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giovedì 4 agosto 2011

Decrescita felice?

Il logo del Movimento per la Decrescita Felice
Rieccomi già con voi. Oggi mi ritrovo inaspettattamente un giorno sabbatico in regalo, infatti l'udienza in Tribunale, a cui partecipavo come esperto, comprendeva soltanto quattro istanze di cui tre rinviate alla prossima seduta! Adesso ho l'imbarazzo della scelta sulle cose da pubblicare nel blog, e anche parecchie cose da leggere rimaste in arretrato.

Voglio cominciare cogliendo al volo la segnalazione, lasciata da Gwon. Han scritto altrove:  
  
#151 Libero on 08.03.11 at 23:59
I sostenitori della fusione fredda sono fondamentalmente degli umanisti nel senso che desiderano che l’uomo possa continuare a gozzovigliare sulla terra con energia a basso costo. Questo è un buon motivo per molti per continuare a credere nella possibilità della fusione fredda. Basta leggere il blog di Passerini per averne conferma.

"Umanisti nel senso che desiderano che l'uomo possa gozzovigliare sulla terra con energia a basso costo": l'autore di questo commento ha le idee parecchio confuse su cosa possa intendersi per umanismo, e non solo su questo!

Tizzi ha scritto al riguardo questo commento: ...una buona fetta di coloro che si professano ambientalisti vedono (in misura variabile da caso a caso) di buon occhio decrescita economica, depopolazione, deindustrializzazione, accesso alle fonti energetiche sempre piu` limitato e costoso, ritorno graduale nel tempo ad uno stile di vita pre-industriale, tutto ciò in nome del "bene del pianeta e della natura" cosi` come per, in fondo, una forma di "rancore" (fosse quasi una sorta di peccato originale) verso l'uomo del mondo sviluppato che opprime le popolazioni del terzo mondo, la cosa non mi stupisce affatto. 

Gwon ha aggiunto: ...dal loro ragionamento anche la tecnologia è un nemico, pare che in sostanza vogliano un ritorno al medioevo buttando a mare anche quello che di buono la tecnologia ha fatto negli ultimi secoli. Mi sembra una tesi veramente illogica e post apocalittica. E' più logico pensare a un futuro migliore ma non troppo diverso da quello attuale, nel senso di una stabilizzazione e/o lenta e graduale riduzione degli aspetti negativi (sovrappopolazione, inquinamento, uso smodato di risorse non rinnovabili etc. etc.) e un miglioramento di quelli positivi (tecnologie avanzate). Non vedo perchè avanzamento tecnologico e sociale non possano andare avanti di pari passo.

Anche a me gli estremismi non piacciono, di qualsivoglia genere, compresi quelli eco-ambientalisti.  

Considero il modello attuale di consumo marcio, insostenibile, immorale, e il mito della crescita del PIL a tutti i costi mi fa torcere le budella; dunque non mi dispiace il concetto di decrescita abbinato a razionalizzazione dei consumi e risparmio delle risorse, purché non diventi il vessillo di una neo-crociata luddista, purché non sia spacciato per unica soluzione possibile, purché non venga usato ideologicamente per tarpare le ali a soluzioni tecnologiche che si affacciano all'orizzonte. Ovvio, onde evitare di reiterare il modus gozzovigliandi (!) serve una tecnologia con un forte componente etica, o se volete serve una tripla rivoluzione: spirituale, scientifica, economica allo stesso tempo... su vie distinte, ma parallele e collegate. Vale la pena di lottare per questo, non di buttar via l'acqua sporca (gli eccessi del consumismo) con tutto il bambino (la tecnologia). 

L'avvento di una rivoluzione energetica LENR non significherebbe distribuzione di energia totalmente gratis. Ci dovrà necessariamente essere una fase di transizione in cui l'energia continuerà ad essere un servizio da pagare (sarebbe giusto farlo in base al reddito). Ne aumenterà la disponibilità e ne diminuirà di costo, ma non fino ad azzerarsi. A parer mio, la disponibilità di energia "illimitata" non va temuta/desiderata dal punto di vista dell'individuo come destinatario finale, ma va salutata con grande favore in prospettiva di usi "socio-ambientali" collettivi e planetari oggi inimmaginabili a causa dei costi. Energia disponibile per salvare il mondo dalla pazzia umana. Energia disponibile per garantire una vita dignitosa a ogni essere umano. Energia disponibile per migliorare la qualità del vivere più che la quantità dei consumi, visto che ormai è più che sfatato il mito che più consumo meglio sto. 

