Come promesso torno a parlare di letteratura e amore, pure se per me ora non è tempo di amare... forse non è male, perché una volta tanto sto dedicando le mie energie a me stesso più che a una donna. Fermo restando che mi porto dentro, stampata nel cuore, una tra tante frasi toccanti di Into the wild: happiness only real when shared.
Da Il Maestro e Margherita, il capolavoro di Bulgakov, riporto un passo indimenticabile, l'incontro tra Margherita e il Maestro, molto di più che un "semplice" colpo di fulmine! E sfido a scagliare la prima pietra chi non ha mai sognato di essere protagonista di un incontro così.
Sono state pubblicate innumerevoli traduzioni di questa opera, in libreria ne ho confrontate quattro o cinque e alla fine ho scelto quella di Vera Dridso edita da Einaudi.
Trovate un momento silenzioso, fate un bel respiro, lasciate andare i pensieri e leggete questo brano come si accarezza un bambino...
***
- Essa aveva in mano orribili fiori gialli inquieti. Non so come si chiamino, ma sono sempre i primi ad apparire a Mosca. Questi fiori si stagliavano nettamente sul suo soprabito nero primaverile. Aveva fiori gialli! Un brutto colore. Dalla Tverskaja svoltò in un vicolo e si voltò. Conosce la Tverskaja, no? Lungo la Tverskaja camminavano migliaia di persone, ma le garantisco che essa vide me solo e mi guardò, non dico preoccupata, ma addirittura in un certo qual modo morboso. Fui colpito non tanto dalla sua bellezza, quanto dalla straordinaria, mai vista solitudine nei suoi occhi! Ubbidendo a quel richiamo giallo, anch'io svoltai nel vicolo e la seguii. Camminavamo in silenzio lungo il vicolo triste e storto, io da un lato, lei dall'altro. E si figuri che non c'era anima viva. Mi tormentavo perché mi sembrava che fosse necessario parlarle, e temevo che non sarei riuscito a pronunciare neppure una parola, e lei se ne sarebbe andata, e non l'avrei mai più rivista. E s'immagini, a un tratto fu lei a parlare:
- Le piacciono i miei fiori?
Mi ricordo chiaramente il suono della sua voce, alquanto bassa, ma con brusche variazioni di tono, e - è sciocco, lo so - parve che un'eco risuonasse nel vicolo e si ripercuotesse nel muro giallo e sporco. Passai in fretta sull'altro marciapiede e, avvicinandomi a lei, risposi:
- No.
Mi guardò sorpresa, e, di colpo, in modo del tutto inatteso, sentii che per tutta la vita avevo amato proprio quella donna! Che storia, eh? Lei dirà, naturalmente, che sono pazzo.
- Le piacciono i miei fiori?
Mi ricordo chiaramente il suono della sua voce, alquanto bassa, ma con brusche variazioni di tono, e - è sciocco, lo so - parve che un'eco risuonasse nel vicolo e si ripercuotesse nel muro giallo e sporco. Passai in fretta sull'altro marciapiede e, avvicinandomi a lei, risposi:
- No.
Mi guardò sorpresa, e, di colpo, in modo del tutto inatteso, sentii che per tutta la vita avevo amato proprio quella donna! Che storia, eh? Lei dirà, naturalmente, che sono pazzo.
- Non dico niente, - esclamò Ivan, e soggiunse: - La supplico, continui!


