica di Itl' suona - facendo i debiti scongiuri! - come una sorta di profezia su quanto capita in Italia in questi anni. Perciò ho curiosato su internet, ma ahimè ho trovato ben poco:
Nient'altro. Temo dunque che la mia inguaribile curiosità stavolta resterà inappagata! 

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