Dopo avere abusato in maniera irresponsabile del nostro pianeta nel XX secolo, ci siamo resi conto di averlo portato -- e noi tutti con lui -- sull'orlo del precipizio; per invertire la rotta serve un mix di tante "soluzioni", di cui la "decrescita" è una fra altre. Mettere in competizione free energy (intesa in senso lato) e decrescita è pura follia.

Dice bene Gdmster: Tutti quelli che vivono col mito del buon selvaggio da un lato mi spaventano (integralismo) dall'altro mi fanno un po' pena. Molto spesso non sanno neppure di che cosa stanno parlando e si limitano a guardare il dito invece della luna analizzando un piccolo aspetto particolare visto che analizzare il "sistema terra-uomo" nella sua interezza è praticamente impossibile. Sono abbastanza vecchio da poter raccontare che quand'ero piccolo la plastica non c'era e un ritorno a questo potrebbe far felici molti: in compenso c'era la poliomielite e un paio di miei amici se la sono presa e uno c'è pure morto. Immagino le obiezioni, nessuno di loro dice di fermare la ricerca medica...
Senza energia la ricerca non si fa: quanti sanno che consumano più energia a girare su google che ad andare in macchina in ufficio? L'Unione Europea, nel 7° programma quadro, ha introdotto come tema di ricerca le "green telecommunications" intendendo tutte quelle pratiche e tecnologie che dovrebbero far sì che iTunes o Google non abbiano bisogno di una centrale termonucleare per far funzionare le loro server farm. A breve l'informazione costituirà la maggiore fonte di dispendio energetico nel mondo, più del condizionamemento o del trasporto. La ricerca della cura anticancro comporta come effetto collaterale l'abbattimento della foresta amazzonica o, speriamo, la creazione di centrali LENR. Molta energia si spreca, molta è assolutamente necessaria. Quanto alla qualità della vita, il fatto che in Italia si sia passati da 48 a quasi 80 di vita media nel corso di pochi decenni dovrebbe fornire un'indicazione chiara: già mi aspetto l'obiezione che prima però la vita era più genuina. La generazione prima della mia alla mia età portava la dentiera. Io non conosco nessuno dei miei amici o parenti della mia età che la porti. Del resto il mito del peccato originale ce lo portiamo dietro da millenni e nessuno ci convincerà mai che la vita la stiamo migliorando invece di peggiorarla. I catastrofisti sono sempre dietro l'angolo: i cellulari ti faranno morire di cancro... può darsi, intanto hanno salvato migliaia di vite (milioni?): quando il bilancio sarà in perdita riconsideremo il problema. 

E conclude benissimo Sukoy: Siamo un virus per il globo, i virus si possono distinguere in due categorie quelli stupidi e quelli non stupidi. I virus che ammazzano l'organismo ospite fanno parte del primo tipo e sono mediamente più giovani e poco evoluti in quanto ammazzando l'ospite non hanno avuto tempo. Molti altri che popolano qualsiasi specie vivente,per l'intero ciclo di vita di un essere diventano addirittura necessari ai fini della vita stessa dell'ospite. Noi dobbiamo diventare il più in fretta possibile del secondo tipo.

(tutti i commenti citati in questo post provengono da Quello che un barometro può fare)

33 : commenti:

Alberto ha detto...

Se può interessare, ecco un manuale di fuga fai-da-te. C'è un po' di decrscita, un po' di liberazione dai condizionamenti.

Suggerimenti apprezzati.

http://www.ingannati.it/post-scriptum-papillon/

Matteo ha detto...

>Molti altri che popolano qualsiasi specie vivente,per l'intero ciclo di vita di un essere diventano addirittura necessari ai fini della vita stessa dell'ospite. Noi dobbiamo diventare il più in fretta possibile del secondo tipo.
-----------------------------------
Spero non si arrivi al punto di diventare essenziali per la sopravvivenza dell'ospite.. saremmo dei virus ancora più intelligenti se non si arrivasse a questo.

Tizzie ha detto...

Il movimento per la decrescita felice, come concetto mi sembra una versione all'acqua di rose del Voluntary Human Extinction Movement.

