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mercoledì 7 maggio 2008

Ordine e pulizia dentro come fuori

Ancora saggezza tibetana... letta in perfetta sincronicità con ciò a cui sto dedicando questa settimana: la cura della mia casa. Anche il feng-shui cinese (mettiamo per una volta d'accordo Tibet e Cina!) afferma chiaramente la corrispondenza psicologica tra ordine e pulizia delle stanze in cui abitiamo e ordine e pulizia della nostra mente; l'ho sperimentato tante volte.

Però senza esagerare: come il bello delle persone sta spesso proprio nei loro difetti così le nostre case non devono essere perfette e asettiche, ma trasmettere quel quid di "vissuto" e "umano" tale da renderle calde, accoglienti e un po' seducenti.


Ai tempi di Buddha

In passato, ai tempi di Buddha Shakyamuni, c'era un monaco molto ottuso chiamato Chudapantaka. Il Buddha gli aveva assegnato come pratica quella di pulire continuamente il tempio. Questo compito era combinato con la recitazione di due brevi frasi, 'dul pam' e 'dri-ma pang', che in tibetano significano 'abbandonare la polvere' e 'abbandonare le macchie'. Chudapantaka era così ottuso che non riusciva nemmeno a ricordarsi queste due brevi frasi, per cui quando si ricordava la prima si scordava la seconda, e quando si ricordava la seconda scordava la prima. Ma dopo un certo periodo di questa pratica, il monaco comprese quale fosse il vero significato delle parole che doveva recitare. Comprese che 'abbandonare la polvere' non si riferiva alla polvere esterna, quella della stanza, ma alla polvere interiore, quella della mente. E comprese che la seconda frase che doveva recitare, 'abbandonare le macchie', non si riferiva alla sporcizia dell'ambiente esterno ma a quella interiore della propria mente. Con questa semplice pratica di pulizia egli poté compiere sia una purificazione che un'accumulazione di merito, di energia positiva dentro di sé. Anche noi se teniamo la nostra stanza pulita, sentiremo che la nostra mente si acquieterà, sarà calma e gioiosa.

Da "108 Piccole Storie (sorte dall'incontro con i Lama tibetani)" - a cura di Francesco La Rocca - Je Tzong Khapa Edizioni (2004).

2 : commenti:

danDapit ha detto...

Posso limitarmi a sogghignare?
eh eh...
sogghigno per infiniti motivi!
e fra i tanti quello interiore della pulizia che sto facendo negli armadi, nello svuotare e "abbandonare il passato"!! ^__^
Un abbraccio!

Daniele Passerini ha detto...

Si, stiamo proprio attraversando la stessa fase... ma da quel che mi hai fatto capire, ho meno "strati" da rimuovere di te... forse ho un karma meno duro. :-)
Dai sto scherzando!
Forza e coraggio che...
siamo già a maggio!

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