Entrambi vanno in ogni caso contro i miei principi di massima priorita` a progresso tecnologico, umano e del benessere esteso a tutti.

"Decrescita" rappresenta l'esatto contrario e ad oggi non puo` essere attuata solo mediante la riduzione degli sprechi (cosa di per se buona) come ingenuamente si vuole far pensare.

gwon ha detto...

@Daniele
Quarto capoverso parte centrale
"..ci siamo resi conto che in??? è molto piccolo..."

Dal senso forse intendevi il margine ?
Forse altro.....

Bell'articolo dopo commento.

sukoy ha detto...

@Matteo
Condivido pienamente, ma bisogna comunque accettare che la nostra semplice presenza modifica l'ambiente. E' prerogativa di qualsiasi specie animale intelligente modificare l'ambiente circostante ai propri fini. Sta a noi trovare il giusto equilibrio, pensare ad un impatto zero, a mio avviso, è utopico. E' come pensare di fare una misura senza perturbare il sistema che si sta misurando.

In questo senso penso che se e quando le LENR arriveranno in commercio potranno modificare solo in bene il rapporto che abbiamo col nostro pianeta. Nulla vieta che avendo una tale quantità di energia a disposizione si possa riparare ai danni fin ora commessi.Nota bene che non rinnego in nessun modo il passato dei combustibili fossili, erano necessari ed è stato giusto farlo. Oggi abbiamo delle alternative, alternative (a prescindere dalle LENR) che perturbano il modello economico globale imposto. Daniele ha menzionato ad esempio l'esempio di un PIL sempre crescente, questa è una delle cose che mi hanno sempre turbato, ma quando poi leggi e capisci che tutta l'economia globale si indebita con se stessa perchè garantisce un PIl sempre crescente capisci quanto è assurda ma necessaria la cosa. Nessuna nazione basa la propria ricchezza sullo stato attuale ma su quella che può generare in futuro. Questo è un modello ma non l'unico. E' noto che l'economia sia passata alla storia come l'unica scienza triste.
Questo è comunque il mio pensiero e si basa su quello che so, sono qui per discuterlo.

Daniele 22passi ha detto...

@Alberto
Fai più pubblicità tu al tuo libro qui dentro che io ai miei... ma tranquillo, non ti censuro! :))
Un abbraccio

@Matteo
Io la metterei così. Se ritorniamo ad essere "virus buoni" sopravvive il pianeta che ci ospita (in breve Gaia) e sopravviviamo noi.
In caso contrario di Gaia muore il derma che ci sostiene e di conseguenza noi. Dopodiché il derma si riformerebbe per ospitare altre forme di vita più intelligenti (si spera) di noi. Non siamo così potenti da uccidere Gaia, o meglio, se anche per assurdo ci provassimo uccideremmo comunque prima noi che lei.
Al punto in qui siamo arrivati, sospetto che per salvare il derma di Gaia siamo indispensabili: siamo la malattia potenzialmente mortale e l'unica cura possibile allo stesso tempo. Bella roba eh!

@gwon
Grazie, era un refuso, ora l'ho sistemato. Piuttosto, mi fa invece impazzire l'editor che schiaffeggia il mio perfezionismo aggiungendo righe a capo contro la mia volontà. Non mi va di perder tempo a intervenire direttamente sul codice html, ma sappi che "soffro" a vedere quegli spazi vuoti incongrui! :)))

sukoy ha detto...

Condivido, sia chi crede nell'impatto zero sia chi crede che le risorse siano infinite partono dallo stesso presupposto e cioè che l'uomo non fa parte della natura. Questo è illogico è la natura che ci ha messi in questa posizione. Fin ad oggi abbiamo sbagliato, a volte ne avevamo veramente bisogno, ma qualsiasi intelligenza ha bisogno di commettere errori per poter imparare. Adesso ne abbiamo coscienza e abbiamo l'obbligo di riequilibrare le cose. Qualcuno ha mai pensato che forse è la vita stessa che ha bisogno di una specie intelligente per continuare ad esistere?

ant0p. ha detto...

la decrescita felice è un'altra ideologia sballata quanto la crescita forzata.
quello che mancano sono i margini..se funzionasse l'e-cat ci sarebbero molti più margini di sicurezza nella crescita ad esempio, mentre per decrescere i margini ci sarebbero senza certe forzature imposte da certe ideologie, ma tra il decrescere e il primitivismo voluto da certa retorica ambientalista da 4 soldi ce ne corre..almeno avessero il coraggio di dire sul serio cosa pensano come aveva fatto unabomber (quello americano) nel suo manifesto primitivista:)) non ero d'accordo con quello che voleva ma almeno era chiaro e logico nel suo modo di ragionare..gli ambientalisti alla grillo invece sono solo degli squallidi furbetti..

Matteo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Matteo ha detto...

Partiamo dalla considerazione che é evidente come con l'attività antropica si sia intaccato praticamente ogni ecosistema in ogni angolo del pianeta.
Tuttavia se l'uomo sparisse da un momento all'altro la vita si rimpadronirebbe del pianeta (nel senso di quelle aree ecumeniche ove le forme di vita sono ridotte al minimo), certamente non più come prima ma perlomeno ripartirebbe il tutto.
Da questo punto di vista ORA non siamo essenziali per la terra, ma non è da escludere che se andiamo ad antropizzare/inquinare, oltre un certo livello potrebbe essere necessario un intervento dell'uomo stesso per salvare la vita.
Siamo distanti da ciò ma meglio neanche avvicinarsi a un livello tale.

Per cambiare l'attuale direzione che è sbagliata su cosa agire?
secondo me i punti sono riassumibili cosi:
1 - differente modello economico;
2 - soluzioni tecnologiche e sviluppo scientifico;
3 - politiche demografiche di contenimento della crescita;

Chi può pensare di modificare le attuali regole dell'economia? non mi viene in mente nessuno, i governi fanno fatica a salvare i propri i propri stati dal default, evidentemente contano sempre meno, il libero mercato ha portato a questo.
Poi le entità economiche che dovrebbero accordarsi sono sempre di più e soprattutto non dimentichiamoci che prima di parlare di decrescita, dobbiamo considerare che la gran parte della popolazione mondiale è povera e soggiogata dall'imposizione di un numero sepre crescente di beni secondari (il consumismo arriva anche nel terzo e quarto mondo ahimè), che crescono molto di più del loro reddito. è impensabile di lasciare via libera di sviluppo alla Cina, mntre USA ed UE obbligati a decrescere, cambierebbero gli equilibri politici, insomma non sta in piedi.
(qui si potrebbero innestare una miriade di altri discorsi: per esempio se per i paesi sviluppati è adeguato impiegare il PIL come metro di misura per lo sviluppo, dove vengano impiegati i fondi dei peasi africani invece di supportare lo sviluppo, etc..)

Possono bastare i punti 2 e 3 senza passare per il punto 1 che sembra il più difficile da realizzare? boh, magari con le LENR si farebbero uno o due passi avanti ma non sarebbe comunque finito il cammino.

Miglietto ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Max Altana ha detto...

mah, io francamente non mi preoccuperei. Ho visto che nella loro università fai da te insegnano a fare il formaggio in casa.

Si autoelimineranno. Perche madre natura ci ama :D

Max ha detto...

Caro Daniele , sposo in pieno il tuo pensiero anche se dubito fortemente che arrivati a questo punto la scienza saprà tirarci fuori dai guai in cui ci siamo cacciati. Ormai è tardi per un miracolo e quindi non ci resta che rallentare lo sviluppo economico e parlare di "decrescita sostenibile" anzichè di "sviluppo sostenibile", almeno finchè nuove tecnologie, e speriamo che l' E-Cat sia una di queste, non ci consentiranno di produrre grandi quantità di energia pulita e rinnovabile consentendo all'umanità e di riprendere con slancio il suo cammino. Sono convinto che in questo momento la scelta della decrescita è ineluttabile, malgrado tutti i governi del mondo, di destra di centro e di sinistra, si affannino a perseguire la logica perversa della crescita e dello sviluppo economico ad ogni costo ( maledetto PIL! ).
Volenti o nolenti siamo all'inizio di una fase post-industriale dove il lavoro dell'uomo deve ritornare protagonista a scapito del lavoro delle macchine perchè l'energia necessaria per muoverle è palesemente insufficiente o la sua produzione diventerà troppo costosa in termini economici, sociali e ambientali.
Dunque meno energia disponibile, meno consumi legati ai trasporti e all'energia ma, paradossalmente, alla discesa della produttività corisponderà un aumento dei posti di lavoro che saranno legati ad una produzione locale e allo sviluppo di un'economia sociale e solidale. Non si tratta come pensa qualcuno di tornare al medioevo, ma di una rinascita ( e del Rinascimento noi siamo stati gli inventori e i maestri!)
E' ora di scalare marcia ( fare "downshifting", come si usa dire oggi ) per dare vita, partendo prima da noi stessi e da chi ci sta intorno, ad una nuova ecologia della politica che sappia cambiare radicalmente il suo linguaggio e chiuda, per un tempo più o meno lungo, l'ombrello bucato della "crescita sostenibile" per accogliere il messaggio che ci viene dalla natura e che ci chiede di intraprendere, senza indugi e per il bene nostro e delle generazioni future, il cammino della decrescita.
Non è detto che staremo peggio e comunque sarà solo una pausa nel nostro cammino: il tempo e il denaro non sono beni così preziosi.
Massimo Calì

gwon ha detto...

@Max
"Volenti o nolenti siamo all'inizio di una fase post-industriale dove il lavoro dell'uomo deve ritornare protagonista a scapito del lavoro delle macchine perchè l'energia necessaria per muoverle è palesemente insufficiente o la sua produzione diventerà troppo costosa in termini economici, sociali e ambientali."

Ma... hai presente il Luddismo che già citava Daniele ?
Non vedi delle inquietanti analogie ?
Con cosa le sfami 7 miliardi di persone ? Oppure dici vabbeh tanto in una generazione si dimezzano, dopo un altra si dimezzano ancora e così via, fino a quando uno non avrà abbastanza ettari procapite per sfamarsi con quello che trova........
Ma non vi sembra di essere un pò esagerati ? La tecnologia di per se non è un male !!! Sono i suoi usi sbagliati che rovinano il mondo.

Cesare ha detto...

Io sono un ambientalista e un sostenitore della decrescita felice. Se mi guardo in giro vedo un mondo grasso: sono grasse le persone perché si nutrono di cibi grassi: formaggi e carni, per produrre le quali si deforesta l'Amazzonia: gli animali mangiano cibi vegetali e sono necessari 15 Kg di cereali per avere 1 Kg di carne; sono grasse le automobili: sono sempre più grosse sia come dimensione che come cilindrata e consumano di più, l'anidride carbonica finisce in atmosfera, un terzo resta qui, i restanti due terzi finiscono in mare e lo rendono acido, il Ph degli oceani è sceso di 0,1.
La tecnologia ci rende sempre più potenti man mano che la tecnologia procede e a cosa serve questo? a curare il cancro o a restare in coda sulla tangenziale mentre si va stressati al lavoro per lanciare sul mercato l'ultimo gadget tecnologico? o per produrre l'ultimo modello di Suv? o per andare in vacanza dall'altre parte del mondo in un resort? Che poi non si capisce perché si debba andare così lontano visto che sono tutti uguali. O magari per andare in una meganave da crociera in giro per il Mediterraneo.
Se poi si solleva qualche questione ecologica ecco che piovono addosso mille critiche la maggior parte delle quali sono completamente assurde pare che gli ecologisti siano una centrale di potere massonico in grado di bloccare lo sviluppo quanto in realtà quasi nessuno ci da retta, no tutte queste critiche sono indice di cattiva coscienza.
In natura quando una specie può crescere lo fa in modo esponenziale fino ad esaurire le risorse alimentari e allora decresce per forza e spesso distrugge pure il suo ecosistema, la speranza è che l'umanità sia abbastanza intelligente da rendersene conto ma a me sembra che si occupi prevalentemente di soddisfare i propri vizi senza acquisire una reale coscienza del mondo in cui vive.

gwon ha detto...

@Cesare
Quindi se ti fanno schifo alcuni aspetti della tecnologia, vuol dire che fa schifo tutta la tecnologia ?
Se ti fanno schifo alcuni aspetti della civiltà, ti fanno schifo tutti i traguardi raggiunti dalla civiltà?
Non riuscite a rendervi conto che è impossibile un ritorno al passato ?
O meglio di certo non è possibile per 7 miliardi di persone........
Buttiamo a mare 6,5 mld e vediamo se per 500 mln le tecnologie di 300 anni fa sono sufficienti ?
Comunque non preoccupatevi gli scenari che vi piacciono tanto prima o poi sicuramente arriveranno, basta una apoalissi che stermini il 90% dell'umanità, chessò IIIWW, una invasione aliena, un virus incurabile, la fine di quasi tutte le risorse........
Su una cosa avete ragione così non si può andare avanti, ma non si può neppure tornare indietro come per magia come pensate voi.

robi ha detto...

noi continuiamo a pensare la tecnica come uno strumento a nostra disposizione, mentre è diventata l ambiente che ci circonda.
il problema è diventato ,non cosa possiamo fare con la tecnologia ma che cosa la tecnologia può fare di noi.

gwon ha detto...

Per fortuna che questo blog doveva essere un covo di elementi "che desiderano che l’uomo possa continuare a gozzovigliare sulla terra con energia a basso costo" ;)

Libero........ mi sa che hai proprio toppato qui si va dal luddismo a un mantenimento/leggera decrescita sostenibile..........

Cesare ha detto...

@Gown
Io non voglio tornare indietro anzi voglio andare avanti, e non sono contro la tecnologia altrimenti non sarei qui a scrivere su un computer; il problema è quali tecnologie vogliamo usare e per fare che cosa. Per fare un esempio oggi in mare vanno pescherecci di cento metri con il sonar, sono molto efficaci ma distruggono la fauna marina (oggi nelle coste italiane il pescato è molto diminuito a causa della pesca intensiva) è chiaro che ci vuole una regolazione; ciò coinvolge anche gli stili di vita per cui mi sembra che da noi in Italia un po' di decrescita (che non significa tornare indietro di trecento anni ma magari prendere una macchina più piccola che costa meno e brucia meno benzina grazie a una migliore tecnologia) non ci farebbe male e a mio parere saremmo meno stressati e anche più felici.

robi ha detto...

gwon
come dici non si può tornare indietro.
Però la tecnologia dovrebbe essere abbinata ad uno scenario umanistico.
Dovrebbe tornare ad esser mezzo e non fine

notte

gwon ha detto...

@Cesare
Quello che poi non capisco è perchè allora associate crescita (tipicamente PIL) con ambiente e società. Il pil può aumentare sia che spendi più soldi per i combustibili fossili, sia che spendi quei soldi per ricerca, sia che li spendi per energie verdi, ospedali o scuole...
Il pil cresce sia che uno butta soldi nel water per un suv sia se si prende una vettura elettrica da città......
Se poi si parla di decrescita demografica è un altro discorso...

Pino Grasso ha detto...

Povertà significa mancanza di energia. Quando non ci saranno più poveri perchè l'energia è disponibile a tutti l'unico aspetto negativo che vedo è la probabile spinta all'aumento del numero degli umani.

Evento che la cultura probabilmente generata dalla ricchezza dovrà fermare, senza arrivare al limite fisico del sistema che prima o poi si raggiunge per forza.

Sette miliardi di persone distruggono ogni giorno almeno 7 miliardi di chili di ciò che è stato vivo.

Quelle persone non sono piante, è vita che si nutre di vita, un'altra forma di se stessa in un eterno mangia mangia, cambia cambia.

Inevitabilmente arriverà un momento quando sul pianeta non ci sarà altra vita da mangiare ed è meglio stare molto lontani da quel punto, ricchi o poversi che si sia :-)

Cesare ha detto...

@Gown
In effetti hai ragione il PIL cresce anche con le soluzioni rinnovabili; a mio parere in ogni modo la decrescita del PIL se ben gestita può essere un vantaggio in quanto si producono molte cose che non servono (siamo già cresciuti troppo) e a me sembra che abbiamo bisogno più di rapporti umani, di conoscenza: di beni che non si comprano.
Ora so che nella nostra società è utopico, in questi giorni poi in cui governo e forze sociali hanno un unica priorità: ricominciare a crescere! ma cominciare a pensare a una società stabile e armoniosa mi sembra una cosa buona.
Ciao un abbraccio, ora scappo vado a camminare in montagna e sto via tre giorni.

agobit ha detto...

I fautori della decrescita felice non parlano mai della vera decrescita di cui c'e bisogno:quella demografica. Secondo costoro bisogna decrescere il Pil, frenare il mercato globale, ridurre i consumi, tornare all'economia locale. In un mondo di sette miliardi di umani ciò si traduce in povertà. Sette miliardi di umani si sostengono con la produzione di macchinari, concimi, prodotti chimici, trasporti, idrocarburi, cemento, legname ecc. Se riduciamo la produzione avremo un mondo sovrappopolato e povero. Bisognerà stampare moneta e si tornerà ad una inflazione a due-tre cifre. Si fermerà il progresso tecnologico e la ricerca. Per tentare di
ridurre la produzione bisogna ridurre in primo luogo la
sovrappopolazione del pianeta. Chi inoltre deve assicurare la decrescita? Con quale meccanismi di costrizione e di controllo? La libertà e' connaturata e inscindibile dalla libertà economica. Dovremmo per forza ricorrere ad uno Stato autoritario, a funzionari e burocrati, a comitati centrali e commissioni di controllo. Tutte cose che abbiamo già
provato con esiti catastrofici nel XX secolo.

robi ha detto...

Se le porte della percezione fossero abbattute, ogni cosa apparirebbe come è, infinita. W.Blake
quando ,anche uno scienziato ,invece di sorridere a queste frasi, le considererà come una percezione dell universo uomo,allora saprò che la tecnologia è solo un mezzo a disposizione dell umanità.

robi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
busilli ha detto...

Ricordo che la decrescita felice al momento riguarda solo il 20/30% della popolazione mondiale. I restanti si sono messi a tavola "ora" e vogliono saziarsi.
E' logico che la tecnologia è uno strumento e non il fine o il male come qualcuno vuol farci credere. E' l'utilizzo che nè facciamo che può essere sbagliato. Personalmente ritengo (e
non sono un troll), da un punto di vista "radicale", che gli ecologisti, ambientalisti, i presunti sostenitori di una simbiosi dell'uomo con la natura, sono dei miopi, egoisti ed ipocriti.
L'uomo sfrutta tutto ciò che può accaparrare per la sopravvivenza ed inevitabilmente distrugge.
Alby

Miglietto ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
robi ha detto...

busilli
è logico che la tecnologia sia un mezzo

non è vero.oggigiorno perchè una cosa sia possibile deve passare attraverso la critica e la prova del pensiero tecnico
La tecnica è diventata il nostro metro per ogni avvenimento.
ti faccio un esempio
un giorno camminando in alta montagna ,il cuore ha cominciato ad andarmi così fuori giri che non riuscivo più a fare un passo.Subito mi hanno offerto delle pastiglie ,ma ,uno mi si avvicina e mi dice che respirando in una certa maniera sarebbe potuto passare il malore.Per farla corta,a sera son tornato sulle mie gambe.
I commenti son stati:-con le pastiglie ti sarebbe passato prima ,o ,si vede che ti doveva passare..
Non era una" stregoneria" no, nessuno aveva capito (o non voleva capire)che avevo imparato un "arte".

lutoit ha detto...

Basta prendere un telescopio per vedere quanto è grande l'Universo e quanta energia e risorse ci sono.

I decrescentofelicisti sono solo dei provincialotti planetari, una deriva dei piccodelpetrolismo espansa a tutto.

La materia grigia umana, quella si, che è la cosa più preziosa del Mondo, cerchiamo solo di usarla bene.

Daniele 22passi ha detto...

@tutti
Uno dei prossimi post che farò sarà alla "rivoluzione economica" dell'Islanda, su cui ha portato la mia attenzione Robi qualche giorno fa. Credo che questo piccolo Stato abbia molte cose da insegnarci, pure se il suo modello di democrazia quasi-diretta è difficile da esportare in nazioni più popolose.
Considerate che l'Islanda fa solo 320.000 abitanti... la mia Umbria ne fa 907.000, quasi 3 volte tanto! :)

agobit ha detto...

Vedi Daniele che mi dai ragione? Solo in un mondo assai meno popolato saranno possibili esperimenti come quello dell'Islanda.

Daniele 22passi ha detto...

@Agobit
A me sembra che la questione riguarda molto di più la crisi dello Stato-nazione... da questo punto di vista l'idea del federalismo (unità amministrative più piccole realmente autonome) non mi dispiace, ma non nel modo alla polenta e vino apparecchiato dalla Lega.
C'è poi tutta la crisi dell'economia occidentale... non so se i Maya avevano ragione, ma di certo tutti i nodi stanno venendo al pettine adesso e l'anno prossimo non potranno che acuirsi ancora di più. 'Sto benedetto 20/12/2012 è alle porte ormai.

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